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Giordano Bruno

Cabala del Cavallo pegaseo

 

 

Epist. dedicatoria

 

1 EPISTOLA DEDICATORIA SOPRALA SEGUENTE CABALA AL REVERENDISSIMO SIGNOR DON SAPATINOabbate successor diSan Quintino e vescovo di Casamarciano.

2
Reverendissime in Christo PaterNon altrimente che accader suole a un figoloil qual gionto al termine del suolavoro (che non tanto per trasmigrazion de la lucequanto per difetto emancamento della materia spacciata è gionto al fine) e tenendo in mano un pocodi vetroo di legnoo di cerao altro che non è sufficiente per farne unvaserimane un pezzo senza sapersi né potersi risolverepensoso di quel chen'abbia farenon avendolo a gittar via disutilmentee volendo al dispetto delmondo che serva a qualche cosa; ecco che a l'ultimo il mostra predestinato adessere una terza manicaun orloun coperchio di fiascouna forzagliaunempiastroo una intacconatache risaldeempia o ricuopra qualche fessurapertuggio o crepatura; è avvenuto a medopo aver dato spaccio non a tutti mieipensierima a un certo fascio de scritture solamenteche al finenon avendoaltro da ispedirepiù per caso che per consiglioho volti gli occhi ad uncartaccio che avevo altre volte spreggiato e messo per copertura di que'scritti: trovai che conteneva in parte quel tanto che vi vederete presentato.
3
Questo prima pensai di donarlo a uncavalliero; il quale avendovi aperti gli occhidisse che non avea tantostudiato che potesse intendere gli misteriie per tanto non gli possea piacere.L'offersi appresso ad un di questi ministri verbi Dei; e disse che eraamico della letterae che non si delettava de simili esposizioni proprie aOrigeneaccettate da scolastici ed altri nemici della lor professione. Il misiavanti ad una dama; e disse che non gli aggradava per non esser tanto grandequanto conviene al suggetto d'un cavallo ed un asino. Il presentai ad un'altra;la qualequantunque gustandolo gli piacesseavendolo gustatodisse che civolea pensar su per qualche giorno. Viddi se vi potesse accoraggiar unapizocchera; e la me disse: Non lo accettose parla d'altro che di rosariodella vertù de granelli benedetti e de l'agnusdei.
4
Accostailo al naso d'un pedanteil qualavendo torciuto il viso in altra partemi disse che aboliva ogni altro studio emateria eccetto che qualche annotazionescolia ed interpretazione sopraVergilioTerenzio e Marco Tullio. Udivi da un versificante che non lo voleasenon era qualche copia d'ottave rime o de sonetti. Altri dicevano che gli megliortrattati erano stati dedicati a persone che non erano megliori che essi loro.Altri co' l'altre raggioni mi parevan disposti a dovermene ringraziar o poco onientese io gli l'avesse dedicato; e questo non senza caggioneperchéa diril veroogni trattato e considerazione deve essere spesodispensato e messoavanti a quel tale che è de.la suggetta professione o grado.
5
Stando dunque io con gli occhi affissi su laraggion della materia enciclopedicami ricordai dell'enciclopedico vostroingegnoil qual non tanto per fecondità e ricchezza par che abbraccie iltuttoquanto per certa pelegrina eccellenza par ch'abbia il tutto e meglioch'il tutto. Certo nessun potrà più espressamente che voi comprendere iltuttoperché siete fuor del tutto; possete entrar per tuttoperché non ècosa che vi tegna rinchiuso; possete aver il tuttoperché non è cosa cheabbiate. (Non so se mi dechiararò meglio co' descrivere il vostro ineffabileintelletto). Io non so se siete teologoo filosofoo cabalista; ma so ben chesiete tuttise non per essenzaper partecipazione; se non in attoin potenza;se non d'appressoda lontano. In ogni modo credo che siate cossì sufficientenell'uno come nell'altro. E però eccovi cabalateologia e filosofia: dico unacabala di teologica filosofiauna filosofia di teologia cabalisticaunateologia di cabala filosoficadi sorte ancora che non so se queste tre coseavete o come tuttoo come parteo come niente; ma questo so ben certo cheavete tutto del niente in parteparte del tutto nel nienteniente de la partein tutto.
6
Or per venire a noimi dimandarete: che cosaè questa che m'inviate? quale è il suggetto di questo libro? di che presentem'avete fatto degno? Ed io vi rispondoche vi porgo il dono d'un Asinovi sipresenta l'Asino il quale vi farà onorevi aumentarà dignitàvi metterànel libro de l'eternità. Non vi costa niente per ottenerlo da me ed averlo pervostro; non vi costarà altro per mantenerloperché non mangianon bevenonimbratta la casa; e sarà eternamente vostroe duraràvi più che la vostramitracrocciapiovalemula e vita; comesenza molto discorrerepossete voimedesimo ed altri comprendere. Qua non dubitoreverendissimo monsignor miocheil dono de l'asino non sarà ingrato alla vostra prudenza e pietà: e questo nondico per caggione che deriva dalla consuetudine di presentar a gran maestri nonsolamente una gemmaun diamanteun rubinouna perlaun cavallo perfettounvase eccellente; ma ancora una scimiaun papagalloun gattomammoneun asino;e questoallora che è necessarioè raroè dottrinale; e non è de gliordinarii. L'asino indico è precioso e duono papale in Roma; l'asino d'Otrantoè duono imperiale in Costantinopoli; l'asino di Sardegna è duono regale inNapoli; e l'asino cabalisticoil qual è ideale e per consequenza celestevolete voi che debba esser men caro in qualsivoglia parte de la terra aqualsivoglia principal personaggio che per certa benigna ed alta repromissionesappiamo che si trova in cielo il terrestre? Son certo dunque che verràaccettato da voi con quell'animocon quale da me vi vien donato.
7
Prendeteloo padrese vi piaceper ucelloperché è alato ed il più gentil e gaio che si possa tener in gabbia.Prendetelose 'l voleteper fieraperché è unicoraro e pelegrino da uncantoe non è cosa più brava che possiate tener ferma in un antro o caverna.Trattatelose vi piacecome domestico; perché è ossequiosocomite eservileed è il meglior compagno che possiate aver in casa. Vedete che non viscampe di mano; perché è il meglior destriero che possiate pascereoper dirmegliovi possa pascere in stalla; meglior familiare che vi possa essercontubernale e trattenimento in camera. Maneggiatelo come una gioia e cosapreciosa; perché non possete aver tesoro più eccellente nel vostroripostiglio. Toccatelo come cosa sacrae miratelo come cosa da granconsiderazione; perché non possete aver meglior libromeglior imagine emeglior specchio nel vostro cabinetto. Tandemse per tutte questeraggioni non fa per il vostro stomacolo potrete donar ad alcun altro che nonve ne debba essere ingrato. Se l'avete per cosa ludicradonatelo ad qualchebuon cavallieroperché lo metta in mano de suoi paggiper tenerlo caro tra lescimie e cercopitechi. Se lo passate per cosa armentalead un contadino che lidone ricetto tra il suo cavallo e bue. Se 'l stimate cosa ferinaconcedetelo aqualche Atteone che lo faccia vagar con gli capri e gli cervi. Se vi parch'abbia del mignonefatene copia a qualche damigella che lo tegna in luogo dimartora e cagnuola. Se finalmente vi par ch'abbia del matematicofatene graziaad un cosmografoperché gli vada rependo e salticchiando tra il polo artico edantartico de una di queste sfere armillarialle quali non men comodamentepotrà dar il moto continuoch'abbia possuto donar l'infuso mercurio a quellad'Archimedead esser più efficacemente tipo del megacosmoin cui da l'animaintrinseca pende la concordanza ed armonia del moto retto e circolare.
8
Ma se sietecome vi stimosapientee conmaturo giudicio consideratelo terrete per voinon stimando a voi presentatada me cosa men degnache abbia possuto presentar a papa Pio quintoa cuiconsecrai l'Arca di Noè; al re Errico terzo di Franciail quale immortaleggiocon l'Ombre de le Idee; al suo legato in Inghilterraa cui ho conceduti Trentasigilli; al cavallier Sidneoal quale ho dedicata la Bestia trionfante. Perchéqua avete non solamente la bestia trionfante viva; maed oltregli trentasigilli apertila beatitudine perfettale ombre chiarite e l'arca governata;dove l'asino (che non invidia alla vita delle ruote del tempoall'ampiezza del'universoalla felicità de l'intelligenzealla luce del soleal baldachinodi Giove) è moderatoredechiaratoreconsolatoreaperitore e presidente. Nonènon è asino da stalla o da armentoma di que' che possono comparir pertuttoandar per tuttoentrar per tuttoseder per tuttocomunicarcapirconsegliardefinir e far tutto. Atteso che se lo veggio zapparinaffiar edinacquareperché non volete ch'il dica ortolano? S'ei solcapianta e seminaperché non sarà agricoltore? Per qual caggione non sarà fabros'ei èmanipolomastro ed architettore? Chi m'impedisce che non lo dica artistase ètanto inventivoattivo e reparativo? Se è tanto esquisito argumentoredissertore ed apologeticoperché non vi piacerà che lo dica scolastico?Essendo tanto eccellente formator di costumiinstitutor di dottrine eriformator de religionichi si farà scrupolo de dirlo academicoe stimarloarchimandrita di qualche archididascalia? Perché non sarà monasticostantech'egli sia coralecapitolare e dormitoriale? S'egli è per voto poverocastoed ubedientemi biasimarete se lo dirò conventuale? Mi impedirete voi che nonpossa chiamarlo conclavisticostante ch'egli sia per voce attiva e passivagraduabileeligibileprelatibile? Se è dottor sottileirrefragabile edilluminatocon qual conscienza non vorrete che lo stime e tegna per degnoconsegliero? Mi terrete voi la linguaperché non possa bandirlo per domesticoessendo che in quel capo sia piantata tutta la moralità politica ed economica?Potrà far la potenza de canonica autoritade ch'io non lo tegna ecclesiasticacolonnase mi si mostra di tal maniera piodevoto e continente? Se lo veggotanto altobeato e trionfantepotrà far il cielo e mondo tutto che non lonomine divinoolimpicoceleste? In conclusione (per non più rompere il capo ame ed a voi) mi par che sia l'istessa anima del mondotutto in tuttoe tuttoin qualsivoglia parte. Or vedetedunquequale e quanta sia la importanza diquesto venerabile suggettocirca il quale noi facciamo il presente discorso edialogi: nelli quali se vi par vedere un gran capo o senza busto o con unapicciola codanon vi sgomentatenon vi sdegnatenon vi maravigliate; perchési trovano nella natura molte specie d'animali che non hanno altri membri chetestao par che siano tutto testaavendo questa cossì grande e l'altre particome insensibili; e per ciò non manca che siano perfettissime nel suo geno. Ese questa raggione non vi sodisfadovete considerar oltreche questa operettacontiene una descrizioneuna pittura; e che ne gli ritratti suol bastar il piùde le volte d'aver ripresentata la testa sola senza il resto. Lascio che talvolta si mostra eccellente artificio in far una sola manoun piedeuna gambaun occhiouna svelta orecchiaun mezo volto che si spicca da dietro un arboreo dal cantoncello d'una fenestrao sta come sculpito al ventre d'una tazzalaqual abbia per base un piè d'ocao d'aquilao di qualch'altro animale; nonperò si dannané però si spreggiama più viene accettata ed approvata lamanifattura. Cossì mi persuadoanzi son certoche voi accettarete questo donocome cosa cossì perfettacome con perfettissimo cuore vi vien offerta. Vale.

Sonetto del'Asino

SONETTO IN LODE DE L'ASINO.


1
O sant'asinitàsant'ignoranza
2
Santa stolticia e pia divozione
3
Qual sola puoi far l'anime sì buone
4
Ch'uman ingegno e studio non l'avanza;
5
Non gionge faticosa vigilanza
6
D'arte qualunque siao 'nvenzione
7
Né de sofossi contemplazione
8
Al ciel dove t'edifichi la stanza.
9
Che vi valcuriosiil studiare
10
Voler saper quel che fa la natura
11
Se gli astri son pur terrafuoco e mare?
12
La santa asinità di ciò non cura;
13
Ma con man gionte e 'n ginocchion vuolstare
14
Aspettando da Dio la sua ventura.
15
Nessuna cosa dura
16
Eccetto il frutto de l'eterna requie
17
La qual ne done Dio dopo l'essequie.

Declamazione

DECLAMAZIONE AL STUDIOSODEVOTO E PIO LETTORE.


1 Oimèauditor miochesenza focoso suspirolubrico pianto e tragica querelacon l'affettocon gliocchi e le raggioni non può rammentar il mio ingegnointonar la voce edechiarar gli argumentiquanto sia fallace il sensoturbido il pensiero edimperito il giudicioche con atto di perversainiqua e pregiudiciosa sentenzanon vedenon consideranon definisce secondo il debito di naturaverità diraggione e diritto di giustizia circa la pura bontaderegia sinceritade emagnifica maestade della santa ignoranzadotta pecoragine e divina asinitade!Lasso! a quanto gran torto da alcuni è sì fieramente essagitataquest'eccellenza celeste tra gli uomini viventicontra la quale altri conlarghe narici si fan censorialtri con aperte sanne si fan mordacialtri concomici cachini si rendono beffeggiatori. Mentre ovunque spreggianoburlano evilipendeno qualche cosanon gli odi dir altro che: Costui è un asinoquest'azione è asinescaquesta è una asinitade; - stante che ciòabsolutamente convegna dire dove son più maturi discorsipiù saldiproponimenti e più trutinate sentenze. Lasso! perché con ramarico del miocorecordoglio del spirito ed aggravio de l'alma mi si presenta a gli occhiquesta imperitastolta e profana moltitudine che sì falsamente pensasìmordacemente parlasì temerariamente scrive per parturir que' sceleratidiscorsi de tanti monumenti che vanno per le stampeper le librarieper tuttooltre gli espressi ludibriidispreggi e biasimi: l'asino d'orole lodi del'asinol'encomio de l'asino; dove non si pensa altro che con ironiche sentenzeprendere la gloriosa asinitade in giocospasso e scherno? Or chi terrà ilmondo che non pensi ch'io faccia il simile? Chi potrà donar freno alle lingueche non mi mettano nel medesimo predicamentocome colui che corre appo glivestigii de gli altri che circa cotal suggetto democriteggiano? Chi potràcontenerli che non credanoaffermino e confermino che io non intendo vera eseriosamente lodar l'asino ed asinitadema più tosto procuro di aggiongeroglio a quella lucerna la quale è stata da gli altri accesa? Mao mieiprotervi e temerarii giodicio neghittosi e ribaldi calunniatorio foschi edappassionati detrattorifermate il passovoltate gli occhiprendete la mira;vedetepenetrateconsiderate se gli concetti semplicile sentenze enunciativee gli discorsi sillogistici ch'apporto in favor di questo sacroimpolluto esanto animaleson puriveri e demostrativio pur son fintiimpossibili edapparenti. Se le vedrete in effetto fondati su le basi de fondamenti fortissimise son bellise son buoninon le schivatenon le fuggitenon le rigettate;ma accettateleseguiteleabbracciatelee non siate oltre legati dallaconsuetudine del crederevinti dalla sufficienza del pensare e guidati dallavanità del direse altro vi mostra la luce de l'intellettoaltro la vocedella dottrina intona ed altro l'atto de l'esperienza conferma.
2
L'asino ideale e cabalisticoche ne vienproposto nel corpo de le sacre lettereche credete voi che sia? Che pensate voiessere il cavallo pegaseo che vien trattato in figura de gli poetici figmenti?De l'asino cillenico degno d'esser messo in croceis nelle più onorateacademie che v'imaginate? Or lasciando il pensier del secondo e terzo da cantoe dando sul campo del primoplatonico parimente e teologalevoglio checonosciate che non manca testimonio dalle divine ed umane letteredettate dasacri e profani dottoriche parlano con l'ombra de scienze e lume della fede.Sapràdicoch'io non mentisco colui ch'è anco mediocremente perito in questedottrinequando avien ch'io dica l'asino ideale esser principio prodottivoformativo e perfettivo sopranaturalmente della specie asinina; la qualequantunque nel capacissimo seno della natura si vede ed è dall'altre speciedistintae nelle menti seconde è messa in numeroe con diverso concettoappresae non quel medesimo con cui l'altre forme s'apprendeno; nulla di meno(quel ch'importa tutto) nella prima mente è medesima che la idea de la specieumanamedesima che la specie de la terradella lunadel solemedesima che laspecie dell'intelligenzede gli demonide gli deide gli mondidel'universo; anzi è quella specie da cui non solamente gli asinima e gliuomini e le stelle e gli mondi e gli mondani animali tutti han dependenza:quella diconella quale non è differenza di forma e suggettodi cosa e cosa;ma è semplicissima ed una. Vedetevedete dunqued'onde derive la caggione chesenza biasimo alcuno il santo de santi or è nominato non solamente leonemonocornorinoceronteventotempestaaquilapellicanoma e non uomoopprobrio de gli uominiabiezion di plebepecoraagnellovermesimilitudinedi colpasin ad esser detto peccato e peggio. Considerate il principio dellacausaper cui gli cristiani e giudei non s'adiranoma più tosto con gloriosotrionfo si congratulano insiemequando con le metaforiche allusioni della santascrittura son figurati per titoli e definizioni asinison appellati asinisondefiniti per asini: di sorte chedovunque si tratta di quel benedetto animaleper moralità di letteraallegoria di senso ed anagogia di proposito s'intendel'uomo giustol'uomo santol'uomo de Dio.
3
Peròquando ne l'Exodo si fa menzione dellaredenzione e mutazion dell'uomoin compagnia di quello vien fatta la menzion del'asino. Il primogenito dell'asino dicecangiarai con la pecora; il primogenitodell'uomo redimerai col prezzo. Quando nel medesimo libro è donata legge aldesiderio dell'uomo che non si stenda alla mogliealla serventevedi nelmedesimo numero messo il bue e l'asino: come che non meno importe proporsimateria di peccato l'uno che l'altro appetibile. Però quando nel libro deGiudici cantò Debora e Baracfiglio d'Abinoendicendo: Uditeo regiporgetel'orecchieo principili quali montate su gli asini nitenti e sedete ingiudiciointerpretano gli santi rabini: O governatori de la terrali qualisiete superiori a gli generosi popolie con la sacra sferza le governatecastigando gli reipremiando gli buoni e dispensando giustamente le cose. -Quando ordina il Pentateuco che devi ridur ed addirizzar al suo camino l'asino ebue errante del prossimo tuointendeno moralmente gli dottoriche l'uomo delnostro prossimo Idioil quale è dentro di noi ed in nois'aviene cheprevariche dalla via della giustiziadebba essere da noi corretto ed avertito.Quando l'archisinagogo riprese il Signor che curava nel sabbatoed egli risposeche non è uomo da bene che in qualunque giorno non vegna a cavar l'asino o buedal pozzo dove è cascato; intendeno gli divini scrittori che l'asino è l'uomosempliceil bue è l'uomo che sta sul naturaleil pozzo è il peccato mortalequel che cava l'asino dal pozzo è la divina grazia e ministero che redime glisuoi diletti da quell'abisso. Eccodunquequalmente il popolo redemutopreggiatobramatogovernatoaddirizzatoavertitocorrettoliberato efinalmente predestinatoè significato per l'asinoè nominato asino. E chegli asini son quelli per gli quali la divina benedizione e grazia piove sopragli uominidi maniera che guai a color che vegnon privi del suo asinocertamente molto ben si può veder nell'importanza di quella maledizione cheimpiomba nel Deuteronomioquando minacciò Dio dicendo: L'asino tuo ti siatolto d'avantie non ti sia reso!
4
Maladetto il regnosfortunata la republicadesolata la citàdesolata la casaonde è banditodistolto ed allontanatol'asino! Guai al sensoconscienza ed anima dove non è participaziond'asinità! Ed è pur trito adagio: ab asino excidereper significarl'esser destruttosfattospacciato. Origene Adamanzioaccettato tra gliortodoxi e sacri dottorivuole che il frutto de la predicazione de' settantadoi discepoli è significato per li settanta doi milia asini che il popoloisraleita guadagnò contra gli Moabiti: atteso che de quei settanta doi ciascunoguadagnò millecioè un numero perfettod'anime predestinatetraendole da lemani de Moabcioè liberandole dalla tirannia de Satan. Giongasi a questo chegli uomini più divoti e santiamatori ed exequitori dell'antiqua e nova leggeabsolutamente e per particolar privilegio son stati chiamati asini. E se non me'l credeteandate a studiar quel ch'è scritto sopra quell'Evangelico: L'asinaed il pulledro scioglietee menateli a me. Andate a contemplar su gli discorsiche fanno gli teologi ebreigreci e latini sopra quel passo che è scritto nellibro de Numeri: Aperuit Dominus os asinaeet locuta est. E vedete comeconcordano tanti altri luoghi delle sacrate letteredove sovente è introdottoil providente Dio aprir la bocca de diversi divini e profetici suggetticome diquel che disse: Oh oh ohSignorch'io non so dire. E là dove dice: Aperse ilSignor la sua bocca. Oltre tante volte ch'è detto: Ego ero in ore tuo;tante volte che gli è priegato: Signorapri le mie labrae la mia bocca ti lodarà. Oltre nel testamento novo: Li muti parlanoli poveri evangelizano.
5
Tutto è figurato per quello che il Signoraperse la bocca de l'asinaed ella parlò. Per l'autorità di questaper laboccavoce e paroli di questa è domatavinta e calpestrata la gonfiasuperbae temeraria scienza secolare; ed è ispianata al basso ogni altezza che ardiscedi levar il capo verso il cielo: perché Dio av'elette le cose inferme perconfondere le forze del mondo; le cose stolte ave messe in riputazione; attesoche quelloche per la sapienza non posseva essere restituitoper la santastoltizia ed ignoranza è stato riparato: però è riprovata la sapienza desapienti e la prudenza de prudenti è rigettata. Stolti del mondo son statiquelli ch'han formata la religionegli ceremonila leggela fedela regoladi vita; gli maggiori asini del mondo (che son quei cheprivi d'ogni altrosenso e dottrinae voti d'ogni vita e costume civilemarciti sono nellaperpetua pedanteria) son quelli che per grazia del cielo riformano la temerata ecorrotta fedemedicano le ferite de l'impiagata religionee togliendo gliabusi de le superstizionirisaldano le scissure della sua veste; non son quelliche con empia curiosità vannoo pur mai andâro perseguitando gli arcani dellanaturacomputaro le vicissitudini de le stelle. Vedete se sono o furon giamaisolleciti circa le cause secrete de le cose; se perdonano a dissipazionqualunque de regnidispersion de popoliincendiisanguiruine ed esterminii;se curano che perisca il mondo tutto per essi loro: purché la povera anima siasalvapurché si faccia l'edificio in cielopurché si ripona il tesoro inquella beata patrianiente curando della fama e comodità e gloria di questafrale ed incerta vitaper quell'altra certissima ed eterna. Questi son statisignificati per l'allegoria de gli antiqui sapienti (alli quali non ha volutomancar il divino spirito di revelar qualche cosaalmeno per farli inescusabili)in quello sentenzioso apologo de gli dei che combattirono contra gli rubelligigantifigli de la terra ed arditi predatori del cielo; che con la voce de gliasini confuseroatterrironospaventârovinsero e domorno. Il medesimo èsufficientemente espresso dovealzando il velo de la sacrata figuras'affigonogli occhi all'anagogico senso di quel divin Sansoneche con l'asinina mascellatolse la vita a mille Filistei; perché dicono gli santi interpretiche nellamascella de l'asinacioè de gli predicatori de la legge e ministri dellasinagogae nella mascella del pulledro de gli asinicioè de' predicatoridella nova legge e ministri de l'ecclesia militantedelevit eoscioèscancellòspinse que' millequel numero compitoque' tuttisecondo che èscritto: Cascarono dal tuo lato millee dalla tu a destra diece milia; ed èchiamato il luogo Ramath-lechicioè exaltazion de la mascella. Dalla quale perfrutto di predicazione non solo è seguita la ruina delle avversarie ed odiosepotestadima anco la salute de regenerati: perché dalla medesima mascellacioè per virtù di medesima predicazioneson uscite e comparse quelle acquiche promulgando la divina sapienzadiffondeno la grazia celeste e fanno glisuoi abbeverati capaci de vita eterna.
6
O dunque fortevittoriosa e trionfatricemascella d'un asino mortoo divagraziosa e santa mascella d'un polledrodefuntoor che deve essere della santitàgrazia e divinitàfortezzavittoria e trionfo dell'asino tuttointiero e vivente- asinopullo e madre- se di quest'osso e sacrosanta reliquia la gloria ed exaltazion è tanta? E mivolto a voio dilettissimi ascoltatori; a voia voi mi rivoltoo amicilettori de mia scrittura ed ascoltatori de mia voce; e vi dicoe vi avertiscoe vi esortoe vi scongiuroche ritorniate a voi medesimi. Datemi scampo dalvostro maleprendete partito del vostro benebanditevi dalla mortalmagnificenza del coreritiratevi alla povertà del spiritosiate umili dimenteabrenunziate alla raggioneestinguete quella focosa luce de l'intellettoche vi accendevi bruggia e vi consuma; fuggite que' gradi de scienza che percerto aggrandiscono i vostri dolori; abnegate ogni sensofatevi cattivi allasanta fedesiate quella benedetta asinariducetevi a quel glorioso pulledroper li quali soli il redentor del mondo disse a gli ministri suoi: Andate alcastello ch'avete a l'incontro; cioè andate per l'universo mondo sensibile ecorporeo il quale come simulacro è opposto e supposto al mondo intelligibile edincorporeo. Trovarete l'asina ed il pulledro legati: v'occorrerà il popoloebreo e gentilesottomesso e tiranneggiato dalla captività di Belial.
7
Dice ancora: Scioglietele: levateli de lacattivitàper la predicazion dell'Evangelio ed effusion de l'acqua battismale;e menatele a meperché mi servanoperché siano miei: perché portando ilpeso del mio corpocioè della mia santa instituzione e legge sopra le spallied essendo guidati dal freno delli miei divini conseglisian fatti degni ecapabili d'entrar meco nella trionfante Ierusalemnella città celeste. Quavedete chi son li redemutichi son gli chiamatichi son gli predestinatichison gli salvi: l'asinal'asinellogli semplicigli poveri d'argumentoglipargolettiquelli ch'han discorso de fanciulli; quelliquelli entrano nelregno de' cieli; quelliper dispreggio del mondo e de le sue pompecalpestranogli vestimentihanno bandita da sé ogni cura del corpode la carne che staavolta circa quest'animase l'han messa sotto gli piedil'hanno gittata via aterraper far più gloriosa- e trionfalmente passar l'asina ed il suo caroasinello.
8
Pregatepregate Dioo carissimise nonsiete ancora asiniche vi faccia dovenir asini. Vogliate solamente; perchécerto certofacilissimamente vi sarà conceduta la grazia: perchébenchénaturalmente siate asinie la disciplina commune non sia altro che unaasinitadedovete avertire e considerar molto bene se siate asini secondo Dio;dicose siate quei sfortunati che rimagnono legati avanti la portao purquegli altri felici li quali entran dentro. Ricordatevio fideliche glinostri primi parenti a quel tempo piacquero a Dioed erano in sua graziainsua salvaguardiacontenti nel terrestre paradisonel quale erano asinicioèsemplici ed ignoranti del bene e male; quando posseano esser titillati daldesiderio di sapere bene e malee per consequenza non ne posseano aver notiziaalcuna; quando possean credere una buggia che gli venesse detta dal serpente;quando se gli possea donar ad intendere sin a questo: chebenché Dio avessedetto che morrebonone potesse essere il contrario: in cotal disposizione eranogratierano accettifuor d'ogni dolorcura e molestia. Sovvegnavi ancorach'amò Dio il popolo ebreoquando era afflittoservovileoppressoignoranteonerarioportator de còfinisomarroche non gli possea mancaraltro che la coda ad esser asino naturale sotto il domìno de l'Egitto: allorafu detto da Dio suo popolosua gentesua scelta generazione. Perversosceleratoreproboadultero fu detto quando fu sotto le disciplineledignitadile grandezze e similitudine de gli altri popoli e regni onoratisecondo il mondo. Non è chi non loda l'età de l'oroquando gli uomini eranoasininon sapean lavorar la terranon sapean l'un dominar a l'altrointenderpiù de l'altroavean per tetto gli antri e le cavernesi donavano a dossocome fan le bestienon eran tante coperte e gelosie e condimenti de libidine egola; ogni cosa era communeil pasto eran le pomale castagnele ghiande inquella forma che son prodotte dalla madre natura. Non è chi non sappiaqualmente non solamente nella specie umanama ed in tutti gli geni d'animali lamadre ama piùaccarezza piùmantien contento più ed ociososenzasollecitudine e faticaabbracciabaciastringecustodisce il figlio minorecome quello che non sa male e beneha dell'agnelloha de la bestiaè unasinonon sa cossì parlarenon può tanto discorrere; e come gli va crescendoil senno e la prudenzasempre a mano a mano se gli va scemando l'amorelacurala pia affezione che gli vien portata da gli suoi parenti. Non è nemicoche non compatiscaabblandiscafavorisca a quella etàa quella persona chenon ha del virilenon ha del demonionon ha de l'uomonon ha del maschiononha de l'accortonon ha del barbutonon ha del sodonon ha del maturo. Peròquando si vuol mover Dio a pietà e comiserazione il suo Signoredisse quelprofeta: Ah ah ahDominequia nescio loqui; dovecol ragghiare esentenzamostra esser asino. Ed in un altro luogo dice: Quia puer sum.Però quando si brama la remission della colpamolte volte si presenta la causanelli divini libricon dire: Quia stulte egimusstulte egeruntquianesciunt quid faciantignoramusnon intellexerunt. Quando si vuol impetrarda lui maggior favore ed acquistar tra gli uomini maggior fedegrazia edautoritàsi dice in un locoche li apostoli eran stimati imbreachi; in unaltro locoche non sapean quel che dicevanoperché non erano essi cheparlavano: ed un de più eccellentiper mostrar quanto avesse del semplicedisse che era stato rapito al terzo cielouditi arcani ineffabilie che nonsapea s'era morto o vivose era in corpo o fuor di quello. Un altro disse chevedeva gli cieli apertie tanti e tanti altri propositi che tegnono gli dilettide Dioalli quali è revelato quello che è occolto a la sapienza umanaed èasinità esquisita a gli occhi del discorso razionale: perché queste pazzieasinitadi e bestialitadi son sapienzeatti eroici ed intelligenze appresso ilnostro Dio; il qual chiama li suoi pulciniil suo gregele sue pecoreli suoiparvulili suoi stoltiil suo pulledrola sua asina que' tali che li credenol'amanoil siegueno. Non ènon èdicomeglior specchio messo avanti gliocchi umani che l'asinitade ed asinoil qual più esplicatamente secondo tuttigli numeri dimostre qual esser debba coluiche faticandosi nella vigna delSignore deve aspettar la retribuzion del danaio diurnoil gusto della beatificacenail riposo che segue il corso di questa transitoria vita. Non èconformità megliore o simile che ne ameneguide e conduca alla salute eternapiù attamente che far possa questa vera sapienza approvata dalla divina voce:comeper il contrarionon è cosa che ne faccia più efficacemente impiombaral centro ed al baratro tartareoche le filosofiche e razionali contemplazioniquali nascono da gli sensicrescono nella facultà discorsiva e si maturanonell'intelletto umano. Forzateviforzatevi dunque ad esser asinio voichesiete uomini. E voiche siete già asinistudiateprocurateadattatevi aproceder sempre da bene in meglioa fin che perveniate a quel terminea quelladignitàla qualenon per scienze ed oprequantunque grandima per fedes'acquista; non per ignoranza e misfattiquantunque enormima per laincredulità (come diconosecondo l'Apostolo) si perde. Se cossì vidisporretese tali sarete e talmente vi governaretevi trovarete scritti nellibro de la vitaimpetrarete la grazia in questa militanteed otterrete lagloria in quella trionfante ecclesianella quale vive e regna Dio per tuttisecoli de secoli. Cossì sia!

Sonetto del'Asina

UN MOLTO PIO SONETTO CIRCA LA SIGNIFICAZIONE DE L'ASINA E PULLEDRO.


1
- Ite al castello ch'avete d'avanti
2
E trovarete l'asina col figlio:
3
Quelli scioglietee dandogli de piglio
4
L'amenarete a meservi miei santi.
5
S'alcunper impedir misterii tanti
6
Contra di voi farà qualche bisbiglio
7
Risponderete lui con alto ciglio
8
Ch'il gran Signor le vuol far trionfanti.
-9
Dice cossì la divina scrittura
10
Per notar la salute de' credenti
11
Al redentor dell'umana natura.
12
Gli fideli di Giuda e de le genti
13
Con vita parimente sempia e pura
14
Potran montar a que' scanni eminenti.
15
Divoti e pazienti
16
Vegnon a fars'il pullo con la madre
17
Contubernali a l'angeliche squadre.

Dialogo 1

Interlocutori: SebastoSaulinoCoribante.

 

1 \ SEB.\ È il peggio chediranno che metti avanti metafforenarri favoleraggioni in parabolaintessienigmiaccozzi similitudinitratti misteriimastichi tropologie.
2
\ SAUL.\ Ma io dico la cosa a punto come lapassa; e come la è propriamentela metto avanti gli occhi.
3
\ COR.\ Id estsine fucoplanecandide;ma vorrei che fusse cossìcome diteda dovero.
4
\ SAUL.\ Cossì piacesse alli deiche fessitu altro che fuco con questa tua gestuazionetogabarba e supercilio: comeanco quanto a l'ingegnocandideplane et sine fucomostri a gli occhinostri la idea della pedantaria.
5
\ COR.\ Hactenus haec? Tanto che Sofialoco per locosedia per sedia vi condusse?
6
\ SAUL.\ Sì.
7
\ SEB.\ Occórrevi de dir altro circa laprovisione di queste sedie?
8
\ SAUL.\ Non per orase voi non siete prontoa donarmi occasione di chiarirvi de più punti circa esse col dimandarmi edestarmi la memoriala quale non può avermi suggerito la terza parte denotabili propositi degni di considerazione.
9
\ SEB.\ Ioa dir il verorimagno sìsuspeso dal desio de saper qual cosa sia quella ch'il gran padre de gli dei hafatto succedere in quelle due sediel'una Boreale e l'altra Australeche m'haparso il tempo de mill'anni per veder il fine del vostro filoquantunquecuriosoutile e degno: perché quel proposito tanto più mi vien a spronar ildesio d'esserne fatto capacequanto voi più l'avete differito a farlo udire.
10
\ COR.\ Spes etenim dilata affligitanimumvel animamut melius dicam; haec enim mage significat naturam passibilem.
11
\ SAUL.\ Bene. Dunqueperché non più vitormentiate su l'aspettar della risoluzionesappiate che nella sedia prossimaimmediata e gionta al luogo dove era l'Orsa minoree nel quale sapete essereexaltata la Veritadeessendone tolta via l'Orsa maggiore nella forma ch'aveteintesoper providenza del prefato consiglio vi ha succeduto l'Asinità inabstratto: e là dove ancora vedete in fantasia il fiume Eridanopiace a glimedesimi che vi si trove l'Asinità in concretoa fine che da tutte tre lecelesti reggioni possiamo contemplare l'Asinitàla quale in due facelle eracome occolta nella via de' pianetidov'è la coccia del Cancro.
12
\ COR.\ Proculo procul esteprofani!Questo è un sacrilegioun profanismodi voler fingere (poscia che non èpossibile che cossì sia in fatto) vicino a l'onorata ed eminente sedia de laVerità essere l'idea de sì immonda e vituperosa speciela quale è stata dagli sapienti Egizii ne gli lor ieroglifici presa per tipo de l'ignoranzacomene rende testimonio Oro Apollinepiù volte replicando: qualmente gli Babilonisacerdoti con l'asinino capo compiuto al busto e cervice umana volsero designarun uomo imperito ed indisciplinabile.
13
\ SEB.\ Non è necessario andar al tempo eluogo d'Egiziise non è né fu mai generazioneche con l'usato modo diparlare non conferme quel che dice Coribante.
14
\ SAUL.\ Questa è la raggioneper cui hodifferito al fine di raggionar circa queste due sedie: atteso che dallaconsuetudine del dire e credere m'areste creduto parabolanoe con minor fede edattenzione arreste perseverato ad ascoltarmi nella descrizione della riforma del'altre sedie celestise prima con prolissa infilacciata de propositi nonv'avesse resi capaci di quella verità; stante che queste due sedie da per essemeritano almeno altretanto de considerazionequanto vedete aver ricchezza dital suggetta materia. Or non avete voi unqua uditoche la pazziaignoranza edasinità di questo mondo è sapienzadottrina e divinità in quell'altro?
15
\ SEB.\ Cossì è stato riferito da primi eprincipali teologi; ma giamai è stato usato un cossì largo modo de direcomeè il vostro.
16
\ SAUL.\ E perché giamai la cosa è statachiarita ed esplicata cossìcome io son per esplicarvela e chiarirvela alpresente.
17
\ COR.\ Or diteperché staremo attenti adascoltarvi.
18
\ SAUL.\ Perché non vi spantiatequandoudite il nome d'asinoasinitàbestialitàignoranzapazziaprima voglioproporvi avanti gli occhi della considerazionee rimenarvi a mente il luogo degl'illuminati cabalistiche con altri lumi che di Linceocon altri occhi chedi Argoprofondornonon dico sin al terzo cieloma nel profondo abisso delsopramondano ed ensofico universo: per la contemplazione di quelle dieceSephiroth che chiamiamo in nostra lingua membri ed indumentipenetrornovedderoconcepirno quantum fas est homini loqui. Ivi son le 3 dimensioniCeterHocmaBinaHesedGeburahTipheretNezahHodIesodMalchuth; dequali la prima da noi è detta Coronala seconda Sapienzala terza Providenzala quarta Bontàla quinta Fortezzala sesta Bellezzala settima Vittorialaottava Lodela nona Stabilimentola decima Regno. Dove dicono rispondere dieceordini d'intelligenze; de quali il primo vien da essi chiamato Haioth heccadosil secondo Ophanimil terzo Aralinil quarto Hasmalinil quinto Choachinilsesto Malachimil settimo Elohiml'ottavo Benelohimil nono Maleachimildecimo Issim; che noi nominiamo il primo Animali santi o Serafiniil secondoRuote formanti o Cherubiniil terzo Angeli robusti o Troniil quartoEffigiatoriil quinto Potestadiil sesto Virtudiil settimo Principati o deil'ottavo Arcangeli o figli de deiil nono Angeli o Imbasciatoriil decimoAnime separate o Eroi. Onde nel mondo sensibile derivano le diece sfere: 1. ilprimo mobile2. il cielo stellato o ottava sfera o firmamento3. il cielo diSaturno4. di Giove5. di Marte6. del Sole7. di Venere8. di Mercurio9.della Luna10. del Chaos sublunare diviso in quattro elementi. Alli quali sonoassistenti diece motorio insite diece anime: la prima Metattron o principe defacciela seconda Raziella terza Zaphciella quarta Zadkiella quintaCamaella sesta Raphaella settima Aniell'ottava Michaella nona Gabriella decima Samael; sotto il quale son quattro terribili principide quali ilprimo domina nel fuoco ed è chiamato da Iob Behemothil secondo dominanell'aria ed è nomato da cabalisti e comunmente Beelzebubcioè principe demoscheidest de volanti immondiil terzo domina nell'acqui ed è nomatoda Iob Leviathanil quarto è presidente ne la terrala qual spasseggia ecircuisse tuttaed è chiamato da Iob Sathan. Or contemplate quache secondola cabalistica revelazione Hocmaa cui rispondeno le forme o ruotenomateCherubiniche influiscono nell'ottava sferadove consta la virtùdell'intelligenza de Razielel'asino o asinità è simbolo della sapienza.
19
\ COR.\ Parturient montes.
20
\ SAUL.\ Alcuni thalmutisti apportano iaraggione morale di cotale influssoarborescala o dependenzadicendo cheperò l'asino è simbolo della sapienza nelli divini Sephirothperché a coluiche vuol penetrare entro gli secreti ed occolti ricetti di quellasianecessariamente de mistiero d'esser sobrio e pazienteavendo mustacciotesta eschena d'asino; deve aver l'animo umileripremuto e bassoed il senso che nonfaccia differenza tra gli cardi e le lattuche.
21
\ SEB.\ Io crederei più tostoche gliEbrei abbiano tolti questi misterii da gli Egizii; li quali per cuoprir certaignominia loro hanno voluto in tal maniera esaltar al cielo l'asino el'asinità.
22
\ COR.\ Declara.
23
\ SEB.\ Ocore de Persiessendo notato dagli Egizisuoi nemiciper il simulacro d'asinoed appresso essendo luivittorioso sopra de loroed avendoseli fatti cattivile costrinse ad adorar l'imaginede l'asino e sacrificargli il bove già tanto adorato da essiconrimproverargli che a l'asino il lor bove Opin o Apin verrebbe immolato. Questidunqueper onorar quel loro vituperoso cultoe cuoprir quella machiahannovoluto fingere raggioni sopra il culto de l'asino; il quale da quel che gli fumateria di biasimo e burlagli venne ad esser materia di riverenza. E cossìpoiin materia d'adorazioneadmirazionecontemplazioneonore e gloriasel'hanno fatto cabalisticoarchetiposephiroticometafisicoidealedivino.Oltreessendo l'asino animal de Saturno e della Lunae gli Ebrei di naturaingegno e fortuna saturnini e lunarigente sempre vileservilemercenariasolitariaincomunicabile ed inconversabile con l'altre generazionile qualibestialmente spregianoe da le quali per ogni raggione son degnamentedispreggiate; or questi si trovâro nella cattività e servizio de l'Egittodove erano destinati ad esser compagni a gli asini con portar le some e servirealle fabriche; e là parte per esserno leprosiparte perché intesero gliEgiziiche in essi pestilanziati regnava l'impression saturnia ed asininaperla conversazione ch'aveano con questa razza; vogliono alcuni che lediscacciassero dagli lor confini con lasciargli l'idolo dell'asino d'oro allemani; il quale tra tutti li dei se mostrava più propisiabile a questa gentecossì a tutte l'altre nemica e ritrosacome Saturno a tutti gli pianeti. Onderimanendo con il proprio cultolasciando da canto l'altre feste egizianecelebravano per il lor Saturnodemostrato nell'idolo de l'asinogli sabbatieper la lor Luna le neomeniedi sorte che non solamente unomaed oltretuttigli sephiroti possono essere asinini ai cabalisti giudei.
24
\ SAUL.\ Voi dite molte cose autentichemolte vicine all'autentichealtre simili a l'autentichealcune contrarie al'autentiche ed approvate istorie. Onde dite alcuni propositi veri e bonimanulla dite bene e veramentespreggiando e burlandovi di questa santagenerazionedalla quale è proceduta tutta quella luce che si trova sin oggi almondoe che promette de donar per tanti secoli. Cossì perseveri nel tuopensiero ad aver l'asino ed asinità per cosa ludibriosa; qualequalunque siastata appresso PersiGreci e Latininon fu però cosa vile appresso gli Egiziied Ebrei. Là onde è falsità ed impostura questa tra l'altrecioè che quelculto asinino e divino abbia avuto origine dalla forza e violenzae non piùtosto ordinato dalla raggionee tolto principio dalla elezione.
25
\ SEB.\ Verbi gratiaforzaviolenzaraggion ed elezione di Oco.
26
\ SAUL.\ Io dico divina inspirazionenatural bontade ed umana intelligenza. Ma prima che vengamo al compimento diquesta demostrazioneconsiderate un poco se mai ebberoo denno aver avutootener a vile la idea ed influenza de gli asini questi Ebrei ed altri partecipi econsorti de la lor santimonia. Il patriarca Iacobcelebrando la natività esangue della sua prolee padri de le dodici tribù con la figura de le dodicibestievedete se ebbe ardimento di lasciar l'asino. Non avete notato che comefe' Ruben montoneSimone orsoLevi cavalloGiuda leoneZabulon balenaDanserpenteGad volpeAser boveNettalim cervioGioseffo pecoraBeniamin lupocossì fece il sesto genito Isachar asinoinsoffiandoli per testamento quellabella nuova e misteriosa profezia nell'orecchio: Isacharasino fortechepoggia tra gli terminiha trovato il riposo buono ed il fertilissimo terreno;ha sottoposte le robuste spalli al pesoed èssi destinato al tributarioserviggio. Queste sacrate dodici generazioni rispondeno da qua basso a gli altidodici segni del zodiacoche son nel cingolo del firmamentocome vedde edechiarò il profeta Balaamquando dal luogo eminente d'un colle le scòrsedisposte e distinte in dodici castramentazioni alla pianuradicendo: - Beato ebenedetto popolo d'Israelevoi sète stellevoi li dodici segni messi in sìbell'ordine di tanti generosi greggi. Cossì promese il vostro Giova chemoltiplicarebbe il seme del vostro gran padre Abraamo come le stelle del cielocioè secondo la raggione delli dodici segni del zodiacoli quali venite asignificar per li nomi de dodici bestie. - Qua vedete qualmente quel profetailluminatodovendole benedire in terraandò a presentarseli montato sopral'asinoper la voce de l'asino venne instrutto della divina volontàcon laforza de l'asino vi pervenneda sopra l'asino stese le mani alle tendeebenedisse quel popolo de Dio santo e benedettoper far evidente che quelliasini saturnini ed altre bestieche hanno influsso dalle dette sephirothdal'asino archetipoper mezzo de l'asino naturale e profeticodoveano esserpartecipi de tanta benedizione.
27
\ COR.\ Multa igitur asinorum genera:aureoarchetipoindumentalecelesteintelligenzialeangelicoanimaleprofeticoumanobestialegentileeticocivile ed economico; vel essenzialesubsistenzialemetafisicofisicoipostaticonozionalematematicologico emorale; vel supernomedio ed inferno; vel intelligibilesensibile e fantastico; vel idealenaturale e nozionale; vel antemultain multis et post multa. Or seguìteperché paulatimgradatimatque pedetentimpiù chiaroalto e profondo venite a riuscirmi.
28
\ SAUL.\ Per venir dunque a noinon vi deveparer strano che la asinità sia messa in sedia celeste nella distribuzionedelle catedreche sono nella parte superna di questo mondo ed universocorporeo; atteso che esso deve esser corrispondente e riconoscere in se stessocerta analogia al mondo superiore.
29
\ COR.\ Ita contiguus hic illi mundusutomnis eius virtus inde guberneturcome oltre promulgò il prencipe de'peripatetici nel principio del primo della Metorologica contemplazione.
30
\ SEB.\ O che ampolleo che parolesesquipedali son le vostreo dottissimo ed altritonante messer Coribante!
31
\ COR.\ Ut libet.
32
\ SEB.\ Ma permettiate che si proceda alpropositoe non ne interrompete!
33
\ COR.\ Proh!
34
\ SAUL.\ A la verità nulla cosa è piùprossima e cognata che la scienza; la quale si deve distinguerecome èdistinta in séin due maniere: cioè in superiore ed inferiore. La prima èsopra la creata veritàed è l'istessa verità increataed è causa deltutto; atteso che per essa le cose vere son veree tutto quel che èèveramente quel tanto che è. La seconda è verità inferiorela quale né fa lecose vere né è le cose verema pendeè prodottaformata ed informata da lecose vereed apprende quelle non in veritàma in specie e similitudine:perché nella mente nostradove è la scienza dell'oronon si trova l'oro inveritàma solamente in specie e similitudine. Sì che è una sorte de veritàla quale è causa delle cosee si trova sopra tutte le cose; un'altra sorte chesi trova nelle cose ed è delle cose; ed è un'altra terza ed ultimala qualeè dopo le cose e dalle cose. La prima ha nome di causala seconda ha nome dicosala terza ha nome di cognizione. La verità nel primo modo è nel mondoarchetipo ideale significata per un de' sephiroth; nel secondo modo è nellaprima sedia dove è il cardine del cielo a noi supremo; nel terzo modo è nelladetta sedia che prossimamente da questo corporeo cielo influisce ne gli cervellinostridove è l'ignoranzastoltiziaasinitàed onde è stata discacciatal'Orsa maggiore. Come dunque la verità reale e naturale è essaminata per laverità nozionalee questa ha quella per oggettoe quella mediante la suaspecie ha questa per suggettocossì è bisogno che a quella abitazione questasia vicina e congionta.
35
\ SEB.\ Voi dite beneche secondo l'ordinedella natura sono prossimi la verità e l'ignoranza o asinità: come sonotalvolta uniti l'oggettol'atto e la potenza. Ma fate ora chiaroperché piùtosto volete far gionta e vicina l'ignoranza o asinitàche la scienza ocognizione: atteso che tanto manca che l'ignoranza e pazzia debbano esserprossime e come coabitatrici della veritàche ne denno essere a tutta distanzalontaneperché denno esser gionte alla falsitàcome cose appartenenti adordine contrario.
36
\ SAUL.\ Perché la sofia creata senzal'ignoranza o pazziae per conseguenza senza l'asinità che le significa ed èmedesima con essenon può apprendere la verità; e però bisogna che siamediatrice; perché come nell'atto mediante concorreno gli estremi o i terminioggetto e potenzacossì nell'asinità concorreno la verità e la cognizionedetta da noi sofia.
37
\ SEB.\ Dite brevemente la caggione.
38
\ SAUL.\ Perché il saper nostro èignorareo perché non è scienza di cosa alcuna e non è apprensione diverità nessunao perché se pur a quella è qualche entratanon è se non perla porta che ne viene aperta da l'ignoranzala quale è l'istesso caminoportinaio e porta. Or se la sofia scorge la verità per l'ignoranzala scorgeper la stoltizia consequentementee consequentemente per l'asinità. Là ondechi ha tal cognizioneha de l'asinoed è partecipe di quella idea.
39
\ SEB.\ Or mostrate come siano vere levostre assumpzioni: perché voglio concedere le illazioni tutte; perché non hoper inconveniente che chi è ignoranteper quanto è ignoranteè stolto; echi è stoltoper quanto è stoltoè asino: e però ogni ignoranza èasinità.
40
\ SAUL.\ Alla contemplazion de la veritàaltri si promuoveno per via di dottrina e cognizione razionaleper forza del'intelletto agente che s'intrude nell'animoexcitandovi il lume interiore. Equesti son rari; onde dice il poeta:
Pauciquos ardens evexit ad aethera virtus.
Altri per via d'ignoranza vi si voltano e forzansi di pervenirvi. E di questialcuni sono affetti di quella che è detta ignoranza di semplice negazione: ecostoro né sannoné presumeno di sapere; altri di quella che è dettaignoranza di prava disposizione: e taliquanto men sanno e sono imbibiti defalse informazionitanto più pensano di sapere: qualiper informarsi delverorichiedeno doppia faticacioè de dismettere l'uno abito contrario e diapprender l'altro. Altri di quella ch'è celebrata come divina acquisizione; edin questa son color che né dicendoné pensando di sapereed oltre essendocreduti da altri ignorantissimison veramente dottiper ridursi a quellagloriosissima asinitade e pazzia. E di questi alcuni sono naturalicome queiche caminano con il lume suo razionalecon cui negano col lume del senso edella raggione ogni lume di raggione e senso; alcuni altri caminanoo per dirmeglio si fanno guidare con la lanterna della fedecattivando l'intelletto acolui che gli monta sopra ed a sua bella posta l'addirizza e guida. E questiveramente son quelli che non possono essi errareperché non caminano colproprio fallace intendimentoma con infallibil lume di superna intelligenza.Questiquesti son veramente atti e predestinati per arrivare alla Ierusalemdella beatitudine e vision aperta della verità divina: perché gli sopramontaquellosenza il qual sopramontante non è chi condurvesi vaglia.

41
\ SEB.\ Or ecco come si distingueno lespecie dell'ignoranza ed asinitadee come vegno a mano a mano a condescendereper concedere l'asinitade essere una virtù necessaria e divinasenza la qualesarrebe perso il mondoe per la quale il mondo tutto è salvo.
42
\ SAUL.\ Odi a questo proposito un principioper un'altra più particular distinzione. Quello ch'unisce l'intelletto nostroil qual è nella sofiaalla veritàla quale è l'oggetto intelligibileèuna specie d'ignoranzasecondo gli cabalisti e certi mistici teologi; un'altraspeciesecondo gli pirronianiefettici ed altri simili; un'altrasecondoteologi cristianitra' quali il Tarsense la viene tanto più a magnificarequanto a giudicio di tutt'il mondo è passata per maggior pazzia. Per la primaspecie sempre si niega; onde vien detta ignoranza negativache mai ardisceaffirmare. Per la seconda specie sempre si dubitae mai ardisce determinare odefinire. Per la terza specie gli principii tutti s'hanno per conosciutiapprovati e con certo argumento manifestisenza ogni demostrazione edapparenza. La prima è denotata per l'asino pullofugace ed errabondo; laseconda per un'asinache sta fitta tra due viedal mezo de quali mai si partenon possendosi risolvere per quale delle due più tosto debba muovere i passi;la terza per l'asina con il suo pulledroche portano su la schena il redentordel mondo: dove l'asinasecondo che gli sacri dottori insegnanoè tipo delpopolo giudaicoed il pullo del popolo gentilechecome figlia ecclesiaèparturito dalla madre sinagoga; appartenendo cossì questi come quelli allamedesima generazioneprocedente dal padre de' credentiAbraamo. Queste trespecie d'ignoranzacome tre ramisi riducono ad un stipenel quale dal'archetipo influisce l'asinitàe che è fermo e piantato su le radici dellidiece sephiroth.
43
\ COR.\ O bel senso! Queste non sonoretorice persuasioniné elenchici sofisminé topice probabilitadimaapodiptice demostrazioni; per le quali l'asino non è sì vile animale comecomunmente si credema di tanto più eroica e divina condizione.
44
\ SEB.\ Non è d'uopo ch'oltre t'affatichio Saulinoper venir a conchiudere quel tanto che io dimandavo che da te mifusse definito: sì perché avete sodisfatto a Coribantesì anco perché da liposti mezi termini ad ogni buono intenditore può esser facilmente sodisfatto.Ma di graziafatemi ora intendere le raggioni della sapienzache consistenell'ignoranza ed asinitade iuxta il secondo modo: cioè con qualraggione siano partecipi dell'asinità gli pirronianiefettici ed altriacademici filosofi; perché non dubito della prima e terza specieche medesimesono altissime e remotissime da' sensi e chiarissimedi sorte che non è occhioche non le possa conoscere.
45
\ SAUL.\ Presto verrò al proposito dellavostra dimanda; ma voglio che prima notiate il primo e terzo modo di stoltiziaed asinitade concorrere in certa maniera in uno; e però medesimamente pendenoda principio incomprensibile ed ineffabilea constituir quella cognizionech'è disciplina delle disciplinedottrina delle dottrine ed arte de le arti.Della quale voglio dirvi in che maniera con poco o nullo studio e senza faticaalcuna ognun che vuole e volsene ha possuto e può esser capace. Veddero econsiderorno que' santi dottori e rabini illuminatiche gli superbi epresumptuosi sapienti del mondoquali ebbero fiducia nel proprio ingegnoe contemeraria e gonfia presunzione hanno avuto ardire d'alzarsi alla scienza desecreti divini e que' penetrali della deitadenon altrimente che coloro ch'edificârola torre di Babelleson stati confusi e messi in dispersioneavendosi essimedesimi serrato il passoonde meno fussero abili alla sapienza divina evisione della veritade eterna. Che fêro? qual partito presero? Fermâro ipassipiegâro o dismisero le bracciachiusero gli occhibandîro ognipropria attenzione e studioriprovâro qualsivoglia uman pensieroriniegâroogni sentimento naturale: ed in fine si tennero asini. E quei che non eranositransformâro in questo animale: alzârodisteseroacuminâroingrossâro emagnificorno l'orecchie; e tutte le potenze de l'anima riportorno e unironell'udirecon ascoltare solamente e credere: come quellodi cui si dice: Inauditu auris obedivit mihi. Là concentrandosi e cattivandosi la vegetativasensitiva ed intellettiva facultadehanno inceppate le cinque dita inun'unghiaperché non potesserocome l'Adamo stender le mani ad apprendere ilfrutto vietato dall'arbore della scienzaper cui venessero ad essere privi defrutti de l'arbore della vitao come Prometeo (che è metafora di medesimoproposito)stender le mani a suffurar il fuoco di Gioveper accendere il lumenella potenza razionale. Cossì li nostri divi asiniprivi del propriosentimento ed affettovegnono ad intendere non altrimente che come gli viensoffiato a l'orecchie dalle revelazioni o de gli dei o de' vicarii loro; e perconsequenza a governarsi non secondo altra legge che di que' medesimi. Quindinon si volgono a destra o a sinistrase non secondo la lezione e raggione chegli dona il capestro o freno che le tien per la gola o per la boccanoncaminano se non come son toccati. Hanno ingrossate le labbrainsolidate lemascelleincotennuti gli dentia fin cheper durospinosoaspro e forte adigerir che sia il pasto che gli vien posto avantenon manche d'essereaccomodato al suo palato. Indi si pascono de più grossi e materialacciappositoriiche altra qualsivoglia bestia che si pasca sul dorso de la terra; etutto ciò per venire a quella vilissima bassezzaper cui fiano capaci de piùmagnifica exaltazioneiuxta quello: Omnis qui se humiliat exaltabitur.
46
\ SEB.\ Ma vorrei intendere come questabestiaccia potrà distinguere che colui che gli monta sopraè Dio o diavoloè un uomo o un'altra bestia non molto maggiore o minorese la più certa cosach'egli deve avereè che lui è un asino e vuole essere asinoe non può farmeglior vita ed aver costumi megliori che di asinoe non deve aspettar megliorfine che di asinoné è possibilecongruo e condigno ch'abbia altra gloriache d'asino?
47
\ SAUL.\ Fidele colui che non permette chesiano tentati sopra quel che possono: lui conosce li suoilui tiene e mantienegli suoi per suoie non gli possono esser tolti. O santa ignoranzao divinapazziao sopraumana asinità! Quel raptoprofondo e contemplativo Areopagitascrivendo a Caioafferma che la ignoranza è una perfettissima scienza; comeper l'equivalente volesse dire che l'asinità è una divinità. Il dottoAgostinomolto inebriato di questo divino nettarenelli suoi Soliloquiitestifica che la ignoranza più tosto che la scienza ne conduce a Dioe lascienza più tosto che l'ignoranza ne mette in perdizione. In figura di ciòvuole ch'il redentor del mondo con le gambe e piedi de gli asini fusse entratoin Gerusalemmesignificando anagogicamente in questa militante quello che siverifica nella trionfante cittade; come dice il profeta salmeggiante: Non infortitudine equi voluntatem habebitneque in tibiis viri beneplacitum erit ei.
48
\ COR.\ Supple tu: Sed in fortitudine ettibiis asinae et pulli filii coniugalis.
49
\ SAUL.\ Orper venire a mostrarvi come nonè altro che l'asinità quello con cui possiamo tendere ed avvicinarci aquell'alta specolavoglio che comprendiate e sappiate non esser possibile almondo meglior contemplazione che quella che niega ogni scienza ed ogniapprension e giudicio di vero; di maniera che la somma cognizione è certa stimache non si può saper nulla e non si sa nullae per consequenza di conoscersidi non posser esser altro che asino e non esser altro che asino; allo qual scopogiunsero gli socraticiplatoniciefetticipirroniani ed altri similiche nonebbero l'orecchie tanto picciolee le labbra tanto delicatee la coda tantocortache non le potessero lor medesimi vedere.
50
\ SEB.\ PriegotiSaulinonon procedereoggi ad altro per confirmazion e dechiarazion di questo: perché assai per ilpresente abbiamo inteso; oltre che vedi esser tempo di cenae la materiarichiede più lungo discorso. Per tanto piacciavi (se così pare anco alCoribante) di rivederci domani per la elucidazione di questo proposito; ed iomenarò meco Onorioil quale si ricorda d'esser stato asinoe però è a tuttadivozione pitagorico; oltre che ha de grandi proprii discorsi con gli qualiforse ne potrà far capaci di qualche proposito.
51
\ SAUL.\ Sarà benee lo desidero; perchélui alleviarà la mia fatica.
52
\ COR.\ Ego quoque huic adstipulorsententiaeed è gionta l'orain cui debbo licenziar gli miei discepoliafin che propria revisant hospitiaproprios lares. Anzisi lubetper sin tanto che questa materia fia compitaquotidianamente io m'offero prontoin queste ore medesime farmi qua vosco presente.
53
\ SAUL.\ Ed io non mancarò di far ilmedesimo.
54
\ SEB.\ Usciamo dunque.

Dial. 2parte 1

Interlocutori: SebastoOnorioCoribanteSaulino.

Prima parte del dialogo.

 

1 \ SEB.\ E tu ti ricordid'aver portata la soma?
2
\ ONOR.\ La somala cargae tirato ilmanganello qualche volta. Fui prima in serviggio d'un ortolanoaggiutandolo aportar lettame dalla cittade di Tebe a l'orto vicino le muraed a riportar poicaulilattuchecipollecocumeripastinacheravanelli ed altre cose similidall'orto alla cittade. Appresso ad un carbonaioche mi comprò da quelloedil qual pochissimi giorni mi ritenne vivo.
3
\ SEB.\ Come è possibile ch'abbi memoria diquesto?
4
\ ONOR.\ Ti dirò poi. Pascendo io sopracerta precipitosa e sassosa ripatratto dall'avidità d'addentar un cardoch'era cresciuto alquanto più giù verso il precipizioche io senza perigliopotesse stendere il collovolsi al dispetto d'ogni rimorso di conscienza edinstinto di raggion naturale più del dovero rampegarvi; e caddi da l'alta rupe;onde il mio signore s'accorse d'avermi comprato per gli corvi. Io privo de l'ergastulocorporeo dovenni vagante spirto senza membra; e venni a considerare come iosecondo la spiritual sustanzanon ero differente in genoné in specie datutti gli altri spiriti che dalla dissoluzione de altri animali e composti corpitransmigravano; e viddi come la Parca non solamente nel geno della materiacorporale fa indifferente il corpo dell'uomo da quel de l'asino ed il corpo degli animali dal corpo di cose stimate senz'anima; ma ancora nel geno dellamateria spirituale fa rimaner indifferente l'anima asinina da l'umanae l'animache constituisce gli detti animalida quella che si trova in tutte le cose:come tutti gli umori sono uno umore in sustanzatutte le parti aeree son unaere in sustanzatutti gli spiriti sono dall'Anfitrite d'un spiritoed aquello ritornan tutti. Or dopo che qualche tempo fui trattenuto in cotal statoecco che
Lethaeum ad fluvium Deus evocat agmine magno
Scilicet immemores supera ut convexa revisant
Rursus et incipiant in corpora velle reverti.

5
Allorascampando io da' fortunati campisenza sorbir de l'onde del rapido Letetra quella moltitudine di cui eraprincipal guida Mercurioio feci finta de bevere di quell'umore in compagnia degli altri: ma non feci altro ch'accostarvi e toccarvi con le labbraa fin chevenessero ingannati gli soprastanti a' quali poté bastare di vedermi la bocca e'l mento bagnato. Presi il camino verso l'aria più puro per la porta Corneaelasciandomi a le spalli e sotto gli piedi il profondovenni a ritrovarmi nelParnasio monteil qual non è favola che per il suo fonte Caballino sia cosadal padre Apolline consecrata alle Muse sue figlie. Ivi per forza ed ordine delfato tornai ad essere asinoma senza perdere le specie intelligibilidellequali non rimase vedovo e casso il spirito animaleper forza della cui virtudem'uscirno da l'uno e l'altro lato la forma e sustanza de due alisufficientissime ad inalzar in sino a gli astri il mio corporeo pondo. Apparvi efui nomato non asino già semplicementema o asino volanteo ver cavalloPegaseo. Indi fui fatto exequitor de molti ordini del provido Gioveservii aBellerofontepassai molte celebri ed onoratissime fortuneed alla fine fuiassumpto in cielo circa gli confini d'Andromeda ed il Cigno d'un cantoe gliPesci ed Aquario da l'altro.
6
\ SEB.\ Di graziarispondetemi alquantoprima che mi facciate intendere queste cose più per il minuto. Dunqueperesperienza e memoria del fatto estimate vera l'opinion de' PitagoriciDruidiSaduchimi ed altri similicirca quella continua metamfisicosicioètransformazione e transcorporazione de tutte l'anime?
Spiritus eque feris humana in corpora transit
Inque feras nosternec tempore deperit ullo.

7
\ ONOR.\ Messer sìcossì ècertissimamente.
8
\ SEB.\ Dunqueconstantemente vuoi che nonsia altro in sustanza l'anima de l'uomo e quella de le bestie? e nondifferiscano se non in figurazione?
9
\ ONOR.\ Quella de l'uomo è medesima inessenza specifica e generica con quella de le moscheostreche marine e piantee di qualsivoglia cosa che si trove animata o abbia anima: come non è corpo chenon abbia o più o meno vivace- e perfettamente communicazion di spirito in sestesso. Or cotal spiritosecondo il fato o providenzaordine o fortunavienea giongersi or ad una specie di corpoor ad un'altra; e secondo la raggionedella diversità di complessioni e membriviene ad avere diversi gradi eperfezioni d'ingegno ed operazioni. Là onde quel spirito o anima che eranell'aragnae vi avea quell'industria e quelli artigli e membra in tal numeroquantità e forma; medesimogionto alla prolificazione umanaacquista altraintelligenzaaltri instrumentiattitudini ed atti. Giongo a questo chesefusse possibileo in fatto si trovasse che d'un serpente il capo si formasse estornasse in figura d'una testa umanaed il busto crescesse in tanta quantitàquanta può contenersi nel periodo di cotal speciese gli allargasse la linguaampiassero le spallise gli ramificassero le braccia e manied al luogo doveè terminata codaandassero ad ingeminarsi le gambe; intenderebbeapparirebbespirarebbeparlarebbeoprarebbe e caminarebbe non altrimente che l'uomo;perché non sarebbe altro che uomo. Comeper il contrariol'uomo non sarebbealtro che serpentese venisse a contraerecome dentro un ceppole braccia egambee l'ossa tutte concorressero alla formazion d'una spinas'incolubrasse eprendesse tutte quelle figure de membri ed abiti de complessioni. Allora arrebepiù o men vivace ingegno; in luogo di parlarsibilarebbe; in luogo dicaminareserperebbe; in luogo d'edificarsi palaggiosi cavarebbe un pertuggio;e non gli converrebe la stanzama la buca; e come già era sotto quelleora èsotto queste membrainstrumentipotenze ed atti: come dal medesimo arteficediversamente inebriato dalla contrazion di materia e da diversi organi armatoappaiono exercizii de diverso ingegno e pendeno execuzioni diverse. Quindipossete capire esser possibile che molti animali possono aver più ingegno emolto maggior lume d'intelletto che l'uomo (come non è burla quel che proferìMosè del serpeehe nominò sapientissimo tra tutte l'altre bestie de laterra); ma per penuria d'instrumenti gli viene ad essere inferiorecome quelloper ricchezza e dono de medesimi gli è tanto superiore. E che ciò sia laveritàconsidera un poco al sottileed essamina entro a te stesso quel chesarrebeseposto che l'uomo avesse al doppio d'ingegno che non aveel'intelletto agente gli splendesse tanto più chiaro che non gli splendee contutto ciò le mani gli venesser transformate in forma de doi piedirimanendoglitutto l'altro nel suo ordinario intiero; dimmidove potrebbe impune esserla conversazion de gli uomini? Come potrebero instituirsi e durar le fameglie edunioni di costoro parimenteo piùche de cavallicerviiporcisenzaesserno devorati da innumerabili specie de bestieper essere in tal manierasuggetti a maggiore e più certa ruina? E per conseguenza dove sarrebono leinstituzioni de dottrinele invenzioni de disciplinele congregazioni decittadinile strutture de gli edificii ed altre cose assai che significano lagrandezza ed eccellenza umanae fanno l'uomo trionfator veramente invitto sopral'altre specie? Tutto questose oculatamente guardisi referisce non tantoprincipalmente al dettato de l'ingegnoquanto a quello della manoorgano degli organi.
10
\ SEB.\ Che dirai de le scimie ed orsi chese non vuoi dir ch'hanno manonon hanno peggior instrumento che la mano?
11
\ ONOR.\ Non hanno tal complessione chepossa esser capace di tale ingegno; perché l'universale intelligenza in similie molti altri animali per la grossezza o lubricità della material complessionenon può imprimere tal forza di sentimento in cotali spiriti. Però lacomparazion fatta si deve intendere nel geno de' più ingegnosi animali.
12
\ SEB.\ Il papagallo non ha egli l'organoattissimo a proferir qualsivoglia voce articulata? O perché è tanto duro e contanta fatica può parlar sì pocosenza oltre intendere quel che dice?
13
\ ONOR.\ Perché non ha apprensivaretentiva adequabile e congenea a quella de l'uomoma tal quale conviene allasua specie; in raggion della quale non ha bisogno ch'altri gl'insegne di volarecercare il vittodistinguere il nutrimento dal velenogenerarenidificaremutar abitazionie riparar alle ingiurie del tempoe provedere allenecessitadi della vita non men benee tal volta meglior- e più facilmente chel'uomo.
14
\ SEB.\ Questo dicono li dotti non esser perintelletto o per discorsoma per istinto naturale.
15
\ ONOR.\ Fatevi dire da cotesti dotti: cotalinstinto naturale è senso o intelletto? Se è sensoè interno o esterno? Ornon essendo esternocome è manifestodicano secondo qual senso interno hannole providenzetecneartiprecauzioni ed ispedizioni circa l'occasioni nonsolamente presentima ancora futuremegliormente che l'uomo..
16
\ SEB.\ Son mossi da l'intelligenza nonerrante.
17
\ ONOR.\ Questase è principio naturale eprossimo applicabile all'operazione prossima ed individualenon può essereuniversale ed estrinsecoma particolare ed intrinsecoe per consequenzapotenza dell'anima e presidente nella poppa di quella.
18
\ SEB.\ Non volete dunque che sial'intelligenza universale che muove?
19
\ ONOR.\ Dico che la intelligenza efficienteuniversale è una de tutti; e quella muove e fa intendere; maoltrein tuttiè l'intelligenza particularein cui son mossiilluminati ed intendono; equesta è moltiplicata secondo il numero de gli individui. Come la potenzavisiva è moltiplicata secondo il numero de gli occhimossa ed illuminatageneralmente da un fuocoda un lumeda un sole: cossì la potenza intellettivaè moltiplicata secondo il numero de suggetti partecipi d'animaalli qualitutti sopra splende un sole intellettuale. Cossì dunque sopra tutti gli animaliè un senso agentecioè quello che fa sentir tuttie per cui tutti sonsensitivi in atto; ed uno intelletto agentecioè quello che fa intender tuttie per cui tutti sono intellettivi in atto; ed appresso son tanti sensi e tantiparticolari intelletti passivi o possibiliquanti son suggetti: e sono secondotanti specifici e numerali gradi di complessioniquante sono le specifice enumerali figure e complessioni di corpo.
20
\ SEB.\ Dite quel che vi piaceedintendetela come volete; ché io negli animali non voglio usar di chiamar quelloinstinto raggionevole intelletto.
21
\ ONOR.\ Or se non lo puoi chiamar sensobisogna che ne gli animalioltre la potenza sensitiva ed intellettivafingiqualch'altra potenza cognoscitiva.
22
\ SEB.\ Dirò ch'è un'efficacia de sensiinteriori.
23
\ ONOR.\ Tal efficacia possiamo ancor direche sia lo intelletto umano; onde naturalmente discorre l'uomoed è in nostralibertà di nominar come ci piace e limitar le diffinizioni e nomi a nostrapostacome fe' Averroe. Ed anco è in mia libertà de dire che il vostrointendere non è intenderee qualunque cosa che facciatepensare che non siaper intellettoma per instinto; poiché l'operazioni de altri animali piùdegne che le vostre (come quelle dell'api e de le formiche) non hanno nomed'intelletto ma d'instinto. O pur dirò che l'instinto di quelle bestiole èpiù degno che l'intelletto vostro.
24
\ SEB.\ Lasciamo per ora de discorrere piùampiamente circa questoe torniamo a noi. Vuoi dunque che come d'una medesimacera o altra materia si formano diverse e contrarie figurecossì di medesimamateria corporale si fanno tutti gli corpie di medesima sustanza spiritualesono tutti gli spiriti?
25
\ ONOR.\ Cossì certo; e giongi a questo cheper diverse raggioniabitudiniordinimisure e numeri di corpo e spirito sonodiversi temperamenticomplessionisi producono diversi organi ed appaionodiversi geni de cose.
26
\ SEB.\ Mi par che non è molto lontanonéabborrisce da.questo parere quel profetico dogmaquando dice il tutto essere inmano dell'universale efficientecome la medesima luta in mano del medesimofigoloche con la ruota di questa vertigine de gli astri viene ad esser fatto edisfatto secondo le vicissitudini della generazione e corrozione delle coseorvase onoratoor vase contumelioso di medesima pezza.
27
\ ONOR.\ Cossì hanno inteso e dechiaratomolti de più savii tra gli rabini. Cossì par ch'intendesse colui che disse:uomini e giumenti salverai secondo che moltiplicarai la misericordia; cossì sifa chiaro nella metamorfose di Nabuchodonosor. Quindi dubitorno alcuni Saduchimidel Battistase lui fusse Elianon già per medesimo corpoma per medesimospirito in un altro corpo. In cotal modo di resuscitazione alcuni si promettenol'execuzione della giustizia divina secondo gli affetti ed atti ch'hannoexercitati in un altro corpo.
28
\ SEB.\ Di grazianon raggioniamo più diquestoperché pur troppo mi comincia a piacere e parermi più che verisimilela vostra opinione; ed io voglio mantenermi in quella fede nella quale son statoinstrutto da miei progenitori e maestri. E però parliate de successi istoricio favoleschio metaforicie lasciate star le demostrazioni ed autoritadilequali credo che sono più tosto storciute da voi che da gli altri.
29
\ ONOR.\ Hai buona raggionefratel mio.Oltre che conviene ch'io torne a compire quel ch'avevo cominciato a dirtisenon dubiti che con ciò medesimamente non ti vegna a sobvertere l'ingegno eperturbar la conscienza intemerata.
30
\ SEB.\ Non noncertoquesto ascolto piùvolentiera che mai posso aver ascoltata favola alcuna.
31
\ ONOR.\ Se dunque non m'ascolti sottospecie di dottrina e disciplinaascoltami per spasso.

Dial. 2parte 2

Seconda parte del dialogo.

 

1 \ SEB.\ Ma non vedeteSaulino e Coribante che vegnono?
2
\ ONOR.\ E ora che doveano esser venuti.Meglio il tardi che maiSaulino.
3
\ COR.\ Si tardus adventuscitiorexpeditio.
4
\ SEB.\ Col vostro tardare avete persi de beipropositiquali desidero che siano replicati da Onorio.
5
\ ONOR.\ Nondi graziaperché mirincrescerebbe; ma seguitiamo il nostro propositoperché quanto a quello chesarà bisogno de riportar oltrene raggionarremo privatamente con essi ameglior comoditàperché ora non vorrei interrompere il filo del mio riporto.
6
\ SAUL.\ Sìsì; cossì sia. Andate purseguitando.
7
\ ONOR.\ Or essendo iocome ho già dettonella region celeste in titolo di cavallo Pegaseomi è avvenuto per ordine delfatoche per la conversione alle cose inferiori (causa di certo affettoch'ioindi venevo ad acquistarela qual molto bene vien descritta dal platonicoPlotino)come inebriato di nettarevenea bandito ad esser or un filosofoorun poetaor un pedantelasciando la mia imagine in cielo; alla cui sedia atempi a tempi delle trasmigrazioni ritornavoriportandovi la memoria dellespecie le quali nell'abitazion corporale avevo acquistate; e quelle medesimecome in una bibliotecalasciavo là quando accadeva ch'io dovesse ritornar aqualch'altra terrestre abitazione. Delle quali specie memorabili le ultime sonquelle ch'ho cominciate a imbibire a tempo della vita de Filippo macedonedopoche fui ingenerato dal seme de Nicomacocome si crede. Quaappresso esserstato discepolo d'AristarcoPlatone ed altrifui promosso col favor di miopadrech'era consegliero di Filippoad esser pedante d'Alexandro Magno: sottoil qualebenché erudito molto bene nelle umanistiche scienzenelle quali eropiù illustre che tutti li miei predecessorientrai in presunzione d'esserfilosofo naturalecome è ordinario nelli pedanti d'esser sempre temerarii epresuntuosi; e con ciòper esser estinta la cognizione della filosofiamortoSocratebandito Platoneed altri in altre maniere dispersirimasi io sololusco intra gli ciechi; e facilmente possevi aver riputazion non sol diretoricopoliticologicoma ancora de filosofo. Cossì malamente escioccamente riportando le opinioni de gli antiquie de maniera tal sconciache né manco gli fanciulli e le insensate vecchie parlarebono ed intenderebonocome io introduco quelli galant'uomini intendere e parlaremi venni adintrudere come riformator di quella disciplina della quale io non avevo notiziaalcuna. Mi dissi principe de' peripatetici: insegnai in Atene nel sottoporticoLiceo: dovesecondo il lumee per dir il verosecondo le tenebre cheregnavano in meintesi ed insegnai perversamente circa la natura de liprincipii e sustanza delle cosedelirai più che l'istessa delirazione circal'essenza de l'animanulla possevi comprendere per dritto circa la natura delmoto e de l'universo; ed in conclusione son fatto quello per cui la scienzanaturale e divina è stinta nel bassissimo della ruotacome in tempo de gliCaldei e Pitagorici è stata in exaltazione.
8
\ SEB.\ Ma pur ti veggiamo esser stato tantotempo in admirazion del mondo; e tra l'altre maraviglie è trovato un certoArabo ch'ha detto la natura nella tua produzione aver fatto l'ultimo sforzopermanifestar quanto più tersopuroalto e verace ingegno potesse stampare; egeneralmente sei detto demonio della natura.
9
\ ONOR.\ Non sarebbono gli ignorantise nonfusse la fede; e se non la fussenon sarebbono le vicissitudini delle scienze evirtudibestialitadi ed inerzie ed altre succedenze de contrarie impressionicome son de la notte ed il giornodel fervor de l'estade e rigor de l'inverno.
10
\ SEB.\ Or per venire a quel ch'appartienealla notizia de l'anima (mettendo per ora gli altri propositi da canto)holetti e considerati que' tuoi tre libri nelli quali parli più balbamentechepossi mai da altro balbo essere inteso; come ben ti puoi accorgere di tantidiversi pareri ed estravaganti intenzioni e questionariimassime circa ildislacciar e disimbrogliar quel che ti vogli dire in que' confusi e leggieripropositigli quali se pur ascondono qualche cosanon può esser altro chepedantesca o peripatetica levitade.
11
\ ONOR.\ Non è maravigliafratello; attesoche non può in conto alcuno essereche essi loro possano apprendere il miointelletto circa quelle cose nelle quali io non ebbi intelletto: o che vaglianotrovar construtto o argumento circa quel ch'io vi voglia direse io medesimonon sapevo quel che mi volesse dire. Qual differenza credete voi essere tracostoro e quei che cercano le corna del gatto e gambe de l'anguilla? Nullacerto. Della qual cosa precavendo ch'altri non s'accorgesseed io con ciòvenesse ad perdere la riputazion di protosofossovolsi far de manierachechiunque mi studiasse nella natural filosofia (nella qual fui e mi sentivi afatto ignorantissimo)per inconveniente o confusion che vi scorgessese nonavea qualche lume d'ingegnodovesse pensare e credere ciò non essere la miaintenzion profondama più tosto quel tanto che luisecondo la sua capacitàposseva da gli miei sensi superficialmente comprendere. Là onde feci chevenesse publicata quella Lettera ad Alexandrodove protestavo gli librifisicali esser messi in lucecome non messi in luce.
12
\ SEB.\ E per tanto voi mi parete averisgravata la vostra conscienza; ed hanno torto questi tanti asinoni a disporsidi lamentarsi di voi nel giorno del giudiciocome di quel che l'hai ingannati eseduttie con sofistici apparati divertiti dal camino di qualche veritade cheper altri principii e metodi arrebono possuta racquistarsi. Tu l'hai pureinsegnato quel tanto ch'a diritto doveano pensare: che se tu hai publicatocomenon publicatoessidopo averti lettodenno pensare di non averti lettocometu avevi cossì scrittocome non avessi scritto: talmente quei cotalich'insegnano la tua dottrinanon altrimente denno essere ascoltati che un cheparla come non parlasse. E finalmente né a voi deve più essere attesochecome ad un che raggiona e getta sentenza di quel che mai intese.
13
\ ONOR.\ Cossì è certoper dirtiingenuamente come l'intendo al presente. Perché nessuno deve essere inteso piùch'egli medesimo mostra di volersi far intendere; e non doviamo andarperseguitando con l'intelletto color che fuggono il nostro intellettocon queldir che parlano certi per enigma o per metaforaaltri perché vuolen che nonl'intendano gl'ignorantialtri perché la moltitudine non le spreggiealtriperché le margarite non sieno calpestrate da porci; siamo dovenuti a talech'ogni satirofaunomalenconicoembreaco ed infetto d'atra bilein contarsogni e dir de pappolate senza construzione e senso alcunone vogliono rendersuspetti ed profezia grandede recondito misteriode alti secreti ed arcanidivini da risuscitar mortida pietre filosofali ed altre poltronarie da donarvolta a quei ch'han poco cervelloa farli dovenir al tutto pazzi con giocarsiil tempol'intellettola fama e la robbae spendere sì misera- edignobilmente il corso di sua vita.
14
\ SEB.\ La intese bene un certo mio amico;il qualeavendo non so se un certo libro de profeta enigmatico o d'altrodopoavervisi su lambiccato alquanto dell'umor del capocon una grazia e bellaleggiadria andò a gittarlo nel cessodicendogli: - Fratellotu non voi esserinteso; io non ti voglio intendere; - e soggionse ch'andasse con cento diavolie lo lasciasse star con fatti suoi in pace.
15
\ ONOR.\ E quel ch'è degno di compassione erisoè che su questi editi libelli e trattati pecoreschi vedi dovenir attonitoSalvioOrtensio melanconicosmagrito Serafinoimpallidito Cammarotoinvecchiato Ambruogioimpazzito Gregorioabstratto ReginaldogonfioBonifacio; ed il molto reverendo Don Cocchiaronepien d'infinita e nobilmaravigliasen va per il largo della sua saladoverimosso dal rude edignobil volgose la spasseggia; e rimenando or quincior quindi de lalitteraria sua toga le fimbrierimenando or questoor quell'altro piederigettando or vers'il destroor vers'il sinistro fianco il pettocon il textocommento sotto l'ascellae con gesto di voler buttar quel pulcech'ha tra ledue prime ditain terracon la rugata fronte cogitabondocon erte ciglia edocchi arrotondatiin gesto d'un uomo fortemente maravigliatoconchiudendolacon un grave ed emfatico suspirofarà pervenir a l'orecchio de circonstantiquesta sentenza: Huc usque alii philosophi non pervenerunt. Se si trovain proposito di lezion di qualche libro composto da qualche energumeno oinspiritatodove non è espresso e donde non si può premere più sentimentoche possa ritrovarsi in un spirito cavallinoallora per mostrar d'aver dato sulchiodoexclamarà: - O magnum mysterium! - Se per avventura si trovasseun libro de...
16
\ SEB.\ Non piùdi graziadi questipropositi delli quali siamo pur troppo informati; e torniamo al nostroproposito.
17
\ COR.\ Ita itasodes. Fateneintendere con qual ordine e.maniera avete repigliata la memoria la qual perdestenel supposito peripatetico ed altre ipostatiche sussistenze.
18
\ ONOR.\ Credo aver detto a Sebastochequante volte io migravo dal corpoprima che m'investisse d'un altroritornavoa quel mio vestigio dell'asinina idea (che per l'onor e facultà de l'ali non hapiaciuto ad alcuniche tegnono tal animale in opprobriodi chiamarlo asinomacavallo Pegaseo): e da làdopo avervi descritti gli atti e le fortune ch'avevopassatesempre fui destinato a ritornar più tosto uomo che altra cosaperprivilegio che mi guadagnai per aver avuto astuzia e continenza quella volta connon mandar giù per il gorgazuolo de l'umor de l'onde letee. Oltreper lagiurisdizione di quella piazza celesteè avvenuto chepartendo io da corpimai oltre ho preso il camino verso il plutonio regno per riveder gli campiElisiima vêr l'illustre ed augusto imperio di Giove.
19
\ COR.\ Alla stanza dell'aligero quadrupede.
20
\ ONOR.\ Sin tanto che a questi tempipiacendo al senato de gli deim'ha convenuto de transmigrar con l'altre bestiea bassolasciando solamente l'impression de mia virtude in alto; ondepergrazia e degno favor de gli deine vegno ornato e cinto de mia bibliotecaportando non solamente la memoria delle specie opinabilisofisticheapparentiprobabili e demostrativemaed oltreil giudicio distintivo di quelle che sonvereda l'altre che son false. Ed oltre de quelle cose che in diversamentecomplessionati diversi corpi per varie sorti de discipline ho conceputeritegnoancora l'abitoe de molte altre veritadi alle qualisenza ministerio de sensicon puro occhio intellettuale vien aperto il camino; e non mi fuggonoquantumque mi trove sotto questa pelle e pareti rinchiusoonde per le porte de'sensicome per certi strettissimi buchiordinariamente possiamo contemplarqualche specie di enti: sì come altrimente ne vien lecito di veder chiaro edaperto l'orizonte tutto de le forme naturaliritrovandoci fuor de la priggione.
21
\ SEB.\ Tanto che restate di tutto sìfattamente informatoche ottenete più che l'abito di tante filosofiedi tantisuppositi filosoficich'avete presentati al mondoottenendo oltre il giudiciosuperiore a quelle tenebre e quella luce sotto le quali avete vegetatosentitointesoo in atto o in potenzaabitando or nelle terreneor nell'inferneornelle stanze celesti.
22
\ ONOR.\ Vero: e da tal retentiva vegno aposser considerare conoscer meglio che come in specchioquel tanto ch'è verodell'essenza e sustanza de l'anima.

Dial. 2parte 3

Terza parte del dialogo.

 

1 \ SEB.\ Soprasediamo circaquesto per orae venemo a sentir il vostro parere circa la questione qual ierifu mossa tra me e Saulino qua presente; il quale referisce l'opinion d'alcunesette le quali vogliono non esser scienza alcuna appo noi.
2
\ SAUL.\ Feci a certa bastanza apertochesotto l'eminenza de la verità non abbiam noi cosa più eminente che l'ignoranzaed asinitade: perciò che questa è il mezzo per cui la sofia si congionge e sidomestica con essa; e non è altra virtude che sia capace ad aver la stanzagionta muro a muro con quella. Atteso che l'umano intelletto ha qualch'accesso ala verità; il quale accesso se non è per la scienza e cognizionenecessariamente bisogna che sia per l'ignoranza ed asinità.
3
\ COR.\ Nego sequelam.
4
\ SAUL.\ La consequenza è manifesta da quelche nell'intelletto razionale non è mezzo tra l'ignoranza e scienza; perchébisogna che vi sia l'una de dueessendo doi oppositi circa tal suggettocomeprivazione ed abito.
5
\ COR.\ Quid de assumptionesiveantecedente?
6
\ SAUL.\ Quellacome dissiè messa avantida tanti famosissimi filosofi e teologi.
7
\ COR.\ Debilissimo è l'argumento abhumana authoritate.
8
\ SAUL.\ Cotali asserzioni non son senzademostrativi discorsi.
9
\ SEB.\ Dunquese tal opinione è veraèvera per demostrazione; la demostrazione è un sillogismo scientifico; dunquesecondo quei medesimi che negano la scienza ed apprension di veritàviene adesser posta l'apprension di verità e discorso scienziale; e consequentementesono dal suo medesimo senso e paroli redarguiti. Giongo a questo che se non sisa verità alcunaessi medesimi non sanno quel che diconoe non possono essercerti se parlano o ragghianose son omini o asini.
10
\ SAUL.\ La risoluzion di questo la potreteattendere da quel che vi farò udire appresso; perché prima fia mistierointendere la cosae poi il modo e maniera di quella.
11
\ COR.\ Bene. Modus enim rei rempraesupponat oportet.
12
\ SEB.\ Or fatene intendere le cose conquell'ordine che vi piace.
13
\ SAUL.\ Farò. Son trovati tra le sette defilosofi alcuni nomati generalmente academicie più propriamente sceptici over efetticili quali dubitavano determinar di cosa veruna; bandito ognienunciazionenon osavano affirmare o negarema si faceano chiamareinquisitoriinvestigatori e scrutatori de le cose.
14
\ SEB.\ Perché queste vane bestieinquirevanoinvestigavano e scrutavano senza speranza di ritrovar cosa alcuna?Or questi son de quei che s'affaticano senza proposito.
15
\ COR.\ Per far buggiarda quella vulgatasentenza: Omne agens est propter finem. Ma edepolmehercleiomi.persuado che come Onorio ha dependenza da l'influsso de l'asino Pegaseoopur è il Pegaseo istessotalmente cotai filosofi sieno stati le Belideistessese almeno quelle non gl'influivano nel capo.
16
\ SAUL.\ Lasciatemi compire. Or costoro nonporgean fede a quel che vedeanoné a quel ch'udivano: perché stimavano laverità cosa confusa ed incomprensibilee posta nella natura e composizioned'ogni varietàdiversità e contrarietà; ogni cosa essere una misturanullacostar di séniente esser di propria natura e virtudee gli oggettipresentarsi alle potenze apprensive non in quella maniera con cui sono in semedesimima secondo la relazione ch'acquistano per le lor specieche in certomodo partendosi da questa e quella materia vegnono a giuntarsi e crear nuoveforme ne gli nostri sensi.
17
\ SEB.\ Oh in verità costoro con non troppafatica in pochissimo tempo possono esser filosofi e mostrarsi più savii de glialtri.
18
\ SAUL.\ A questi succesero gli pirronimolto più scarsi in donar fede al proprio senso ed intellettoche gliefettici; perchédove quelli altri credeno aver compresa qualche cosa ed esserfatti partecipi di qualche giudicio per aver informazion di questa veritàcioè che cosa alcuna non può esser compresa né determinataquesti anco dicotal giudicio se stimâro prividicendo che né men possono esser certi diquestocioè che cosa alcuna non si possa determinare.
19
\ SEB.\ Guardate l'industria di quest'altraAcademiach'avendo visto il modello de l'ingegno e notato l'industria di quellache con facilità ed atto di poltronaria volea dar de calciper versar a terral'altre filosofieessa armata di maggior pecoragginecon giongere un poco piùdi sale della sua insipidezzavuol donar la spinta ed a quelle tutte ed acotesta insiemecon farsi tanto più savia de tutte generalmentequanto conmanco spesa e lambiccamento di cervello in essa s'intogano ed addottorano. Viaviaandiam più oltre. Or che debbo far ioessendo ambizioso di formar nuovasettae parer più savio de tuttie di costoro ancora che sono oltre glitutti? Farò qua un terzo tabernaculopiantarò un'Academia più dottaconstringermi alquanto la cintura. Ma vorrò forse tanto raffrenar la voce con gliefetticie stringere il fiato con gli pirroniche per me poi non exali spiritoe crepi?
20
\ SAUL.\ Che volete dir per questo?
21
\ SEB.\ Questi poltroni per scampar lafatica di dar raggioni delle cosee per non accusar la loro inerziaed invidiach'hanno all'industria altruivolendo parer megliorie non bastandolid'occultar la propria viltadenon possendoli passar avanti né correre al pariné aver modo di far qualche cosa del suoper non pregiudicar alla lor vanapresunzione confessando l'imbecillità del proprio ingegnogrossezza di senso eprivazion d'intellettoe per far parer gli altri senza lume di giudicio dellapropria cecitadedonano la colpa alla naturaalle cose che mal sirapresentanoe non principalmente alla mala apprensione de gli dogmatici;perché con questo modo di procedere sarrebono stati costretti di porre in campoal paragone la lor buona apprensionela quale avesse parturito meglior fededopo aver generato meglior concetto ne gli animi de quel che si delettano dellecontemplazioni de cose naturali. Or dunque essivolendo con minor fatica edintellettoe manco rischio de perdere il creditoparer più savii che glialtridisserogli efetticiche nulla si può determinareperché nulla siconosce: onde quelli che stimano d'intendere e parlano assertivamentedeliranopiù in grosso che quei che non intendeno e non parlano. Gli secondi poidettipirroniper parer essi archisapientidissero che né tampoco questo si puòintendere (il che si credeano intendere gli efettici): che cosa alcuna non possaesser determinata o conosciuta. Sì che dove gli efettici intesero che glialtriche pensavano d'intenderenon intendevanoora gli pirroni intesero chegli efettici non intendevanose gli altriche si pensavano d'intendereintendessero o non. Or quel che ne resta per giongere di vantaggio alla sapienzadi costoroè che noi sappiamo che gli pirroni non sapevanoche gli efetticinon sapevanoche gli dogmaticiche pensavano di saperenon sapevano; ecossìcon aggevolezzasempre più e più vegna a prendere aumento questanobil scala de filosofiesin tanto che demostrativamente si conchiuda l'ultimogrado della somma filosofia ed ottima contemplazione essere di quei che nonsolamente non affermano né niegano di sapere o ignorarema né manco possonoaffirmare né negare; di sorte che gli asini sono li più divini animaliel'asinitade sua sorella è la compagna e secretaria della veritade.
22
\ SAUL.\ Se questo che diciimproperativamente ed in còleralo dicessi da buon senno ed assertivamentedirei che la vostra deduzione è eccellentissima ed egregiamente divina; e chesei pervenuto a quel scopoal quale gli tanti dogmatici e tanti academici hannoconcorsocon rimanerti di gran lunga a dietro tanti quanti sono.
23
\ SEB.\ Vi priego (poi che siamo venuti sina questo) che mi facciate intendere con qual persuasione gli academici nieganola possibilità di detta apprensione.
24
\ SAUL.\ Questa vorrei che ne fusse riferitada Onorioperciochéper esser egli stato in ipostasi de sì molti e grannotomisti de le viscere de la naturanon è fuor di raggione che tal volta sisia trovato academico.
25
\ ONOR.\ Anzi io son stato quel XenofaneColofonioche disse in tutte e de tutte le cose non esser altro che opinione.Malasciando ora que' miei proprii pensieri da cantodicocirca il propositoessere raggion trita quella de' pirronili quali dicevano che per apprendere laverità bisogna la dottrina; e per mettere in effetto la dottrinaè necessarioquel che insegnaquel ch'è insegnato e la cosa la quale è per insegnarsi:cioè il mastroil discepolol'arte; ma di queste tre non è cosa che si trovein effetto; dunque non è dottrina e non è apprension di veritade.
26
\ SEB.\ Con qual raggione dicono primanonesser cosa de cui fia dottrina o disciplina?
27
\ ONOR.\ Con questa. Quella cosadiconoodevrà esser vera.o falsa. Se è falsanon può essere insegnataperché delfalso non può esser dottrina né disciplina: atteso che a quel che non ènonpuò accader cosa alcunae perciò non può accader anco d'essere insegnato. Seè veranon può pure più che tanto essere insegnata: perché o è cosa laquale equalmente appare a tuttie cossì di lei non può esser dottrinae perconsequenza non può esserne alcun dottorecome né del bianco che sia biancodel cavallo che sia cavallode l'arbore che sia arbore; o è cosachealtrimente ed inequalmente ad altri ed altri apparee cossì in sé non puòaver altro che opinabilitàe sopra lei non si può formar altro che opinione.Oltres'è vero quel che deve essere insegnato e notificatobisogna che siainsegnato per qualche causa o mezzo: la qual causa e mezzo o bisogna che siaoccolta o conosciuta. S'ella è occoltanon può notificar altro. Se la èconosciuta è necessario che sia per causa o mezzo; e cossìoltre ed oltreprocedendoverremo ad accorgerci che non si gionge al principio de scienzaseogni scienza è per causa.
28
Oltrediconoessendo che de le cose chesonoaltre sieno corpialtre incorporalibisogna che de cosequai vegnonoinsegnatealtre appartegnano a l'unoaltre a l'altro geno. Or il corpo nonpuò esser insegnatopercioché non può esser sotto giudicio di senso néd'intelletto. Non certo a giudicio di senso: stante chesecondo tutte ledottrine e setteil corpo consta de più dimensioniraggionidifferenze ecirconstanze; e non solamente non è un definito accidente per esser cosaobiettabile a un senso particolare o al communema è una composizione econgregazione de proprietadi ed individui innumerabili. E concessose cossìpiacech'il corpo sia cosa sensibilenon per questo sarà cosa da dottrina odisciplina; perché non bisogna che vi si trove il discepolo ed il maestro perfar sapere ch'il bianco è biancoed il caldo è caldo. Non può essere anco ilcorpo sotto il giudicio d'intelligenzaperché è assai conceduto appressotutti dogmatici ed academiciche l'oggetto de l'intelletto non può esser altroche cosa incorporea. Da qua s'inferisce secondariamente che non può essere chiinsegne; néterzochi possa essere insegnato; perchécome è vedutoquestonon ha che apprendere o conciperee quello non ha che insegnare ed imprimere.
29
Giongono un'altra raggione. Se avien ches'insegneo uno senz'arte insegna un altro senz'arte: e questo non èpossibileperché non men l'uno che l'altro ha bisogno di essere insegnato; ouno artista insegna un altro artista: e ciò verrebe ad essere una baiaperchéné l'uno né l'altro ha mestiero del mastro; o quello che non sa insegna coluiche sa: e questo verrebe ad essere come se un cieco volesse guidare colui chevede. Se nessuno di questi modi è possibilerimarrà dunque che quel che sainsegne colui che non sa: e ciò è più inconveniente che tutto quel che sipuò imaginare in ciascuno de gli altri tre modi de fingere; perché quelloch'è senz'artenon può esser fatto artefice quando non ha l'arteatteso cheaccaderia che potesse esser artefice quando non è artefice. (Oltre che costuiè simile ad un nato sordo e ciecoil qual mai può venire ad aver pensiero devoci e di colori. Lascio quel che si dice nel Mennone con l'essempio del servofugitivoil qualfatto presentenon può esser conosciuto che sia luise nonera noto prima. Onde vogliono per ugual e medesima raggione non posser essernova scienza o dottrina de specie conoscibilima una ricordanza). Né tampocopuò esser fatto arteficequando ha l'arte; perché allora non si può dir chesi faccia o possa essere fatto arteficema che sia artefice.
30
\ SEB.\ Che pare a voiOnoriodi questeraggioni?
31
\ ONOR.\ Dico che in examinar cotai discorsinon fia mistiero d'intrattenerci. Basta che dico esser buonicome certe erbeson buone per certi gusti.
32
\ SEB.\ Ma vorrei saper da Saulino (chemagnifica tanto l'asinitatequanto non può esser magnificata la scienza especulazionedottrina e disciplina alcuna) se l'asinitade può aver luogo inaltri che ne gli asini; come è direse alcuno da quel che non era asinopossadoventar asino per dottrina e disciplina. Perché bisogna che di questi quel cheinsegna o quel che è insegnatoo cossì l'uno come l'altroo né l'uno nél'altrosiano asini. Dicono se sarà asino quello solo che insegnao quel soloch'è insegnatoo né quello né questoo questo e quello insieme. Perché quacol medesimo ordine si può vedere che in nessun modo si possa inasinire. Dunquedell'asinitade non può essere apprension alcunacome non è de arti e descienze.
33
\ ONOR.\ Di questo ne raggionaremo a tavoladopo cena. Andiamo dunquech'è ora.
34
\ COR.\ Propere eamus.
35
\ SAUL.\ Su!

Dial. 3

Interlocutori: SaulinoAlvaro.

1 \ SAUL.\ Ho pur gran pezzo spasseggiatoaspettandoe m'accorgo esser passata l'ora del cominciamento de' nostricolloquiie costoro non son venuti. Ohveggio il servitor di Sebasto.
2
\ ALV.\ Ben trovato Saulino! Vegno peravisarvi da parte del mio padroneche per una settimana al meno non potreteconvenir un'altra volta. A lui è morta la mogliee sta su l'apparecchi del'execuzion del testamentoper esser libero di quest'altro pensiero ancora.Coribante è assalito da le podagreed Onorio è andato a' bagni. A dio.
3
\ SAUL.\ Va in pace. Or credo che passaràl'occasione de far molti altri raggionamenti sopra la cabala del detto cavallo.Perché qualmente veggiol'ordine de l'universo vuole checome questo cavallodivino nella celeste regione non si mostra se non sin all'umbilico (dove quellastella che v'è terminanteè messa in lite e questione se appartiene allatesta d'Andromeda o pur al tronco di questo egregio bruto)cossìanalogicamente accade che questo cavallo descrittorio non possa venire aperfezione:
Cossì Fortuna va cangiando stile.

4
Ma non per ciò noi doviamo desperarci;perchés'avverrà che questi tornino ad cominciar d'accoppiars'insiemeun'altra voltale rinchiuderò tutti tre dentro del conclaved'onde nonpossano uscire sin tanto ch'abbiano spacciata la creazion d'una Cabala magna delcavallo Pegaseo. Interimquesti doi dialogi vagliano per una Cabalaparvatironicaisagogicamicrocosmica. E per non passar ociosamente ilpresente tempo che mi supera da spasseggiarmi in questo atriovoglio leggerequesto dialogo che tegno in mano.

Sonetto a l'Asino cillenico

A L'ASINO CILLENICO.

1 Oh beato quel ventr'e le mammelle
2
Che t'ha portato e 'n terra ti lattaro
3
Animalaccio divoal mondo caro
4
Che qua fai residenza e tra le stelle!
5
Mai più preman tuo dorso basti e selle
6
E contr'il mondo ingrato e ciel avaro
7
Ti faccia sort'e natura riparo
8
Con sì felice ingegno e buona pelle.
9
Mostra la testa tua buon naturale
10
Come le nari quel giudicio sodo
11
L'orecchie lunghe un udito regale
12
Le dense labbra di gran gusto il modo
13
Da far invidia a' dei quel genitale;
14
Cervice tal la constanza ch'io lodo.
15
Sol lodandoti godo:
16
Malassocercan tue condizioni
17
Non un sonettoma mille sermoni.

L'asino cillenico

Interlocutori: L'AsinoMicco PitagoricoMercurio.

 

1 \ ASINO\ Or perché derròio abusar de l'altoraro e pelegrino tuo donoo folgorante Giove? Perchétanto talentoporgiutomi da teche con sì particular occhio me miraste (indicantefato)sotto la nera e tenebrosa terra d'un ingratissimo silenzio terròsepolto? suffrirò più a lungo l'esser sollecitato a direper non far uscir dala mia bocca quell'estraordinario ribomboche la largità tuain questoconfusissimo secolonell'interno mio spirito (perché si producesse fuora) haseminato? Aprisi aprisidunquecon la chiave de l'occasione l'asinin palatosciolgasi per l'industria del supposito la linguaraccolgansi per mano del'attenzionedrizzata dal braccio de l'intenzionei frutti de gli arbori efiori de l'erbeche sono nel giardino de l'asinina memoria.
2
\ MICCO\ O portento insolitoo prodigiostupendoo maraviglia incredibileo miracoloso successo! Avertano gli diiqualche sciagura! Parla l'asino? l'asino parla? O Museo Apollineo Erculedacotal testa esceno voci articulate? TaciMiccoforse t'inganni; forse sottoquesta pelle qualch'uomo stassi mascheratoper burlarsi di noi.
3
\ ASINO\ Pensa purMiccoch'io non siasofisticoma che son naturalissimo asino che parlo; e cossì mi ricordo averavuti altre volte umanicome ora mi vedi aver bestiali membri.
4
\ MICCO\ Appressoo demonio incarnatodimandarotti chiquale e come sei. Per orae per la primavorrei saper checosa dimandi da qua? che augurio ne ameni? qual ordine porti da gli dei? a chesi terminarà questa scena? a qual fine hai messi gli piedi a partitamentemostrarti vocale in questo nostro sottoportico?
5
\ ASINO\ Per la prima voglio che sappich'iocerco d'esser membro e dechiararmi dottore di qualche colleggio o academiaperché la mia sufficienza sia autenticataa fin che non siano attesi gli mieiconcettie ponderate le mie parolie riputata la mia dottrina con minor fedeche...
6
\ MICCO\ O Giove! è possibile che abaeterno abbi giamai registrato un fattoun successoun caso simile aquesto?
7
\ ASINO\ Lascia le maraviglie per ora; erispondetemi prestoo tu o uno de questi altriche attoniti concorreno adascoltarmi. O togatiannulatipileati didascaliarchididascali e de lasapienza eroi e semidei: voletepiacevievvi a core d'accettar nel vostroconsorziosocietàcontubernioe sotto la banda e vessillo de la vostracommunione questo asino che vedete ed udite? Perché di voialtri ridendo simaraviglianoaltri maravigliando si ridonoaltri attoniti (che son la maggiorparte) si mordeno le labbia; e nessun risponde?
8
\ MICCO\ Vedi che per stupore non parlanoetutti con esser volti a memi fan segno ch'io ti risponda; al qualcomepresidenteancora tocca di donarti risoluzionee da cui.come da tuttideviaspettar l'ispedizione.
9
\ ASINO\ Che academia è questache tienscritto sopra la porta: Lineam ne pertransito?
10
\ MICCO\ La è una scuola de pitagorici.
11
\ ASINO\ Potravis'entrare?
12
\ MICCO\ Per academico non senza difficili emolte condizioni.
13
\ ASINO\ Or quali son queste condizioni?
14
\ MICCO\ Son pur assai.
15
\ ASINO\ Qualidimandainon quante.
16
\ MICCO\ Ti risponderò al meglioriportando le principali. Primache offrendosi alcuno per essere ricevutoavante che sia accettatodebba esser squadrato nella disposizion del corpofisionomia ed ingegnoper la gran consequenza relativa che conoscemo aver ilcorpo da l'anima e con l'anima.
17
\ ASINO\ Ab Iove principiumMusaes'egli si vuol maritare.
18
\ MICCO\ Secondoricevuto ch'egli èsegli dona termine di tempo (che non è men che di doi anni)nel quale devetacere e non gli è lecito d'ardire in punto alcuno de dimandaranco di cosenon intesenon sol che di disputare ed examinar propositi; ed in quel tempo sichiama acustico. Terzopassato questo tempogli è lecito di parlaredimandarescrivere le cose uditeed esplicar le proprie opinioni; ed in questomentre si appella matematico o caldeo. Quartoinformato de cose similiedornato di que' studiisi volta alla considerazion de l'opre del mondo eprincipii della natura; e qua ferma il passochiamandosi fisico.
19
\ ASINO\ Non procede oltre?
20
\ MICCO\ Più che fisico non può essere:perché delle cose sopranaturali non si possono aver raggionieccetto in quantoriluceno nelle cose naturali; percioché non accade ad altro intelletto che alpurgato e superiore di considerarle in sé.
21
\ ASINO\ Non si trova appo voi metafisica?
22
\ MICCO\ No; e quello che gli altri vantanoper metafisicanon è altro che parte di logica. Ma lasciamo questo che non faal proposito. Taliin conclusioneson le condizioni e regole di nostraacademia.
23
\ ASINO\ Queste?
24
\ MICCO\ Messer sì.
25
\ ASINO\ O scola onoratastudio egregiosetta formosacollegio venerandogimnasio clarissimoludo invitto ed academiatra le principali principalissima! L'asino errantecome sitibondo cervioavoicome a limpidissime e freschissime acqui; l'asino umile e supplicanteavoibenignissimi ricettatori de peregrinis'appresentabramoso d'essere nelconsorzio vostro ascritto.
26
\ MICCO\ Nel consorzio nostro anh?
27
\ ASINO\ Sìsìsignor sìnel consorziovostro.
28
\ MICCO\ Va' per quell'altra portamessereperché da questa son banditi gli asini.
29
\ ASINO\ Dimmifratelloper qual portaentrasti tu?.
30
\ MICCO\ Può far il cielo che gli asiniparlinoma non già che entrino in scola pitagorica.
31
\ ASINO\ Non esser cossì fieroo Miccoericordati ch'il tuo Pitagora insegna di non spreggiar cosa che si trove nel senodella natura. Benché io sono in forma d'asino al presenteposso esser stato eposso esser appresso in forma di grand'uomo; e benché tu sia un uomopuoiesser stato e potrai esser appresso un grand'asinosecondo che parràispediente al dispensator de gli abiti e luoghi e disponitor de l'animetransmigranti.
32
\ MICCO\ Dimmifratellohai intesi glicapitoli e condizioni dell'academia?
33
\ ASINO\ Molto bene.
34
\ MICCO\ Hai discorso sopra l'esser tuoseper qualche tuo difetto ti possa essere impedita l'entrata?
35
\ ASINO\ Assai a mio giudicio.
36
\ MICCO\ Or fatevi intendere.
37
\ ASINO\ La principal condizione che m'hafatto dubitareè stata la prima. È pur vero che non ho quella indolequellecarni mollecinequella pelle delicatatersa e gentilele quali integnono lifisionotomisti attissime alla recepzion della dottrina; perché la durezza dequelle ripugna a l'agilità de l'intelletto. Ma sopra tal condizione mi par chedebba posser dispensar il principe; perché non deve far rimaner fuori unoquando molte altre parzialitadi suppliscono a tal difettocome la sincerità decostumila prontezza de l'ingegnol'efficacia de l'intelligenzaed altrecondizioni compagnesorelle e figlie di queste. Lascio che non si deve aver peruniversaleche l'anime sieguano la complession del corpo; perché può esserche qualche più efficace spiritual principio possa vencere e superarl'oltraggio che dalla crassezza o altra indisposizion di quello gli vegna fatto.A' qual proposito v'apporto l'essempio de Socrategiudicato dal fisognomicoZopiro per uomo stempratostupidobardoeffeminatonamoraticcio de putti edinconstante; il che tutto venne conceduto dal filosofoma non già che l'attode tali inclinazioni si consumasse: stante ch'egli venia temprato dal continuostudio della filosofiache gli avea porto in mano il fermo temone contral'émpito de l'onde de naturali indisposizioniessendo che non è cosa che perstudio non si vinca. Quanto poi all'altra parte principale fisiognomicacheconsiste non nella complession di temperamentima nell'armonica proporzion demembrivi notifico non esser possibile de ritrovar in me defetto alcunoquandosarà ben giudicato. Sapete ch'il porco non deve esser bel cavalloné l'asinobell'uomo; ma l'asino bell'asinoil porco bel porcol'uomo bell'uomo. Che sestraportando il giudicioil cavallo non par bello al porconé il porco parbello al cavallo; se a l'uomo non par bello l'asinoe l'uomo non s'inamora del'asino; né per opposito a l'asino par bello l'uomo e l'asino non s'innamora del'uomo. Sì che quanto a questa leggeallor che le cose sarranno examinate ebilanciate con la raggionel'uno concederà a l'altro secondo le proprieaffezioniche le bellezze son diverse secondo diverse proporzionabilitadi; enulla è veramente ed absolutamente bellose non uno che è l'istessa bellezzao il per essenza bello e non per participazione. Lascio che nella medesima umanaspecie quel che si dice de le carnisi deve attendere respectu habito avinticinque circonstanze e gloseche l'accomodino; perché altrimente è falsaquella fisiognomica regola de le carni molle; atteso che gli putti non son piùatti alla scienza che gli adultiné le donne più abili che gli uomini:eccetto se attitudine maggiore si chiamasse quella possibilità ch'è piùlontana da l'atto.
38
\ MICCO\ Sin al presentecostui mostra disaper assai assai. Séguitamesser Asinoe fa pur gagliarde le tue raggioniquanto ti piace; perché
Ne l'onde solchi e ne l'arena semini
E 'l vago vento speri in rete accogliere
E le speranze fondi in cuor di femine.

se speri che da gli signori academici di questa o altra setta ti possa o debbiaesser concessa l'entrata. Ma se sei dottocontèntati de rimanerti con la tuadottrina solo.

39
\ ASINO\ O insensaticredete ch'io dica lemie raggioni a voiacciò che me le facciate valide? credete ch'io abbia fattoquesto per altro fine che per accusarvi e rendervi inexcusabili avanti a Giove?Giove con avermi fatto dotto mi fe' dottore. Aspettavo ben io che dal belgiudicio della vostra sufficienza venesse sputata questa sentenza: - Non èconvenevole che gli asini entrino in academia insieme con noi altri uomini. -Questose studioso di qualsivogli' altra setta lo può direnon può essereraggionevolmente detto da voi altri pitagoriciche con questoche negate a mel'entratastruggete gli principiifondamenti e corpo della vostra filosofia.Or che differenza trovate voi tra noi asini e voi altri uomininon giudicandole cose dalla superficievolto ed apparenza? Oltre di ciò ditegiudiciinetti: quanti di voi errano ne l'academia de gli asini? quanti imparanonell'academia de gli asini? quanti fanno profitto nell'academia de gli asini?quanti s'addottoranomarciscono e muoiono ne l'academia de gli asini? quantison preferitiinalzatimagnificaticanonizatiglorificati e deificatinell'academia de gli asini? che se non fussero stati e non fussero asininonsonon so come la cosa sarrebe passata e passarebbe per essi loro. Non sontanti studii onoratissimi e splendidissimidove si dona lezione di saperinasinireper aver non solo il bene della vita temporalema e de l'eternaancora? Ditea quante e quali facultadi ed onori s'entra per la portadell'asinitade? Ditequanti son impeditiexclusirigettati e messi invituperioper non esser partecipi dell'asinina facultade e perfezione? Orperché non sarà lecito ch'alcuno de gli asinio pur al meno uno de gli asinientri nell'academia de gli uomini? Perché non debbo esser accettato con aver lamaggior parte delle voci e voti in favore in qualsivoglia academiaessendo chese non tuttial meno la maggior e massima parte è scritta e scolpitanell'academia tanto universale de noi altri? Or se siamo sì larghi ed effusinoi asini in ricever tuttiperché dovete voi esser tanto.restivi ad accettareun de noi altri al meno?
40
\ MICCO\ Maggior difficultà si fa in cosepiù degne ed importanti: e non si fa tanto caso e non s'aprono tanto gli occhiin cose di poco momento. Però senza ripugnanza e molto scrupolo di conscienzasi ricevon tutti ne l'academia de gli asinie non deve esser cossìnell'academia de gli uomini.
41
\ ASINO\ Mao messeresappime dire eresolvimi un pocoqual cosa delle due è più degnache un uomo inasiniscaoche un asino inumanisca? Ma ecco in veritade il mio Cillenio: il conosco per ilcaduceo e l'ali. - Ben vegna il vago aligeronuncio di Giovefido interpretedella voluntà de tutti gli deilargo donator de le scienzeaddirizzator del'articontinuo oracolo de matematicicomputista mirabileelegante dicitorebel voltoleggiadra apparenzafacondo aspettopersonaggio graziosouomo tragli uominitra le donne donnadesgraziato tra' desgraziatitra' beati beatotra' tutti tutto; che godi con chi godecon chi piange piangi; però per tuttovai e staisei ben visto ed accettato. Che cosa de buono apporti?
42
\ MERC.\ PerchéAsinofai conto dichiamarti ed essere academicoiocome quel che t'ho donati altri doni egrazieal presente ancora con plenaria autorità ti ordinoconstituisco econfermo academico e dogmatico generaleacciò che possi entrar ed abitar pertuttosenza ch'alcuno ti possa tener porta o dar qualsivoglia sorte d'oltraggioo impedimentoquibuscumque in oppositum non obstantibus. Entradunquedove ti pare e piace. Né vogliamo che sii ubligato per il capitolo del silenziobiennale che si trova nell'ordine pitagoricoe qualsivogli' altre leggiordinarie: perchénovis intervenientibus causisnovae condendae suntlegesproque ipsis condita non intelliguntur iura: interimque ad optimiiudicium iudicis referenda est sententiacuius intersit iuxta necessarium atquecommodum providere. Parla dunque tra gli acustici; considera e contemplatra' matematici; discutidimandainsegnadechiara e determina tra' fisici;trovati con tuttidiscorri con tuttiaffratellatiuniscitiidentificati contuttidomina a tuttisii tutto.
43
\ ASINO\ Avetel'inteso?
44
\ MICCO\ Non siamo sordi.


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