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ItaloSvevo

(EttoreSchmitz)





TERZETTOSPEZZATO



Fantasiain un atto





PERSONAGGI


Clelia

Ilmarito

L'amante



L'attosi svolge in un salotto finemente ammobiliato. Si vede peròch'è poco usato. Le sedie sono accumulate in un canto a destradello spettatore. Nell'altro cantopure fuori di postoun sofà.Al proscenio a destra una poltrona club. Due porte: Una difondo ed una a sinistra dello spettatore.






SCENAPRIMA

Ilmarito e L'amante



Ilmarito e l'amante. Ambedue sui trent’anni circa e tutt'e duevestiti a lutto.



Ilmarito. La cena non era male.

L'amante(poco d'accordo). Si mangia tuttavia.

Ilmarito. Anche le ore passate saranno per me indimenticabili.Ella non era con noima la speranza di rivederla bastava a dar lucea quella solitudine. (Guarda l'orologio.) Ho mangiato un po'troppo presto e me ne risento. Mi pareva che mangiando presto facevocamminare piú celermente il tempo.

L'amante(stringendosi nelle spalle). Come vivi nelle tue illusioni.Iodavverot'invidio.

Ilmarito. Illusioni? Sappi che io ho la certezza ch'essa verrà.Non ti raccontai ancora tutto. Dopo la lettura di quel libroierserasubitomi misi ad evocarla. Anelavo di rivederla. Le domandai unsegno tangibile ch'essa mi stava accanto. La pregai: Toccami ilbraccio… quie designai esattamente il posto ove volevo ch'essatoccasse. Ebbene: Dopo pochi istanti d'intensa meditazione ricevettiproprio su quel punto un colpo che per poco non mi fece perderel'equilibrio.

L'amante.Si sente raccontare ogni giorno di casi d'illusioni simili.

Ilmarito. Illusioni? Guarda qui. (Denuda il braccio.)Vedi che botta? Ha tutti i colori dell'iride.

L'amante.Sarai cadutoti sarai fatto male su uno dei tuoi mobilimastodontici.

Ilmarito. Ma no! Ne sono certo!

L'amante.E si limitò a darti quella legnata? Non arrivaste a parlarvi?

Ilmarito. Noi due siamo amici da tanti anni che voglio esseresincero con te. Io invocavo con tutta tranquillità lo spettrodi mia mogliema è certo che il mio coraggio era dovuto allaconvinzione di fare opera vana. Quando mi giunse quel messaggio anchetroppo chiaro ch'essa sarebbe venuta… vuoi crederlo?… ebbipaura. (L'amante ride.) Non ridere te ne prego!

L'amante(ridendo sgangheratamente). Scusa… solo un momento. E tuamoglie… starebbe tranquilla nella tomba… ma tu la chiami…essa viene… e tu hai paura. Che idea si sarà fatta deltuo affetto. Ammettendo ancheper un istantech'essa fosse stata inprocinto di venireoraoffesanon verrà piú.

Ilmarito. Io credo che i morti capiscano tutto. Da viva avevaanch'essa tanta paura degli spettri. Guarda! Ricordo persino che unavolta scherzando le dissi che dopo morto sarei venuto a trovarla ech'essa divenne subito pallida a quell'idea. Volle che sul serio lepromettessi di lasciarla in pace quando fossi morto prima di lei.Dunque dinanzi a lei non ho da vergognarmi della mia paura. Miperdonerà! (Guarda per la seconda volta l'orologio e loripone.) Io credo che se tu mi resti da canto io non avròpaura. Pensai a te perché per te era quasi una sorella.

L'amante(con tristezza). Certocerto! Io la consideravo quale unasorella. Purtroppo non so avere la fede che hai tu. I morti sonomorti e dànno ancora meno peso a noi di quanto noi diamo loro.

Ilmarito. Non discutiamo ora che siamo in procinto di provare.Da te non domando altro che serietà. Hai capito bene leistruzioni? Di qui a dieci minuti siederemo ai due canti dellastanza. Prenderemo ambedue una posizione comoda come se volessimodormire e penseremo invece intensamente a lei. Le istruzioni diconodi non dirigerle alcun ordine. No! Penseremovivremo come se essafosse qui. Io me la figurerò come se la tenessi qui sul miocuore. Tu te la figurerai… (L'amante presta grandeattenzione.) Anche tu te la figurerai fra le mie braccia.

L'amante.Io non l'ho mai vista fra le tue braccia.

Ilmarito. Ebbene! Mi farai il piacere di pensarla cosí.

L'amante.Non ti fa niente ch'io me la rappresenti come ero uso di vederla franoi due quando ci offriva il caffè dopo pranzo? Mi sarebbe piúfacile di pensare a lei cosí.

Ilmarito. No! La prova riuscirà piú facilmenteevocandola col pensiero ad un istante piú serio della suavita. Ricordi quando fui ammalato ed ella in tua presenza mi passavala mano sulla testa scottante?

L'amante(commosso). Ricordoricordo quell'epoca. Tu eri esiliato inun letto. Ricordoricordo…

Ilmarito. Ebbene! Figuratela cosí accanto al mio lettodi dolore.

L'amante.Ti toccava la testa per vedere se avevi la febbre.

Ilmarito. Sí! Devi figurartela in quel momento tantoserio della sua vita. Puoi immaginare che in quel momento il suocuore di moglie amante batteva all'idea di vedermi ammalare. Il suospirito sarà potentemente evocato a quel ricordo.

L'amante(un po' spazientito). Insomma farò in modo di pensarlain un momento serio della sua vita. Non in quello che dici tu perchéricordo ch'essa trovò fresca la tua testa e subito rise e tiderise.

Ilmarito. Dovrestialmenodirmi in quale posizione vuoifigurartela perché se tu non puoi aiutare il mio pensiero iopossa almeno collaborare al tuo.

L'amante(imbarazzato). E dev'essere una posizione seria? È unacosa difficile perché - a dire il vero - fino alle smorfie chele fece fare l'agoniaio la vidi sempre ridere e sorridere. Fu lagioia della tua vita e anche di tutti coloro che frequentavano questacasa. Però ciò ridonda a tutto tuo onore.

Ilmarito. Tu non la ricordi bene! Il suo fondo era sempreserio. La superficie soltanto rideva e sorrideva.

L'amante.Ma perché discutere? Io sono qui per esserti utile. Dunquepenserò tua moglie nel modo che vuoifra le tue braccia.

Ilmarito. Grazie! Cosí la prova non può fallire.Essa sa che dopo due mesi io sono ancora tutto col pensiero a lei. Sache ogni giorno dopo Borsa vado al cimitero a salutarla.

L'amante(con slancio). E non faresti meglio di accontentarti di quellapietra e non fare questa prova che mi pare persino offensiva per lei?(Disdegnato.) Io me ne vado.

Ilmarito (spaventato). Hai paura anche tu?

L'amante.Paura? Un certo genere di paura l'ho ed è di apparireridicolo.

Ilmarito. Tu vuoi ingannarmi! Hai paura! Vuoi sottrarti allaprova con miseri pretesti. Come potresti apparire ridicolo per avermiaiutato in una prova mia? Il ridicolo può colpire me soltanto.

L'amante(scosso). È vero! Io non c'entro.

Ilmarito. Dunque resta! Se tu te ne vai io non resto qui solo.Vado a dormire in un albergo. Non saprei restare in una casa oveattesi uno spirito. E per colpa tua tutte le ansie che oggi soffersisarebbero vane e dovrei domani ricominciare da capo.

L'amante.Povero amico mio! Il dolore ti ha fatto dar di volta al cervello. Nonti accorgi da te che farnetichi?

Ilmarito. E sia! Farnetico! Ma tu mi devi tolleranza anche sefarnetico. Me la devi. Finché in questa casa c'era la gioia tune eri partecipe. Io e leila povera Clelianon avevamo l'occasionedi un solo passatempo senza pensare a te. Talvolta essa mi diceva: Maperché invitarlo? Non possiamo star soli una buona volta?

L'amante(con stizza). Davvero diceva cosí?

Ilmarito (bonario). Non che ti volesse malesai. Anzitutt'altro. Te lo assicuro. Ma un celibe come te non puòsapere come si desideri talvolta fra marito e moglie restare soli.Capirai!

L'amante.Io ho sempre sentito dire che il male del matrimonio èprecisamente il contrario cioè che marito e moglie restinosoli troppo spesso e troppo a lungo.

Ilmarito (amaramente). Troppo spesso e troppo a lungo!

L'amante(commosso). Viacalmati!

Ilmarito (guarda l'orologio). Com'è lenta questamacchina. (Attaccandosi al braccio dell'amico.) E mi promettidi restar serio fino in ultimo? Se la cosa è fatta con serietàdeve riuscire! Ho piacere che anche tu sia in lutto… Scusa! Unparente forse?

L'amante.Sí! ma lontanissimo!

Ilmarito. T'ha lasciati dei denari?

L'amante.Miserie!

Ilmarito (ritornando alla sua idea dominante). Dunqueserietà? Me lo prometti?

L'amante.Ma sí! Giacché lo vuoi! S'intende che lo faccio senzaconvinzione e solo per compiacerti. Di meperciònon sipotrà mai ridere.

Ilmarito. Chi potrà ridernechi ne saprà qualchecosa? Se essa non viene certo non ne parleremo con nessuno. E se essaviene… Ma che pensi? Ti pare ch'essa stessa si faccia beffe dinoi?

L'amante(seccato). Ma non dico questo! Se anche l'avessi credutacapace di farsi beffe di noi da viva… Che diamine! La morterende serii!

Ilmarito (con stizza). Te lo ripeto! Tu non laconoscevi! Per convincerti quanto essa fosse in fondo seriaavrestidovuto conoscerla nei primi anni del nostro matrimonio. Era tantogiovine eppure era anche troppo seria. La mia posizione non eraancora bene stabilita. Avevo dei pensieri di cui la rendevopartecipe. Ebbi torto e me ne accorgo.

L'amante.Perché vai a rammaricarti cosí? Sei stato un ottimomaritotu! Vorrei poter dire altrettanto di me… se fossi statosposato ed ora fossi vedovo.

Ilmarito. Quante eventualità!

L'amante.Lo dico per rattristarmi e mettermi nello stato d'animo che occorrealla tua esperienza.

Ilmarito. Vi sei già! Io ti trovo serioanzi triste!Quasi eccessivamente! Finirai coll'impressionarmi anche di piú!

L'amante.Certo! Se io fossi vedovosono sicuro che dovrei avere dei rimorsi.Io le donne non le posso soffrire. Parlo naturalmente di quelle checonosco io. Quando le attendi non vengono mai e quando son venute nonvanno mai via. Di' la verità! Con me puoi essere sincero! Maiti avvenne di augurarti che tua moglie da una dolce forza imperiosache non le torcesse un capello fosse trasportata lontano da teperesempio sul Monte Bianco?

Ilmarito. Come sei crudele! Un simile augurio! Mai e poi mai!

L'amante.Protesti cosí perché hai paura dello spettro di tuamoglie.

Ilmarito. Te ne pregonon dire cosí. Giuro che nondesiderai giammai che mia moglie si fosse allontanata da me!

L'amante.Perciò sei fatto in modo diverso di me. È quello chesospettavo. Iovediamo talvolta di avere la mia donna a cena. Maaverla ogni giorno con meanche a pranzo…

Ilmarito. Tudisgraziatonon hai conosciuto che certe donne!

L'amante(pensieroso). Giàsoltanto certe donne. Credo peròche tutte per me somiglierebbero un poco. Non parlo naturalmentedella povera signora Cleliatua moglie.

Ilmarito (agitatissimo). Io ti leggo fino in fondoall'anima: eccettui Clelia perché hai paura del suo spettro.

L'amante(rassegnato). Sísolo per questo!

Ilmarito. E allorase ambedue abbiamo paurate ne pregolasciami stare. Io credevo che tu fossi piú coraggioso!

L'amante.Non credere ch'io abbia paura. Ora insisto io di farequest'esperimento. Sto scrivendo qualche cosa per cui tale esperienzapuò essermi utile. Andiamo!

Ilmarito. Ma sarai coraggioso? Eventualmente mi difenderai?

L'amante.Non t'ho assistito sempre quando ho potuto?

Ilmarito (dopo di aver guardato l'orologio). Ecco l'ora.Tu siederai su quella poltrona. Io mi sdraierò su quel sofà.(Si getta sul sofà in fondo alla scena; chiude gli occhi eresta immobile. Dopo qualche secondo apre le braccia.) Qui!Clelia!

L'amante(resta lungamente a guardarlo sdegnoso. Poi si sdraia sullapoltrona. Dopo qualche tempo chiude anche lui gli occhi e mormora).Oh! Clelia!

Ilmarito (si erge spaventato). Chi ha parlato?

L'amante(resta immobile a sognare mentre il marito in piedi resta aguardarlo. Quando il marito sta per avviarsi al suo sofàl'amante spalancando le braccia grida). Ma insommaCleliavienivieni!

Ilmarito (esterrefatto). Che dici?

L'amante(ritorna in sé). Chi è?

Ilmarito. Tu sei pazzo!

L'amante(totalmente rinvenuto). Che cosa ho detto?

Ilmarito (fuori di sé). Oh! Basta! Basta!L'esperimento è finito.

L'amante.Ma vediamo! Saresti ora geloso di uno spettro e per di piú diuno spettro che non viene?

Ilmarito. Taci! Non parlarmene piú. Usciamo di qui?

L'amante.Hai paura?

Ilmarito. No! No! Voglio dimenticare quello che ho udito. Mifece troppo male! (Quasi piangendo.)

L'amante(veramente accorato). Via! A quelle mie parole non devi dareun peso che non meritano. Evocavo! Evocavo con tanta…coscienziosità che alla fine mi parve di evocare per contomio. Giàquando si chiama nel buio risponde chi c'è etalvolta chi non c'è. A me rispose una donna miaben mia epurtroppo non c'era neppure lei. Si chiama non Cleliama Clara. Sedissi il nome di tua moglie ciò avvenne perché nellamia incoscienza ero sempre accompagnato dal proposito di evocare perconto tuo.

Ilmarito. Non ti credo! (Poidopo una pausa.) Di' laverità: tu desideravi Clelia. Confessalo! Se l'hai giàconfessato.

L'amante.Mi sembrerebbe di offenderti negandolo. Del resto io desidero moltedonnedirei anzi quasi tutte. È il modo mio di odiarle perchéme ne danno motivo. (Con esagerata umiltà.) Non nevogliono sapere di me.

Ilmarito. Ora capisco l'invincibile avversione che Clelia avevaper te. Era inutile ch'io le parlassi delle tue buone qualità.Essa non ne voleva sapere di te. Sentiva il tuo turpe desiderio e neera offesa. Non me lo disse maite lo assicuro! Ma ora intendoperché tanto fece per allontanarti da noi. Le facevi schifo!

L'amante(offeso). Schifo? Via esageri un po'!

Ilmarito (sempre piú accanito). Sí!Schifo! Ed ioimbecilleche lottavo per toglierle un'avversione cheritenevo non fondata.

L'amante(è in procinto di parlarepoi si pente epiúcalmodice). Già ai morti si possono attribuire gli odiie gli amori che si vogliono. Essi non ci sono e non possonoprotestare.

Ilmarito. Ma io posso darti le prove di quanto ti dico. Hodelle lettere di Clelia da cui trapela chiara la sua antipatia perte. Domani te le farò vedere.

L'amante(beffardo). Puoi tenerle per te!

Ilmarito. Giacché non mi credi vado a prenderle subito.(Si avvia.)





SCENASECONDA

ApparisceClelia e Detti

Lampodi polvere di resina.



Clelia(a voce alta). Vergognatevi!

Ilmarito. Che è ciò? Clelia! Lo spettro! Noi nonti chiamavamo piú! (Cerca di fuggirearriva al sofàin fondo e vi cade svenuto.)

L'amante.Non lasciarti truffare. È un trucco! Ma fatto tanto bene chenon so adirarmene.

Clelia.Ascoltami te ne prego. Egli è svenuto e vorrei parlare con teprima ch'egli rinvenga.

L'amante(ridendo). Prendi la tua parte proprio sul serio! Anch'iosainon rido. Che tu sia o non sia Clelia… (L'attiraaffannosamente a sé. Poidolorosamente.) Aria… aria.Sola aria… vestita.

Clelia(con tristezza). Si! Amavo tanto i vestiti ed ora non ho piúche quelli.

L'amante(si riprende a stento. Rasserenato parla con maggiore freddezza).Povera Clelia! Sono però tanto lieto di rivederti. (Va perabbracciarla e si ricrede.) Chissà? Forse il fatto diaverti rivista cosí basterà a darmi la quiete.

Clelia.È perciò che sono venuta.

L'amante.Già! Adesso appena so che quello che desideravo non esistepiú. Certo me ne deriverà la tranquillità.Eppoi… eppoi m'ha fatto piacere di rivederti. Perché franoi due c'era anche l'amicizia. Una veragrande amicizia. Mi fapiacere di ritrovarti in buona salute… se cosí si puòdire. Se sapessi quale disastro è stata per me la tua morte!Addio casaaddio famiglia…

Clelia.Famiglia altrui!

L'amante.E corro le vie della città in cerca di un'ideadi uninteresse…

Clelia.Di una donna.

L'amante.Non sei uno spettro tu? Non vedi nel mio cuore? E non sai perciòch'io ancora oggi non penso che a te?

Clelia.Lo sentolo sento… poverino!

L'amante(resta imbarazzato a guardare Clelia come se studiasse quello chepotrebbe farne. Poicon un sospiro va al marito). Che sia mortoanche lui?! Sarebbe un'adunanza allegra.

Clelia.No! No! È soltanto svenuto.

L'amante(accanto al sofà). Un po' d'acqua lo farebbe rinvenire.Non vuoi parlare con lui?

Clelia.Te ne pregonon litigare con mio manto ora che io non ci sono piú.

L'amante(guardandola con curiosità). È per questo chesei venuta?

Clelia.Sí! È per questo!

L'amante.Non sono mica stato io ad iniziare il litigio. Lui che voleva farmicredere ch'io ti abbia ispirato schifo. È lui che devi tenerein riga.

Clelia(con tristezza). Ambedue! Finché io ero viva la tuadiscrezione era tanto grande! Ricordi che ci fu un'epoca in cui iovolevo dividermi da lui per restare sempresempre con te? Fosti tuche me ne dissuadesti.

L'amante.Egli non sa quanto mi deve. Faglielo intendere tu perché nonsia tanto pretensioso.

Clelia.Sí! Voi uomini avete sempre diritto alla riconoscenza ditutti. Figurati che appena arrivata all'altro mondo trovai Augusto…

L'amante(amareggiato). Ah! Sei con lui?

Clelia(seccata). Uff! (Poi.) Voleva farmi credere chequell'altro mondo l'avesse riparato tutto lui da capo a fondo e cheprima non ci si poteva stare.

L'amante.E tu credesti a quel fatuo?

Clelia.Ma se siete fatti tutti cosí voialtri uomini. Il mio paradisol'hai fatto tul'ha fatto lui. E lui non sa che il suo paradisocaldocomodosarebbe stato sufficiente a farmi morire di noia senon ci fossi stato tu. E tu non ricordi ch'eri fatto in modo che miricevevi come una dea e mi congedavi come una ancella.

L'amante.Sí! Perché dicevi sempre delle cose che ripugnavanoall'uno o all'altro dei miei delicatissimi sensi.

Clelia.Sí! I tuoi sensi! Proprio quelli! Ma quando me ne andavo da tetrovavo pure un po' di conforto nell'affetto calmougualebenchéun po' brontolone di mio marito. Egli non vedeva in me né ladea né l'ancella. Qualche volta penso che avrei fatto megliodi restare onesta.

L'amante(gridando). Saresti morta lo stesso. La tua morte èstata la grandela sola disgrazia. Si andava tanto bene innanzi…

Clelia.Sarei mortama dopo morta sarei stata piú tranquilla. Eccoche se non accorro tu annebbi la mia dolce figura nell'animo di miomarito ed egli la guasta nel tuo. Ad una donna nelle mie condizioninon è dunque neppur permesso di morire?

L'amante.Magari non lo fosse! Ed io serbo rancore a costui anche perchéti lasciò morire. Poteva stare piú attento. Tuttidicono che la tua morte sia stata provocata da un'infreddatura che tifece prendere per avarizia. Non volle prendere una vettura dopo unballo…

Clelia.Non è vero! Lo giuro.

L'amante.E allora non posso averla che con te perché sei morta. Potevibadare un po' meglio alla tua salute. Che cosa non ho fatto io perdimenticarti! E finora la sofferenza è sempre la stessa.Ricordi che ti dicevo di aver cominciato un romanzoil miocapolavoro! Non sarà finito mai… se tu non ritorni tuttaintera.

Clelia.Eppure il Petrarca divenne poeta piú alto ancora dopo la mortedi Laura.

L'amante.Io da buon letterato italiano non lessi mai il Petrarcama conoscevoil fatto. Sembra che per lui Laura fosse tutt'altra cosa. Di me soche sto per giornate intere dinanzi alle mie cartelle e fumofumofumo. Eppoi ho da sopportare quel tuo marito che crede d'essere statoil solo a perdere per la tua morte…

Clelia.E che fa a te? Lasciagli quest'illusione.

L'amante.Non posso! Non posso! È piú forte di me. Questa gelosiaè ormai stupida. Ti mantiene ora luiforse? Io lo evito!Perché mi ricerca? E finirò con lo scoppiare (Abbassala voce perché gli pare che il marito si mova) e colraccontargli tutto. Ne avrò un grande alleggerimentoun'illusione che mi farà rivivere! Mi sembrerà d'esserestato scoperto in flagrante.

Clelia.Non farlo! Te ne prego!

L'amante.T'importa tanto? E allora dammi tu un'illusione maggiore. Come seiritornata cosí in apparenza(Supplice) ritorna intera.Dammi la vita e la quiete e la possibilità del lavoro.Scommetto che lo puoi… Fallo! Fallo!

Clelia.Sei pazzo!

L'amante.Non vuoi? E allora quiin tua presenzacome rinvienegli schiaffotutta la verità in faccia.

Clelia.Se si potessetuvolentierimi faresti uccidere.

L'amante.Adesso ho due ragioni di rancore con te. La prima è che seimorta e la seconda che vieni a stuzzicarmi in tale stato.

Clelia(accorata). Cosí non mi ti dimostrasti mai.

L'amante(furente). Né tu a me.

Clelia(dopo un istante di esitazione). Vorrei parlare con miomarito.

Ilmarito (rinvenendo). Dove sono?

Clelia.Fra persone che ti amano.

L'amante(ridendo rabbiosamente). Sí! Fra persone - se personepossono dirsi - che ti amano. Io vi lascio soli! Fra moglie e marito…(S'avvia.)

Ilmarito (rinvenendo del tutto). Te ne pregoamico mionon lasciarmi solo. Me l'hai promesso!

L'amante.Ma di che hai paura? Essa piuttosto passò un brutto quartod'ora. Se morivi dallo spavento ritornavi sul serio con lei. Vuoivedere come io tratti con questo spettro? (S'avvicina a Clelialaprende per una mano e le dice a bassa voce.) Senti! Se vuoirimettere la pace fra di noiritorna intera… col tuo cadavere.(Via.)





SCENATERZA

Ilmarito e Clelia



Ilmarito (tuttavia molto timido). Se sapessi quantopiacere m'ha fatto di rivederti dopo tanto tempo. Hai visto! Èdal piacere che sono svenuto.

Clelia.Sí! Poverino! Mi dispiace di averti fatto paura. Come sonofatte le cose umane. Chi t'avrebbe detto che avresti potuto averpaura di me?

Ilmarito (anche piú spaventato). Hai da lagnartidi me? Io t'ho trattata sempre col massimo riguardo. Ed ora non hopaura.

Clelia.Tu m'hai trattata sempre benissimo e non avresti alcuna ragione diaver paura. Mi pare però che tuttavia tremi. Vuoi che me nevada? lo non sono mica venuta per farti soffrire.

Ilmarito. Qui è molto oscuro. Ti darebbe fastidio seaccendessi qualche altra fiamma?

Clelia.Accomodati.

Ilmarito (eseguisce). Cosí tu non sei come queglialtri spiriti che spariscono alla luce? Ciò mi piace. Noi difamiglia siamo stati sempre sinceri e amanti della luce. Mi pare disentirmi meglio. (Sempre balbettando dalla paura.) Anelavamotanto di rivederci e… finalmente… ci rivediamo.

Clelia(impaziente). Il tempo corre! Presto devo andarmene.

Ilmarito. Davvero sei finalmente occupata? (Clelia ride.)Ridi? Dunque non c'è da aver paura (Veramente rinfrancato.)

Clelia(sorridendo). Mi ricorda il nostro primo incontro. Ancheallora tremavi.

Ilmarito. Sí. Lo ricordo anch'io.

Clelia.Poi ti rinfrancasti. In ultimo divenisti un po' imperioso. Parlastianche di menagère cosí che quando te ne andastidovetti ricorrere al vocabolario.

Ilmarito. Sai! Voialtre donne ci fate un po' di paura quandodobbiamo sposarvi. Con te non ci sarebbe stato bisogno di tanteraccomandazionima io allora non ti conoscevo.

Clelia(guardandolo con curiosità). Curioso che dovetti morireper essere giudicata cosí da te.

Ilmarito. No! Io sempre pensai cosí di te. Se non te lodissi è che speravo sempre di renderti migliore. Non si èmai contenti del bene e se tu non fossi morta tanto prematuramentechissà quanto buona saresti divenuta.

Clelia.Pare insomma che dopo la mia morte tu hai fatto delle tristiesperienze.

Ilmarito (esitante). Già! (Lieve pausa.)Devo dirlo però. In complesso si spende meno. Moltoma moltomeno.

Clelia.Stimo io. C’è anche una persona di meno.

Ilmarito. Magari si spendesse il doppio e tu fossi qui con me.Ma si spende tanto di meno come se dalla casa fossero sparite moltema molte persone.

Clelia.Eh! Via!

Ilmarito. Vuoi vedere i conti? Li ho chiusi iersera.

Clelia.No! No! Grazie! Ma spendendo di meno starai anche peggio.

Ilmarito. Certo! Si mangia male! Si spende poco ed io tuttaviaho la convinzione di essere derubato. Non ci baderei se ti avessiaccanto. Cosíinvecem'adiro.

Clelia.Vedi che non c'è modo di contentarti. Io sospetto che quellapovera Giovanna che dirige la casa non sappia fare i conti e tiregali del suo. Quasiquasi le apparirei per avvertirla.

Ilmarito (del tutto rinfrancato). Fammi il piacere dinon ingerirti in cose che piú non ti riguardano.

Clelia(offesa). Sto già ingerendomi di cose che piúnon mi riguardano. (S'avvia.)

Ilmarito. No! Te ne prego Clelia. Perdonami. Non volevooffenderti. Saisono tuttavia agitato all'idea di parlare con unospettro e forse perciò non uso le parole adatte.

Clelia.M'indirizzasti una parola che mi ricordò molto il modo comevenivo trattata quando ancora non ero uno spettro.

Ilmarito. Se sempre ti adorai!

Clelia(rabbonita). Sí! sí! Le cose piccole sonodimenticate. In complesso quasi sempre ebbi tutto quello che volli.

Ilmarito. E i miei rari rifiuti erano fatti a fine di bene.

Clelia.Non ne ebbi un grande vantaggio.

Ilmarito. Giàcome tutte le donnetu giudichi dalrisultato. Ma figurati checome sarebbe stato giusto perchésono piú vecchio di tefossi morto io pel primo e ti avessilasciata vedova! Non ti sarebbero state bene le mie lezioni dieconomia?

Clelia.Erano alquanto rudi quelle lezioni.

Ilmarito (avvilito). Capisco che m'hai amato poco. Ioinvecevado ogni giorno al cimitero per ricordarti sempresempre.

Clelia.Lo so! Sei molto gentile! Ma io come potrei dimostrarti il mioaffetto? Potrei augurarti la morte per essere subito riunita a te!

Ilmarito (come respingendo uno scongiuro). No! No!

Clelia.Vedi ch'è meglio io sia alquanto indifferente.

Ilmarito (ipocrita). Non è mica per mesai! Lavita di un uomo è molto piú importante che quella diuna donna! Se io morissi ne risulterebbe la rovina di tutti coloroche vivono e lavorano intorno a me. Sarebbe un disastrotel'assicuro. Un veroun grande disastro che mi fa rabbrividire. Certoper me sarebbe un grande piacere di venire con te. Ma che nedirebbero gli altri? Tu non sai quale sviluppo abbiano preso i mieiaffari. Sono il maggiore importatore di caffè del Regno.

Clelia.Guadagni molto?

Ilmarito (con importanza). In questa città visono pochissime case che facciano dei bilanci come il mio.Naturalmente… acqua in bocca. L'agente delle imposte non ne sanulla.

Clelia.Ed io ne so solo ora che sono morta. Quando morii la mia animacorreva traverso lo spazio e m'imbattei nei pensieri che tu avestinei pochi giorni in cui durò la mia malattia.

Ilmarito. Come? I miei pensieri giacciono cosí apertinello spazio? Quale indiscrezione!

Clelia.Sí! Ma non temere! Nessuno li guarda einosservatipoidileguano. Il dottore ti aveva detto: Pericolo non credo ci siamane avremo per alcuni mesi. Sarà un affare lunghissimo. Tusubito pensasti: La piccola bestiola… (Il marito protesta.)Proprio cosí: La piccola bestiola ammalata per tanto tempo!Vorrà avere ogni giorno un letto nuovo e quello alla ultimamoda.

Ilmarito. Non essere ingiustaClelia. Non ricordi come poi tiho assistita?

Clelia.Sí! Anche quell'asino di dottore quando ritornò dovetteaccorgersi che il cuore della bestiola era troppo debole e non potevareggere a tanto affanno. Te lo disse ed è vero che alloraavresti pagati diversi letti pur di non perdermi.

Ilmarito. E trovasti nello spazio anche tutta la miadisperazione.

Clelia.Sí! La via ne era addirittura ingombra.

Ilmarito. E posso credere che almeno in vita m'amavi o almenoamavi solo me.

Clelia.Che vuoi dire?

Ilmarito (scandendo le sillabe). Saidalla tua morte miderivarono due dolori: Il mio e quello di quel mio grande amico.

Clelia.M'hai chiamata qui per offendermi?

Ilmarito. Quell'uomo lí ha un contegno stranissimo.Sembrerebbe che la moglie l'abbia perduta lui. T'invocava con lebraccia aperte come s'invoca una moglie o una amante.

Clelia.Io non lo sentii. Accorsi solo alla tua chiamata. Rimasi stupita ditrovarlo qui.

Ilmarito. Queste sue manifestazioni mi stupirono. Pareva che tunon lo avessi amato molto. Dicevi che ti faceva schifo.

Clelia.È vero! Me ne pentoperò! Il poverino ch'era tantoaffezionato a noi due si sarebbe meritato un trattamento migliore daparte mia.

Ilmarito. E perché mette ora il lutto? Dice ch'èper quel suo lontano parente. Dove s'è visto piangere cosíun lontano parente che gli lasciò pochissimi denari? Chissàse poi questo lontano parente sia mai esistito!

Clelia.Di questo puoi essere sicuro. Lo vidi io… dall'altra parte.

Ilmarito. M'aveva inquietato anche il fatto che dacchétu sei mortaegli che m'aveva dimostrato tanto attaccamento finchéc'eri tubruscamente non si fece piú vivo. Dovetti pregarloper farlo intervenire a questa seduta spiritistica e ci venne amalincuore.

Clelia.Si capisce che in questa casa tenuta con tanta economia nessuno vengavolentieri. Dovresti sposarti e vedresti come ritornerebbe a te. Miduole di vederti in lizza col tuo miglior amico. Quello che al di lànon si perdona è di seminare zizzania. Ecco che senza miacolpa voi litigate causa mia e di ciò mi si serba rancore.

Ilmarito. Davvero? Io non lo sapevo. Se avessi saputo che imiei litigi ti danneggiavano io mai avrei litigato. Povera bestiolamia! Causa mia non avrai da soffrire mai piú. Io corro adabbracciarlo.

Clelia(tendendogli la mano). Addio! Io me ne vado.

Ilmarito. Un momentote ne prego; un solo momento. Adesso chea te mi sono abituato… Che cosa fai tutto il santo giorno?Adesso non hai piú né pelle né unghie danettare. Dici che sei occupata. Dirigi il mondotu?

Clelia.Io guardo!

Ilmarito. E guardando tu vedi tuttotutto?

Clelia(con tristezza). Moltomolto!

Ilmarito. SentiClelia. Hai visto con quale prontezza io misia deciso di accondiscendere alla tua domanda e di fare la pace conquel mio grande amico perché tu non ne abbia danno. Non micosta mica poco! È uno sforzo che non posso fare che per amoretuo. Non ti pare che io meriti un premio?

Clelia.Certo! Di tempo in tempo verrò a trovarti.

Ilmarito. Grazie! Mille grazie! Ma giusto oggi mi sarebbe diun'utilità enorme un'altra cosa. A te non costerebbe nullamentre a me potrebbe mutare addirittura la vita. Sai se avremo asubire un ulteriore aumento del caffè?

Clelia.Aumento? Ce n'è già piú di prima?

Ilmarito (iroso). Neppure dopo morta non capisci nientedi affari? Sei davvero un bello spettro tu! Lascia che ti spieghi epoi ti sarà facile di prendere delle informazioni. Devi sapereche la valorizzazione del caffè dipende esclusivamente…

Clelia(dolcemente). Lasciami andare!

Ilmarito. Ma sei testarda! Cerca d'intendermi. Hai conservatoquel caratteraccio che finché fosti viva formò la miainfelicità. Il prezzo del caffè è un fatto chedipende dal valore di pochi… (A Clelia che s'avvia.)Stammi a sentire! Da te dipende ora la fortuna di tutta la nostrafamiglia.

Clelia.Famiglia costituita da un individuo solo!

Ilmarito. E non mi consigliasti tu stessa di prendere moglie?(Clelia esce ridendo clamorosamente; il suo riso echeggialungamente e sparisce per la lontananza.)





SCENAQUARTA

Ilmarito e L'amante



Ilmarito (dopo un'esitazione si rimette e va ad aprire laporta di fondo). Sei stato a sentire?

L'amante(triste). No! Me ne sarei andato seper uscirenon avessidovuto passare per di qua e disturbarvi.

Ilmarito. Io le domandai un piacere semplicissimo. Me lorifiutò e se ne andò ridendosi di me. Queste sono lemogli del giorno d'oggi.

L'amante.Le domandasti il prezzo di domani del caffè?

Ilmarito. Come lo sai?

L'amante.Me lo immagino. Anch'io la pregai d'un piacere.

Ilmarito. D'affari?

L'amante.No! D'artenaturalmente.

Ilmarito. Rifiutò? Rifiutò persino consigli chenon hanno importanza? Che caratteraccio! Sai che se noi lo vogliamopossiamo costringerla di fare il nostro volere? Mi disse che lepremeva enormemente che noi due si andasse d'accordo. Io sospetto siaaccorsa solo per metter pace fra noi. Pare non si perdoni a chi haprovocati litigi. Pigliamola per quella parte. Facciamola soffrire.Dovrà pur finire col venire e fare il nostro volere.

L'amante(ammirato). Come siete intraprendenti voialtri commercianti!Che vuoi fare?

Ilmarito. Siamo subito decisi. Picchiamoci!

L'amante.Se non vuoi altro. (Si prendono a pugni.)

Ilmarito. Ahi! Tu picchi sodo! (In lontananza si senteecheggiare il riso dello spettro.) Malvagia creatura! Mi derididopo quello che ho fatto per te. Ma io in cimitero non ci vado piú!



CALALA TELA



**************

APPENDICE

Modifichee ripensamenti



Clelia(dolcemente). Lasciami andare.

Ilmarito. Ma sei ben testarda! Procura d'intendermi! Haiconservato quel caratteraccio che finché fosti viva formòla mia infelicità. Il prezzo del caffè è unfatto che dipende dal volere di pochi. Bisogna scrutarne leintenzioni. Quei pochi si trovano in America. A te sarebbe facile…(A Clelia che s'avvia.) Stammi a sentire! Da te dipende ora lafortuna di tutta la nostra famiglia.

Clelia.Famiglia costituita da un individuo solo.

Ilmarito. E non mi consigliasti tu stessa di riprendere moglie?(Clelia escesparisce ridendo clamorosamente; il suo risoecheggia lungamente e si perde nella lontananza.)





SCENAQUARTA

Ilmarito e poi L'amante



Ilmarito (dopo un'esitazione si rimette e va ad aprire laporta di fondo). Sei stato a sentire?

L'amante(triste). No! Me ne sarei andato seper uscirenon avessidovuto passare per di qua e disturbarvi.

Ilmarito. Io le domandai un piacere semplicissimo. Me lorifiutò e se ne andò ridendosi di me. Queste sono lemogli d'oggidí. Le domandai… il prezzo del caffè.

L'amante.Non puoi guardare un listino?

Ilmarito. Il prezzo futuro del caffè.

L'amante.Le avrai fatto schifo.

Ilmarito. Schifo? Era un'occasione unica. E anche tu ledomandasti qualche cosa?

L'amante.Sí! Ma cose d'arte. La mia preghiera ebbe la stessa sortedella tua.

Ilmarito. Rifiutò? Rifiutò persino consigli chenon hanno alcuna importanza? Cose d'arte? Che caratteraccio! Sai chese noi vogliamo possiamo costringerla a fare il volere nostro? Midisse che le premeva enormemente che noi due si andasse d'accordo. Iosospetto sia accorsa solo per metter pace fra di noi. Pare non siperdoni a chi è causa di litigi. Pigliamola per quella parte.Facciamola soffrire. Dovrà pur finire coll'arrendersi e fareil nostro volere.

L'amante(ammirato). Come siete intraprendenti voialtri commercianti!Che vuoi fare?

Ilmarito. Incominciamo con una pressione massima. Addiritturapicchiamoci! (Si leva la giubba.)

L'amante.Se non vuoi altro! (Lo imita.) Sarà per me un piacevolediversivo! (Si prendono a pugni.)

Ilmarito. Ah! Tu picchi sodo! (In lontananza si senteecheggiare il riso di Clelia.) Ride tuttaviala senti? (Ambeduestanno ad ascoltare.) Malvagia creatura! Mi deridi dopo quelloche ho fatto per te! Ma io in cimitero non vado piú!



SIPARIO