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LA SLITTA DI GIACOMINO

Vivevain un paesino di montagnaun bambino di nome Giacomino.Aveva otto anniera biondo con grandi occhi marroni ed il visino pieno di lentigginiera un bambino molto carinoma quel che più contaera dolce con tutti e sempre ubbidiente sia a scuola sia a casa. Siccome era rimasto orfano da piccoloviveva in una piccola casa coi nonnii quali lo accudivano nei migliori dei modi. Purtroppo non avevano tanti soldi da potergli comprare tutto quel che avevano i suoi coetaneima di questo il bambino non si era mai lamentatoperché in fondo tutto quel che gli serviva veramente l’aveva e soprattutto aveva molto affetto da tutti. Il nonno era un artigiano molto bravo e faceva dei bellissimi giocattoli di legno che vendeva ogni sabato al mercato del paese e col ricavato gli poteva comprare tutto l’essenziale per vivere: il ciboi vestitilo zainetto per la scuolale matite colorate ed i quaderni. Ad ogni compleanno Giacomino riceveva anche un regalouno soloma certamente lo rendeva più felice di certi suoi amici che ne avevano a centinaia e non erano mai contenti. Lui invece era un bambino felice e sereno perché sapeva che l’importante non è la quantità delle cose che si hannobensì il valore che esse rappresentano.

Accadde però un giorno cheper la prima volta in vita sua Giacominosi sentì infelice e col desiderio di possedere qualcosa che sapeva che i nonni non potevano permettersi di comprargli. In occasione delle vacanze natalizieinfattifu organizzata una gara sui bob per i bambini della sua scuola. Tutti i suoi compagni si erano già fatti comprare dei modernissimi bobtutti colorati e all’ultima moda e si stavano già allenando per vincere la gara.Giacomino non disse nulla di questo ai nonnima quella sera a cenatanto era tristenon riuscì nemmeno a mangiare la torta che gli aveva preparato la nonna e che solitamente divorava in pochi bocconi. I nonni preoccupati gli chiesero più volte cosa lo rendeva così tristema il bambino non disse del suo desiderio di partecipare alla corsa sulla neveperché tanto sapeva che non avevano i soldi per comprare un bob. Il mattino seguente peròla nonna andando a fare la spesain un negozio venne a conoscenza della gara e capì il motivo della tristezza del suo dolce nipotino. Andò a casa e raccontò tutto al nonnoil quale non si dette per vinto ed assicurò che avrebbe fatto di tutto per la felicità del bambino. Quella notteinfattiil nonno lavorò fino al mattino e costruì una bellissima slitta. Era proprio come quelle che si usavano quando lui era ragazzo e la dipinse di rosso con delle strisce gialle e verdi. Quando Giacomino si svegliòsi stropicciò più volte gli occhi perché non credeva a quello che vedevapoi corse dai nonni e li ringraziò coprendoli di baci ed abbracci. Dopo colazione andò a provare la slitta sulla neve e fu fantastico! Era certamente il più bel regalo che avesse mai ricevuto ed ora anche lui era pronto per la gara.

Arrivò così il giorno della corsa e tutti i bambini si radunarono eccitati alla partenzain cima alla collina. Erano tutti intenti ad ammirare i loro bobuno più lucido e bello dell’altro che quando videro Giacomino arrivare con quella strana slittaprima ne furono incuriositipoi incominciarono a deriderlo dicendo: - E tu vorresti gareggiare con quella cosa?- ma lui non ci fece casoperché sapeva che poteva vincere la gara grazie anche ai consigli del nonno e di una speciale pasta che il vecchio aveva spalmato sotto la slitta e che la rendeva velocissima.- Io non cambierei il mio slittino per nessuno dei vostri bob - disse. Finalmente ebbe inizio la corsa e tutti si lanciarono giù per la pista.

Dopo poche curvemolti concorrenti erano già caduti ed altri perdevano terrenoma Giacomino era sempre tra i primi ed usando con destrezza le cordicelle che guidavano la slittariuscì ad aggirare tutti gli ostacoli e velocissimo balzò in testa a tuttiarrivando per primo al traguardo. Aveva vinto! Tutti si complimentarono con lui e lo alzarono al cielo in trionfo. – Il merito della mia vittoria non è solo mioma di mio nonno che mi ha costruito questa slitta- disse il bambino abbracciando i nonni.

Da quel giorno ogni bambino della vallevolle una slitta come quella e ne ordinarono a centinaia al nonno checoi soldi ricavatipoté comprare una nuova casa e cose utili a Giacomino.




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