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Il segno d'amore

di Giovanni Verga

- Algio pelsooo... o cara Nici

Lo riposùuuu... Lo riposu di la noootti.

Tostu dunami... tostu dunami la mooolti

Tostu dunami la moltiquannu sugnu allatu to!... -

cantava il Resca strimpellando sulla chitarracolorendo la canzone congran boccaccee aggrottar di sopracciglia. Cessato appena il fron-frondell'accompagnamentoscoppiò una lunga smanacciata sul canto del Pianodell'Orbo. Gli amici si passarono le chitarre ad armacolloe siraccolsero intorno al Rescachiacchierando sottovocedietro l'uscio didonna Concettina la fruttivendola. Come lo sportellino dell'uscio nons'aprivail Resca disse:

- Vuol dire che la vecchia non è ancora addormentata. Buona nottesignori miei -.

Allora dal voltone sotto il convento del Carmine si staccò un'ombrapiano pianoe si accostò per attaccar discorso con una gentilezza:

- Bravisignori miei! Bella la vocee belli gli strumenti! -

Il Resca squadrò lo sconosciutoun ometto sparuto e colla barba diotto giorniil quale portava un cappelluccio a cencio sull'orecchio; sipassò il nastro della chitarra sulla spallae rispose secco secco:

- Grazie tante!

- Ora m'avete a fare un piaceresignori miei- rispose l'altro. -Dovete venire a cantare un'altra canzone alla mia innamoratache sta quivicino -.

Gli amicial vedere la piega che pigliava il discorsotornarono adaccostarsiseri seri. Il Rescache non aveva proprio voglia di attaccarbriga lìa quell'oraguardò lo sconosciuto nel bianco degli occhisotto il lampionee dissemasticando adagio le parole:

- Scusate amico. È tardie dobbiamo andarcene pei fatti nostri -.

L'altro peròsenza darsi vinto:

- Una canzonetta breve; quia due passi -.

Il Resca si calcò il berretto sugli occhie chiese sottovoceunavoce singolare:

- Cos'è? per soperchieria?

- Siete in cinque... bella soperchieria!

- Dunque lasciateci andare in pace.

- Allora vi dico che non avete educazione -.

Il Resca fece un passo indietroe afferrò vivamente la chitarra pelmanico. Ma si frenò; e tornò a ripetere:

- Vi dico di lasciarmi andare pei fatti miei.

- Allora vi dico che non avete educazione! - ribatté l'altrofreddofreddoe colle mani in tasca.

- Sangue di...! -

Il gruppo si scompose bruscamentecon un luccicare improvviso dicoltelli. L'ometto ch'era saltato indietromettendosi colle spalle almuroesclamò:

- Ssss! Sangue di...! La questura! -

Lì accanto c'era l'impalcatura di una casa in costruzione e in unbatter d'occhio i coltelli sparirono dietro l'assito.

La pattuglia accostandosicol passo cadenzatoaddocchiò il crocchio.

- Siamo amici- disse l'ometto- che si faceva una serenata allenostre innamoratequi vicino.

- Il permesso ce l'avete?

- Il permesso eccolo qua- rispose il Resca.

In quel momento batteva il toccoe da lontano si udiva venire unacanzonaccia d'ubbriacocon un'ombra che andava a zig-zaglungo la filadei lampioni.

- Quello lì canta senza permesso! - osservò uno della comitiva perischerzo.

- Finiamola! - intimò il brigadiere- o se novi faccio visitare! -

L'ometto che voleva la canzone per l'innamorata lo stette a guardarzittomentre si allontanava colla pattuglia; poi dietro gli sputò: -Sbirro!

- Sentiteamico- riprese quindi il Resca- qui non mi piace far delchiassoperché ci ho il mio motivo. Ma se volete venire sotto il voltonelaggiùvi servo subito.

- No. Ho visto or ora che siete un uomoe mi basta. Di mese conoscoil mio doverepotete domandarne a chi vi piace: Vanni Mendola.

- Ed iodon Giovanniquand'è cosìvoglio cantarvi la canzone;dovessimo venire all'Ognigna oppure a Cibali.

- Grazie tante! - disse il Mendola. - Ma la canzone adesso non lavoglio più. Mi basta d'aver visto il vostro buon cuore -.

E come ciascuno se ne andava per la sua stradadopo molte strette dimanoe - Buona sera! Scusatese maiqualche parola... - Mendola tiròin disparte il Rescae gli disse:

- Volevo mostrare soltanto... Come vi chiamate?

- Giuseppe Rescaper servirvi- rispose l'altro. - Ma mi dicono ancheil Biondo.

- Volevo mostrare a donna Concettinache è ora la vostra innamoratae sta dietro l'uscio ad ascoltare... Volevo mostrarledon Giuseppechegli uomini non si misurano a palmo... E che se sono piccolo di statura hoil cuore grande quanto questa piazza qui... Ma vedo che siete ungalantuomoe non voglio che a casa vostra o a casa mia abbiano a piangereper quella donnaccia lì... cheguardate! non val niente più di questoqui! -

E abbrancatosi il cappelluccio lo buttò a terra con disprezzo e visputò sopra.

Allora si spalancò di botto il finestrino della fruttivendolae neschizzò fuori un getto d'improperi.

- Il molto che valete voi! brutto nano pezzente che siete! e mi fatestomaco!

- Lasciatela diredon Giuseppe- rispose calmo il Mendolafermandopel braccio il Resca che non si moveva neppure. - Lasciate parlare donnaConcettina che è in collerae non si rammenta più che allora non midiceva tutte queste parolaccequando mi faceva venire qui di nottealtempo di suo marito il Grossobuon'anima! quidove posiamo i piediadesso!

- A te? bugiardo infame!

- Sìa me. E il tuo innamorato qui presenteadessolo vedi? credepiù alle mie parole anziché ai tuoi giuramenti.

- Finiamola! - interruppe il Resca. - Sangue di... finiamola!

- Avete ragione; è tempo di finirla- disse il Mendola. E senza darretta a donna Concettina che lo colmava di villaniesoggiunse:

- Buona serae arrivedercidon Giuseppe. Tanto piacere della vostraconoscenza. E scusate qualche parolase mai.

- Aspettatevengo con voi.

- Ahcapisco! Anch'ioai miei tempimi sarei fatto ammazzare percoleis'ella mi avesse detto che adesso c'è il sole fuori. Ma lechiacchiere non servono. Sono ai vostri comandidon Giuseppe. Quandovolete voi.

- Domani.

- Va benedomani. Ditemi a che orae dove vi farebbe comodo.

- Conoscete il Pizzolatoquello che fa negozio di cenci al VicoStretto?

- Chi non lo conosce? il magazzino grandedentro il cortile del Sole?

- Bravo! Il magazzino grande dentro il cortile del Sole. Trovatevi lìa mezzogiornoche ci sarò anch'iodon Giovanni -.

Questi se ne andò per la sua stradadondolandosie il Biondoripassò dinanzi alla bottega della vedova. Buio da per tuttoe l'usciochiuso che gli teneva il broncio.

Ritornò il giorno dopoprima di mezzogiornoe trovò donnaConcettina la quale stava pettinandosiin fondo alla bottegacon queibei capelli lunghi che facevano l'ondaed essa vi metteva apposta un'oraa distrigarli innanzi a luisenza levar gli occhi dallo specchietto.

- O cos'è donna Concettina? Non vogliono lasciarsi fare oggi quei beicapelli? - cominciò infine il Resca.

- Questo è il grande amore che mi portate... che andate a bazzicarecon tutti quelli che mi vogliono male? - rispose essa senza voltarsineppure.

- Quel tale l'ho incontrato iersera per casoe non fui io che lo feciparlare. Ma conosco il dover mioe non ho bisogno che nessuno me loinsegni. Ora son venuto per sentire se avevi qualche cosa da dirmi anchetumentre sei sola nella bottega.

- Cosa volete che vi dica? Quel cristiano io non lo conoscoe glifaccio lo scongiuroa lui e a tutte le bugie che ha avuto il coraggio diinventarepel Signore delle Quarant'Ore ch'è alla parrocchia!

- Va bene- disse il Resca alzandosi dallo sgabello. - Va benevisaluto -.

Mendola l'aspettava nel cortile del Solediscorrendo sottovoce colPizzolatoun omaccione senza un pelo di barbae che parlava come unventriloquo. Si strinsero la manoe il Pizzolato li lasciò a discorrereinsiemeper correre a dare un'occhiata nel magazzinoe disporrel'occorrente.

Vanni Mendola s'era fatto raderee aveva messo il vestito nuovo delladomenica. Di giornocosì camuffatosembrava più piccolo e sparutoancoracon una faccia da pulcinoe un certo ammiccar dell'occhiochesembrava dicesse delle barzellette a ogni parolae quando parlava colledonne doveva far loro come il solletico. - Sentite- disse al Biondo-com'è vero Diome ne dispiace! Alle voltelo sapeteuna parola tiral'altrae non si sa dove si va a finire. Avrei fatto meglio a taceregiacché ve la pigliate calda per donna Concettina. Tanto più che non valla pena di ammazzarsi per colei.

- Lo so. Son venuto soltanto per fare il mio dovere.

- Donne! - conchiuse il Mendola- pazzo chi ci si mette! -

Il Pizzolato s'affacciò di nuovo all'uscioe disse che era pronto.

- Sentite quest'altra cosadon Giuseppe. Se volete chiuderle la boccauna volta per tuttee levarvela di tornoditele che sapete di un certosegno che le ha lasciato il Mendola. E ho finito.

- Zitto! - interruppe il Pizzolato. - Non bisogna scaldarsi il sangueadesso! -

I giovani del magazzinooccupati a spartire i cencisgattaiolaronouno dopo l'altrodinanzi a un randello che aveva ghermito il padrone.Intanto che Mendolail Biondo e due altri amici entravano nel magazzinoil Pizzolato affacciò il capo fra i battenti e disse:

- Li ci avete tutto -. E chiuse l'uscio.

Successero alcuni minuti di silenzio. Poi uno scalpiccìo dentro ilmagazzinodei salti sul battutodelle esclamazioni brevi e secche.Infine uno degli amici fece capolino.

- Tutti e due- rispose alla domanda ch'era negli occhi del Pizzolato.

- Badate ai fatti vostrivoialtri! - minacciò costuirivolto airagazzacci che levavano il capo curiosi.

Primo uscì Mendolapiegato in duecolla faccia più incartapecoritaancora; e dopo venne il Biondosmorto in visosorretto per le ascelle dadue amici.

- Gli avete fatto quello che occorreva? - domandò loro il Pizzolato.

- Sissignorea tutti e due. Pericolo non ce n'è.

- Voialtri tornate dentro a lavorare! - ordinò il Pizzolato colla vocedi cappone ai giovani del magazzino. - E se mainon avete visto niente! -

All'ospedale volevano sapere dal Biondo un mondo di cose: chi erastatocomee quando. Il Mendolaappunto per evitare tutte quelle noiesi faceva curare di nascosto dagli amiciin un bugigattolo. Ma anche ilBiondo «aveva dello stomaco»e se ne stava apposta col naso contro ilmuroper non essere seccato. - È stato un accidentelavorando dasellaio. Avevo il punteruolo in manocosì... Va bene; fatemi mettere inprigionema non posso dir altro -. Giudice e carabinieri rimasero a dentiasciutti. Quando donna Concettina mandò la vecchiaper vedere comestavail Biondo tornò a dire le stesse cosesenza nemmeno voltare ilcapo:

- Benebenesto benone. È stato un accidenteroba da nulla.Salutatemi vostra figlia -.

Però appena ebbe lasciato l'ospedaleun po' debole ancora e bianco invisoandò a trovar la fruttivendola.

- O santo cristiano! che mi avete fatto morire di spavento! - gli disselei. - Ora come state?

- Io sto bene- rispose lui. - E son venuto appostaora che non c'ènessunoper parlarti da solo a sola.

- O Gesù mio! Tornate un'altra volta con quei discorsi vecchi? Checosa vi hanno detto contro di me? Parlate chiaro.

- E se parlo chiarotu chiaro mi rispondi?

- Sìper la Madonna Immacolata!

- Guarda che hai gli occhi falsiConcettina! Con don Giovanni Mendolacosa ci hai avuto?

- Ci ho avuto? Niente ci ho avuto! Veniva a comprar noci e mele. Vienetanta gente! La bottega è un porto di mare... In coscienza miaPeppinonon mi guardare a quel modo! Te lo farò dire dai vicinise non micredi... Vado a chiamarli...

- No! Lascia stare i vicini. Dimmi cosa c'è stato fra voialtri. E sedicesti di sì a luiquand'era vivo il Grosso tuo maritoperché m'haidetto sempre di noa meora che sei vedova?

- Ahsiete venuto ad insultarmi? Per questo siete venuto? Ebbenegiacché credete piuttosto a quel galantuomoe sospettate ancora di me...Ebbenenon voglio più saperne di voiné per marito né per nulla!...Lasciatemi andare...

- Nonon te ne andare! Dimmi perché mi hai detto sempre di noa meche ti volevo tanto benementre a quell'altro gli hai detto di sì!...

- Aiuto! aiuto!

- Nonon gridare! Tu gli hai fatto vedere il segno che ci avevi dallanascitaa quell'altroperché l'amavi. Io voglio lasciartene uno sullafacciaperché tutti lo vedanoche ti ho voluto bene anch'io! -

Aveva nel taschino del panciotto una moneta sottile come una lamaearrotata da una parteuna monetina da due centesimi che teneva fral'indice e il pollice come un confettoe lasciava il segno dove toccavaper tutta la vita.

- Aiuto! all'assassino! - urlò la donna avventandoglisi contro colleunghieaccecata dal sangue che gli rigava la guancia.

Il Biondopallido come un cencioin mezzo alla folla dei vicinichelo scrollavano tenendolo pel pettobalbettava:

- Ora vado in galera contento -.