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Filoteo Giordano Bruno
Nolano



LE OMBRE DELLE IDEE

Coinvolgenti l'arte di Cercare
TrovareGiudicare
Ordinare e Applicare:
Esposte per una scrittura interna
e non volgari operazioni con la memoria

 

 

 

 


A ENRICO TERZOSERENISSIMO RE
dei Francesi e dei Polacchieccetera


DICHIARAZIONE

Ombraprofonda siamo; non tormentatecio inetti.
Nonvoi richiede un'opera così seriama i dotti


FILOTEOGIORDANO BRUNO NOLANO

ALLETTORE AMICO E ZELANTE


E'in alto posto
diDiana in Chio il volto
chetriste sembra a chi nel tempio entra
allegroa chi ne esce.

Anchela lettera di Pitagora
eseguitacon bicorne linea
achi mostra il truce aspetto del destro sentiero
offreun'ottima fine.

Dell'ombreche dalle profonde
tenebreemersero
alfindiventeran graditiora più aspri
eil volto e la lettera.


AENRICO TERZO
SERENISSIMORE DEI FRANCESI E DEI POLACCHIECCETERA
FiloteoGiordano Bruno Nolano.
Asue spese.

Chiignorao santissima Maestàche i doni importanti sonoriservati ai personaggi importantiquelli più importanti aipiù importantie quelli importantissimi ai massimipersonaggi?
Nessunoperciò dubiti perché quest'operadegna di essereannoverata tra le più grandi sia per la nobiltà delsoggetto che trattasia per la singolarità dell'invenzione sucui si fondasia per la serietà della dimostrazione con laquale è comunicatasia stata dedicata a teegregiameraviglia dei popoliragguardevolissimo per il valore dell'animoprestanteceleberrimo per l'altezza del sublime ingegnoe perciòillustrissimomagnanimo e degnissimo del giusto ossequio di tutti idotti. E' proprio di tepoiché sembri eminentemente generosopotente e saggioaccogliere quest'opera con animo corteseproteggerla con grande favore ed esaminarla con maturità digiudizio.

STABENE.

MERLINOARTISTA.

Untale ha dipinto galli domestici
chepoiché non è del tutto inesperto
affinchénon possano essere sorpresi più gravemente
itratti inettida inetto artista
haordinato a servitorelli e compagnelli
dicacciar lontano i polli naturali.

Nonignorando ciòdovrai temere
mentretuvero galloti avvicini ai dipinti
chefan meravigliare gli orecchiutiche
cacciatoda un servo importunote ne dolga.

MERLINOAL GIUDICE SOBRIO.

C'èun fiume nella Frigia detto Gallo
chese ne bevi poco
guariscei mali fisici.

Seassorbirai insobriamentet'assorbirà
alpunto che l'animo caccerai
euna seconda volta non berrai.

Cosìpure le lettere di saggezzapoco toccate
giovanoalla vita civile
edanno grandissimo diletto.

Setroppo ne ingurgititi turberanno
ealla pazzia ti condurranno
oalla rovinosa gloria.

Perciòessendo stato finora prudente
pernon incorrere in così gran danno
conl'approvazione dei maestri

Soltantoti è piaciuto la saggezza assaggiare
solocon le labbra gustare
econ le nari annusare.

Perciòdichiaro che tu bene non fai
mentreda giudice qui ti affretti
perscrollare le orecchie di Mida.

MERLINOAL GIUDICE IDONEO

C'èun motivo per cui il cane s'è avvicinato per arare
percui il Cammello vuol salire alle stelleper cui
trascinandolola ranail sorcio passa a nuoto il fiume
percui i pigri asini corrono a cacciare
percui il cuculo tenta di catturare i lupi
c'èun motivo per cui i porci bramano volare:
èqualcosa di sconveniente per natura.

Nonè invece di Organete questo difetto dell'arte
oquando invita a scavare
siaa pescare
siaa trascorrere l'aria con le penne adatte
oquando insegna a cacciare e uccellare.

Sevoi vi sentite abili scavatori
eper nulla inadatti a volare
apescarecacciare e uccellare
eperciò quindi non ci sono lamenti
saròd'accordo con voise concordate che
sieteentrati nel labirinto senza filo.
FILOTEOGIORDANO
BRUNONOLANO

Preliminaredialogo apologetico in difesa delle ombre delle idee
perla sua invenzione della memoria.

INTERLOCUTORI.
ERMES.FILOTIMO. LOGIFERO.

Ermes:Continua liberamente; infatti sai bene che il sole èlo stesso e l'arte è la stessa. Lo stesso sole innalzaall'onore le gesta dell'unoconduce al biasimo le azioni dell'altro. Per la sua presenza si rattristano i barbagianni notturniil rospoil basiliscoil gufoesseri solitarinotturni e sacri aPlutoneinvece smaniano il gallola feniceil cignol'ocal'aquilala lincel'ariete e il leone. Al suo stesso sorgere quelliche operano nelle tenebre si raccolgono nelle tanema l'uomo e glianimali diurni escono per la loro opera . Invita questi al lavorospinge quelli nell'ozio.
Alsole si volgono il lupino e l'elitropiama da esso si ritiranole erbe e i fioridella notte. Innalza i vapori rarefatti sotto forma di nuvolainvecerovescia a terra i vapori condensati in acqua.
Adalcuni distribuisce una luce perenne e continuaad altrivicissitudinale. L'intelletto che non erra insegna che esso stafermoma il senso fallace induce a credere che si muove. Questosorge per questa parte esposta della terra ruotantenello stessotempo tramonta per quella posta agli antipodi. Il medesimoapparentemente gira intorno ai circoli che dicono artici attraversole differenze di quello destro e sinistroma a molti altri sembrapercorrere un arco che passa al di sopra e al di sotto. Questo apparepiù grande alla terra che occupa il punto più alto delsuo giroma appare più piccolo a quella regione che occupa ilpunto più basso (proprio perché è piùdistante da esso).
Inalcune parti dei semicerchi viene a mancare lentamentema in altrevelocemente. Questo risulta più boreale per la terra che siprotende verso l'Austroma più australe per la terra chevolge verso Borea. Per coloro che hanno l'orizzonte retto riceve unalatitudine in misure uguali da una parte e dall'altra; ma disugualiper coloro che lo hanno obliquo.
Ilmedesimo distribuisce le tenebreperennemen te commisurate allaluceagli abitanti della regione posta tra i due paralleli medi diquesta mole; agli altri invece in un determinato tempo. Nel caso chela divina terrache ci alimenta con la sua crostagli
mostrila nostra fronteotterrà per noi i suoi raggi obliqui; rettiinvece per coloro di cui gli avrà sottoposto la sommitàdella testa. Alcuni pianeti (che molti pensano siano animati e Dèisecondari sotto l'egida di un solo capo)avvicinàti appuntoal solericevono sempre la luce dall'auge o dall'apogeo (cosìlo chiamano); invecegli altri; perché l'hanno di frontelaricevono piuttosto a medie (come le chiamano) latitudini e
intervalli.Quando la luna (che moltissimi tra i filosofi pensano sia un'altraterra) nel suo emisfero rivolto al sole riceve la libera luce ditutto quel medesimoallora la terratriste per l'interposizione diquel globomostra all'emisfero opposto della luna la faccia ombratain direzione del sole.
Perciòil soleche resta e permane sempre uno e identico si presentadiverso di volta in volta a alcuni e a altridato che sono dispostichi in un modo chi in un altro. Non diversamente potremmo credere chequesta arte solare sarà di volta in volta diversa per gli unie per gli altri.

Filotimo:Per quale motivoo Ermesparli fra te libello che hai trale mani?

Ermes:E' il libro "Le ombre delle idee"raccolte per unascrittura interna;sono incerto se debba essere pubblicato oppure continuare a rimanerenelle stesse tenebre in cui un tempo è stato nascosto.

Filotimo:Perché mai?

Ermes:Perché (come dicono) il suo autore si porta nel segnoin cui volgono insieme i Sagittari armati non di un sol genere.

Filotimo:Se in verità tutti dovessero temere e evitare ciònessuno mai avrebbe tentato opere degne e niente di buono e diegregio si sarebbe mai realizzato. La provvidenza degli Dèi(lo dissero i Sacerdoti egiziani) non smette di mandare agli uominialcuni Mercuri in certi tempi stabilitibenché sappiano inanticipo che questi non saranno accolti per niente o saranno maleaccolti. Né l'intellettocome anche questo sole sensibilecessa d'illuminare continuamente per il motivo che né semprené tutti ce ne accorgiamo.

Logifero:Io sarei facilmente d'accordo con quegli stessi chepensassero che le cose di tal genere non devono essere affattodivulgate: sento che Filotimo ha dubbi a questo proposito; peròse avesse ascoltato con le sue orecchie quelle cose che abbiamosentito noicertamente le getterebbe sul fuoco per bruciarleanziché farle pubblicare. Infatti queste fin qui hanno recatoal loro maestro una messe non propizia; ora ignoro cosa mai si possasperare per il futuro; infattitranne pochissimi che già dasé possono capire queste coseper niente potranno dare ungiudizio obiettivo sul le cose stesse.

Filotimo:Senti cosa dice costui?

Ermes: Sento; ma perché io senta di piùdiscutetetra voi.

Filotimo:Quindi discetterò con teo Logiferoe per prima cosadirei questo: il tuo discorso non è di nessuna persuasionetanto che il vigore del tuo ragionamento non valga anzi a confermarel'opinione contraria. Infatti quei pochi che avranno compreso questatua invenzione (e tra questi siamo io e Ermes) la esalteranno con nonpiccole lodi; ma coloro che non capiranno minimamente il discorsonon potranno né lodarla né biasimarla.

Logifero:Tu dici ciò che dovrebbe esserenon ciò chesaràè stato.Molti non comprendendoper il fatto stesso che noncomprendonopergiunta anche con malanimodal quale sono spintiraccolgono calunniecontro l'autore stesso e la sua arte. Non hai forse sentito con letue orecchie il dottore Boboche disse che non esiste alcuna artedella memoriama che essa viene procurata solamente con l'abitudinee con la frequente ripetizione delle lezioniche avviene rivedendomolte volte le cose già viste e riascoltando molte voltele cose già sentite con le orecchie?

Filotimo:Se questi avesse la codasarebbe un cercopiteco.

Logifero:Cosa risponderai al maestro Anthocil quale considera maghio indemoniati o uomini di qualche altra specie siffatta quelli chepresentano operazioni della memoria oltre alle solite volgari? Tuvedi quanto si è incanutito nelle lettere!

Filotimo:Non dubiterei che costui è nipote di quell'asino chefu salvato sull'Arca di Noè per la conservazione della specie!

Logifero:E poi il maestro Roccoarchimaestro delle arti e dellamedicinail quale preferisce la mnemonica empirica a quella teoricastimerebbe queste cose sciocchezzuole più che precetti fondatisu un'arte.

Filotimo:Non oltre il pitale!

Logifero:Uno degli antichi dottori disse che quest'arte non puòessere accessibile a tuttima solo a coloro che sono forniti dimemoria naturale.

Filotimo:E' il parere di un ultrasessantenne!

Logifero:Farfaconedottore in entrambi i diritti e filosofo eruditoè dell'opinione che quest'arte arrechi più aggravi chesollievi: e infattiquando dobbiamo ricordare le cose senz'arteormai siamo obbligati a ricorrere all'arte per ricordare le coseiluoghi e moltissime immaginida cui non c'è dubbio che lamemoria naturale sia maggiormente confusa e impacciata.

Filotimo:Il pensiero acuto di Crisippo dev'essere cardato con ungrande pettine di ferro.

Logifero:Il dottor Berling disse che dal discorso di costui anche ipiù dotti non possono mietere nientecredo perché eglistesso niente miete.


Filotimo:Sotto quei ricci neppure una castagna?

Logifero:Il maestro Maines ha detto: anche se piaccia a tuttia menon piacerà mai.

Filotimo:Né il vino che giammai gusterà.

Logifero:Cosa credi che penserà riguardo a questa cosa chiconosci come tuo amico?
Filotimo:L'inchiostro di seppia aggiunto alla lucerna fa sembrareEtiopi gli uomini; così pure una mente corrotta da livoregiudica turpi anche le cose indubbiamente belle.

Logifero:Si racconta che anche l'eccelso maestro Scoppetdi granlunga il primo tra i medici di questa nostra epocadisse all'autoredi mostrargli la sua naturale memoria prima dell'arte della memoria;ed è incerto se per sdegno o per incapacità quegli
nonha voluto mostrargliela.

Filotimo:Se gli avesse detto: "Mostrami la tua urina prima che ioesamini gli escrementi più solidi"forse il nostroautore lo avrebbe compiaciuto e trattato in modo più ospitaleurbano e più conveniente alla sua dignitàal suoufficio e all'arte?

Logifero:Cosa diremo del maestro Clysterdottore medicoche non èlecito che si accosti al discorso? Infatti non differisce affatto daquel medesimo chesecondo Aknaldo e Tiberidesostiene che unalingua di upupa trapiantata su uno smemorato conferiscea chi laportauna memoria tenacissima.

Filotimo:Aristotele disse: "Suonando la cetra si diventacitaredo". Se qualcuno trapianterà su questoinfelicissimo un altro cervello dopo avergli tolto quello stesso chehaforse medicando diventerà medico.

Logifero:Anche il dottor Carpoforosecondo Proculo e Sabino itacesedisse che la sede della mente e della memoria è distinta intre parti. Infattitra la poppa e la prua c'è in mezzo la nave la qualegiacchéapertaquando con la memoria cerchiamo di revocare qualcosada pruaa poppa offre accesso allo spirito animato. Del resto mai feceprogressi uno spirito animatose non serenolucidochiaro; d'altrapartelo spiritoottuso da un'eccessiva freddezzainebetisce eillanguidisce la nostra memoria. Inverose questa freddezza saràunita a secchezzaarrecherà veglie eccessive e insonnia; sesarà unita a umiditàarrecherà il letargo.
Perallontanare questi malisono stati escogitati con arte questirimedi: l'esercizio che stimola e eccita i sensi e quasi risvegliagli spiriti assopiti da una turpe insensatezza e dall'abbandono;l'accoppiamento moderato; la malinconia scacciata e la letiziaricondotta dal piacere; una purga di tutti i meati del corpo; losfregamento della testa con un pettine d'avorio e un panno ruvido;l'uso di vini piuttosto leggeri o annacquatiaffinché leveneaprendosi per l'ardore del vinonon brucino il sangue;l'occlusione dello stomaco con cose che procurano naturalmente oartificialmente la stitichezzaaffinché la fumositàevaporando dallo stomaco con l'ebollizione del cibonon provochi ilsonno che oscura la mente e l'ingegno; l'astinenza dai cibi freddi eumidicome dai pesci in generaledal cervello e dalle midollanonmeno che dai porri scottanti e fumantidai ravanellidagli aglidalle cipolleche non siano stati consumati dal fuoco; l'uso disostanze aromatiche; la pulizia del capo e dei piedi con la cotturadell'acqua in cui abbiano bollito la melissale foglie d'alloroifinocchile camomillele canne e simili; l'esercitazione pitagoricache si tenga nel crepuscolo notturnoproprio perché giovamassimamente alla memoriaalla mente e all'ingegno.
Questesono le cose che possono sollevare la memoriacome pure quelle cheDemocritoArchigeneAlessandro e il peripatetico Andronicoaffidarono alla testimonianza degli scrittinon codeste arti futiliche si vantano di formare una memoria solida con non
soquali immagini e figure.

Filotimo:Ha concluso il discorso altrui con un proprio raglio; ilvenerabile dottore ha sostenuto la parte del pappagallo e dell'asino.

Logifero:Il maestro Arnofagoesperto di diritto e di leggie moltolodatoha detto che ci sono moltissimi dotti che non hanno quellaperiziama l'avrebbero se esistesse.

Filotimo:La ragione è una bambina che non mette ancora i denti;perciò non gli tiriamo un cazzotto.

Logifero:Il dottissimo teologo e patriarca Psicoteomaestrosottilissimo di letteredichiara di avere conosciuto l'arte diTullioTommasoAlbertoAlulide e di altri autori sconosciuti e dinon avere potuto trarre da loro alcun frutto.

Filotimo:Giudizio di prima tonsura!

Logifero:E infineper sintetizzare tutto in una sola parolavariuomini hanno varie opinioni; diversi dicono cose diverse; quante sonole testetanti sono i pareri.

Filotimo:E tante le voci. Perciò i corvi gracchianoi cuculifanno cucùi lupi ululanoi maiali grugnisconole pecorebelanoi buoi muggisconoi cavalli nitrisconogli asini
ragliano.E' turpedisse Aristoteleessere sollecito a rispondere a chiunquefaccia domande; i buoi muggiscano ai buoii cavalli nitriscano aicavalligli asini raglino agli asini: a noi tocca nel colloquio fareun qualche esame dell'invenzione di costui.

Logifero:Benissimo! Perciò Ermes si compiaccia di aprire illibro affinché esaminiamo i pensieri dell'autore.


Ermes:Lo farò con molto piacere. Eccoleggo la prefazionedell'opera:
"Anessuno (dice) penso che sfugga che sono state pubblicate da altrimolte arti della memoriadelle quali tutte e ognuna singolarmenteservendosi proprio degli stessi canonisi trovano quasi nella stessadifficoltà: per questo noi abbiamo provveduto a presentarepiuttosto i frutti di questa invenzionecon i quali fosse trattatapiù seriamentepiù facilmente e più agevolmenteuna questione tanto illustreper raggiungere un'arte che si
desideratanto. Le scuole più antichericercando una quotidianaesercitazionetroppo inopportunamente distoglievano gli ingegni piùfecondi dalla prosecuzione di esse e dallo studio: infatti gl'ingegnisono meno costanti e (per dirla più francamente) piùintolleranti quanto più sono sottili e pronti; alcuni di lorosi preoccupano più di sfiorare tutte le cose che apprendernefino in fondo una sola".

Filotimo:Mi piaceappuntodi questo autore che non appartiene allaschiera di coloro cheraccogliendo insieme di qua e di là ipensieri degli altriper ottenere l'immortalità a spesealtruisi mettono nel numero degli autori che lavorano per i posteriecome la maggior parte di colorosi presentano dottori di quellediscipline di cui non hanno certamente alcuna conoscenza ecomprensione; e per giunta molte volte non possono evitare (dopoessersi adattata addosso alla meglio la pelle del leone con leinvenzioni degli altri) di rientrare abbastanza spesso nella propriapelle e infine forzare la vocequando lanciano qualcosa fuori dalloro fiacco Marte (poiché è facile aggiungere alleinvenzioni altrui)o gettano fuori qualcosa dalla deficienza di unastupida sensibilità. Quelle cose sono gli arieti delleincapacità oratoriele catapulte degli errorile bombardedelle sciocchezzee i tuonii lampile folgori e le granditempeste delle ciucaggini.

Logifero:Non pensi la stessa cosa circa i nostri raccoglitori dipoesie e versificatorii qualiservendosi delle invenzionisemiversi e versi altruivogliono passare ai nostri occhi al postodei loro poeti?

Filotimo:Lascia perdere i poeti. Infatticome sappiamo che i re aseconda delle occasioni hanno le mani lunghecosì i poeti atempo e luogo sogliono avere voci alte e lunghe.

Logifero:Parlavo dei versificatorinon dei poeti!

Filotimo:Beneperciò pochi o nessuno stimerà che lacosa si riferisca a lui. Ma questo che ci interessa? Basta chenell'intenzione degli autori ci sia stata la cognizione di
quest'arte.

Logifero:Non dei poeti.

Filotimo:Ma andiamo avanti: leggi il seguito.



HERMES

"Diqui (dice) avendo applicato l'animo a ossequiare alcuni mieiamicidopo altre arti della memoria di genere diversole qualiabbiamoindirizzato privatamente a diversi destinatari esecondoivari indirizziabbiamo comunicato ad altri per la loro dignitàeintelligenzaabbiamo composto quest'arte che è preferibile atuttele altre per il valore dei princìpi che sono contenuti inessae non è da posporre a nessuna in base ai risultati.Inquesta prometto certamente un sistema facile e una scienza pernullafaticosa al posto della prassima un libro per nullaaccessibilea tutti con i suoi pensiericontro l'abitudine dicoloroche hanno tramandato libri facili e brevi intorno a questaartema l'arte stessa difficile e prolissa. Pochi eruditi lacomprendanoepoicon la loro comprensione venga in uso pertutti;e sia tale che tuttisia i rozzi sia gli eruditipossanofacilmentesaperla ed esercitarla; e tale che senza una dottaguidapossano comprenderla soltanto quelli ben versati nellametafisicae nelle dottrine dei Platonici. Questa arteinfattioffreil vantaggio cheper quanto è contenuta in terminidifficiliche presuppongono capacità speculativetuttavia potràesserespiegata a ognuno (purché non si tratti di un ingegnoassolutamenteottuso); contiene infatti termini molto appropriatiemassimamente adatti a significare le cose.Quest'artenon porta a una semplice arte della memoriama avvia eintroduceanche alla scoperta di molte facoltà. Inoltre coloro aiqualisarà dato di coglierne i valori più interniricordino:nonlarendano familiarestando alla sua regale dignitàachicchessiasenza una selezione e spieghino i suoi canoniesplicitamenteai singoliin modo più intenso e più dilazionato asecondadei meriti e della facoltà ricettiva di coloro ai qualideveessere comunicata.Inoltresappiano nelle mani di chi è giunta questa arte: ilnostroingegno non è tale né da essere legato a unadeterminatacorrentedi filosofia altrui né da disprezzare universalmentequalunqueindirizzo filosofico. Davvero non c'è nessuno che nonteniamoin gran conto tra coloro che si sono appoggiati al proprioingegnoper contemplare le cose e che hanno costruito qualcosa conartee metodo. Non trascuriamo i misteri dei Pitagoricinonsminuiamola fede dei Platonici e non disprezziamo neppure iragionamentidei Peripateticifinché hanno trovato un fondamentoreale.Questo lo diciamo proprio per attenuare la preoccupazionedicoloro che vogliono misurare gl'ingegni altrui con il proprioingegno;di tal fatta è quel genere sventurato chepur avendospesola propria fatica troppo a lungo sui migliori filosofinonspinseil proprio animo fino al punto di non servirsisempre finoallafine dell'ingegno altrui; essendo privo del propriotuttaviabisogna compatirlo più di coloro cheignorando lapropriapovertàosano cose che non devono osaree sotto un certoaspetto(se non vi rimanga per incuria) bisogna anche lodarlo.Similiuominiin quanto riempiti di spirito aristotelico (perchésialecito ormai vedere i libri sonori e progressivi)quandoudrannoo leggeranno "Le ombre delle idee"ormai si appiglierannoallaparola dicendo che le idee sono sogni o fantasmi. Quandoabbiamoammesso che è cosìsi chiede allora se sia convenientecheciò che si conforma alla natura corre sotto le ombre delleidee.Quando invece attaccheranno il luogo dell'animaraziocinante"O Giordano" diranno"ormai tu affermi che l'animatesseo fila". Gonfiando le bocche similmente anche in alcunealtresciocchezzeper una specie di nemico interno sarannodistoltidal partecipare al frutto di questa disciplina. A costorovogliamodire apertamente quanto segue: anche noipur essendomenodottici siamo applicati nelle stesse cose; allora infatticiservivamo (com'era giusto) della fede per conquistare lescienze.Ma ora che possiamo servircicon l'aiuto divinodeimezziacquisiti e ritrovati per ulteriori proprie operazioni senzaungiusto rimprovero di contraddizionese è vantaggioso illimiteplatonicoe l'intenzione è vantaggiosasi accettano; se anche leintenzioniperipatetiche si adoprano per una migliore esposizionedell'oggettoin questa artesono fedelmente ammesse. Similmentesigiudichi delle altre.Infattinon riusciamo a trovare un unico artigiano che forniscatuttele cose necessarie a uno solo. Non sarà lo stesso artigianodicoche fonderà e foggerà l'elmolo scudola spadalelanceivessilliil timpanola tromba e tutti gli altri armamentimilitari.Così l'officina del solo Aristotele e del solo Platonenonbasterà a coloro che tentano opere maggiori in altreinvenzioni:anche se talvolta (e per giunta raramente) sembreremousaretermini non consueticiò accade perché desideriamospiegareconessi intenzioni non consuete. D'altra parteci serviamo ingeneraledegli studi diversi di vari filosofi per presentaremeglioil proposito della nostra invenzione. Perciò non c'ènullacheimpedisca agli esperti in vari indirizzi filosofici di poterecapireda se stessi facilmente (purché vi prestino attenzione)questae altre nostre arti.Trattiamoquest'arte sotto una duplice forma e viadelle qualiunaè sia più alta e generale per ordinare tutte leoperazionidell'animosia anche è principio di molti metodicon i qualicomecon strumenti diversipuò essere tentata e inventata lamemoriaartificiale. Essa consiste in primo luogo in trentaintenzionidelle ombrein secondo luogo in trenta concettid'ideein terzo luogo in parecchi collegamenti che possonoderivareda intenzioni e concetti attraverso un industriosoadattamentodegli elementi della prima ruota agli elementi dellaseconda.La seconda parte che segue è più limitata a undeterminatomodo di acquistare la memoria attraverso l'artificio".

 

 

TRENTAINTENZIONI DELLE OMBRE.

PRIMAINTENZIONE

Conl'assensoquindidell'unico Dio e con il favore dei grandiNumisotto la protezione dello stesso altissimo Principecosiincominciamo.Ilpiù saggio degli Ebreipresentando la perfezione dell'uomo elaconquista della cosa migliore che si possa ottenere in questomondofa dire così alla sua amica: "MI SONO SEDUTA ALL'OMBRA DICOLUICHE AVEVO DESIDERATO (Cantico dei cantici23).Infattiquesta nostra natura non è così grande da potereabitaresecondola sua capacitàil campo stesso della verità<<<statodetto: "L'uomo vivente è vanitàsoltanto vanità".(Qoelet12). E ciò che è vero e buono è la prima e unicacosa.D'altrondecome potrebbe accadere che ciò il cui essere non èpropriamentevero e la cui essenza non è propriamente verità abbiainsé efficacia e atto di verità? Perciò a essobastaed è anchemoltoche sieda all'ombra del bene e del vero. Non dico all'ombradelvero e del bene naturale e razionale (così infatti si direbbemalee falsamente)ma metafisicoideale e sovrasostanziale;dondeè reso partecipe di ciò che è bene e verosecondo la suafacoltàl'animo cheanche se non possiede tanto da esserel'immaginedi quellotuttavia è a immagine di quello; allora latrasparenzache è l'anima stessadelimitata dall'opacitàche èilcorpo stessoesperimenta nella mente dell'uomo qualcosadell'immaginefinché approda a essa; ma nei sensi interni e nellaragionenei quali ci volgiamo nella nostra vita animaleesperimental'ombra stessa.

SECONDAINTENZIONE

Iovorrei che tuproprio in considerazione di ciòti ricordassianchedi tenere distinta l'ombra dalla proprietà delle tenebre.Infattil'ombra non è tenebrema o traccia delle tenebre nellaluceo traccia della luce nelle tenebre o partecipe della luce edelletenebre o un composto di luce e di tenebre o un miscuglio dilucee di tenebre o nessuna delle due coseseparata dalla lucedalletenebre e da entrambe. E questo deriva o dal fatto che laveritànon sia piena di luce o perché sia una luce falsaoppureperchénon sia né vera né falsama traccia di ciò cheè veramenteofalsamenteeccetera. Perciò si tenga presente che l'ombra ètracciadi lucepartecipe di lucema non piena luce.

TERZAINTENZIONE

Inoltrequando accade di cogliere una luce doppiasianell'ambitodella sostanzasia nell'ambito di quelle cose la cuiconsistenzaè in relazione alla sostanza o nella sostanza (dondesiassume come principio l'ombra secondo una duplice opposizione)bisognache tu ricordi questo: la luce che è intorno allasostanzacome ultima traccia di essaparte dalla luce che èdettaatto primoe anche l'ombra che è intorno alla sostanzaemanadall'ombra chesi diceproviene dalla sostanza. Proprioessaè il primo soggetto che i nostri fisici chiamano anchemateriaprima: tutte le cose che partecipano a essanon ricevendounaluce purasi dice che sono e operano all'ombra della luce.

QUARTAINTENZIONE

Conseguentementenon ti sfugga chepoiché l'ombra ha qualcosadallaluce e qualcosa dalle tenebreaccade che qualcuno è sottoun'ombraduplice: evidentemente è l'ombra delle tenebre e (comedicono)della morte; e ciò si verifica quando le potenze superiorios'infiacchiscono e si rilassanoo diventano sottoposte a quelleinferiorifinché l'animo rimane legato a una vita soltantocorporalee al senso. E poi è l'ombra della lucecosa che siverificaquando le potenze inferiori sono sottoposte a quellesuperioririvolte a mete eterne e più eccellenticome accadeall'animoaggirantesi nei cieliil quale con lo spirito soffocaglieccitamenti della carne. Nel primo caso l'ombra si getta nelletenebrenel secondo l'ombra si getta nella luce. Inveronell'orizzontedella luce e delle tenebre nient'altro possiamocomprendereche l'ombra. Quest'ombra si trova nell'orizzonte delbenee del maledel vero e del falso; quest'ombra è proprio ciòchepuò essere reso buono e cattivofalsato e conformato averitàe chetendendo in quasi dice che sia sotto l'ombra diquesto(cioè del male e del falso)ma chetendendo in làsidiceche sia sotto l'ombra di quello (cioè del bene e del vero).

QUINTAINTENZIONE

Inproposito noi consideriamo sopratutto quelle ombre che sonoobiettividegli appetiti e della facoltà cognitivaconcepitisottol'aspetto del vero e del beneche lentamente allontanandosidaquell'unità sovrasostanziale avanzanoattraverso unamoltitudinecrescente fino all'infinita moltitudine (per dirlaallamaniera dei Pitagorici); queste ombre di quanto si separanodall'unitàdi tanto si allontanano anche dalla verità stessa.Infattil'allontanamento avviene proprio dal sovraessenziale alleessenzedalle essenze alle cose stesse che sonoda quelle alletraccealle immaginiai simulacri e alle ombre: sia verso lamateriaperché siano prodotte nel suo senosia verso il senso elaragioneperché siano riconosciute attraverso la facoltàsensibilee razionale.

SESTAINTENZIONE

L'ombrasi fonda sulla materia o naturasulle cose naturalistessesul senso interno e esternocome sul moto esull'alterazione.Ma nell'intellettodato che la memoria consegueall'intellettoè come in uno stato. Perciò quel saggio presentalavergine soprannaturale e soprasensuale come una conoscenzaraggiuntache siede all'ombra di quel primo vero e benedesiderabile.La quale positura o statopoiché non perdura moltonellavita naturale (infatti presto e all'istante le sensazioni ciassalgonoe ci turbanoe proprio le nostre guidei fantasmiciseduconocircuendoci)quella positura è indicata dal tempoperfettoo dall'imperfettoanziché dal tempo presente<<<dice:mi sono seduta all'ombra o sedevo.

SETTIMAINTENZIONE

Mapoiché in tutte le cose c'è una connessione ordinatain modochei corpi inferiori succedono a quelli mediani e questi aisuperioriallora i corpi composti si uniscono ai semplici equellisemplici ai più sempliciquelli materiali si accostanoaglispirituali e quelli spirituali a loro volta a quelliimmaterialisicché uno solo è il corpo dell'Ente universaleunosolol'ordineuno solo il governouno solo il principio e unasolala fineuno solo il primo e uno solo l'ultimo. E poiché èdata(come non ignorarono i più autorevoli tra i Platonici) unamigrazionecontinua dalla luce alle tenebre (quando alcune mentiattraversouna conversione alla materia e una digressionedall'attosi sottopongono alla natura e al fato)nienteimpedisceche al suono della cetra universale di Apollo le cosepostein basso a poco a poco siano richiamate a quelle alteequellepiù basse attraverso le mediane si accostino alla naturadellesuperiori: come anche dalla sensazione risulta chiaro che laterrasi trasforma per rarefazione in acqual'acqua in arial'ariain fuococome pure per condensazione il fuoco si trasformainarial'aria in acqual'acqua in terra. Così in generalevediamoin quelle cose che mutano che il moto confina sempre conlostato e lo stato con il moto. Che poi ciò esiste sempre e siverificaanche in cieloottimamente lo hanno considerato alcunideiPeripatetici; proprio perché dicono che il cielo stesso hal'attomisto con la potenza (per quanto anche altri siano i modidiquesta commistione)intendono che il suo moto èalla finerivoltoverso il passato eal principioverso il futuro. Quindiqualunquecosa sia la discesa da un'altra speciedella qualepotrebberogiudicare i Teologi con la loro sapienzadobbiamoassolutamentesforzarci - avendo davanti agli occhisecondo leeccelseoperazioni dell'animola scala della natura - di tenderesempreattraverso operazioni intrinsechedal moto e dallamoltitudineallo stato e all'unità; quando eseguiremo ciò secondolanostra facoltàanche secondo la facoltà ciconformeremo alleoperedivineammirate da tutti. A ciò stesso ci confortino eesortinoil vincolo prestabilito delle cose e le conseguenticonnessioni.Inverogli antichi seppero e insegnarono come giovi il trascorreredell'uomoche ascende dai molti individui alla specie e dallemoltespecie a un solo genere; inoltrecome poi l'infima delleintelligenzeattraverso tutte le forme comprenda le speciedistintamentee le intelligenze inferiori concepiscanodistintamentetutte le specie attraverso più numerose e molteformestessementre quelle superiori attraverso un numero minorediformela suprema attraverso una sola e quella cosa che èsopraognicosa comprenda senza bisogno di qualche forma. E inoltresegliantichi seppero come giovi la memoriaprocedendo da moltespeciericordabili a una sola specie di molte cose ricordabilicertamenteperò questo non lo insegnarono.

OTTAVAINTENZIONE

Inverità la cosa vicina inferiore è spinta dalla strettasomiglianzaalla cosa più vicina superiore attraverso alcunigradi;certamenteuna volta conseguiti tutti questi gradiormaidovràessere considerata non similema identica a quella<<<comeciò avvengalo apprendiamo proprio per mezzo del fuocochenonattrae l'acqua se non assimilata in calore rarefatto. Perciòattraversouna comune somiglianza si verifica l'accostamento dalleombrealle traccedalle tracce alle immagini specularida questeaaltre cose.

NONAINTENZIONE

Mapoiché ciò che è simile al simile è anchesimile ai simili aessomedesimo sia per salita sia per discesa sia per ampiezzadaquiaccade che (entro i suoi limiti) la natura può fare tutte lecoseda tutte e l'intelletto o ragione può conoscere tutte le cosedatutte. Come la materia-dico-è modellata in tutte le forme datuttele coseanche l'intelletto passivo (come lo chiamano) puòesseremodellato in tutte le forme da tutte le cosecosìanchelamemoria in tutte le cose ricordabili da tutte le cosepoichéognisimile è fatto dal simileogni simile è conosciuto dalsimileogni simile è contenuto dal simile. A sua volta il similelontanotende al suo simile distante attraverso il simile medianoevicino a esso.Daqui la materiaspogliata della forma dell'erbanonimmediatamenteassume la forma di questo animalema attraverso leformemediane di chilosangue e seme. Di conseguenzachiconoscerài medi connessi agli estremipotrà ricavare enaturalmentee razionalmente tutte le cose da tutte.

DECIMAINTENZIONE

Delrestoquella somiglianza che scorre in modo eguale e chefinisceper identificarsi con l'uniformità (ciò che diciamoequiparazione)ritienila inutile e non giovevolenel sensopropostodelle altre operazionisia in riferimento allesensazioniinterne sia alle esterne. Infatti in un'uniformità dicaloreaccade che tu non avverta l'affezionené se l'affezione èsimilené se l'affezione consiste in un grado inferiore a quellasomiglianza(di scorrimento). Avvertirai invece solo quellasomiglianzache supera la somiglianza già presente nel soggettosensitivo.Da qui potrai prevedere di quale somiglianza tu debbainpratica tenere contoaffinché le cose cercate dagli adeptinontrovinoimpedimento al loro realizzarsi.

UNDICESIMAINTENZIONE

Considerache questo mondo corporeo non avrebbe potuto esserebellose le sue parti risultassero del tutto simili. Perciò labellezzadelle parti si manifesta nella connessione di varielementie la bellezza del tutto consiste nella varietà stessa.Segueda ciò che la visione umbratile di una cosa è la piùimperfettadelle visionipoichémentre l'immagine mostra le coseconvarietàl'ombra presenta quasi senza varietà ciòche èall'internodei contorni di una figura esternacontorni per altromassimamentefalsati. Questo direi per ciò che riguarda l'ombracomeombra: non certo quale l'assumiamo nel proposito.

DODICESIMAINTENZIONE

Ilvero Caos di Anassagora è una varietà senza ordine<<<cosìcome nella varietà stessa delle cose distinguiamo un ordinemeravigliosocheinstaurando una connessione degli elementisommicon gli infimi e degli infimi con i sommifa concorreretuttele parti insieme a costituire il bellissimo aspetto di unsologrande essere animato (qual è il mondo)poiché tantadiversitàrichiede tanto ordine e un così grande ordine tantadiversità.Non ci può essereinfattinessun ordine dove nonrisultialcuna diversità. Perciò non è lecito intendereil primoprincipioné ordinato né in un ordine.

TREDICESIMAINTENZIONE

Certamentese una concordia pressoché indissolubile connette leestremitàfinali dei primi elementi agli inizi dei secondi eunisceil calcagno di quelli che precedono alle teste di quellicheseguono immediatamentetu sarai capace di abbracciare con lamentequell'aurea catena che si forma sempre tesa dal cielo allaterra;così purecome puoi avere fatto una discesa dal cielofacilmentepotrai ritornare al cielo per una salita ordinata.Possiamosperimentare un grande sollievo della memoria con questaconnessioneartificialela quale vale anche a presentare ordinatelecose che a loro volta di per sé non mantengono affatto lasuccessionedella memoria.Proprioquesto si manifesta nel carme seguente: in essocomprendendosiche l'Ariete avanza contro il Toro e questomossodaun diverso genere di azioneavanza contro i Gemelli epoiquestimossi da una diversa e conseguente azionesi portano nelCancroesimilmentesi verifica a turno negli altri segnizodiacaliaccadrà che dalla vista di uno ci guadagneremol'incontrodell'altro che segue immediatamente.

Ilcapo del greggelevatosi in ira su due piediconimpetuosa fronte ferisce il re dell'armento.Dondevìndicefuori di sennospintosi il TORO assaleconsfrenato colpo i fratelli GEMELLI.Subitole onde accolgono i fratelli giovani parenti.IlCANCRO si dirige ai rugiadosi prati.Repentein moto obliquo il Cancroalunno delle ondes'accostaal fiero volto del villoso LEONE.Perciòirritato s'alza il Leone sulle spalle criniteondevagante è apparsa alla rapace fiera la VERGINE.L'assale:ella fugge e folle con fugace passos'imbattenell'uomo che BILANCIA con un piatto persiano.Questiarde d'amoree mentre incalza in cupidi abbracciloferisce l'adunco pungiglione del duro VERME.Mentretemendo la mortericorre alle mediche artiavverteche dietro s'accosta un SAGITTARIO.Questioffeso per la vergine che crede violentataconil dardocon cui assale costuiecco ferisce il CAPRO.Appenadi malanimo avverte confitto il ferrofuggeprecipitoso alle rapide ACQUE.Cosìil capro infelicetrascinato dal gorgo delle acqueèdato come insolita esca agli immersi PESCI.

QUATTORDICESIMAINTENZIONE

Inverol'ascesa che avviene per elementi connessi e concatenatiapropositodelle ombre idealinon è tramite una catena continua dianellisimilicome s'intende dalle cose dette ultimamente e daquelleche saranno enunciate in seguito. Né l'anello di questacatenadeve essere l'ombra sotto cui s'intende che dorme ilLeviatan:non dico dunque l'ombra che allontana dalla lucema checonducealla lucela qualeper quanto non sia veritàtuttaviaderivadalla verità e porta alla verità; e perciò nondevi crederechein essa ci sia l'errorema il nascondiglio del vero.

QUINDICESIMAINTENZIONE

Perciòcerca assolutamente di non incappareconfondendo ilsignificatodelle ombre per un'occulta omonimiain questo generedistoltezzacioè di pensareragionare e giudicare senzadiscernimentointorno alle ombre; infatti quell'ombrache lealtreombre proteggono (per la quale si dice: "Le ombre proteggonolasua ombra")si oppone a quella che si eleva al di sopradell'altezzadei corpi al confine delle intelligenzeper la qualesidice: "La sua ombra coprì i monti". Da essa sonotratte eemananoquelle cose che producono in noi intelligenza e memoriaeinessa infine terminano quelle che salgono verso la luce. Questaombrao una simile a questal'hanno figurata coloro che sonodettiCabalistipoiché il veloche era allegoricamente ofigurativamentesul volto di Mosè (Esodo3433-35)mafiguratamentesul volto della leggenon mirava a ingannarema aspingereavanti ordinatamente gli occhi degli uomininei quali siprovocauna lesione nel caso che all'improvviso passino dalletenebrealla luce.Einfatti la natura non sopporta un progresso immediato da unodegliestremi all'altroma con la mediazione delle ombre e con laluceadombrata gradualmente. Parecchi hanno perso la naturalecapacitàdella vistaavanzando repentinamente dalle tenebre allaluce:fino a tal punto essi sono lontano dal raggiungerel'obiettivoricercato. Perciò l'ombra prepara la vista alla lucel'ombratempera la luceper mezzo dell'ombra la divinità temperaepropina le apparenze che anticipano le cose all'occhioavvoltodacaliginedell'anima che è affamata e assetata. Perciòriconosciquelle ombre che non estinguonoma conservano ecustodisconola luce in noie per le quali siamo avviati econdottiall'intelligenza e alla memoria.

SEDICESIMAINTENZIONE

Asuo modoil Teologo ha detto: "Se non crederetenoncomprenderete"e a loro modo i filosofi confermano che bisognaconquistarele scienze sulla base di quelle ipotesi e di queipresuppostinei quali si dice di confidare (questa fede presso iPitagoriciera intorno alle cose non dimostratepresso iPeripateticiintorno a quelle non dimostrabilipresso i Platoniciintornoa entrambe); e da quelle cose che si fondano sulla virtùsull'originee su una certa implicazione dobbiamo procedere con uncorsosia naturale sia razionale alla spiegazione delle forme. Lanaturadà immagini involute prima di presentarcele chiare;similmentefa Diosimilmente anche le arti che perseguono unordinedivino e naturale per dignità. Ma se ad alcuni sembra arduoesercitarsisulle ombre per il sospetto che sia vano attendersi daesseun accesso alla lucesappiano che tale difetto non derivadalleombre; sappiano anche preparare adeguatamente o tenerecelatociò che non si potrebbe cogliere nudo.

DICIASSETTESIMAINTENZIONE

Riguardoalle ombre fisicheve ne sono che derivano dagli alberiedalle erbeche fugano i serpenti e accolgono animali piùdocilie ve ne sono anche contrarie a esse. Ma riguardo alleombreideali (nel caso siano veramente ideali)poiché tutte sirapportanoall'intelletto e al senso interiore purificatonon venesono che non facciano ottimamente da guidase avviene tramiteesseun'ascesa e non si dorme sotto esse medesime.

DICIOTTESIMAINTENZIONE

Nondormirai se dall'osservazione delle ombre fisiche procederai aunaconsiderazione proporzionale delle ombre ideali. Quando uncorpoallontanato dai nostri occhi si avvicina alla luce distantelasua ombra si accorcia ai nostri occhi; ma se quel corpo stessosiallontana di più dalla lucel'ombra emessa da esso diventamaggioreed è arrecato alla vista un ostacolo maggiore.

DICIANNOVESIMAINTENZIONEL'ombradiventa più penetrabile alla vista per una maggioreintensitàdella luce e densità del corpo: è resa piùdelineata -ripeto- e più definitacosa che dipende dal fatto che imita ilcorpoin densità e raritàcontinuità e discontinuità.Ma in verotaleimitazione è svelata per mezzo del corpo.

VENTESIMAINTENZIONE

L'ombrasegue contemporaneamente il moto del corpo e della luce.Ilcorpo si muove? L'ombra si muove. La luce si muove? L'ombra simuove.Si muovono l'uno e l'altra? L'ombra si muove. Contro lenormefisiche il medesimo soggetto (intendo il soggetto del moto)èsottoposto a spostamenti diversi e contrari. E perché<<<l'ombranon segue necessariamente il moto del corpo verso la luceeil moto della luce verso il corpo? Forse che questa necessitàèeliminatadal movimento concorde di entrambi [corpo e luce]quandosi sposteranno in direzioni opposte? Inoltre fa' attenzionealmodo in cui l'ombra al moto della luce si muove quasi fuggendoinvecequasi seguendo al moto del corpo; pertanto non sembraessereimplicata la contrarietàma la concordanza nella fugadell'unae nella scorta dell'altro opposto e contrario. Del restotustesso indaga e rifletti come avvenga in queste e nelle altrecoseproporzionalmente: infatti per opera nostra la cosa èrivelatapiù di quanto bastaa coloro che volgerannol'attenzionea queste e altre cose.

VENTUNESIMAINTENZIONE

Nonti sfugga infine la simiglianza delle ombre con le idee;infattisia le ombre sia anche le idee non sono contrarie deicontrari.In questo genere attraverso una sola specie si conosceilbello e il turpeil conveniente e lo sconvenienteil perfettoel'imperfettoil bene e il male. Infatti il malel'imperfetto eilturpe non hanno idee proprie con cui siano conosciuti; poichétuttaviasi dice che sono conosciuti e non sono ignorati e quantoèconosciuto intelligibilmente lo è attraverso le ideeallorailmalel'imperfetto e il turpe vengono conosciuti in una speciealtruinon nella propriache non esiste affatto. Infatti quelcheè a essi proprioè un non-ente nell'ente o (per dirlapiùchiaramente)un difetto nell'effetto.

VENTIDUESIMAINTENZIONE

Sechiami l'ombra accidente del corpo da cui è proiettata hail'accidentedel solo soggetto da cui eventualmente si separa o cuiritornao secondo la medesima specie o secondo il medesimonumero.Se stabilirai che essa sia accidente di quel soggetto sucuiè proiettataormai la considererai accidente separabile da unsolosoggettotanto cheidentico per numeropercorra diversisoggetti;come quando per il moto della luce o del cavallo l'ombraequinache veniva proiettata sulla pietraora è proiettata sullegno.Ciò è contro la proprietà fisica dell'accidentea meno chetunon ti getti in braccio a Scilla dicendo che l'ombra non èaccidente.Inoltreche diciamo delle ombre ideali? Potresti ben intenderecheesse non sono né sostanze né accidentima una certanozionedisostanza e di accidente. Se a qualcuno piacerà dire che essesonoaccidenti dell'animo e della ragionemostreràdicendoloinesperienza;infatti non sono atteggiamenti né disposizioni néfacoltàinnate o aggiuntema da esse e per esse sono prodotte eesistonoalcune disposizioniatteggiamenti e facoltà<<<siesaminano rettamentela sostanza e l'accidente non dividonotuttoquanto si dice che sia per l'universocome solitamentesupponiamo.Questa considerazione vale non poco per farsi unaconoscenzarazionale delle ombre.

VENTITREESIMAINTENZIONE.

L'ombranon è soggetta al tempoma al tempo di questanon alluogoma al luogo di questanon al motoma al moto di questa.Similmentebisogna intendere riguardo agli opposti. Perciò èastrattada ogni veritàma non è senza essa e non rendeincapacidiraggiungerla (nel caso sia un'ombra ideale): infatti faconcepirei contrari e i diversipur essendo una sola cosa.Infattiniente è il contrario dell'ombrae precisamente né latenebrané la luce. Perciò l'uomo si rifugiò all'ombradell'alberodellascienza per la conoscenza della tenebra e della lucedelveroe del falsodel bene e del malequando Dio gli chiese:"Adamodove sei?" (Genesi39).

VENTIQUATTRESIMAINTENZIONE

Nonbisogna neanche tralasciare di considerare che un solo corpoopacoopposto a due o più sorgenti di luceproietta due o piùombre.Perciò capisci in che modo e in virtù di che l'ombrasegueilcorpo e in che modo e in virtù di che segua insieme la luce; econsideracome una luce molteplice produca un'ombra molteplice daunsolo corpo e come innumerevoli luci producano innumerevoliombreanche se non appaiono in modo sensibile. Perciò l'ombraseguela luce in un modosebbene sembra che la fugga in un altromodo.

VENTICINQUESIMAINTENZIONE

Néti sfugga che l'ombraaffinché fugga la lucesimula unaquantitàdi corpo; e soltanto in una precisa e unica distanzaluogoe disposizionesecondo la lunghezza e larghezza uguale alcorpol'ombra è prodotta dalla luce opposta in modo che nullasembrafuggire la stessa luce più che insinuare una quantitàdicorpoattraverso l'ombra. Infatti il sole in alcuni luoghi nonrendemai l'ombra uguale al corpoinvece in altri più raramente eperun po' di tempo.

VENTISEIESIMAINTENZIONE

Nelcaso che la grandezza di un corpo opaco superi la grandezza diuncorpo lucidoproduce un cono d'ombra sul corpoma proietta labasea un'infinita o indeterminata distanza. Ma nel caso che lagrandezzadella luce superi la grandezza di un corpo opacoalloraproduceuna base di ombra sul corpoma determinerà un cono nellasuaproiezione al di fuori del corpo stesso a tale e tantadistanzaper quanta misura proporzionale la grandezza del corpolucidorisulta ottenere al di sopra della grandezza del corpoopaco.Di quil'ombra che il corpo lucido della luna producessedallaterra nella parte opposta (posto che il sole sia lontanodall'emisferoinferiore) avrebbe per cono un preciso margine dellaterrama la base di essa al di fuori della terraquasi crescendoall'infinitonon sarebbe determinabile. Invece l'ombra che ilcorpodel sole produce dalla terra ha determinati limiti dellaterraper basema il cono non tocca la sfera di Mercurio stesso.Similmenteormai giudicherai delle idee e delle loro ombre.

VENTISETTESIMAINTENZIONE

Diconseguenzanota come dalla luce e dalla tenebra (infattichiamotenebra la densità del corpo) nasce l'ombradi cui la luceèpadre e la tenebra è madre: e essa non ha luogo se non inpresenzadi questa e di quelloe segue la luce in modo dafuggirlacome se si vergognasse di presentare al padre l'aspettostessodella madreper dimostrare almeno con il pudore la suaregaleprogeniecome i nobili per nascita chenon potendomostrarela nobiltà con il proprio comportamentola dimostranoabbastanzacon il pudore stesso del proprio comportamento. Da quicrescendola lucesi attenua l'ombrache si dilata se la luce sicontrae;se questa medesima circonda tutto il corpol'ombrafugge.

VENTOTTESIMAINTENZIONE

Comedallo gnomone posto perpendicolarmente sopra un piano traArcton[l'Orsa Maggiore] e l'occhiodall'ombra immaginabiletraiamouna linea meridiana e infallibilmente molte altredifferenzedi tempiche nel notturno cerchio delle stelle polariportanoalle differenze delle parti del circoloche sonomanifestateattraverso i numeri dalla linea tesa verso lacirconferenzadi quello; così anche le ombre ideali attraverso icorpifisici potranno manifestarti le proprietà e le differenzedellecose per innumerevoli idee.

VENTINOVESIMAINTENZIONE

Ecome il sole emana sei differenze fondamentali di ombre; unaquandosorgendoproietta l'ombra del corpo verso occidente; unasecondaquandotramontandola estende verso oriente; una terzaamezzogiorno e nella latitudine australe la estende verso Borea;unaquartanella latitudine settentrionale verso Austro; unaquintase non ammette alcuna latitudine: dalla "zona" del cielo(cosìla chiamano) stendendo i raggi perpendicolariproducel'ombradella terra verso il suo nadìr; di poidall'antipodostessodell'altro emisfero espanderà verso l'auge un'ombra chedovràattenuarsi proprio avanzando; così per noi che ci troviamonell'orizzontedella natura e nella sua equilibrata e retta sferasottol'equinoziale del senso o sotto l'equidiale dell'intellettosiformano sotto le idee eterne sei differenze di ombredallequalipossiamo ricevere ogni tipo di conversione verso la luce.

TRENTESIMAINTENZIONE

Macome comprendi che tutte le differenze delle ombre si possonoinfinericondurre a sei fondamentalinondimeno devi sapere chetutteinfine dovrebbero essere ridotte a una sola fecondissima e aunageneralissima fonte delle altre. Nel nostro proposito - ripeto-una sola può essere l'ombra di tutte le ideeche accrescegiudicae presenta tutte le altre con l'addizionela sottrazioneel'alterazione generalmente dettecome nell'arte materialmentepermezzo del sostantivo soggettoformalmente poi per mezzodell'aggettivoche accolgono in se stessi gli elementi chealteranotraspongono e universalmente diversificano. Una certaanalogiainfattiammettono la metafisicala logica e la fisicacioèle cose prenaturalinaturali e razionalicome veritàimmaginee ombra. D'altra parte l'idea nella mente divina è inattototale simultaneamente compiuto e unico; nelle intelligenzeleidee sussistono con atti discreti; nel cielo sussistono in unapotenzaattiva molteplice e successiva; nella natura a modo ditracciacome per un'impressione; nell'intenzione razionale a mododiombra.Eccol'esempio di una sola ideala quale ha in atto infinitedifferenzedelle cosee di una sola ombra nella possibilitàd'infinitedifferenze. La linea orizzontale A B riceve la linea CDche cade perpendicolarmente e forma due angoli retti. Oranelcasoche la linea perpendicolare s'inclini verso Brenderàl'angoloda una parte acutoma dall'altra ottuso. Inclinatasemprepiù in EFGHIK e così viadarà gliangoli piùacutidi qua e più ottusi di là.[...]Cosìrisulta chiaro come nella possibilità di quelle due lineeretteci siano infinite differenze di angoli acuti e ottusi.Questapossibilità non differisce dall'atto nella prima causalaqualee nella quale è tutto ciò che può esseredalmomento cheesseree potere s'identificano in essa. Pertanto nel punto Dstessole differenze degli angoli sono nello stesso tempo infiniteeuna sola cosa. Nel motore celeste è in potenza attivacomenellamano che può muoversi al punto EFG e altri innumerevolituttavianon si muove; nel cielocome in un misto di attivo epassivocome nella linea C D che può muoversi per formare questoequell'angolo; appunto in base a molte ragioni i Peripateticicomprendonoche il cielo ha l'atto misto alla potenza. Neimovimenticonseguenti e nella materia è in potenza passivasignificataper il punto Dche accoglie le innumerevolidifferenzedi angolo acuto e di angolo ottuso attraverso il mododiessere nella materia e nell'efficientee il modo che partecipadell'attoe della potenzacome appare chiaramente. Ciò cheabbiamodetto delle differenze degli angoli riferiscilo alledifferenzedelle specieche si dice sono come numeri. Per cui èchiaroche qualsivoglia cosa si può raffigurare in tutte le cose epermezzo di tutte le cose.

 

 

TRENTACONCETTI DI IDEE

Accostiamociora successivamente a trenta concetti d'Ideedapprimain modo semplice; in un secondo momento con le intenzionidelleombre da concepire in modo complesso.

PRIMOCONCETTO

Dio(dice Plotino) ha creato sul viso occhi luciferi e ha aggiuntostrumentiagli altri sensi affinché con ciò e fossero conservatinaturalmentee anche contraessero qualcosa con la luce a essicongiunta.Invero con queste parole manifesta che c'è qualcosa diprecipuoche si estende a essi dal mondo intelligibile.

SECONDOCONCETTO

Nonè lecito pensare che questo mondo abbia più signori ediconseguenzaabbia più ordini tranne uno solo. Econseguentementeseuno solo è l'essere ordinatole sue parti sono unite esubordinatealcune ad alcune partialtre ad altresicché lepartisuperiori si collocano subito dopo l'essere più veroespandendosiin una mole estesa e in molteplice numero verso lamateria;di qui l'accesso dall'ente che è massimamente per sé aquelloche ha il minimo di entità e che non a caso è dettoquasinulla.Chi concepirà con la mente quest'ordine con i suoi gradicontrarràuna somiglianza del grande mondo diversa da quella chehain se stesso secondo natura. Dondequasi agendo per naturatrascorreràsenza difficoltà le universe cose.

TERZOCONCETTO

Poichénon c'è ricerca e argomentazione a proposito di quelle cosecheaccadono semprese sarà noto che qualche cosa fa sempre lastessacosasi distoglierà da essa ogni attivitàargomentativa eogniragionamentocome nel caso di una forma che manifesti sestessaquasi naturalmente o che porti a effetto le sue opereliberandoe diffondendo ciò che è proprio della sua natura. Aquestomodo di operare si avvicina di più in somiglianza quellacosache fa la stessa cosa quanto più e più frequentementepossibile.Infatti accadrà che essa proceda all'atto perfetto eeccellentecon un minimo di pensiero e di decisione. Chiperciòconsistendonel luogo e nel tempolibererà le ragioni delle ideedalluogo e dal temposi conformerà agli enti divini nelle sueoperesia che esse riguardino l'intelletto sia le volontà. Ciòfacevaforse colui che disse: "Consistendo in carneviviamo nonsecondola carne" (PaoloLettera ai RomaniOttavo12).

QUARTOCONCETTO

Seciò è possibile e veroè lecito apprendere chel'animaintellettivanon è veramente insitafissa e insistente nel corpomain verità come assistente e governante del corpotanto chepuòvantareuna specie perfettaseparatamente dal corpo. Alla qualeopinione(senza controversia) aderisce massimamente quel Teologocheintitolandola con un nome più precisola chiamò "uomointeriore".Chese in base all'affermazione di questo turicercassioperazioni possibili alla stessa anima senza corpoeccoche essa si unisce alle ideenon determinate da luogo certoeda tempoogniqualvolta l'uomo libero nella mente o nell'animoabbandonala materia e il tempo.

QUINTOCONCETTO

L'animaha una sostanza che si comporta verso gli intellettisuperioricome il corpo diafano verso le luci (come anche i piùimportantiPlatonici hanno compreso)poichésecondo la suadiafanezzae trasparenzaaccoglie una certa luminosità comeinnata.Questa è sempre in attoquando è spogliata del corpocomese abitasse la regione della luce. Ma quando permane nelcorpocome un cristallo la cui diafanezza è limitatadall'opacitàha visioni sensibili vaghe che si avvicinano e siallontananoattraverso una convergenza e divergenza secondo ledifferenzedei tempi e dei luoghi.

SESTOCONCETTO

Leforme delle cose sono nelle ideesono in un certo modo in sestessesono in cielosono nel cerchio del cielosono nellecauseprossime seminalisono nelle cause prossime efficientisonoindividualmente nell'effettosono nella lucesono nel sensoesternoe sono in quello internosecondo il loro modo.

SETTIMOCONCETTO

Perciòla materia non è riempita dalla ricezione delle forme (comeessaindica attraverso un'eterna ricerca di nuove forme)poichénéaccoglie quelle vere né veramente riceve quel che sembraricevere.Infatti le cose che sono veramente non sono di per sésensibilie individualicome pensa chi le chiama anzituttoprincipalmentee massimamente sostanze. Infatti le cose che sonoveramentepermangono sempre; quelle cheinvecesono soggetteallagenerazione e alla corruzionesi dice che non sonoveramente.Il che non solo si accorda con un corretto filosofaremaanche con il fatto che alcuni dei Teologicome sentiamochiamanovanità l'uomo esterioresoggetto com'è alla condizionenaturale.E altri invero sostengono che sono affette da ununiversalecarattere di vanità tutte le cose che accadono sotto ilsolecioè che abitano la regione della materia. Perciò alleideealleidee l'anima chieda la fissione delle concezionise benragiona.

OTTAVOCONCETTO

Plotinoquando tratta della proprietà della moltitudine delleideechiama idea il primo uomoanima il secondoma il terzoquasiormai non più uomo. Il secondo dipende dal primoil terzodalsecondomentre per mezzo di un ordinamentouna contrazione eunacomposizione si dispone all'esistenza fisica. Perciòsecondoilconcetto metafisicoil terzo salga al secondoil secondo alprimo.

NONOCONCETTO

L'identicoil permanente e l'eterno coincidono. Infattil'identicopoiché identicopermane ed è eterno<<<quantoeternopermane ed è identico. Il permanentein quantopermanenteè identico e eterno. Perciò bisogna che tu ti appoggiproprioall'identico o a ciò che ha una condizione d'identitàperchétu l'abbia in modo permanente e perseverante. Se capiraiciòavrai un principio con cui tu possa operare una fissionedellespecie nell'anima.

DECIMOCONCETTO

Questopensiero è ben degno di ricevere l'attenzione della mente.L'intellettoprimoAmfitrite (= fonteNdR) della lucecosìeffondelasua luce dall'interno all'esterno e l'attira dalle estremitàchequalsivoglia cosa possa da essosecondo la capacitàtrarretuttele cose e qualsivoglia cosasecondo la facoltàpossavolgerea esso per la via della luce stessa. Ciò è forse quelcheuntale intese dicendo: "Attinge dalla fine sino alla fine" eunaltrodicendo: "Non c'è chi si separi dal calore di esso".Qui iointendola luce come intelligibilità delle cose che sono da esso etendonoa essoe ciò che accompagna l'intelligibilità<<<cosequando sgorgano quale da una e quale da un'altradiverse dadiversesi moltiplicano all'infinitotanto che le puòdeterminaresolo chi conta il numero delle stelle; quando invecerifluisconosi uniscono fin proprio a quell'unità che è fonte dituttele unità.

UNDICESIMOCONCETTO

L'Intellettoprimo con la sua fecondità a suo modo propaga ideenonnuovené in modo nuovo. La natura produce nuove cose nelnumeroma tuttavia senza novità (nel suo modo)se opera sempreallostesso modo. La ragione forma specie nuove e in modo nuovoall'infinito:componendodividendoastraendocontraendoaggiungendosottraendomettendo e togliendo ordine.

DODICESIMOCONCETTO

Leforme degli animali deformi divengono belle in cielole formedeimetalli che non risplendono in se stesse risplendono nei loropianeti.Infatti né l'uomo né gli animali né i metalli làesistonocomesono qui. Ciò che qui corre di qua e di làlìsi trova inattoin un livello superiore. Infatti le virtùche simoltiplicanoandando verso la materiasi uniscono e sicoimplicanoandando verso l'atto primo. Donde è chiaro ciò chediconoi Platonicicioè che una qualsivoglia idea anche dellecoseche non vivono è vita eper così direintelligenza;egualmenteanche nella mente prima una sola è l'idea di tutte lecose.Pertanto illuminandovivificando e unendoc'è motivo percuiconformandoti agli agenti superioritu giunga allaconoscenzae al ricordo delle specie.

TREDICESIMOCONCETTO

Lalucela vital'intelligenza e l'unità prima contengono tuttelespeciele perfezionile veritài numeri e gradini dellecosementre quelle cose che nella natura sono differenticontrariee diverserisultano in essa identicheconcordanti eunasola cosa. Perciò tenta se puoi con le tue forzed'identificareconciliare e unire le specie recepite; così nonaffaticherail'ingegnonon turberai la mente e non confonderai lamemoria.

QUATTORDICESIMOCONCETTO

Quandoperverrai alla ragione conforme al cielo corporeo checontienele forme degli esseri animali inferiori anche spregevoliinun modo non spregevolenon poggiarvi il piedema cerca digiungerealla conformità del cielo intellettivoche possiede leformedi tutto il mondo in un modo superiore a quello celeste.

QUINDICESIMOCONCETTO

Certamenteallora ti accorgerai di fare veramente un taleprogressoe lo sperimenterai accostandoti da una pluralità confusaaun'unità distinta. Ciò infatti non equivale adaccumulare gliuniversalilogici che dalle infime specie distinte traggono lemediespecie confuse e da queste le supreme più confuse ancoramaequivalequasi a prepararsipartendo da parti informi e numeroseununo e un tutto ben formato. Come la mano congiunta al braccio eilpiede alla gamba e l'occhio alla frontequando sono collegatidiventanopiù facilmente conoscibili di quando sono postiseparatamentecosìdato che nessuna delle parti dell'universo edellespecie è posta in disparte e sottratta all'ordine (chesemplicissimoperfettissimo e senza numero è nella mente prima)senoi le concepiamo connettendo le une alle altre e unendolesecondoun processo logicoqual è la ragione per cui non possiamocapirericordare e agire?

SEDICESIMOCONCETTO

Unasola cosa è quella che definisce tutte le coseuno solo èlosplendoredella bellezza in tutte le coseun solo fulgore luccicadallamoltitudine delle specie. Se tu congetturi ciòtra i tuoiocchie le cose visibili in modo universale interporrai un taleoculareche non c'è niente che possa assolutamente sfuggirti.

DICIASSETTESIMOCONCETTO

Cadiamonell'errore e nell'obliopoiché presso di noi vige lacomposizionedella forma con l'informe. In quanto formazione di unmondocorporeoquesta è una forma inferiorepoiché ècompostadalladeforme traccia del mondo stesso. Perciò ascendi làdove lespeciesono puredove niente è informe e dove ogni essere formatoèla forma stessa.

DICIOTTESIMOCONCETTO

Plotinoprincipe dei Platoniciannotò: "Finché qualcunosioccupad'indagare intorno alla figuramanifesta solo agli occhinonè preso ancora da amore; ma appena l'animoallontanandosi daessaconcepisce in se stesso la figura indivisibile eultravisibilesubito sorge l'amore". Il giudizio intorno aglioggettiintelligibili è simile a quello che è intorno agliappetibili.Perciòpartendo da questoinvestiga e contempla comelespecie possono essere concepite più in frettapiùvivacementeepiù tenacemente.

DICIANNOVESIMOCONCETTO

Plotinocomprese che è fatta di sette gradini (cui ne aggiungiamodue)la scala per la quale si ascende al principio. Il primogradinoè la purificazione dell'animoil secondo l'attenzioneilterzol'intenzioneil quarto la contemplazione dell'ordineilquintoil confronto proporzionale secondo l'ordineil sesto lanegazioneo separazioneil settimo il desideriol'ottavo latrasformazionedi sé nella cosail nono la trasformazione dellacosain se stesso. Così si aprirà la vial'accesso el'ingressodalleombre alle idee.

VENTESIMOCONCETTO

Tuttociò che è dopo l'uno è inevitabilmentemolteplice enumeroso.Perciòtranne l'uno e primotutte le cose sono numero.Dondesotto l'infimo gradino della scala della natura c'è ilnumeroinfinito o materia; invece nel sommo gradino c'è l'infinitaunitàe atto puro. Pertantola discesala dispersione el'espansioneavvengono verso la materia; l'ascesal'aggregazioneela delimitazione avvengono verso l'atto.

VENTUNESIMOCONCETTO.

Attraversoi numeri (dicono alcuni) gli enti si rapportano a ciòcheveramente èo vero entecome la materia attraverso l'abbozzodelleforme si rapporta alle forme.

VENTIDUESIMOCONCETTO

Considerala forma quadruplice. Di esse la prima è quella dallaqualetocca alla cosa stessa di essere formataproprio in quantoproducel'atto: e questa chiamiamo non propriamente ideao formadellaproduzione delle cose; la seconda è quella dalla quale èformatala cosa stessa come da una parte: e a questa non si addiceesseredetta somiglianza di quella di cui è parte; la terza èquellachecome una qualità inerentedelimita e raffiguraqualcosa:essa non può accogliere la proprietà dell'idea poichénonsi separa da ciò di cui è forma. Ce n'è unaquarta secondo laqualesi forma qualcosa e che è imitata da qualcosa: e questasecondol'uso del parlaresuole avere il nome d'idea. E questa èchiamatain quattro modi: nelle cose artificiali stesseprimadellarealizzazione delle cose artefatte; nelle intenzioni primeprimadelle seconde; nei principi della naturaprima delle cosenaturali;nella mente divinaprima della natura e di tutte leuniversecose. Nelle prime l'idea è detta tecnicanelle secondelogicanei terzi fisicanella quarta metafisica.

VENTITREESIMOCONCETTO

Alcuneforme imitano come per naturacome l'immagine nellospecchioimita la forma di una cosa riflessa; alcune peristituzionecome una figura impressa imita il sigillo; e ancoraalcuneimitano come di per sécome una pittura che rappresentaqualcunosecondo l'intenzione del pittore; alcune in un modointermediofra l'imitazione per accidente e quella di per sécomesefosse fatta una pittura per presentare quello che puòpresentare.Ma alcune imitano come capitaa caso: come quandoaccadeche un'immagine dipinta imita qualcuno in modopreterintenzionale.Alcune poi imitano né per sé né per casolequaliinoltre non si riferiscono né possono essere riferite aimitarenessunose è possibile che tali siano le forme. Nelleprimec'è una maggiore proprietà idealenelle secondeminorenelleterze minimanelle quarte non ce n'è assolutamente.

VENTIQUATTRESIMOCONCETTO

Ciòche agisce secondo natura o a caso e non secondo unadeliberazionedella volontànon presuppone le idee. Se tale fosseilprimo efficientenon ci sarebbero le idee e nessun agenteopererebbesecondo una volontà. Del restovalgano DemocritoEmpedoclee Epicuro. Se ritieni impossibile che la ragionedell'agentevenga separata da chicchessiaallora ricercheraiminuziosamenteproprio ciò che è più inaccessibile a tutti cosìchese non ti si renderanno tutte le cose possibilimoltissimealmenolo diventeranno.

VENTICINQUESIMOCONCETTO

Unodei nostri compatrioti disse: "La forma esemplare possiede laragionedel fine e da essa l'agente riceve la forma con cui compieciòche sia fuori di lui". Non è invece conveniente crederecheDioagisca per un fine diverso da sé e riceva da un'altra parteciòcon cui sia sufficiente ad agire: per questa ragione non haideefuori di sé. Invece noipoiché abbiamo in noi soltantoleloroombrebisogna che le indaghiamo fuori e sopra di noi.

VENTISEIESIMOCONCETTO

Attraversol'immagineche è nell'intellettosi apprende qualcosameglioche non attraverso l'immagine che è nel soggetto fisicopoichéessa è più immateriale. Similmente si conosce qualcosaattraversol'immagine della cosache è nella mente divinamegliodiquanto si possa conoscere attraverso la sua stessa essenza. Duecosesi richiedono per l'immagine che è mezzo di conoscenza<<<rappresentazionedella cosa conosciutala quale si uniscesecondola vicinanzaal conoscibilee l'essere spirituale eimmaterialecome ha da essere nel conoscente.

VENTISETTESIMOCONCETTO

Comele idee sono forme principali delle cose secondo le quali èformatotutto ciò che nasce e muore; e non solo hanno riferimentoaciò che si genera e si corrompema anche a ciò che puòesseregeneratoe morire: così allora è vero che noi ci siamo formateinnoile ombre delle ideedato che esse ammettono una tale facoltàeplasmabilità da essere adattabili a tutte le formazionipossibili.E' con una certa somiglianza che abbiamo formato quellecheconsistono nella rivoluzione delle ruote. Se puoi tentareun'altraviatentala.

VENTOTTESIMOCONCETTO

Platonenon stabilì le idee degli accidenti proprio perchécomprendevache esse sono le cause prossime delle cose; dondesequalchecosaeccetto l'ideafosse la causa prossima della cosanonvoleva considerarla ideae perciò sostenne che non c'èideacomunein quelle cose che sono dette per ciò che è prima edopomache il primo fosse idea del secondo. Donde il filosofo Clementeaffermavache le cose superiori negli enti sono idee delle coseinferiori.Sostengonoche ci sono le idee degli accidenti i teologii qualiintendonoche Dio è causa immediata di ciascuna cosaper quantononescludano secondi Dei e cause. Perciò anche noi in propositoaffermiamoche ci sono le idee di tutte le cose poiché risaliamo aessemedesime da ogni cosa concepibile. Di tutte le coseinfattiformiamoombre ideali. Né per questo distruggiamo la dottrinaplatonicacome è chiaro per chi capisce.

VENTINOVESIMOCONCETTO

Platonenon stabilì idee delle singole cosema solamente dellespeciesia perché le idee riguardano soltanto la produzione delleformenon della materiasia anche perché principalmente le formesonointese per naturanon invece i generi e gli individui.Iteologi pongono le idee delle singole cosepoiché asserisconocheDio è causa totale e per quanto attiene alla materia e perquantoattiene alla forma. Anche noi in proposito ammettiamo leideedelle singole cosepoiché poniamo come principio laconoscenzarazionale di ciò che è "ideato" secondo lasomiglianzauniversaledi ciò che è figurato e compresosia che essa sia'anterem' sia in 're'sia 'res' sia 'post rem'così pure enellasensazione e nell'intellettoe questo sia pratico siaspeculativo.

TRENTESIMOCONCETTO

Certunicollocano la nascita delle idee meno comuni nelle idee piùcomunie infine uniscono i generi di tutte le idee proprionell'enteprimo che chiamano sommo intelligibile. Tu ricordati dicollocarele ombre delle idee meno comuni in quelle più comuni e isoggettiesterni di esse meno comuni in quelli più comuni.

 

 

INTORNOALLA COMPLESSIONECHESI VERIFICA PER L'INCONTRO DELLA PRIMA RUOTA CON LA SECONDA.

Occorreràperciò che chi vuole conquistare da sé l'arte generaleperl'attitudine dell'intellettodella volontà e della memoria(perquanto noi al presente la limitiamo alle percezioni dellamemoria)per prima cosa conosca i princìpi elementari con i lorosignificatiper seconda i princìpi secondariper terza tragga iprincìpisecondari per mezzo dei primari. I primi dueche sonoottimamenteaccessibili a quelli versati nelle dottrineperipatetichee platonicheli abbiamo forniti noi. La terza cosal'affidiamoalla diligenza di quello stesso che vuole apprenderla.

E'ora di affrontare l'applicazione pratica e la concentrazionedell'intenzioneuniversale per raggiungere l'arte della memoria.