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LALEGENDA

SANCTAECLARAE VIRGINIS





INCOMINCIAIL TESTO DELLA VITA DI S. CHIARA VERGINE

EPER PRIMO DELLA SUA NASCITA


1.La mirabile donna Chiara per nome e virtùdella cittàdi Assisitrasse l'origine da assai chiara stirpe; col beatoFrancesco fu dapprima concittadina in terra e poi conregnante neicieli. Il padre suo era cavaliere e tutto il gentilizio da entrambii rami di nobiltà cavalleresca; la casa ben provvistaecopiosein relazione allo stato della patriale ricchezze. Lamadre suadi nome Ortolanache avrebbe partorito una pianticellafruttifera nell'orto della Chiesaera essa medesima non pocodoviziosa di buoni frutti. Inverobenché soggetta al giogoconiugalebenché vincolata dalle cure della famigliatuttavia si dedicava a tutto potere al culto divino e compivafrequenti opere di pietà. Giacché per devozione passòaltremare con i pellegrinie visitati quei luoghi che l'Uomo-Dioaveva santificati con le sue sacre ormeinfine con gaudio ritornòindietro. Poiancora per pregarearrivò a San MicheleArcangelo e più devotamente visitò il limitare degliApostoli.


2.A che altre parole? Dal frutto si consce l'albero ed il frutto traepregio dall'albero. Precedette nella radice copia di divino favoreaffinché nel ramoscello seguisse abbondanza di santità.Infine la donna pregnante ed ormai vicina al partomentre davantialla croce in chiesa pregava intensamente il Crocifisso che laliberasse salutarmente dal pericolo del partoudì una vocedirle: "Non temeredonnaperché sane e salva partoriraiuna luce che più chiaramente farà risplendere il mondostesso". Edotta da questa profeziavolle che la neonatarinascendo col sacro battesimosi chiamasse Chiarasperando cheavrebbe adempimento in qualche modoa beneplacito della divinavolontàla chiarezza del promesso lume.



DELTENOR DI VITA NELLA CASA PATERNA.


3.Data da poco alla lucela piccoletta Chiara cominciò arifulgere di assai precoce luminosità nell'ombra mondanaefin dai teneri anni a risplendere per probità di costumi. Condocile cuore anzitutto ricevette dalla bocca della madre i primiinsegnamenti della fedeed interiormente istruendola e plasmandolalo Spiritoquel vaso davvero purissimo si rivelò un vasellodi grazie. "Stendeva volentieri la mano ai poveri edall'abbondanza della propria casa traeva di che supplireall'indigenza " di molti. Ed affinché il suo sacrificiofosse più gradito a Diosottraeva al proprio corpicciulo icibi delicatinascostamente inviandoli a mezzo di incaricati aristorare le viscere dei deboli. Così crescendo con lei findall'infanzia la misericordiaella aveva spirito compassionevolecommiserando le miserie dei miseri.


4.Si compiaceva dell'assiduità nella santa orazioneed iviassai di frequente soffusa di soave odorea poco a poco attuava unavita di cielo. Poiché non aveva filze da fare scorrere perdire i PATER NOSTERcon un mucchietto di pietruzze contava le suepreghierine al Signore. Come dunque incominciò ad avvertire iprimi moti dell'amore sacrogiudicò di dover disprezzarel'instabile coloritura del fiore della mondanitàammaestratadall'unzione dello Spirito Santo ad attribuire alle cose dappoco unoscarso valore. Perciò sotto le vesti preziose e morbideportava nascosto un piccolo cilicioapparendo adorna al di fuori pelmondoma interiormente vestendosi di Cristo.


Finalmentequando i suoi la vollero maritare nobilmentenon accondiscese puntoma differendoin apparenzaal futuro il connubio con un mortaleraccomandava la sua verginità al Signore.


Talifurono nella casa paterna i saggi della sua virtùtali leprimizie dello spiritotali i preludi della santità. Perciòridondando di sì intensi profumia guisa di cella digliaromiquantunque ben chiusasi tradiva con la sua stessa fragranza.Invero cominciòsebbene inconsapevolead essere lodatadalla bocca dei vicini e poiché veridica fama manifestava lesue segrete operela notizia della sua bontà si divulgava trail popolo.



DELLACONOSCENZA E DELL'AMICIZIA DEL BEATO FRANCESCO.


5.Come ode in tal punto celebrare il nome di Francescoil quale aguisa di uomo novello rinnovava con virtù nuove la via dellaperfezione cancellata nel mondosubito desidera ascoltarlo evederloa ciò persuasa dal Padre dagli Spiritidi cui giàl'uno e l'altra avevano ricevutosebbene in diverso modoi primiimpulsi. Né meno intensa è in luiraggiunto dallafama di sì graziosa fanciullala brama di vederla econversare con leise inqualche modotutto inteso com'era allapreda e venuto per devastare il regno della mondanitàpotessestrappare al secolo questa nobile preda e rivendicarla al suoSignore. Visita egli la fanciulla e più di frequente questaluiregolando gli intervalli degli incontriin modo che quelladivina attrattiva non si potesse umanamente percepire da qualcunonéderivasse detrimento da pubbliche mormorazioni.


Perciòaccompagnata da un'unica persona a lei familiarela fanciulla uscivadal palazzo avito e di nascosto si recava presso l'uomo di Diolecui parole le parevano di fiamma e le cui opere sovrumane. L'esortail padre Francesco a disprezzare il mondodimostrandole con vivacitàdi linguaggio come sia arida la mondana speranza e fallacel'apparenza; instilla nelle sue orecchie la dolcezza delle nozze conCristoconvincendola a custodire la gemma della purezza verginaleper quel beato Sposoche per amore si fece uomo.


6.A che indugiare in molte parole? Alle istanze del padre santissimoed al suo incalzare solerte a guisa di fedelissimo paraninfolavergine non tarda ad acconsentire. Le si spalancò tostol'intuizione degli eterni gaudiionde a confronto di essi il mondointero perdesse valoreper desiderio di essi ella s struggesseperloro amore anelasse alle nozze superne.


Edinfatti accesa di fuoco celestialecosì sovranamentedisprezzò la terrena vanagloriada non nutrire più incuore attaccamento di sorta alle pompe del mondo. Inoltre aborrendodalle lusinghe della carneormai si proponeva di "ignorare iltalamo quasi fosse colpa" bramosa di fare del proprio corpo untempio solo per Dio e studiosa di meritare con la virtùl'unione col gran Re. Ed ora interamente si affida alla prudenza diFrancescoellegendo lui dopo Dio come guida della via da tenere.Dipende ormai l'anima sua dai sacri avvisi di lui ed accoglie inaffocato petto quanto egli intorno al buon Gesù le rivela colsuo discorso. Ormai s'infastidisce dell'eleganza dei mondaniadoranmenti e reputa come sterco ogni cosache richiamil'ammirazione di fuoripur di guadagnare Cristo.



COMEPER OPERA DEL BEATO FRANCESCO PASSO' DALLA VITA SECOLARE ALLARELIGIOSA


7.Prestoaffinché lo specchio della mente immacolata non vengaoltre appannato da polvere terrenané il contagio della vitasecolare ponga il suo fermento di lievito in quella pura giovinezzasi affretta il pio padre a condurre Chiar fuori delle tenebre delsecolo.


Eraimminente la solennità delle Palmequando la fanciulla confervido cuore si reca dall'uomo di Dioper interrogarlo intorno alsuo mutamento di vitaquando ed in che modo debba attuarsi. Comandail padre Francesco che nel dì festivo ella bene acconcia eadorna vada a reicevere la palma tra la massa del popoloe la notteseguente "uscendo fuori dal campo" converta il mondanogaudio nel lutto della passione del Signore.


Perciòvenuta la domenicanel gruppo delle signore la fanciullaradiosa displendore festivocon le altre entra in chiesa. Ivi per convenientepresagio accadde checorrendo le altre a prendere le rame d'ulivomentre Chiara invece nel suo riserbo restava immobile al propriopostoil Vescovo scendendo i gradini avanzò fino a lei e lepose la palma nelle mani. La notte seguentepreparatasi secondo ilcomando del Santopone in atto la desiderata fuga con onorevolecompagnia. E poiché non le parve opportuno uscire per laporta consuetaun'altra portaostruita da legna e da pesantipietreriuscìcon una forza che a lei pure sembròstraordinariaa disserrare con le sue mani.


8.Dunque abbandonati casacittà e consanguineis'affrettoverso Santa Maria di Porziuncoladove i fratii quali presso ilpiccolo altare di Dio vegliavano in preghieraricevettero con lumila vergine Chiara. Ivi tosto lasciate le brutture di Babiloniaripudià il mondo; ivilasciando cadere per mano dei frati icapelliabbandonò i variegati ornamenti.


Nésarebbe stato conveniente che al vespero dei tempi altrove spuntassel'Ordine della fiorente verginitàse non nella corte di Coleicheprima di tutte e di tutte più degnaunica fu madrerimanendo vergine. Questo è quel luogonel quale la nuovamilizia di poverisotto il comando di Francescoebbe feliceesordiosì che lucidamente si riconosce che l'uno e l'altroOrdine religioso la Madre di misericordia partorì nella suadimora.


Poicome davanti all'altare della beata Maria ebbe preso le insegne dellasanta penitenzae quasi davanti al letto nuziale di questa Verginel'umile ancella si fu disposata a Cristosubito san Francesco lacondusse alla chiesa di San Paoloaffinché ella ivi dimorassefinché l'Altissimo disponesse diversamente.



COMEALL'ASSALTO DEI CONSAGUINEI RESISTETTE CON FERMA PERSEVERANZA.


9.Ma come ai consanguinei volò la notiziacol cuore laceratocondannano il fatto ed il proposito della verginee tutti riunitiaccorrono al luogonel tentativo di ottenere ciò ch'èimpossibile. Si valgono dell'impeto della violenzadel veleno deiconsiglidelle blande promesseper indurla a ritrarsi da siffattabassa condizioneche non s'accorda con la nobiltà delgentilizioné trova conferma in altro esempio nella contrada.Ma ellaafferrando le tovaglie dell'altaresi denuda il capotonduto e afferma che in nessun modo si lascerà strappare dalservizio di Cristo. Cresce il coraggiocol crescre della lotta deisuoie le somministra forze l'amore provocato dalle ingiurie. Cosìcosì per più giorniostacolata nella via del Signoreed opponendosi i suoi al suo proposito di santitànonvacillava l'animonon si svigoriva il fervore; ma tra le loro paroleingiuriose ed il loro dispettoella tempra l'animo alla speranzafino a che i parentirespinticedono e si placano.


10.Trascorsi pochi giornisi recò presso la chiesa diSant'Angelo di Panzo; ma poiché ivi la sua anima non avevapieno riposoper decisione del beato Francescosi trasferìpresso la chiesa di San Damiano. Quifissata l'ancora della mentecome in sicuro portonon più ondeggia per mautar di luogonon sta dubbiosa per la ristrettezzanon ha spavento per lasolitudine. Questa è la chiesaal cui restauro Francescosudò con mirabile zeloed al cui sacerdote aveva offertodenaro per restaurarla. Questa è quellanella qualementreFrancesco pregavala "voce discesa" dal legno della corocesonò così:


FRANCESCOVA E RIPARA LA MIA CASACHECOME VEDITUTTA E' IN ROVINA.


Nell'ergastolodi questo luoghiccioloper amore dello Sposo celestela vergineChiara si rinchiuse. In questacelandosi dalla tempesta del mondofinché visseincarcerò il suo corpo. "Nel cavodi questa macerie facendo il nido la colomba" d'argento generòun collegio di vergini di Cristofondò un monastero santo edette principio all'Ordine delle Povere Donne. qui nella via dellapenitenza frange le zolle delle sue membraqui semina i semi diperfetta giustiziaqui col suo incedere impronta le orme per leseguaci. In questa dura clausura per quarantadue anni spezza con iflagelli della disciplina l'alabastro del proprio corpoaffinchéla casa della Chiesa si riempia della fragranza degli aromi. E comegloriosamente sia qui vissutasi narrerà con evidenza soloquando prima si narriquante e quali grandi anime per opera di leisiano venute a Cristo.




DELLAFAMA DELLE SUE VIRTU' TUTTO INTORNO DIFFUSA.


Sisparge invero poco dopo il concetto della santità dellavergine Chiara per le vicine regionie "dietro l'odore dei suoiprofumi" da ogni parte le donne corrono. Si affrettano leverginisull'esempio di leia mantenersi per Cristo come sono; sistudiano le maritate di vivere pià castamente; nobili edillustri personeabbandonando i comodi palazzisi costruisconomiseri monasteri e per amor di Cristo reputano grande gloria vivere"nella cenere e nel cilicio". Viene incitata alleincontaminate gare perfino la gagliardia dei giovanie dai fortiesempi del più debole sesso è provocata a disprezzarela fallacia della carne. Infine molti congiunti in matrimonioconsensualmente si vincolano con la legge dell'astinenzae i martirientrano negli Ordinile mogli nei monasteri. La madre invita lafigliala figlia la madre a Cristo; la sorella attrae le sorelle ela zia le nipoti. Tutte con fervida emulazione desiderano servire aCristo. Tutte bramano divenire partecipi di quest'angelica vitaillustrata da Chiara. Innumeri verginimosse dalla fama di Chiarase non riescono ad impegnarsi nella vita del chiostronelle casepaternepur senza il vincolo di un regolasi studiano di viverenello spirito regolare. Si numerosi e grandi germi di salvezzapartoriva con l'esempio la vergine Chiarache parve adempirsi inleila profezia: "Molti più saranno i figli della solitariache non di colei la quale ha marito".




COMELA NOTIZIA DELLA SUA BONTA' PERVENNE ANCHE ALLE LONTANE.


11.Frattantoaffinché la vena di questa celeste benedizioneche scaturisce nella valle spoletananon rimanga circoscritta inbrevi confiniper divina provvidenza si trasforma in larga correnteper modo che "l'impeto del fiume rallegra tutta la popolazionedella Chiesa". Infatti la novità di sì grandiavvenimenti si sparse inlungho e in largo da ogni parte e dovunquecominciò a guadagnare anime a Cristo. Pure standosenerinchiusa Chiara comincia a diffondere chiarore in tutto il mondo eper meritati elogi chiarissima rifulge.


Riempiela fama delle sue virtù le camere di signore illustriperviene nei palazzi delle duchesse e penetra sino nei penetralidelle regine. Si piega il vertice della nobiltà a seguir levestigia di lei e dalla schiatta superba del sangue dirazza per santaumiltà. Talunedegne delle nozze con duchi e reinvitatedall'ecomio di Chiarafanno dura penitenzae quelle che giàavevano sposato i potentia lor modo imitano Chiara.


Siadornano di monasteri innumeri città; perfino zone campestri emontuose s'abbelliscono con la costruzione di tale celeste edificio.Si moltiplica il culto della catità nel mondoaprendo la viaChiara santissimae lo stato verginale è richiamato a nuovavita e riportato all'attualità. Di questi beati fioricheChiara produsseoggi felicemente fiorisce la Chiesaessa chedomanda di esserne sostenutadicendo: "Sorreggetemi coi fioriserratemi con i fruttipoiché languisco d'amore".


Maormai la penna torni all'assuntoaffinché sia noto quale siastato il suo tenor di vita.



DELLASUA SANTA UMILTA'.


12.Costeipietra primaria e nobile fondamento del suo Ordinesulfondamento della santa umiltà fin dal principio si studiòd'impostare l'edificio di tutte le virtù. Infatti promisesanta obbedienza al beato Francescoe dalla promessa punto nondeviò. Invero per un triennio dopo la sua conversionedeclinando nome e ufficio di Abbadessavolle piuttosto umilmenteessere in sottordine che non a capoe tra le ancelle di Cristo piùvolentieri servire che essere servita. Poicostretta dal beatoFrancescoassunse il governo delle Donne; dal quale ufficio nel suocuore nacque timorenon boriae crebbe non la libertàma lasoggezione.


Giacchéquanto più alta si vede per una tal quale apparenza disuperioritàtanto nella propria stima si ritrova piùbassaal dovere più prontanell'aspetto esterno piùspregevole. Nessun'incombenza servile più rifiutòcosìche per lo più versava lei acqua alle mani delle suorese nestava in piedi mentre esse sedevanoserviva in tavola quandomangiavano. Assai di mala voglia imparte qualche ordineanzispontaneamente lo adempiepreferendo far da sé piuttosto checomandare alle suore. Lavav le seggette delle infermeessaperquel suo nobile spiritole detergeva senza rifuggire dal sudiciumesenza schifare il fetore. Molto spesso lavava i piedi delleservigialile quali tornavano da fuorie dopo averli lavati libaciava.


Unavolta stava lavando i piedi di una inserviente e mentre era sul puntodi baciarliquellanon sostenendo tanta umiliazioneritrasse ilpiede e colpì in volto la sua signora. Ma ella ripresedolcemente il piede della suddita e sotto la pianta impresse benaderente un bacio.



DELLASANTA E VERA POVERTA'


13.Con la povertà dello spiritoche è umiltàveraceconcordava la povertà d' ogni bene temporale.Anzituttoall'inizio del suo mutamento di vitafece alienarel'eredità paterna che le era pervenuta e senza trattenere persé nulla del ricavatotutto erogò ai poveri. Daquesto puntolasciato al di fuori il mondoarricchita l'animadentrolibera di pesi senza sacco corre dietro Cristo. Cosìforte pattoinfinestrinse con la santa povertàe di tantoamore le si legòche nullase non Cristo Signorevolleaverenulla alle sue figlie permise di possedere. Riteneva che "lapreziosissima perla" del desiderio celeste "acquistata colvendere ogni cosa" non può assolutamente conservarsiinsieme con la divorante preoccupazione dei beni temporali. Inculcacon frequenti esortazioni alle sue suoreche la loro comunitàallora sarà accetta a Dioquando sia opulenta di povertàe che in perpetuo durerà stabilesolo se difesa sempre con latorre dell'altissima povertà. Le esorta a conformarsinelpiccolo nido di povertàal Cristo poveroche la Madrepoverella depose pargoletto in um misero presepio. Invero con questopeculiare ricordoquasi a mo' di monile d'oros'affibbiava ilpettoaffinché polvere di terreni desideri non trovasse ilpassaggio all'interno.


14.Volendo che la sua religiosa famiglia s'intitolasse col titolo dellapovertàad Innocenzo terzo di buona memoria fece istanza peril privilegio della povertà. E quell'uomo magnificorallegrandosi di così gran fervore della verginerilevòla singolarità del propositogiacché mai siffattoprivilegio era stato domandato alla Sede Apostolica.


Edaffinché all'insolita petizione arridesse un favore insolitoil Pontefice stesso con grande ilarità di propria mano scrissel'abbozzo del richiesto diploma. Il signor Papa Gregoriouomo comedella sede degnissimocosì anche per meriti personalivenerandocon paterno affetto anche più familiarmente amavaquesta Santa. Ma a luiche si studiava di persuaderla affinchéacconsentisse ad avere qualche proprietàper eventualicircostanze e per i pericoli del mondoed anzi gliene andavaoffrendo lui stesso liberalmenteChiara si oppose con fortissimoanimo e non accondiscese. E quando il Pontefice le replico: "Setemi per il votoNoi te ne dispensiamo"ella: "SantoPadre- disse - a nessun patto desidero in eterno di esseredispensata dalla sequela di Cristo!".


Iframmenti di elemosinei minuzzoli di pane riportati dai questuantili riceveva con molta gioconditàe rimanendo quasi mesta peri pani interipiuttosto esultava per quei pezzetti. A che molteparole? Attendeva a conformarsi col povero Crocifisso inperfettissima povertàsì che nessuna cosa perituraseparasse l'amante dall'Amatoo impedisse la sua corsa insieme colSignore.


Misi presentanoeccodue miracoliche l'amatrice della povertàfu degna di operare.



MIRACOLODELLA MOLTIPLICAZIONE DEL PANE.


15.Un unico pane v'era in monasteromentre già incalzavano e lafame e l'ora del desinare. Chiamata la dispensieraordina la Santadi dividere il pane e di mandarne parte ai fratiparte riternedentro per le suore. Poi della metà riserbata ordina di farecinquanta ritaglisecondo il numero delle Donnee di metterli loroinnanzi sulla mensa della povertà. E poiché la devotafiglia rispose: Sarebbero qui necessari gli antichi miracoli diCristoaffinché sì poco pane possa accoglierecinquanta fettele replicò la Madre così: "Faofigliolacon sicurezza ciò che ti dico". S'affretta lafiglia ad adempiere il comando della Madre; s'affretta la Madre aindirizzare al suo Cristo in favore delle figlie pii sospiri. Cresceper dono divino tra le mani di colei che la spezza quella scarsamateria e per ciascuna della comunità risultò la suaporzione abbondante.



ALTROMIRACOLO DELL'OLIO DIVINAMENTE DONATO.


16.Un giorno alle ancelle di Cristo era così del tutto mancatol'olioche non ve n'era da usarne di condimento neppure per leammalate. Prende donna Chiara un vaselloemaestra d'umiltàlo lava con le proprie mani; pone il recipiente vuoto difuoriaffinché il frate questuante lo prendae vien chiamatoanche il frateperché vada a provvedere l'olio. Non indugiail devoto frate per soccorrere a tanta inopia e corre a prendere ilvasello. "Ma non è affare di chi vuole e corresibbenedi Dio misericordioso". Infatti per solo influsso di Dioquelvaso si ritrova pieno d'olioavendo la preghiera di santa chiaraprevenuto il servigio del frate a sollievo delle povere figlie. Mail frate predettoquasi fosse stato inutilmente chiamatomormoròsotto voce: "Per beffa queste donne m'han chiamatosebbeneeccoil vaso sia pieno!".



DELLAMORTIFICAZIONE DELLA CARNE.


17.Della mirabile mortificazione della carne forse gioverebbe tacerepiuttosto che parlaredal momento che ella ha compiuto talipenitenzeper le quali lo stupore di chi ode riferirle lotta con larealtà degli avvenimenti. Non era gran cosa il fatto che conuna semplica tonachetta ed un vil mantello rozzo panno coprissepiùche riscaldareil corpo delicato;né è da stupire cheignorasse interamente l'uso della calzature. Non era gran cosa chein ogni stagione digiunasse di continuoné che si servisse diun lettuccio senza piuma. Infattiin queste mortificazionipoichéaveva nel chiostro le altre a lei similinon meriterebbe forse lodia lei riservate.


Maquale congruenza v'era tra la carne verginale e la veste porcina? Siera procuratainfattila vergine santissima un indumento di cuoiodi porcoe rivoltene verso la propria carne le setole ispide per iltagliolo portava segretamente sotto la tonaca. Usava talvolta unduro ciliciointrecciato di crini di cavallo e nodulosoche di quae di là con rozze cordicelle stringeva alla persona. Avendoloprestato una volta ad una delle figliuolela quale glielorichiedevaed essendosene questa rivestitasoccombendoimmediatamente a tanta asprezzanon così lietamente lochiesecome celermente dopo tre giorni lo restituì. La nudaterra e talvolta sarmenti di vite le servivano per lettoe un durolegno faceva sotto la testa le veci di guanciale. In seguitoveramenteindebolitosi il corpostese a terra una stuoia ed allatesta concesse in via di clemenza un po' di paglia. Infinepoichéuna lunga infermità s'impadronì del corpo cosìseveramente trattatoper comando del beato Francescousò unsaccone pieno di paglia.


18.Pure nei digiuni era tanto il rigore della sua astinezache astento sarebbe vissuta fisicamente del tenue sostentamento cheprendevase non l'avesse sotenuta una virtù soprannaturale.Infattifinché fu sananella quaresima maggiore e nellaquaresima di San Martino vescovo digiunava a pane ed acquagustandosolo la domenica un po' di vinose lo aveva. E affinchéammiritu che ascolticiò che non potresti imitaretregiorni per settimanaossia il lunedìil mercoledì eil venerdìdurante quelle quaresime nulla prendeva per cibo.Così alternativamente si succedevano i giorni di una scarsarefezione e i giorni dell'acerba penitenzaper modo che la vigiliadi completa inedia quasi si rilassava in un giorno festivo di pane edaqua. Non è meraviglia se tanta rigidezza osservata a lungoassoggettò Chiara alle infermitàse consumò lesue forzese snervò la vigoria del suo corpo. Perciòle devotissime figlie della santa Madre soffrivano per leie quellemorti che volontariamente ella ogni giorno sosteneva le deploravanocon lacrime. Infine il beato Francesco e il Vescovo di Assisiproibirono a santa Chiara quel digiuno esiziale dei tre giorniordinandole che non lasciasse passare una giornata senza mangiarealmeno un'oncia e mezza di pane. E se una grave macerazionecorporale genera per solito afflizione di spiritoben diversamentesi vedeva in Chiara: infatti conservava in ogni sua mortificazioneaspetto festoso e giulivocosì che pareva non avvertireanzideridere le angustie fisiche. Dalla qual cosa è dato capiresenza ombra di dubbio che la santa letiziadicui abbondavaall'internoridondava esteriormentegiacché ai flagelli delcorpo toglie ogni asprezza l'amore del cuore.



DELL'ESERCIZIODELLA SANTA ORAZIONE.


19.Ellapoicome avanti tempo morta alle esigenze della carnecosìdel tutto era estranea al mondoe di continuo teneva l'animaoccupata nelle sante preghiere e nelle divine lodi. La fervidissimavista dell'interno desiderio l'aveva già affissa alla luceecome colei che aveva trasceso la sfera degli involucri terrenipiùlargamente apriva il seno della mente alle piogge delle grazie. Perlunghi tratti dopo Compieta prega con le Suoree fiumi di lacrimementre in lei stessa proromponosi eccitano nelle altre. Inoltredopo che le altre andavano a ristorare le membra stanche sui durigiacigliella rimaneva in orazione assai desta e invittaper"accogliere furtivamente le vene del divino susurrio"quando il sopore avesse preso le altre. Spessissimoprostratasi colvolto verso terra all'orazionebagna il suolo di lacrime e lo sfioracoi baci. Mentre una volta piangeva nel cuor de la nottele apparvel'angelo delle tenebre in forma di nero fanciullo e cosìl'ammonì: "Non piangere tantoperché diverraicieca". E subito rispondendogli lei: "Non saràcieco chi vedrà Dio"quello confuso se ne partì.Nella medesima notte dopo Mattutino pregando Chiarabagnata delsolito rivolo di piantoil fraudolento consigliere si accostòe: "Non piangere tantoripetése non vuoi che alla fineil cervello disfatto ti scorra giù per le nariciperchépoi ne avrai il naso storto". E alla rapida risposta:"Nessunastortura patisce chi serve al Signore"tosto fuggendo svanì.


20.Quanto corroboramento riceva nella fornace della fervente preghieraquanto la bontà divina in quella fruizione le sia dolceloprovano ripetuti indizi. Infatti allorché ritornava congiubilo dalla santa orazioneriportava dal fuoco dell'altare delSignore calde paroletali da accendere il petto delle Suore.Constatavano infatti con ammirazione che una certa dolcezza emanavadal suo volto e la faccia appariva più luminosa del solito."Certo nella sua dolcezza Dio aveva dato convito alla poverella"e dopo averleluce verariempita nell'orazione la menteal difuori la manifestava ai sensi corporei in esempio. Così nelmondo labile congiunta inseparabilmente allo Sposo suo nobiledicontinuo si delizia nelle cose superne: così nella ruotaversatile sostenuta da virtù stabile e racchiudendo in un vasodi fragile argilla un tesoro di gloriacon il corpo dimora nellabassa terra con l'intelletto nell'alto dei cieli. Era solita per ilMattutino precedere le giovinetteche in silenzio svegliava concenniinvitandole alle lodi di Dio. Spessomentre le altredormivanoaccendeva le lampadespesso con le proprie mani sonava dasé la campana. Non v'era posto per la tiepidezzanon perl'ignavia nel suo chiostrodove la pigrizia era stimolata da unpungente impulso a pregare e servire il Signore.



DELLEMERAVIGLIE DELLE SUE ORAZIONI E PER PRIMO DEI SARACENIMIRACOLOSAMENTE VOLTI IN FUGA.


21.Piace qui recitare i magnifici risultati delle sue orazioniconverità scrupolosissimapari alla conveniente venerazione. Inquell'epoca di persecuzioneche sotto l'imperatore Federico indiverse parti del mondo la Chiesa soffrivala valle spoletana conmaggior frequenza beveva dal calice dell'ira. Si erano in essastabilite per comando imperialecol fine di devastare gliaccampamenti e di espugnare le cittàschiere di uomini acavallo e di frombolieri saraceni a guisa di sciami di api. E unavolta facendo impeto il furore nemico contro Assisicittàparticolare del Signoree già avvicinandosi fino alle sueporte l'esercitoi Saracenigente pessimache han sete del sanguecristiano e osano ogni più impudente scelleratezzasiriversarono a San Damiano entro i limite del luogo anzi fin dentro ilchiostro delle vergini. Son prossimi al deliquio i cuori delle Donnepel timoretremano per l'orrore le paroleed esse portano allaMadre i loro pianti. Ella con impavido cuore ordina di condurlainferma com'èall'uscio e di porla davanti ai nemicipreceduta dalla cassetta d'argentoracchiusa entro avorionellaquale il Corpo del Santo dei Santi era devotisimamente custodito.


22.E come si fu tutta prosternata in preghiera al Signorecon lagrimeparlò al suo Cristo: "Ti piacemio Signorele inermitue ancellecui allevai all'amor tuoconsegnarleeccoalle manidi pagani? CustodisciSignoreti pregoqueste serve tueche alpresente io da me non poso difendere". Tosto dal propiziatoriodella nuova grazia una voce come di bambinello risonò allesue orecchie: "Io sempre vi difenderò". "MioSignoreripreseed anche proteggise crediquesta cittàla quale per tuo amore ci sostenta". E Cristo a lei: "Sosterràgravezzema dal mio patrocinio sarà difesa". Allora lavergineergendo la faccia bagnata di lacrimeconforta le piangentidicendo: "Con fiducia vi assicurofigliuoleche nonsoffrirete niente di male; soltanto confidate in Cristo!". Névi fu ritardo: subito l'audacia di quei cani fu rintuzzata dasbigottimentoe rapidamente sgombrando da quei muri che avevanoscalatofurono scompigliati dal valore della supplice. Tosto Chiaraa quelle che avevano udita la predetta voce ha cura di intimare:"Guardatevi in tutti i modicarissime figliedi non palesarefinché io ho vitaquella voce a chicchessia".



UNALTRO MIRACOLO ANCORA PER LA LIBERAZIONE DELLA CITTA'


23.In altra circostanza Vitale d'Anversauomo cupido di gloria ecoraggioso in battagliamosse l'esercitodi cui era capitanocontro Assisi. Pertanto spogliò il territorio di alberidevastò tutte le adiacente e così stabili l'assedioalla città. Dichiara con minacciose parole che assolutamentenon recederà fino a che non abbia occupata la cittàstessa. E già si era pervenuti a tal punto che si temevaimminente la caduta della città. Ma come ciò riseppeChiaraserva di Cristofortemente gemette e chiamate a sé lesuoredisse: "Da questa cittàcarissime figliemoltibeni quotidianamente riceviamo; sarebbe grande empietàse nelmomento opportunoper quanto a noi possibilenon la soccorriamo".Comanda di portare della cenerecomanda alle suore di denudare ilcapo. E per primo scoperto il proprio lo cosparge di molta cenere;poi sulle loro teste pone cenere. "Andate - soggiunge- al Signornostro e domandate la liberazione della città con tutto ilvostro sentimento". A che narrare i singoli particolari? A chericordare le lacrime delle verginia che le preci violente? Ilmisericordioso Iddio al mattino seguente "conduce a prosperofine la prova " così chedisgregatosi l'intero esercitoe l'uomo superbocontro i suoi propositis'allontanò equella città non fu più oltre da lui vessata. Infattilo stesso condottiero della guerra poco dopo fu ucciso di spata.



DELL'EFFICACIADELLA SUA PREGHIERA NELLA CONVERSIONE DELLA GERMANA.


24.Ma non si deve seppellire nel silenzio neppure quel mirabile effettodella sua preghierache nei primordi della sua conversione convertìa Dio una prima anima e convertitala la protesse. Aveva infatti unasorellatenera d'etàgemana per nascita e purezza;desiderandone la conversionetra le primizie delle preci che offrivaa Dio con pienezza d'affettoquesto domandava con maggioreinsistenzache cioè come nel secolo con la sorella avevaavuto adesione di sentimenticosì ormai nel servizio di Dioci fosse tra loro uniformità di volere. Prega dunqueistantamente il Padre della misericordia affinché alla sorellaAgneselasciata in casail mondo dispiacciaDio divenga dolce ecosì la tramuti dal proposito delle nozze carnali all'unionedel proprio amoreche quella seco in perpetua verginità sidisposi allo Sposo di gloria. Infatti era radicato in entrambe unmirabile mutuo affettoil qualesebbene per diverso sentimentoaveva reso l'insolito strappo all'una ed all'altra doloroso.Favorisce prontamente la divina maestà la straordinariaoratricee quel primo dono in special modo domandato e che piùa Dio piace di offrireassai presto l'elargisce. Infatti sedicigiorni dopo la consacrazione di ChiaraAgnese per afflato del divinoSpirito si affretta a raggingere la soella ed aprendole il segretodella propria volontàle afferma di volere del tutto servirea Dio. Ed ella gioiosamente abbracciandoladisse: "RingrazioDiosorella dolcissimaperché nella mia sollecitudine per temi ha esaudita".


25.Alla meravigliosa conversione un'assai mirabile difesa seguì.Infatti mentre le sorelle felici presso la chiesa di Sant'Angelo diPanzo aderivano alle vestigia di Cristo e colei che più sapevael Signore ammaestrava la sua novizia e sorella germanad'un trattocontro le fanciule sorge un nuovo assalto dei consanguinei. Udendoinfatti che Agnese s'era trasferita presso Chiaracorrono almonastero il giorno seguente dodici uomini accesi di furore edissimulando all'esterno il maligno propositofingono una pacificavisita. Poi subito rivolti ad Agnesegiacché in riguardo aChiara già ormai avevano perduto le speranzedicono: "Perchétu sei venuta a questo luogo? Affrettati al più presto aritornare a casa con noi". Ma rispondendo essa di non volersidipartire dalla sorella sua Chiarasi scaglia su di lei un cavalierecon animo afferato esenza risparmio di pugni e di calcitenta ditrascinarla per capellimentre gli altri la spingono e la sollevanoper le braccia. A ciò la fanciullettamentre viene strappataper così dire dalla mano del Signorecome se fosse presa daleoniesclama: "Aiutamisorella carissimae non permetterech'io sia ritolta a Cristo Signore!". Or dunque intanto che iviolenti predoni trascinavano la giovinetta renitente giù perla china del montene laceravano le vestie segnavano la via con icapelli strappatiChiaracon lacrimegettandosi in orazioneimplora che alla sorella sia concessa costanza di propositiimplorache le forze di queli uomini siano superate dalla divina potenza.


26.Tostoinverodi tanto peso parve aggravato il suo corpo giacenteal suoloche parecchi uominisforzandosi a loro poterenonriuscirono punto a trasportarla oltre un certo ruscello. Anche altriaccorrono da campi e vigne nell'intento di recare aiuto a coloromaquel corpo non reiscono in nessun modo a sollevarlo da terra. Ementre devono desistere dal tentativoscherzando commentano lostrano fatto: "Tutta la notte ha mangiato piomboe perciòse pesa non è meraviglia". Invero anche messer Monaldozio paterno di leivolendolaper la grande rabbiapercuotererovinosamente col pugnos'ebbe invasa da atroce dolore d'improvvisola mano che aveva alzatae per molto tempo la tormentò undolore angoscioso. Ecco oradopo il lungo cimentoChiaraarrivatasul postoprega i parenti di recedere da tale conflitto e d'affidarealle proprie cure Agnese che giaceva semiviva. Come quelli siallontanarono con amarezza di spiritosenza condurre a terminel'impresaAgnese si rialzò gioconda e ormai godendo dellacroce di Cristo per il quale aveva combattuto in questa primabattagliasi dedicò in perpetuo al servizio divino. E allorail beato Francesco di propria mano le tagliò i capelli edinsieme con la sorella l'ammaestrò nella via del Signore. Mapoiché la magnifica perfezione della sua vita non potrebbeessere illustrata da breve discorsosi riprenda a trattare diChiara.



UNALTRO MIRACOLO DELLA SCONFITTA DEI DEMONI.


27.Non è meraviglia se fu potente contro la malizia degli uominila preghiera di Chiarala quale respingeva anche i demoni. Unadevota donna della diocesi di Pisa una volta si recò almonastero per ringraziare Dio e santa Chiara d'essere stata liberatada cinque demoni per i meriti di lei. Confessavano infatti i demoninell'atto di essere espulsiche le orazioni di santa Chiara liesacerbavano e li costringevano a uscire dal vasello posseduto. Nonsenza ragione il Signor Papa Gregorio aveva straordinaria fiducianelle preghiere di questa Santaperché aveva sperimentatoquanto la loro virtù fosse efficace. Spesso in veritàal sorgerecome suole accaderedi qualche nuova difficoltàsia quand'era Vescovo d' Ostia sia dopo che fu innalzato al verticeapostolicosupplichevole per lettera alla medesima vergine domandasuffragione riconosce il soccorso. Cosacertocome eccezionaleper umiltàcosì meritevole d'essere imitata con ognipremuradal momento che il Vicario di Cristo sollecita aiutodall'ancella di Cristo e si raccomanda alle sue virtù. Sapevadavvero che cosa può l'amore e come sia libero e spalancatoper le pure vegini l'ingresso al concistoro della Maestà. Sedunque il Re dei cieli al loro fervido amore dona se stessoqualcosa v'è chese giovanon conceda alla loro devota orazione?




DELLAMERAVIGLIOSA DEVOZIONE SUA VERSO IL SACRAMENTO DELL'ALTARE.


28.Quanto fosse grande l'affetto di devozione della beata Chiara alSacramento dell'altare lo dimostra l'effetto. In quella graveinfermità che l'aveva costretta al giacigliosi facevasollevaresorreggere con sostegni e seduta filava delicatissimitessutidei quali fatte più di cinquanta paia di corporaliracchiusili in buste di seta o di porporali destinava a variechiese per la piana e per le alture di Assisi. E quando stava perricevere il Corpo del Signoredapprima versava calde lacrimeeaccostandosi con tremore non meno temeva Lui nascosto nel Sacramentoche reggitore del cielo e della terra.



DIUNA CONSOLAZIONE VERAMENTE MIRABILE CHE IL SIGNORE LE ELARGI'NELL'INFERMITA'.


29.Comeinoltrenell'infermità "con la memoria sirammentava" del Cristo suocosì anche Cristo la visitavanei suoi languori. In quell'ora del Natalequando ilmondo giubilacon gli angeli per il Pargoletto neonatotutte le Donne se ne vannopel Mattutino all'oratorio e lasciano sola la Madre oppressa daleinfermità. Or avendo incominciato a riflettere intorno alpargolo Gesùe molto rammaricandosi di non poter trovarsi dipersona a cantarne le lodisospirando dice: "Signore Iddioeccomiti lasciata sola in questo luogo". Di repente ecco quelmeraviglioso concertoche si faceva nella chiesa di San Francescocominciò a risonare alle sue orecchie. Udiva i fratisalmodiarecon giubilo seguiva le armonia dei cantoripercepivafinanco il suono degli strumenti. Non era certo così grandela vicinanza del luogoda potere umanamente arrivare a questepercezionia meno che a quella solennità fosse estesadivinamente fino a lei la risonanzao fosse rafforzato oltre lapotenzialità umana il suo udito. Anzicosa che supera tuttoquesto prodigio auditivofu degna di vedere perfino il presepe delSignore. Allorché al mattino andarono a lei le figliedissela beata Chiara: "Benedetto il Signore Gesù Cristoilqualese mi avete abbandonato voinon mi ha abbandonata! Hoproprio udito per grazia di Cristo tutte quelle cerimonieche nellachiesa di San Francesco sono state celebrate questa notte".



DELFERVIDISSIMO AMORE PER IL CROCIFISSO.


30.Familiare è il pianto sulla passione del Signore a leicheora dalle sacre ferite attinge amarore di mirraora ne sugge piùsoavi gaudi. La inebriano fortemente le lacrime di Cristoappassionatoe la memoria di frequente le rappresena Colui chel'amore le aveva impresso molto addentro nel cuore. Insegna allenovizie a piangere Cristo crocifissoe ciò che insegna con leparole insieme lo dà in esempio con i fatti. Giacchéspessomentre in particolare le esortava a tali affettiprima cheuscissero dalla sua bocca le parole fluivano le lacrime. Tra le oredel giornoa Sesta e Nona è tocca per solito da maggiorcompunzionevolendo immolarsi con l'immolato Signore. Precisamenteuna volta nell'ora di Nona mentre pregava in cellail diavolo lapercosse sulla mascella e le soffuse di sangue un occhio e la gota diuna lividura. Inoltre per pascere ininterrottamente l'anima delledelizie del Crocifissomeditava assai di frequente l'orazione allecinque piaghe del Signore. Apprese l'ufficio della Crocecomeglielo aveva insegnato l'amante della croce Francescoe fu solitarecitarlo con somigliante disposizione. Cingeva sotto le vesti sullacarne una cordicella annodata con tredici nodisegreto ricordo delleferite del Salvatore.



UNACOMMEMORAZIONE DELLA PASSIONE DEL SIGNORE.


31.Era giunto un tempo il dì della santissima Cenanella qualeil Signore "amò i suoi fino all'estremo". Versoseraall'avvicinarsi dell'agonia del SignoreChiara triste e mestasi rinchiuse nel nascondimento della cella. E accompagnado conl'orazione il Signore in orazioneed avendo "l'anima tristefino alla morte" attinto angoscia alla tristezza di Luie lamemoria a poco a poco essendosi compenentrata della cattura e ditutto lo schernosi riversò sul letto. Tutta quella nottepertanto e il giorno seguente così rimane assortacosìfuor di se stessache senza battere gli occhi sempre intenta adun'unica visionesembra confitta a Cristo e del tutto insensibile.Torna più volte a lei una figlia familiareper vedere se percaso voglia qualche cosae la trova stare sempre nel medesimo modo.Venendo poi la notte sul sabatola figlia devota accende una candelae richiama alla memoria della Madre l'ingiunzione di san Francescocon un cennonon con parole. Infatti il Santo le aveva ingiunto dinon lasciar passare giorno alcuno senza cibo. Mentre dunque quellale stava davantiChiaraquasi ritornasse da altro luogoproferìquesta frase: "Che necessità v'è di candela? Non èforse giorno?" "Madrerispose l'altrala notte se neandòanche il giorno è passato ed è tornata unaseconda notte". E Chiara a lei: "Benedetto sia questosonnocarissima figliagiacché dopo essere stato lungamentedesideratomi è stato concesso. Ma guardati dal riferirequesto sonno a chiunque finché io stessa sarò invita!".



DEIDIVERSI MIRACOLI CHE OPERAVA COL SEGNO E PER VIRTU' DELLA CROCE.


32.Rende lo scambio all'amante il Crocifisso amato e colei la quale èaccesa di tanto amore pel mistero della croce è illustrata inevidenti prodigi dalla potenza della croce vivificatricemettemeravigliosamente in fuga da loro le malattie. Toccheròalcuni tra i molti episodi. Un frate di nome Stefanoimpazzitodalbeato Francesco fu invitato a donna Chiaraaffinché su di luifacesse il segno dell santissima croce. Invero conosceva la sua granperfezione e venerava in lei la grande virtù. Lo segna lafiglia dell'obbedienza secondo l'ordine del Padree lo lascia perpoco dormire nel luogo dove ella stessa era solita pregare. Maquello poco doposciolto dal sonnosi rialzò santo e tornòal Padre libero dall'insania.


33.Un bambino di tre annidi nome Mattiolodella città diSpoletoaveva introdotto una pietruzza nella sue narici. Nessunoriusciva ad estrargliela dal naso né bambino a gettarla fuori.In grande pericolo ed angoscia è condotto a donna Chiaraecome è da lei segnato col segno della crocetostoespulsa lapietruzzavien liberato.


Unaltro fanciullo di Perugiache aveva tutto un occhio velato da unamacchiafu condotto alla Santa di Dio. Ed ellatoccato l'occhiodel bimbov'impresse il segno di croce e disse: "Conducetelo amia madre affinché ella ripeta su lui il segno di croce".La madre di leivoglio dire donna Ortolanaseguendo la suaplanticelladopo la figlia era entrata nell'Ordine e nell'ortochiuso con le verginida vedovaserviva il Signore. Ricevutodunque pure da leiil segno di croceimmediatamente l'occhio delbambino purificato dalla macchia vide chiaro e distinto. Asserisceperciò Chiara che il bambino è liberato per meritodella madrela madre declina il peso della lode in favore dellafiglia e si dichiara indegna di tanto.


34.Una delle suoredi nome Benvenutaaveva sofferto per quasi dodicianni sotto un braccio una piaga fistolosala quale emetteva pus percinque fori. Compassionandola la vergine di Dio Chiarale applicòquel suo particolare trattamento del segno salutare; e tosto al toccoin forma di croce recuperò perfetta sanità dall'annosaulcera.


Un'altranel novero delle suoredall'appellativo di Amatada tredici mesigiaceva in letto appesantita da idropisia e per di piùsofferente per tosse e mal di fianco. Mossa a pietà di leidonna Chiara ricorre al nobile esperimento della sua arte medica: lasegna con la croce in nome del suo Cristo e subito la rende acompleta salute.


35.Un'altra ancella di Cristonativa di Perugiaaveva perduto la voceper due anniche a stento poteva esprimersi con paroleintelligibili. Ora nella notte dell'Assunzione di nostra Signoraessendole stato rivelato in visione che donna Chiara l'avrebbeliberataaspettava ansiosa il giorno. E fattasi la luces'affrettaalla Madredomanda il segno della croceappena segnata recupera lavoce.


Unasuora di nome Cristianasoffrendo per lungo tempo la sorditàda un orecchioaveva provato contro quel maletuttavia invanomolti rimedi. Donna Chiara le segna la testa pietosamentele toccal'orecchioe all'istante essa riacquista la potenza dell'udito.


V'erain monastero una moltitudine di suore infermeafflitte da diversidolori. Entra là Chiarasecondo l'usocon il suo solitofarmaco efatto cinque volte il segno di crocecinque tosto nesolleva dal languore. Da questi fatti appar chiaro che nel pettodella vergine era radicato l'albero della croceil qualementre colsuo frutto ristora le animecol fogliame offre la medicinaesteriore.



DELQUOTIDIANO AMMAESTRAMENTO DELLE SUORE.


36.Davvero poiché era maestra delle incolte e simile a colei chenel palazzo del gran Re sta a capo alle fanciullele ammaestrava contanta competenza e le tutelava con tanto affetto di caritàche nessun discorso potrà esprimerlo pienamente. Anzituttoinsegna ad espellere dall'abitazione della mente ogni strepitoaffinché possano rimaner fisse unicamente nei penetrali diDio. Insegna a non lasciarsi più signoreggiare dall'amore deiparenti secondo la carnee a dimenticare la casa paternaperpiacere a Cristo. Le esorta a trascurare le esigenze del corpofragile ed a frenare con l'impero della ragione le quisquiliecarnali. Dimostra che l'insidioso avversario tende lacci occulti alleanime pure; e che in un modo tenta i santiin altro i mondani.


Infinevuole che inore determinate esse attendano a lavori manualiin modotuttaviache mediante l'esercizio dell'orazionesecondo ildesiderio del Fondatoresubito ritrovino il caloree abbandonandoil torpore della negligenzacol fuoco del santo amore scuotano ilfreddo della negligenzacol fuoco del santo amore scuotano il freddodella indevozione. In nessun luogo sono più in augel'evidenza e la sostanza di ogni decoro. Non ivi profluvio di paroleparla di animo volubilené leggerezze verbali manifestanoleggerezza di affetti. Invero la maestra stessa parca di parolecostringe in breve discorso i densi propositi della mente.



DELLASOLLECITUDINE PER ASCOLTARE LA PAROLA DELLA SACRA PREDICASIONE.


37.Provvede alle figlie mediante devoti predicatori l'alimento dellaparola di Diodella quale non si fa la parte peggiore. Giacchénell'udire la sacra predicazione è pervasa di tanta esultanzasi delizia così del ricordo del suo Gesùche unavoltamentre predicava fra Filippo di Adriaun bellissimo bimboapparve presso la vergine Chiara e per gran parte della predica lavezzeggiò dimostrando il suo gradimento. Alla vista disiffatta apparizione quellache meritò di avere tale visionenei riguardi della madresentiva una soavità inesplicabile.Per di più Chiarasebbene non fosse erudita nelle letteretuttavia godeva di ascoltare un sermone in bel latino giudicando chedentro il guscio delle parole si nasconde il noccioloche essa consottile intendimento penetrava e molto saporosamente gustava. Sapevadal discorso di qualsiasi oratore trar fuori ciò che gioviall'animaconoscendo ch'è segno di non minore avvedutezzaspiccare talvolta il fiore da un'aspra spina che mangiare il fruttoda un albero pregevole. Una voltaavendo Papa Gregorio proibito chefrate alcuno si recasse senza sua licenza ai monasteri delle Donnerammaricandosi la pia madre che le Suore avrebbero avuto piùraramente il cibo della dottrina sacracon un gemito disse: "Tuttice li tolga ormai i Fratigiacché ci ha tolto coloro che cioffrivano il nutrimento di vita!".

Eimmediatamente li rimandò al Ministro tuttinon volendotrattenere gli elemosinieri per procacciare il pane corporaledopoché non avevano più gli elemosinieri del pane dellospirito. Ma come ciò riseppe Papa Gregoriotosto rimise laproibizione in potere del Minitro generale.



DELLASUA GRAN CARITA' VERSO LE SUORE.


38.Non solo le anime delle figlie sue ama questa veneranda Abbadessaella che pure ai loro corpi serve con mirabile zelo di carità.Infatti molto spesso nel freddo della notte di propria mano lericopre mentre dormono e coloro che scorge incapaci d'osservare ilrigore comunevuole ch si accontentino di più mite regime.Se qualcuna fosse turbata da una tentazionese qualcunacome suoleavvenirefosse invasa da mestiziasoleva chiamarla in disparte econsolarla con lacrime. Talvolta si prostra ai piedi delle afflitteper alleviare con materne carezze la foga del dolore.


Ele figlienon ingrate ai suoi beneficila ripagano con la lorototale devozione. Comprendono da parte loro l'affetto con cui lamadre le amarispettano nella maestra il dovere della superioritàseguono nella istitutrice il retto procederee nella sposa di Dioammirano la prerogativa della santità in tutte le suesfumature.



DELLESUE MALATTIE E DEL PROLUNGATO LANGUORE.


39.Quarant'anni aveva corso nello stadio dell'altissima povertàquand'ecco ormai s'avvicinava al premio della chiamata supernapreceduto da molteplice infermità. Seinfattiil vigoredella costituzione fisica negli anni primi aveva dovuto soccombereall'austerità della penitenzanel periodo posteriore ella fupreda di una dura infermitàquasi checome da sana s'eraarricchita dei meriti delle opereinferma s'arricchisse con i meritidelle sofferenze. Infatti "la virtù si perfezionanell'infermità". Ed in qual modo la sua meravigliosavirtù fosse portata a perfezione nell'infermitàda ciòspecialmente è provatoche nel continuo languire per ventottoanni "non risuona una mormorazionenon una lamentela"masempre dalla sua bocca procede un santo conversaresempre ilringraziamento. E sebbene aggravata dal peso delle malatie paresseaffrettarsi verso la finepiacque tuttavia a Dio ritardarne iltransito fino al momento in cui dalla Chiesa Romanadella quale eracreatura e figlia specialepotesse venire esaltata con degni onori.Inveropoiché il Sommo Pontefice con i Cardinali sitratteneva a Lionecominciando Chiara ad essere più delsolito incalzata dal malela spada di uno smisurato dolore crucciavalo spirito delle figlie.


40.Presto però ad un'ancella di Cristovergine a Dio consacratanel monastero di San Paolo dell'Ordine di san Benedetto èmostrata questa visione. Le pare di trovarsi insieme con le sueSuore a San Damiano per assistenza all'infermità di DonnaChiara e che la stessa Chiara giaccia in un letto prezioso. Mentrepiangono e in lacrime attendono il passaggio della beata Chiaraunadonna maestosa appare a capo del letto e così parla allepiangenti: "Non piangetefigliolechi ancora vivràgiacché venga il Signore con i suoi discepoli". Ed eccodopo breve tempoarrivare la Curia Romana a Perugia. Come odel'aggravarsi della malattia di leisi affretta il Signore Ostienseda Perugia a visitare la sposa di Cristodella quale era stato perufficio padreper attenzione nutritoreper affetto purissimo sempredevoto amico. Egli ciba l'inferma sol Sacramento del Corpo delSignoreciba anche le altre con l'esortazione di una predicasalutare. Supplica ella con lacrime il Padre solo per raccomandarglila propria e le anime delle altre Donne nel nome di Cristo. Masoprattutto di una grazia lo richiedeche cioè le impetri dalSignor Papa e dai Cardinali che sia confermato il Privilegio dipovertà; la qual cosa eglifedele tutore dell'Ordinecomepromise verbalmentecosì adempì di fatto. Passatoquell'annoil Signor Papa con i Cardinali da Perugia si trasferìad Assisi si che la precedente visione intorno al transito dellaSanta poté avere il suo effetto. Giacché il SommoPonteficeposto al di là dell'umanità e al di quadella Divinitàin sé rappresenta la persona delSignoreed a lui nel tempo della Chiesa militante sono presso in piùstretta familiaritàcome i discepolii signori Cardinali.



COMEIL SIGNOR INNOCENZO LA VISITO' INFERMAL'ASSOLSE E LA BANEDISSE.


41.Accelera ormai la divina Provvidenza ilcompimento del suo propositonei riguardi di Chiara: accelera Cristo la sublimazione della poverapellegrina al palazzo del regno superno. Brama ormai ella e contuttoil suo desiderio sospira "d'essere liberata da questo corpodi morte" e di vedere nelle eterne dimore regnare Cristochesulla terra povero con tutto il cuore povera ella pure aveva seguito.Pertanto sulle sacre membra già logorate da vecchio morbos'accumula una nuova debolezzache insieme indica prossima lachiamata al Signore e prepara la via della perpetua sanità.S'affretta il Signor Innocenzo IV di santa memoria insieme con iCardinali a visitare l'ancella di Cristo ecome ne aveva approvatola vita al di sopra di quella delle donne del nostro temponon esitaa venerarne la morte con la sua papale presenza. Entranto nelmonasterosi dirige al lettuccio ed accosta al viso dell'ammalata lamano da baciare. La prende ella con trasportoe poi anche il piededell'Apostolico Sovrano reclama da baciare con somma riverenza.Salito su uno sgabello di legnoil cortese Signore si degnaconcedere il piedesul quale ella stampa baci sopra e sotto eriverentemente appoggia il volto.


42.Domanda infine dal sommo Pontefice con angelico viso la remissionedi tutti i peccati. Ed Egliesclamando: "Magari anch'ioavessi bisogno della piena assoluzione la grazia di un'ampiabenedizione. Quando tutti se ne furono andatipoiché quelgiorno dallamano del Ministro provinciale aveva ricevuto l'Ostiasantasollevati al cielo gli occhie giunte le mani a Dioconlagrime dice alle sue suore: "Lodate il Signorefigliole mieperché oggi Cristo s'è degnato elargirmi talebeneficioche terra e cielo non basterebbero a ripagare! Lui stessoAltissimo - spiegò - oggi ho ricevuto ed ho insieme meritatodi vedere il suo Vicario".



COMERISPOSE ALLA GERMANA PIANGENTE.


43.Stanno intorno al letto de Madre le figlie che assai presto sarannoorfane"la cui anima trapassa una spada di acerbo dolore".Non le ritrae il sonnonon la fame le svelle di là: madimentiche del letto e della mensanotte e giorno solo di piangeresi dilettavano. Tra le quali Agnesevergine devotainebriata dilacrime salsescongiura la sorella di non partire abbandonandola.Ed a lei Chiara risponde: "Piace a Diosorella carissimacheio mi allontani; ma tu desisti dal piangeregiacché dopo dime rapida verrai al Signoreed una grande consolazione ti daràil Signoreprima ch'io mi diparta da te".



DELSUO FINALE TRANSITO E DI CIO' CHE ALLORA AVVENNE O APPARVE INVISIONE.


44.La si vede infine agonizzare per più giornidurante i qualicresce la fede con la devozione del popolo. Anche di visite diCardinali e di Prelati col seguito è onoratacome santadavveroogni giorno. E questo è mirabile a udire: benchénon potesse per diciassette giorni prendere alcun cibodi tantafortezza fu rinvigorita dal Signoreche tutti coloro i qualiandavano a lei confortava al servizio di Cristo. Infatti mentre ilbenigno fra Rainaldo l'andava esortando alla pazienza nel lungomartirio di sì gravi infermitàcon liberissima vocegli rispose: "Da quando ho conosciuto la grazia del Signor mioGesù Cristo per mezzo di quel servo suo Francesconessunapena molestanessuna penitenza gravenessuna infermitàfratello carissimomi è stata dura!".


45.Poifacendosi più vicino il Signore e già quasistando alla sogliavuole che sacerdoti e frati spirituali le sianopresso e le ripetano la Passione del Signore e sante parole. Tra diessi come le appare fra Grineprofamoso giullare del Signore chespesso emetteva ardenti parole del Signoreperfusa di rinnovellataletiziagli domanda se qualche cosa di nuovo a riguardo del Signoreabbia alla mano. Ed egli aprendo la boccadalla fornace del fervidocuore emette fiammeggianti scintille di parolee nelle sue parabolela vergine di Dio trova grande sollievo. Finalmente si volge allefiglie in pianto per raccomandar loro la povertà del Signoree ricordare lodando i benefici divini. Benedice devoti e devote suee su tutte le Donne dei poveri monasteri sia presenti sia futureimplora larga grazia di benedizione. Il resto chi potrebbe narrarlosenza pianto? Sono presenti quei due benedetti compagni del beatoFrancescodei quali unoAngelodolente lui stessoconsola ledolentie l'altroLeonebacia il lettuccio di lei prossima alpassaggio.


Ladesolate figlie manifestano il cordoglio per l'allontanarsi dellamadre e quella che più oltre non sono per vedere accompagnanocon lacrime nel suo dipartirsi . Si dolgono amarissimamente chetutta la loro consolazione se ne vada con lei e che esselasciate"nella valle di lacrime"non potranno più essereconsolate dalla loro maestra. A stento il pudore soltanto trattienela mano dal ferirsiil fuoco del dolore è reso ancor piùviolento dal fatto che non gli si permette di svaporare con esternisegni di cordoglio. La severità claustrale impera silenziola violenza del dolore estorce gemiti e singhiozzi. Le gote sontumefatte per le lacrime e di continuo l'impeto del cuore mestosomministra nuovo umor lacrimale.


46.Volgendosi invece a se stessa la vergine santissima sommessa parlaalla propria anima: "Va sicurale diceperché avraibuona scorta nel viaggio. Vacontinuaperché Colui che tiha creatati ha santificatae sempre guardandoticome madre ilfigliocon tenero amore ti ha amata". E soggiunge: "TuSignoresii benedettoche mi hai creata". Interrogandola unadelle Suore a chi parlasseella rispose: "Io parlo all'animamia benedetta". Né quella gloriosa scorta era moltodistante. Infattivolgendosi ad una figliale domanda: "Vedituo figliuolail Re della gloria che io vedo?. Ed "anche suun'altra si manifestò la mano del Signore": con gli occhidel corpo tra le lacrime scorge una felice visione. Inverotrapassata dal dardo di un profondo doloredirige lo sguardo versola porta della casa: ed eccoin bianche vesti entra una turba diverginiche tutte portano serti d'oro sul capo. Avanza tra le altreuna più luminosa delle rimanentidalla cui coronache alsommo appare simile ad un turibolo traforatos'irradia tantosplendoreche dentro la casa mutua la stessa notte in luce diurna.Si dirige verso il lettodove giace la sposa del Figlio suo eamorevolissimamente inchinandosi su di leile dà undolcissimo abbraccio. Viene offerto dalle vergini un pallio dimeravigliosa bellezae a gara tutte servendolail corpo di Chiara èricoperto e la camera adornata.


Ilgiorno successivo alla festa del beato Lorenzoesce quell'animasantissimadegna d'essere incoronata dell'alloro del premio eternoesciolta la compagnie del tempio di carnelo spirito felicementepassa al cielo. Benedetta questa uscita dalla valle di miseircheper lei divenne ingresso nella vita di beatitudine! Giàincambio del tenue vitto s'allieta alla mensa dei cittadini supernigià in cambio della viltà delle ceneri si bea nel regnocelesteè decorata della stola dell'eterna gloria.



COMEALLE ESEQUIE DELLA VERGINE AFFLUI' LA CURIA ROMANA CON FOLLA DIPOPOLO


47.Immediatamente il rumore intorno al transito della vergine conlestupende notizie scuote tutto il popolo della città.Affluiscono gli uominiaflluiscono le donne al luogoed è untale straripare di gentiche la città pare lasciata deserta.Tutti santatutti la proclamano a Dio carae tra le parole di lodeparecchi sono bagnati di pianto. Accorre il podestà con unatorma di cavalieri e con multitudine di uomini d'armie in quellasera ed in tutta la notte dispongono diligenti sentinelleaffinchénon avvenisse di patir danno nei rigurdi del tesoro prezioso chegiaceva in mezzo a loro.


Simuove il dì seguente la Curia intera: il Vicario di Cristocon i Cardinali accede al luogoe tutta la cittadinanza dirige ipropri passi alla volta di San Damiano. Si era giunti al momento dicelebrare il divin Sacrificioallorchécominciando i fratil'ufficio dei mortisubito il Papa dice doversi intonare l'ufficiodelle Vergininon quello dei mortisì che pareva volessecanonizzarla prima ancora che il corpo fosse confidato allasepoltura. Ma obiettando l'eminentissimo personaggio ch'era ilSignore d'Ostiache in questa materia sia da trattare con maggioreponderatezzavien celebrata la Messa damorto. Di lì a pocoassisosi il Sommo Pontefice e con Lui il circolo dei Cardinali e deiPrelatiil Vescovo Ostienseassunto il tema: "vanitàdelle vanità"elogia con nobile sermone la singolaredispregiatrice della vanità.


48.Circondano tosto la sacra spoglia con devota degnazione i pretiCardinalied intorno al corpo della Vergine compiono gli uffici dirito. Finalmentepoiché non ritengono né sicura nédegna cosache sì prezioso pegno resti tanto lontano daiconcittadiniè levato con inni e lodicon clangore di trombee giubilo solenne ed onorevolmente trasportato a San Giorgio: infattiè questo il luogodove il corpo del santo Padre Francescodapprima era stato riposto; come se chia a lei vivente avevatracciato la via della vita; anche a lei mortaper una specie dipresagioavesse preparato il luogo del riposo. Poi al tumulo dellaVergine fu un concorso di molti popoliche lodavano Dio e dicevano:" Veramente santaveramente gloriosa regno con gli angeliquesta che tanto onore riceve dagli uomini sulla terra! Intercedi pernoi presso Cristoo primiceria della Povere Donnela quale guidastiinnumeri persone alle penitenzainnumeri alla vita. Trascorsipochi giorniAgnesechiamata alle nozze dell'Agnelloseguìla sorella Chiara alle eterne delizie: dove entrambe figlie di Sionper naturaper grazia e per regno germanegiubilano a Dio senzafine. E veramente ricevette quella consolazioneche Chiara promisead Agnese prima ch'ella migrasse. Infatti come preceduta dallasorella era passata dal mondo alla crocecosìmentre giàChiara cominciava a risplendere con segni e prodigiAgnese dopo dilei dalla luce che finisce presto si svegliò in Dio;concedendolo il Signor nostro Gesù Cristoil quale col Padree con lo Spirito Santo vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.




PARTESECONDA




DEIMIRACOLI DI SANTA CHIARA DOPO CHE PASSO' DAL MONDO


49. Quelli proprio sono imeravigliosi segni dei Santie quelle letestimonianze venerande dei miracoliche consistono nella santitàdei costumi e nella perfezione delle opere. "Giovanni inveronon dette alcun segno prodigioso"e tuttavia non saranno daritenere più santi di Giovanni coloro che operano prodigi.Perciò basterebbe alla santa vergine Chiaraper testimoniarnela perfettissima santitòl'elogio della sua vitase nonesigesse altro talvolta parte la tiepidezzaparte la devozionepopolare. Pertanto Chiaramentre vivevaera illustrata dai meritied ora che è assorta nell'abisso della chiaritàperpetuanon di meno ancora fino agli estremi della terra èmeravigliosamente illustrata dalla luce dei miracoli. Mi costringe lasincera e giurata verità a descriverne molti; mi costringel'abbondanza ad ometterne moltissimi.



DEGLIOSSESSI LIBERATI


50.Un fanciullo di nome Giacomino di Perugia non tanto pareva ammalatoquanto posseduto da un pessimo demonio. Infatti ora gettandosidisperatamente sul fuocoora dibattendosi per terraora mordendopietre fino a spezzarzi i dentisi feriva miseramente il capo es'insanguinava il corpo. Con la bocca tortasporgendo fuori lalinguacon tanta facilità si raggomitolava in tutte lemembrach spesso poneva la gamba sopra il collo. Ogni giorno perdue volte lo tormentava la detta insaniae due persone nonriuscivano a raffrenarlo dallo spogliarsi delle proprie vesti. Sicerca giovamento dai periti di medicinama non si trova alcuno chesappia provvedere. Il padredi nome Guidolottodopo che non ebbetrovato presso gli uomini il rimedio a tanta sfortunasi rivolse aimeriti di santa Chiara. "O vergine santissima - dice - o Chiaravenerata dal mondoa te voto il misero figlioda te imploro conogni supplica la sua guarigione". S'affretta pieno di fede alsepolcro di lei e deponendo sulla tomba delle vergine ilbambinoportato secosubitomentre domanda soccorsolo ottiene. Tostoinfatti il bimbo è libero da quell'infermitànépiù oltre è tormentato da simile danno.



UNALTRO MIRACOLO.


51.Alessandrina della Frata della diocesi perugina era verssatta da uncrudelissimo demonio. E così l'aveva ridotta in poter suoche la faceva volteggiare a mo' di uccelletto su per un'eccelsa rupeche s'innalzava a un bordo del fiumeed anche la faceva discenderelungo un sottilissimo ramo d'albero proteso sul Teveree penzolareivi nel vuoto quasi per giuoco. Per giunta a causa dei suoi peccatiavendo del tutto perdito l'uso del lato sinistro e la mano contrattadalle medicine spesso tentate nessun giovamento ritraeva. Viene concuore compunto alla tomba della gloriosa vergine Chiara ed invocati isuoi meriticontro quel suo triplice pericolo riceve un salutareeffetto con un unico rimedio. Invero la mano contratta si distendeil lato ritorna sano es è liberata dall' ossessione diabolica.Un'altra donna della medesima località nel medesimo tempodavanti al sepolcro della Santa ottenne il dono della liberaizone daldemonio e da molti dolori.



DIUNO GUARITO DA PAZZIA.


52.Un giovinetto franceseil quale era al seguito della Curiaerastato preso da insania furiosache gli aveva tolto l'uso dellaparola e dava a tutto il corpo una mostruosa irrequietezza. Nonpoteva punto essere trattenuto da alcunoma piuttosto si dibattevaorribilmente tra le mani di chi tentava di trattenerlo. Viene legatocon funi ad un cataletto e dai compatrioti vien portato renitentealla chiesa di santa Chiara e deposto innanzi al suo sepolcroesubito per la fede di coloro che lo presentano è ottimamenteliberato.




DIUNO LIBERATO DAL MAL CADUCO.


Valentinodi Spello era tanto soggetto a disgrazia per il mal caducoche seivolte al giorno cascava dovunque capitasse. Inoltre piagato per lacontradizione di una gambanon poteva liberamente camminare. Viencondotto su un asinello al sepolcro di santa Chiaradove giace duegiorni e tre notti; al terzo dìsenza che alcuno lo toccarela sua gamba risonò con gran fragoreed egli fuimmediatamente sanato dall'una e dall'altra infermità.



DIUN CIECO ILLUMINATO


Giacomellodetto il figlio della Spoletinacolpito da cecità di dodicianniseguiva uno che lo guidassema senza guida non potevacamminare se non con rischio. Infatti una voltaper poco lasciatoda un fanciulloprecipitando riportò la frattura di unbraccio con una ferita al capo. Mentre dormiva una notte vicino alponte di Narnigli apparve in sogno una Donnae gli disse:"Giacomelloperché non vieni da me ad Assisie sarailiberato?". Ed egli al mattino alzandosi tremante racconta adue altri ciechi la visione. Rispondono quelli: "Una monaca dapoco abbiam sentito che è morta nella città di Assisie si dice che il suo sepolcro è onorato dal Signore mediantegrazie di guarigioni e molti miracoli!". Ciò uditosmessa la pigriziasollecitamente si mette in viaggioe la notteospitato presso Spoletovede nuovamente la medesima visione. Piùvelocecome se volassetutto si dispone a correre per amor dellavista.


53.Come poi perviene in Assisitrova sì grandi torme di genteche si raccolgono presso il mausoleo della vergineche egli non puòassolutamente entrare fino alla tomba. Si pone una pietra sotto latesta e con gran fedema dolendosi di non riuscire ad entraresiaddormenta davanti alla porta. Ed eccoper la terza volta la voce alui: "Ti farà grazia il SignoreGiacomose potraientrare". Svegliato dunque prega con lagrime le turbegridandoe raddopiiando preghiere affinché per amor di Dio si degninodi lascirgli il passaggio. Come gli vien datogetta le calzaturesi spoglia delle vesticinge il collo con una coreggiae cosìumilmente toccando il sepolcros'addormenta di un blando sonno ."alzatigli dice la beata Chiaraalzatiperché seiliberato". Immediatamente alzatosiscossa ogni cecitàdissipata ogni caligine degli occhimentre chiaramente per merito diChiara vede il chiarore della lucelodando Dio la chiarificaedinvita tutte le genti a benedire Dio per la meraviglia di sìgrande portento.



DELRIPRESO USO DI UNA MANO PERDUTA.


54.Un perugino chiamato Buongiovanni di Martino con i concittadini eraandato in guerra contro i Fulginati.


Cominciatodi qua e di là un grave scontroun colpo di pietra gliprodusse una pericolosa frattura ad una mano. Spende nei medicimolto denaro per desiderio della guarigione; ma per nessun soccorsodi medicina riceve aiuto a non portare la mano come inutile e deltutto impotente a qualsiasi opera. Dolendosi pertanto di soffrire ilpeso di quella destra quasi non suae d'esser privo dell'usopiùvolte preferirebbe farsela troncare. Poi udendo ciò che ilSignore si degnava mostrare per mezzo della serva sua Chiarafattoun votosi avvia al sepolcro della Vergine; vi offre una mano dicera e si distende sulla tomba di santa Chiara. E subitoprimach'egli esca dalla chiesala sua mano torna sana.




DEIRATTRATTI


55.Un certo Pietruccio del castello di Bettonaconsumato da unamalattia triennalepareva come tutto essiccato dalla consunzione deldurevole languire. E per la violenza di quella malattia era cosìrattratto ai lombiche sempre curvo e come ripiegato verso terraastento poteva avanzare col bastone. Il padre del fanciulloesperimentò l'abilità di molti mediciparticolarmentedegli specialisti nel curare le fratture ossee. Era pronto aspendere tutti i suoi beni per ricuperare la salute del fanciullo.Ma essendogli da tutti risposto che per nessun sussidio di artemedica si poteva riparare a quella malattiasi volse al soccorsodella nuova Santadella quale udiva le magnificenze. Vien portatoil fanciullo al luogo dove riposano le preziose spoglie dellaverginee col giacere non a lungo davanti al sepolcroriceve lagrazia della perfetta guarigione. Immediatamente infatti si alzaritto e sano"camminando e saltando e lodando Dio" edinvita il popolo accorso alle lodi di santa Chiara.


56.V'era un bambino di dieci anni nella villa di San Quirico dellaterra di Assisi"claudicante dall'utero di sua madre":aveva le tibie sottiligettava i piedi a traverso e camminando tornoappena poteva alzarsiche ricadeva. La madre sua più voltelo aveva votato al beato Francesconé aveva ricevuto ilsoccorso di un miglioramento. Udendo che la beata Chiara risplendevaper miracoli recentiportò il fanciullo al sepolcro di lei.Dopo alquanti giornile ossa delle tibie crocchiarono e le membratornarono alla naturale diritturae ciò che san Francescoimplorato con molte preci non dettela sua discepola Chiara perdivino favore concesse.


57.Un cittadino di Gubbiodi nome Giacomo di Francoavendo un piccinodi cinque anni che per debolezza dei piedi non aveva mai camminatoné poteva camminaresi rammaricava del bimbo come di unamacchia della sua casa o obbrobrio della propria carne. si sdraiavasul pavimentostrisciava nelle cenerevolendo di tanto in tantomanon potendoalzarsi con l'aiuto di un bastone: la natura gli avevadato il desiderio di camminaregliene aveva negato la facoltà.I genitori votano il bambino ai meriti di santa Chiaraeper direla loro espressionevogliono che sia "uomo di santa Chiara"se per merito di lei avrà conseguito la guarigione. Tostoformulato il votola vergine di Cristo guarisce il proprio uomoreintegrando nel fanciullo a lei oblato la libertà dideambulazione. Tosto i genitori affrettatisi col bambino al tumulodella verginelo offrono saltellante e giubilante al Signore.


58.Una donna del castello di Bevagnadi nome Pleneriaavendo soffertoa lungo di una contrazione delle reninon poteva camminare se nonsostenendosi col bastone. Tuttavia pure con quellamminicolo delbastone non poteva raddrizzare il corpo incurvato e traeva allameglio i passi vacillanti. Si fece portare un venerdì altumulo di santa Chiaradoveeffondendo le preghiere con sommadevozionerapidamente ottenne ciò che fiduciosamente domandò.Infatti il sabato seguenteottenuta la completa guarigionetornòa casa con i propi piediessa che era stata trasportata da altri.



DELLAGUARIGIONE DALLE GHIANDOLE IN GOLA.


Unafanciulla peruginaassai a lungo con molto dolore aveva portatoenfiagioni della golache volgarmente chiamato scrofole. Inveroventi glandole si contavano nella sua golacosì che questapareva assai più grossa della testa. La condusse la madrespesso alla memoria della vergine Chiaraove devotissimamenteimplorava il beneficio della stessa danna. E giacendo per tutta unanotte la fanciulla davanti al sepolcrogrondando sudorequelleglandole so cominciarono ad ammorbidire ed a muoversi un poco dallaloro posizione. In processo poi si tempo per i meriti di santa Chiaracosì scomparveroche

nonne rimase vestigio alcuno.


59.Un male simile portava nella gola una delle suoreper nome Andreamentre ancora era in vita la vergine chiara. Strano davveroche inmezzo alle pietre infocate si nascondesse un'anima tanto freddaetra le prudenti vergini facesse stoltezze un'imprudente. Questainvero una notte si strinse la gola fino alla soffocazionepergettar fuori per la bocca quel globovolendo su di sèsorpassare la divina volontà. Ma ciò immediatamenteconobbe pe ispirazione divina Chiara. "Corri - disse ad una -corri in fratta al piano di sotto della casa e dà a suoAndrea da Ferrara da bere un uovo riscaldatoed insieme col lei salida me". Rapida quella ritrova la detta Andrea priva dellafavella vicina all'asfissia per la stretta delle proprie mani. Lasollevacome puòe la conduce seco alla madre; ed a leidisse la serva di Dio: "Miseraconfessa al Signore i tuoipensieriche anch'io conosco bene. Eccociò che avrestivoluto risanarelo risanerà il Signore Gesù Cristo. Mamuta in meglio la tua vitapoiché da un'altra malattiachepatirainon ti rialzerai". A tale monito ricevette lo spiritodi compunzione e mutò assai notevolmente in meglio. Dopo pocodunquerisanata dalle scrofolemorì di altra infermità.



DEILIBERATI DAI LUPI


60.La paurosa ferocia di lupi crudeli soleva vessare la contrada; essiperfino sugli uomini si scagliavanoe spesso si pascevano di carneumana. Ora una donnadi nome Bonadi Monte Galliano della diocesidi Assisidei due figli aveva appena finito di piangerne unoche ilupi avevano rapitoquand'ecco avventarsi con uguale ferocia controil secondo. Infatti mentre la madre stava in casa in faccendedomestichesul bambino che passeggiava di fuori un lupo infligge identi mordendolo alla nucae con tal preda quanto più prestosi rinselva. Ma all'udire le strida del bimboalcuni uominii qualierano nelle vignegridano alla mamma: "Vedi se hai tuo figlio!giacchè abbiamo sentito poco fa dei pianti insoliti". Lamadreaccortasi che il figlio era stato rapito da un lupoalza alcielo le grida e riempiendo l'aria di urliinvoca la vergine Chiaradicendo: "Santa e gloriosa Chiararendimi il misero figlio mio.Che se non lo faraimi ucciderò buttandomi in acqua".Intanto i vicinicorrendo dietro al luporitrovano il bambinelloabbandonato dal pupo nella selvae un cane che vicino al bimbo neleccava le ferite. Dapprima la selvaggia bestia lo aveva afferratocol morso alla cervicepoiper portare più comodamente lapredas'era empite le fauci con i lombi del piccinae qui e làaveva lasciato segni della presa non lieve. La donnafedele al votocon i suoi vicini si reca presto alla sua soccorritrice e mostrando achiunque voglia vedere le varie ferite del piccolorende vivegrazie a Dio ed a santa Chiara.



61.Una fanciulla del paese di Cannara di pieno giorno sedeva in uncampoe un'altra donna le aveva reclinato il capo in grembo. Ed eccoun luporapace di uominiaffretta i suoi passi furtivi verso lapreda. La fanciulla veramente lo videma poiché lo credetteun canenon si spaventò. E continuando essa ad ispezionare icapelli dell'altrala truculente bestia s'infuria contro di lei eserrandone il volto con la sua larga bocca spalancatatrascina lapreda nella selva. S'alza immediatamente la donna sbalordita ememore di santa Chiarasi mette a gridare: "AiutosantaChiaraaiuto! a te adesso raccomando questa fanciulla!". Infineanche quellameraviglia a dirsi! che era trasportata dai denti dellupoinveisce contri di esso dicendo: "Mi porterai oltretuladronese sono raccomandata a sì gran Vergine?".Confuso all'invettivatosto depose dolcemente la fanciulla per terraequasi ladro sorpresos'affrettò ad allontanarsi.



DELLACANONIZZAZIONE DI SANTA CHIARA VERGINE.


62.Mentre sedeva sul seggio di Pietro il clementissimo principe ilsignor Alessandro IVamico di ogni santitàil quale erapresidio dei Religiosi e ferma colonna degli Ordini religiosipoichécorreva il racconto di queste meraviglie e di giorno in giorno piùlargamente risonava la fama delle virtù della Vergineilmondo stesso ormai aspettava con desiderio la canonizzazione di sìgran Vergine. Infine il detto Ponteficedall'abbondanza di tantiprodigi quasi spinto ad una decisione insolitacominciò atrattare con i Cardinali della canonizzazione di lei. Si affida apersone ragguardevoli e discrete l'esame dei miracoli e si dàpure incarico di discutere le grandezze della sua vita. Chiara vienritrovata chiarissima per esercizio di tutte le virtùmentr'era in vita; è ritrovata ammirevoledopo il transitoper i veri e provati miracoli. Poiché nel giorno a ciòstabilitoessendosi raccolto il soleggio dei Cardinali e adunatal'assemblea degli Arcivescovi e Vescovialla presenza del clero e diuna grandissima moltitudine dei religiosie di sapienti e potentidopo che il Sommo Pontefice ha esposto quel salutifero affare echiesto il giudizio dei Prelatitutti prontamente esprimono il lorovoto favorevolissimo e dicono doversi chiarificare in terra Chiaracome Dio l'ha chiarificata nei cieli. Avvicinadosi poi il giorno delsuo passaggio il Signoretrascorsi dal transito duo anniconvocatauna moltitudine di Prelati e tutto il cleropremesso anche ildiscorsoil felice Alessandrocui era stata riservata dal Signorequesta graziacon la massima solennità ascrisseriverentemente Chiara nel catalogo dei Santi e stabilì che intutta la Chiesa se ne celebrasse solennemente la festaed egli perprimo con tutta la Curia la celebrò con somma solennità.Tutto ciò di svolse in Anagni nella chiesa maggiorenell'annodella Incarnazione del Signore 1255primo del pontificato del SignorAlessandro; a lode del Signor nostro Gesù Cristoil quale colPadre e lo Spirito Santo vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.