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Marco Aurelio : A SE STESSO

LIBRO I

1 Da mio nonno Vero: il carattere buono e non irascibile.

2 Dalla fama e dal ricordo che si conservano di mio padre:il comportamento riservato e virile.

3 Da mia madre: la religiositàla generosità e laripugnanza non solo a compiere il malema anche all'idea di compierlo; ancora:il tenore di vita semplice e distante dalla condotta dei ricchi.

4 Dal mio bisnonno: non aver frequentato le scuolepubblicheaver avuto buoni maestri tra le mura di casae aver compreso che perquesto genere di cose non si deve risparmiare.

5 Dal mio precettore: non esser stato sostenitore deiVerdi né degli Azzurri né dei gladiatori armati di parma o di quelliarmati di scutum; la resistenza alle fatiche e la sobrietà nelleesigenzecontare sulle proprie forze e non immischiarsi; non prestare ascoltoalla calunnia.

6 Da Diogneto: l'indifferenza per ciò che è vacuo; nonprestar fede alle folle di ciarlatani e imbroglioni su incantesimicacciate didemoni e simili; non perdersi a colpire le quaglie sulla testa o dietro adinezie del genere; tollerare la franchezza di linguaggio; aver acquisitofamiliarità con la filosofia; aver ascoltato prima Bacchiopoi Tandaside eMarciano; aver scritto dialoghi quand'ero ragazzo; aver desiderato un lettucciocon una pelle e tutte le altre cose di questo genere connesse con l'educazionegreca.

7 Da Rustico: aver capito la necessità di correggere ecurare il carattere; non aver deviato verso ambizioni da sofistanon dedicarsia scrivere di questioni teoriche o a recitare discorsetti ammonitorî ovvero aimpressionare la gente esibendo il modello dell'asceta o del benefattore;essermi allontanato dalla retoricadalla poesia e dal brillante conversare; nongirare per casa in toga e non fare cose analoghe; scrivere le lettere in modosemplicecome quella che egli stesso scrisse a mia madre da Sinuessa; ladisponibilità a riavvicinarsi e riconciliarsi con chi si è irritato o hamancato verso di noinon appena decide di tornare sui suoi passi; leggere conestrema attenzione e non accontentarsi di afferrare il senso generalee nontrovarsi sùbito d'accordo con chi chiacchiera; l'incontro con i commentarî diEpittetoche mi fornì dalla sua biblioteca.

8 Da Apollonio: l'atteggiamento libero e senza incertezzenel non concedere nulla alla sorte e nel non guardareneppure per pocoanient'altro che alla ragione; restare sempre ugualinei dolori acutinellaperdita di un figlionelle lunghe malattie; aver visto con chiarezzain unmodello vivoche la stessa persona può essere molto energica e pacata; nonirritarsi mentre si dà una spiegazione; aver visto un uomo che evidentementeconsiderava come l'ultima delle sue qualità l'espenenza e l'abilitànell'insegnare i principî teorici; aver imparato come si devono ricevere dagliamici i cosiddetti favori: senza sentirsi inferiori per averli ricevuti e senzarespingerlipeccando di tatto.

9 Da Sesto: la benevolenza; il modello di una famigliapatriarcale; il concetto di vita secondo natura; la dignità autentica; lacapacità di cogliere in cosa prendersi cura degli amici; la pazienza verso chiprivo di istruzionecrede anche a ciò che non ha esaminato in terminiscientifici; la capacità di trovarsi bene con tutti: cosicché il suoconversare era più accattivante di ogni adulazioneeppurein quel precisomomentoagli occhi dei suoi stessi interlocutoriegli restava degno del piùalto rispetto; l'intelligenza e il metodo nell'individuare e disporre iprincipî indispensabili per la vita; non aver mai dato segno esterno di ira odi altra passioneessendo invecenello stesso tempoassolutamente impassibilee affettuosissimo; la disposizione a elogiaree senza troppo rumore; un'ampiaculturasenza spazio per l'esibizione.

10 Dal grammatico Alessandro: non censurare e nonredarguire in maniera offensiva chi parlando incappa in un barbarismo o in unsolecismomacon il giusto tattolimitarsi a pronunciare l'espressionecorrettacome se si stesse rispondendo o manifestando la propria approvazione oanalizzando la sostanza della questionenon il termine usatooppure attraversoun'altra forma altrettanto garbata di rilievo.

11 Da Frontone: aver valutato il grado di invidiatortuosità e ipocrisia del potere tirannicoe come in generale costoro che danoi si chiamano patrizi sianoin certo modopiù insensibili all'affetto.

12 Da Alessandro il Platonico: parlando o scrivendo unalettera a qualcunonon dire spesso e senza una ragione stringente «non hotempo»e non declinare continuamentein questo modoi nostri doveri nellerelazioni con chi ci vive accantocol pretesto degli impegni che ci assediano.

13 Da Catulo: non trascurare un amico che ci accusa diqualcosaanche se capita che ci accusi senza ragionema cercare di riportarloal suo rapporto consueto con noi; parlar benedi cuoredei propri maestricome insegna quello che si racconta di Domizio e Atenodoto; l'amore autenticoper i figli.

14 Da Severo: l'amore per la famiglial'amore per laveritàl'amore per la giustizia; aver conosciutograzie a luiTraseaElvidioCatoneDioneBrutoed essermi formato l'idea di uno stato con leggiuguali per tuttigovernato secondo i principî dell'uguaglianza politica e diuguale diritto di parolae l'idea di una monarchia che al di sopra di ogni cosarispetti la libertà dei sudditi; ancora da lui: la giusta misura e la costanzanell'onorare la filosofia; fare del bene ed elargire con generosità;l'ottimismo e la fiducia nell'affetto dagli amici; la schiettezza verso chimeritasse la sua riprovazione; il fatto che i suoi amici non dovevano ricorrerea congetture per capire cosa volesse o non volesse: al contrarioil suointendimento era chiaro.

15 Da Massimo: governare se stessi e non lasciarsiconfondere in nulla; il buon umore in ogni circostanza e in particolare nellemalattie; il carattere ben temperato: dolcezza e dignità; la capacità diadempiere i propri impegni senza cedere alla sofferenza; il fatto chequandodiceva qualcosatutti avevano fiducia che quello fosse davvero il suo pensieroequando faceva qualcosache agisse senza cattive intenzioni; la capacità dinon farsi sorprendere o sbalordiree di non cederein nessuna circostanzaalla fretta o all'indugio o alla disperazioneoppure alla depressione o alsarcasmooancoraalla collera e al sospetto; la propensione a fare del beneal perdono e alla sincerità; l'impressione che offriva: di chi non si lasciapiegare piuttosto che di chi si sta raddrizzando; il fatto che nessuno avrebbemai pensato di essere disprezzato da lui né avrebbe mai osato di ritenersisuperiore a lui; il saper scherzare in modo buono.

16 Da mio padre: l'indole mite e la fedeltà incrollabilealle decisioni attentamente meditate; il rifiuto di ogni vanagloria per icosiddetti onori; l'amore per il lavoro e la tenacia; la disponibilità adascoltare chi ha da proporre qualcosa di utile alla collettività;l'atteggiamento inflessibile nell'attribuire a ciascuno secondo il merito;l'esperienza nel vedere dove occorra tiraredove invece allentare; l'aver postofine agli amori con i fanciulli; il rispetto per gli altri e l'aver consentitoagli amici di non banchettare sempre con lui e di non doverlo per forza seguirenei suoi viaggi: anziil farsi sempre ritrovare amico come prima da chi perqualche necessità era rimasto a casa; lo scrupolo e l'insistenzadurante leriunioni di consiglionel cercare soluzionie noncome si dice«non haconcluso il suo esameaccontentandosi delle prime impressioni»; il modo diconservare gli amicisenza mai provare fastidio per loroe neppure un folleattaccamento; l'autosufficienza in tutto e la serenità; la lungimirantepreveggenza e il provvedere a ogni minima cosa senza atteggiamenti teatrali; ilfatto chesotto di luifurono ridotte le acclamazioni e ogni forma diadulazione verso il potere; l'attenzione continua alle necessità dell'imperola gestione oculata della spesa pubblica e la tolleranza verso le criticheabituali in simili casi; non esser superstizioso per quel che riguarda gli dèiné demagogo per quel che riguarda gli uominiin cerca di consenso o di favoretra la massama sobrio in ogni circostanza e saldomai volgare o smanioso dinovità; saper far uso di ciò che serve a confortare la vitae che la sortefornisce in abbondanzasenza boriaeinsiemesenza accampare pretestiinmodose c'èda goderne senza artificie da non sentirne il bisogno se manca;il fatto che nessuno lo avrebbe potuto definire un sofista o un buffone o unpedantema un uomo maturocompletoimmune alle adulazionicapace diprovvedere agli interessi suoi e altrui; inoltrel'onore riservato ai cultoriautentici della filosofiasenza tuttavia offendere gli altrie senza neppureperòfarsi fuorviare da loro; ancora: l'affabilità e la gentilezzama senzaesagerazione; la cura che aveva della sua persona: nei giusti limitie non comechi è troppo attaccato al proprio corposenza indulgere al lezioso e neppurecadere nella sciatteriacosicché grazie alla propria personale attenzioneriduceva al minimo la necessità di ricorrere all'arte medica o ai farmaciecon l'esclusione di ogni impiastro; soprattutto il suo saper cedere il passosenza invidiaa chi possedeva una certa abilitàper esempio nell'eloquenza onello studio delle leggi o dei costumi o di altre materiee l'impegno con ilquale aiutava ciascuno a divenire famoso nel settore in cui aveva particolaretalento - e seguendo sempre nella sua azione le tradizioni avitenon cercava dimettere in luce neppure questa linea di condotta; ancora: la tendenza non atrasferirsi e spostarsi avanti e indietroma a restare a lungo negli stessiluoghi e nelle stesse attività; la capacitàdopo i suoi violenti attacchi dicefaleadi tornare sùbito fresco e pieno di energie al lavoro consueto; il suonon avere molti segretima pochissimirarissimi e solo su questioni di Stato;il buon senso e la misura nell'allestimento di spettacolinell'edificazione diopere pubblichenelle elargizioni al popolo e simili: da uomo che tiened'occhio quello che si deve farenon la gloria che può seguire alle sueazioni.

Non prendeva bagni in ore inconsuetenon aveva la fissazionedi edificarenon pensava sempre ai cibiai ricami e ai colori delle vestialla bellezza degli schiavi. La veste che veniva da Loriodall'abitazione dicampagna di laggiùe la maggior parte di quel che accadde a Lanuvio; come sicomportò con l'esattore che lo implorava a Tuscoloe ogni analoga occasione.Non ebbe alcun atteggiamento rudeinesorabileviolentoo tale che qualcunopotesse dire: «fino al sudore»; ma ogni cosa veniva da lui valutataanaliticamentecome in un momento di ripososenza turbamenticon ordineconfermezzanell'armonia dei fattori interni. Gli sarebbe adatto quanto sitramanda di Socratee cioè che sapeva sia godere sia rinunciare a quelle cosedi fronte alle quali i più si mostrano deboli al momento di astenersene esmodati al momento di gustarne. L'esser forte e resistere con tenacia einentrambi i casimantenere la sobrietà sono caratteristiche di un uomo chepossiede un animo diritto e invincibilecome ad esempio dimostrò nellamalattia di Massimo.

17 Dagli dèi: l'aver avuto buoni nonnibuoni genitoriuna buona sorellabuoni maestribuoni familiariparentiamiciquasi tutti;il fatto che non sono arrivato a commettere una colpa verso nessuno di essipuravendo una disposizione tale per cuise ve ne fosse stata l'occasioneme nesarei macchiato - ed è un beneficio degli dèi che non si sia verificato nessunconcorso di avvenimenti che potesse rivelarmi per quello che sono; non essercresciuto troppo a lungo presso la concubina di mio nonno; aver conservatointatto il mio vigore e non aver avuto rapporti sessuali prima del tempoanziaver atteso ancora dopo che era giunto il momento; esser stato sottoposto a unsovrano e a un padre che avrebbe eliminato ogni mia alterigia e mi avrebbecondotto a pensare che a corte si può vivere senza bisogno di guardie del corpoo di vesti pregiatedi candelabri o statue di questo genere e di un consimilesfarzoe che anzi ci si può limitare a un tenore di vita assai vicino a quellodi un privatosenza perciò risultare troppo modesti o trasandati di frontealle incombenze che il sovrano deve affrontare nel pubblico interesse; averavuto un fratello quale il miocapacecon il suo caratteredi spronarmi adaver cura di me stessoeinsieme di gratificarmi con il suo rispetto e il suoaffetto; non aver avuto figli deficienti o deformi; non aver fatto troppiprogressi nella retoricanella poesia e nelle altre disciplinein cui forsesarei rimasto irretitose mi fossi accorto di procedere con facilità; averprevenuto i miei precettori attribuendo loro la posizione alla quale mi parevanoambiree non aver rinviato la cosa in attesaconsiderata la loro giovane etàdi farlo in séguito; aver conosciuto ApollonioRusticoMassimo; essermispesso e con chiarezza rappresentato quale sia la vita secondo natura:cosicchéper quanto sta agli dèi e alle comunicazioniagli aiutialleispirazioni che da essi provengononulla ormai mi impedisce di vivere secondonatura - che a questo obiettivo manchi ancora qualcosasemmaiè colpa miaperché non osservo i suggerimenti ediciamo quasigli insegnamenti chevengono dagli dèi; il fatto che il mio corpo abbia così a lungo resistito inuna simile vita; non aver toccato Benedetta né Teodotoeanche più tardicaduto in passioni amoroseesserne guarito; essermi tante volte adirato conRusticoma senza mai far nulla di cui poi pentirmi; il fatto che mia madrepurdestinata a morir giovaneabbia egualmente vissuto con me i suoi ultimi anni;il fatto che ogniqualvolta ho voluto soccorrere una persona povera o che avevaaltre necessitànon mi sono mai sentito rispondere: «Non ho abbastanza denaroper farlo»; e non essermi trovato in un analogo stato di bisognoridotto adover ottenere da altri; il fatto che mia moglie fosse cosìtanto dociletanto affettuosa e semplice; aver avuto per i miei figli tanti precettoriadatti; il soccorso ricevuto attraverso i sogniin particolare contro glisbocchi di sangue e le vertigini; e [...] a Gaeta [...] ... equando desideraiaccostarmi alla filosofianon essere incappato in un sofista e non esserrimasto seduto a leggere gli autoriad analizzare i sillogismi o ad occuparmidei fenomeni celesti. Perché tutte queste cose esigono l'aiuto degli dèi e ilfavore della sorte.

Scritto nel territorio dei Quadi presso il Gran: libro I.

LIBRO II

1 Al mattino comincia col dire a te stesso: incontrerò unindiscretoun ingratoun prepotenteun impostoreun invidiosounindividualista. Il loro comportamento deriva ogni volta dall'ignoranza di ciòche è bene e ciò che è male. Quanto a mepoiché riflettendo sulla naturadel bene e del male ho concluso che si tratta rispettivamente di ciò che èbello o brutto in senso moraleeriflettendo sulla natura di chi sbagliahoconcluso che si tratta di un mio parentenon perché derivi dallo stesso sangueo dallo stesso semema in quanto compartecipe dell'intelletto e di unaparticella divinaebbeneio non posso ricevere danno da nessuno di essiperché nessuno potrà coinvolgermi in turpitudinie nemmeno posso adirarmi conun parente né odiarlo. Infatti siamo nati per la collaborazionecome i piedile manile palpebrei denti superiori e inferiori. Pertanto agire l'uno control'altro è contro natura: e adirarsi e respingere sdegnosamente qualcuno èagire contro di lui.

2 Qualunque cosa sia questo che sonoè infine carnesoffio vitale e principio dirigente. Getta via i librinon ti far piùdistrarre: non è consentito. E invececome se fossi a un passo dalla mortedisprezza la carne: coagulo di sangueossaordito intessuto di nerviveneintrico di arterie. Poi osserva anche quale sia la natura del tuo soffio vitale:ventoe neppure sempre lo stessoma un alito chea ogni istanteviene emessoe riaspirato. Per terzo viene il principio dirigente. Qui rifletti: sei vecchio;non consentire più che questo principio sia schiavoche come una marionettasia manovrato da un impulso individualisticoche recrimini contro il destinopresente o guardi con ansia quello futuro.

3 L'operato degli dèi è pieno di provvidenzal'operatodella fortuna non è estraneo alla natura oppure a una connessione e a unintreccio con gli eventi governati dalla provvidenza: tutto deriva di là. E vaaggiunto anche che ogni cosa è necessaria e utile alla totalità del cosmodicui sei parte. Ma per ogni parte della natura è bene ciò che è prodotto dallanatura universale e ciò che contribuisce alla sua conservazione: e il cosmo èconservato sia dalle trasformazioni degli elementisia dalle trasformazioni deicomposti. Ti bastino queste considerazionidal momento che si tratta diprincipî fondamentali: respingi invece la sete di libriper poter morire nonmormorandoma veramente sereno e gratodal profondo del cuoreagli dèi.

4 Ricorda da quanto tempo rinvii queste cose e quantevoltericevuta una scadenza dagli dèinon la metti a frutto. Devi finalmentecomprendere quale sia il cosmo di cui sei partequale sia l'entità al governodel cosmo della quale tu costituisci un'emanazionee che hai un limitecircoscritto di tempoun tempo chese non ne approfitti per conquistare laserenitàandrà perdutoe andrai perduto anche tue non vi sarà un'altrapossibilità.

5 Ad ogni istante pensa con fermezzada Romano e maschioquale seia compiere ciò che hai per le mani con serietà scrupolosa e nonfittiziacon amorecon libertàcon giustiziae cerca di affrancarti da ognialtro pensiero. Te ne affrancherai compiendo ogni singola azione come fossel'ultima della tua vitalontano da ogni superficialità e da ogni avversionepassionale alle scelte della ragione e da ogni finzioneegoismo e malcontentoper la tua sorte. Vedi come sono poche le condizioni che uno deve assicurarsiper poter vivere una vita che scorra agevolmente e nel rispetto degli dèi:perché gli dèi non chiederanno nulla di più a chi osserva queste condizioni.

6 Offendioffendi te stessaanima mia: ma non avrai piùl'occasione di renderti onore; [...] la vita per ciascuno: ma questa vita tul'hai quasi portata a termine senza rispettare te stessariponendo invece latua felicità nelle anime altrui.

7 Ti distraggono gli accidenti esterni? Procùrati iltempo di apprendere ancora qualcosa di buono e smetti di vagare senza meta.Anzidevi guardarti anche dal secondo genere di smarrimento: infatti vaneggianoanche attraverso le loro azioni gli uomini stanchi della vita e senza unobiettivo al quale indirizzare ogni impulso einsommaogni rappresentazione.

8 Difficilmente si vede qualcuno infelice perché nonconsidera che cosa avvenga nell'anima di un altro; mentre chi non segue i motidella propria anima fatalmente è infelice.

9 Bisogna sempre tenere a mente questi punti: qual è lanatura del tutto e quale la mia; in quale relazione questa sta con quella equale parte è di quale intero; che nessuno può impedirti di agire e diesprimerti sempre in conformità alla natura di cui sei parte.

10 Nel valutare comparativamente le varie colpecome siusa comunemente confrontarleTeofrasto da vero filosofo afferma che sono piùgravi quelle commesse per concupiscenza di quelle commesse per ira. L'individuoadiratoinfattisembra voltare le spalle alla ragione in uno stato disofferenza e di latente contrazionementre chi sbaglia per concupiscenzavintodal piacererisulta in un certo senso più intemperante e femmineo nelleproprie mancanze. Quindi è corretta e filosoficamente apprezzabile l'opinionedi Teofrasto secondo cui l'errore che si accompagna al piacere è soggetto aimputazione più grave di quello che si accompagna al dolore; in sintesi: nelprimo caso l'individuo è assimilabile a chi ha patito un'ingiustizia e dallasofferenza è stato inevitabilmente spinto all'iramentre nel secondo lapersona ha tratto da se stessa l'impulso a commettere ingiustizialasciandositrascinare ad agire per concupiscenza.

11 Faredire e pensare ogni singola cosa come chi sa cheda un momento all'altro può uscire dalla vita. Ma congedarsi dagli uomini nonè nulla di gravese gli dèi esistono: non vorrebbero certo travolgerti nelmale; e sed'altra parteo non esistono oppure non si curano delle cose umaneche mi importa di vivere in un mondo privo di dèi o privo di provvidenza? Manon è così: esistono e si occupano delle cose umane e hanno attribuitoall'uomo il pieno potere di non incorrere in quelli che sono veramente mali;quanto agli altrise qualcuno di essi fosse davvero un malegli dèi avrebberoanche provveduto a che tutti avessero la facoltà di evitarlo. Ma ciò che nonrende peggiore l'uomo come potrebbe rendere peggiore la vita dell'uomo? Lanatura dell'universo non avrebbe mai trascurato queste cose per ignoranza eneppure perchépur conoscendolenon potesse prevenirle o correggerlenéavrebbe compiutoper impotenza o inettitudineun simile erroree cioè chebene e male toccassero in egual misuraindistintamenteagli uomini buoni e aicattivi. La morteappuntoe la vitala fama e l'oscuritàil dolore e ilpiacerela ricchezza e la povertàtutte queste cose accadono in egual misuraagli uomini buoni e ai cattiviin quanto non sono moralmente belle né brutte.Non sonoquindiné beni né mali.

12 Come tutto svanisce rapidamente: nel cosmo i corpistessinell'eternità il loro ricordo; qual è la natura di tutte le cosesensibili e soprattutto di quelle che adescano con il piacere o spaventano peril dolore o hanno trovato risonanza nella vanità dell'uomo; come sono vilispregevolisordidecorruttibilimorte... - tocca alla facoltà razionalesoffermarsi su questi punti; che cosa sono costorola cui opinione e la cuivoce dispensano fama e infamia; che cos'è la mortee il fatto chese uno laosserva in sé e per sé e attraverso un'analisi del concetto dissolve ciò chevi crea l'immaginazionenon la considererà più null'altro che un'opera dellanatura - e se uno teme un'opera della naturaè un bambinoe d'altronde questanon è solo un'opera della naturama anche un'opera utile alla natura stessa;come l'uomo si collega a dioper quale sua parte e in quale disposizione deveessere questa parte dell'uomo perché giunga tale momento.

13 Nulla di più sventurato di chi percorre tutto incerchio edice il poeta«indaga le profondità della terra» e cerca dicaptare ciò che sta nell'anima del prossimosenza accorgersi che bastadedicarsi esclusivamente al demone che ha dentro di sé e tributargli un cultosincero. E il culto che gli spetta consiste nel serbano puro dalla passionedalla leggerezza e dallo scontento per ciò che viene dagli dèi e dagli uomini.Le cose che vengono dagli dèiinfattisono venerabili per la loro virtùmentre quelle che vengono dagli uomini sono care per il nostro legame diparentelae qualche volta sono anchein certo mododegne di pietà perchénascono dall'ignoranza del bene e del male - cecitàquestanon meno grave diquella che impedisce di distinguere il bianco dal nero.

14 Anche se tu dovessi vivere tremila anni e dieci voltealtrettantoin ogni caso ricorda che nessuno perde altra vita se non questa chesta vivendoné vive altra vita se non questa che va perdendo. Pertanto ladurata più lunga e la più breve coincidono. Infatti il presente è uguale pertutti e quindi ciò che si consuma è uguale e la perdita risultacosìinsignificante. Perché nessuno può perdere il passato né il futuro: come sipuò essere privati di quello che non si possiede? Ricordare semprequindiquesti due punti: il primoche tuttodall'eternitàè della medesima speciee ciclicamente ritornae non fa alcuna differenza se si vedranno le stesse cosenello spazio di cento o di duecento anni o nell'infinità del tempo; il secondoche sia chi vive moltissimi anni sia chi dopo brevissimo tempo è già mortosubiscono una perdita uguale. È solo il presenteinfatticiò di cui possonoessere privatipoiché è anche l'unica cosa che possiedonoe uno non perdequello che non ha.

15 Tutto è opinione. Sono evidentiinfattile parolerivolte a Monimo il Cinico; ed è evidente anche l'utilità di quelle paroleseuno ne accetta il succo nei limiti della loro veridicità.

16 L'anima dell'uomo offende se stessa soprattutto quandodivieneper quanto da essa dipendeun ascesso e come un'escrescenza del cosmo.Perché sentirsi in contrasto con qualcuno degli eventi è una defezione dallanaturache include le singole nature di ciascuno degli altri esseri. In secondoluogol'anima offende se stessa quando respinge una persona o addirittura lacontrasta con l'intenzione di danneggiarlacome fa l'anima di chi è in predaall'ira. In terzo luogo: quando si lascia vincere dal piacere o dal dolore. Inquarto luogo: quando recita e fa o dice qualcosa fingendo o nascondendo laverità. In quinto luogo: quando non indirizza una sua azione o un suo impulsoad alcun obiettivoma fa cose qualsiasia caso e senza badarvi: mentre ancheil più piccolo gesto deve avvenire in relazione al suo fine; e il fine degliesseri razionali è di seguire la ragione e la legge della città e dello Statopiù venerabili.

17 Nella vita umana il tempo è un puntola sostanza èfluidala sensazione oscurail composto dell'intero corpo è marcescibilel'anima è un inquieto vagarela sorte indecifrabilela fama senza giudizio.Riassumendo: ogni fatto del corpo è un fiumeogni fatto dell'anima sogno einanitàla vita è guerra e soggiorno in terra stranierala fama postuma èoblio. Quale può essereallorala nostra scorta? Una sola ed unica cosa: lafilosofia. La sua essenza sta nel conservare il demone che è in noi inviolato eintegrosuperiore ai piaceri e ai doloriin grado di non compiere nulla a casoné subdolamente e ipocritamentedi non aver bisogno che altri faccia o nonfaccia alcunché; ancora: disposto ad accettare gli avvenimenti e la sorte chegli tocca in quanto provengono di là (ovunque si trovi poi questo luogo) dadove anch'egli è giunto; soprattuttopronto ad attendere la morte con menteserenagiudicandola null'altro che il dissolversi degli elementi di cui ciascunessere vivente è composto. Orase per gli elementi stessi non c'è nulla ditemibile nel continuo trasformarsi di ciascuno in un altroperché si dovrebbetemere la trasformazione e il dissolvimento del composto di tutti questielementi? È conforme a naturae nulla di quanto è conforme a natura è male.

LIBRO III

Scritto a Carnunto

1 Non bisogna soltanto considerare il fatto che ognigiorno la vita si consuma e ne resta una parte sempre più piccolama anche ilfatto chese uno dovesse vivere più a lungorimarrebbe comunqueun'incertezza: la sua facoltà mentale sarebbe ancora egualmente capace dicomprendere le azioni e la teoria che tende alla concreta conoscenza delle cosedivine ed umane? Seinfatticomincerà a vaneggiarenon perderà - è vero -la facoltà di respirarenutrirsiricevere impressioniprovare impulsi ecosì via: ma la facoltà di disporre di séla scrupolosa attenzione a tutti ipunti del proprio doverel'analisi articolata dei fenomeni che si presentanola valutazione stessa della necessità di porre ormai fine alla propria vita equant'altroanalogamenterichiede un raziocinio ben esercitatotutto ciò sispegne prima del resto. Bisogna quindi affrettarsinon solo perché la morte sifa ad ogni istante più vicinama anche perché la capacità di intendere e diseguire la realtà si esaurisce prima della fine.

2 Occorre far tesoro anche di osservazioni come questa:anche gli elementi accessori dei processi naturali possiedono qualcosa digradevole e attraente. Per esempiomentre il pane si cuoce alcune sue parti siscrepolano e queste venature che vengono così a prodursie che in un certosenso contrastano con il risultato che si prefigge la panificazionehanno unaloro eleganza e un modo particolare di stimolare l'appetito. Ancora: i fichipienamente maturi si presentano aperti. E nelle olive che dopo la maturazionesono ancora sulla pianta è proprio quell'essere vicine a marcire che aggiungeal frutto una speciale bellezza. E le spighe che si incurvano verso terra e lafronte grinzosa del leone e la bava che cola dalle fauci dei cinghiali e moltealtre cose: a osservarle una per una sono lontane da un aspetto gradevoleetuttaviaper il fatto di essere conseguenze di fatti naturalicontribuisconoad abbellire e affascinanoal punto che se uno ha una sensibilità e unaconcezione più profonda di ciò che si produce nell'universonon ci saràquasi nullaanche tra quanto avviene in subordine ad altri eventiche non glirisulterà avere una sua piacevolezza. Costuialloraguarderà anche le faucispalancate delle belve in carne ed ossa con non meno piacere di quando guardal'imitazione che ne presentano pittori e scultori; e con i suoi occhi castisaprà scorgere in una vecchia e in un vecchio una loro forma di floridamaturitàe la grazia che seduce nei fanciullie gli si presenteràl'occasione di compiere molte analoghe osservazioninon persuasive perchiunquema solo per chi abbia raggiunto un'autentica familiarità con lanatura e le sue opere.

3 Ippocratedopo aver guarito molte malattiesi ammalòa sua volta e morì. I Caldei predissero la morte di moltipoi il destinoassegnato raggiunse anche loro. Alessandro e Pompeo e Caio Cesaredopo avertante volte raso al suolo intere città e massacrato in campo tante migliaia difanti e di cavalieriun giorno dovettero anch'essi uscire dalla vita. Eraclitoche nelle sue indagini sulla natura si era tanto occupato della conflagrazioneuniversalemorì con le viscere piene d'acquacosparso di sterco bovino.Democrito lo uccisero i pidocchiSocrate pidocchi di altra specie. Ebbene? Tisei imbarcatohai navigatosei approdato: sbarca. Se la tua destinazione èun'altra vitanulla è privo di dèianche là; se invece la meta èl'insensibilitàcesserai di resistere a dolori e piaceri e di far da schiavo aun recipiente tanto più vile della parte che lo serve: perché questa èintelletto e demonequello terra e sangue corrotto.

4 Non consumare la parte di vita che ti rimane inrappresentazioni che riguardano altrise non quando tu agisca in relazioneall'utile comune: altrimenti o ti privi di un'altra opera [...] immaginandoticioè che cosa fa il tale e perchéche cosa dicecosa pensa e cosa staescogitando e simili: tutti comportamenti che fuorviano dall'attenzione alproprio principio dirigente. Occorre quindi impedire l'accesso del casuale e delgratuito al concatenarsi delle rappresentazionie soprattutto escludernel'indiscrezione e la cattiveria; e ci si deve abituare esclusivamente arappresentazioni tali chese all'improvviso uno ti domandasse: «A cosa staipensando ora?»potresti sùbito rispondere in tutta franchezza: «A questo e aquest'altro»; sicché dalle tue parole sarebbe immediatamente chiaro che ognituo pensiero è semplicebenevolo e degno di un essere destinato a vivere insocietà e disinteressato a immagini che suscitino piacere oin una parolagodimentoe indifferente a una qualche forma di rivalità o invidia e sospettoo qualsiasi altra passione per cui arrossirestise dovessi spiegare che lanutrivi nel tuo intimo. Un uomo simileinfattiche non rinvia più il suoingresso tra i migliori in assolutoè come un sacerdote e un ministro deglidèiin stretto rapporto anche con la divinità che dimora in lui: questo rendel'uomo incontaminato dai piaceriinvulnerabile a ogni doloreintatto da ognisopraffazioneinsensibile a qualsiasi malvagitàatleta nella competizionepiù alta - la lotta per non essere abbattuti da alcuna passione -profondamente permeato di giustiziapronto ad abbracciare con tutta l'animatutto ciò che gli accade e gli viene assegnato in sortealieno dal pensarespessoo senza una stretta necessità connessa all'utile comuneche cosa maiun altro dicafaccia o pensi. Quest'uomoinfattiper il proprio operato tienesoltanto le cose che gli appartengono e pensa continuamente a quelle chetragli eventi dell'universosi intrecciano con luie rende belle le prime ed èpersuaso che le seconde siano buone. Infatti il destino assegnato a ciascuno èincluso nel tutto e include nel tutto. E ricorda anchecostuiche ogni essererazionale è suo parentee che prendersi cura di tutti gli uomini è conformealla natura umanae tuttavia non bisogna attenersi all'opinione di tuttimasoltanto a quella di chi vive in conformità alla natura. Quanto poi a coloroche non vivono cosìha sempre presente quale tipo di persone siano in casa efuori di casaquale gente sia e con quale gente si mescoli di giorno e dinotte. Non tiene in contoquindineppure la lode che può venirgli da costorovisto che non piacciono neanche a se stessi.

5 Non agire controvoglia né in modo individualistico osenza un accurato esame o lasciandoti trascinare; non adornare il tuo pensierocon bei discorsi; non dire troppe parolenon fare troppe cose. Ancora: il dioche è in te sia la guida di un essere virilematuromembro della comunitàciviledi un Romanodi un governantedi un uomo che si è collocato nelladisposizione di chi attende il segnale di ritirata dalla vitapronto allasoluzione dei vincolisenza aver bisogno di un giuramento o di qualcuno chefaccia da testimone. All'internola serenitàedall'esternonessun bisognodi aiutonessuna necessità di una pace fornita da altri. Bisogna essere rettinon raddrizzati.

6 Se nella vita umana trovi qualcosa di superiore allagiustiziaalla veritàalla temperanzaalla fortezzaein una parolaalfatto che alla tua mente basti se stessanelle azioni che ti fa compieresecondo la retta ragionee il destinonella sorte che ci viene assegnataindipendentemente dalla nostra scelta; sedicovedi qualcosa di superiore aquestorivolgiti a esso con tutta l'anima e godi del bene supremo che vi trovi.Se invece niente ti risulta superiore al demone stesso che dimora in te e che hasottomesso a sé i tuoi impulsi personaliche vaglia le tue rappresentazioniche si è sottratto (come diceva Socrate) alle passioni dei sensiche si èsottomesso agli dèi e si cura degli uomini; se rispetto a questo trovi tutto ilresto più piccolo e vilenon lasciare spazio a nient'altro: perché una voltache tu abbia preso a inclinare e a gravitare verso qualcos'altro non sarai piùin grado di onorare indisturbatoal di sopra di tuttoquel bene che è davveroe solo tuo: al bene della ragione e della societàinfattinon è lecitocontrapporre qualsivoglia cosa di altra naturacome gli elogi della gente o lecariche o la ricchezza o il godimento dei piaceri. Tutte cosequesteche seanche per un po' sembrano rispondere a un intimo equilibrioall'improvvisoprendono il sopravvento e fuorviano. Tu peròdico; scegli in modo semplice elibero il meglio e attieniti a questo. «Ma il meglio è l'utile». Se intendil'utile dell'essere razionaleosservalo sempre; se invece intendi l'utiledell'essere animaledichiaralo e tieni fermo il tuo giudiziosenza vaneesibizioni; soltantocerca di condurre la tua valutazione con assolutasicurezza.

7 Non onorare mai come il tuo utile ciò che un giorno ticostringerà a tradire la parola dataad abbandonare il pudorea odiarequalcunoa sospettaremaledirerecitaredesiderare qualcosa che debba essernascosto da pareti e paraventi. Perché chi in prima istanza ha scelto ilproprio intellettoil proprio demone e il culto che spetta alla virtù diquesto demonenon fa tragedienon rompe in gemitinon sentirà il bisogno diessere solo o di avere una folla intorno: eil punto più importantevivràsenza inseguire né fuggire. E di poter usufruire per uno spazio di tempomaggiore o minore dell'anima avviluppata nel suo corpo non gli importaminimamente: infattianche se deve andarsene tra un istanteè pronto astaccarsi e a partire come a compiere un'altra qualsiasi delle azioni che sipossono compiere senza vergogna e con dignitàbadandoper tutta la vitasoloa questoche la sua mente non si volga a qualcosa di improprio per un essererazionale e sociale.

8 Nella mente di un uomo riportato alla disciplina e allapurezza non puoi trovare nulla di marcionulla di contaminatonessuna piagainterna. E la sua vitaquando il fato la coglienon è incompiutacome invecesi direbbe nel caso di un attore tragico che si congedasse prima di averconcluso e recitato l'intero dramma. E ancora: nulla di servilenulla dispeciosonessun legame eccessivonessun distacco recisonessun rendiconto aterziniente in agguato.

9 Venera la facoltà di concepire un'opinione: dipendetotalmente da questa che nel tuo principio dirigente non insorga piùun'opinione incorente con la natura e con la costituzione dell'essere razionale.Ed è questa che promette un'attitudine non precipitosa e la familiarità congli uomini e l'obbedienza agli dèi.

10 Getta via tuttoquindie tieni ferme solo questepoche cosee ricorda anche che ciascuno vive solo questo presenteincommensurabilmente breve: il resto è già stato vissuto o è avvoltonell'incertezza. È poca cosaquindiciò che vive ciascunoed è poca cosail cantuccio della terra in cui vive; e poca cosa è anche la più duratura famapostuma: questa fama trasmessa da una generazione all'altra di omuncoli che inun attimo sono mortie che non conoscono neppure se stessifigurarsi poi chiè già morto da tanto tempo!

11 Ai fondamenti già esposti se ne aggiunga ancora uno:provvedere sempre a definire o raffigurare l'oggetto della rappresentazionecosì da vederlo qual è nella sostanzanudonella sua interezza edistintamentein tutte le sue partie pronunciare tra sé il nome che lodesigna e i nomi degli elementi di cui è stato composto e in cui sidissolverà. Nullainfattipuò elevare il nostro animo quanto il sapervagliare sistematicamente e autenticamente i singoli eventi della vitaeguardare sempre ad essi in maniera da cogliere quale utilità il dato eventoabbia per quale cosmoe di conseguenza quale valore abbia in relazioneall'universoe quale in relazione all'uomo cittadino della città supremadicui le altre città sono come le case; che cosa sia e di cosa sia composto e perquanto temposecondo la sua naturapersista questo oggetto che ora produce lamia rappresentazionee quale virtù si debba usare nei rapporti con esso - peresempio: la mansuetudinela fortezzala sinceritàla lealtàlasemplicitàl'autosufficienzaeccetera. Perciò in ogni singola circostanzaoccorre dire: questa cosa viene da dioquest'altra risulta dal combinarsi diaccadimentidall'intreccio di connessioni e dalla tale coincidenza fortuitaquest'altra poi viene da un essere che condivide la mia razzala mia stirpe ela mia comunitàe tuttavia ignora che cosa per lui è secondo natura. Ma nonlo ignoro io: perciò lo tratto secondo la legge naturale della comunitàconindulgenza e giustizia; e insiemeperòmiro ad attribuire il giusto valorenei campo delle cose intermedie.

12 Se svolgi il cómpito presente seguendo la rettaragionecon impegnocon vigorebenevolmentee non ti curi di alcun fattoaccessorioma di mantenere il tuo demone nella sua purezzacome se da unmomento all'altro dovessi restituirlo: se ti attieni a questo principio senzaattenderti o rifuggire nullapago invece del tuo attuale operato conforme anatura e della romana verità di ciò che dici ed esprimivivrai felice. E nonc'è nessuno che possa impedirti di farlo.

13 Come i medici hanno sempre sottomano gli strumenti e iferri per intervenire d'urgenzacosì tu tieni sempre pronti i principî perconoscere l'umano e il divinoe per agire in ogni cosaanche nella piùpiccolacome chi ha ben presente il reciproco legame tra l'uno e l'altro.Perché ignorando la correlazione con le cose divine non potrai compiere benenulla di umanoe viceversa.

14 Non divagare più: non riuscirai a leggere i tuoiappuntiné le imprese degli antichi Greci e degli antichi Romani e gliestratti delle opere che ti eri messo da parte per la vecchiaia; affréttatialla metaalloralascia stare le vane speranze e soccorri te stessose tiimporta qualcosa di tefinché è possibile.

15 Non sanno quanti significati ha rubareseminarecomprarestarsene quietivedere le cose da farsi (operazione che non si fa congli occhima con un'altra vista).

16 Corpoanimaintelletto. Del corpo: le sensazioni;dell'anima: gli impulsi; dell'intelletto: i principî. Essere impressionati dauna rappresentazione è proprio anche del bestiameessere mossi come marionettedagli impulsi è proprio anche delle belvedegli androginidi un Falaridediun Nerone; avere nella mente una guida a ciò che appare il nostro cómpito èproprio anche di chi non crede negli deidi chi tradisce la patria e di chi...quali cose non faquando ha chiuso la porta! Orase il resto è comune aisoggetti menzionatila peculiarità che rimane propria dell'uomo onesto èamare ed accettare di cuore gli eventi e l'intreccio di fatti che gli toccano; enon macchiare né agitare il demone che risiede nel suo petto con una turba dirappresentazionima conservarlo serenodisposto a seguire disciplinatamentediosenza dire nulla di contrario al vero o fare nulla di contrario al giusto.E se anche l'intera umanità non crede che egli viva semplicementecondiscrezione e ottimismonon si adira con nessuno e non devia dalla strada checonduce al termine della vitadove bisogna giungere puritranquillipronti aldistaccoin spontanea armonia con il proprio destino.

LIBRO IV

1 Il principio sovrano dentro di noiquando si troviconforme a naturaha verso gli eventi una disposizione taleche può semprefacilmente mutarla in relazione a ciò che è possibile e concesso. Infatti nonama alcuna materia definitama seguecon riservail suo impulso ai fini piùaltie di quello che gli si oppone fa materia per sécome il fuocoquando fasuo ciò che vi cade dentro - un lumicino ne sarebbe spento: il fuoco vivoinvecein un istante si impadronisce di ciò che gli si getta sopralo consumae proprio di qui trae alimento per divampare ancora più alto.

2 Non si compia alcuna azione a caso o in qualsiasi modonon conforme a un principio che contribuisca a realizzare l'arte del vivere.

3 Si cercano un luogo di ritirocampagnelidi marini emonti; e anche tu sei solito desiderare fortemente un simile isolamento. Matutto questo è proprio di chi non ha la minima istruzione filosoficavisto cheè possibilein qualunque momento lo desideriritirarti in te stesso; perchéun uomo non può ritirarsi in un luogo più quieto o indisturbato della propriaanimasoprattutto chi hadentroprincipî tali che gli basta affondarvi losguardo per raggiungere sùbito il pieno benessere: e per benessere non intendoaltro che il giusto ordine interiore. Quindi concediti continuamente questoritiro e rinnova te stesso; e siano brevi ed elementari i principî cheappenaincontratibasteranno a purgarti da ogni nausea e a congedarti senza che tuprovi fastidio per le cose a cui ritorni. Che cosainfattiti infastidisce? Lacattiveria degli uomini? Considerati i termini del problema - e cioè che gliesseri razionali esistono gli uni per gli altri; che la tolleranza è partedella giustizia; che sbagliano senza volerlo - e considerato quanti giàdopoaver nutrito inimiciziasospettoodiogiacciono trafittiridotti in ceneresmettilainfine! O forse il tuo fastidio è anche per la sorte chenell'ordineuniversaleti viene assegnata? Ritorna col pensiero all'alternativa: «Oprovvidenza o atomi»e a tutti gli argomenti con cui fu dimostrato che ilcosmo è come una città. O forse ti sentirai toccato dalle cose del corpo?Torna ancora a pensare che la mente non si immischia con i movimenti dolci oaspri del soffio vitaleuna volta che abbia isolato se stessa e presocognizione del proprio potere; e poi pensa a tutto quello che hai ascoltatointorno al dolore e al piaceree su cui hai espresso il tuo assenso. O saràforse la preoccupazione di una misera fama a fuorviarti? Guarda la rapiditàdell'oblio che investe tuttol'abisso dell'eternità che si estende infinita inentrambe le direzionila vacuità della rinomanzala volubilità e lasconsideratezza di chi sembra tributare elogie l'angustia del luogo in cui lafama è circoscritta. Perché tutta la terra è un punto: e quale minuscolocantuccio della terra è questa dimora? Equiquanti e quali sono gli uominiche ti elogeranno? Ricordaallorache puoi ritirarti in questo tuo campicelloe soprattutto non agitarti e non darti troppa penama sii libero e guarda larealtà da uomoda essere umanoda cittadinoda essere mortale. E tra iprincipî che più dovranno stare a portata di mano quando ti ripiegherai su diessivi siano i due seguenti. Il primo: le cose non toccano l'animama stannoimmobili all'esternomentre i turbamenti vengono soltanto dall'opinione che siforma all'interno. Il secondo: tutto quanto veditra un istante si trasformeràe non sarà più; e pensa continuamente alla trasformazione di quante cose haiassistito di persona. Il cosmo è mutamentola vita è opinione.

4 Se l'intelligenza è comune a noi uominiè comuneanche la ragionein virtù della quale siamo esseri razionali; se cosìècomune anche la ragione che ordina ciò che deve o non deve essere fatto; secosìè comune anche la legge; se cosìsiamo concittadini; se cosìpartecipiamo di un organismo politico; se cosìil cosmo è come una città. Diquale altro organismo politico comuneinfattisi potrà dire partecipel'intera umanità? E di quida questa città comuneci viene la nostra stessaintelligenzaragionelegge; da dovealtrimenti? Infatticome ciò che in mevi è di terreno è particella ricavata da una qualche terral'umido da unaltro elementoil soffio vitale da una sorgenteil calore e il fuoco da unaloro specifica fonte - perché nulla viene dal nullacome neppure finiscenell'inesistente -così appunto anche l'intelligenza ha origine da qualcosa.

5 La morte ètale quale la nascitaun mistero dellanatura: aggregazione degli stessi elementi agli stessi elementi; non certoinsommaqualcosa di cui ci si debba vergognare: infatti non contrasta con lacondizione di un essere razionale né contrasta con il criterio della suacostituzione.

6 Questo è il prodotto inevitabile di individui cheabbiano una simile natura: chi non lo accettanon accetta che il fico abbia illattice. Insommaricòrdati di questo; in men che si dica sarete morti sia tusia costuie fra poco di voi non resterà neppure il nome.

7 Cancella l'opinione: è cancellato il «sono statodanneggiato». Cancella il «sono stato danneggiato»: è cancellato il danno.

8 Ciò che non rende un uomo peggiore di quel che ènonrende peggiore neppure la sua vitae non la danneggiané dall'esterno nédall'interno.

9 La natura dell'utile non può produrre che questo.

10 Tutto ciò che avviene avviene giustamente: loverificheraise osservi con attenzione. Non dico soltanto nel senso che avvienein giusta conseguenzama nel senso che avviene secondo giustizia e come peropera di qualcuno che assegna quanto spetta secondo il merito. Quindi osservaquesto principiocome hai cominciato a faree in qualunque azione agisci conil presupposto di essere buononel senso in cui è propriamente inteso l'essere«buono». Mantieni questa esigenza in ogni azione.

11 Non formarti opinioni in analogia ai giudizi che ilprepotente formula o vorrebbe che tu formulassima guarda le cose in séqualisono in verità.

12 Bisogna tenere sempre pronte queste due regole: laprimacompiere soltanto ciò che la ragione di sovrano e legislatore suggerisceper il bene degli uomini; la secondacambiare parere se accanto c'è qualcunoin grado di correggerti o staccarti da una determinata convinzione. Questaconversionetuttaviadeve sempre avvenire per verosimili ragioni di giustiziao utilità socialee ciò che fa mutare strada deve essere solo di questanaturanon qualcosa che sia apparso fonte di piacere o di fama.

13 Hai la ragione? Sì. Allora perché non la usi? Quandoessainfattisvolge il proprio cómpitoche altro vuoi?

14 Sei venuto al mondo come parte. Scomparirai dentro ciòche ti ha generatoo meglio sarai riassuntoattraverso trasformazionenellasua ragione seminale.

15 Molti granelli di incenso sullo stesso altare: uno ècaduto primal'altro dopoma non fa nessuna differenza.

16 Entro dieci giorni sembrerai un dio a quelli stessi acui ora sembri una belva e una scimmiase ritorni ai principî e al culto dellaragione.

17 Non vivere come se dovessi vivere migliaia di anni. Ilfato incombe: finché vivifinché è possibilediventa virtuoso.

18 ... quanto tempo libero guadagna chi non guarda checosa il prossimo ha dettofatto o pensatoma soltanto le proprie azioniperché siano giuste e piecioè conformi all'uomo virtuoso. Non voltartiintorno a guardare un carattere malvagioma corri dritto lungo la lineasenzalasciarti deviare.

19 Chi spasima per la sua gloria postuma nòn pensa cheanche ognuno di quelli che lo ricordano al più presto moriràe poi sarà ilturno di chi avrà preso il suo postofinché il ricordo di luiavvicendandositra vite che si accendono e spengonosi estinguerà completamente. Ma supponipure che siano immortali coloro che ricorderannoe immortale il ricordo:ebbeneche senso ha tutto questo per te? E non dico soltanto che non ha sensoper il defunto: maanche per chi è vivoche senso ha la lode? (a prescindereda una sua funzione strumentale). Adessoinfattitu trascura pureinopportunamente la dote naturalededicandoti a un'altra ragione; poi [...]

20 Tutto quel che per qualsivoglia ragione è belloèbello di per se stesso e si conclude in se stessosenza che la lode necostituisca una parte. Ciò che è lodatoquindinon diviene per questopeggiore né migliore. Lo dico anche a proposito delle cose comunemente definitebellead esempio gli oggetti materiali e i prodotti artistici. Invececiò cheè veramente bello di che altro ha bisogno? Di nullaesattamente come la leggecome la veritàcome la benevolenza o il pudore. Quale di queste cose è bellase è lodata o perde valore se è biasimata? Uno smeraldo diventa peggiore diquel che èse non viene lodato? E l'orol'avoriola porporauna liraunpugnaleun fiorellinoun alberello?

21 Se le anime persistonocome può l'aria contenerletutte dall'eternità? E come può la terra contenere i cadaveri di chida tantotempovi viene sepolto? Infatticome quaggiù la trasformazione e ildissolvimento di questidopo una determinata persistenzafanno spazio ad altrimorticosì le anime che trasmigrano nell'ariadopo essersi mantenute per undato periodo di temposi trasformanosi effondono e deflagrano venendoriassunte nella ragione seminale dell'universoe in questo modo procuranospazio alle anime che continuano ad aggiungersi ad esse. Questa può essere larisposta nell'ipotesi che le anime persistano. Non bisognaperòconsideraresoltanto la quantità di cadaveri che si seppelliscono in questo modoma anchequella degli animali che ogni giorno sono mangiati da noi e da tutti gli altrianimali. Quanto è grandeinfattiil numero degli animali che vengonoconsumati e cosìin certo modovengono seppelliti nel corpo di chi se nenutre? Eppure c'è abbastanza spazio per accoglierligrazie all'assimilazionein sanguealla trasformazione in elemento aereo o igneo.

In questo casoqual è la via per raggiungere la verità? Ladistinzione tra materia e causa.

22 Non vagare a vuotoma in ogni impulso rendi ciò cheè giusto e in ogni rappresentazione conserva la facoltà di comprendere.

23 È in armonia con me tutto ciò che è in armonia conteo cosmo; nulla di ciò che per te cade al momento opportuno è precoce otardivo per me. È un frutto per me tutto ciò che recano le tue stagionionatura: tutto da tetutto in tetutto a te. Quel tale dice: «O cara città diCecrope»; e tu non dirai: «O cara città di Zeus»?

24 «Fai poco» dice «se vuoi esser sempre sereno». Nonsarà meglio fare il necessario e quanto prescrive la ragione di un esseresociale per naturae nel modo in cui lo prescrive? Questoinfattiporta nonsolo la serenità che viene dall'agire secondo virtùma anche quella chederiva dall'agire poco. Perché se uno elimina la maggior parte delle nostreparole e azioniin quanto non necessarieavrà più tempo libero e una quietepiù sicura. Per cuiin ogni singola circostanzabisogna ricordare a sestessi: «Ma questo non sarà qualcosa di non necessario?». E non si devonoeliminare soltanto le azioni non necessariema anche le rappresentazioni nonnecessarie: perché così non ne seguiranno neppure azioni superflue.

25 Verifica come ti riesce la vita dell'uomo virtuosopago di ciò cheentro le cose dell'universogli viene assegnato in sortecontento del proprio giusto agire e della propria disposizione benevola.

26 Hai visto quelle cose? Guarda anche queste! Non turbarete stesso: semplìficati. Qualcuno sbaglia? Sbaglia a suo danno. Ti è successoqualcosa? Bene: tutto quel che ti succedefin dall'inizioera stato riservatoentro le cose dell'universoper essere assegnato a te e intrecciato con la tuavita. Insomma: la vita è breve; bisogna sfruttare il presente con oculatezza enel rispetto della giustizia. Sii sobrioma con elasticità.

27 O un cosmo ordinato o un miscuglio raccolto insieme:maancoraun cosmo. Oppure è possibile che in te esista un ordine enell'universo il disordinequando per giunta tutte le cose risultano cosìdistintediffuse e solidali?

28 ...un carattere malvagioun carattere femmineouncarattere duroferocebestialepuerileinertefalsoda buffonedamercanteda tiranno.

29 Se è straniero nel cosmo chi non conosce ciò che stanel cosmonon meno straniero è chi non conosce ciò che vi accade. Fuoruscitoè chi si allontana dalla ragione su cui si regge la società; cieco chi chiudel'occhio dell'intelletto; mendico chi ha bisogno di un altro e non ricava da sétutto ciò che serve per la vita; ascesso del cosmo chi recede e si staccascontento degli eventidalla ragione della natura comune: è quellainfattiche li producela stessa che ha prodotto anche te; scheggia della città chischianta la propria anima da quella degli esseri razionaliche è una sola.

30 Uno pratica la filosofia senza tunicaun altro senzalibro. Quest'altro seminudo dice: «Non ho pane e resto fedele alla dottrina».Quanto a menon ho il nutrimento che viene dagli studie le resto fedele.

31 Ama l'arte che hai imparatoacquiètati in essa: etrascorri il resto della vita come chi ha rimesso agli dèicon tutta l'animaogni suo benesenza farsi tiranno o schiavo di nessuno.

32 Pensaper esempioai tempi di Vespasianoe vedrai lestesse cose: gente che si sposatira su i figlisi ammalamuorecombattefesteggiacommerciacoltivaadulasi chiude nel suo orgogliosospettatramaprega che qualcuno muoiabrontola per la situazione in cui si trovafal'amoreaccumula tesoriambisce al consolatoal trono. Ebbene: quella gentenon esiste piùin nessun luogo. Passa poi ai tempi di Traiano: vedrai ancorale medesime cosesenza eccezione: anche quella generazione è morta. Allostesso modo osserva anche gli altri titoli sotto cui si registra la storia diepoche e interi popolie guarda quantidopo essersi tanto affannatiin brevetempo caddero e furono dissolti negli elementi. Ma soprattutto bisognarichiamare alla mente quelli che tu stesso hai visto stremarsi in vane fatichetrascurando di compiere quanto era conforme alla propria costituzioneditenerlo ben stretto e di accontentarsene. Quiperòè necessario ricordareche anche l'attenzione dedicata a ogni singola azione ha un suo valore e una suaappropriata misura: non ti sentirai avvilitoinfattisolo se non tiapplicherai per più tempo del dovuto a cose di minor conto.

33 Le parole che un tempo erano usuali ora sono lemmi indisuso; così pure i nomi di personaggi un tempo celebrati ora sonoin un certosensovoci obsolete: CamilloCesoneVolesoDentato - e tra poco lodiverranno anche Scipione e Catonepoi anche Augustoe poi anche Adriano eAntonino. Perché tutto presto svanisce e diviene mito: e presto lo seppellisceun totale oblio. E questo dico a proposito di chi visse in un prodigioso alonedi gloria: perché gli altricome esalano l'ultimo respirorestano ignotinonlasciano traccia. Del resto cos'èin sostanzaun ricordo imperituro? Il vuotototale. Ma cos'èalloraciò in cui ci si deve impegnare? Unicamente questo:un pensiero ispirato a giustiziaazioni tese al bene comuneuna parola che noninganni mai e una disposizione che di cuore abbracci tutto ciò che avvieneinquanto necessariogià notoderivante da un tale principio e da una talesorgente.

34 Conségnati spontaneamente a Clotolasciando che tiintrecci con qualsiasi fatto voglia.

35 Tutto effimerosia il soggetto che ricordasia ilsoggetto ricordato.

36 Osserva continuamente che tutto nasce pertrasformazione e abituati a pensare che la natura del tutto nulla ama cometrasformare l'esistente e produrre cose nuove che gli somiglino. Tutto ciò cheèinfattiin un certo modo è seme di quello che ne sarà. Tu invece tirappresenti come seme soltanto quello che penetra nella terra o nell'utero: maquesto significa proprio non avere istruzione filosofica!

37 Presto sarai mortoe ancora non sei sempliceimperturbabilecerto di non poter subire danno dall'esternobenevolo versotutti; e ancora non riponi la saggezza unicamente nell'agire secondo giustizia.

38 Osserva il loro principio dirigentee quali coserifuggono le persone saggequali invece inseguono.

39 Il tuo male non può stare nel principio dirigente diun altroe neppure in qualche mutamento e alterazione di quel che ti circonda.Doveallora? Nella parte di te che formula opinioni intorno ai mali. Ebbenetale parte non formuli opinionie tutto andrà bene. Anche se ciò che le stapiù vicinoil corpoviene tagliatobruciatoanche se va in suppurazioneincancrenala parte che formula opinioni su tutto questo resti quietacioè nongiudichi male né bene nulla che possa indifferentemente accadere a un uomomalvagio e a uno buono. Perché quello che accade parimenti a chi vive contronatura e a chi vive secondo natura non è né secondo né contro natura.

40 Pensa continuamente al cosmo come a un solo essere cheracchiude una sola sostanza e una sola animae pensa come tutto pervenga a unasola sensazionela suacome quest'essere compia tutto per un solo impulsocome tutte le cose siano concausa di tutti gli eventie quale sia il loro fittointrecciarsi e connettersi.

41 Sei un'animuccia che porta un cadaverecome dicevaEpitteto.

42 Per ciò che si trova in corso di trasformazione nonpuò esservi nulla di malecome neppure può esservi nulla di bene per ciò chesorge da una trasformazione.

43 L'eternità è come un fiume formato dagli eventi e unacorrente impetuosa: ogni singola cosainfattiappena cade sott'occhio è giàpassata oltree ne passa un'altrache a sua volta sarà trascinata via.

44 Tutto ciò che accade è abituale e noto così come larosa in primavera e la frutta in estate: lo stesso valein effettianche perla malattiala mortela calunniale tramee quanto rallegra o addolora glisciocchi.

45 La conseguenza sussegue all'antecedente secondo unvincolo di affinità: perché non si tratta di una serie di fatti indipendentiretta solo da una legge di necessitàma di una stretta connessione razionale;e come la realtà è armonicamente coordinatacosì gli eventi presentano nonuna nuda successionema una specie di mirabile affinità.

46 Ricorda sempre l'opinione di Eraclito: «morte dellaterra è divenire acqua e morte dell'acqua divenire aria e dell'aria divenirefuoco e viceversa». Ricorda anche «chi dimentica dove conduce la via»; e che«gli uomini sono in contrasto proprio con quello con cui sono nel rapporto piùassiduocon la ragione che governa il tuttoe a loro sembrano estranee propriole cose in cui si imbattono quotidianamente»; e «non si deve agire e parlarecome durante il sonno» (anche allorainfattici sembra di agire e diparlare); e non bisogna «quali figli dei genitori...»cioè in base al puroprincipio del «come abbiamo appreso».

47 Comese uno degli dèi ti dicesse: «Entro domani o almassimo dopodomani sarai morto»non daresti grande importanza al moriredopodomani invece che domania meno di essere meschino fino in fondo (quantovaleinfattiun simile scarto di tempo?); così pure non credere che sia ungrande affare morire tra molti anni invece che domani.

48 Pensa continuamente quanti medici sono mortidopo avertante volte aggrottato le sopracciglia sui loro pazienti; quanti astrologidopoaver predetto la morte di altri con l'aria di emettere un'importante previsione;quanti filosofidopo mille estenuanti dispute sulla morte o sull'immortalità;quanti eroidopo aver ucciso tanti uomini; quanti tirannidopo aver esercitatoil potere di vita e di morte con terribile superbiaquasi fossero immortali; equante intere città sonoper così diremorte: ElicePompeiErcolano einnumerevoli altre. Passa in rassegna anche tutti quelli che conosciuno dopol'altro: questo ha seppellito quellopoi è stato disteso sul letto di mortequest'altro ha fatto lo stesso con quell'altroe così via: e tutto in brevetempo. Insommaguarda sempre la realtà umana come effimera e vile - ieri unpo' di mucodomani mummia o cenere. Questo infinitesimale frammento di tempoquinditrascorrilo secondo natura e concludilo in serenitàcome l'oliva cheormai maturacadesse lodando la terra che l'ha prodotta e ringraziando l'alberoche l'ha generata.

49 Sii come il promontoriocontro cui si infrangonoincessantemente i flutti: resta immobilee intorno ad esso si placa ilribollire delle acque.

«Me sventuratomi è capitato questo». Niente affatto!Semmai: «Me fortunatoperché anche se mi è capitato questo resisto senzaprovar doloresenza farmi spezzare dal presente e senza temere il futuro».Infatti una cosa simile sarebbe potuta accadere a tuttima non tutti avrebberosaputo resistere senza cedere al dolore. Allora perché vedere in quello unasfortuna anziché in questo una fortuna? Insommachiami sfortuna per un uomociò che non è un insuccesso della natura umana? E ti pare un insuccesso dellanatura umana ciò che non va contro il volere di tale natura? E allora? Haiappreso qual è il suo volere: sarà forse quel che ti è capitato a impedirtidi essere giustomagnanimotemperanteassennatonon precipitososinceroriservatoliberodotato di tutte le altre qualità chequando sono insiemepresenticonsentono alla natura dell'uomo di possedere ciò che le è proprio?Ricorda poiad ogni evento che ti induca a soffriredi far uso del seguenteprincipio: «questo fatto non è una sfortunamentre è una fortuna sopportarlonobilmente».

50 Aiuto non filosoficoma comunque produttivo per ildisprezzo della morteè richiamare alla mente coloro che si sono tenacementeaggrappati alla vita. Ebbeneche hanno avuto di più rispetto a chi ha avutouna fine prematura? Giacciono pur sempreda qualche parteCedicianoFabioGiulianoLepido e gli altri come loroche ne avevano seppelliti tantie poisono stati seppelliti! Insommala differenza di tempo è piccolaepergiuntada scontare con quante sofferenzecon quale compagnia e in quale corpo!Quindi non considerarla un affare. Guarda dietro di te l'abisso dell'eternitàedavanti a teun altro infinito. In questa dimensione che differenza c'è travivere tre giorni o tre volte gli anni di Nestore?

51 Corri sempre per la via più breve - la via più breveè quella secondo natura - così da parlare e agire sempre nel modo più valido.Un simile propositoinfattilibera dalle fatiche di una campagna militarediogni incombenza di governodell'eccessiva raffinatezza.

LIBRO V

1 All'albaquando ti svegli di malavogliatienisottomano questo pensiero: «Mi sveglio per svolgere il mio compito di uomo; eancora protesto per avviarmi a fare quello per cui sono nato e per cui sonostato introdotto nel cosmo? O forse sono stato fatto per restare a letto ascaldarmi sotto le coperte?». «Questoperòè più piacevole». Sei natoalloraper godere? Il cheinsommanon significa forse: per essere passivo? Oinvecesei nato per essere attivo? Non vedi che le piantei passerileformichei ragnile api svolgono il proprio cómpitocollaborando per la loroparte alla vita dell'universo? E tualloranon vuoi fare ciò che è propriodell'uomonon corri verso ciò che è secondo la tua natura? «Ma è necessarioanche riposarsi». È necessariolo dico anch'io: la naturaperòha postouna misura anche per questone ha posto una anche per il mangiare e il bere; etuciò non ostantevai al di là della misuraal di là di quel che èsufficiente? Non lo fai piùperòquando si tratta di agire: allora ti tieni«nei limiti del possibile»! Non ami te stesso: perché in tal caso amerestianche la tua natura e la sua volontà. Altriche amano il proprio lavoroviconsumano ogni energiasaltando il bagnosaltando i pasti: tu onori la tuanatura meno di quanto il cesellatore onori il cesello o il danzatore la danza ol'avaro il denaro o il vanaglorioso la sua misera gloria? Eppure costoroquandosi appassionanosono disposti a non mangiare e a non dormire pur di vedercrescere l'opera in cui sono impegnati: a te invece le azioni ispirate al benedella comunità sembrano di minor valoremeno degne di attenzione?

2 Come è facile respingere e cancellare ognirappresentazione molesta o impropriae trovarsi sùbito in una calma assoluta.

3 Ritieniti degno di ogni parola e azione che sianoconformi a natura; e non cedere al pensiero che ne possano conseguire lecritiche o le chiacchiere di alcunimase è bene che una cosa sia fatta odettanon giudicartene indegno. Quelliinfattihanno un proprio principiodirigente e seguono un proprio impulso: tu non tenerne contoma raggiungi lameta per la via drittaseguendo la tua natura personale e quella comune: unasolaper entrambeè la strada.

4 Procedo attraverso ciò che è secondo naturafinchécadutoriposeròesalando l'ultimo respiro in ciò da cui ogni giorno traggorespirocadendo su ciò da cui mio padre raccolse lo spermamia madre ilsangue e la mia nutrice il latteciò da cui ogni giornoda tanti annitraggocibo e bevandaciò che mi sostiene mentre lo calpesto e lo sfrutto per tantecose.

5 Non possono ammirare il tuo acume. D'accordoma possonoammirare molte altre dotiper le quali non puoi dire: «La natura non mi hadato questa qualità». Metti in campoquindiquelle che dipendono interamenteda te: la genuinitàla serietàla resistenza a fatiche e doloril'indifferenza al piacerela piena accettazione della sortela sobrietà nelleesigenzela benevolenzala libertàla semplicitàl'avversione per lechiacchierela magnanimità. Non ti accorgi quante doti - per le quali non puoiassolutamente accampare di non aver disposizione naturale o attitudine - seigià in grado di mettere in atto eciò non ostantecontinui volontariamente arestare al di sotto dei tuoi mezzi? O è forse la scarsa disposizione naturaleche ti costringe a mormorarea esser grettoadularelagnarti del tuo poverocorpomostrarti compiacentemillantareondeggiare tanto nell'anima? Nopergli dèi: anzidi tali atteggiamenti ti saresti potuto liberare da tempoosemmaiavresti potuto essere giudicato solo poco pronto e poco dotatod'ingegno. Ma anche in questo bisogna esercitarsiinvece di trascurare ilproblema e crogiolarsi nel torpore.

6 Ci sono persone prontequando hanno conseguito unmerito presso qualcunoa mettergli in conto il favore. C'è chi a questo nonarrivae tuttavia dentro di sé considera l'altro un debitore ed è benconsapevole di ciò che ha fatto. Ci sono poi altri chein certo modonon sononeppure consapevoli di quello che hanno fattoma assomigliano alla vite cheproduce il grappolo euna volta che ha prodotto il proprio fruttonon cercaaltro - come pure il cavallo che compiuto la sua corsail segugio che halavorato sulle pestel'ape che ha fatto il miele. E un uomo che ha agito benenon si mette a gridarloma passa a un'altra azionecome la vite passa aprodurre ancoraquando è stagioneil grappolo. Orabisogna appartenere alnovero di queste persone che agiscono così: in certo modosenza renderseneconto. «Sì - dirà qualcuno - eppure proprio di questo occorrerebbe rendersicontoperché è caratteristica dell'essere sociale comprendere di agire per lasocietàeper Zeusesigere che lo comprendano anche gli altri componentidella società». Quello che dici è veroma fraintendi ciò di cui si staparlando ora; perciò sarai uno di quelli che ho ricordato prima: anche loroinfattisi lasciano fuorviare da una parvenza di logica. Se però vorraicomprendere di cosa mai si stia parlandonon temere di dover per questotrascurare alcuna azione utile alla comunità.

7 Preghiera degli Ateniesi: «Piovipiovio caro Zeussui campi e sulla piana degli Ateniesi». O non si deve pregareo si deve farlocosìsemplicemente e schiettamente.

8 Come si dice: «Asclepio ha ordinato al tale dicavalcareo di lavarsi con l'acqua fredda o di camminare scalzo»così puresi può dire: «la natura universale ha ordinato al tale una malattia o unamenomazione o una perdita o simili». Infatti nel primo caso «ha ordinato»significa all'incirca «ha disposto per lui questa curain quanto idonea allasua salute»; e anche nel secondo caso ciò che accade a ciascuno è stato incerto modo disposto in quanto idoneo al suo destino. Così pure diciamo che lecose «avvengono» come gli architetti dicono che le pietre squadrate«convengono»nelle mura o nelle piramidiperché si adattano l'una all'altrain un determinato assetto. Nell'insiemeinfattil'armonia è una solae comedal complesso di tutti i corpi si realizza un simile corpo - il cosmo -cosìdal complesso di tutte le cause si realizza una simile causa: il destino. Eanche coloro che sono completamente sprovvisti di istruzione filosoficacapiscono di cosa parlo; dicono infatti: «il destino gli ha portato questo».Quindi: questo è stato portato a luiquesto è stato disposto per lui. Alloraaccettiamo queste prescrizioni come quelle di Asclepio. Anche tra esse ve nesono molte pesantima noi le accettiamo volentieri nella speranza di ottenerela salute. Considera la compiuta realizzazione di ciò che pare bene alla naturacomune come la tua salute. E così accetta di cuore tutto ciò che avvieneanche se ti risulta alquanto asproperché conduce làalla salute del cosmoal pieno e felice successo di Zeus. Egliinfattinon avrebbe mai portatoquesto evento a qualcunose questo evento non avesse comportato un vantaggioper l'universo: né una qualsivoglia natura arreca qualcosa che non sia adatto aciò che è governato da essa. Perciò devi amare quel che ti accade per dueragioni: la primaperché è per te che doveva avvenireper te è statodisposto e con te stava in un determinato rapportointessutoindietro neltempocon i fili delle cause più antiche; la secondaperché per colui chegoverna il tutto anche ciò che tocca singolarmente a ciascuno è fattore checontribuisce alla prosperitàalla compiutezza eper Zeusalla sussistenzastessa. L'intero viene mutilatoinfattise dal complesso e dalla compagine tuamputi anche solo una delle parti e così pure delle cause; eper quanto sta intequando ti senti in contrasto con il tutto tu amputi e in certo modo sottrai.

9 Non disgustartinon scoraggiartie non avvillrti senon ti riesce stabilmente di compiere ogni singola azione secondo rettiprincipîmadopo un insuccessoripercorri di nuovo i tuoi passi e sii giàcontentose le tue azioni sono per la maggior parte più degne di un uomoeama ciò a cui ritornie non ritornare alla filosofia come a un pedagogomacome i malati agli occhi ritornano alla spugnetta e all'uovocome altriall'impiastroal fomento. In questo modoinfattinon ostenterai per nulla latua obbedienza alla ragionema troverai quiete in essa. Ricordaperòche lafilosofia vuole unicamente ciò che vuole la tua naturamentre tu volevi altronon conforme a natura. Del restocosa c'è di più attraente di ciò che èconforme a natura? Il piacere non inganna forse proprio perché attrae? Maallora osserva se non seduca di più la magnanimitàla libertàlasemplicitàla mitezzala devozione agli dèi. E cosa attrae più dellasaggezza stessaquando consideri che la facoltà di comprendere e conoscere conesattezza assicurano un cammino esente da errori e sicuro in ogni circostanza?

10 La realtàin certo modoè avvolta in un taleviluppo da essere apparsa assolutamente inafferrabile a non pochi filosofienon a filosofi qualsiasi (per non dire che agli stoici stessi apparedifficilmente afferrabile). E ogni nostro assenso è mutevole: dov'èinfattil'uomo che non muta mai? Passa quindi a considerare direttamente gli oggetticome abbiano breve durata e scarso valore e possano appartenere a un invertito oa una prostituta o a un brigante. Dopo di che passa a considerare il caratteredi coloro che ti vivono accanto: si fa fatica a sopportare anche il più amabiledi loroper non dire che uno fatica a tollerare anche se stesso. Orain unasimile oscuritàin una simile lordurain tanto fluire della sostanzadeltempo e del movimento e di ciò che è in motonon riesco a vedere cosa possamai esserci che meriti il nostro apprezzamento oin ogni casoil nostroimpegno. Al contrario: bisogna confortare se stessi e attendere la soluzionenaturalee non spazientirsi per l'attesama trovar quiete in queste soleconsiderazioni: la primache non mi succederà nulla che non sia conforme allanatura universale; la secondache non mi è consentito fare nulla contro il miodio e demone. Non c'è nessunoinfattiche possa costringermi a trasgredire ilsuo volere.

11 Per quale scopo debbo usare ora la mia anima? In ognisingola circostanza poniti questa domanda e verifica: «Cosa c'èorainquesta parte di me che chiamano principio dirigentee di chioraho l'anima:di un bambino? di un ragazzino? di una donnetta? di un tiranno? di un animale daallevamento? di un animale selvatico?».

12 Quale sia la natura delle cose che ai più sembranobenipuoi capirlo anche da questo ragionamento. Se uno considera come veri benitaluni che effettivamente lo sonocome la saggezzala temperanzalagiustiziala fortezzadopo averli così concepiti non può più stare adascoltare quel verso: «per i beni...»perché non risponde alla suasituazione. Mentre chi valuta come beni quelli che ai più sembrano taliascolterà fino in fondo la frase del poeta comico e non avrà difficoltà adaccettarlagiudicandola appropriata. Così anche i più hanno idea delladifferenza: altrimenti non succederebbe chenel primo casol'espressione urtie venga respintanel secondoinveceaccettiamo come conveniente e spiritosala battuta sulla ricchezza e sui colpi di fortuna che portano lusso o gloria.Proseguiallorae chiediti se si debbano onorare e ritenere beni cose talichedopo averle così valutatepare appropriato aggiungere che chi le possiede«non ha più»per la sua ricchezza«dove poter cacare».

13 Sono composto di elemento causale ed elementomateriale; nessuno dei due si perderà nel nullacome neppure è sorto dalnulla. Pertanto ogni mia parteattraverso trasformazionesarà ricondotta auna parte del cosmoe a sua volta quella si trasformerà in un'altra parte delcosmo e così via all'infinito. Anch'io esisto come prodotto di taletrasformazionee così i miei genitorie così viaprocedendo a ritrosoancora all'infinito. Nullainfattiimpedisce di esprimersi in questo modoanche nell'eventualità che il cosmo sia governato per cicli definiti.

14 La ragione e l'arte di ragionare sono facoltàsufficienti a se stesse e al loro operato. Muovonoquindida un proprioprincipioe procedono verso il fine proposto; di conseguenzasimili azionivengono chiamate «azioni rette»a indicare il loro percorso rettilineo.

15 L'uomo non deve occuparsi di nessuna delle cose che nonconvengono all'uomo in quanto tale. Non sono esigenze dell'uomonon leripromette la natura umananon danno compiutezza alla natura umana. Quindi inesse non si trova neppure il fine posto all'uomo né ciò che realizzacompiutamente tale fineil bene. Ancora: se una di queste cose convenisseall'uomonon sarebbe conveniente disprezzarle e combatterlee non sarebbedegno di lode chi mostrasse di saperne fare a menonése davvero queste cosefossero benisarebbe virtuoso chi si pone dei limiti in alcuna di esse. Orainveceuno è tanto più virtuoso quanto più accetta di privarsi di queste ealtre simili coseo di esserne privato da altri.

16 Quali saranno le tue rappresentazioni ricorrentitalesarà la tua mente: le rappresentazioniinfattiimpregnano l'anima con ilproprio colore. Pertanto impregnala continuamente con rappresentazioni qualiper esempio: «dove si può viveresi può anche vivere bene; a corte si puòvivere; quindi a corte si può anche vivere bene». Eancora: «ogni singoloessere muove verso ciò per cui è stato prodotto; il suo fine sta in ciò versocui muove; dove sta il finelà sta anche l'utile e il bene di ciascun essere;il bene dell'essere razionalequindiè vivere in società». Infatti è datempo dimostrato che siamo nati per la vita in società. O non era evidente chegli esseri inferiori esistono per quelli superiorie quelli superiori esistonogli uni per gli altri? E gli esseri animati sono superiori agli esseriinanimatigli esseri razionali agli esseri semplicemente animati.

17 Inseguire l'impossibile è da folli: ed è impossibileche i malvagi non facciano cose del genere.

18 A nessuno accade nulla che egli non possa per naturasopportare. A un altro accadono le stesse cose e questio perché ignora chegli sono accaduteo perché vuole esibire grandezza d'animoresta ben saldo ene esce senza danno. È gravequindiche ignoranza e compiacimento siano piùforti della saggezza.

19 Le cose di per sé non sfiorano in alcun modo l'animané hanno accesso alcuno all'animané possono modificare o muovere l'anima;essa soltanto modifica e muove se stessae rende per sé le cose che laraggiungono dall'esterno tali quali sono i giudizi che su di esse si ritienedegna di esprimere.

20 Per un verso abbiamo il più stretto legame con gliuominiin quanto dobbiamo far loro del bene e sopportarli; per l'altroinvecein quanto certuni mi ostacolano nello svolgimento del mio specifico operatogliuomini divengono per me una delle cose indifferentinon meno del sole o delvento o di una belva. Oraquesti possono sì intralciare un'attivitàmal'impulso e la disposizione non hanno ostacolipoiché ricorrendo alla riservali abbattono. Il pensieroinfattitravolge e trasforma ogni ostacolo alla suaattività nel vero valore che la guidae così ciò che frenava quella dataazione diviene utile all'azione e ciò che sbarrava quella data via aiuta apercorrerla.

21 Degli esseri che si trovano nel cosmo onora ilmigliore: è quello che di tutto dispone e tutto governa. Allo stesso modoanche di quanto si trova in te onora il meglio: è ciò che condivide la naturadi quell'essere supremo; anche in teinfattiè quello che dispone di tutto ilrestoe la tua vita è sotto il suo governo.

22 Ciò che non è dannoso alla cittànon danneggianeppure il cittadino. Ad ogni rappresentazione di un danno subitoapplicaquesta regola: se la città non è danneggiata da questonon risultodanneggiato neppure io. E se la città non riceve dannonon ci si deve adirarecon l'autore dell'azione dannosama mostrargli qual è la sua mancanza.

23 Considera spesso la rapidità del passaggio e dellascomparsa degli esseri e degli avvenimenti. La sostanzainfattiè come unfiume che scorre ininterrottamentele attività soggiacciono a continuetrasformazionile cause a migliaia di modificazioni e non c'è pressoché nulladi stabile; e consideraproprio qui accantoquesto infinito abisso del passatoe del futuroin cui tutto scompare. Come puòdunquenon essere folle chi inquesta situazione è tanto pieno di sé o spasima o si lamenta come se il suotormento dovesse durare a lungo?

24 Ricorda l'intera sostanzadella quale partecipi inentità minima; l'intera eternitàdi cui ti è stato assegnato un breveinfinitesimale intervallo; e il destinodi cui tu quale minuscola parte sei?

25 Un altro commette una colpa nei miei confronti? Se lavedrà lui: ha una propria disposizione internauna propria attività. Io oraho ciò che la natura comune vuole che io ora abbiae faccio ciò che la mianatura vuole che io ora faccia.

26 Il principio dirigente e sovrano della tua anima siauna parte immodificabile dai movimenti dolci o aspri che si verificano nellacarnee non vi si mescolima circoscriva se stesso e confini quelle passioninei loro organi. Qualora invece si propaghino fino alla mente attraverso l'altrogenere di simpatia - come cioè avviene nell'àmbito di un corpo che è unico -allora non si deve tentare di contrastare il passo alla sensazioneche ènaturalema il principio dirigente non aggiunga di suo l'opinione che si trattidi bene o di male.

27 Vivere con gli dèi. Vive con gli dèi chicontinuamente mostra loro la propria anima soddisfatta di ciò che gli vieneassegnato in sortee in atto di compiere quanto vuole il demone che Zeusqualeframmento di séha dato a ciascuno perché lo guidi e lo diriga. Questo demoneè l'intelletto e la ragione di ciascuno.

28 Ti adiri forse con chi puzza di caprone? Ti adiri forsecon chi ha l'alito pesante? E che ti farà mai? Ha la bocca che si ritrovahale ascelle che si ritrova: è inevitabile che dalla condizione in cui si trovaderivino simili effluvi. «Ma l'uomo - si obietta - possiede la ragione e puòcomprendereriflettendoin che cosa sbaglia». Benissimo! Quindi anche tupossiedi la ragione: con la tua disposizione razionale smuovi la suadisposizione razionaleindicaglirichiamagli l'errore. Se ti ascoltalocurerai e non ci sarà bisogno di adirarsi.

Né attore tragico né prostituta.

29 Qui è possibile vivere nello stesso modo in cui pensidi vivere una volta uscito di qui. E se non te lo dovessero permetterealloraesci anche dalla vita: come chiperònon patisce per questo nulla di male.C'è fumoe quindi me ne vado: perché credi che sia un fatto importante?Finchéperònulla di simile mi spinge a uscirerimango libero e nessuno mipotrà impedire di fare quello che voglio; e il mio volere è conforme allanatura dell'essere razionale e sociale.

30 La mente dell'universo è favorevole al vincolosociale. Quindi ha prodotto gli esseri inferiori per quelli superiorie haposto gli esseri superiori in reciproca connessione. Vedi come ha subordinatocoordinato e assegnato a ciascuno secondo il meritoe come ha condotto gliesseri eminenti a reciproca concordia.

31 ...come ti sei comportato fino ad ora verso gli dèiigenitorii fratellila mogliei figlii maestrigli istitutorigli amicii parentigli schiavi; se fino ad ora per te è valsonei confronti di tuttiil principio di «non fare né dire ad alcuno nulla di ingiusto». Ricorda ancheattraverso quali esperienze sei passato e quali sei riuscito a sopportare. Ericorda che ormai la storia della tua vita è compiuta e il tuo servizio è allafinee quante cose belle hai visto e quanti piaceri e dolori hai disprezzatoequante occasioni di gloria hai trascuratoe con quanti ingrati sei statobenevolo.

32 Perché anime senz'arte e ignoranti confondono un'animache ha arte e scienza? Ma qual èalloral'anima che ha arte e scienza? Quellache conosce l'inizio e la fine e la ragione che attraversa l'intera sostanza eche lungo tutta l'eternità governa il tutto per periodi definiti.

33 In men che si dicacenere o scheletro e semplice nomeo neppure più nome; e il nome è solo rumore e voce che risuona. Le cose chenella vita si considerano tanto preziose sono vuotemarcepiccolebotoli chesi azzannanobambini rissosi che ridonoe un attimo dopo piangono. La lealtàinveceil pudorela giustizia e la verità «dalla terra dalle ampie strade»[sono volate] «sull'Olimpo». Allora che cos'è che ancora ti trattiene quivisto che gli oggetti della sensazione sono quanto mai mutevoli e instabiligliorgani della sensazione ottusi e corrivi a impressioni illusoriela stessapovera anima è alito che evapora dal sanguee aver buona fama presso gentecome questa è cosa vacua? E allora? Attenderai sereno di estinguerti otrasmigrare? E finché non sarà giunto quel momentoche cosa basta fare? Chealtro se non venerare e benedire gli dèifar del bene agli uomini esopportarlie astenersie ricordare che quanto cade fuori dei limiti della tuamisera carne e del tuo misero soffio vitale non è tuo né in tuo potere?

34 Hai sempre la possibilità di fare un viaggio felicepoiché hai anche la possibilità di procedere per la retta viae conformare adessa le tue opinioni e azioni. All'anima del dio e a quella dell'uomo e di ogniessere razionale sono comuni queste due facoltà: non essere impediti da altri eriporre il bene nella disposizione interna e nell'azione conformi a giustiziaportando ad esaurirsi qui ogni desiderio.

35 Se questa non è cattiveria mia né azione che avvengaper mia cattiveriae se la comunità non ne viene danneggiatache interesseposso avere alla cosa? Quale danno ne viene alla società?

36 Non lasciarti trascinare totalmente dallarappresentazionema presta il tuo aiuto agli altri secondo le tue possibilitàe secondo il loro meritoanche se il danno che lamentano riguarda le coseintermedie (maalloranon rappresentartelo come un danno: è una cattivaabitudine). Invececome faceva quel vecchio cheal momento di andarsenechiedeva la trottola del suo pupilloben ricordando che si trattava di unatrottolacosì appunto fai anche tuqui [...]. Uomoti sei dimenticato dicosa si trattava? «Sìlo ricordo bene: ma per costoro hanno grandeimportanza». E per questoquindidovresti diventar pazzo anche tu?

37 Un tempo eroin qualunque situazione fossi coltounuomo fortunato; ma «fortunato» significa: che ha assegnato a se stesso unabuona sorte; e una buona sorte significa: buone inclinazioni dell'animabuoniimpulsibuone azioni.

LIBRO VI

1 La sostanza dell'universo è docile e duttile; e laragione che la governa non ha in sé nessuna causa per cui debba produrre ilmale: perché in sé non ha malea nulla fa del male e non c'è nulla che nevenga danneggiato. Tuttoinveceavviene e si compie secondo la ragionedell'universo.

2 Non far differenza se per svolgere il tuo cómpito tudebba soffrire il freddo o il caldociondolare per il sonno o esser benriposatoricevere critiche o elogimorire o fare qualcos'altro. Anche questache compiamo nel morireè una delle azioni della vita: è sufficiente quindianche in questa occasioneprovvedere bene al fatto presente.

3 Guarda dentro: di nessuna cosa ti sfugga la qualità chele è propria e il valore.

4 Tutti gli oggetti molto presto si trasformeranno edilegueranno in vaporese davvero la sostanza è una; altrimenti sidisperderanno.

5 La ragione che governa sa con quale disposizione e checosa compiee nell'àmbito di quale materia.

6 Il modo migliore di difendersi è non assimilarsi.

7 Trova gioia e quiete in una sola cosa: nel passare daun'azione utile alla comunità a un'altra azione utile alla comunitàmemore didio.

8 Il principio dirigente è quello che desta se stessoorientarende se stesso quale vuole esseree a se stesso fa apparire ognievento quale vuole che sia.

9 Ogni singola cosa si compie secondo la naturauniversale: non certo secondo un'altra natura che la includa dall'esterno o chesia inclusa al suo interno o che sia esterna e indipendente.

10 O miscugliogroviglio e dispersioneovvero unitàordine e provvidenza. Nel primo caso: perché dovrei desiderare di trattenermioltre in una congerie casuale e in una confusione come questa? Di che altro miimportase non del modo in cuiun giorno«diventerò terra»? E perchéfarmi turbare? La dispersioneinfattimi raggiungerà qualunque cosa iofaccia. Nel secondo caso: esprimo venerazionesaldezzafiducia verso colui chegoverna.

11 Quando sei costretto dalle circostanze a subire come unturbamentotorna rapidamente a te stesso e non estraniarti dal ritmo oltrel'indispensabile: tornando continuamente all'armonia crescerà il tuo dominio sudi essa.

12 Se tu insieme avessi una matrigna e una madredellaprima avresti certamente curae tuttavia torneresti continuamente da tua madre.Questomatrigna e madresono ora per te la corte e la filosofia: quiallafilosofiaritorna spessoe trova pace in colei grazie alla qualequell'ambiente ti risulta sopportabile e tu risulti sopportabile inquell'ambiente.

13 Quanto valedi fronte alle leccornie e ai cibi diquesto genereaccogliere la rappresentazione: «questo è il cadavere di unpescequest'altro il cadavere di un uccello o di un maiale»eancora«ilFalerno è il succo di un grappolo d'uva»e «il laticlavio sono peli dipecora intrisi del sangue di una conchiglia»; ea proposito dell'unionesessuale: «è sfregamento di un viscere e secrezione di muco accompagnata daspasmo»! Quanto valgono queste rappresentazioni che raggiungono le cose in sée le penetrano totalmentefino scorgere quale sia la loro vera natura. Cosìbisogna fare per tutta la vitaequando le cose ci si presentano troppopersuasivebisogna denudarle e osservare a fondo la loro pochezza e sopprimerela ricerca per la quale acquisiscono tanta importanza. Perché la vanità è unaterribile dispensatrice di falsi ragionamentie ti lasci più incantare proprioquando più ti pare di impegnarti in cose di valore. Vediquindicosa diceCratete a proposito dello stesso Senocrate.

14 La maggior parte delle cose che la moltitudine ammirarisalgono alle specie più comunicostituite da un determinato stato o da unadeterminata natura: pietrelegnafichivitiolivi; le cose che inveceincontrano l'apprezzamento di persone un po' più vicine alla giusta misura siriconducono a esseri animaticome greggimandrie; l'apprezzamento di personeancora più raffinate va a specie dotate di un'anima razionalenon però inquanto puramente razionalema in quanto capace di un'arte o abile in qualchealtra cosaosemplicementeal possesso di una quantità di schiavi. Chiinvece onora un'anima razionale e socialenon si rivolge più a nessuna dellealtre cosema al di sopra di tutto conserva la propria anima nel suo stato emoto razionale e socialee collabora a questo fine con quanti appartengono allasua stirpe.

15 Vi sono esseri rapidi nel pervenire all'esistenzaaltri nell'averla già compiuta; e anche in ciò che nasce qualcosa è giàestinto; flussi e alterazioni rinnovano continuamente il cosmocomel'ininterrotto moto del tempo rende sempre nuova l'infinita eternità. E inquesto fiumetra queste cose che scorrono via a quale si può mai dare unvalorese su di essa è impossibile trovare un punto d'appoggio? Come se unocominciasse ad amare qualcuno di quei passerotti che in un attimo volano via:eccoè già scomparso alla vista. E la vita di ciascuno è qualcosa comel'evaporazione del sangue e l'inspirazione dell'aria. Qualeinfattiè ilsingolo attoche continuamente ripetiamodell'inspirare e rimettere l'ariatale è anche il restituire l'intera facoltà di respirareche hai acquistatoieri o l'altro ieri al momento di nascerelà da dove l'hai attinta all'inizio.

16 Non ha grande valore né traspirare come le piantenérespirare come gli animali domestici e selvaticiné essere impressionati dauna rappresentazionené esser mossi come marionette da impulsiné far partedi un gregge né nutrirsi (che è come evacuare i residui del cibo). Cos'havaloreallora? Essere applauditi? No. Quindi neppure essere applauditi con lalingua: gli elogi della genteinfattisono un applauso tributato con lalingua. Benehai rifiutato anche la gloria: che cosa ti resta che abbia valore?La capacitàcredodi muoversi e di trattenersi secondo la propriacostituzioneil che è anche il fine cui puntano le varie attività e arti.Ogni arteinfattimira a questo scopoche il suo prodotto sia adatto a ciòper cui è stato prodotto: l'agricoltore che si cura della viteil domatore dicavalli e l'allevatore di cani inseguono questo risultato. E l'opera delpedagogol'opera del maestro quale risultato inseguono? È quidunqueciòche vale. E se va bene cosìnon dovrai conseguire nient'altro. Non vuoismettere di apprezzare anche tante altre cose? Ebbenenon sarai libero néautosufficiente né esente da passioni. È inevitabile infatti che tu debbaprovare invidiagelosiasospetto verso chi può toglierti quelle coseche tudebba insidiare chi possiede quello cui attribuisci valore; insommachi sisente privo di una di quelle cose inevitabilmente resta turbatoe per di piùha molto da rimproverare agli dèi; mentre il rispetto e l'onore per la tuaintelligenza ti renderanno soddisfatto di te stessoin armonia con gli uomini ein intimo accordo con gli dèi: pronto a lodarecioèquanto essidistribuiscono e hanno disposto.

17 I moti degli elementi: verso l'altoverso il bassoincircolo. Il movimento della virtùinvecenon rientra in nessuno di questimaè qualcosa di più divinoe compie felicemente il suo corso procedendo per unavia difficile da concepire.

18 Che tipo di comportamentoil loro! Non voglionoelogiare gli uomini che vivono negli stessi anni e accanto a loromaconsiderano molto ricevere l'elogio dei posteriche non hanno mai visto e nonvedranno mai. Il che è all'incirca come se tu soffrissi perché non hanno avutoparole di elogio per te anche gli antenati.

19 Se qualcosa ti si presenta difficile da realizzarenonpensare che sia impossibile per l'uomo; piuttostose qualcosa è possibile eappropriato all'uomoconsideralo raggiungibile anche per te.

20 Durante gli esercizi in palestra uno ci ha graffiatocon le unghie e lanciandosi di testa ci ha ferito: eppure non usciamo inespressioni di riprovazionenon ci offendiamonéin futurolo sospettiamodi tenderci insidie; ce ne guardiamosìma non come da un nemiconé consospettobensì evitandolosenza rancore. Analogo comportamento si tenga anchenegli altri settori della vita: non diamo peso a tante azioni di chiper cosìdiresi allena misurandosi con noi! Perchécome ho dettoè possibileevitarli senza nutrire sospetti né ostilità.

21 Se qualcuno può contestarmi e dimostrare che le mieopinioni o le mie azioni non sono rettesarò felice di mutare atteggiamento.Perché io cerco la veritàche non ha mai fatto danno a nessuno; mentreinfligge un danno a se stesso chi persiste nel proprio inganno e nella propriaignoranza.

22 Io faccio il mio doveresenza lasciarmi distrarre datutto il resto: esseri inanimatio irrazionalio che si sono smarriti e nonconoscono la strada.

23 Con gli animali sprovvisti di ragione ein generalecon le cose e gli oggetti sensibili abbi un atteggiamento magnanimo e liberocome deve avere chi possiede la ragione con quanto ne è privo; con gli uominiinveceabbi l'atteggiamento che conviene avere con chi possiede la ragione eche risponde ai principî della società. A ogni circostanza invoca gli dèi enon porti il problema: «per quanto tempo potrò agire in questo modo?»perché sono sufficienti anche tre ore vissute così.

24 Alessandro il Macedone e il suo mulattiere morendopassarono alla medesima condizione: infatti o furono riassunti nelle medesimeragioni seminali del cosmo o furono dispersiallo stesso modonegli atomi.

25 Considera quante cose in uno stesso infinitesimalespazio di tempo avvengonocontemporaneamentein ciascuno di noinel corpo einsieme nell'anima: e così non ti stupirai se un numero molto maggiore difattianzitutto quanto avviene in quell'unico insieme di ogni cosachechiamiamo cosmosi realizza contemporaneamente.

26 Se uno ti domandasse come si scrive il nome diAntoninoperderesti forse la pazienza mentre scandisci le lettere una per una?E sedall'altra partedovessero adirarsi? Ti adireresti a tua volta? Non timetterai invece a enumerare pacatamente ogni singola lettera? Allo stesso modoanche quiricorda che ogni dovere si compone di un certo numero di fasi.Bisogna osservarlesenza perdere la calma e inquietarsi con chi si inquietaecosì realizzare con metodo l'obiettivo.

27 Com'è crudele non permettere agli uomini di seguirel'impulso verso ciò che pare loro appropriato e conveniente; eppure in certomodo tu non consenti loro di farlo quando ti indigni perché sbagliano: perchéin ogni casosono convinti di muoversi verso ciò che è loro appropriato econveniente. «Ma non è così». Allora porgi loro gli insegnamenti e leindicazioni del casosenza indignarti.

28 La morte è quiete dall'impressione dei sensidagliimpulsi che ci muovono come marionettedalle deviazioni del pensierodalservizio che prestiamo alla carne.

29 In quella vita in cui il tuo corpo non si arrende èvergognoso che sia l'anima ad arrendersi per prima.

30 Bada di non cesarizzartidi non impregnarti con laporpora: succedeinfatti. Mantieniti quindi semplicebuonointegroserioalieno da orpelliamico del giustodevotobenevoloaffettuosofortenell'adempimento del tuo dovere. Lotta per rimanere tale quale ha volutorenderti la filosofia. Venera gli dèisoccorri gli uomini. La vita è breve:unico frutto dell'esistenza terrena sono una disposizione pia e azioni ispirateal bene comune. Compòrtatiin tuttoda allievo di Antonino: ti sia di modellola sua energia nelle azioni conformi a ragionela sua condotta uguale in ognicircostanzala sua devozionela serenità del suo voltola sua dolcezzailsuo rifiuto della vanagloriail suo desiderio di comprendere le cose; e ilfatto che maia nessun costoavrebbe accantonato una questione prima di averlaesaminata a fondo e compresa con chiarezza; che sopportava chi lo criticavaingiustamentesenza replicare con altre critiche; che non faceva nulla difretta e non prestava orecchio alle calunnie; e l'acutezza con cui indagavacaratteri e azionisenza insultaresenza allarmarsi al minimo rumoresenzavivere nel sospettosenza sofisticare; il suo accontentarsi di pocoper quantoad esempio riguardava l'abitazioneil lettoil vestiarioil ciboil serviziodomestico; la sua laboriosità e magnanimità; la sua capacità di [...] fino aseraper la sua semplicità di vitasenza neppure aver bisogno di evacuare aldi fuori dell'ora consueta; la solidità e la costanza che mostrava nelle sueamicizie; la sua tolleranza verso chi con franchezza si esprimeva contro le sueideee la gioia che provava se qualcuno indicava una via migliore; la suareligiositàaliena da timori superstiziosi; perchéquando sopraggiungerà latua ultima orala tua coscienza sia tranquilla come la sua.

31 Riacquista i sensiriprenditieuna volta che tisarai liberato dal sonno e ti sarai reso conto che quelli che ti turbavano eranosolo sognialloradi nuovo sveglioguarda queste cose come guardavi quelle.

32 Sono fatto di corpo e di anima. Per il corpo ogni cosaè indifferente: perché il corpo non può se non essere indifferente verso lecose. Per la menteinveceè indifferente quanto non è prodotto della suaattività; mentre tutto ciò che è prodotto della sua attività ricade in suopotere. In quest'àmbitotuttaviala mente si occupa soltanto del presente:perché di attimo in attimo la sua attività futura e passata le rimaneanch'essaindifferente.

33 Né la mano né il piede compiono un lavoro contrario anaturafinché il piede esegue il cómpito del piede e la mano i cómpiti dellemani. Così purequindiper l'uomo in quanto uomo il lavoro non è contrario anaturafinché egli svolge le funzioni proprie dell'uomo. E se non è per luicontrario a naturanon è neppure male per lui.

34 ...quali piaceri hanno goduto brigantiinvertitiparriciditiranni.

35 Non vedi quantinell'esercizio del loro mestieresisforzano entro certi limiti di adeguarsi alle idee dei profanie ciò nonostante si attengono alla ragione della loro arte e non accettano distaccarsene? Non è grave che l'architetto e il medico abbiano per la ragionedel loro mestiere un rispetto maggiore di quello che l'uomo nutre per la propriaragioneche egli possiede in comune con gli dèi?

36 L'Asial'Europa sono cantucci del cosmo; ogni mare èuna goccia del cosmo; l'Athos è una piccola zolla del cosmo; l'intero tempopresente è un punto dell'eternità: tutto è piccoloinstabilein atto discomparire. Tutto viene di làda quello che è il principio dirigente comuneper impulso diretto o per conseguenza. Eallorale fauci spalancate del leoneil veleno e quanto provoca dannocome le spinecome il fangosono accessoridi ciò che è venerabile e bello. Non rappresentarteloquindicome estraneo aciò che venerima considera quella che è la fonte di tutto.

37 Chi ha visto la realtà presente ha visto tuttosiaciò che è stato dall'eternita sia cio che sarà fino all'infinito: perchétutto ha uguale origine e uguale aspetto.

38 Medita spesso sul vincolo che unisce tutte le cose nelcosmo e sul loro reciproco rapporto. In un certo modoinfattisi intreccianotutte tra loro e perciò sono tutte amiche l'una all'altra; infatti a una cosaconsegue quest'altrain forza del movimento di tensionedell'intimo accordo edell'unità della sostanza.

39 Adàttati alla realtà alla quale sei stato abbinatodalla sorte; e le persone con le quali per tua sorte ti trovi a stareamalemasinceramente.

40 Ogni strumentoarneseutensilese compie quello percui è stato prodottova bene. Eppurein questo casoil loro produttore èlontano; mentre nel caso di ciò che è costituito da una sua naturala forzache lo ha prodotto è e permane all'interno: tanto piùquindidevi venerarlaese la tua disposizione interiore e la tua condotta sono conformi al suovolereritenere che tutto sia conforme al tuo intendimento. Così pure perl'universo: ciò che gli appartiene è conforme al suo intendimento.

41 Qualunque cosatra quante non sono soggette alla tuascelta eticatu ti ponga innanzi come bene o maleè inevitabile cheperessere incorso in quel determinato male o aver mancato quel determinato benetudebba lamentarti degli dèi e odiare gli uomini che sono otu sospettisarannoresponsabili dell'insuccesso o dell'incidente; e sono molte le ingiustizie checommettiamo perché non restiamo indifferenti a questo genere di cose. Se invecegiudichiamo beni e mali solo le cose che sono in nostro poterenon rimane piùragione alcuna né di accusare dio né di assumere atteggiamento ostile verso unuomo.

42 Tutti collaboriamo a un solo risultato finalealcunicon lucida consapevolezzagli altri senza saperlo - nel modo in cui anche chidormemi pare che dica Eraclitolavora e collabora agli eventi del cosmo. Chicollabora in un modochi in un altroe per giunta collabora anche chi criticae tenta di contrastare e cancellare gli avvenimenti: evidentemente il cosmoaveva bisogno anche di individui come lui. Vediquindidi capire tra chi vuoischierarti: egliinfatticolui che governa l'universofarà in ogni caso buonuso di te e ti accoglieràin questo o in quell'altro ruolotra i suoicollaboratori e cooperatori. Ma tu non assumere un ruolo come quello che ha neldramma il verso inutile e ridicolo di cui parla Crisippo.

43 Il sole pretende forse di svolgere il cómpito dellapioggia? Asclepio pretende forse le prerogative della Carpofora? E i singoliastri? Non sono forse entità diversema cooperanti al medesimo fine?

44 Se gli dèi hanno deliberato riguardo a me e a quantomi deve avvenirehanno deliberato bene (quanto a un dio che non decidanon èfacile neppure immaginarlo). Per quale ragione avrebbero dovuto cercare di farmidel male? Che ne sarebbe venuto a loro o al complesso dell'universoche è ilprimo dei loro pensieri? Se invece non hanno deliberato al mio personaleriguardohanno in ogni caso deliberato sul complesso dell'universo: devo alloraaccogliere di buon grado anche questi eventi che conseguono alla lorodeliberazione. E se proprio non deliberano riguardo a nulla - ma non è piocrederlo: altrimenti smettiamo di sacrificarepregaregiurarefare le altrecose cheogni voltafacciamo rivolgendoci agli dèi come presenti e accanto anoi -se proprio non deliberano circa nessuna delle cose che ci riguardanomirimane sempre la facoltà di deliberare su me stessoe di cercare quel checonviene. Ma a ciascuno conviene quel che è conforme alla sua costituzione enatura: e la mia natura è razionale e sociale. Per mein quanto Antoninocittà e patria è Roma; in quanto uomoil cosmo. Per mequindiè bene solociò che giova a queste città.

45 Quanto avviene a ciascuno conviene all'universo.Sarebbe già sufficiente questo; ma in generaleosservando con attenzionenoterai ancora che quanto avviene a un uomoconviene anche agli altri uomini.Questa volta si prenda «ciò che conviene» nel senso comune dell'espressionecon riferimento alle cose intermedie.

46 Come ti infastidiscono i giochi dell'anfiteatro e disimili luoghiperché vedi sempre le stesse cose e la monotonia dellospettacolo sazia fino alla nauseaprovi lo stesso fastidio anche per l'interaesistenza: tuttoinfattinel suo su e giùè la medesima cosa e ha lamedesima origine. Fino a quandodunque?

47 Pensa continuamente agli uomini (di ogni generediogni professionedelle più varie classi sociali) che sono mortifino adarrivareseguendo questo filoa FilistioneFebo e Origanione. Passa ora allealtre stirpi. La nostra trasformazione ci condurrà proprio là dove sono finititanti abili retorie tanti autorevoli filosofi - EraclitoPitagoraSocrate -eprima di lorotanti eroipoi tanti generalitanti tiranni; eancoraEudossoIpparcoArchirnedealtri personaggi acutimagnanimilaboriosiattivi in ogni campoorgogliosicanzonatori di questa stessa vita umanamortale ed effimeraquali Menippo e gli altri come lui. Pensa che tutti costorogiacciono morti da tempo. E in questo cosa c'è di terribile per loro? E checosapoiper coloro di cui non rimane neppure il nome? Una sola cosaquihadavvero valore: vivere sempre nella verità e nella giustiziama indulgenti coni bugiardi e gli ingiusti.

48 Quando vuoi rallegrarticonsidera i pregi di chi tivive accanto: il carattere energico di unoper esempiola riservatezza di unaltrola generosità di un altro ancorae così via. Nullainfattirallegracome le sembianze delle virtù che traspaiono nel carattere di chi ci viveaccanto e tutte insiemeper quanto è possibilebalzano ai nostri occhi.Perciò bisogna anche tenerle a portata di mano.

49 Ti inquieti forse perché pesi un dato numero di libbree non 300? Così pure non inquietarti perché devi vivere un dato numero di annie non oltre: infatticome sei pago della quantità di sostanza che ti è stataassegnatacosì devi esserlo anche per il tempo.

50 Cerca di convincerlima agisci anche contro il lorovolerequando la ragione della giustizia lo esiga. Se tuttavia qualcuno ricorrealla forza per sbarrarti la stradaassumi uno stato d'animo ugualmentesoddisfattosenza cedere al doloree approfitta di quell'impedimento peresercitare un'altra virtùe ricorda che sul tuo impulso gravava una riservaeche non puntavi all'impossibile. A cosaallora? A seguireappuntoun impulsodi quel determinato genere. Una meta che raggiungi: quello per cui siamo statiprodotti si realizza.

51 Chi cerca la fama ripone il proprio bene inun'attività altruichi cerca il piacere nella propria passività: chi hasennonella propria azione.

52 Su questo punto è possibile non formarsi alcunaopinione equindinon turbare la propria anima - di per séinfattile cosenon hanno natura atta a produrre i nostri giudizi.

53 Abìtuati a considerare con estrema attenzione leparole degli altrie per quanto puoi entra nell'anima di chi sta parlando.

54 Quel che non è utile allo sciame non è utile neppureall'ape.

55 Se i marinai criticassero il timoniereo i malati ilmedicoa che altro penserebbero se non a come uno agisce per l'incolumitàdell'equipaggio o per la salute dei pazienti?

56 ...quanticon cui sono entrato nel cosmose ne sonogià andati.

57 Agli itterici il miele sembra amaroagli idrofobil'acqua fa paura e ai bambini piace la palla. Perché mi adiroallora? Ti pareforse che l'errore abbia meno effetto di quanto ne ha la bile sull'itterico e ilvirus sull'idrofobo?

58 Nessuno ti impedirà di vivere conforme alla ragionedella tua natura; non ti succederà nulla di contrario alla ragione della naturacomune.

59 ...che genere di persone sono quelle cui gli uominivogliono piaceree per quali profitti e con quali attività; comeben prestol'eternità coprirà tutte le cose e quante ne ha già coperte.

LIBRO VII

1 Cos'è la malvagità? È quello che hai visto tantevolte. E per ogni avvenimento tieni sottomano la considerazione: «È quello chehai visto tante volte». Insommatroverai il perenne andirivieni delle stessecosedi cui sono piene le storie delle epoche antichedelle età di mezzodeitempi recentidi cui sono piene le città e le case. Nulla di nuovo: tutto èconsueto e dura poco.

2 In che altro modo possono morire i principîse non perl'estinguersi delle rappresentazioni ad essi corrispondentiche sta a teravvivare continuamente? Su questo punto posso nutrire l'opinione dovuta: e sepossoperché turbarmi? Ciò che è fuori della mia mente non è assolutamentenulla per la mia mente: imparaloe sei un uomo retto. Puoi rivivere; torna avedere le cose come le vedevi: questo significa rivivere.

3 Futilità di un corteo trionfaledrammi in scenagreggimandriecombattimenti con la lanciaun osso gettato a dei botoliunboccone di pane nelle vasche dei pesciaffannarsi di formiche sotto il caricotopolini impauriti che corrono qua e làmarionette mosse con i fili. In questesituazioni bisogna mantenere un atteggiamento benevolosenza ombra dialterigiapur osservando che ciascuno vale tanto quanto valgono le cose cui harivolto il suo impegno.

4 Bisogna seguire con attenzioneparola per parolaquello che si dice eimpulso per impulsoquello che avvieneeinquest'ultimo casovedere sùbito con quale scopo è in relazione l'impulsonelprimoosservare bene qual è il significato.

5 La mia mente arriva a questo oppure no? Se vi arrivamene servo come di uno strumento fornitomi per questo cómpito dalla naturauniversale; altrimentio cedo il cómpito a chi può svolgerlo megliooppurese tale cómpito non può toccare ad altrilo svolgo come possoprendendo almio fianco chi sia in gradocollaborando con il mio principio dirigentedifare quel che ora è opportuno e utile alla comunità. Qualunque cosainfattiio facciacon le mie forze o con l'aiuto di altrioccorre tendere a questasola metaa ciò che è utile e appropriato alla comunità.

6 ...quantigià celebratissimisono ormai consegnatiall'oblio; e quantiche li avevano celebratida tempo sono scomparsi.

7 Non vergognarti di ricevere aiuto: il cómpito che tiattendeinfattiè di fare il tuo dovere come un soldato che combatte sullemura. E allora? E se tuazzoppatonon fossi in grado di salire da solo suglispaltie ci riuscissi invece con l'aiuto di un altro?

8 Non lasciarti turbare dal futuro: ci arriveraisedovrai arrivarcicon la stessa ragione che ora usi per il presente.

9 Tutte le cose si intrecciano tra loro e il loro legameè sacroe si può dire che non ci sia cosa estranea alle altreperché tuttesono coordinate e concorrono all'ordine del medesimo cosmo. Unicoinfattièil cosmo formato da tutte le coseunico il dio che pervade ogni cosaunica lasostanzaunica la leggecomune la ragione di tutti gli esseri provvisti diintelligenzaunica la veritàpoiché unica è pure la compiutezza degliesseri che hanno la stessa origine e partecipano della stessa ragione.

10 Ogni cosa materiale in un istante scompare nellasostanza dell'universoogni causa in un istante viene riassunta nella ragioneuniversalee in un istante il ricordo di ogni cosa sprofonda sepoltonell'eternità.

11 Per l'essere razionale la medesima azione che èconforme a natura è anche conforme a ragione.

12 Diritto o raddrizzato.

13 Lo stesso rapporto che in un singolo organismointercorre tra le membra del corpocollegain esseri distintile capacitàrazionaliche sono state costituite per collaborare tra loro ad un'unicaattività. Il concetto ti diverrà più evidente se ripeterai più volte a testesso: «Sono un membro [mélos] del sistema formato dagli esserirazionali». Se invece diraicon la lettera rhodi esserne solo unaparte [méros]significa che non ami ancora gli uomini dal profondo delcuoreche il far del bene non ti allieta ancora con la piena consapevolezzadella tua condottache continui a farlo come un semplice doverenon ancorapersuaso di fare del benecosìanche a te stesso.

14 Ciò che vuole colpirecolpisca pure dall'esterno lecose che possono soffrirne. Questeinfattise vorrannopotranno lamentarsidelle proprie sofferenzementre iose non ritengo che l'accaduto sia malenonho ancora ricevuto danno. E ho la possibilità di non ritenere che si tratti diun male.

15 Qualunque cosa uno faccia o dicadevo essere un uomovirtuoso; come se l'oro o lo smeraldo o la porpora ripetessero sempre:«Qualunque cosa uno faccia o dicadevo essere uno smeraldo e mantenere il miocolore».

16 Il principio dirigente non provoca turbamenti a sestesso: intendo direper esempioche non spaventanon fa soffrire se stessonon si induce a desiderare. Se un altro è in grado di spaventarlo o farlosoffrirelo faccia: perché il principio dirigenteper la facoltà che ha diformarsi un'opinionenon si piegherà a simili alterazioni. Il corpo pensidalcanto suoa non patire nullase ne è capaceese patisce qualcosalo dica;ma l'animain quanto può formarsi un'opinione di ciò che prova pauradi ciòche sente doloreinsomma di tutta la situazionenon c'è rischio che patiscanulla: perché non ha cedimenti verso un simile giudizio. Il principiodirigenteper quanto da esso dipendenon ha bisogno di nullaa meno dicrearsi da sé una necessitàe analogamente è anche immune da turbamenti eostacolia meno che non turbi o ostacoli se stesso.

17 Felicità è un demone buono o [...] buono. Allora chefai quirappresentazione? Vattenein nome degli dèicome sei venuta: non hobisogno di te. Sei qui secondo la tua vecchia abitudine; non mi adiro con te:solovattene!

18 C'è qualcuno che teme la trasformazione? E cosa puòavvenire senza trasformazione? E che cosa vi è di più caro o familiare allanatura dell'universo? Tu stesso puoi forse prendere un bagno caldo se la legnanon si trasforma in calore? Puoi nutrirtise il cibo non si trasforma? E chealtrotra le cose utilipuò realizzarsi senza trasformazione? Non vediquindiche anche la tua trasformazione è uguale a queste e ugualmentenecessaria alla natura dell'universo?

19 Attraverso la sostanza universale passanocomeattraverso un torrentetutti i corpii quali condividono la naturadell'universo e con essa collaboranocome le nostre membra fanno tra loro....quanti Crisippiquanti Socratiquanti Epitteti ha già ingoiatol'eternità. La stessa considerazione ti si presenti a proposito di qualsiasiuomo e qualsiasi cosa.

20 Di un'unica cosa mi preoccupo: di non trovarmi a fareciò che la costituzione dell'uomo non vuoleo ad agire come non vuole o acompiere ciò che al momento non vuole.

21 È prossimoper tel'oblio di tutto; prossimopertuttil'oblio di te.

22 Prerogativa propria dell'uomo è amare anche chisbaglia. E questo si verificase ti si presenta il pensiero che si tratta diparenti e che sbagliano per ignoranza e senza volerloe che tra poco entrambitu e chi ha sbagliatosarete mortiesoprattuttoche costui non ti hadanneggiatoperché non ha reso il tuo principio dirigente peggiore di prima.

23 La natura universale dalla sostanza universalecomedalla ceraora ha plasmato un cavallopoi lo ha fuso e ha usato la sua materiaper un alberopoi per un uomopoi per qualcos'altro; e ciascuno di questiesseri è sorto per durare brevissimo tempo. Ma per un cofanetto non c'è nulladi terribile nell'essere distrutto come neppure nell'essere costruito.

24 Un volto oscurato dall'ira è decisamente contrario anatura: quando più volte [...] alla fine si estinguecosì da non poter piùin alcun modoessere acceso. Cerca di afferrare bene almeno questo principiocioè che si tratta di cosa contraria alla ragione. Perché se svanirà anche lapercezione dell'errorequale ragione di vivere resterà più?

25 La natura che governa l'universo tra un istantetrasformerà tutte le cose che vedie dalla loro sostanza ne produrrà altre edalla sostanza di queste altre ancoraperché il cosmo resti sempre giovane.

26 Quando uno sbaglia nei tuoi confronticonsiderasùbito quale opinione sul bene o sul male lo ha spinto all'errore: se riusciraia capirlo proverai compassione per lui e non sarai più sorpreso né adirato.Infattise hai ancoraanche tula sua stessa opinione del beneo ne hai unasimiledevi scusarlo; se invece la tua opinione del bene e del male non è piùdi questo genereti sarà più facile essere indulgente con chi sbaglia.

27 Non pensare alle cose assenti come se fossero presentimatra quelle presentivaluta le più favorevoli e ricordain propositocomele cercherestise non le avessi a disposizione. Ma contemporaneamente bada dinon abituartiessendone così soddisfattoad apprezzarle al punto da turbartise un giorno non ci fossero più.

28 Raccogliti in te stesso. Il principio razionale che tidirige è per natura autosufficientequando agisce secondo giustiziae proprionell'agire così trova pace.

29 Cancella la rappresentazione. Ferma i fili che muovonola marionetta. Circoscrivi l'istante presente del tempo. Prendi cognizione diciò che avviene a te o ad altri. Separa e suddividi l'oggetto in fattorecausale e fattore materiale. Pensa all'ora estrema. Lascia l'errore diquell'uomo là dove l'errore è sorto.

30 Applica il pensiero a quanto si dice. Penetra con lamente negli avvenimenti e nei loro fattori.

31 Ilumina te stesso con la semplicitàil pudore el'indifferenza per ciò che sta a metà tra la virtù e il vizio. Ama il genereumano. Segui dio. Quello dice: «Tutto è per convenzionesolo gli elementiesistono realmente». È sufficiente ricordare che tutto è per convenzione: aquesto punto da ricordare c'è davvero poco.

32 [Sulla morte] O dispersione (nel caso la realtà siacostituita da atomi)o altrimenti (nel caso sia un'unità compatta) estinzioneo trasmigrazione.

33 [Sul dolore] Ciò che è insopportabile uccideciòche invece perdura è sopportabile; la menteritirandosi in se stessamantienela propria quietee il principio dirigente non riceve danno. Quanto alle partidanneggiate dal doloredichiarinose sono in gradola loro sofferenza.

34 [Sulla fama] Osserva la loro mentequale natura abbiaquali cose evitiquali insegua. E osserva checome gli strati di sabbiadepositandosi gli uni sugli altri nascondono quel che precedecosì nella vitai fatti precedenti in un attimo sono nascosti dai fatti che vi si depositanosopra.

35 «A chi dunque ha una mente magnanima e l'attitudine adabbracciare col pensiero la totalità del tempo e dell'esseredavvero tu crediche la vita umana possa sembrare una cosa molto importante? - Impossibile -disse quello. - E quindi un uomo di questo genere giudicherà forse la mortequalcosa di terribile? - Noaffatto».

36 «È condizione di un re agire bene ed essercriticato».

37 È vergognoso che il volto si lasci docilmenteatteggiare e comporre come ordina la mentee la mente invece non sappiaatteggiare e comporre se stessa.

38 «Non ci si deve adirare con le cose:

a questeinfattinon importa nulla».

39 «Agli dèi immortali e a noi concedi motivi digioia».

40 «...mietere la vita come una spiga matura

e che uno vival'altro no».

41 «E se dagli dèi siamo stati trascurati io e i mieidue figli

anche questo ha la sua ragione».

42 «Il bene e il giusto sono con me».

43 Non unirsi alle lamentazioninon sussultare.

44 «A questo potrei giustamente ribattere: hai tortoamico miose credi che un uomo di un qualche minimo valore debba calcolare ilrischio di vita e di morte e invece non considerare soltanto sequando agisceagisce giustamente o ingiustamentee da uomo virtuoso o da malvagio».

45 «PerchéAteniesila verità è questa: nel postodove uno si schieraperché lo ha giudicato il migliore o perché gli è statoassegnato dal comandantein quel postoa mio pareredeve rimanere e sfidareil pericolo senza dar peso alla morte e a nient'altro più che al disonore».

46 «Mio caroguarda se la nobiltà d'animo e il bene nonsiano qualcosa di diverso dal salvare gli altri e se stessi; se chi è davveroun uomo non debba trascurare la durata della vita einvece di attaccarvisitantonon debba piuttosto rimettere la questione al dio ecredendo a quelloche dicono le donne - cioè che nessuno può sfuggire al suo destino -pensarea vivere nel modo migliore per il tempo che deve vivere».

47 Osserva il corso degli astricome ruotando insieme conessie considera continuamente il reciproco trasformarsi di un elementonell'altro: la rappresentazione di queste cose purifica dalla lordura della vitasu questa terra.

48 [Bello il pensiero di Platone!] E parlando degli uominioccorre anche osservare le cose terrene come da un luogo elevato si guarda versoil basso: mandrieeserciticampi coltivatimatrimonidivorzinascitemorticlamore di tribunaliterre desertepopolazioni barbariche variefestelamentazionimercatitutto questo gran miscuglio e l'armonioso ordine chenasce dagli opposti.

49 Ripercorri nella mente il passatotanti mutamenti diimperi e dominazioni; si può anche prevedere il futuro: sarà del tutto simile;e non è possibile uscire dal ritmo degli eventi attualiper cui indagare lavita umana per quaranta anni o per diecimila è esattamente la stessa cosa.Infatticosa potrai vedere di più?

50 E:

ciò che è nato dalla terra torna

alla terrae le stirpi germogliate dall'etere

tornano alla volta eterea;

in altri termini: dissolvimento dei reciproci legami degliatomi e una consimile dispersione degli elementi non passibili.

51 E:

cercando con cibibevande e incantesimi

di deviare il corso del destinoper non dover morire.

Il vento che spira dagli dèi è necessario

sopportaresoffrendo senza lamenti.

52 Più abile nella lottanon però più incline al benecomunené più pudiconé più disciplinato verso gli avvenimentiné piùindulgente verso gli errori del prossimo.

53 Là dove un'azione può essere compiuta secondo laragione comune agli dèi e agli uomininon vi è nulla da temere: perché làdove si può conseguire un vantaggio tramite un'attività che avanzi per laretta via e proceda conforme alla costituzione del soggettonon si deve temerenessun danno.

54 Ovunque e continuamente è in tuo potereesprimendodevozione agli dèisentirti appagato dalla situazione presentecomportartisecondo giustizia con gli uomini presenti e applicarti scrupolosamente allarappresentazione presenteperché non vi si insinui nulla che non sia statocompreso a fondo.

55 Non volgerti intorno a guardare i principî dirigentidegli altrima guarda dritto a quale meta ti guidi la natura - sia la naturauniversaleper mezzo degli avvenimenti che ti toccanosia la tuaper mezzodei doveri che ti attendono. Il dovere di ciascunod'altrondeè di fare quelche consegue alla sua costituzione; oramentre gli altri esseri sono staticostituiti per gli esseri razionali - edel restoin ogni altra situazione gliesseri inferiori sono costituiti per quelli superiori -gli esseri razionalisono stati costituiti gli uni per gli altri. Quindi il valore eminente nellacostituzione dell'uomo è l'inclinazione a vivere in società; al secondo postoviene la facoltà di non cedere alle passioni del corpo; infatti è proprio delmovimento della ragione e dell'intelletto circoscrivere se stesso e nonrisultare mai inferiore al movimento dei sensi e a quello degli impulsipoichéquesti ultimi sono entrambi movimenti animalimentre il movimentodell'intelletto vuole avere il primato e non essere dominato da quelli.Giustamentesenza dubbioperché è nella sua natura disporre e servirsi ditutti quelli. La terza caratteristicanella costituzione dell'essere razionaleè non esser precipitoso nei giudizi e non lasciarsi ingannare. Attenendosi aqueste peculiaritàquindiil principio dirigente percorra la retta via: eavrà ciò che è suo.

56 Fa conto di esser mortodi aver concluso ora la tuaesistenza: devi vivere il resto dei tuoi giorni come un di piùsecondo natura.

57 Ama unicamente quello che ti accade e viene intrecciatonella tua vita. Che può esservi di più appropriato?

58 Ad ogni singolo accadimento tieni davanti agli occhicoloro cui accadevano le stesse cosedopodiché soffrivanosi stupivanosilamentavano: e adesso quelli dove sono? In nessun luogo. E allora? Vuoicomportarti anche tu allo stesso modo? Non preferisci invece lasciare iturbamenti a te estranei a chi turba e a chi si lascia turbaree dedicarti perintero a capire quale uso fare degli eventi? Infatti potrai farne buon uso e neavrai materia per agirepurché tu presti attenzione e desideri essere virtuosoin tutto ciò che fai; e purché ti ricordi di ambedue le coseche [...] eimportante ciò su cui verte l'azione.

59 Scava dentro di te. Dentro è la fonte del benee puòsgorgare perennese perenne è il tuo scavo.

60 Bisogna anche che il corpo sia saldo e non vengaagitatoné in movimento né in quiete. Bisogna esigere anche per l'interocorpo un risultato analogo a quello che la mente ottiene nel caso del voltocheessa sa conservare composto e decoroso. Ma a tutto questo si deve provvederesenza affettazione.

61 L'arte di vivere è più simile all'arte della lottache a quella della danzain quanto ci si deve sempre tener pronti e ben saldicontro gli accidenti imprevisti.

62 Esamina continuamente chi siano costoro che tu vuoi tifacciano da testimonie quali principî dirigenti abbiano. Guardando alle fontidella loro opinione e del loro impulsoinfattinon dovrai lamentarti di chisbaglia involontariamente e non avrai bisogno della loro testimonianza.

63 «Ogni anima - dice - viene privata della veritàcontro il suo volere»; e così pure è privata della giustiziadellatemperanzadella benevolenza e di ogni consimile virtù. Ricordarsicontinuamente di questo è quanto di più necessario: così sarai piùindulgente con tutti.

64 Ad ogni doloresia a portata di mano laconsiderazione: «Non si tratta di cosa turpe e non rende peggiore la mente chesta al timone: infatti non la danneggia né in quanto essa è razionalené inquanto è disposta alla vita sociale». Ma nella maggior parte dei dolori tisoccorra anche la massima di Epicurocioè che il dolore non è insopportabilené eternose ricordi i suoi limiti e nel giudicarlo non aggiungi fantasie. Ericorda anche questo: molte sensazioni fastidiose sono ugualibenché non ce neaccorgiamoal dolore: il torpore della sonnolenzaper esempioil caldosoffocantel'inappetenza. Perciòogni volta che ti senti afflitto da una diqueste sensazionidi' a te stesso: «Stai cedendo al dolore».

65 Vedi di non provare mai per le persone disumane quelloche gli uomini provano per gli uomini.

66 Da dove possiamo sapere se Telauge non avesse unadisposizione morale superiore a quella di Socrate? Non bastainfatticheSocrate abbia avuto una morte più gloriosache disputasse più abilmente con isofistiche abbia rivelato la sua straordinaria resistenza fisica nel passarela notte al gelochericevuto l'ordine di arrestare quell'uomo di Salaminaabbia così nobilmente ritenuto di trasgredirloe che per la strada camminassecon aria spavalda - fattoquestosu cui bisognerebbe soffermarsi con moltaattenzionese fosse vero. Occorre invece esaminare questo: quale anima avesseSocratese sapesse accontentarsi di essere giusto nei rapporti con gli uomini epio nei rapporti con gli dèisenza irritarsi gratuitamente contro lamalvagitàsenza esser schiavo dell'ignoranza di alcunosenza ricevere comeestraneo e subire come intollerabile nulla di ciò cheentro l'ordineuniversalegli veniva assegnatoe senza permettere all'intelletto dipartecipare alle passioni della carne.

67 La natura non ti ha mescolato nel composto universalein modo tale da non permetterti di circoscrivere te stesso e sottoporre al tuodominio le cose che sono davvero tue; è più che possibileinfattidiventareun uomo divino e non essere riconosciuto come tale da alcuno. Ricordatenesempree ricorda anche che la vita felice si basa su pochissime cose; ese haiperso la speranza di poter diventare un dialettico o un fisiconon disperareper questo di poter diventare liberopudicoatto alla vita sociale eobbediente a dio.

68 Trascorri la vita senza costrizionenella piùprofonda gioia dell'animaanche se tutti ti ingiuriano gridandoti tutto quelloche voglionoanche se le belve lacerano le misere membra di questo impasto cheti è cresciuto intorno. Cosa impedisceinfattiche in mezzo a tutto questo lamente conservi la propria calmail giudizio veritiero sulle circostanze e ilpronto uso degli oggetti ad essa sottoposti? In maniera tale che il giudiziodica a ciò che gli si presenta; «Nella sostanza sei questoanche seall'opinione sembri diverso»e l'uso dica a ciò che ricade nel suo àmbito:«Sei proprio tu quello che cercavo: perché per me quanto di volta in volta èpresente è sempre materia per la virtù razionale e sociale ein breveperl'arte dell'uomo o del dio». Infatti ogni evento diviene familiare a dio oall'uomo e non è nuovo né difficile da maneggiare; anziè ben noto e facileall'impiego.

69 La completa realizzazione etica include questo:trascorrere ogni giorno come l'ultimosenza sussultisenza torporesenzarecite.

70 Gli dèi pur essendo immortali non si indignano diesser destinati a sopportare perennementein una così vasta eternitàtanti etali esseri meschini: anzisi prendono cura di essi in ogni modo possibile. Etuche tra un istante finiraiti arrendi? Tu che oltre tutto sei uno di quegliesseri meschini?

71 È ridicolo non cercare di sottrarsi alla propriamalvagitàcome sarebbe possibilee cercare di sottrarsi a quella degli altricosa impossibile.

72 La facoltà razionale e sociale giudica legittimamenteinferiore a sé tutto ciò che le risulti sprovvisto di intelletto e diinclinazione alla società.

73 Quando tu hai fatto del bene e un altro lo ha ricevutoqual è il terzo risultato che inseguicome gli sciocchioltre a questi due?La fama di benefattore? O il contraccambio?

74 Nessuno si stanca di ricevere benefici. I benefici sonoazioni secondo natura: quindi non stancarti di ricevernenel momento in cui nefai.

75 La natura dell'universo seguì l'impulso di costruireil cosmo. Orao tutto ciò che avviene avviene in conseguenza di quell'attooppure sono irrazionali anche le cose più importantiverso le quali ilprincipio dirigente del cosmo orienta un particolare impulso. Questo principiorichiamato alla memoriati renderà più sereno verso molte cose.

LIBRO VIII

1 Anche questa constatazione porta a sopprimere ognivanità: non puoi più cogliere l'obiettivo di un'intera esistenza - o almenodell'età seguita alla giovinezza -vissuta da filosofo; anziè ormai chiaroa moltie anche a te stessoche resti lontano dalla filosofia. La confusionein cui sei caduto è tale che non ti è più facile acquisire la fama difilosofo; e vi si oppongono i presupposti della tua vita. Allorase haiveramente visto dove sta il punto fondamentalelascia perdere cosa si penseràdi te: e accontèntati se potrai vivere il resto della vitaquanto mai possaesserecome vuole la tua natura. Riflettiquindisu cosa essa vuolee nonlasciarti distrarre da nient'altroperché hai già sperimentato per quante viehai dovuto vagare senza trovare in nessun luogo la vita felice - non neisillogisminon nella ricchezzanon nella famanon nel godimento: in nessunluogo. Dov'èallora? Nel fare ciò che esige la natura dell'uomo. E l'uomocome potrà farlo? Se avrà dei principî all'origine dei suoi impulsi e dellesue azioni. Quali principî? Quelli intorno al bene e al male: cioè che nullaè bene per l'uomo se non lo rende giustotemperanteforteliberalee nullaè malese non produce in lui i vizi opposti.

2 Ad ogni singola azione interroga te stesso: «Cosasignifica quest'azione per me? Non dovrò poi pentirmene?». Tra un attimo sonomorto e tutto è sparito. Se l'azione presente è quella di un essere dotato diintellettoincline al vivere socialeche ha le stesse leggi di dioche cosacerco di più?

3 AlessandroCaio e Pompeo che cosa sono di fronte aDiogene ed Eraclito e Socrate? Questi ultimiinfattividero la realtàlecause e le materiee i loro principî dirigenti erano autonomi: làinvecediquante cose preoccuparsie di quante essere schiavi!

4 Faranno non di meno le medesime coseanche se crepi.

5 Per prima cosa non turbarti: tuttoinfattiè secondola natura dell'universo e tra breve non sarai più nessunoin nessun luogocome Adrianocome Augusto. Poi concentra il tuo sguardo sulla cosa in sé ericordando che devi essere un uomo virtuoso e che cosa esige la naturadell'uomofallo senza voltarti indietro e parla nel modo che ti sembra piùgiusto: ma con benevolenzacon discrezionee senza ipocrisia.

6 La natura dell'universo si occupa di questo: trasportarelà le cose che sono quitrasformarleprenderle da una parte e portarledall'altra. Tutto è mutamentosenza che con ciò si debba temere qualcosa dinuovo: tutto è consueto. Eanalogamentele attribuzioni della sorte sonosempre uguali.

7 Ogni natura è paga di procedere felicemente per lapropria via; e una natura razionale procede felicemente setra lerappresentazioninon dà l'assenso a una che sia falsa o oscura; se indirizzagli impulsi esclusivamente alle azioni utili alla comunità; quanto agliappetiti e alle avversionise ne limita il regime alle cose che dipendono danoie abbraccia di cuore tutto ciò che le viene attribuito dalla naturacomune. Infatti è parte di essacome la natura della foglia è parte dellanatura della pianta; tranne chein questo casola natura della foglia è partedi una natura insensibileirrazionale e assoggettabile a impedimentomentre lanatura dell'uomo è parte di una natura non assoggettabile a impedimentodotatadi intelletto e giustaconsiderato che a ciascuno assegna porzioni di temposostanzacausaattivitàed evento che sono equivalenti e rispondono almerito. Non verificareperòl'equivalenza del singolo fattore con il singolofattore in ogni esserema l'equivalenza complessiva tra tutti i fattori di unacosa e tutti i fattori dell'altra.

8 Non è possibile leggere. Ma è possibile respingere laprepotenza; è possibile dominare piaceri e dolori; è possibile sollevarsi aldi sopra della fama; è possibile non adirarsi con gli insensibili e gliingratiein piùprendersi cura di loro.

9 Che nessunoneppure tu stessodebba più sentirticriticare la vita di corte.

10 Il pentimento è una sorta di rimprovero che uno fa ase stesso per aver tralasciato qualcosa di utile; ma è il bene che devecostituire qualcosa di utilee l'uomo moralmente superiore deve praticarlo;nessun uomo moralmente superioreperòpotrebbe mai pentirsi di avertralasciato qualche piacere: pertanto il piacere non è una cosa utile né unbene.

11 Cos'èquestoin sé e per sénella propriaparticolare costituzione? Qual è la sua componente sostanziale e materiale?Quale la sua componente causale? Cosa fa nel cosmo? Per quanto tempo sussiste?

12 Quando ti pesa svegliartiricorda che produrre azionirivolte al bene comune è conforme alla tua costituzione e alla natura umanamentre dormire è comune anche agli esseri irrazionali; e ciò che per ciascunoè conforme a natura gli è più appropriato e congenialee anche più gradito.

13 Continuamente ese possibilead ognirappresentazioneapplica la scienza della naturala scienza delle passioniladialettica.

14 Chiunque tu incontricomincia sùbito col dire a testesso: «Quest'uomo quali principî ha sul bene e sul male?». Perché se haprincipî di un certo genere sul piacere e sul dolore e sui fattori dell'uno edell'altrosulla notorietà e l'oscuritàsulla morte e la vitanon mirisulterà affatto strano o sorprendente che possa agire in un certo modoericorderò che è inevitabile che agisca così.

15 Ricorda checome non fa onore stupirsi che un ficoproduca dei fichicosì non fa onore stupirsi che il cosmo produca questogenere di cosedi cui è produttore; ed al medico e al timoniere non fa onorestupirsiil primoche il tale abbia preso la febbreil secondoche si sialevato un vento contrario.

16 Ricorda che mutare opinione e seguire chi ti correggeè egualmente segno di libertà. Infatti è attività tuache si compie secondoil tuo impulso e giudizio ein particolaresecondo il tuo intelletto.

17 Se dipende da teperché lo fai? Se dipende da altricon chi te la prendi? Con gli atomi o con gli dèi? In entrambi i casi è dafolli. Non bisogna prendersela con nessuno. Infatti: se puoicorreggi lapersona; se non puoicorreggi almeno quello che ha fatto; se non puoi fareneppure questoa che ti giova prendertela? Non bisogna fare nulla che non abbiasenso.

18 Ciò che è morto non cade fuori del cosmo. Se rimanequiqui anche si trasforma e si dissolve nei propri elementiche sono glielementi del cosmo e i tuoi. Anch'essi si trasformanoe non mormorano.

19 Ogni singolo essere esiste per uno scopo: il cavallola vite... Perché ti stupisci? Anche il sole dirà: «Esisto per un determinatocómpito»e così pure gli altri dèi. E tualloraper quale scopo esisti?Per godere? Vedi tu se il concetto sia ammissibile.

20 Per ciascun essere la natura ha avuto di mira la finedell'esistenzanon meno che il suo inizio e il suo corsoproprio come chilancia la palla: oraquale bene ha mai la palla nel salirequale male nelloscendere o nell'essere già caduta a terra? E quale bene ha la bolla intattaquale male la bolla scoppiata? Lo stesso dicasi anche per una lucerna...

21 Rivoltalo e guarda com'ècome diventa nellavecchiaianella malattianella lussuria.

Ha vita breve chi loda e chi è lodatochi ricorda e chi èricordatoper di più nel cantuccio di questa zona del mondodove non sononeppure tutti d'accordo tra loro: anzineppure ciascuno con se stesso. E laterra intera è un punto.

22 Fai attenzione all'oggetto o all'attività o alprincipio o al significato.

È quello che ti meriti! Tu preferisci diventare virtuosodomani invece che esserlo oggi.

23 Faccio qualcosa? Lo faccio riferendolo a un beneficioper gli uomini. Mi succede qualcosa? Lo accetto riferendolo agli dèi e allafonte di tuttoda cui provengonoin stretta connessionetutti gli eventi.

24 Come ti si presenta il bagno - oliosudoresporcoacqua untatutte cose ripugnanti -così è ogni parte della vita e ognioggetto.

25 Lucilla ha seppellito Veropoi è morta Lucilla;Seconda ha seppellito Massimopoi Seconda è morta; Epitincano ha seppellitoDiotimopoi è morto Epitincano; Antonino ha seppellito Faustinapoi è mortoAntonino. È sempre così: Celere ha seppellito Adrianopoi è morto Celere. Equegli uomini d'ingegnoo preveggentio boriosidove sono? Ad esempiotragli uomini d'ingegnoCaraceDemetrio il Platonico e Eudemone e tutti gli altricome loro? Tutto effimeromorto da tempo: alcuni non sono stati ricordatineppure per pocoaltri si sono trasformati in personaggi leggendarialtriancoraormaisono cancellati anche dalla leggenda. Ricorda questodunque:necessariamente il tuo aggregato verrà disperso ovvero il tuo soffio vitale siestinguerà o trasmigrerà e sarà disposto altrove.

26 La gioia per l'uomo è fare ciò che è propriodell'uomo. E proprio dell'uomo è la benevolenza verso i propri similiildisprezzo dei movimenti dei sensiil vaglio delle rappresentazioni verosimilila contemplazione della natura universale e di ciò che avviene in conformitàad essa.

27 Tre rapporti: uno con il recipiente che ci contieneunaltro con la causa divina dalla quale deriva tutto ciò che accade a tuttiilterzo con chi ci vive accanto.

28 O il dolore è male per il corpo - e allora sia ilcorpo a dichiararlo -o per l'anima; ma all'anima è consentito mantenere lapropria serenità e la propria calma e non formarsi l'opinione che si tratti diun male. Infatti ogni giudizioogni impulsoogni appetito e avversione èdentro di noie nessun male penetra fino a qui.

29 Cancella le rappresentazioni dicendo continuamente a testesso: «Ora dipende da me che in quest'anima non vi sia alcuna malvagitàalcun desiderioin breve: alcun turbamento; inveceosservando ogni cosa qualedavvero èmi servo di ciascuna secondo il suo valore». Ricorda questafacoltà.

30 Parla conforme a naturain senato e con chiunque: condecorosenza affettazione; usa un linguaggio sincero.

31 La corte di Augusto: mogliefiglianipotifigliastrisorellaAgrippaparentifamiliariamiciArioMecenatemedicisacrificanti: tutti mortila corte intera. Poi passa alle altre [...] non lamorte di un solo uomoper esempio dei Pompei. E considera anche l'espressioneche si incide sulle lapidi tombali: «ultimo della propria gente»pensa quantapena si sono dati i suoi avi per lasciare un successorementre poiinevitabilmentearriva uno che è l'ultimo. Nuovamente tutti morti: anche quiun'intera famiglia.

32 Bisogna comporre la vita un'azione per voltaeaccontentarsi che ogni singola azione ottenga il suo risultato nei limiti delpossibile: nessuno può impedirti che lo ottenga. «Ma sorgerà qualche ostacoloesterno». Non saràcomunquenulla che possa impedire una condotta giustatemperante e razionale; forse ne verrà ostacolata qualche altra attivitàmaaccettando serenamente l'impedimento stesso e accingendosi di buon grado acompiere ciò che è consentito subentra immediatamente un'altra azione che siaccorderà con la costruzione di cui stiamo parlando.

33 Prendi senza ostentarelascia senza fare resistenza.

34 Se ti è mai capitato di vedere una mano troncata viao un piedeoppure una testa spiccata che giace da qualche partelontano dalresto del corpo - ebbenetale si rendeper quanto dipende da luichi nonvuole ciò che accade e si recide dall'universoo chi compie un'azionecontraria al bene comune. Ti sei sbalzato viain un qualche angoloisolandotida quell'unione che è conforme a natura: eri nato come partee ora ti seiscisso. Ma è qui che sta il fatto grandioso: puoi di nuovo tornare aquell'unione. Il dio non ha consentito a nessun'altra parteuna volta che sisia separata e recisadi tornare ad unirsi. Ma osserva la bontà con cui havoluto onorare l'uomo: gli ha dato il potereall'iniziodi non separarsi daltuttoequando proprio se ne sia separatodi ritornarvidi aderire un'altravolta allo stesso organismo e di riprendere il suo posto di parte.

35 Come la natura degli esseri razionali [...] le altrefacoltà a ciascuno degli esseri razionalicosì abbiamo preso da essa anchequesta: nello stesso modo in cui essa ribalta tutto ciò che la ostacola e lacontrastae lo dispone nell'ordine del destino e ne fa una parte di se stessacosì anche l'essere razionale può fare di ogni impedimento materia di sestessoe può usarlo per il fine - qualunque esso sia - a cui lo dirigeval'impulso.

36 Non ti deve confondere la rappresentazione della vitaintera. Non abbracciare col pensiero quali e quante sofferenzealla fineèprobabile che avrai dovuto sopportaremanel momento in cui ciascuna sipresentachiedi a te stesso cosa vi sia in questo fatto di insopportabilediinsostenibile. Avrai vergogna di ammettere che possa esservi qualcosa di simile.E poi ricorda a te stesso che non è il futuro né il passato ad opprimertimasempre il presente. Questoperòsi riduce di moltose lo isoli nei suoiconfinie se metti sotto accusa la tua mente quando essa non sia capace diresistere a un presente così inerme.

37 Pantea o Pergamo siedono forse ancora presso la tombadi Vero? E Cabria o Diotimo presso quella di Adriano? Che ridicolaggine! E sefossero seduti lìVero e Adriano potrebbero mai accorgersene? E se se neaccorgesseropotrebbero mai gioirne? E se ne gioisseroi loro libertidiventerebbero immortali? Non era forse destino che anche costoro primainvecchiasseropoi morissero? E poiquando costoro fossero morticosaavrebbero dovuto fare i loro signori?

38 Tutto questo è fetore e sangue corrotto in un sacco:se hai la vista acutausala.

39 «Giudicando - come dice - con i più sapienti...»non vedo nella costituzione dell'essere razionale una virtù che insorga controla giustizia: contro il piacereinvecevedo insorgere la continenza.

40 Se sopprimi la tua opinione circa quello che pareaffliggertiti sei collocato tu stesso nella posizione più sicura. «Tustesso: chi?». La ragione. «Ma io non sono la ragione». D'accordo: allora èla ragione che non deve affliggere se stessa. E se è un'altra parte di te chepatiscesta a questa formulare un'opinione su di sé.

41 L'impedimento della sensazione è un male della naturaanimale; l'impedimento dell'impulso èancoraun maledella natura animale.Analogamentec'è qualcos'altro che impedisce e danneggia la costituzionevegetale. Cosìdunquel'impedimento dell'intelletto è un male della naturaintellettiva. Trasferisci tutto ciò a te stesso. Il doloreil piacere titoccano? Se la vedrà la sensazione. È sorto un ostacolo al tuo impulso? Se iltuo impulso è senza riservaa questo punto si tratta già di un male che ticolpisce in quanto essere razionale; ma se afferri il concetto generale non seiancora stato danneggiato né impedito. Nessun altroperòsuole impedire leattività proprie dell'intellettopoiché questo non può essere sfiorato dalfuocodal ferrodal tirannodalla calunniada qualsivoglia cosa: quandodiviene «una sfera perfettamente tonda»tale rimane.

42 Non è giusto che io affligga me stesso: infatti non homai afflittovolontariamentenessun altro.

43 Chi si rallegra di questochi di quello: io mirallegro se il mio principio dirigente è sanose non prova avversione pernessun essere umano e per nulla di ciò che avviene agli esseri umanima guardatutto con occhi benevoliaccetta tuttoe di ogni singola cosa fa uso secondoil suo valore.

44 Questo tempo presente concedilo a te stesso. Chipreferisce inseguire una fama presso i posteri non calcola che i posteri sarannoaltri uomini dello stesso stampo di quelli attualiche egli non regge; e anchei posteri saranno mortali. Insommache ti importa che un domani quelliaccompagnino il tuo nome con determinate espressioni o abbiano una determinataopinione su di te?

45 Prendimi e gettami dove vuoi. Làinfattimanterròil mio demone serenocioè pago di avere una disposizione e un'attivitàconformi a ciò che risponde alla sua costituzione.

Il valore di questa cosa è forse tale che per essa la miaanima debba subire un turbamento e divenire peggioreavvilendosibramandofacendosi anch'essa sommergerespaventandosi? E cosa troverai che abbia tantovalore?

46 A nessun uomo può accadere qualcosa che non siaun'evenienza connessa con la condizione dell'uomoné al bue qualcosa che nonsia connesso con la condizione del buené alla vite ciò che non sia connessocon quella della vitené alla pietra ciò che non sia proprio della pietra. Sedunque a ciascun essere accade ciò che è abituale e naturaleperché dovrestiirritarti? La natura comuneinfattinon ti ha portato nulla di insopportabile.

47 Se soffri per una cosa esternanon è quella che tidisturbama il tuo giudizio su di essa. Ma è in tuo potere cancellare sùbitoquesto giudizio. Se invece soffri per qualcosa che rientra nella tuadisposizione interiorechi potrà impedirti di correggere il tuo parere? Ecosì purese soffri a non fare questa determinata cosa che ti pare validaperché non la faiinvece di soffrire? «Ma c'è un ostacolo più forte dime». Allora non soffrire: non è in te la causa del tuo mancato agire. «Ma nonvale la pena di vivere se non posso compiere questa azione». Esci dalla vitaalloracon animo ben dispostocosì come muore chi quest'azione puòcompierlae insieme sereno verso ciò che ti ostacola.

48 Ricorda che il principio dirigente diviene invincibilequandoraccoltosi in séè pago di non fare ciò che non vuoleanche se nonha ragione di opporsi. Che dire poiquando giudica di qualcosa con scrupolosoraziocinio? Per questo la mente libera da passioni e un'acropoli: l'uomoinfattinon ha nulla di più saldo in cui possa rifugiarsi per divenire persempre imprendibile. Orachi non ha visto questo baluardo è un ignorante; chilo ha visto e non vi si rifugia è uno sventurato.

49 Non dire a te stesso niente di più di quello che tiannunciano le rappresentazioni immediate. Ti è stato riferito che il tale parlamale di te. Ti è stato riferito questonon che ne hai subito un danno. Vedoche il bambino è malato. Vedo questonon vedo che il bambino è in pericolo.Così rimani sempre alle prime rappresentazionisenza aggiungere nulla di tuodall'internoe non ti succederà niente; meglio: aggiungi purema come chi sariconoscere ogni singolo evento nel cosmo.

50 Un cetriolo amaro? Gettalo via. Rovi sulla strada?Scòstati. Basta questonon aggiungere: «Ma perché nel cosmo esistono questecose?»altrimenti ti farai deridere da chi è esperto nella scienza dellanaturacome riderebbero di te un falegname e un calzolaio se tu avessi daridire perché nel loro laboratorio vedi trucioli e ritagli di quello che stannofabbricando. Eppure essi hanno almeno dove gettarli: mentre la naturadell'universo non ha nulla all'esternoe il fatto prodigioso della sua arte èchedopo essersi circoscritta trasforma in sé tutto ciò che al suo internoappare corrompersiinvecchiare e divenire inutilee da questo stesso materialericava nuovi prodottiin modo da non aver bisogno di sostanza da prelevaredall'esterno e da non richiedere un luogo dove espellere la materia deperita. Lebastaquindiil suo spaziola sua materia e l'arte che le è propria.

51 Non essere trascurato nelle tue azioni né confuso nelparlarenon vagare tra le rappresentazioni; con l'anima non ritrarticompletamenteoall'estremo oppostonon sbalzarti fuori; nella vita nonprivarti di ogni tempo libero.

Uccidonosquartanoinveiscono con maledizioni: ma tuttoquesto in che cosa impedisce alla mente di restare puralucidasaggiagiusta?Sarebbe come se uno si fermasse ad una fonte d'acqua limpida e dolce e lainsultasse: la fontenaturalmentenon smette di far sgorgare la sua acquapura; e anche se quello vi getta dentro del fango o dello stercola sorgente inun momento lo disperderà e lo porterà viae non ne resterà minimamenteinquinata. Come potraidunqueavere in te una sorgente perenne? Se in ogniistante ti manterrai liberocon benevolenzasemplicità e discrezione.

52 Chi non sa che c'è un cosmonon sa dove egli stessosi trovi. E chi non sa per quale scopo il cosmo esistanon sa chi sia eglistessoné cosa sia il cosmo. Chi ha tralasciato uno solo di questi punti nonpuò neppure dire per quale scopo egli stesso esista. Chi ti sembradunquecolui che [...] la lode di quelli che applaudonoi quali non sanno né dovesianoné chi siano?

53 Vuoi essere lodato da un uomo che maledice se stessotre volte all'ora? Vuoi piacere a un uomo che non piace a se stesso? Piace a sestesso chi si pente di quasi tutto quello che fa?

54 Non limitarti più a respirare insieme con l'aria checi circonda: ormai devi anche pensare insieme con l'intelletto che comprende ecirconda ogni cosa. La facoltà razionaleinfattiè diffusa ovunque e permeachi è capace di attingere da essanon meno di quanto l'aria permei chi puòrespirarla.

55 Parlando in generalela malvagità non danneggiaaffatto il cosmoe la malvagità individuale non danneggia assolutamente glialtrima è dannosa soltanto per colui che ha anche il potere di liberarsenenon appena lo voglia.

56 Per la mia facoltà di esprimere la scelta eticaprimaria l'analoga facoltà del prossimo è altrettanto indifferente quanto ilsuo povero soffio vitale e la sua povera carne. Infattianche se esistiamoquanto più è possibilegli uni per gli altrituttavia i nostri principîdirigenti hanno ciascuno la propria sovranità: poiché altrimenti la malvagitàdel prossimo finirebbe per essere il mio maleciò che dio non ha volutoperevitare che altri avessero il potere di rendermi infelice.

57 La luce del sole sembra essere diffusa - e in effettiè diffusa ovunque -e tuttavia non è effusa: questo diffondersiinfattièun estendersi. I suoi fulgoripertantoricevono il nome di raggi per il fattoche si irradiano. E puoi vedere di che natura sia un raggio se osservi la lucedel sole penetrare in una camera buia attraverso una stretta fessura: si estendedritta avanti a sé e in certo modo si appoggia su qualunque oggetto solido lesi opponga precludendole l'aria che si trova al di là dell'oggetto stesso; quiil raggio si ferma e non scivola né cade. Ebbenecosì deve scorrere ediffondersi il pensiero: non effondersima distendersie non giungere a unimpatto violento e dirompente con gli ostacoli che incontrae neppure caderema arrestarsi e illuminare l'oggetto che lo riceve. Sarà l'oggetto che nonriflette la sua luce a privarsene.

58 Chi teme la morteteme o l'insensibilità o unadiversa sensibilità. Ma se non avrai più sensibilitànon sentirai neppurealcun male; se avrai una sensibilità diversasarai un essere diverso e noncesserai di vivere.

59 Gli uomini esistono gli uni per gli altri: quindiinsegna loro o sopportali.

60 Altro è il moto della frecciaaltro il motodell'intelletto; eppure l'intellettoquando procede con cautela e quando siconcentra nel suo esamesi muove diritto e verso l'obiettivo non meno dellafreccia.

61 Penetra nel principio dirigente di ciascunomapermetti anche a chiunque altro di penetrare nel tuo.

LIBRO IX

1 Chi commette ingiustizia commette empietà: infattipoiché la natura universale ha prodotto gli esseri razionali gli uni per glialtricosì che si aiutino reciprocamente secondo il merito di ciascunoe nonsi danneggino in modo alcunochi trasgredisce il suo volere èevidentementeempio verso la più venerabile delle divinità. Anche chi mentisce commetteempietà verso la stessa dea: perché la natura universale è la natura degliesserie gli esseri sono intimamente legati con le cose che esistono. Per dipiùessa viene anche chiamata verità ed è la causa prima di ogni verità:quindi chi mentisce volontariamente commette empietà in quanto ingannandocommette ingiustizia; chi invece lo fa involontariamentecommette ingiustiziain quanto entra in dissidio con la natura universale e ne turba l'ordinecombattendo contro la natura del cosmo. Impugna le armiinfattichi di propriainiziativa muove verso il contrario della verità: dalla natura avevainizialmente ricevuto i fondamenti necessarima li ha abbandonati e non è piùin grado di discernere il falso dal vero. E ancora: commette empietà anche chiinsegue il piacere come bene e fugge il dolore come male; è inevitabile che unapersona del genere critichi spesso la natura comuneconvinto che essa agiscacontro il giusto merito nell'assegnare qualcosa alle persone dappoco e agliuomini di valoredato che sovente i primi vivono nei piaceri e conseguono ciòche produce piacerementre i secondi incorrono nel dolore e in quello che locausa. Inoltre: chi teme i dolori prima o poi avrà timore anche di ciò cheavverrà nel cosmoe già questo è un'empietà. E chi insegue i piaceri non siasterrà dal commettere ingiustizia: e questo è palesemente empio. Mentre chivuole seguire la natura deve essere parimenti concorde verso ciò che la naturacomune include in pari misura - non avrebbe prodotto entrambe le coseinfattise non avesse pari rapporto con entrambe -: pertanto chi non ha pari rapportocon il dolore e il piacereo la morte e la vitao la fama e l'oscuritàdicui la natura universale fa pari usocommette evidentemente empietà. Dico chela natura universale fa uso indifferente di queste cose nel senso che accadonoindifferentementein conformità agli eventi e alle loro conseguenzeper unimpulso originario della provvidenzain virtù del quale la provvidenzaprocedendo da un'origine ha dato impulso a questo ordinamento cosmicoavendoconcepito determinate ragioni delle cose future e definito forze atte a generaresostanzetrasformazioni e consimili successioni.

2 Una persona di animo elevato dovrebbe uscire dalla vitasenza conoscere il sapore della menzognadi qualsiasi forma di ipocrisiamollezza e vanità. Spirareper lo menoprovando nausea per queste cose èinmancanza di altrola seconda navigazione da scegliere. Oppure la tua scelta eraproprio di restare ancorato al malee neppure l'esperienza ti persuade ancora afuggire dalla peste? Perché è veramente peste la corruttela della mentemoltopiù di quella perniciosa alterazione dell'aria che ci circonda: questainfattiè la peste degli esseri viventi in quanto talimentre quella è lapeste degli uomini in quanto uomini.

3 Non disprezzare la mortema accettala di buon gradoinquanto anche questa è una delle cose volute dalla natura. Come il compimentodella giovinezza e della vecchiaialo sviluppo e il pieno rigoglioladentizionelo spuntare della barbal'incanutiree l'ingravidarelagravidanzail parto e tutte le altre attività naturali che giungono con lestagioni della vitacosì è anche il dissolvimento stesso. Questaquindièla condotta dell'uomo che ragiona: non porsidi fronte alla morte in terminitroppo genericioppure di rifiuto o sdegnoma attenderla come una delleoperazioni naturali. E come ora attendi il momento in cui dal ventre di tuamoglie uscirà un bimbocosì aspetta il momento in cui la tua anima sisfilerà da questo involucro. E - se vuoi anche una regola che non èfilosoficama sa arrivare al cuore - ti renderà ben disposto alla mortesoprattutto considerare gli oggetti da cui stai per staccartie con qualicaratteri la tua anima non dovrà più essere mescolata. Perchéanche se nonbisogna assolutamente porsi in urto con essied anzi bisogna prendersene cura esopportarli con pazienzanon devi tuttavia dimenticare che il tuo non sarà undistacco da uomini che condividano i tuoi stessi principî. Questa sarebbesemail'unica ragione a far da contrappeso e a tenerti attaccato alla vita: lapossibilitàcioèdi convivere con persone che si sono dotate dei tuoi stessiprincipî. E invece tu vedi beneadessoquanto sia logorante il dissenso conchi ci vive accantoal punto che uno dice: «Vieni prestomorteperchéanch'io non debba arrivare a dimenticare me stesso».

4 Chi sbagliasbaglia contro di sé; chi commetteingiustizia fa del male a se stesso perché si rende malvagio.

5 Molte volte commette ingiustizia non solo chi famaanche chi non fa qualcosa.

6 Bastano: l'opinione capace di afferrare la realtà nelmomento attuale; l'azione utile alla comunità nel momento attuale; ladisposizione pronta ad accettare tutto ciò chenel momento attualeprovienedalla causa esterna.

7 Cancella la rappresentazione; arresta l'impulso; spegnil'appetito; mantieni in tuo potere il principio dirigente.

8 Una sola è l'anima suddivisa tra gli esseri privi diragionee una sola è l'anima razionale ripartita tra gli esseri provvisti diragione. Come anche unica è la terra che costituisce tutto ciò che è terrosouna sola la luce con cui vediamouna sola l'aria che respiriamo noi tuttiesseri dotati di vista e di vita.

9 Tutto ciò che partecipa di un elemento comune tende aquello che ha eguale natura. Tutto ciò che è terroso inclina alla terraogniliquido tende a confluire con gli altrie così pure l'aeriformetanto che perimpedirlo si deve ricorrere a uno sbarramento forzato. Il fuocoper viadell'elemento igneotende verso l'altoe quaggiù è così pronto ad unirsicon ogni fuocoche qualunque materiale solo un po' più secco è facilmenteinfiammabile per la minor presenzain ciò che lo componedi fattori cheostacolino la combustione. E quindi ogni essere partecipe della comune naturarazionale tendeallo stesso modo o anche piùa ciò che ha la stessa natura;infatti quanto più emerge sul restotanto più è pronto a mescolarsi efondersi con ciò che appartiene alla sua specie. Tra gli esseri irrazionali sigiunse sùbito a sciamimandrienidiatea forme d'amore: infatti qui già vierano delle anime e già si trovava la spinta - intensa perché attiva in unessere superiore - all'aggregazionequale non si ritrova in piantepietre olegna. Tra gli esseri razionali si giunse ad organismi politiciamiciziefamiglieriunioniein guerraa trattati e tregue. E tra gli esseri ancorasuperioribenché distanti tra lorovenne in certo modo a formarsi un'unionequale vi è tra gli astri. Così la spinta a elevarsi verso ciò che èsuperiore può produrre una simpatia anche tra esseri separati. Osservadunqueciò che accade ora: solo gli esseri razionaliorahanno dimenticatol'inclinazione e la convergenza reciprocae solo qui non si vede più ilconfluire in un unico corso. E tuttaviasebbene fuggano l'uno dall'altrovengono presi e accerchiati: la natura è più forte. E se presti attenzionecapirai quello che intendo dire: si farebbe prima a trovare qualcosa di terrososenza collegamento con nulla di terroso piuttosto che un uomo del tutto avulsoda un altro uomo.

10 Danno frutto anche l'uomodioil cosmo: nellestagioni appropriate ogni singola cosa dà frutto: E se l'uso applica il termine«frutto» in senso proprio soltanto alla vite e alle altre piantenonsignifica niente. La ragione ha un frutto che è sia comune sia individualeeda essa nascono altri frutti di natura analoga alla sua.

11 Se puoicorreggili con il tuo insegnamento;altrimentiricorda che proprio per queste situazioni ti è stata data labenevolenza. Anche gli dèi sono benevoli verso questo genere di persone; e percerte cose - per la saluteper la ricchezzaper la fama - addirittura liaiutanotanto sono buoni! Puoi farlo anche tu: in caso contrariodi' chi te loimpedisce.

12 Lavora: ma non con l'aria della vittima né per farticompatire o ammirare; desiderainveceuna cosa soltanto: muoverti etrattenerti come richiede la ragione della socialità.

13 Oggi mi sono allontanato da ogni fastidio; o megliohogettato via ogni fastidio: perché non era fuorima dentronelle mie opinioni.

14 Tutto questo è consueto per l'esperienzaeffimero peril temposudicio per la materia. Tuttooraè come al tempo di coloro cheabbiamo sepolto.

15 Le cose stanno fuori della portaisolate in se stessee di se stesse non sanno e non esprimono nulla. Cos'èquindiche si esprimesu di esse? Il principio dirigente.

16 Il bene e il male dell'essere razionale e sociale nonsono nella passivitàma nell'attivitàcome pure la sua vlrtù o il suo vizionon sono nella passivitàma nell'attività.

17 Per la pietra scagliata verso l'alto non c'è nulla dimale nel ricadere come non c'è nulla di bene nel salire.

18 Penetra all'interno dei loro principî dirigenti evedrai quali giudici tu temi e quali giudici sono di se stessi.

19 Tutto è trasformazione. Tu stesso sei soggetto a unprocesso continuo di alterazione ein certo mododistruzionee così il cosmointero.

20 L'errore di un altro bisogna lasciarlo dov'è.

21 Cessazione di un'attivitàdi un impulso; pausa ediciamomorte di un'opinione: nulla di male. Passa ora alle varie età dellavita: l'infanzial'adolescenzala giovinezzala vecchiaia; anche per esseinfattiogni trasformazione è una morte. C'è forse qualcosa da temere? Passaora alla vita che hai trascorso sotto tuo nonnopoi alla vita trascorsa sottotua madrepoi alla vita trascorsa sotto tuo padre; e di fronte a tante altredistruzionitrasformazionicessazionichiedi a te stesso: «c'è qualcosa datemere?». Così non è da temere neppure la cessazionela finelatrasformazione della tua intera vita.

22 Corri al tuo principio dirigentea quellodell'universo e a quello di quest'uomo. Al tuoper farne un intelletto giusto;a quello dell'universoper ricordare di cosa sei parte; a quello di costuiperrenderti conto se dietro la sua azione vi sia ignoranza o consapevolezzaeinsiemeper considerare che quel principio dirigente è parente del tuo.

23 Come tu stesso sei parte nel realizzare una compaginesocialecosì pure ogni tua azione sia parte nel realizzare la vita sociale.Qualunque tua azione non sia in riferimento diretto o lontano con il finecollettivolacera la vita comunene impedisce l'intrinseca unità ed è fontedi dissidîcome lo è chiin democraziasi allontana per parte sua da untale regime di concordia.

24 Collere e giochi di bambini e «povere anime chereggono cadaveri»: diventa più evidente lo scenario della Nékuia!

25 Rivolgiti ora alla qualità della causa e osservala insédopo averla isolata dalla materia; poi definisci anche il tempo massimo peril quale questa particolare qualità può sussistere.

26 Hai già sofferto mille volte per non volertiaccontentare che il tuo principio dirigente facesse quel genere di cose cherientrano nella sua costituzione: ora bastaperò!

27 Quando un altro ti biasima o ti odiao quando la gentesi esprime sul tuo conto in questi terminivolgiti alle loro animepenetraall'interno di esse e guarda che genere di uomini sono. Vedrai che non devidarti pena perché abbiano di te una determinata opinione. Tuttavia bisognaessere benevoli con loro: per natura sono amici. Anche gli dèi li aiutano neimodi più diversiattraverso sogniattraverso oracolie proprio nelle coseche interessano a loro.

28 Questi sono i cicli del cosmo: su e giùdi eterno ineterno. O la mente universale esercita il suo impulso per ogni singola cosa - ese è cosìaccogli il suo impulso -oppure lo ha esercitato una volta pertuttee il resto avviene per conseguenza. E perché ti affanni? In un certosensoinfattio vi sono gli atomi o il destino. Insomma: se c'è diova tuttobene; se domina il casonon agire anche tu a caso.

Presto la terra ci coprirà tuttipoi anch'essa sitrasformerà e quel nuovo assetto si trasformerà all'infinito e quell'altro asua volta all'infinito. Se uno pensa alle ondate delle trasformazioni e dellealterazionie alla loro rapiditàdisprezzerà tutto ciò che è mortale.

29 La causa dell'universo è un torrente: trascina tuttocon sé. Quanto poco valgono questi omuncoli dediti alla politica e - sonoconvinti - alla pratica della filosofia: mocciosi! E tuuomoche fai? Fa'quello che la natura ora esige. Esercita l'impulsose ti è datoe nonvoltarti intorno a guardare che ci sia chi lo venga a sapere. Non sperare nellarepubblica di Platonema accontèntati del minimo passo avanti e nonconsiderare un'inezia anche questo modesto risultato. Chi riusciràinfattiatrasformare i loro principî? E senza la trasformazione dei principî che cosarimane se non la schiavitù di chi geme e finge di obbedire? AvantioracitamiAlessandroFilippoDemetrio Falereo. Guarderò se abbiano visto cosa vuole lanatura comunee se abbiano educato se stessi; ma se hanno recitato comepersonaggi di tragedianessuno mi ha condannato a imitarli. Il cómpito dellafilosofia è semplice e modesto: non spingermi a pose altere e solenni.

30 Osservadall'alto: mandrie innumerevoliinnumerevolicerimonievaria navigazione tra tempeste e bonaccemolteplice diversità diesseri che nasconoconvivonoscompaiono. Considera anche la vita vissuta inpassato da altriquella che verrà vissuta dopo di te e quella che ora si vivetra i popoli barbari; considera quanti non conoscono neppure il tuo nomequantiben presto lo dimenticherannoquanti che forse ora ti lodano ben presto tibiasimeranno; considera come il ricordo che lasciamo ai posteri non abbiavaloree non lo abbiano né la gloria néin assolutoaltro.

31 Imperturbabilità circa le cose che provengono dallacausa esternagiustizia nelle cose che si producono per la causa che deriva date; ossia impulso e azione che si esauriscono proprio nell'agire in vista delbene comunepoiché questo è per te secondo natura.

32 Puoi eliminare molte cose superflue tra quelle che tidisturbanoin quanto risiedono completamente nella tua opinione: e ti ricaveraisùbito un ampio spazio. Abbraccia col pensiero l'intero universocomprendinella mente l'eternità infinita e considera la rapida trasformazione delleparti di ciascuna cosa: come sia breve il tempo che scorre dalla nascita fino aldissolvimentoimmenso quello che precede la nascitaeugualmenteinfinitoquello che segue al dissolvimento.

33 Tutto quanto vedi ben presto periràe ben prestoperiranno anche quegli stessi che l'hanno visto perire. E chi muore nellavecchiaia estrema passerà alla medesima condizione di chi è morto prima deltempo.

34 Chiediti quali siano i principî dirigenti di costoroin quale genere di cose si siano impegnatiper quali ragioni provino amore erispetto verso gli altri. Immagina di vedere nuda la loro povera anima. Pensa aquanta presunzione dimostrinoquando credono di danneggiare con le lorocritiche o di giovare con le loro glorificazioni.

35 La perdita altro non è che trasformazione. Ne gode lanatura universale: in conformità al suo volere è tutto bene ciò che accadedall'eternità è sempre avvenuto nello stesso modo e sarà ancora cosìall'infinito. E allora? Tu dici che tutto quanto è avvenuto è male e che tuttosarà sempre malee che tra tanti dèi non si è mai trovata una forza chepotesse raddrizzare questa situazionema il cosmo è condannato a restare inuna morsa di mali senza tregua?

36 Il marcio della materia che sta alla base di ciascunessere è acquapolvereossafetore; o ancora: i marmi sono placche dellaterra e l'orol'argento sono sedimentile vesti sono pelila porpora èsanguee così via tutto il resto. E il soffio vitale è qualcos'altro delgenere e passa in continuazione da un essere all'altro.

37 Basta con la vita infelicecon questo mormorareconquesto comportamento scimmiesco! Perché ti turbi? Cosa c'è di nuovo in tuttoquesto? Cos'è che ti fa uscire da te stesso? La causa? Osservala bene. O invecela materia? Osservala bene. Al di fuori di queste due cose non c'è nulla. Madiventa infine più semplice e più buono anche verso gli dèi!

Indagare queste cose per cento o per tre anni è lo stesso.

38 Se ha sbagliatoil male è lì; ma forse non hasbagliato.

39 O tutto confluisce da una sola fonte razionale come inun solo corpoe allora la parte non deve lamentarsi di ciò che avvienenell'interesse del tutto; oppure ci sono gli atomi e nient'altro che miscuglio edispersione. Perché ti lasci turbareallora? Tu dici al principio dirigente:«sei mortocorrottoimbestiato; fingivivi nel greggepascoli».

40 O gli dèi o non hanno alcun potere o lo hanno. Orasenon hanno potereperché preghi? Se invece lo hannoperché non preghi che ticoncedano di non temere nessuna di queste cosedi non desiderarne nessunadinon soffrire per nessuna di esseinvece di pregarli perché ti evitino oppureti concedano una di queste cose? Certamente gli dèise possono aiutare gliuominipossono aiutarli anche in questo. Ma forse dirai: «Gli dèi hanno postoqueste cose in mio potere». Allora non è meglio usarein libertàciò cheè in tuo potere piuttosto che lasciarti coinvolgeretra schiavitù eumiliazionedall'interesse per ciò che non lo è? Chi ti ha dettopoichegli dèi non ci aiutano in quello che dipende da noi? Comincia dunque a pregareper questoe poi vedrai. Uno prega: «che io possa andare a letto con latale!»; tu: «che io non desideri di andare a letto con la tale!». Un altro:«che io possa esser liberato da questo!»; tu: «che io non senta il bisogno diesserne liberato!». Un altro ancora: «che io non debba perdere mio figlio!»;tu: «che io non tema di perderlo!». Insommamodifica così le tue preghiere eosserva che cosa succede.

41 Dice Epicuro: «durante la malattia la miaconversazione non toccava le sofferenze del corponé - aggiunge - parlavo diquesti argomenti con chi veniva a trovarmi; ma continuavo a discutere dei valoripiù alti nei termini della scienza della naturaapplicandomi in particolare aquesto problema: come la mentepur partecipando di tali moti della carnerimanga imperturbata conservando il proprio bene; e ai medici - continua - nonconsentivo di inorgoglirsi come se riuscissero a concludere qualcosama la miavita procedeva bene e felicemente». Abbi il suo stesso atteggiamento nellamalattiase ti ammalie in altre circostanze! Perché non staccarsi dallafilosofiaqualunque cosa ti accadae non chiacchierare con chi è profano edigiuno di scienza della natura è regola comune a ogni scuola di pensiero.

Dèdicati esclusivamente a ciò che stai facendo nel momentopresente e allo strumento con cui lo fai.

42 Quando urti nell'impudenza di qualcuno domàndatisùbito: nell'universo potrebbero non esserci impudenti? No. E allora nonpretendere l'impossibile: anche costuiinfattiè uno di quegli impudenti cheè inevitabile esistano nell'universo. Lo stesso ragionamento tieni a portata dimano per il furfanteper l'infido e per chiunque commetta una qualsivogliacolpa: appena richiamerai alla mente che è impossibile non esista una similecategoria di individuisarai più indulgente con i singoli. È anche utilepensare sùbito a quale virtù la natura abbia dato all'uomo per affrontarequesto difetto. Come antidotoinfattiessa ha datocontro l'insensibile ladolcezzae contro ogni altro singolo vizio una particolare facoltà. Insommahai la possibilità di correggere la persona che si è smarrita: e chiunquesbaglia fallisce il suo proposito e si trova smarrito. E in cosapoisei statodanneggiato? Non troverai nessunotra coloro contro cui ti adiriche abbiafatto qualcosa di tale che la tua mente dovesse uscirne peggiore: e solo inquesto può consistere ogni tuo male e ogni danno. Cosa ci sarà poi di male odi stranose l'ignorante agisce da ignorante? Vedipiuttostodi non doveraccusare te stesso per non aver previsto che la persona avrebbe commesso questamancanza: perché dalla ragione avevi anche i mezzi per pensare che la personaverosimilmente avrebbe commesso questa mancanzaeppure te ne sei dimenticato eti sorprende che l'abbia commessa. E soprattuttoquando ti lamenti delcomportamento infido o ingrato di qualcunorivolgiti a te stesso: perchéevidentementeè colpa tua se ti sei fidato di chi ha una simile disposizioned'animoconvinto che avrebbe mantenuto la parolao seconcedendogli unfavorenon hai voluto farlo con un gesto fine a se stesso o in modo da ricavaresùbito il frutto della tua azione dal solo fatto di compierla. Quando hai fattodel bene a un uomoinfatticosa vuoi di più? Non ti basta aver compiutoun'azione conforme alla tua natura? Vuoi un compenso? Come se l'occhiopretendesse un compenso perché vedeo i piedi perché camminano! Come questiorganiinfattiesistono per questo dato fine eattuandolo secondo la propriacostituzionehanno già quanto spetta lorocosì pure l'uomoche per naturaè portato a fare il benequando compie un beneficio o anche aiuta araggiungere cose intermedieha realizzato l'obiettivo della sua costituzione eha ciò che gli spetta.

LIBRO X

1 Sarai un giornoanima miabuonasempliceunanudapiù manifesta del corpo che ti avvolge? Conosceraiun giornoquale saporeabbia la disposizione ad amare e accontentarsi? Saraiun giornocompiutamentesoddisfatta e priva di bisognicapace di non rimpiangere nulladi nondesiderare nulla di animato o inanimato per trarne piaceredi non desideraretempo per godere più a lungoné un luogo o una regione o un clima favorevolené gente con cui andare d'accordo? Ti accontenterai della disposizione delmomentogodrai di tutto ciò che avrai al momentoti convincerai che hai tuttoda parte degli dèi e che è e sarà bene per te tutto ciò che a loro piace eche intendono dare per la salvezza dell'essere perfettodell'essere buonogiustobelloche genera tutte le cosele tiene insiemele circonda e leabbraccia quando si dissolvono per generare altre cose simili? Saraiun giornocapace di vivere nello Stato degli dèi e degli uominisenza muovere loroalcuna critica e senza riceverne accuse?

2 Osserva attentamente che cosa richiede la tua naturainquanto essere governato soltanto da una natura fisica; poi fallo e accettalosempre che non vada a discapito della tua natura di essere animato.Successivamente devi osservare che cosa richieda la tua natura di essereanimatoe accettarlo completamentesempre che non vada a discapito della tuanatura di essere razionale. Ma l'essere razionale è immediatamente anchesociale. Usa queste regole e non perderti in ragionamenti inutili.

3 Ogni avvenimento o è avvenuto in modo tale che sei pernatura in grado di sopportarlooppure è tale che non sei in grado disopportarlo. Orase l'avvenimento è per te sopportabilenon crucciartenemasopportalo come è nelle tue possibilità; se invece non è sopportabilenoncrucciarteneperché in quel momento ti avrà già annientato. Ricorda d'altraparte che per natura sei in grado di sopportare tutto: dipende dalla tuaopinione renderlo sopportabile e tollerabile attraverso una rappresentazione delcarattere vantaggioso o doveroso che quest'azione riveste per te.

4 Se sbagliainsegnagli con benevolenza e indicagli lamancanza. Se non sei capace di farloaccusa te stessoo neppure te stesso.

5 Qualunque cosa ti succedaera predisposto per tedall'eternità; e dall'eternità l'intreccio delle cause aveva tessuto insiemela tua sostanza e questo evento.

6 Valga la dottrina degli atomi o quella della naturailpunto primo dev'essere che io sono parte dell'universo governato dalla natura;il secondoche sono in un qualche rapporto di parentela con le parti della miastessa specie. Ricordando questi puntinon sarò in dissidio - in quanto sonouna parte - con nulla di ciò che mi viene assegnato entro l'ordine universale:nulla che rechi vantaggio al tutto è dannoso per la parte. Il tuttoinfattinon contiene nulla che non gli rechi vantaggio. E poiché tutte le nature hannoin comune questa proprietàma la natura dell'universo ha in più lacaratteristica di non essere costretta da alcuna causa esterna a generarequalcosa che le rechi dannoricordandomi di essere una parte di un tutto cosìconnaturato accoglierò con favore ogni evento; ein quanto sono in un qualcherapporto di parentela con le parti della mia stessa specienon farò nulla dicontrario all'interesse socialeanzi avrò come obiettivo gli esseri della miaspecie e guiderò ogni mio impulso verso l'utile comune e lo allontanerò dalladirezione contraria. Se si verificano pienamente queste condizionila vita nonpuò che scorrere felicecosì come puoi immaginare che scorra felice la vitadi un cittadino sempre impegnato in azioni vantaggiose per i concittadini epronto ad abbracciare qualunque cosa gli sia assegnata dalla città.

7 Il destino delle parti del tutto - quantedicosonocontenute dal cosmo - è di perire: quest'ultimo termine va preso nelsignificato di «trasformarsi». Se peròdicoquesto è un male per loroedè un male inevitabilenon può essere che l'universo proceda benevisto chele sue parti sono avviate a trasformazione e costituite allo scopo di finireinmodi differentidistrutte. La natura stessaallorasi sarebbe adoperata adanneggiare le proprie partia renderle esposte al male e inevitabilmentedestinate al male? Oppure le è sfuggito che andava creandosi una situazione diquesto genere? Entrambe le supposizioni sono inverosimili. E se qualcunoprescindendo dall'intervento della naturaspiegasse la situazione come unsemplice fenomeno fisicoanche così sarebbe ridicolo da un lato dire che leparti del tutto si trasformano per un processo fisicodall'altro stupirsenecome di un evento contro natura oppure non accettarlotanto più consideratoche l'esito del dissolvimento è la liberazione dei componenti di cui ècostituito ogni singolo essere. Infattio è dispersione degli elementi cheformavano il compostoo è mutamento del solido in terradell'aeriforme inariaonde tali elementi vengono riassunti nella ragione dell'universosia cheesso proceda per periodiche conflagrazioni sia che si rinnovi mediante perenniscambi interni. E il solido e l'aeriforme non immaginare siano ancora quelli delprimo momento di vita: tutto questo è affluito ieri o l'altro ieriattraversoil cibo e l'aria inspirata. Si trasforma questo che è stato presosuccessivamentenon quello che la madre ha generato. Ammetti pureinvecechequello ti leghi strettamente alla tua qualità individuale: essa non ha niente ache vederemi parecon ciò di cui stiamo parlando adesso.

8 Se questi sono i termini con cui indichi te stesso -buonodiscretosincerod'animo prudenteconcordenobile - stai attento anon cambiarli e a non perderliese dovessi perderlitorna presto ad essi.Ricorda che «d'animo prudente» intendeva significare per te la valutazioneanalitica e attenta di ciascuna cosa; «d'animo concorde» significava laspontanea accettazione di ciò che viene assegnato dalla natura comune;«d'animo nobile» significava la capacità di elevare la parte razionale al disopra del movimento dolce o aspro della carneal di sopra della famadellamorte e di tutte le altre cose di questo genere. Se ti conserverai all'altezzadi questi termini senza spasimare perché altri li usino per definirtisarai unaltro uomo e entrerai in un'altra vita. Perché essere ancora così come seistato fino ad orae dibatterti e insudiciarti in una simile vita va propriobene per uno storditoper uno attaccato alla vita come quei bestiariichemezzi divoratipieni di feritelordi di sangue e polverechiedonoegualmente di essere risparmiati per l'indomaniper finire predain quellecondizionidegli stessi artigli e delle stesse fauci. Perciò occupa questipochi termini ese puoi restare su di essirestaci come fossi emigrato inqualche isola dei beati; se però ti accorgi che stai cadendo e non riesci atenerli strettiva' fiducioso a cercare un cantucciodove tu possa conservarneil possessooppure esci addirittura dalla vitanon adiratoma consemplicitàlibertà e discrezionerealizzando almeno questo risultato nellavita: di uscirtene così. Ma a non dimenticare questi termini contribuiràgrandemente ricordarsi degli dèirammentare che essi non vogliono essereadulativogliono invece che tutti gli esseri razionali si rendano eguali aloroe che sia il fico a svolgere la parte del ficoil cane quella del canel'ape quella dell'apel'uomo quella dell'uomo.

9 Mimoguerraeccitazionetorporeschiavitù giornodopo giorno cancelleranno tutti quei tuoi sacri principî che ti rappresenti aldi fuori della scienza della naturae che poi abbandoni. Ma bisogna guardare efare ogni cosa in modo chesu un versantesia realizzato quel che è richiestodalle circostanzeesull'altrosia esplicata l'osservazione teorica e siasalvaguardata quella sicurezza di sé che deriva dalla conoscenza rigorosa dellesingole cose - salvaguardata nella discrezione più assolutama senza arrivarea nasconderla. Quando potrai godere della semplicità? Quando della serietà?Quando della conoscenza di ogni singola cosa - quale sia cioè la sua sostanzaquale posto occupi nel cosmoquanto tempo la natura assegni alla sua esistenzadi quali elementi sia compostaa chi possa appartenerechi possa darla etoglierla?

10 Un ragno è orgoglioso di aver catturato una mosca;qualcuno è orgoglioso di aver catturato un leprottoaltri di aver presoun'acciuga nella retechi di aver preso dei cinghialichi degli orsichi deiSarmati. Del resto non sono forse brigantise esamini i loro principî?

11 ...come ogni cosa si trasforma in un'altra: acquisisciun metodo di osservazione del fenomenoapplicalo continuamente ed esèrcitatiin quest'àmbitoperché nulla contribuisce in tale misura alla nobiltàd'animo. Si è spogliato del corpo epensando che tra un attimo dovràabbandonare tutto questo congedandosi dal mondo degli uominiha consacratotutto se stesso alla giustizia - per ciò che rientra nel suo operato -e allanatura universale - per gli eventi che non ne dipendono. E non prende neppure inconsiderazione che cosa si dirà o si penserà di luio che cosa si faràcontro di luipago di queste due attività: compiere secondo giustizia ciò cheal momento va compiendo e amare quanto al momento gli viene assegnato; haaccantonato ogni altra occupazione e impegnoe non vuole nient'altro se nonpercorrere fino in fondoattraverso la leggela retta viae seguire dio chepercorre la retta via fino in fondo.

12 Che bisogno c'è di ipotesiquando è possibileosservare che cosa si deve fareese lo scorgiprocedere serenamente inquella direzionesenza voltarti indietrose non lo scorgisospendere ilgiudizio e ricorrere ai consiglieri migliori; ese sul tuo cammino ci sonoaltri ostacoliavanzare secondo le possibilità del momentoattenendotidoporigoroso esamea ciò che pare giusto? La cosa miglioreinfattiè coglierequesto obiettivopoiché mancarlo significa il fallimento. Chi segue in tuttola ragione è un essere quieto enel contempopronto ad agire; ha nel volto lagioia enel contempola serietà.

13 Appena sveglio chiediti: «Farà forse differenza perteche un altro biasimi ciò che è giusto e ben disposto?». No. Ti sei forsedimenticato che questi individuiche si impancano a elogiare e biasimare glialtrihanno quella certa condotta a lettoa tavola? Hai dimenticato quali cosefannoquali rifuggonoquali inseguonoquali rubanoquali razzianonon conmani e piedima con la loro parte più preziosache può nutrirequando lovoglialealtàpudoreamore della veritàrispetto per leggeun demonebuono?

14 Alla natura che dà e riprende ogni cosa l'uomoistruito e rispettoso dice: «dammi ciò che vuoiriprenditi ciò che vuoi». Enon lo dice con aria di sfidama soltanto perché è docile e ben dispostoverso la natura.

15 È poco il tempo che ti resta da vivere. Vivi comesulla cima di una montagna: perché non c'è nessuna differenza tra vivere là oquase si vive ovunque nell'universo come in una città. Gli uomini vedanoosservino a fondo un uomo vero che vive secondo natura. Se non lo sopportanolouccidano: è meglio morire che vivere come loro.

16 Insomma: non devi più discutere su come debba essereun uomo virtuosoma esserlo.

17 Ricorri continuamente alla rappresentazione dell'interaeternità e dell'intera sostanzae del fatto che ogni singola parte èdifronte alla sostanzaun granello di ficodi fronte al tempoun giro ditrapano.

18 Nel valutare ciascun oggetto consideralo come già invia di dissolvimentoin atto di trasformarsi e quasi di marcire o disperdersiovvero considera che ciascuna cosa è nata quasi per morire.

19 ...come sono quando mangianodormonosi accoppianoevacuanoe in tutto il resto. Poicome sono quando impersonano la leggespandono orgoglio o cedono alla collera e rimproverano dall'alto della lorosuperiorità. Poco primainvecea quanti facevano da schiavi e per qualimotivi! E tra poco saranno di nuovo in tale condizione.

20 A ciascuno reca vantaggio quel che a ciascuno la naturauniversale arrecae reca vantaggio nel preciso momento in cui la natura loarreca.

21 «La terra ama la pioggiae la ama anche il venerabileetere»; e il cosmo ama fare tutto ciò che deve accadere. Oraal cosmo dico:«Amo con te». Non si dice anchecomunementeche una data cosa «amaaccadere»?

22 O vivi qui - e ormai ci sei abituato -o te ne tirifuori - e sarebbe quello che volevi -o muori - e hai compiuto il tuo servizio-: al di là di queste possibilità non ce ne sono altre. Nessun malumorequindi!

23 Sia sempre ben chiaro che laggiùin campagnaèall'incirca come quie come tuttoquisia lo stesso che in cima a un monte oin riva al mare o dove credi. Troverai proprio quello che dice Platone:«chiudendosi - dice - nel suo stabbio in montagna»e ancora: «mungere pecorebelanti».

24 Cos'è per me il mio principio dirigente e quale lo storendendoorae per che cosaorame ne servo? È forse privo di intellettosciolto e staccato dalla societàinfuso e mescolato nella carne al punto darestar coinvolto nei suoi movimenti?

25 Chi fugge dal suo padrone è uno schiavo fuggitivo; ilnostro padrone è la leggee chi la trasgredisce è un fuggitivo. Analogamente:chi soffre o si adira o temenon vuole che sia avvenutoche stia avvenendo oche debba avvenire qualcosa di quanto è stato disposto da colui che governa iltuttocioè la legge che legifera quanto tocca a ciascuno. Chi temequindiosoffre o si adiraè uno schiavo fuggitivo.

26 Dopo aver gettato il seme nell'uterol'uomo si ritirae da quel momento il seme passa sotto un'altra causache lo elabora e realizzaun bimbo compiuto: quale esitoda quale inizio! Ancora: l'uomo lascia il cibonella bocca del bambinoe da quel momento il cibo passa sotto un'altra causache ne produce sensazioneimpulsoinsomma vita e forzae quanti e quali altririsultati. Osservaquindiquesti processi che avvengono in un così profondomisteroe guarda la forza che li produce così come guardiamo anche la forzache trascina i corpi verso il basso e quella che li spinge verso l'alto: non congli occhima non per questo meno perspicuamente.

27 Considera continuamente come anche prima tuttoavvenisse tale quale avviene ora; e considera che avverrà anche in futuro. Eponiti dinanzi agli occhi interi drammi e scene del medesimo tenorequanti neconosci per tua esperienza personale o dalla storia precedentead esempio tuttala corte di Adrianotutta la corte di Antoninodi Filippodi AlessandrodiCreso: era tutto come adessosolo con altri personaggi.

28 Rappresèntati ogni uomo che soffra o si lamenti perqualsivoglia motivo simile a un porcellino sacrificato che recalcitra e strilla;simile è anche chisteso sul suo lettuccioda solo e in silenzio piange lacatena che ci vincola all'universo. Considera che solo all'essere razionale èconcesso di seguire volontariamente gli eventimentre il semplice seguirli èinevitabile per tutti.

29 Punto per puntoad ogni singola cosa che faisofférmati a riflettere e domandati se la morte sia temibile perché ti privadi quella cosa.

30 Quando urti nella colpa di qualcunopassa sùbito aconsiderare quale colpa simile stai commettendo; ad esempiogiudicando un beneil piacere oppure la fama e cose di questa specie. Riflettendo su questo puntoinfattidimenticherai presto la tua iratanto più se ti verrà in mente ilfatto che quel tale agisce per costrizione: cosa dovrebbe fare? Oppurese seiin gradoliberalo dal suo stato di costrizione.

31 Vedendo Satironeimmàginati un Socratico o Eutiche oImene; vedendo Eufrate immàginati Eutichione o Silvanovedendo Alcifroneimmàginati Tropeoforo; vedendo Senofonte immàginati Critone o Severo; evolgendoti a guardare te stesso immàginati uno dei Cesari e cosìanalogamentefai per ciascuno degli altri. Poi la tua mente si chieda: dovesono costoro? In nessun luogo o chissà dove. Cosìinfattivedraicontinuamente che la realtà umana è fumo ed è nientesoprattutto sericorderai che qualunque cosauna volta trasformatanon sarà più perl'infinità del tempo. Allora perché ti dài tanta pena? Perché non tiaccontenti di portare a compimento come si conviene questo breve tragitto? Daquale materia e da quale proposito tenti di fuggire? Cos'altro sono tutte questecosese non esercizi per la ragione che abbia scorto nitidamente e nei terminidella scienza della natura i fatti della vita? Insistiquindifinché nonavrai assimilato anche questi concetticome lo stomaco robusto assimila ognicibocome il fuoco vivo trasforma in fiamma e luce qualunque cosa vi getti.

32 Nessuno deve poter dire di teparlando sinceramenteche non sei semplice o che non sei virtuoso: chi avrà un'opinione del genere atuo riguardo dovrà mentire. Il che dipende completamente da te: chiinfattiti impedisce di essere virtuoso e semplice? Hai soltanto da decidere di nonvivere piùse non sarai così. Neppure la ragioneinfattisceglie che tuvivase non sei così.

33 In questa materia cosa si può fare o dire nel modopiù valido? Di qualunque cosa si trattiè lecito farla o dirla; e nonaccampare la scusa di un impedimento.

Non potrai smettere di lamentarti prima di aver provato nellatua persona che per te fare quanto è proprio alla costituzione dell'uomo inogni materia che ti si sottoponga e ti si presenti equivale alla voluttà chegli uomini sensibili ai piaceri trovano nelle mollezze; bisogna infatticoncepire come godimento ogni azione che sia lecito compiere secondo la proprianatura; e agire in questo modo è lecito dovunque. Certoal cilindro non èdato di poter compiere dovunque il proprio particolare movimentoe neppureall'acquané al fuoconé a tutto quanto è governato da una natura o daun'anima irrazionaleperché vi sono molte barriere e ostacoli. Invecel'intelletto e la ragione possono procedere attraverso qualunque ostacolocomeè nella loro natura e come vogliono. Ponendoti davanti agli occhi questafacoltàin virtù della quale la ragione muoverà attraverso ogni cosacomeil fuoco verso l'altola pietra verso il bassoil cilindro lungo un pianoinclinatonon cercar più nient'altro: gli altri impedimentiinfattioriguardano questo misero corpoche è solo un cadavereoppuresenza laconcomitanza di un'opinione che li riconosca tali e di un cedimento dellaragione stessanon incidono e non producono il benché minimo malepoichéaltrimenti anche chi li subisce diverrebbe sùbito peggiore. Per quantoriguardaquinditutti gli altri esseriqualunque cosa di male avvenga a unodi essiè lo stesso essere colpito che ne esce peggiore; qui invece l'uomosecosì si può direne esce addirittura migliore e più encomiabilese sa fareil giusto uso di ciò che gli accade. Insommaricorda che a chi per natura ècittadino non può recare danno ciò che non reca danno alla cittàe non puòrecare danno alla città ciò che non reca danno alla legge. Oranessuna diqueste cosiddette sventure danneggia la legge; quindiciò che non danneggia laleggenon danneggia né la città né il cittadino.

34 Se uno ha sentito il morso dei veri principî gli bastaanche il minimo cennola frase che tutti conosconoper ricordare di essereestraneo al dolore e alla paura. Per esempio

fogliealcune il vento ne sparge per terra...

così la stirpe degli uomini...

E foglioline sono anche i tuoi figlifoglioline anche questiche con un'espressione tanto convinta acclamano e glorificano oal contrariomalediconoo nell'intimo criticano e dileggiano; e fogliolineugualmentequelli a cui sarà affidata la nostra fama postuma. Tutti questi esseriinfatti

nascono nella stagione di primavera...

poi il vento li abbatte; e poi al loro posto la selva negenera altri. Un'esistenza breve è la comune condizione di ogni cosa; tu inveceeviti e insegui ogni cosa come fosse destinata a durare in eterno. Ancora unpocoe chiuderai gli occhi; e sùbito un altro piangerà colui che ti haseppellito.

35 L'occhio sano deve vedere tutto ciò che si puòvederee non dire: «voglio vedere il verde»: così fa chi ha gli occhimalati; e l'udito e l'olfatto sani devono essere pronti a tutto ciò che si puòudire o odorare; e lo stomaco sano deve avere la stessa reazione verso ognicibocome la macina deve macinare tutto ciò per cui e stata costruita. Equindi la mente sana deve essere pronta verso ogni evento; mentre quella chedice: «i miei figli si salvino!» e «tutti lodino qualunque cosa io faccia!»è un occhio che cerca il verde oppure denti che cercano il tenero.

36 Non c'è nessuno così fortunato da non aver accantoal momento della sua mortechi saluti con piacere l'evento luttuoso. Era unuomo serio e saggio? Quando verrà la sua ultima ora ci sarà qualcuno che trasé dirà: «Finalmente avremo respiro da questo pedante; non che fosse duro connessuno di noima sentivo che nel suo intimo ci condannava». Questo per l'uomoserio: ma nel nostro caso quante altre ragioni vi sono perché molti nonaspettino che di liberarsi di noi! A questoquindipenserai morendoe te neandrai più serenamenteragionando così: «esco da una simile vitain cuiproprio i miei compagniper i quali ho tanto lottatoho tanto pregatohoavuto tante preoccupazioniproprio loro vogliono che io me ne vadasperandoforse di averne qualche altro vantaggio». Perchéalloratenere tanto a unsoggiorno più lungo quaggiù? Tuttavia non andartene nutrendoper questosentimenti meno benevoli verso di loroma conservando il tuo carattere disemprerestando amicoaffettuoso e ben disposto verso di loro; e non andarteneneppure come se ti si strappasse a loro: devi invece allontanarti da essi nelmodo sereno in cui l'anima di chi ha una buona morte si svincola dal corpo. Lanaturainfattiti ha unito e mescolato con essi: oraperòte ne separa. Mene separo come da parentisenza tuttavia far resistenzaanzi senza neppuresentirmi costretto: anche questo è un comportamento secondo natura.

37 Ad ogni cosa che qualcuno fa abìtuatiper quantopossibilea indagare dentro di te: «A cosa mira costui con quest'azione?». Macomincia da te e esamina per primo te stesso.

38 Ricorda che a muovere i fili della marionetta è quelloche sta nascosto all'interno: quello è [...]quello è vitaquellosedobbiamo direè l'uomo. Non associargli mainella tua rappresentazioneilrecipiente che lo contiene e questi organi che gli si sono formati intorno: sonocome un'asciacon l'unica differenza che sono uniti al nostro organismo.Perché senza la causa che le muove e le arresta queste membra non hannomaggiore utilità della spola per la tessitricedella penna per chi scrive edella sferza per l'auriga.

LIBRO XI

1 Le proprietà dell'anima razionale: vede se stessaarticola se stessarende se stessa quale vuoleraccoglie essa stessa il fruttoche produce (i frutti delle piante e i prodotti degli animaliinfattiliraccolgono altri)raggiunge il proprio fineovunque cada il termine dellavita. Diversamente da quanto avviene nella danzanelle rappresentazioniteatrali e in analoghe situazioni - dove l'intera azione rimane incompiuta sequalcosa la interrompe -in qualunque partein qualunque circostanza l'animavenga coltarealizza pienamente e senza lacune il suo propositosì da poterdire: «Ho avuto ciò che è mio». Ancora: spazia per il cosmo interoper ilvuoto che lo circonda e per la struttura che conforma il cosmosi protendeverso l'infinito dell'eternitàabbraccia e comprende col pensiero la periodicarigenerazione dell'universoe osserva che chi verrà dopo di noi non vedrànulla di nuovoe che nulla di più ha visto chi è venuto prima di noima incerto qual modo chi ha superato la soglia dei quarant'annise ha un minimo diintelligenzaha vistoin virtù dell'analogia che li legatutto il passato etutto il futuro. Proprio dell'anima razionale èinoltreamare il prossimocoltivare la verità e il pudorenon onorare nulla più di se stessa - il cheè proprio anche della legge. Cosìappuntonon c'è nessuna differenza traragione retta e ragione della giustizia.

2 Riuscirai a disprezzare un canto dolcissimoe ancora ladanza e il pancrazio. Potrai disprezzare la voce melodiosa se la suddividerainei singoli suoni eprendendone uno alla voltati domanderai se ne seisopraffatto: ti vergogneraiinfattidi doverlo ammettere. Quanto alla danzagiungerai a disprezzarla attraverso un analogo comportamentosuddividendola insingoli movimenti e posizionie lo stesso dicasi per il pancrazio. Insommaeccezion fatta per la virtù e i suoi effettiricorda di puntare sùbito allesingole partieattraverso quest'analisidi arrivare a disprezzarleeapplica la stessa operazione alla vita nel suo complesso.

3 Quale spettacolo è l'anima che si mostra prontaquandodeve ormai staccarsi dal corpo ed estinguersio disperdersio persistere! Maquesta prontezza deve venire da un proprio giudizio individualee non basarsisu una pura e semplice opposizionecome avviene tra i cristiani: deve risultaremeditataseriain grado di persuadere anche altrilontana da ogniteatralità.

4 Ho fatto qualcosa nell'interesse della comunità: quindiho raggiunto un utile. Che questa considerazione ti sia sempre a portata dimanoe non smettere mai di agire in questo senso.

5 Qual è la tua arte? Essere virtuoso. E questo in chealtro modo può realizzarsi se non sulla base di principî relativida un latoalla natura universaledall'altroalla particolare costituzione dell'uomo?

6 Dapprima furono introdotte le tragediecon la funzionedi ricordare gli avvenimentie di rammentare che per natura questo è losvolgimento dei fattie che quanto affascina sulla scena del teatro non devepoi crucciare su una scena più grande. Si constatainfattiche questo deveessere l'esito degli avvenimenti e che li sopporta anche chi grida: «AhCiterone!». E gli autori di tragedie hanno anche espressioni utili; peresempio:

se io e i miei due figli siamo stati trascurati dagli dèi

anche questo ha una sua ragione;

e ancora:

non adirarsi con la realtà

e:

mietere la vita come una spiga matura;

e le altre analoghe. Dopo la tragedia fu introdotta lacommedia anticache aveva una educativa libertà di parola e che proprioattraverso il suo linguaggio diretto richiamavanon inutilmenteallasemplicità dei modi; a questi mezzi attinse anche Diogenecon uno scopoanalogo. E considera attentamente cosa sia statapoila commedia di mezzoeinfinecon quale obiettivo sia stata introdotta la commedia nuovache poco apoco scivolò verso il virtuosismo imitativo; cheinfattianche i poeti dellamedia e della nuova dicano qualcosa di utileè ben noto; ma l'intentocomplessivo di questa produzione poetica e drammatica a quale scopo mirava?

7 Come balza evidente il fatto che non vi è altracondizione di vita altrettanto adatta all'esercizio della filosofia quantoquesta in cui ora ti trovi.

8 Un ramo reciso dal ramo cui era unito non può nonrestare reciso anche dall'intera pianta; così pure un essere umano staccato dauno solo dei suoi simili rimane avulso dall'intera comunità. Oraun ramo lorecide un altromentre è l'uomoquando prova odio e avversione per ilprossimoche divide se stesso da lui: senza sapereperòche nel contempo siè reciso da tutto l'organismo sociale. Ma qui è il privilegio di cui ci hafatto dono Zeusche instaurò il vincolo sociale: abbiamo la possibilità ditornare in coesione con il prossimo e di concorrereancoraa realizzare iltutto. Una simile separazionetuttaviase si ripete troppe volterendel'elemento che si distacca difficilmente riconducibile all'unità e allacondizione precedente. Insommail ramo che dal primo germoglio è cresciutoinsieme con l'albero e con esso ha sempre respirato non è uguale al ramoreinnestato dopo essere stato recisochecché ne dicano i giardinieri.

Condividere la stessa piantanon gli stessi principî.

9 Chi ti si oppone mentre procedi secondo la rettaragionecome non potrà sviarti dall'agire benecosì non deve neppureallontanarti dalla benevolenza nei suoi confronti; al contrariodevi attenertiin modo eguale a entrambe le cose: non solo a saldezza di giudizio e di azionema anche a comprensione verso coloro che tentano di ostacolarti o ti creanoqualche altra difficoltà. Anche questoinfatti - adirarsi con loro -è unaforma di debolezzacome abbandonare quel che si sta facendo e cedere per paura;perché sono entrambiin pari misuradisertori: colui che si è fatto prenderedalla paura e colui che si è estraniato da chiper naturaè suo parente eamico.

10 Non vi è nessuna natura che sia inferiore all'arte: leartiinfattiimitano le nature. Se questo è verola natura tra tutte piùcompiuta e più inclusiva non può essere inferiore all'abilità dell'arte. Ogniarteperòrealizza i prodotti inferiori per quelli superiori: anche la naturacomunequindi. E proprio di qui ha origine la giustiziae dalla giustiziasorgono le altre virtù. Infatti la giustizia non potrà essere salvaguardata seavremo interesse per le cose intermedie o saremo troppo facilmente ingannabilitroppo precipitosi nel formarci un giudizio e troppo pronti a cambiarlo.

11 Le cose che insegui o fuggie che così provocano iltuo turbamentonon si muovono verso di te: semmaiin un certo sensosei tuche ti muovi verso di loro; si acquietiquindiil tuo giudizio su di esseedesse resteranno immobilie non ti si vedrà né inseguirle né fuggirle.

12 La sfera dell'anima conserva inalterata la sua formaquando non si protende verso qualcosané si ripiega al suo internoné sidisperdené si adagiama risplende della luce con cui vede la verità di ognicosa e la verità che ha in sé.

13 Qualcuno mi disprezzerà? Se la vedrà lui. Quanto amevedrò di non farmi cogliere a fare o dire nulla che meriti disprezzo. Miodierà? Se la vedrà lui; ioinveceresterò benevolo e ben disposto versochiunquee a lui in particolare mostrerò prontamente la sua mancanzasenzaatteggiamento di biasimoe neppure per ostentare la mia tolleranzama congenuina bontàcome il famoso Focione (posto che non fingesse). Tale deveessereinfattila nostra intima disposizionee gli dèi devono guardare unuomo che non reagisce con sdegno o insofferenza davanti a nulla. Che male te nepuò venireinfattise ora fai quello che è proprio della tua natura eaccetti quanto ora è opportuno alla natura universaleda uomo proteso arealizzare per ogni via possibile ciò che è utile alla comunità?

14 Si disprezzano l'un l'altroeppure cercano dicompiacersi l'un l'altroe mentre tentano di sovrastarsi si inchinano l'unoall'altro.

15 Com'è marcio e falso chi dice: «Mi sono proposto diessere franco con te». Che faiamico? Non c'è bisogno di una simile premessa.Questo risulterà da sé: deve star scritto in frontedeve risuonare sùbitonella vocedeve affiorare sùbito nello sguardocome nello sguardo degliamanti tutto è immediatamente chiaro per l'amato. L'uomo franco e onestoinsommadev'essere come la persona che puzza di capraperché chi gli èvicino se ne accorgalo voglia o noappena gli si accosta. La franchezzaaffettata è un pugnale. Nulla è più turpe dell'amicizia del lupo: rifuggilapiù di ogni altra cosa. L'uomo onestofranco e benevolo ha queste qualitànegli occhie non passano inosservate.

16 Trascorrere la vita nel modo migliore: questa è unafacoltà insita nell'animaquando si resti indifferenti alle cose indifferenti.E resterà indifferente chi osserverà ciascuna di esse nelle singole componentie nell'insiemesenza dimenticare che nessuna produce in noi un'opinione al suoriguardo e nessuna muove verso di noima rimangono immobilie siamo invece noia produrre giudizi su di esse ein certo modoa scrivere questi giudizi in noistessibenché sia possibile tanto non scriverliquantose inavvertitamenteè già successocancellarli sùbito; e senza dimenticare che tale attenzionedurerà pocoe poi la vita sarà finita. Che difficoltà fa che queste cose nonstiano come vorresti? Se sono secondo naturasii felice di essee ti sarannofacili; se sono contrarie a naturacerca cosa sia per te conforme alla tuanaturae impégnati in questa direzioneanche se non te ne viene gloria; achiunque spetta comprensionequando cerca il proprio vero bene.

17 ...da dove è venuta ogni singola cosadi qualielementi è costituitain che cosa si trasformaquale sarà una voltatrasformatae che non subirà nulla di male.

18 Punto primo: quale rapporto esiste tra me e loro?Bisogna tener presente che siamo nati l'uno per l'altroe chesotto un altroaspettoio sono nato per guidarlicome l'ariete guida il gregge o il toro lamandria. Risali però a montepartendo da questa constatazione: se non vi sonogli atomiè la natura che governa l'universo; se è cosìgli esseriinferiori esistono per i superiorie gli esseri superiori esistono gli uni pergli altri. Punto secondo: quale genere di persone sono a tavolaa lettointutto il resto; esoprattuttoa quali necessità soggiacciono in conseguenzadei loro principîe con quale vanità le assolvono. Terzo: se in questoagiscono rettamentenon bisogna esser maldisposti verso di loromentre se nonagiscono rettamenteè chiaro che lo fanno senza volerlo e senza saperlo. Ècontro il proprio volereinfattiche ogni anima si priva tanto della veritàquanto della facoltà di comportarsi con ciascuno secondo il suo merito. Di quiil loro sdegnoquando si sentono chiamare ingiustiingratiavidi ein unaparolacolpevoli di qualche mancanza verso il prossimo. Quarto: anche tucommetti molte colpe e non sei che un altro individuo di questa specie; e se tiastieni da certe colpehai comunque la tendenza a commetterlebenché appunto- per viltà o sete di prestigio personale o per un analogo ignobile motivo - tuti astenga da colpe come quelle. Quinto: non hai neppure raggiunto la certezzache sbaglino; sono molteinfattile cose che avvengono in conseguenza di unadeterminata linea di condotta ein generalebisognerebbe prima assumere molteinformazioni per esprimersi con piena cognizione su quello che fanno gli altri.Sesto (per quando proprio non reggi all'ira o all'amarezza): la vita umana durameno di un istantedopo di che siamo tutti stesi nella tomba. Settimo: non sonole loro azioni a infastidirciin quanto esse stanno nei loro principîdirigentima le nostre opinioni in merito. Sopprimiquindie abbandonadecisamente il giudizio che il loro comportamento sia qualcosa di terribileel'ira è svanita. Come potrai sopprimerlo? Considerando che quel comportamentonon è turpe. Infattise non fosse male solo ciò che è turpeinevitabilmenteanche tu commetteresti molte colpe e diventeresti un briganteun uomo capace ditutto. Ottavo: quanto l'ira e il dolore che proviamo di fronte a simili cose ciinfliggano un danno più grave dei fatti stessi per cui ci adiriamo eaddoloriamo. Nono: la benevolenza è invincibilese è benevolenza autenticasenza sarcasmosenza recita. Cosa potrà mai fartiinfattil'uomo piùprepotentese rimani benevolo verso di lui epresentandosi l'eventualitàloammonisci con indulgenza e lo correggi pacatamente proprio nel momento in cuicerca di farti del male: «Nofigliolo: la nostra natura ha un altro fine. Daltuo comportamento io non posso subire dannoma tufigliololo subisci». Emostraglicon tatto e riferendoti al problema generaleche le cose stannocosìche né le api tengono il suo comportamenoné alcun animale destinatodalla natura a vivere in gruppo. Non devi farloperòcon atteggiamentoironico o di riprovazione: semmai con affettosenza rancore nell'animo; e noncome a scuolané per destare ammirazione in chi assiste: al contrariocon ladiscrezione di un discorso in privatoanche se ci sono altri intorno. Ricordaqueste nove regole capitali come se le avessi avute in dono dalle Museecomincia una buona volta a essere uomofinché sei vivo. Macome va evitatal'ira nei loro confronticosìcon pari impegnoci si deve guardaredall'adularli: sono due atteggiamenti che vanno contro il vincolo sociale econducono al danno. Negli accessi d'ira tieni a portata di mano laconsiderazione che montare in collera non è virilementre un atteggiamento dimite pazienza come è più umanocosì pure è più degno di un maschioe chilo pratica possiede vigorenervi saldi e virilitàal contrario di chi siindigna ed è insofferente. Infatti quanto più un atteggiamento paziente èprossimo all'impassibilitàtanto più lo è alla forza. E come il dolore èsegno di debolezzacosì lo è l'ira: in entrambi i casi la persona è ferita eha ceduto. Ese vuoiricevi anche un decimo dono dal Musagete: ritenere che imeschini possano non sbagliare è da folliperché significa postularel'impossibile. Mentre concedere ad altri di essere cosìma pretendere che nonsbaglino nei tuoi confronti è un'idea assurda e da vero tiranno.

19 Devi continuamente guardarti da quattro turbamenti delprincipio dirigenteequando li cogli in attodevi cancellarli eogni voltaaggiungere: «Quest'immagine non è necessaria. Questo dissolve il vincolosociale. Questo che stai per dire non viene dal profondo del tuo cuore» - edire cose che non vengano dal fondo del cuore devi considerarla tra le peggioriassurdità. Il quarto rimprovero che dovrai muovere a te stesso è il seguente:«Questo è segno che la parte più divina in te è sopraffatta e si stainchinando alla parte più vile e mortaleal corpo e ai suoi crassi piaceri».

20 Tutto l'elemento aeriforme e l'elemento igneo che sonomescolati in tebenché per natura si muovano verso l'altotuttavia obbedendoall'ordinamento dell'universo si trattengono a forza quientro il lorocomposto. E tutto l'elemento terroso e l'elemento liquido che stanno in tesebbene inclini a muovere verso il bassorestano nondimeno sollevati econservano una posizione eretta che non è la loro posizione naturale. Cosìappunto anche gli elementi obbediscono al tutto equando sono stati assegnati auna determinata posizionevi rimangono finché di là non giunge di nuovo ilsegnale del dissolvimento. Non è graveallorache solo la tua parteintellettiva disobbedisca e protesti per il posto che deve occupare? Eppure nonle viene davvero ordinato nulla di coercitivoma solo quanto è conforme allasua natura: e tuttavia non lo accettae va in direzione opposta. Infatti ilmovimento che conduce all'ingiustiziaalla sfrenatezzaall'iraal dolore ealla paura altro non è che il movimento di chi diserta dalla natura. E quandoil principio dirigente è insoddisfatto degli eventianche allora abbandona ilsuo posto: perché la sua costituzione lo dispone alla devozione e al cultodegli dèi non meno che alla giustizia. E questa religiosità rientra nelleforme di una buona integrazione socialeanziè valore ancora più alto delsemplice agire secondo giustizia.

21 «Chi non ha un unico e sempre uguale scopo di vita nonpuò essere unico e uguale a se stesso lungo tutta la vita». Questa frase nonbastase non aggiungi anche quale deve essere questo scopo. Infatticome nonc'è identità di opinione su tutti quelli cheper un verso o per l'altroaipiù sembrano benima solo su taluni determinati benicioè su quelli comunicosì pure lo scopo da proporsi deve rispondere all'interesse comune e al benedella società. Perché chi indirizza a questo tutti i propri impulsi renderàsimili tutte le proprie azioni e in questo senso sarà sempre il medesimo.

22 ...il topo di campagna e il topo di cittàlo spaventodi quest'ultimo e la sua fuga precipitosa.

23 Socrate chiamava Lamiespauracchi per i bambinianchei principî della gente comune.

24 Gli Spartani in occasione delle feste ponevanoall'ombra i sedili per gli stranierimentre essi si sedevano dove capitava.

25 A Perdicca Socratespiegando perché non si recava daluidisse: «Per non fare la fine peggiore»vale a dire: «Per evitare diricevere un beneficio e non poter ricambiare».

26 Negli scritti degli epicurei si trovava il monito aricordare continuamente un personaggio antico che avesse agito secondo virtù.

27 I pitagorici prescrivevano di levare all'alba losguardo verso il cieloper ricordarsi di coloro che compiono sempre la propriaopera secondo le stesse leggi e nello stesso mododel loro ordinamentodellaloro purezza e della loro nudità: gli astri non hanno alcun velo.

28 ...come si presentò Socrate cinto di pelle di pecorala volta che Santippe era uscita con il suo mantello; e cosa disse Socrate aidiscepoli che per pudorequando lo videro conciato cosìsi ritirarono.

29 Nello scrivere e nel leggere non potrai esser maestroprima di esser stato allievo: a maggior ragione nella vita.

30 Sei nato schiavonon hai diritto di parola.

31 E il mio cuore rise.

32 Biasimeranno la virtùmormorando dure parole.

33 Cercare un fico in inverno è da folli; folle è chicerca il figliolettoquando non gli è più concesso.

34 Diceva Epitteto che baciando il figlioletto bisognaaggiungere tra sé: «Domani forse morirai». «Ma sono parole di cattivoaugurio». «Nessun cattivo augurio - diceva Epitteto -: indicano invece unfatto naturale; altrimenti anche la mietitura delle spighe diventa un cattivoaugurio».

35 Uva acerbauva maturauva passatutto ètrasformazionenon verso ciò che non èma verso ciò che ora non è.

36 «Non c'è ladro della scelta etica fondamentale»:sono parole di Epitteto.

37 «Si deve trovare un'arte che regoli l'assenso - diceva- enel campo degli impulsiprestare sempre attenzione a che siano impulsi conriservarispondenti al bene collettivocommisurati al valore dell'oggetto; eci si deve assolutamente astenere sia dal desiderio sia dall'uso dell'avversioneper tutto ciò che non dipende da noi».

38 «Non è per un premio qualunque che lottiamo - diceva-ma per essere folli o savî».

39 Diceva Socrate: «Cosa volete? Avere l'anima di esserirazionali o irrazionali?». «Di esseri razionali». «Quali esseri razionali:sani o perversi?». «Sani». «Perchéalloranon cercate di averla?».«Perché già l'abbiamo». «Perchéallorastate a combattere e aquestionare?».

LIBRO XII

1 Tutto quello a cui preghi di arrivare attraverso unlungo giropuoi già averlo orase non decidi di negartelo. Vale a dire: seaccantoni il passatose affidi il futuro alla provvidenza e ti occupi solo delpresentecon lo sguardo rivolto alla devozione e alla giustizia. Alladevozioneper amare ciò che ti è assegnato: perché la natura ha assegnatoquello a te e te a quello. Alla giustiziaper dire la verità liberamente esenza perifrasie per agire in conformità alla legge e ai singoli valori inquestione; non lasciarti impedire dalla malvagitàdall'opinionedalla vocedegli altrie neppure dalla sensazione della carne che ti è cresciuta intorno:se la dovrà vedere la parte soggetta a patire. Orain qualunque momento tudebba uscire dalla vitaseabbandonato tutto il resto onorerai soltanto il tuoprincipio dirigente e il divino che è dentro di tese avrai paura non di doverda ultimo smettere di viverema piuttosto di non aver mai cominciato a viveresecondo naturasarai un uomo degno del cosmo che ti ha generato e cesserai diessere straniero in patria e di meravigliarti degli avvenimenti quotidiani comedi fatti inattesie di restare sospeso a questo e a quest'altro.

2 Dio vede tutti i principî dirigenti spogli dei lororecipienti materialidelle loro cortecce e impurità; infatti giunge a toccaree con la sola sua parte intellettivasolo quanto da lui è defluito e derivatoa questi principî dirigenti. Se anche tu ti abituerai a farlosopprimerai inumerosi fattori che ti distraggono da te stesso. E infatti colui che neppurevede le misere carni che lo racchiudono dedicherà forse il suo tempo alvestiarioalla casaalla famaa questo vario apparato e a tutta una consimilescenografia?

3 Tre sono gli elementi di cui sei composto: il corpoilsoffio vitalel'intelletto. Di questi i primi due sono tuoi nei limiti in cuite ne devi curare; solo il terzo è propriamente tuo. Perciò se separi da testessocioè dalla tua mentequanto gli altri fanno o diconoo quanto tu haifatto o dettoquanto ti turba per il futuroquanto del corpo in cui seiracchiuso o del soffio vitale a te congenito ti è connesso indipendentementedalla tua scelta eticaquanto il vortice esterno ci mulina tutto attornoinmodo che la facoltà intellettivaliberata dalle conseguenze esterne del suodestinopurapossa vivere senza vincoliin assoluta autonomiacompiendo ilgiustoaccettando volontariamente gli avvenimenti e dicendo il vero; sedicosepari da questo principio dirigente ciò che vi si è depositato per effettodelle passioninonché ogni cura del tempo di là da venire o già passatoseti rendi come l'empedoclea

sfera perfettamente tondache esulta nella sua circolatasolitudine

se ti impegni a vivere soltanto ciò che stai vivendoossiail presentepotrai trascorrere senza turbamentiserenamente e in dolce pacecon il tuo demonequel che ti resta fino alla morte.

4 Mi sono già chiesto tante volte con stupore come maiciascuno ami se stesso più di tutti gli altrieppure nel giudicare se stessodia meno peso alla propria opinione che a quella degli altri. In effettise auno comparisse un dio o un saggio maestro per ordinargli di non considerare epensare dentro di sé nulla che non possa anche esprimere ad alta vocenonresisterebbe neppure un giorno. A tal punto rispettiamo quello che potràpensare di noi il prossimo più di noi stessi.

5 Come mai gli dèiche pure hanno disposto ogni cosa inmodo saggio e favorevole all'uomohanno trascurato solo questo puntochealcuni uomini - fior di personeche hanno saputo instaurareper così diremoltissime relazioni con la divinitàe con essa sono statitramite operedevote e azioni santenella familiarità più stretta - una volta mortinonrinasconoma sono definitivamente estinti? Posto che le cose stiano davverocosìsappi bene che gli dèise fossero dovute andare diversamenteavrebberoprovveduto. Se infatti fosse giustosarebbe anche possibilee se fosse secondonaturala natura lo avrebbe prodotto. Proprio dal fatto che non sia così -visto che così non è - convinciti che non doveva essere così. Anche tu vediinfattiche con questo tipo di indagine finisci per mettere dio sul banco degliavversari; d'altra parteperònon potremmo discutere in questo modo con glidèise essi non fossero davvero infinitamente buoni e giusti. Orase ècosìnon possono per negligenza aver lasciato nulla di ingiusto e diirrazionale nell'ordinamento del cosmo.

6 Esèrcitati anche nelle cose in cui sei convinto di nonriuscire: la mano sinistrainetta nel resto per mancanza di eserciziotiene lebriglie con più forza della destraperché vi è esercitata.

7 ...quale debba essere la disposizione del corpo edell'anima nel momento in cui si è colti dalla morte; la brevità della vitail baratro del tempo che si apre alle nostre spalle e di fronte a noilafragilità di ogni materia.

8 Osserva gli elementi causali spogli della lorocorteccia; il fine delle azioni; cos'è il dolore; cos'è il piacere; cos'è lamorte; cos'è la gloria; chi è il responsabile della propria inquietudine; comenessuno possa essere impedito da altri; che tutto è opinione.

9 Nell'uso dei principî bisogna assomigliare alpancraziastenon al gladiatore: questiinfattidepone e riprende la spada cheusamentre il primo la sua mano l'ha sempre e non deve far altro che serrarla.

10 Guarda cose di questo genere analizzandole secondomateriacausascopo.

11 ...quale facoltà abbia l'uomo di non fare altro se nonquello che il dio loderàe di accettare tutto ciò che il dio gli assegna comeconseguente alla natura.

12 Non si devono criticare gli dèi: non commettono alcunerrorené volontario né involontario; e neppure gli uomini: errano soloinvolontariamente. Sicché non bisogna criticare nessuno.

13 Com'è ridicolo e straniero chi si meraviglia diqualunque cosa succeda nella vita!

14 O la morsa del destino e un ordinamento inviolabileouna provvidenza misericordiosao la confusione di una casualità senza governo.Orase vi è una necessità inviolabileperché ti opponi? Se invece vi è unaprovvidenza che accoglie le supplicherenditi degno dell'aiuto che viene dalladivinità. Seinfinevi è una confusione anarchicarallégrati che in unsimile vortice tu possa avere in te un intelletto che ti dirige. E se il vorticeti travolgetravolga pure la carneil soffio vitaleil resto: non travolgeràl'intelletto. (15) Oppure la luce della lucernafinché non si spegnerisplende e non perde chiarorementre la veritàla giustiziala temperanzache sono in te si spegneranno prima del tempo?

16 Se qualcuno ti dà motivo di rappresentarti una suacolparagiona: «E che ne sose questa è una colpa?»; ese èeffettivamente colpevolepensa che si è condannato da sée questo suocomportamento somiglia al gesto di chi si graffia il viso con le proprie mani.

Chi pretende che il malvagio non sbagli è come chi pretendeche il fico non produca lattice nei suoi fruttiche i neonati non pianganocheil cavallo non nitriscae così viaper tutti questi fenomeni necessari. Ineffettiche cosa dovrebbe fare chi ha una simile disposizione? Se sei tantoirritatocurala.

17 Se non è convenientenon farlo; se non è veronondirlo. Il tuo impulso sia [...].

18 Vedi sempre cosa effettivamente sia quello che producela tua rappresentazionee spiegalo suddividendolo in elemento causaleelementomaterialefinetempo entro cui dovrà aver cessato di essere.

19 Rènditi conto una buona volta di avere in te stessoqualcosa di superiore e più divino di ciò che produce le tue passioni e chein conclusioneti muove come una marionetta.

Cos'è ora la mia mente? Non è forse paura? Non è sospetto?Non desiderio? Non qualcos'altro di questo genere?

20 Punto primo: non agire casualmente né senza uno scopo.Punto secondo: non riferirsi ad altro se non al fine della comunità.

21 ...tra non molto non sarai nessunoin nessun luogoné sarà alcuna delle cose che ora vediné alcuno di coloro che vivono ora.È nella natura di tutte le coseinfattitrasformarsimutare e perireperchésenza soluzione di continuitàne nascano altre.

22 ...tutto è opinionee questa dipende da te. Quandovuoiquindisopprimi l'opinione ecome chi ha doppiato il promontoriotroverai bonacciacalma degli elementi e un golfo al riparo dei flutti.

23 Una singola attivitàqualunque siase finisce almomento giustonon subisce nulla di male per il fatto di esser finita; e chi hacompiuto quest'azione non ha subito nulla di male per il fatto che essa siafinita. Allo stesso modoquindiil sistema complessivo delle azioniche è lavitase finisce al momento opportunonon subisce alcun male per il fatto diessere finitoe chi ha posto fine a tempo debito a questa catena di azioni nonne ha ricavato danno. Il momento opportuno e il limite sono dati dalla naturatalvolta anche dalla natura individuale (così nella vecchiaia)ma in ogni casosempre dalla natura universale: attraverso la trasformazione delle sue parti ilcosmo intero rimane sempre giovane e rigoglioso. Orabello e tempestivo èsempre tutto ciò che è utile all'universo. Per l'individuoquindila finedella vita non è un malepoiché non è neppure cosa turpedato che nondipende dalla scelta etica e non è contrario all'interesse della collettività;anziè un benedato che è opportuno all'universogli arreca e ne traevantaggio. Così risulta mosso anche da dio chi muove nella stessa direzione didio e col pensiero muove verso il suo stesso fine.

24 Bisogna tenere a portata di mano queste treconsiderazioni. La prima: a proposito di quello che faivalutare se non siafatto a caso o diversamente da come avrebbe agito la giustizia in persona; aproposito degli avvenimenti esterniricordare che alla loro origine o c'è ilcaso o c'è la provvidenza: e non bisogna lamentarsi del caso né accusare laprovvidenza. La seconda considerazione: esaminare quale sia ogni singolo essereda quando viene concepito a quando in lui si anima la vitae dal momento in cuiriceve la vita fino al momento in cui la restituiscee da quali elementi traggaorigine il composto e quali elementi liberi il suo dissolvimento. Terzaconsiderazione: se tuimprovvisamente librato in cieloosservassi dall'alto larealtà umana e la sua varietàla disprezzeresti scorgendo nello stesso tempoquanto sia vasto lo spazio che la avvolgepopolato di esseri aerei ed eterei; eogniqualvolta ti librassi in altovedresti sempre le medesime coseil loroaspetto sempre ugualela brevità della loro esistenza. E sono queste cosel'oggetto della vanità umana!

25 Getta via l'opinione che hai in tee sei salvo.Ebbenechi ti impedisce di gettarla?

26 Quando ti inquieti per qualcosati sei dimenticato chetutto avviene secondo la natura dell'universoche l'errore è altrui einoltreche ogni avvenimento è sempre avvenuto cosìcosì avverrà e cosìora avviene ovunque; ti sei dimenticato quanto sia stretta la parenteladell'uomo con l'intero genere umano: non èinfatticomunanza di sangue o disemema di intelletto. E ti sei anche dimenticato che l'intelletto di ciascunoè un dio ed è derivato di là; che nulla appartiene a nessunoma anche ilfigliolettoil suo povero corpo e la sua stessa povera anima sono venuti dilà; che tutto è opinione; che ciascuno vive solo il presente e perde soloquesto.

27 Richiama in continuazione alla mente chi arse di sdegnoper una qualche ragionechi visse al colmo degli onori o delle sventure o delleinimicizie o di qualsiasi sorte; poi considera dove sia adesso tutto quanto:fumocenereleggenda - o neppure leggenda! Ti si presentino alla mente anchetutti i casi analoghi - per esempio Fabio Catullino nella sua tenuta dicampagnaLusio Lupo nei suoi giardiniStertinio a BaiaTiberio a CapriVelioRufo - einsommatutte le situazioni in cui si accende un conflitto diinteressiqualunque sia la postacombattuto con tanta presunzione; e consideraquanto poco valga sempre l'obiettivo di questi sforzi e quanto più conforme aidettami della filosofia sianella materia che ci è stata datamostrarsigiustotemperantepronto a obbedire agli dèie con semplicitàperché lavanità che cova sotto un'apparente modestia è la peggiore di tutte.

28 A chi chiede: «Dove hai visto gli dèie da dove haidesunto che esistonoper venerarli in questo modo?» rispondi: «Prima di tuttosono anche visibili ai nostri occhi; poinemmeno la mia anima ho vistoeppurela venero. Lo stesso vale per gli dèi: desumo che esistono dal fatto che ognivolta sperimento la loro potenzae dunque li venero».

29 La salvezza della nostra vita: esaminare a fondo in checonsistain séciascuna cosaquale sia il suo elemento materialequale ilsuo elemento causale; fare il giusto e dire il vero con tutta l'anima; chealtroinfinese non godere di vivere legando ad ogni azione virtuosa un'altraazione virtuosacosì da non lasciare neppure il minimo intervallo?

30 Una sola è la luce del soleanche se viene divisa damurimontagneda innumerevoli altri ostacoli. Una sola la sostanza comuneanche se viene divisa tra innumerevoli corpi individuati da specifiche qualità.Una sola è l'animaanche se viene divisa tra innumerevoli nature ecircoscritte individualità. Una sola l'anima razionaleanche se pareframmentata. Orale altre parti degli esseri menzionatiquali i singoli soffivitali e i singoli corpi materialisono insensibili ed estranee l'unaall'altra; eppure anch'esse sono tenute insieme dal fattore unitario e dal pesoche le spinge nella stessa direzione. La menteinveceha la caratteristica ditendere a ciò che è della sua specie e di unirsi ad essoe questo intimosenso di comunanza non conosce ostacoli.

31 Cosa cerchi? Di protrarre la tua esistenza? Di averesensazioniprovare impulsicrescerepoi declinareusare la vocepensare?Quale di queste cose ti sembra degna di essere desiderata? E se ciascuna diqueste cose è facilmente disprezzabilespingiti fino all'ultima che rimane:seguire la ragione e il dio. Ma con questa scelta si scontra l'onore cheriserviamo alle cose sopra elencateil cruccio di esserne privati con la morte.

32 Quale minuscola parte dell'infinito abisso del tempo èstata assegnata a ciascuno? In men che si dica svanisce nell'eternità. Qualeminuscola parte dell'intera sostanza? Quale dell'intera anima? In qualeminuscola zolla della terra intera cammini? Considerando tutto ciò nonimmaginare che esista nulla di grande all'infuori dell'agire come ti induce latua natura e del subire quello che reca la natura comune.

33 Quale uso fa di sé il principio dirigente? Il problemaè tutto qui. Il resto o è frutto della scelta di fondoo estraneo a questa -cadaverefumo.

34 Il maggior incentivo al disprezzo della morte è cheanche chi giudica il piacere un bene e il dolore un male l'ha disprezzata.

35 Se per un uomo è bene solo quel che cade al momentoopportunose per lui ha lo stesso valore compiere un numero maggiore o minoredi azioni conformi alla retta ragionese per lui è indifferente osservarel'universo per più o meno tempoa costui neppure la morte fa paura.

36 Uomosei stato cittadino in questa grande città: cheti importase per cinque anni o per cento? Quel che è secondo le leggi ha perognuno pari valore. Che c'è di graveallorase dalla città ti espelle non untiranno o un giudice ingiustoma la natura che ti ci aveva introdotto? È comequando il pretore che aveva assunto un attore lo congeda dalla scena«Ma nonho recitato i cinque attine ho recitato solo tre». Giusto! Ma nella vita treatti sono un dramma intero. A stabilire che il dramma è completoinfattièchi allora fu responsabile della composizioneora del dissolvimento; tu invecenon sei responsabile né dell'una né dell'altro. Quindi parti sereno: chi ticongeda è sereno.




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