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TommasoCampanella

Appendicedella politica detta

laCittà del Sole

Dialogopoetico





Interlocutori:
Ospitalario e Genovese Nochiero del Colombo

Ospitalario:Dimmidi graziatutto quello che t'avvenne in questanavigazione.

Genovese:Già t'ho detto come girai il mondo tutto e poi come arrivaialla Taprobanae fui forzato metter in terrae poifuggendo lafuria di terrazzanimi rinselvaied uscii in un gran piano propriosotto l'equinoziale.

Ospitalario:Qui che t'occorse?

Genovese:Subito incontrai un gran squadrone d'uomini e donne armatee moltidi loro intendevano la lingua miali quali mi condussero alla Cittàdel Sole.

Ospitalario:Di'come è fatta questa città? e come si governa?

Genovese:Sorge nell'alta campagna un collesopra il quale sta la maggiorparte della città; ma arrivano i suoi giri molto spazio fuordelle radici del monteil quale è tantoche la cittàfa due miglia di diametro e piùe viene ad essere settemiglia di circolo; maper la levaturapiù abitazioni hachesi fosse in piano.
È la città distinta in settegironi grandissiminominati dalli sette pianetie s'entra dall'unoall'altro per quattro strade e per quattro portealli quattro angolidel mondo spettanti; ma sta in modo chese fosse espugnato il primogironebisogna più travaglio al secondo e poi più;talché sette fiate bisogna espugnarla per vincerla. Ma io sondi parereche neanche il primo si puòtanto è grossoe terrapienoed ha valguarditorrioniartelleria e fossati difuora.
Entrando dunque per la porta Tramontanadi ferro copertafatta che s'alza e cala con bello ingegnosi vede un piano dicinquanta passi tra la muraglia prima e l'altra. Appresso stannopalazzi tutti uniti per giro col muroche puoi dir che tutti sianouno; e di sopra han li rivellini sopra a colonnecome chiostri difratie di sotto non vi è introitose non dalla parteconcava delli palazzi. Poi son le stanze belle con le fenestre alconvesso ed al concavoe son distinte con piccole mura tra loro.Solo il muro convesso è spesso otto palmiil concavo trelimezzani uno o poco più.
Appresso poi s'arriva al secondopianoch'è dui passi o tre mancoe si vedono le seconde muracon li rivellini in fuora e passeggiatori; e della parte dentrol'altro muroche serra i palazzi in mezzoha il chiostro con lecolonne di sottoe di sopra belle pitture.
E cosìs'arriva fin al supremo e sempre per piani. Solo quando s'entran leporteche son doppie per le mura interiori ed esteriorisi ascendeper gradi taliche non si conosceperché vanno obliquamentee son d'altura quasi invisibile distinte le scale.
Nella sommitàdel monte vi è un gran piano ed un gran tempio in mezzodistupendo artifizio.

Ospitalario:Di'di' moper vita tua.

Genovese:Il tempio è tondo perfettamentee non ha muraglia che locircondi; ma sta situato sopra colonne grosse e belle assai. Lacupola grande ha in mezzo una cupoletta con uno spiraglioche pendesopra l'altarech'è uno solo e sta nel mezzo del tempio.Girano le colonne trecento passi e piùe fuor delle colonnedella cupola vi son per otto passi li chiostri con mura poco elevatesopra le sedieche stan d'intorno al concavo dell'esterior murobenché in tutte le colonne interioriche senza muro frapostotengono il tempio insiemenon manchino sedili portatili assai.
Sopra l'altare non vi è altro ch'un mappamondo assaigrandedove tutto il cielo è dipintoed un altro dove èla terra. Poi sul cielo della cupola vi stanno tutte le stellemaggiori del cielonotati coi nomi loro e virtùc'hannosopra le cose terrenecon tre versi per una; ci sono i poli e icircoli signati non del tuttoperché manca il muro a bassoma si vedono finiti in corrispondenza alli globbi dell'altare. Visono sempre accese sette lampade nominate dalli sette pianeti.
Soprail tempio vi stanno alcune celle nella cupoletta attornoe moltealtre grandi sopra gli chiostrie qui abitano li religiosiche sonda quaranta.
Vi è sopra la cupola una banderuola permostrare i ventie ne signano trentasei; e sanno quando spira ognivento che stagione porta. E qui sta anco un libro in lettere d'oro dicose importantissime.

Ospitalario:Per tua fédimmi tutto il modo del governoché quit'aspettavo.

Genovese:un Principe Sacerdote tra loroche s'appella Solee in linguanostra si dice Metafisico: questo è capo di tutti inspirituale e temporalee tutti li negozi in lui si terminano.
Hatre Principi collaterali: PonSinMorche vuol dir: PotestàSapienza e Amore.
Il Potestà ha cura delle guerre e dellepaci e dell'arte militare; è supremo nella guerrama nonsopra Sole; ha cura dell'offizialiguerrierisoldatimunizionifortificazioni ed espugnazioni.
Il Sapienza ha cura di tutte lescienze e delli dottori e magistrati dell'arti liberali e meccanichetiene sotto di sé tanti offiziali quante son le scienze: ci èl'Astrologoil Cosmografoil Geometrail Loicoil RettoricoilGrammaticoil Medicoil Fisicoil Politicoil Morale; e tiene unlibro solodove stan tutte le scienzeche fa leggere a tutto ilpopolo ad usanza di Pitagorici. E questo ha fatto pingere in tutte lemuragliesu li rivellinidentro e di fuoritutte le scienze.
Nelle mura del tempio esteriori e nelle cortineche si calanoquando si predica per non perdersi la vocevi sta ogni stellaordinatamente con tre versi per una.
Nelle mura del primo gironetutte le figure matematichepiù che non scrisse Euclide edArchimedecon la lor proposizione significante. Nel di fuorevi èla carta della terra tuttae poi le tavole d'ogni provinzia con liriti e costumi e leggi loroe con l'alfabeti ordinari sopra il loroalfabeto.
Nel dentro del secondo girone vi son tutte le pietrepreziose e non preziosee mineralie metalli veri e pinticon ledichiarazioni di due versi per uno. Nel di fuore vi son tutte sortidi laghimari e fiumivini ed ogli ed altri liquorie loro virtùed origini e qualità; e ci son le caraffe piene di diversiliquori di cento e trecento annicon li quali sanano tuttel'infirmità quasi.
Nel dentro del terzo vi son tutte lesorti di erbe ed arbori del mondo pintee pur in teste di terrasopra il rivellino e le dichiarazioni dove prima si ritrovaroe levirtù loroe le simiglianze c'hanno con le stelle e con limetalli e con le membra umanee l'uso loro in medicina. Nel di fuoratutte maniere di pesci di fiumilaghi e marie le virtùloroe 'l modo di viveredi generarsi e allevarsia che serveno; ele simiglianze c'hanno con le cose celesti e terrestri e dell'arte edella natura; sì che mi stupiiquando trovai pesce vescovo ecatena e chiodo e stellaappunto come son queste cose tra noi. Cisono ancinirizzispondoli e tutto quanto è degno di saperecon mirabil arte di pittura e di scrittura che dichiara.
Nelquartodentro vi son tutte sorti di augelli pinti e lor qualitàgrandezze e costumie la fenice è verissima appresso loro.Nel di fuora stanno tutte sorti di animali rettiliserpidraghiverminie l'insettimoschetafani ecc.con le loro condizioniveneni e virtuti; e son più che non pensamo.
Nel quintodentro vi son l'animali perfetti terrestri di tante sorti che èstupore. Non sappiamo noi la millesima partee peròsendograndi di corpol'han pinti ancora nel fuore rivellino; e quantemaniere di cavalli solamenteo belle figure dichiarate dottamente!
Nel sestodentro vi sono tutte l'arti meccanichee l'inventoriloroe li diversi modicome s'usano in diverse regioni del mondo.Nel di fuori vi son tutti l'inventori delle leggi e delle scienze edell'armi. Trovai MoisèOsiriGioveMercurioMacometto edaltri assai; e in luoco assai onorato era Gesù Cristo e lidodici Apostoliche ne tengono gran contoCesareAlessandroPirroe tutti li Romani; onde io ammirato come sapeano quelle istoriemimostraro che essi teneano di tutte nazioni linguae che mandavanoapposta per il mondo ambasciatorie s'informavano del bene e delmale di tutti; e godeno assai in questo. Viddi che nella China lebombarde e le stampe furo prima ch'a noi. Ci son poi li maestri diqueste cose; e li figliuolisenza fastidiogiocandosi trovanosaper tutte le scienze istoricamente prima che abbin dieci anni.
IlAmore ha cura della generazionecon unir li maschi e le femine inmodo che faccin buona razza; e si riden di noi che attendemo allarazza de cani e cavallie trascuramo la nostra. Tien curadell'educazionedelle medicinespezieriedel seminare eraccogliere li fruttidelle biadedelle mense e d'ogni altra cosapertinente al vitto e vestito e coitoed ha molti maestri e maestrededicate a queste arti.
Il Metafisico tratta tutti questi negozicon loroché senza lui nulla si faed ogni cosa lacommunicano essi quattroe dove il Metafisico inchinasond'accordo.

Ospitalario:Or dimmi degli offizi e dell'educazione e del modo come si vive; si èrepublica o monarchia o stato di pochi.

Genovese:Questa è una gente ch'arrivò là dall'Indieederano molti filosofiche fuggiro la rovina di Mogori e d'altripredoni e tiranni; onde si risolsero di vivere alla filosofica incommunesi ben la communità delle donne non si usa tra legenti della provinzia loro; ma essi l'usanoed è questo ilmodo. Tutte cose son communi; ma stan in man di offiziali ledispenseonde non solo il vittoma le scienze e onori e spassi soncommunima in maniera che non si può appropriare cosa alcuna.
Dicono essi che tutta la proprietà nasce da far casaappartatae figli e moglie propriaonde nasce l'amor proprio; chéper sublimar a ricchezze o a dignità il figlio o lasciarloeredeognuno diventa o rapace publicose non ha timoresendopotente; o avaro ed insidioso ed ippocritasi è impotente. Maquando perdono l'amor proprioresta il commune solo.

Ospitalario:Dunque nullo vorrà fatigarementre aspetta che l'altrofatighicome Aristotile dice contra Platone.

Genovese:Io non so disputarema ti dico c'hanno tanto amore alla patria loroche è una cosa stupendapiù che si dice delli Romaniquanto son più spropriati. E credo che li preti e monacinostrise non avessero li parenti e li amicio l'ambizione dicrescere più a dignitàseriano più spropriati esanti e caritativi con tutti.

Ospitalario:Dunque là non ci è amiciziapoiché non si fanpiacere l'un l'altro.

Genovese:Anzi grandissima: perché è bello a vedereche tra loronon possono donarsi cosa alcunaperché tutto hanno delcommunee molto guardano gli offizialiche nullo abbia piùche merita. Però quanto è bisogno tutti l'hanno. El'amico si conosce tra loro nelle guerrenell'infirmitànelle scienzedove s'aiutano e s'insegnano l'un l'altro. E tutti ligioveni s'appellan frati e quei che son quindici anni più diloropadrie quindici meno figli. E poi vi stanno l'offiziali atutte cose attentiche nullo possa all'altro far torto nellafratellanza.

Ospitalario:E come?

Genovese:Di quante virtù noi abbiamoessi hanno l'offiziale: ci èun che si chiama Liberalitàun MagnanimitàunCastitàun Fortezzaun Giustiziacriminale e civileunSolerziaun VeritàBeneficienzaGratitudineMisericordiaecc.; e a ciascuno di questi si elegge quelloche da fanciullo nellescole si conosce inclinato a tal virtù. E perònonsendo tra loro latrocininé assassiniiné stupri edincestiadultèridelli quali noi ci accusamoessi siaccusano d'ingratitudinedi malignitàquando un non vuol farpiacere onestodi bugiache abborriscono più che la peste; edi questi rei per pena son privati della mensa communeo delcommerzio delle donnee d'alcuni onorifinché pare algiudiceper ammendarli.

Ospitalario:Or dimmicome fan gli offiziali?

Genovese:Questo non si può direse non sai la vita loro. Prima èda sapere che gli uomini e le donne vestono d'un modo atto aguerreggiarebenché le donne hanno la sopravveste fin sottoal ginocchioe l'uomini sopra.
E s'allevan tutti in tuttel'arti. Dopo gli tre anni li fanciulli imparano la lingua el'alfabeto nelle muracaminando in quattro schiere; e quattro vecchili guidano e insegnanoe poi li fan giocare e correreperrinforzarlie sempre scalzi e scapiglifin alli sette annie liconducono nell'officine dell'articosidoripittorioreficiecc.;e mirano l'inclinazione. Dopo li sette anni vanno alle lezioni dellescienze naturalitutti; ché son quattro lettori dellamedesima lezionee in quattro ore tutte quattro le squadre sispediscono; perchémentre gli altri si esercitano col corpoo fan gli pubblici servizigli altri stanno alla lezione. Poi tuttisi mettono alle matematichemedicine ed altre scienzee ci ècontinua disputa tra di loro e concorrenza; e quelli poi diventanooffiziali di quella scienzadove miglior profitto fannoo diquell'arte meccanicaperché ognuna ha il suo capo. Ed incampagnanei lavori e nella pastura delle bestie pur vanno aimparare; e quello è tenuto di più gran nobiltàche più arti imparae meglio le fa. Onde si ridono di noiche gli artefici appellamo ignobilie diciamo nobili quellichenull'arte imparano e stanno oziosi e tengon in ozio e lascivia tantiservitori con roina della republica.
Gli offiziali poi s'eleggonoda quelli quattro capie dalli mastri di quell'arteli quali moltobene sanno chi è più atto a quell'arte o virtùin cui ha da reggeree propongono in Consiglioe ognuno oppone quelche sa di loro. Però non può essere Sole se non quelloche sa tutte l'istorie delle genti e riti e sacrifizi e republiche edinventori di leggi ed arti. Poi bisogna che sappia tutte l'artimeccanicheperché ogni due giorni se n'impara unama l'usoqui le fa saper tuttee la pittura. E tutte le scienze ha da saperematematichefisicheastrologiche. Delle lingue non si curaperchéha l'interpretiche son i grammatici loro. Ma più di tuttibisogna che sia Metafisico e Teologoche sappia ben la radice eprova d'ogni arte e scienzae le similitudini e differenze dellecosela Necessitàil Fatoe l'Armonia del mondolaPossanzaSapienza e Amor divino e d'ogni cosae li gradi degli entie corrispondenze loro con le cose celestiterrestri e marineestudia molto bene nei Profeti ed astrologia. Dunque si sa chi ha daesser Solee se non passa trentacinque anninon arriva a tal grado;e questo offizio è perpetuomentre non si trova chi sappiapiù di lui e sia più atto al governo.

Ospitalario:E chi può saper tanto? Anzi non può saper governare chiattende alle scienze.

Genovese:Io dissi a loro questoe mi risposero: "Più certi semonoiche un tanto letterato sa governareche voi che sublimatel'ignorantipensando che siano atti perché son nati signorio eletti da fazione potente. Ma il nostro Sole sia pur tristo ingovernonon sarà mai crudelené sceleratonétiranno un chi tanto sa. Ma sappiate che questo è argomentoche può tra voidove pensate che sia dotto chi sa piùgrammatica e logica d'Aristotile o di questo o quello autore; al checi vol sol memoria servileonde l'uomo si fa inerteperchénon contempla le cose ma li librie s'avvilisce l'anima in quellecose morte; né sa come Dio regga le cosee gli usi dellanatura e delle nazioni. Il che non può avvenire al nostroSoleperché non può arrivare a tante scienze chi non èscaltro d'ingegno ad ogni cosaonde è sempre attivissimo algoverno. Noi pur sappiamo che chi sa una scienza solanon sa quellané l'altre bene; e che colui che è atto a una solastudiata in libroè inerte e grosso. Ma non cosìavviene alli pronti d'ingegno e facili ad ogni conoscenzacome èbisogno che sia il Sole. E nella città nostra s'imparano lescienze con facilità talecome tu vediche più in unanno qui si sache in diece o quindici tra voie mira in questifanciulli."
Nel che io restai confuso per le ragioni sue ela prova di quelli fanciulliche intendevano la mia lingua; perchéd'ogni lingua sempre han d'esser tre che la sappiano. E tra loro nonci è ozio nullose non quello che li fa dotti; che peròvanno in campagna a correrea tirar dardosparar archibugiseguitar fierelavorareconoscer l'erbemo una schieramo l'altradi loro.
Li tre offiziali primi non bisogna che sappiano se nonquell'arti che all'offizio loro partengono. Onde sanno l'arti communia tuttiistoricamente imparandolee poi le propriedove piùsi dà uno che un altro: così il Potestà saperàl'arte cavalierescafabricar ogni sorte d'armicose di guerramachinearte militareecc. Ma tutti questi offiziali han d'esserefilosofie piùed istoricinaturalisti ed umanisti.

Ospitalario:Vorrei che dicessi l'offizi tuttie li distinguessi; e s'èbisogno l'educazion commune.

Genovese:Sono prima le stanze communidormitoriletti e bisogni; ma ogni seimesi si distinguono dalli mastrichi ha da dormire in questo gironeo in quell'altroe nella stanza prima o secondanotate peralfabeto.
Poi son l'arti communi agli uomini e donnelespeculative e meccaniche; con questa distinzioneche quelle dove civa fatica grande e viaggiole fan gli uominicome arareseminarecogliere i fruttipascer le pecoreoperar nell'aianellavendemmia. Ma nel formar il cascio e mungere si soleno le donnemandaree nell'orti vicini alla città per erbe e servizifacili. Universalmentele arti che si fanno sedendo e standoper lopiù son delle donnecome tesserecusciretagliar i capellie le barbela speziariafare tutte le sorti di vestimenti; altroche l'arte del ferraro e delle armi. Pur chi è atta a pingerenon se le vieta. La musica è solo delle donneperchépiù dilettanoe de' fanciullima non di trombe e tamburi.Fanno anche le vivande; apparecchiano le mense; ma il servire atavola è proprio delli giovenimaschi e feminefinchésono di vint'anni.
Hanno in ogni girone le publiche cucine e ledispense della robba. E ad ogni officio soprastante è unvecchio ed una vecchiache comandano ed han potestà dibattere o far battere da altri li negligenti e disobedientie notanoognuno ed ognuna in che esercizio meglio riesce. Tutta la gioventùserve alli vecchi che passano quarant'anni; ma il mastro o maestrahan cura la seraquando vanno a dormiree la mattina di mandar alliservizi di quelli a chi toccauno o due ad ogni stanzaed essigioveni si servono tra loroe chi ricusaguai a lui! Vi son prime eseconde mense; d'una parte mangiano le donnedall'altra gli uominie stanno come in refettori di frati. Si fa senza strepitoed unsempre legge a tavolacantandoe spesso l'offiziale parla sopraqualche passo della lezione. una dolce cosa vedersi servire di tantabella gioventùin abito succintocosì a tempoevedersi a canto tanti amicifratifigli e madri vivere con tantorispetto ed amore.
Si dona a ciascunosecondo il suo eserciziopiatto di pitanza e menestrafrutticascio; e li medici hanno curadi dire alli cochi in quel giornoqual sorte di vivanda convieneequale alli vecchi e quale alli giovani e quale all'ammalati. Glioffiziali hanno la miglior parte; questi mandano spesso della loro atavola a chi più si ha fatto onore la mattina nelle lezioni edispute di scienze ed armie questo si stima per grande onore efavore. E nelle feste fanno cantar una musica pur in tavola; e perchétutti metteno mano alli servizimai non si trova che manchi cosaalcunaSon vecchi savi soprastanti a chi cucina ed alli refettoriestimano assai la nettezza nelle stradenelle stanze e nelli vasi enelle vestimenta e nella persona.
Vesteno dentro camisa bianca dilinopoi un vestitoch'è giubbone e calza insiemesenzapieghe e spaccato per mezzodal lato e di sottoe poi imbottonato.Ed arriva la calza sin al tallonea cui si pone un pedale grandecome un bolzacchinoe la scarpa sopra. E son ben attillatechequando si spogliano la sopravvestesi scerneno tutte le fattezzedella persona. Si mutano le vesti quattro volte variequando il Soleentra in Cancro e CapricornoAriete e Libra. Esecondo lacomplessione e la proceritàsta al Medico di distribuirle colVestiario di ciascun girone. Ed è cosa mirabile che in unpunto hanno quante vesti voglionogrossesottilisecondo il tempo.Veston tutti di biancoed ogni mese si lavan le vesti col saponeobucato quelle di tela.
Tutte le stanze sottanesono officinecucinegranariguardarobbedispenserefettorilavatori; ma silavano nelle pile delli chiostri. L'acqua si getta per le latrine oper canaliche vanno a quelle. Hanno in tutte le piazze delli gironile lor fontaneche tirano l'acque dal fondo solo con muover unlegnoonde esse spicciano per li canali. Vi è acqua sorgentee molta nelle conserve a cui vanno le piogge per li canali dellecasepassando per arenosi acquedotti. Si lavano le persone lorospessosecondo il maestro e 'l medico ordina. L'arti si fanno tuttenei chiostri di sottoe le speculative di sopradove sono lepitturee nel tempio si leggono.
Negli atri di fuora son orologidi sole e di squille per tutti i gironie banderuole per saper iventi.

Ospitalario:Or dimmi della generazione.

Genovese:Nulla femina si sottopone al maschiose non arriva a dicinov'anni némaschio si mette alla generazione inanti alli vintiunoe piùsi è di complessione bianco. Nel tempo inanti è adalcuno lecito il coito con le donne sterili o pregneper non far invaso indebito; e le maestre matrone con gli seniori della generazionehan cura di provederlisecondo a loro è detto in secreto daquelli più molestati da Venere. Li provedonoma non lo fannosenza far parola al maestro maggioreche è un gran medicoesottostà ad AmorePrencipe offiziale. Se si trovano insodomiasono vituperatie li fan portare due giorni legata al collouna scarpasignificando che pervertiro l'ordine e posero li piedi intestae la seconda volta crescen la pena finché diventacapitale. Ma chi si astiene fin a ventun anno d'ogni coito ècelebrato con alcuni onori e canzoni.
Perché quando siesercitano alla lottacome i Greci antichison nudi tutti maschi efemineli mastri conoscono chi è impotente o no al coitoequali membra con quali si confanno. E cosìsendo ben lavatisi donano al coito ogni tre sere; e non accoppiano se non le feminegrandi e belle alli grandi e virtuosie le grasse a' macrie lemacre alli grassiper far temperie. La sera vanno i fanciulli e siconciano i lettie poi vanno a dormiresecondo ordina il mastro ela maestra. Né si pongono al coito se non quando hannodigeritoe prima fanno orazioneed hanno belle statue di uominiillustridove le donne mirano. Poi escono alla fenestrae pregonoDio del Cieloche li doni prole buona. E dormeno in due cellesparti fin a quell'ora che si han da congiungereed allora va lamaestraed apre l'uscio dell'una e l'altra cella. Questa ora èdeterminata dall'Astrologo e Medico; e si forzan sempre di pigliartempoche Mercurio e Venere siano orientali dal Sole in casa benignae che sian mirati da Giove di buono aspetto e da Saturno e Marte. Ecosì il Sole come la Lunache spesso sono afete. E per lo piùvogliono Vergine in ascendente; ma assai si guardano che Saturno eMarte non stiano in angoloperché tutti quattro angoli conopposizioni e quadrati infettanoe da essi angoli è la radicedella virtù vitale e della sortedependente dall'armonia deltutto con le parti. Non si curano del satellizioma solo degliaspetti buoni. Ma il satellizio solo nella fondazione della cittàe della legge ricercanoche però non abbia prencipe Marte oSaturnose non con buone disposizioni. Ed han per peccato ligeneratori non trovarsi mondi tre giorni avanti di coito e d'azionipravee di non esser devoti al Creatore. Gli altriche per deliziao per servire alla necessità si donano al coito con sterili opregne o con donne di poco valorenon osservan queste sottigliezze.E gli offizialiche son tutti sacerdotie li sapienti non si fannogeneratorise non osservano molti giorni più condizioni;perché essiper la molta speculazionehan debole lo spiritoanimalee non transfondeno il valor della testaperchépensano sempre a qualche cosa; onde trista razza fanno. Talchési guarda benee si donano questi a donne vivegagliarde e belle; egli uomini fantastichi e capricciosi a donne grassetemperatedicostumi blandi. E dicono che la purità della complessioneonde le virtù fruttanonon si può acquistare con artee che difficilmente senza disposizion naturale può la virtùmorale allignaree che gli uomini di mala natura per timor dellalegge fanno beneequella cessantestruggon la republica conmanifesti o segreti modi. Però tutto lo studio principale deveessere nella generazionee mirar gli metodi naturalie non la dotee la fallace nobiltà-
Se alcune di queste donne nonconcipeno con unole mettono con altri; se poi si trova sterilesipuò accomunarema non ha l'onor delle matrone in Consigliodella generazione e nella mensa e nel tempio; e questo lo fannoperché essa non procuri la sterilità per lussuriare.Quelle che hanno conceputoper quindici giorni non si esercitano;poi fanno leggeri esercizi per rinforzar la proleed aprir li meatidel nutrimento a quella. Partorito che hannoesse stesse allevano ifigli in luoghi communiper due anni lattando e piùsecondopare al Fisico. Dopo si smamma la prolee si dona in guardia dellemastrese son femineo delli maestri. E con gli altri fanciulli quisi esercitano all'alfabetoa caminarecorrerelottareed allefigure istoriate; ed han vesti di color vario e bello. Alli setteanni si donano alle scienze naturalie poi all'altresecondo parealli offizialie poi si mettono in meccanica. Ma li figli di pocovalore si mandano alle ville equando riesconopoi si riducono allacittà. Ma per lo piùsendo generati nella medesimacostellazioneli contemporanei son di virtù consimili e difattezze e di costumi. E questa è concordia stabile nellarepublicae s'amano grandemente ed aiutano l'un l'altro.
Li nomiloro non si mettono a casoma dal Metafisicosecondo la proprietàcome usavan li Romani: onde altri si chiamano il Belloaltri ilNasutoaltri il Pedutoaltri Biecoaltri Crassoecc.; ma quandopoi diventano valenti nell'arte loro o fanno qualche prova in guerras'aggiunge il cognome dall'artecome Pittor MagnoAureoEccellenteGagliardodicendo Crasso Aureoecc.; o pur dall'attodicendo: Crasso ForteAstutoVincitoreMagno Massimoecc.e dalnemico vintocome AfricanoAsianoToscoecc.; ManfrediTorteliodall'aver superato Manfredi o Tortelio o simili altri. e questicognomi s'aggiungono dall'offiziali grandie si donano convenienteall'atto o arte suacon applauso e musica. E si vanno a perdere perquesti applausiperché oro e argento non si stimase noncome materia di vasi o di guarnimenti communi a tutti.

Ospitalario:Non ci è gelosia tra loro o dolore a chi non sia fattogeneratore o quel che ambisce?

Genovese:Signor noperché a nullo manca il necessario loro quanto algusto; e la generazione è osservata religiosamente per benpubbliconon privatoed è bisogno stare al dettodell'offiziali. Platone disse che si dovean gabbare li pretendenti abelle donne immeritatamentecon far uscir la sorte destramentesecondo il merito; il che qui non bisogna far con inganno di ballotteper contentarsi delle brutte i bruttiperché tra loro non ciè bruttezza; chéesercitandosi esse donnediventanodi color vivo e di membra forti e grandie nella gagliardia evivezza e grandezza consiste la beltà appresso a loro. Peròè pena di vita imbellettarsi la facciao portar pianelleovesti con le code per coprir i piedi di legnoma non averianocommodità manco di far questoperché chi ci li daria?E dicono che questo abuso in noi viene dall'ozio delle donneche lefa scolorite e fiacche e piccole; e però han bisogno di coloried alte pianellee di farsi belle per tenerezzae cosìguastano la propria complessione e della prole. Di piùs'unos'innamora di qualche donnaè lecito tra loro parlarefarversischerziimprese di fiori e di piante. Ma se si guasta lagenerazionein nullo modo si dispensa tra loro il coitose nonquando ella è pregna o sterile. Però non si conosce traloro se non amor d'amicizia per lo piùnon di concupiscenzaardente.
La robba non si stimaperché ognuno ha quanto libisognasalvo per segno d'onore. Onde agli eroi ed eroisse larepublica fa certi doniin tavola o in feste publichedi ghirlandeo di vestimenta belle fregiate; benché tutti di bianco ilgiorno e nella cittàma di notte e fuor della cittàvestono a rossoo di seta o di lana. Aborreno il color nerocomefeccia delle cosee però odiano i Giapponesiamici diquello. La superbia è tenuta per gran peccatoe si punisce unatto di superbia in quel modo che l'ha commesso. Onde nullo reputaviltà lo servire in mensain cucina o altrovema lo chiamanoimparare; e dicono che così è onore al piede caminarecome allo occhio guardare; onde chi è deputato a qualcheoffiziolo fa come cosa onoratissimae non tengono schiaviperchéessi bastano a se stessianzi soverchiano. Ma noi non cosìperché in Napoli son da trecento mila animee non faticanocinquanta milia; e questi patiscono fatica assai e si struggono; el'oziosi si perdono anche per l'ozioavarizialascivia ed usuraemolta gente guastano tenendoli in servitù e povertàofandoli partecipi di lor vizitalché manca il serviziopublicoe non si può il campola milizia e l'arti faresenon male e con stento. Ma tra loropartendosi l'offizi a tutti e learti e fatichenon tocca faticar quattro ore il giorno per uno; sìben tutto il resto è imparare giocandodisputandoleggendoinsegnandocaminandoe sempre con gaudio. E non s'usa gioco che sifaccia sedendoné scacchiné dadiné carte osimilima ben la pallapallonerollolottatirar palodardoarchibugio.
Dicono ancora che la povertà grande fa gliuomini viliastutiladriinsidiosifuorascitibugiarditestimoni falsi; e le ricchezze insolentisuperbiignorantitraditoridisamoratipresumitori di quel che non sanno. Peròla communità tutti li fa ricchi e poveri: ricchich'ogni cosahanno e possedono; poveriperché non s'attaccano a servirealle cosema ogni cosa serve a loro. E molto laudano in questo lereligioni della cristianità e la vita dell'Apostoli.

Ospitalario:bella cosa questa e santa; ma quella delle donne communi pare dura eardua. S. Clemente Romano dice che le donne pur sian communima laglosa intende quanto all'ossequionon al lettoe Tertullianoconsente alla glosa; ché i Cristiani antichi tutto ebberocommunealtro che le moglima queste pur furo communinell'ossequio.

Genovese:Io non so di questo; e ben so che essi han l'ossequio commune delledonne e 'l lettoma non semprese non per generare. E credo che sipossano ingannare ancora; ma essi si difendono con SocrateCatonePlatone ed altri. Potria stare che lasciassero quest'uso un giornoperché nelle città soggette a loro non accomunano senon le robbee le donne quanto all'ossequio ed all'artima non alletto; e questo l'ascrivono all'imperfezione di quelli che non hafilosofato. Però vanno spiando di tutte nazioni l'usanzeesempre migliorano; e quando sapranno le ragioni vive delcristianesimo provate con miracoliconsentirannoperché sondolcissimi. Ma fin mo trattano naturalmente senza fede rivelata; néponno a più sormontare.
Di più questo èbelloche fra loro non ci è difetto che faccia l'uomo oziosose non l'età decrepitaquando serve solo per consiglio. Machi è zoppo serve alle sentinelle con gli occhi; chi non haocchi serve a carminar la lana e levar il pelo dal nervo delle penneper li matarazzichi non ha maniad altro esercizio; e se un membrosolo hacon quello serve nelle villee son governati benee sonspie che avvisano alla republica ogni cosa.

Ospitalario:Di' mo della guerra; ché poi dell'arti e vitto mi diraipoidelle scienzee al fine della religione.

Genovese:Il Potestà tiene sotto di sé un offiziale dell'armiunaltro dell'artellariaun delli cavalieriun delli ingegneri; edognuno di questi ha sotto di sé molti capi mastri diquell'arte. Ma di più ci sono gli atletiche a tuttiinsegnano l'esercizio della guerra. Questi sono attempatiprudenticapitaniche esercitano li gioveni e di dodici anni in susoall'arme; benché prima nella lotta e correre e tirar pietreerano avvezzi da mastri inferiori. Or questi insegnano a ferireaguadagnar l'inimico con artea giocar di spadadi lanciaasaettarea cavalcarea seguirea fuggirea star nell'ordinemilitare. E le donne pure imparano queste arti sotto maestre e mastriloroper quando fusse bisogno aiutar gli uomini nelle guerre vicinealla città; ese venisse assaltodifendono le mura. Onde bensanno sparar l'archibugiofar ballegittar pietreandar incontro.E si sforzano t“r da loro ogni timoreed hanno gran pene queiche mostran codardia. Non temono la morteperché tutticredono l'immortalità dell'animae chemorendos'accompagnino con li spiriti buoni e reisecondo li meriti. Benchéessi siano stati Bragmani Pitagoricinon credono trasmigrazioned'animase non per qualche giudizio di Dio. Né s'astengono diferir il nemico ribello della ragioneche non merita esser uomo.
Fanno la mostra ogni dui mesied ogni giorno ci èl'esercizio dell'armeo in campagnacavalcandoo dentroed unalezione d'arte militaree fanno sempre leggere l'istorie di Cesared'Alessandrodi Scipione e d'Annibalee poi donano il giudizio loroquasi tuttidicendo: "Qui fecero benequi male"; e poirisponde il mastro e determina.

Ospitalario:Con chi fan le guerre? e per che causase son tanto felici?

Genovese:Se mai non avessero guerrapure s'esercitano all'arte di guerra edalla caccia per non impoltronire e per quel che potria succedere. Dipiùvi son quattro regni nell'isolali quali han grandeinvidia della felicità loroperché li popolidesiderariano vivere come questi Solarie vorriano star piùsoggetti ad essiche non a' propri regi. Onde spesso loro èmossa guerrasotto color d'usurpar confini e di viver empiamenteperché non sequeno le superstizioni di Gentilinédell'altri Bragmani; e spesso li fan guerracome ribelli che primaerano soggetti. E con tutto questo perdono sempre. Or essi Solarisubito che patiscono predainsulto o altro disonoreo sontravagliati l'amici loroo pure son chiamati d'alcune cittàtiranneggiate come liberatoriessi si mettono a consiglioe primas'inginocchiano a Dio e pregano che li faccia ben consigliarsipois'esamina il merito del negozioe così si bandisce la guerra.Mandano un sacerdote detto il Forense: costui dimanda a' nemici cherendano il tolto o lascino la tirannia; e se quelli neganolibandiscono la guerra.chiamando Dio delle vendette a testimoniocontra di chi ha il torto; e si quelli prolungano il negozionon lidanno temposi è repiù d'un orasi èrepublicatre ore a deliberar la rispostaper non esser burlati; ecosì si piglia la guerrase quelli son contumaci allaragione. Ma dopo ch'è pigliataogni cosa esequisce illocotenente del Potestà; ed esso comanda senza consigliod'altri; ma si è cosa di momentodomanda il Amor e 'lSapienza e 'l Sole. Si propone in Consiglio grandedove entra tuttoil popolo di venti anni in sue le donne ancorae si dichiara lagiustizia dell'impresa dal Predicatoree mettono in ordine ognicosa.
Devesi sapere ch'essi hanno tutte le sorti d'armeapparecchiate nell'armarie spesso si provano quelle in guerrefinte. Han per tutti li gironinell'esteriore murol'artellerie el'artiglieri preparati e molti altri cannoni di campagna che portanoin guerrae n'han pur di legnononché di metallo; e cosìsopra le carra li conduconol'altre munizioni nelle muleebagaglie. E se sono in campo apertoserrano le bagaglie in mezzo el'artelleriee combattono gran pezzoe poi fan ritirata. E 'lnemicocredendo che cedanos'inganna; perché essi fanno alapigliano fiato e lasciano l'artiglierie spararee poi tornano allazuffa contra nemici scompigliati. Usano far i padiglioni alla romanacon steccati e fosse intorno con gran prestezza. Ci son li mastri dibagaglied'artellerie e dell'opere. Tutti soldati san maneggiar lazappa e la secure. Vi son cinqueotto o diece capitani di consigliodi guerra e di stratagemmeche comandano alle squadre loro secondoprima insieme si consigliarono. Soleno portar seco una squadra difanciulli a cavallo per imparar la guerraed incarnarsicomelupicini al sangue; e nei pericoli si ritiranoe molte donne efanciulli fanno carezze alli guerrierili medicanoservanoabbracciano e confortano; e quelliper mostrarsi valenti alle donnee figli lorofanno gran prove. Nell'assaltichi prima saglie ilmuro ha dopo in onore una corona di gramigna con applauso militaredelle donne e fanciulli. Chi aiuta il compagno ha la corona civica diquercia; chi uccide il tirannole spoglie opimeche porta altempioe si dona al Sole il cognome dell'impresa.
Usano icavalieri una lanciadue pistole avanti cavallodi mirabil temprastrette in boccache per questo passano ogni armaturaed hanno ancolo scocco. Altri portano la mazzae questi son gli uomini d'armeperchénon potendo un'armatura ferrea penetrare con spada ocon pistolasempre assaltano il nemico con la mazzacome Achillecontra Cignoe lo sconquassano e gittano. Ha due catene la mazza inpuntaa cui pendeno due pallechemenandocircondano il collo delnemicolo cingenotirano e gettano; eper poterla maneggiarenontengono briglia con manoma con li piediincrocchiata nella sellaed avvinchiata nell'estremo alle staffenon alli piediper nonimpedirsi; e le staffe han di fuori la sfera e dentro il triangoloonde il piè torcendo ne' latile fan girareché stanaffibbiate alli staffilie così tirano a sé oallungano il freno con mirabil prestezzae con la destra torceno asinistra ed a contrario. Questo secreto manco i Tartari hannointesoché stirare e torcere non usano con le staffe. Licavalli leggeri cominciano con li schioppie poi entrano l'aste e lefromboledelle quali tengono gran conto. E usano combattere per filaintessuteandando altried altri ritirandosi a vicenda; e le spadesono l'ultima prova.
Ci son poi li trionfi militari ad uso diRomanie più bellie le supplicazioni ringraziatorie. E sipresenta al tempio il capitanoe si narrano li gesti dal poeta oistorico ch'andò con lui. E 'l Principe lo coronaed a tuttisoldati fa qualche regalo ed onoree per molti dì sono esentidalle fatiche publiche. Ma essi l'hanno a maleperché nonsanno stare oziosi ed aiutano gli altri. E all'incontro quei che perloro colpa han perdutosi ricevono con vituperioe chi fu il primoa fuggire non può scampar la mortese non quando tuttol'esercito domanda in grazia la sua vitaed ognuno piglia partedella pena. Ma poco s'ammette tal indulgenzasi non quando ci ègran ragione. Chi non aiutò l'amico o fe' atto vileèfrustato; chi fu disobedientesi mette a morire dentro a un palco dibestie con un bastone in manoe se vince i leoni e l'orsiche èquasi impossibiletorna in grazia.
Le città superate odate a loro subito mettono ogni avere in communee riceveno glioffiziali solari e la guardiae si van sempre acconciando all'usodella Città del Solemaestra loro; e mandano li figli adimparare in quellasenza contribuire a spese.
Saria lungo adirti del mastro delle spie e sentinelledegli ordini loro dentro efuore la cittàche te li puoi pensareché son elettida bambini secondo l'inclinazione e costellazione vista nellagenitura loro. Onde ognunooprando secondo la proprietà suanaturalefa bene quell'esercizio e con piacere per esserli naturale;così dico delle stratagemme ed altri. La città di nottee di giorno ha le guardie nelle quattro porte e nelle mura estremesu li torrioni e valguardi: e lo girone il dì le feminelanotte li maschi guardano; e questo lo fanno per non impoltronire eper li casi fortuiti. Han le vegliecome i nostri soldatidivise ditre in tre ore; la sera entrano in guardia.
Usano le cacce perimagini di guerrae li giochi in piazza a cavallo e a piede ognifestae poi segue la musica.
Perdonano volentieri a' nemici edopo la vittoria li fanno bene. Se gettano mura o vogliono occider icapi o altro danno a' vintitutto fanno in un giornoe poi li fannobenee dicono che non si deve far guerra se non per far gli uominibuoninon per estinguerli. Se tra loro ci è qualche garad'ingiuria o d'altroperché essi non contendono se non dionoreil Principe ed i suoi offiziali puniscono il reo secretamentes'incorse ad ingiuria di fatto dopo le prime ire; se di paroleaspettano in guerra a diffinirledicendo che l'ira si deve sfogarecontra l'inimici. E chi fa poi in guerra più atti eroiciquello è tenuto c'abbia raggione nell'onoranzae l'altrocede. Ma nelle cose del giusto ci son le pene; però in duellodi mano non ponno veniree chi vuol mostrarsi megliorefaccilo inguerra publica.

Ospitalario:Bella cosa per non fomentar fazioni a roina della patria e schifar leguerre civilionde nasce il tirannocome fu in Roma e Atene. Narraorti pregodell'artifici loro.

Genovese:Devi avere inteso come commune a tutti è l'arte militarel'agricolturala pastorale; ch'ognuno è obbligato a saperlee queste son le più nobili tra loro; ma chi più artisapiù nobile èe nell'esercitarla quello èpostoche è più atto. L'arti fatigoseed utili son dipiù laudecome il ferraroil fabricatore; e non si schifanullo a pigliarletanto più che nella natività loro sivede l'inclinazionee tra loroper lo compartimento delle fatichenullo viene a participar fatica destruttiva dell'individuoma soloconservativa. L'arti che sono di manco fatica son delle femine. Lespeculative son di tuttie chi più è eccellente si falettore; e questo è più onorato che nelle meccanicheesi fa sacerdote. Saper natare è a tutti necessarioe ci sonoa posta le piscine fuor delle fosse della cittàe dentro vison le fontane.
La mercatura a loro poco servema peròconoscono il valor delle monetee battono moneta per l'ambasciatoriloroacciocché possano commutare con le pecunia il vitto chenon ponno portaree fanno venire d'ogni parte del mondo mercanti aloro per smaltir le cose soverchiee non vogliono danarise nonmerci di quelle cose che essi non hanno. E si ridono quando vedeno ifanciulliche quelli donano tanta robba per poco argentoma non livecchi. Non vogliono che schiavi o forastieri infettino la cittàdi mali costumi; però vendono quelli che pigliano in guerraoli mettono a cavar fosse o far esercizi faticosi fuor della cittàdove sempre vanno quattro squadre di soldati a guardare il territorioe quelli che lavoranouscendo dalle quattro portele quali hanno lestrade di mattoni fin al mare per condotta delle robbe e facilitàdelli forastieri. Alli quali fanno gran carezzeli donano damangiare per tre giornili lavano li piedili fan veder la cittàe l'ordine loroentrare a Consiglio ed a mensa. E ci son uominideputati a guardarlie se voglion farsi cittadinili provano unmese nelle ville ed uno nella cittàe così poirisolvenoe li ricevono con certe cerimonie e giuramenti.
L'agricoltura è in gran stima: non ci è palmo diterra che non frutti. Osservano li venti e le stelle propizieedescono tutti in campo armati ad arareseminarezapparemetereraccoglierevindemmiarecon musichetrombe e stendardi; ed ognicosa fanno tra pochissime ore. Hanno le carra a velache caminanocon il ventoe quando non ci è ventouna bestia tira un grancarrobella cosaed han li guardiani del territorio armatiche perli campi sempre van girando. Poco usano letame all'orti ed a' campidicendo che li semi diventano putridi e fan vita brevecome le donneimbellettate e non belle per esercizio fanno prole fiacca. Onde népur la terra imbellettanoma ben l'esercitanoed hanno gran secretidi far nascer presto e multiplicaree non perder seme. E tengon unlibro a posta di tal esercizioche si chiama la Georgica. Unaparte del territorioquanto bastasi ara; l'altra serve per pascolodelle bestie. Or questa nobil arte di far cavallibovipecorecanied ogni sorte d'animali domestici è in sommo pregio appressolorocome fu in tempo antico d'Abramo; e con modi magici li fannovenire al coitoche possan ben generareinanzi a cavalli pinti obovi o pecore; e non lasciano andar in campagna li stalloni con legiumentema li donano a tempo opportuno inanzi alle stalle dicampagna. Osservano Sagittario in ascendentecon buono aspetto diMarte e Giove: per li boviTauroper le pecoreArietesecondol'arte. Hanno poi mandre di galline sotto le Pleiadi e papare eanatreguidate a pascere dalle donne con gusto loro presso allacittà e li luochidove la sera son serrate a far il cascio elatticinibutiri e simili. Molto attendono a' caponi ed a' castratied al fruttoe ci è un libro di quest'arte detto la Bucolica.Ed abbondano d'ogni cosaperché ognuno desidera esser primoalla fatica per la docilità delli costumi e per esser poca efruttuosa; ed ognun di loroche è capo di questo esercizios'appella Redicendo che questo è nome loro proprioe di chinon sa. Gran cosache le donne ed uomini sempre vanno in squadroniné mai solie sempre all'obedienza del capo si trovano senzanullo disgusto; e ciò perché l'hanno come padre o fratemaggiore.
Han poi le montagne e le cacce d'animalie spessos'esercitano.
La marineria è di molta reputazioneetengono alcuni vascelliche senza vento e senza remi caminanoedaltri con vento e remi. Intendono assai le stellee flussi ereflussi del maree navigano per conoscer genti e paesi. A nullo fantorto; senza esser stimolati non combattono. Dicono che il mondoaverà da riducersi a vivere come essi fannoperòcercano sempre sapere se altri vivono meglio di loro. Hannoconfederazione con gli Chinesie con più popoli isolani e delcontinentedi Siam di Cancacina e di Calicutsolo per spiare.
Hanno anche gran secreti di fuochi artifiziali per le guerremarine e terrestrie stratagemmeche mai non restan di vincere.

Ospitalario:Che e come mangiano? e quanto è lunga la vita loro?

Genovese:Essi dicono che prima bisogna mirar la vita del tutto e poi delleparti; onde quando edificaro la cittàposero i segni fissinelli quattro angoli del mondo. Il Sole in ascendente in LeoneeGiove in Leone orientale dal Solee Mercurio e Venere in Cancromaviciniche facean satellizio; Marte nella nona in Arieteche miravadi sua casa con felice aspetto l'ascendente e l'afeta. e la Luna inTauroche mirava di buono aspetto Mercurio e Veneree non faceaaspetto quadrato al Sole. Stava Saturno entrando nella quartasenzafar malo aspetto a Marte ed al Sole. La Fortuna con il capo di Medusain decima quasi eraonde essi s'augurano signoriafermezza egrandezza. E Mercuriosendo in buono aspetto di Vergine e nellatriplicità dell'asside suoilluminato dalla Lunanon puòesser tristo; masendo giovialela scienza loro non mendica; pococurando d'aspettarlo in Vergine e la congiunzione.
Or essimangiano carnebutirimelecasciodattilierbe diversee primanon volean uccidere gli animaliparendo crudeltà; ma poivedendo che era crudeltà ammazzar l'erbeche han sensoondebisognava morireconsideraro che le cose ignobili son fatte per lenobilie magnano ogni cosa. Non però uccidono volentieril'animali fruttuosicome bovi e cavalli. Hanno però distintoli cibi utili dalli disutilie secondo la medicina si serveno; unafiata mangiano carneuna pesce ed una erbee poi tornano alla carneper circoloper non gravare né estenuare la natura. Li vecchihan cibi più digestibilie mangiano tre volte il giorno epocoli fanciulli quattrola communità due. Vivono almenocento annial più centosettantao duecento al rarissimo. Eson molto temperati nel bevere: vino non si dona a' fanciulli sinoalli diciannove anni senza necessità grandissimae bevono conacqua poie così le donne; li vecchi di cinquanta anni in subeveno senz'acqua. Mangianosecondo la stagione dell'annoquel cheè più utile e propriosecondo provisto viene dal capomedicoche ha cura. Usano assai l'odori: la mattinaquando silevanosi pettinano e lavano con acqua fresca tutti; poi masticanomaiorana e petroselino o mentae se la frecano nelle manie livecchi usano incenso; e fanno l'orazione brevissima a levante come ilPater Noster; ed escono e vanno chi a servire i vecchichi incorochi ad apparecchiare le cose del commune; e poi esconoall'eserciziopoi riposano pocosedendoe vanno a magnare.
Traloro non ci è podagrené chiragrené catarriné sciatichené doglie colichené flatiperché questi nascono dalla distillazione ed inflazioneedessi per l'esercizio purgano ogni flato ed umore. Onde ètenuto a vergogna che uno si vegga sputaredicendo che questo nasceda poco esercizioda poltroneria o da mangiar ingordo. Patiscono piùtosto d'infiammazioni e spasmi secchi alli quali con la copia delbuon cibo e bagni sovvengono; ed all'etica con bagni dolci elatticinie star in campagne amene in bello esercizio. Morbo venereonon può allignareperché si lavano spesso li corpi convino ed ogli aromatici; e il sudore anche leva quell'infetto vaporeche putrefà il sangue e le midolle. Né tisici si fannoper non essere distillazione che cali al pettoe molto meno asmapoiché umor grosso ci vuole a farla. Curano le febri ardenticon acqua frescae l'efimere solo con odori e brodi grassi o condormire o con suoni ed allegrie; le terzane con levar sangue e conreubarbaro o simili attrattivie con bevere acque di radici d'erbepurganti ed acetose. Di rado vengono a medicina purgante. Le quartaneson facili a sanare per paure sùbiteper erbe similiall'umore od opposite; e mi mostraro certi secreti mirabili diquelle. Delle continue tengono conto assaie fanno osservanza distelle e d'erbee preghiere a Dio per sanarle. Quintaneottanesettane poche si trovanodove non ci sono umori grossi. Usano libagni e l'olei all'usanza anticae ci trovaro molti piùsecreti per star nettosanogagliardo. Si sforzano con questi edaltri modi aiutarsi contra il morbo sacro che ne pateno spesso.

Ospitalario:Segno d'ingegno grandeonde ErcoleSocrateMacomettoScoto eCallimaco ne patiro.

Genovese:E s'aiutano con preghiere al cielo e con odori e confortanti dellatesta e cose acide ed allegrezze e brodi grassisparsi di fiori difarina. Nel condir le vivande non han pari: pongono macismelebutiro e con aromati assaiche ti confortano gradevolmente. Nonbeveno annevatocome i Napolitanineanche caldocome li Chinesiperché non han bisogno d'aiutarsi contra l'umori grossi infavor del natio calorema lo confortano con aglio pesto ed acetoserpillomentabasilicol'estate e nella stanchezza; nécontra il soverchio calor dell'aromati aumentatoperché nonescono di regola. Hanno pur un secreto di rinovar la vita ogni setteannisenza afflizionecon bell'arte.

Ospitalario:Non hai ancora detto delle scienze e degli offiziali.

Genovese:Sìma poiché sei tanto curiosoti dirò più.Ogni nove luna ed ogni opposizione sua fanno Consiglio dopo ilsacrifizio; e qui entrano tutti di venti anni in susoe si dimandaad ognuno che cosa manca alla cittàe chi offiziale èbuono e chi è tristo. Dopo ogn'otto dìsi congreganotutti gli offizialiche con il SolePonSirMor; ed ognun diquesti ha tre offiziali sotto di séche son tredicied ognundi questi tre altriche son tutti quaranta; e quelli han l'offizidell'arti convenienti a loroil Potestà della miliziailSapienza delle scienzeil Amore del vittogenerazione e vestito ededucazione; e li mastri d'ogni squadracioè caporionidecurionicenturioni sì delle donne come degli uomini. E siragiona di quel che bisogna al publicoe si eleggon gli offizialipria nominati in Consiglio grande. Dopo ogni dì fa consiglioSole e li tre Principi delle cose occorrentie confirmano e concianoquel che si è trattato nell'elezione e gli altri bisogni. Nonusano sortise non quando son dubbi in modo che non sanno a qualparte pendere. Questi offiziali si mutano secondo la volontàdel popolo inchinama li quattro primi nose non quando essistessiper consiglio fatto tra lorocedono a chi veggono saper piùdi loroed aver più purgato ingegno; e son tanto docili ebuoniche volentieri cedeno a chi più sa ed imparano daquelli; ma questo è di rado assai.
Li capi principalidelle scienze son soggetti al Sapienzaaltri che il Metafisico che èesso Soleche a tutte le scienze comandacome architettoed havergogna ignorare cosa alcuna al mondo umano. Sotto a lui sta ilGrammaticoil Logicoil Fisicoil Medicoil Politicol'Economicoil Moralel'Astronomol'Astrologoil GeometrailCosmografoil Musicoil Prospettivol'Aritmeticoil Poetal'Oratoreil Pittoreil Scultore. Sotto Amoresta il Genitariol'Educatoreil Vestiariol'Agricolal'Armentarioil PastoreilCicurarioil Gran Coquinario. Sotto Podestà ilStratagemmarioil Ferrariol'Armariol'Argentarioil Monetariol'IngegneroMastro spiaMastro cavallerizzoil Gladiatorel'Arteglieroil Frombolarioil Giustiziero. E tutti questi han liparticolari artefici soggetti.
Or qui hai da sapere che ognun ègiudicato da quello dell'arte sua; talché ogni capo dell'arteè giudicee punisce d'esiliodi frustadi vituperiodi nonmangiar in mensa communedi non andar in chiesanon parlar alledonne. Ma quando occorre caso ingiuriosol'omicidio si punisce conmorteed occhio per occhionaso per naso si paga la pena dellaparigliaquando è caso pensato. Quando è rissasubitaneasi mitiga la sentenzama non dal giudiceperchécondanna subito secondo la leggema dalli tre Principi. E s'appellapure al Metafisico per grazianon per giustiziae quello puòfar la grazia. Non tengono carcerise non per qualche ribello nemicoun torrione. Non si scrive processoma in presenza del giudice e delPotestà si dice il pro e il contra; e subito si condanna dalgiudice; e poi dal Potestàse s'appellail sequente dìsi condanna; e poi dal Sole il terzo dì si condannaos'aggrazia dopo molti dì con consenso del popolo. E nessunopuò morirese tutto il popolo a man comune non l'uccide; chéboia non hannoma tutti lo lapidano o brugianofacendo che essos'elegga la polvere per morir subito. E tutti piangono e pregano Dioche plachi l'ira suadolendosi che sian venuti a resecare un membroinfetto dal corpo della republica; e fanno di modo che esso stessoaccetti la sentenzae disputano con lui fin tanto che essoconvintodica che la merita; ma quando è cosa contra lalibertà o contra Dioo contra gli offiziali maggiorisenzamisericordia si esequisce. Questi soli si puniscono con morte; e quelche more ha da dire tutte le cause perché non deve morireeli peccati degli altri e dell'offizialidicendo quelli meritanopeggio; e se vincelo mandano in esilio e purgano la cittàcon preghiere e sacrifizi ed ammende; ma non però travaglianoli nominati.
Li falli di fragilità e d'ignoranza sipuniscono solo con vituperie con farlo imparare a contenersiequell'arte in cui peccòo altrae si trattano in modochepaiono l'un membro dell'altro.
Qui è da sapereche se unpeccatoresenza aspettare accusava da sé all'offizialiaccusandosi e dimandando ammendalo liberano dalla pena dell'occultopeccato e la commutano mentre non fu accusato.
Si guardano assaidalla calunnia per non patir la medesima pena. E perché semprestanno accompagnati quasici vuole cinque testimoni a convinceresenon si libera col giuramento il reo. Ma se due altre volte èaccusato da dui o tre testimonial doppio paga le pena.
Le leggison pochissimetutte scritte in una tavola di rame alla porta deltempiocioè nelle colonnenelle quali ci son scritte tuttele quiddità delle cose in breve: che cosa è Diochecosa è angeloche cosa è mondostellauomoecc.con gran salee d'ogni virtù la diffinizione. E li giudicid'ogni virtù hanno la sedia in quel locoquando giudicanoedicono: "Eccotu peccasti contra questa diffinizione: leggi";e così poi lo condanna o d'ingratitudine o di pigrizia od'ignoranza; e le condanne son certe vere medicinepiù chepenee di soavità grande.

Ospitalario:Or dire ti bisogna delli sacerdoti e sacrifizi e credenza loro.

Genovese:Sommo sacerdote è il Sole; e tutti gli offiziali sonsacerdotiparlando delli capied offizio loro è purgar leconscienze. Talché tutti si confessano a quellied essiimparano che sorti di peccati regnano. E si confessano alli tremaggiori tanto li peccati propriquanto gli strani in generesenzanominare gli peccatorie li tre poi si confessano al Sole. Il qualeconosce che sorti di errori corrono e sovviene alli bisogni dellacittà e fa a Dio sacrifizio ed orazionia cui esso confessali peccati suoi e di tutto il popolo publicamente in su l'altareogni volta che sia necessario per amendarlisenza nominar alcuno. Ecosì assolve il popoloammonendo che si guardi in quellierrorie confessa i suoi in publico e poi fa sacrifizio a Diochevoglia assolvere tutta la città ed ammaestrarla e difenderla.Il sacrifizio è questoche dimanda al popolo chi si volsacrificare per gli suoi membrie così un di quelli piùbuoni si sacrifica. E 'l sacerdote lo pone sopra una tavolache ètenuta da quattro funiche stanno a quattro girelle della cupolaefatta l'orazione a Dio che riceva quel sacrifizio nobile e voluntarioumano (non di bestie involuntariecome fanno i Gentili)fa tirar lefuni; e questo saglie in alto alla cupoletta e qui si mette inorazione; e li si dà da magnare parcamentesino a tanto chela città è espiata. Ed esso con orazioni e digiuniprega Dioche riceva il pronto sacrifizio suo; e cosìdopoventi o trenta giorniplacata l'ira di Diotorna a basso per leparti di fuore o si fa sacerdote; e questo è sempre onorato eben volutoperché esso si dà per mortoma Dio nonvuol che mora.
Di più vi stanno vintiquattro sacerdotisopra il tempioli quali a mezzanottea mezzodìla mattinae la sera cantano alcuni salmi a Dio; e l'offizio loro è diguardar le stelle e notare con astrolabi tutti li movimenti loro egli effetti che produconoonde sanno in che paese che mutazione èstata e ha da essere. E questi dicono l'ora della generazione e ligiorni del seminare e raccoglieree serveno come mezzani tra Dio egli uomini; e di essi per lo più si fanno li Soli e scrivenogran cose ed investigano scienze. Non vengono a bassose non permangiare; con donne non si impaccianose non qualche volta permedicina del corpo. Va ogni dì Sole in alto e parla con lorodi quel che hanno investigato sopra il benefizio della città edi tutte le nazioni del mondo. In tempio a basso sempre ha da esseruno che faccia orazione a Dioed ogni ora si mutacome noi facciamole quarant'oree questo si dice continuo sacrifizio.
Dopomangiare si rendon grazie a Dio con musicae poi si cantano gesti dieroi cristianiebreigentilidi tutte nazioniper spasso e pergodere. Si cantano inni d'amore e di sapienza e virtù. Sipiglia ognuno quella che più amae fanno alcuni balli sottoli chiostribellissimi. Le donne portano li capelli lunghiinghirlandati ed uniti in un groppo in mezzo la testa con unatreccia. Gli uomini solo un cerroun velo e berrettino. Usanocappelli in campagnain casa berrette bianche o rosse o variesecondo l'offizio ed arte che fannoe gli officiali piùgrandi e pompose.
Tutte le cose loro son quattro principalicioèquando entra il sole in Arietein Cancroin Librail Capricorno; efanno gran rappresentazioni belle e dotte; ed in ogni congiunzione edopposizione di luna fanno certe feste. E nelli giorni che fondaro lacittà e quando ebbero vittoriafanno il medesimo con musicadi voci feminine e con trombe e tamburi ed artiglierie; e li poeticantano le laudi delli più virtuosi. Ma chi dice bugia inlaude è punito; non si può dir poeta chi finge menzognatra loro; e questa licenza dicono che è ruina del mondochetoglie il premio alle virtù e lo dona altrui per paura oadulazione.
Non si fa statua a nullose non dopo che more; mavivendosi scrive nel libro delli eroi chi ha trovato arti nove osecreti d'importanzao fatto gran benefizio in guerra o pace alpublico.
Non si atterrano li corpi mortima si bruggiano perlevar la peste e per convertirsi in fuococosa tanto nobile e vivache vien dal sole ed a lui tornae per non restar sospettod'idolatria. Restano pitture solo o statue di grand'uominie quelleche mirano le donne formoseche s'applicano all'uso della razza.
L'orazioni si fan alli quattro angoli del mondo orizzontalie lamattina prima a levantepoi a ponentepoi ad austropoi asettentrione; la sera al riversoprima a ponentepoi a levantepoia settentrionepoi ad austro. E replicano solo un versoche dimandacorpo sano e mente sana al loro ed a tutte le gentee beatitudineeconclude: "come par meglio a Dio." Ma l'orazioneattentamente e lunga si fa in cielo; però l'altare ètondo e in croce spartitoper dove entra Sole dopo le quattrorepetizionie prega mirando in suso. Questo lo fan per granmisterio. Le vesti pontificali son stupende di bellezza e disignificato a guisa di quelle d'Aron.
Distinguono li tempisecondo l'anno tropiconon sidereoma sempre notano quanto anticipaquesto di tempo. Credono che il sole cali a bassoe peròfacendo più stretti circoli arriva alli tropici ed equinoziche l'anno passato; o vero pare arrivareché l'occhiovedendolo più basso in obliquolo vede prima giungere edobliquare. Misurano li mesi con la luna e l'anno con il sole; e perònon accordano questa con quello fino alli diciannove anniquando puril capo del Drago finisce il suo corso; del che han fatto novaastronomia. Laudano Tolomeo ed ammirano CopernicobenchéAristarco e Filolao prima di lui; ma dicono che l'uno fa il conto conle pietrel'altro con le favema nullo con le stesse cose contatee pagano il mondo con li scudi di contonon d'oro. Però essicercano assai sottilmente questo negozioperché importa asaper la fabbrica del mondoe se perirà e quandoe lasostanza delle stelle e chi ci sta dentro a loro. E credono esservero quel che disse Cristo delli segni delle stellesole e lunaliquali alli stolti non pareno verima li veniràcome ladro dinotteil fin delle cose. Onde aspettano la renovazione del secoloeforsi il fine. Dicono che è gran dubbio sapere se 'l mondo fufatto di nulla o delle rovine d'altri mondi o del caos; ma parverosimile che sia fattoanzi certo. Son nemici d'Aristotilel'appellano pedante.
Onorano il sole e le stelle come coseviventi e statue di Dio e tempi celesti; ma non l'adoranoe piùonorano il sole. Nulla creatura adorano di latriaaltro che Dioeperò a lui serveno solo sotto l'insegna del solech'èinsegna e volto di Dioda cui viene la luce e 'l calore ed ognialtra cosa. Però l'altare è come un sole fattoe lisacerdoti pregano Dio nel sole e nelle stellecom'in altarie nelcielocome tempio; e chiamano gli angeli buoni per intercessorichestanno nelle stellevive case loroe che le bellezze sue Dio piùle mostrò in cielo e nel solecome suo trofeo e statua.
Negano gli eccentrici ed epicicli di Tolomeo e di Copernico;affermano che sia un solo cieloe che li pianeti da sé simovano ed alzinoquando al sole si congiungeno per la luce maggioreche riceveno; e abbassino nelle quadrature e nell'opposizioni peravvicinarsi a lui. E la luna in congiunzione ed opposizione s'alzaper stare sotto il sole e ricever la luce in questi siti assai che lasublima. E per questo le stellebenché vadano sempre dilevante in ponentenell'alzare paion gir a dietro; e così siveggonoperché il stellato cielo corre velocemente inventiquattr'oreed esse ogni dìcamminando menorestano piùa dietro; talchésendo passate dal cielopaion tornare. Equando son nell'opposito del solepiglian breve circolo per labassezzaché si inchinano a pigliar luce da luie peròcaminano inante assai; e quando vanno a par delle stelle fissesidicon stazionari; quando più velociretrogradisecondo livolgari astrologi; e quando menodiretti. Ma la lunatardissima ein congiunzione ed opposizionenon par tornarema solo avanzareinanti pocoperché il primo cielo non è tanto piùdi lei veloce allora c'ha lume assai o di sopra o di sottoonde nonpar retrogradama solo tarda indietro e veloce inanti. E cosìsi vede che né epicicliné eccentrici ci voleno afarli alzare e retrocedere. Vero è ch'in alcune parti delmondo han consenso con le cose sopracelestie si fermanoe peròdiconsi alzar in eccentrico.
Del sole poi rendono la causafisicache nel settentrione s'alza per contrastar la terradoveessa prese forzamentre esso scorse nel meriggequando fu ilprincipio del mondo. Talché in settembre bisogna dire che siastato fatto il mondocome gli Ebrei e Caldei antiquinon limoderniescogitaro: e cosìalzando per rifar il suosta piùgiorni in settentrione che in austroe par salire in eccentrico.
Tengono dui princìpi fisici: il sole padre e la terramadre; e l'aere essere cielo impuroe 'l fuoco venir dal solee 'lmar essere sudore della terra liquefatta dal sole e unir l'aere conla terracome il sangue lo spirito col corpo umano; e 'l mondoessere animal grandee noi star intra luicome i vermi nel nostrocorpo; e però noi appartenemo alla providenza di Dioe nondel mondo e delle stelleperché rispetto a loro siamocasuali; ma rispetto a Diodi cui essi son stromentisiamoantevisti e provisti; però a Dio solo avemo l'obligo disignoredi padre e di tutto.
Tengono per cosa certal'immortalità dell'animae che s'accompagnimorendoconspiriti buoni o reisecondo il merito. Ma li luoghi delle pene epremi non l'han tanto per certi; ma assai ragionevole pare che sia ilcielo e i luochi sotterranei. Stanno anche molto curiosi di sapere sequeste sono eterne o no. Di più son certi che vi siano angelibuoni e tristicome avviene tra gli uominima quel che saràdi loro aspettano avviso dal cielo. Stanno in dubbio se ci sianoaltri mondi fuori di questoma stimano pazzia dir che non ci sianienteperché il niente né dentro né fuori delmondo èe Dioinfinito entenon comporta il niente seco.
Fanno metafisici princìpi delle cose l'entech'èDioe 'l nientech'è il mancamento dell'esserecomecondizione senza cui nulla si fa: perché non se faria sifossedunque non era quel che si fa. Dal correre al niente nasce ilmale e 'l peccato; però il peccatore si dice annichilarsi e ilpeccato ha causa deficientenon efficiente. La deficienza èil medesimo che mancanzacioè o di potere o di sapere o divoleree in questo ultimo metteno il peccato. Perché chi puòe sa ben faredeve volereperché la volontà nasce daloroma non e contra. Qui ti stupisci ch'adorano Dio inTrinitatedicendo ch'è somma Possanzada cui procede sommaSapienzae d'essi entrambisommo Amore. Ma non conosceno le personedistinte e nominate al modo nostroperché non ebberorevelazionema sanno ch'in Dio ci è processione e relazionedi sé a sé; e così tutte cose compongono dipossanzasapienza ed amorein quanto han l'essere; d'impotenzainsipienza e disamorein quanto pendeno dal non essere. E per quellemeritanoper queste peccanoo di peccato di natura nelli primiod'arte in tutti tre. E così la natura particolare pecca nelfar mostri per impotenza o ignoranza. Ma tutte queste cose son inteseda Dio potentissimosapientissimo ed ottimoonde in lui nullo entepecca e fuor di lui sì; ma non si va fuor di luise non pernoinon per luiperché in noi la deficienza èin luil'efficienza. Onde il peccare è atto di Dioin quanto haessere ed efficienza; ma in quanto ha non essere e deficienzanelche consiste la quidità d'esso peccare è in noich'alnon essere e disordine decliniamo.

Ospitalario:Ohcome sono arguti!

Genovese:S'io avesse tenuto a mentee non avesse pressa e pauraio tisfondacaria gran cose; ma perdo la navese non mi parto.

Ospitalario:Per tua fédimmi questo solo: che dicono del peccato d'Adamo?

Genovese:Essi confessano che nel mondo ci sia gran corruttelae che gliuomini si reggono follemente e non con ragione; e che i buoni patenoe i tristi reggono; benché chiamano infelicità quellaloroperché è annichilirsi il mostrarsi quel che nonseicioè d'esser red'essere buonod'esser savioe nonesser in verità. Dal che argomentano che ci sia stato granscompiglio nelle cose umanee stavano per dire con Platoneche licieli prima giravano dall'occasolà dove mo è illevantee poi variano. Dissero anco che può essere chegoverni qualche inferior Virtùe la prima lo permettamaquesto pur stimano pazzia. Più pazzia è dire che primaresse Saturno benee poi Giovee poi gli altri pianeti; maconfessano che l'età del mondo succedono secondo l'ordine dipianetie credeno che la mutanza degli assidi ogni mille anni omille seicento variano il mondo. E questa nostra età par chesia di Mercuriosi bene le congiunzioni magne l'intravarianoel'anomalie han gran forza fatale.
Finalmente dicono ch'èfelice il cristianoche si contenta di credere che sia avvenuto peril peccato d'Adamo tanto scompiglioe credono che dai padri a' figlicorre il male più della pena che della colpa. Ma dai figli alpadre torna la colpaperché trascuraro la generazionelafecero fuor di tempo e luocoin peccato e senza scelta di genitorie trascuraro l'educazioneché mal l'indottrinaro. Peròessi attendeno assai a questi due puntigenerazione ed educazione; edicono che la pena e la colpa redonda alla cittàtanto de'figliquanto de' padri; però non si vedeno bene e par che ilmondo si regga a caso. Ma chi mira la costruzione del mondol'anatomia dell'uomo (come essi fan de' condannati a morte;anatomizzandoli) e delle bestie e delle piantee gli usi delle partie particelle loroè forzato a confessare la providenza di Dioad alta voce. Però si deve l'uomo molto dedicare alla verareligioneed onorar l'autor suo; e questo non può ben farechi non investiga l'opere sue e non attende a ben filosofaree chinon osserva le sue leggi sante: "Quel che non vuoi per te nonfar ad altrie quel che vuoi per te fa' tu il medesimo." Dalche ne segueche si dai figli e dalle genti noi onor cercamoalliquali poco damoassai più dovemo noi a Dioda cui tuttoricevemoin tutto siamo e per tutto. Sia sempre lodato.

Ospitalario:Se questiche seguon solo la legge della naturasono tanto vicinial cristianesimoche nulla cosa aggiunge alla legge naturale si noni sacramentiio cavo argumento di questa relazione che la vera leggeè la cristianae chetolti gli abusisarà signoradel mondo. E che però gli Spagnuoli trovaro il resto delmondobenché il primo trovatore fu il Colombo vostrogenoveseper unirlo tutto ad una legge; e questi filosofi sarantestimoni della veritàeletti da Dio. E vedo che noi nonsappiamo quel che facemoma siamo instromenti di Dio. Quelli vannoper avarizia di danari cercando nuovi paesima Dio intende piùalto fine. Il sole cerca strugger la terranon far piante ed uomini;ma Dio si serve di loro in questo. Sia laudato.

Genovese:Ohse sapessi che cosa dicono per astrologia e per l'istessi profetinostri ed ebrei e d'altre genti di questo secolo nostroc'ha piùstoria in cento anni che non ebbe il mondo in quattro mila; e piùlibri si fecero in questi cento che in cinque mila: e dell'invenzionistupende della calamita e stampe ed archibugigran segni dell'uniondel mondo; e comestando nella triplicità quarta l'asside diMercurio a tempo che le congiunzioni magne si faceano in Cancrofecequeste cose inventare per la Luna e Marteche in quel segno valenoal navigar novonovi regni e nove armi. Ma entrando l'asside diSaturno in Capricornoe di Mercurio in Sagittarioe di Marte inVerginee le congiunzioni magne tornando alla triplicitàprima dopo l'apparizion della stella nova in Cassiopeasaràgrande monarchia novae di leggi riforma e d'artie profeti erinovazione. E dicono che a' cristiani questo apporteràgrand'utile; ma prima si svelle e mondapoi s'edifica e pianta.
Abbi pazienzache ho da fare.
Questo sappic'han trovatol'arte del volareche sola manca al mondoed aspettano un occhialedi veder le stelle occulte ed un oricchiale d'udir l'armonia dellimoti di pianeti.

Ospitalario:Oh! oh! oh! mi piace. Ma Cancro è segno feminile di Venere edi Lunae che può far di bene?

Genovese:Essi dicono che la femina apporta fecondità di cose in cieloe virtù manco gagliarda rispetto a noi aver dominio. Onde sivede che in questo secolo regnaro le donnecome l'Amazoni tra laNubbia e 'l Monopotapae tra gli Europei la Rossa in TurchialaBona in PoloniaMaria in OngheriaElisabetta in InghilterraCatarina in FranciaMargherita in Fiandrala Bianca in ToscanaMaria in ScoziaCamilla in Roma ed Isabella in Spagnainventricedel mondo novo. E 'l poeta di questo secolo incominciò dalledonne dicendo: "Le donnei cavalierl'armi e l'amori." Etutti son maledici li poeti d'ogge per Marte; e per Venere e per laLuna parlano di bardascismo e puttanesmo. E gli uomini si effemminanoe si chiamano "Vossignoria"; ed in Africadove regnaCancrooltre l'Amazonici sono in Fez e Marocco li bordelli deglieffeminati publicie mille sporchezze.
Non però restòper esser tropico segno Cancro ed esaltazion di Giove ed apogìodel Sole e di Marte trigonosì come per la Luna e Marte eVenere ha fatto la nova invenzion del mondo e la stupenda maniera digirar tutta la terra e l'imperio donnescoe per Mercurio e Marte eGiove le stampe ed archibugidi non far anche de leggi granmutamento. Ché del mondo nono e in tutte le marine d'Africa eAsia australi è entrato il cristianesimo per Giove e Soleedin Africa la legge del Seriffo per la Lunae per Marte in Persiaquella d'Allerenovata dal Sofìcon mutarsi imperio in tuttequelle parti ed in Tartaria. Ma in GermaniaFrancia ed Inghilterraentrò l'eresia per esser esse a Marte ed alla Luna inchinate;e Spagna per Giove ed Italia per il Solea cui sottostannoperSagittario e Leonesegni lororestaro nella bellezza della leggecristiana pura. E quante cose saran più di mo inanzie quantoimparai da questi savi circa la mutazion dell'assidi de' pianeti edell'eccentricità e solstizi ed equinozi ed obliquitatiepoli variati e confuse figure nello spazio immenso; e del simboloc'hanno le cose nostrali con quelle di fuori del mondo; e quantoseque di mutamento dopo la congiunzion magna e l'eclissiche sequenodopo la congiunzion magna in Ariete e Librasegni equinozialiconla renovazione dell'anomaliefaran cose stupende in confirmar ildecreto della congiunzion magna e mutar tutto il mondo e rinovarlo!
Ma per tua fénon mi trattener piùc'ho da fare.Sai come sto di pressa. Un'altra volta.
Questo si sappiche essitengon la libertà dell'arbitrio. E dicono chese in quarantaore di tormento un uomo non si lascia dire quel che si risolvetaceremanco le stelleche inchinano con modi lontaniponnosforzare. Ma perché nel senso soavemente fan mutanzachisegue più il senso che la ragione è soggetto a loro.Onde la costellazione che da Lutero cadavero cavò vaporiinfettida' Gesuini nostri che furo al suo tempo cavò odoroseesalazioni di virtùe da Fernando Cortese che promulgòil cristianesimo in Messico nel medesimo tempo.
Ma di quanto èper sequire presto nel mondo io te 'l dirò un'altra fiata.
L'eresia è opera sensualecome dice S. Paoloe le stellenelli sensuali inchinano a quellanelli razionali alla vera leggesanta della prima Raggionesempre laudanda. Amen.

Ospitalario:Aspettaaspetta.

Genovese:Non possonon posso.

FINE