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(Un esterno. Un posto dove dei giovani si riuniscono per stare insiemeunposto dove si

trascorrono tante ore della giornata a parlare del più e del meno.Appartatoun gruppettosuona la chitarra cantando delle canzoni moderne; altrigiocano seduti per terra a carte; mentre in un altro gruppetto qualcuno staraccontando quello che gli è accaduto).

 

SOGNO DI UNA NOTTE DI LUNA PIENA di Rocco Chinnici

 

 

GIOVANNI

Sentitu fai quello che vuoi! Per quanto mi riguarda è sicuro che lo mandoa quel paese se dovesse dirmi qualcosa!

 

MASSIMO

Ahguardastanne certo che ti fermerà! Come si vede che non lo conosciproprio il papà di Luigi!

 

GIOVANNI

Dico… stai scherzando? O pensi forse anche tu…?

 

MASSIMO

Anch’io che cosa? Guarda che io sono stato accusato come tuo complicequindi…

 

GIOVANNI

Ma guarda un po’ che situazione s’è venuta a creare! Ioimbrattare ilmuro di quel… Dicocome osa pensare che proprio io… dovrebberorinchiuderlagente come quella!

 

PATRIZIA

Ascolta Giovanni a tutti capita di sbagliaree sicuramente il signor Carloil papà di Luigit’avrà scambiato per un altro. Al buio… capisci?

 

MASSIMO

Però che vergogna! Quel muro era stato imbiancato da poco; lo hanno fattodiventare proprio una scenografia teatrale: giovani che sembrano veripieni ditatuaggialtri mal vestiti e con grosse catene che gli pendono dai pantalonihanno orecchini disegnati persino sulle sopracciglia! E poi quella grossascritta a caratteri… certo belli quei caratterima in quel muro… “Ciòche abbiamo addosso”diceva la scrittain riferimento a quegli stranioggetti che portavano quelle figure umane disegnate in quel muro“sono ilsimbolo delle costrizioni che la società ci impone”. (Tra se) La società ciimpone… Sono proprio curioso di conoscere gli autori di questo scempio.

 

ANDREA

Io direi d’andarlo a cercare noi don Carlo e parlargliene.

 

MARIA STELLA

E tu cosa c’entri scusa? Non sei stato accusato come loro!

 

PATRIZIA

Egli dice cheessendo della comitivapotremmo parlagli tutti e spiegargliche noi non ci entriamo niente e gli faremo invece notare che ne siamodispiaciuti.

 

GIOVANNI

Figurarsiquanto può importargliene che ne siamo dispiaciuti; quello èconvinto che l’abbiamo architettata noi questa bravata.

 

MASSIMO

Forse ha ragione Patrizia. Io sono convinto che egliil signor Carlonon hatirato in ballo gli altri del gruppo perché ne ha visti solo trelui diceedue saremmo noi.

 

MARIA STELLA

Ohche forse… perchéperché Rosario veste in quel modo… e porta anch’eglila catena e l’orecchino…?

 

ROSARIO

L’orecchino che cosa? Io nemmeno lo conosco il signore di cui parlate; epoi figuratiandare a disegnargli il muroioche è già tanto se riesco afare i disegni che mi obbligano a scuola.

 

ALESSANDRO

(Arriva mentre questi suoi amici parlano. Ridendo) Ohragazzila voletesapere l’ultima?

 

GIOVANNI

Hanno incolpato anche te?

 

ALESSANDRO

Hanno incolpato anche me… di che cosa?

 

PATRIZIA

No niente! (Agli altri) E lasciatelo dire! Non vedete come ride. Voi pensateche se lo avevano…

 

GIOVANNI

E allora! Raccontacicosa ti è successo per ridere così tanto?

 

ALESSANDRO

Cosa mi è successo? Devi proprio sentire! Il discorso del teatro.

 

GIOVANNI

Che cosa? Il teatro? Sentinon dirmi… che a Rocco è venuta ancora l’ideadi farci recitare?

 

MASSIMO

Porcaccia della miseria! E’ da quest’estate che ci prova; ma insomma!Ancora non gli è passata?

 

ROSARIO

SuMassimodai ci facciamo quattro risate! E poi… è pure una scusa peruscire la serastare insiemeorganizzare qualcosa. Dobbiamo ripetere soloquattro battute! Ahcosa credevi che io voglia andarci per fare lo studio deltesto?

 

GIOVANNI

Alessandroma di precisocosa ti ha detto Rocco?

 

ALESSANDRO

Niente di particolare; mi è sembrato di capire che vorrebbe…sentite lanotiziafare scrivere a noi la commedia che dovremmo recitare! (Risatagenerale).

 

ROSARIO

(Rivolgendosi agli altri che erano in disparte) Ohragazziche ne pensate?

 

PATRIZIA

(Stava parlando con gli altri) Madi che cosa?

 

ROSARIO

Comedi che cosa? Dìsei sorda? Di quello che ha detto Rocco!

 

PATRIZIA

Il teatro!?

MASSIMO

E pure… quest’idea di scrivere e recitarequasiquasi…

 

PATRIZIA

Sapete che l’idea non è male. Ne parliamo più tardi a casa mia. Così cisiamo tutti e vedremo chi è d’accordo.

 

ROSARIO

(Premuroso) Ohdato che siamo quasi tutti quici andiamo al Municipiostanno facendo il tesseramento nella nuova piscina comunale.

 

PATRIZIA

Ma quando mai! Stanno facendoal Municipiodegli abbonamenti per andare inuna piscina privata.

 

ROSARIO

La piscina privata! La piscina privata! Allora che fanno gli abbonamenti atutti i ragazzi del paese? Io dico che l’hanno costruita ora! Ancora non c’eroentrato; dovreste vedere quant’è grandee poi… profondama così profondache non vi dico! (A Maria Stella) Pensase dovesse caderti qualcosa giùperandarla a prendereci vorrebbe un sottomarino!

 

MARIA STELLA

E magari vai a trovare il relitto di qualche vecchia imbarcazione romana lasotto. Ti sembra giusto scherzare su cose serie?

 

GIOVANNI

Ma dai! Visto che qui non esiste quasi niente nella realtàcerchiamoalmenodi realizzarlo nella fantasia.

 

ROSARIO

Ohci pensate invece che se non ci organizzassimoa turnonelle nostrecase o ad andare a Palermo a vedere un Filmsaremmo li sedutidavanti lescuolecome tanti altri ragazzi a fare le statuine o i burattini?

 

MASSIMO

Sentiquesto è un discorso inutiletanto lo sappiamo che qui le cosedifficilmente possono cambiare; raccontano i vecchi che in questa vallecresceva una pianta prodigiosa che dava frutti meravigliosi; la gente veniva datutte le parti per venire a raccogliere questo meraviglioso frutto; ma… da poiche scomparvela valle divenne tristeattanagliata come da un incantesimotanto che non venne più anima viva a visitarla. Dicoa questo Principe chefondò il paesenessuno ebbe a dire niente? Lo avrebbe sicuramente fattosorgere in altri posti!

 

ALESSANDRO

Ma dai! La piantail frutto… dico!

 

ROSARIO

A proposito ragazzilo sapete cosa ho sognato stanotte?

 

GIOVANNI

Sentiamo.

 

ROSARIO

Ohsono saltato dal letto! Ho sognatogiusto appuntoil Principe GiuseppeVentimigliaadirato e con i capelli tesi che m’inseguiva; impugnava la spadae con l’altra mano faceva schioccare una frusta gridando: RosarioRosario! Seti prendoti do tante di quelle frustate che difficilmente potrai dimenticarle!E ancora ad inseguirmi! Ohiodalla pauraquasi me la facevo addosso!

 

ANDREA

(Meravigliato) Davvero diciRosario? E… perché voleva frustarti?

 

ROSARIO

(Come se stesse rivivendo il sogno) Con gli occhi “sbarrati”continuavaa gridare e a rincorrermi; mentre in sottofondo si sentivano dei flauti e unsuono di tamburo (Facendo il rumore del tamburo) “Brbòbrbò!” e ancora lavoce del principe: “Sono in cerca di Belmontesi”brbòbrbò! Non appenali trovo li frusto! Brbòbrbò! E non troverò pace sino a quando non miassegneranno una via decente dove dormire tranquillo!” Perché per ognuno chemuorel’anima dopo avere albergato quel corpo che è stato suo per quellabreve vitain attesa di conoscere un nuovo corpoe per tutto ciò il tempo èestremamente lungocontinua ad albergare nella via che le viene assegnatacerto noi non possiamo vederlo sino a che siamo vivi

 

MARIA STELLA

Ma dai! Ora anche il trattato sulla reincarnazione!

 

PATRIZIA

 

NoNo scusate! (A Rosario) E agli altri… a quelli come noi che non verràassegnata loro alcuna via(ironica) dove albergheremo in attesa del nuovocorpo?

 

ROSARIO

Dove alloggeremo? Noi non alloggeremo un bel niente! Saremo le famose animedannate che non riposeranno mai; vagheremo in eterno in attesa di avere uncorpoe più ci siamo comportati da ingiusti e ancora più lungo sarà ilcammino nella continua sofferenza del nostro girovagare.

 

PATRIZIA

Ma allora bisognerebbequanto menoche tutti noi ci dessimo al podismo(risata generale).

 

ROSARIO

Io vi consiglierei di non scherzarci con queste cose. E poisu! Fatemifinire di raccontare il sogno!

 

TUTTI

Sentiamosentiamo!

 

ROSARIO

Avevo sempre nelle orecchie il tamburo: “brbòbrbò!” Dovreste(toccandosi la schiena) sentire! Ho ancora la schiena… un dolore; non possoproprio toccarla. Ne presi così tante cheanche a volerlo raccontarenon micredereste di sicuro! Dicevapure: “A tutti i governanti del paese…

 

GIOVANNI

Certo! Se è vero quello che dice Rosario sul discorso dell’animaharagione il principe! La conoscete la via che gli hanno assegnato? Una discesa!Poveretto! Come fa a dormirci bene! (Facon le maniil segno di discesaripida).

 

PATRIZIA

Scusatee questi… Governanti?

 

ALESSANDRO

(A Patrizia) Non capisci? E’ il principe che parla! A quei tempi erano igovernanti che gestivano le sorti di un paese.

 

PATRIZIA

Ora… amministratori?

 

GIOVANNI

Alloragliela fate raccontare sta storiao no?

 

ROSARIO

A tutti i governanti che riuscirò a prenderegli darò cento frustate e lichiuderò nelle prigioni del castello per il tempo che rimarrà loro da vivere!”

 

MARIA STELLA

Poveri Amministratoriche frustate! E fortuna loro che è scomparso anche ilcastello e si sono risparmiati la prigione!

 

ROSARIO

Eppure del castellonon me ne ha parlato; o chissàpoverinopensa ancorache si può recuperare (risata generale). Ohragazzilo immaginate se qualchenotte riesce a prendere il sindaco…? Iodico che l’acconcia per le feste!

 

MASSIMO

(Alludendo) Hai detto bene per le festecerto che con tutte queste feste…il sindaco… capito che voglio dire? Ne prenderà tante!

 

ALESSANDRO

Ma… dico! Non vi ci mettete pure voi! In questo paese non siamo maicontenti; se non ci fossero state le festesicuramente ci saremmo lamentati chenon si fa niente; ora che si fanno le festeci lamentiamo che se ne fannotante. Io dico che se la polemica fosse stata una professioneuna cosa ècertanel nostro paese non ci sarebbero stati disoccupati!

 

ROSARIO

SentiAlessandroè inutile che ti scaldi tantoe poi… crediminon nevedo proprio la ragione; io non mi riferivo a quelle feste; ho solo usato ilfamoso detto di quando si dice: “te le suono per le feste”cioè di santaragione. (facendo con la mano come se indicasse bastonate).

 

ALESSANDRO

Ohallora tu avresti dovuto dire: te le suonano per le festee no: te lesuonanoper le feste; capisci? E se tu devi recitare cosìscusami se te lodicola gente non capirà sicuramente nulla di quello che dirai! E poisuioho solo giocato su l’equivococosa credi? Proviamopiuttostoa parlareseriamentelo vedete quanti soldi si sono sempre spesi per la sola festa delpatrono? E… l’avete mai pensato a quello che invece si sarebbe potutorealizzare nel corso degli anni? “Un campetto di pattinaggiouna villa…vera però! Una bella piscina comunaleo tante altre cose di cui mi seccasempre ripetere. Ecco il discorso dei burattini davanti le scuole! Altro chepolemica! Andreasiamo realistinoi siamo no giovani ma marionette! Chi arrivaper primo a governareinizia a tirare i fili. La verità è che dovremmospezzarli questi filiincominciare a pensare con la nostra testae muoverciperché il paese migliori. Iniziandose è il caso… e perché nocon l’assegnareuna degna via a questo Principe! Del resto… non dimentichiamoloè stato luiche ha fondato il nostro paese! Suporco mondo! Non possiamo dimenticare ilpassatoè su quelloche poggia il nostro futuro. E poi… avremmo finalmentelasciato riposare tranquillo il nostro Principesenza far correre a Rosario ilrischio di prendere frustate (risata generale).

 

ROSARIO

Ahlo vedi che anche tu hai avuto paura del Principe? (risata generale)

 

GIOVANNI

Ohragazziritornando a quel discorso di Rocco…(rivolgendosi adAlessandro) Alessandronon hai detto poco fa che Rocco sarebbe disposto a farlascrivere a noi la commedia?

 

ALESSANDRO

Sie allora?

 

GIOVANNI

Comeallora? Visto che ci si offre questa possibilitàperché nonapprofittiamo dell’occasione per scrivere una commedia che tratti i problemidel paesecompresi quelli di noi giovani?

 

MASSIMO

Scusatee chi la scrive? Ah(a Giovanni) tu credi che dall’oggi al domanisi possa… così… di punto in biancoscrivere una commedia? Cercate di starecon i piedi per terra!

 

GIOVANNI

Lo sapete che è da tempo che ci faccio un pensierino; del resto dopo avernerecitate così tantequalcosa m’è rimasto impresso di come potere iniziare ascriverla.

 

MASSIMO

(Strimpella con una chitarra) E giàsarebbe come direche io da domanicomincio a dipingere dei bei quadritanto da piccolo scarabocchiavoquindiqualcosa mi sarà rimasta; sunon essere ridicolo!

 

ROSARIO

(A Giovanni) Non venirci a dire… che saresti disposto a scrivere anchequeste cose?

 

GIOVANNI

Queste cose? Di quali cose parli? Del fatto che ci lamentiamo per ciò chenon abbiamo? E allora? Poi… dicosiamo in un paese libero e con libertà diparoladi pensiero? Di cosa ti preoccupi? Forse… non è la verità ciò chediciamo?

 

ROSARIO

Paese liberopaese libero! Non appena apri il portone della verità…diventi il nemico di tanti; altro che paese libero! E poi… su! Tu non ciriusciresti di certo a scrivere una commedia.

 

ALESSANDRO

(A Rosario) Io penso invece che l’idea sia buonaperché metteremmo inevidenza ciò che pensiamo e che a volte non riusciamo a trasmettere agli altri.Io credo cheaiutati da Roccola potremmo scrivere. Il guaio è… chidopodeve recitarla? Tuad esempiosaresti disposto a recitare davanti agli altri?

 

ROSARIO

Davanti agli altri… io veramente…

 

GIOVANNI

Tuche cosa? Che forse nella vita di tutti i giorni non reciti?

 

ROSARIO

Io non ho mai recitatone in teatrone nella vita di tutti i giorni comedici tuquindi…

GIOVANNI

Tu pensi che sia cosìperché alla fine sai recitare così bene la tuapartetanto da non rendertene più conto… guarda come sei vestito! Sembri unalbero di Natale.

 

ROSARIO

Che c’entra questo? Credo che tu stia dando i numeri.

 

GIOVANNI

Ahper tedunquedire d’andare bene a scuolaquando invece sei l’ultimodella classe… o parlare bene di una persona: (ironico) “Buon giorno mastroSimone! Mentre poiinvecenon appena mastro Simone gira l’angolo lo mandi aquel paese. O… “Buona passeggiata donna Agnese!” E non appena donna Agnesegira la viuzzala fai diventare la peggiore della terra; per te è dunque nonrecitare? O… che socambiare faccia secondo le simpatieo (indicandolo)combinarti così … e a continuare ancora per tante altre cose… tu credi chequesto non è recitare?

 

ALESSANDRO

(A Giovanni) Va beneva bene! (A Rosario) Rosariodevo dire che stavoltaGiovanni ha proprio ragione. (A tutti) E allora io vorrei interpretarese… melo permetteretela parte del principe con la frusta in mano! Rosariodovreidarti tante di quelle frustate che tu nemmeno lo immagini.

MASSIMO

(Ride immaginandosi la scena) Il Principe…! Ah! Ah! Ah!

 

ALESSANDRO

Cosa c’è da ridere? Che forse… non mi ci vedi da Principe?

 

MASSIMO

(Sempre ridendo) Ho solo provato ad immaginarmi la scena; tu con la frusta inmano e i capelli tesi che insegui Rosario nudo e morto di sonno mentre scappaimpaurito. (Si rivolge agli altri) Eih ragazzi! La vedete la scena?

 

GIOVANNI

Ohla proviamo questa parte?

 

ALESSANDRO

Sidai proviamola. RosarioRosario! Supreparati a correre!

 

ROSARIO

Finiscila! Stai scherzando?

 

ALESSANDRO

Allora non lo hai sentito Giovanni! Nella vita… (si rivolge a Giovanni)come siamo Giovanni?

 

GIOVANNI

Tutti attori!

 

MASSIMO

Senti? E poi… dainon ti frustiamo davvero! Anche… se qualchecol-pe-tti-no ti starebbe bene.

 

ROSARIO

Cosa c’entra! E’ solo che… non mi va di correreeccosi propriocosì! Mi fanno male le gambe.

 

PATRIZIA

(A Massimo) Non capisci che è tutta una scusa.

 

MASSIMO

Rosariose vogliamo frustarti possiamo farlo! Non c’è proprio bisogno chetu vesta i panni del principe.

 

ROSARIO

Allora non l’avete capitoioquesta partenon voglio proprio farla.Piuttosto… la commedia(gli altri non capiscono) quella che ci ha propostoRoccola dobbiamo fareo no?

 

GIOVANNI

Guarda che non ci hanno proposto nessuna commedia; c’è solo stato detto discriverla in vece! Ed ioa dire la veritàci sto sia a scriverla quanto arecitarla; e voi?

 

PATRIZIA

(Non parla nessuno) Su ti aiuto io a scriverlaperché questia quanto…paresono d’idee corte.

 

MARIA STELLA

Visto che voi siete di più larghe vedutescrivetela da voi e vediamo cosane esce. Ohma… la dobbiamo leggere noi prima di recitarla! (Agli altri) Vista bene?

 

MASSIMO

A noi si! Ma… agli altri?

 

ANDREA

Ci stannoci stanno! Non preoccupatevi.

 

GIOVANNI

A condizione ragazzi che in questo nuovo impegno si dica chiaro e tondo se c’èl’intenzione di partecipare; intesi? Diversamente…

 

ALESSANDRO

DaiGiovanni! Sei sempre il solito rompiscatole!

 

MARIA STELLA

Giusto! Sei sempre il solito!

 

GIOVANNI

Ioio sono il solito! Alloracaro Alessandrodesidero… e dico anche avoinon sentire lamentele durante la messa in scena di questa commediaintesi?

 

PATRIZIA

Su vianon stare a tirarla lunga! Il fatto è che le cose si dimenticanofacilmente. Scusa che forse ad ogni iniziativa non siamo sempre partiti con lestesse lamentele? Se quello non vienese l’altro non vuolese quella altranon c’è…

 

MASSIMO

Vuoi sapere qual è il problemaPatrizia? Che Giovanniad ogni iniziativanuova che intraprendiamoci riprovala sua oramai è una mania! Un chiodofisso!

 

GIOVANNI

Eh no! Sta volta ho decisonon posso ogni qualvolta farmi il sangue acquaper gli abbandoni.

 

MARIA STELLA

Ahsi? E cosa vuoi fare allorascusalasciare il gruppo?

 

GIOVANNI

Lasciare il gruppolasciare il gruppo! Non dico certo questo. E’ solo cheognuno di noi dovrebbe capirevisto che diciamo… d’essere adultie peradulti non mi riferisco anagraficamentema… (indicandosi la fronte) adultiqui! D’essere più… responsabili.

 

MASSIMO

La verità è che ognuno di noicaro Giovanninon vuole impegnarsi daresponsabile… a tempo pieno… capito?

 

GIOVANNI

Scusa Massimofammi capiretu pensi che Andreail quale è impegnato nellosportpossa andare alle Olimpiadi… così… senza curare bene gliallenamenti? Certo“qualcuno” si nascema spesso capita che lo si puòdiventareperché dentro di noi c’è quella cosa chiamata coscienza che ad undato momento… (facendo uno schiocco con le dita) tac! Troppo comodo pensare dilaurearsi o di diventare campionisolo perché lo diciamo con la bocca e magariseduti comodi davanti ad un caminetto acceso.

 

ALESSANDRO

Non siamo dei professionistiporcaccia della miseria! E’ questo che vogliodirtiCristo! Siamo solo dei ragazzi che ci vediamo per stare insieme edivertirci.

 

MARIA STELLA

Credo che Alessandro abbia ragione. Voglio anch’io impegnarmi in quest’iniziativadella recitazione; ma iocaro Giovanniho anche altri impegni: tra qualchemese mi sposoe i preparativi… Devo dare un aiuto a mia madre nelle faccendedomestichela palestra…la sera… debbo pur mangiare!

MASSIMO

E… la chiesa? Le messele benedizionipreparare da mangiare al parroco?Io ho anche questi d’impegni! E spesso mi capita d’arrivare tardi a casa.

 

PATRIZIA

E l’Universitàgli esami? Su via! Sono impegni un po’ di tuttinonoccorre che ce li ricordiamo.

GIOVANNI

E dai con le solite rogne! Viache avete capito ciò a cui mi riferivo. Opensate che io non abbia proprio niente da fareioquest’annosono dilaurea!

 

ROSARIO

Scusa Giovannia dir la veritàallora non capisco bene dove poggiano letue lagnanze.

 

GIOVANNI

Proprio tu non dovresti dire niente.

 

ROSARIO

Ah si! E perché?

 

GIOVANNI

(Guarda gli altri i quali abbassano lo sguardo a terra) Ahdevo propriodirlo io? E va bene(a Marco) io e questi (indicandoli) lor signorigradiremmosapere perché ad ogni iniziativa… di cui dici di far parteci lasci come dei“fessi” ad aspettareper poi noi venire a sapere che non sei potuto veniresolo (ironico) perché dovevi seguirti la partita di pallone in TV.

 

ROSARIO

Sicché… dovrei dire addio a questo sport che amo?

PATRIZIA

Che amoche amo! Nessuno ha detto questo.

 

ROSARIO

Allora! Qual è il motivo di ricordarmelo?

 

GIOVANNI

(Guarda ancora tuttimentre alcuni abbassano la testa) Ho capito continuoioperché qua tutti si lamentano nel momento in cui tu o qualche altro nonvienee poi nessuno ha il coraggio di dire come stanno le cose. Neanche iovoglio che tu (ironico) divorzi da questo tuo… amorefigurarsi! Ma almenotelefonaavvisa che non puoi venireegiacché abbiamo aperto l’argomentovale anche per gli altriche so… si era d’accordo che dovevamo andare inpizzeriaal calcettoal cinema e così via; ci si ricorda d’avere altriimpegni? Non importa quali(sillabato) te-le-fo-ni-a-mo. Non sono certo deifessi quelli che rimangono ad aspettare i comodi altruiehscusate!

 

ALESSANDRO

E’ mai possibile che dobbiamo litigare?

 

PATRIZIA

Senti Alessandroqua nessuno sta litigando; si sta solo evidenziando lescelte scorrette di chi prende un impegnoe poi… per delle cose così… comedire… talvolta privi di fondamentosi lascia tutti ad aspettare.

 

ROSARIO

Vuol dire che telefonerò.

 

GIOVANNI

In tempotelefonare in tempo!

 

PATRIZIA

Chiarito questoio direi di vedere che cosa veramente dobbiamo trattare nellavoro che dobbiamo scrivere.

 

ALESSANDRO

Intesosempre… tu e Giovanni?

 

GIOVANNI

Sisicon me; non stare a preoccuparti! Avevo pensatoed è da tempo chene parlo con Patriziadi scrivere: “I Sogni che non si avverano mai”.

 

PATRIZIA

Abbiamo già una bella traccia…

 

GIOVANNI

Solo che i personaggi… sono tanti. E’ un grosso problema quello ditrovare gli attorinon tutti vogliono recitareche so… Concettaad esempionon vuole sentire ragione… Anna…

 

MARIA STELLA

Dovremmo raccogliere le firme e protestare.

 

ALESSANDRO

Protestare… a chi?

 

MARIA STELLA

E’ ora di far capire ai nuovi autori di diminuire il numero dei personaggi;loro scrivonoscrivonoe tutti quelli che incontrano lungo la strada li fannosalire (indicandosi la testa) sul loro “autobus della fantasia”.

 

GIOVANNI

Bella trovataMaria Stella! “L’autobus della fantasia…”

ROSARIO

Allora bisognerebbe che il mezzo si trasformasse in: “taxi della fantasia”;lapossono solo salire non più di cinque persone.

 

ALESSANDRO

Già sono più che sufficienti.

 

MARIA STELLA

Io credo invece sia opportuno invitare uno di questi nuovi autoripresentarci e dirgli di scrivere la nostra storia; (qualcuno ride) assegnandociad ognuno la parte per come lui ci vede.

 

GIOVANNI

E allora si finisce che in breve mi troverò a recitare un monologo.

 

MASSIMO

Sei sempre il solito. Io dico invece che a te assegnerebbe il ruolo… siilpiù difficilesolo che ti dovresti vestire da donna per fare… (ironico) lasuocera (risata generale).

 

ROSARIO

Quanto è disgraziato! Tutte lui le sa?

 

MARIA STELLA

Sapete che l’idea incomincia a piacermi? Cerchiamolo un autoremipiacerebbe sapere il ruolo che mi assegnerebbe. Io… non sto scherzando se dicodi voler conoscere quella che sarebbe la mia vera parte (misteriosa) attraversogli occhi di un autore.

 

GIOVANNI

Basta chiederlo a me!

 

MARIA STELLA

A te? (Ride) Perché tu… pensi… (ride ancora) Non sarai davvero convintodi… (facendo finta di scrivere) scrivere la…e di sapere quale sarebbe lamia parte?

 

GIOVANNI

(Guardando gli altrimeravigliato) Su vianon starai per caso scherzando?Tutti sappiamo chi è Maria Stella; quindi…

 

MARIA STELLA

Si? Tu sai veramente chi sono ioe quella che sarebbe quindi la mia parte…poi? O… la tuaquella di Giovanniqual è?

 

ALESSANDRO

La mia partela sua parte! come vuoi che un autore assegni la tua parte(indicando Maria Stella)o la sua parte (indicando Rosario)se non conoscequella che è la nostra storia.

 

MASSIMO

Ma come fa l’autore a sapere quale sarà la nostra storia? Non laconosciamo nemmeno noi; su vianon esageriamo! Se la sapessimosaremmo ingrado di scrivercela da soli la commedia!

 

ALESSANDRO

Saremmo in grado di scrivercela… noi dici? Ma se a stento riusciamo aricordare ciò che eravamo!

 

MARIA STELLA

Stiamo perdendoci in chiacchiereio scherzavo dicendovi di invitare unautoresu vianon si può!

 

AUTORE

Sono qui… (guardano tutti in platea cercando di capire chi è che haparlato) se… volete.

PATRIZIA

Chi è? Chi ha parlato?

 

MASSIMO

(Indicando in sala) Ma… quello! Quel signore la in fondochi è? Qualcuno…lo conosce?

 

ROSARIO

(Meravigliato) Boh!

 

MASSIMO

Come… boh! (all’autore) Sentalei… chi è? Cerca qualcuno?

 

AUTORE

Sono quiper ascoltarvi.

 

GIOVANNI

Per sentirci! (agli altri) Avete capito? (All’autore) Leisicuramente hasbagliato teatro; oggi qui non si rappresenta nessuna commediadobbiamo ancorainiziarla; (agli altri) eh!

 

AUTORE

Voi state già rappresentandola la vostra commedia.

 

MARIA STELLA

Ma… cosa ne sa leimi scusidella nostra commediase dobbiamo ancorainiziarlaad assegnare le parti! Non lo abbiamo ancora capitosache storiafare.

 

AUTORE

La storia è solo un pretesto; sono tante le storie che si possonoraccontare.

 

PATRIZIA

Ora mi pare di esagerare un po’! (Indicandolo) Lei… chemi creda…ancora non ho capito bene chi è e cosa vuoleè venuto qui senza spiegarcenela ragione.

 

AUTORE

La ragione! La ragione… di che?

 

GIOVANNI

Come… di che? Mi scusi! Noiad esempiosiamo qui perché dobbiamometterci d’accordo su cosa mettere in scena! Sicuramente un testo che si trova(indicandosi la testa) qui!

 

AUTORE

Lilei dice? E allora sumettetelo in scena… se potete; io starò qui aguardarvia sentiree a suggerirvi le eventuali battute che vi serviranno percontinuare a rappresentare il lavoro che avete già iniziato.

 

MARIA STELLA

E parla tu Rosario! (Guardandolo).

 

ROSARIO

(A stento riesce a dire…) Io… (poi abbassa la testa e rimane mutomentregli altri si guardano).

 

AUTORE

Vede che non può! Non l’ha ancora avuto suggerita la sua battuta.

 

ALESSANDRO

Si figuriSuggerita! Suggerita da chi? Non abbiamo ancora sceltosachisarà il suggeritore!

 

AUTORE

Lei continua a non capireo… fa finta. Or ora leiha appena finito didire la sua battuta.

 

PATRIZIA

(Meravigliataai compagni) Quello che ha finito di dire… cosa?

 

MASSIMO

Certonon abbiamo nessun suggeritoree poiper suggerire… cosa? Nonstiamo certo recitando! Ma… parlandosemplicemente parlando fra di noi; nonrappresentiamo nessuno sa! Ma… solo noi.

 

AUTORE

Eravate voi… primaprima che vi conoscessi; ora fate parte di una nuovastoriala vostrae voi l’avete appena iniziata. Una storia diversa… mavera. Vivapiena di emozioni; sempre vostraper carità ma… badate benevista come io la vedo.

 

PATRIZIA

(All’autore) Mi scusi sama… lei non può farne di me un’altra(ironica) figuriamoci! (senza ironia) L’accetterei… così… come se fosseuna farsaun gioco…

 

AUTORE

Ha detto bene lei dicendo farsarecitando una delle tante parti nellacommedia della vita; ma… ai miei occhi no! Lei non ha una partene potrebbetanto meno averne; ma… un ruolosemplicemente un ruolo. Potrà chiamarsi:LauraIreneVeronica o… potrà continuare a tenere il nome di come io laintesi: Patriziase vuolema… avrà solo un ruoloil suo!

 

GIOVANNI

(Guardando i suoi amicimeravigliato) Una parteun ruolo! Ioda poi che l’hoconosciutal’ho sempre intesa per quella che èe non per quello che leivorrebbe farla apparire.

 

AUTORE

Lei… mio caro…non ho ancora capito bene il nome d’assegnargli chepiù si addicea dir la verità non sbaglia dicendo d’averla intesa perquella che ècioè Patriziama anche per gli altri… saè Patrizia(indicandoli ad uno ad uno) per luiper leiper quell’altro ancorapertutti è Patrizia; ma… non per tutti può essere la stessa Patrizia; non sipuò!

 

MARIA STELLA

(A Giovanni) Sentiquesta… serata enigmaticanon è per caso uno dei tuoisoliti scherzio di (Rosario) Rosario?

 

GIOVANNI

Mio? Se nemmeno so chi è questo signore! (a Massimo). Massimo(Massimo èsoprappensiero) Massimo!

 

MASSIMO

Si?

 

GIOVANNI

Non è che… per casoquesto tizio fosse un tuo parrocchiano? (Massimo fasegno di no) No?

 

ALESSANDRO

Sarà qualche critico teatrale che avendo visto e sentito noi parlare dicommedie… saila mania del teatro… sicuramente si sarà fermato asentirci... Giuro che non l’ho mai vistoe anche se fosse capitato d’averloveramente vistocredetemiproprio… non ricordo.

 

ROSARIO

Allorache si fa?

 

PATRIZIA

Si potrebbe solamente dire al signore di lasciarci continuare; mi pare tantochiaro!

 

MASSIMO

Domani è sabato e ho molti impegni in chiesa; devo levarmi presto dallettuccio; se per stasera abbiamo finito…

 

MARIA STELLA

Senta è tardi e non abbiamo ancora iniziato nemmeno a capire che storiascrivere nel librettocosta molto se le dicessi di lasciarci continuare?

 

AUTORE

Continuate pure ciò che avete iniziatoio resterò qui con voi in silenzioa sentiree a suggerirvi… quando occorre. Ho solo voluto rilassarmi e parlarecon voi un attimo; non capita facilmentesapeteche io mi fermi a parlare conaltri come voidicevo… personaggi. Così come difficilmente capita che l’uomoparli con se stesso; non dico… col suo similebadatema… con se medesimo.

 

PATRIZIA

(Agli altri) A mea dire proprio la veritànon è mai successo. Tuttavianon negod’essermi posta di fronte come ad uno specchioper vedermi dentrocercarmi…

 

ALESSANDRO

Eccoil perché del ripetersi degli altri in noi! Se io fossi… veramenteAlessandro… badate benenon dico come quell’Alessandro che voi conoscetema… come colui che in taluni momenti io sono dentronon vi sarebbe statofacilesapetecapire quale che poteva esser il mio nomeperché… noiequando dico noi intendo tuttise potessimo buttare via le maschere e liberaredall’eterna prigionia la nostra vera identitàspazzeremmo via tutte le penedi queste brevi vite…

 

GIOVANNI

Mi pare di scivolare in un mondo di pura immaginazionedove l’importanzavera della vita è solo da ricercarla nel sogno(inizia a sbadigliaread aversonno) e se potessi io…credetemivivere in un sogno ci vivrei in eterno. Unsogno! (lentamente si distende in dormiveglia).

MASSIMO

Scusateperché non proviamo a recitare un sogno allora?

 

MARIA STELLA

Ma sicerto! Chissà come sarebbe bello vivere… veramente quelle straneemozioni che il sogno ti offre. Quel dolce trovarti in un mondo fiabescoi beiviaggi in isole meravigliose. (A Massimoassortoquasi che si trovasse inqualcuno di quei posti. Mentrea terrasedutiPatriziaGiovanni e Rosariomostrano sonnolenza e pian piano si addormenteranno.) Massimonon dirmi che nonhai mai fatto sogni del genere!

 

MASSIMO

Ehaltroché! Tanti!

 

MARIA STELLA

E allora? Perché non proviamo?

 

ALESSANDRO

Un sognoun sogno! Come si fa a recitare un sogno? Bisogna prima scriverlo!E… non credo che Giovannio Patrizia… (li guarda e s’accorge dei due chequasi dormono) Ohguardateli! Che forse stanno già recitando?

 

MASSIMO

Recitando? A me sembra che quelli dormano davvero! (Prova a chiamarli)Patrizia! Giovanni!

 

GIOVANNI

(Risponde in dormiveglia) Che c’è? (Continua a sbadigliare).

 

ALESSANDRO

Svegliamolisu!

 

MARIA STELLA

Io direi di lasciarli dormirechissà se non lo staranno sognando davverociò che devono scrivere. (S’accorge di Rosario che ha la testa riversa fra lemani) Eiheiheih! Non si starà addormentando anche lui? (Gli si avvicina elo chiama) RosàRosario!

 

MASSIMO

Si suole dire: che non c’è duesenza tre. SuMaria Stellaandiamo cheti do un passaggios’è fatto tardiio devo ancora cenare.

 

ALESSANDRO

Dobbiamo davvero lasciarli dormire?

 

PATRIZIA

(Parlando come se sognasse) Cosa gli diciamo a RoccoGiovanni?

 

GIOVANNI

(Anch’egli risponde morto di sonnomentre gli altri si guardanomeravigliati) Che cosa vuoi che ne sappia; entriamosue gliene parliamo.

 

MARIA STELLA

(Meravigliata) Ahma sono già arrivati; (risata generale) ah! Ah! Ah! Malasciamogli progettare la commedia allora!

ALESSANDRO

Chissà cosa ne verrà fuori. Ohio vengo con voi!

 

GIOVANNI

(Sempre parlando nel sonno) NonoRoccoproprio questo no! Io direi… (es’addormentamentre si sente un suono di pifferi e flauti. Dopo un po’entrano parlando: il Principe e la corte; mentre lentamente svanisce il suono).

 

FERDINANDO

Mio principeio… proprio non lo vedo un caseggiato in questo sperdutofeudo.

 

RAMON

Lo perdonimio signoreegli ha sempre di che lamentarsi.

 

FERDINANDO

Ionon mi lamento affatto! E’ solo che… un paese quiin questa vallenon lo vedo e basta. (al principe) Mio sovranolei ha voluto portarmi con seper consiglioe mi duole tanto pensare se vostra grazia trovasse dopo di chelamentarsi.

 

PRINCIPE

Ti ringrazio Ferdinando del tuo parlar sinceroil fatto è che… questavallecircondata da così bei montispinge il mio cuore a sogni beati…

 

FERDINANDO

Con licenzia vostra devo purtroppo ricordarvi che è compito della mentequello di programmare l’avvenire… Il cuore… serve solo a farci innamorare(carezzando una damigella) e… sognare. (Riso generale delle ragazze).

 

RAMON

Io direise mi è lecitodi farci aiutare e farci dar consiglio dal magoBarilù. Lo sanno saggio i gabellotti.

 

PRINCIPE

Ben detto Ramon; che Barilù venga condotto in mia presenza. (Ramon esce)

ISABELLA

Non possiamomio sovrano Emanueledestinare le sorti del futuro paese aduna sciocca decisione del mago.

 

PRINCIPE

Mia amata Isabellatu sai meglio di me com’egli riesce a legger bene nelfuturo e quanto di grave riesce a prevenire; ascoltiamo il suo parere.

 

VINCENZO

(Al principe) Papàprima del paese… il teatro; come avevamo deciso al SanCarlo di Napoli? Ricordi mentre ioseduto sulle braccia di nonno Giuseppeseguivo con lo sguardo immobile“La Bisbetica Domata” di WilliamShakespeare? Ricordi? Me lo hai promesso: “Il prossimo paese che sorgerà permie manifarò costruire un grandissimo teatro per il piccolo Vincenzino”. Lohai dimenticato?

 

PRINCIPE

Non dimentico mai quanto prometto; anzi hai licenzia di assegnarne anche ilnome.

 

VINCENZO

(Alla mamma) Dìmammacome lo chiamerò questo grandissimo teatro? (Alprincipe)E’ Vero papà che sarà grandissimo? Verrà gente da PalermoMessinae per sino da Napoli a vederne le rappresentazioni. Allora mammacome lochiamerò?

ISABELLA

Dobbiamo ancora aspettare il parere del mago Barilù (ironica) se… il paesedeve sorgere o no.

 

PRINCIPE

Isabella carail mio paese non può non sorgere dove io lo vedoè solo…che vorrei capire un po’ dal mago le sorti che esso avrà dopo: gli abitantiche lo popolerannoad esempiosapranno continuare a governarlo? O… che so…

 

FERDINANDO

Perdonimio sovranose insistomi pare che così…Signoria Vostra nonha grande certezza se fondare o no il paese.

 

PRINCIPE

Ferdinando!

 

ISABELLA

Dice giustoil fidato Ferdinando; egli sicuramente vede inopportuna lapresenza di chi deve decidere in vece tua. Vede in te poca certezzasi… ecco!(Il principe guarda Ferdinando il quale abbassa lo sguardo).

 

PRINCIPE

Dovrei lo stesso dire di tecaro il mio Ferdinandoquando per prendere insposa Corinne… ricordi? (Ferdinando abbassa ancora la testa) Hai chiestoparere anche tu a Barilù.

 

FERDINANDO

Ricordo al mio signore che allora il rischio della scelta riguardava solo meme soltanto; ora invece…

 

ISABELLA

(Il principe non parla) Ti vedo pensieroso Emanuele; cosa c’è?

PRINCIPE

Niente mia cara. E’ solo… che non so… è come se avessi uno stranopresentimento. L’altra nottenel sonno…un sonno irrequieto ricordoebbia fare un sognouno strano sogno… (racconta rivivendo il sogno) Ero adiratosi ecco! E’ strano per me che infondo difficilmente mi arrabbio. Inseguivo…pensacon una frusta in manodella gente(si sente la voce di Rosarioèsolo il Principe a sentirlaperché è come se rivivesse quel sogno dove vi eraanche Rosario. Si tiene la testaguardando in alto; poi ritorna normale) tantagentequiin questo luogo. Non riesco a spiegarmene la ragione.

 

FERDINANDO

I contadini! Sisicuramente non vogliono abbandonare il feudo!

 

PRINCIPE

Noi contadini no! Ho già assegnato ai gabellòtti grandi pezzi di terraetanta ne ho promessa a quelli che verranno con le loro famiglie a popolare ilfeudo. (Pensieroso) E’ stranonon riesco a spiegarmi questo sogno che tantocredetemi mi strugge la mente. Mi pare di ricordare… ma si! Il vecchio Vanni!Abita con la sua famigliola in quel baglio di case a centro valle; è stato ilprimo ad abitare il feudomi raccontò di una strana storia che aveva unfascino… misterioso.

 

ISABELLA

Sono proprio una bella famigliola. Dopo una passeggiata a cavallofatta l’altroieri con Vincenzinovolli passare di lì per conoscere quei contadini. I figlitantinon riuscivo più a contarli; sbucavano da quelle piccole case come tantiscoiattolinirossi in viso e paffutelli. Una vecchiettacurvasotto il pesodi chissà quanti annimi venne incontro e invitò a fermarmi. Ha volutodonarmi un paniere d’uova e tanta mostarda; Vincenzino cominciò a correredietro un’oca che dapprima starnazzavamentre poi si divertiva a lasciarsirincorrere. Dovevi vederlaaveva un nastro rosso legato a fiocco al collo e…non ti dico che grazia nei movimenti. Ho promesso loro che tornerò a trovarli.

 

VINCENZINO

Si mammaandiamoci domani; mi piacerebbe tanto andare a giocare con quellapiccola tribù...

 

ISABELLA

 

Senza sta volta…

 

VINCENZINO

Assaggiare la… come dicevala vecchiettadi chiamarla? Ahsi manna! (Asuo padre)! Era messa lisu di una vecchia porta scardinatapoggiata su dellalegna ad asciugaresembravano pezzi di cera. Se tu sapessi papàcom’eradolcetanto dolce. Solo che (guarda sua madre) dopo… ehmamma? (Isabellaaccenna ad un sorriso).

 

FERDINANDO

Il piccolo Vincenzino da poi che è arrivato in questo feudo debbo dire cheè attratto da tante cose. L’altro giornoper prendere una ranapensateèdovuto entrare nell’abbeveratoio che c’è prima d’arrivare in quellapiccola chiesetta. Ora posso dirlo (a Isabella) a Vostra graziaho dovutoaspettare che si asciugasse al sole i pantaloni inzuppatiprima di condurlo avoi.

 

VINCENZINO

M’avevi promesso che non avresti detto niente alla mia signora madre!(Dispiaciuto) Perché lo hai fatto? Mi accompagnerà solo Ramon d’ora innanzi.

PRINCIPE

SuVincenzinonon è successo niente! SaiFerdinando ti vuol bene.

ISABELLA

Mio amato sposonon mi hai narrato di questo sogno… che forse…

 

PRINCIPE

Non volevo dartene pensiero… Vorrei sentire da quel vecchioquella stranastoria… si voglio proprio sentirlachissà se non ha a che fare col sogno.Ferdinando!

 

FERDINANDO

Vi ascoltomio signore!

 

PRINCIPE

(A Ferdinando) Conducimi qui il vecchio Vanni; io e la mia signora andiamo sual castello ad accompagnare Vincenzinoci rivediamo qui a momenti. (Ferdinandoesce).

 

VINCENZINO

Papàio non sono per niente stancoe poinon ho voglia di rimanere conCrescenza. E’ cattiva questa governantemi racconta di cose strane delcastelloma così strane che la notte non riesco proprio a chiudere occhio!Armature che di notte vanno in giro da sole per i lunghi corridoielmi cheparlanospade che infilzano da sole…

 

ISABELLA

(a Vincenzino) Ma sono solo storie! Suche domani hai bisogno di levartipresto per andare a Palermo. Vuol dire che dirò a Crescenza di non parlartipiù di queste cose.

 

PRINCIPE

Andiamo; Ferdinando a momenti sarà di ritorno. (Escono rassicurando Luiginoche Crescenza non gli parlerà più di quelle strane storie).

ROSARIO

(Ferdinando saluta e si congeda. Escono il Principe e il seguito. Rosario sistrofina gli occhi e osserva l’uscita; meravigliato e pieno di paura si recadai suoi compagni per cercare di capire quanto succede; quelli dormono. Lichiama) Giovanni! Patrizia! Perché non mi sentite? (Quelli non sentonosistrofina ancora gli occhi. Va a guardare da dove sono usciti) Ma quello è ilPrincipe! E gli altri chi sono? E la frusta? Che sia andato a prenderla? Emeglio svegliare questi due e andare via prima che ritornia me fanno ancoramale le spalle. (Giovanni si stiracchia) GiovanniPatrizia! Andiamo via!

 

PATRIZIA

(Sempre stiracchiandosie in dormiveglia) Chi è che mi chiama?

 

ROSARIO

Sono ioRosario! Guardami; ma mi stai a sentire? (Patrizia parla sottovoce esi riaddormenta.Va a vedere se rientra qualcuno. Riprova a chiamare Giovanni)Giovanni! Giovanni! svegliati! Dobbiamo andare via!

 

GIOVANNI

(Sognandoparla molto lentamente e confuso) Noquesto no! Io scrivereiinveceche la luna grida dall’alto dei cieli…; noforse…

 

ROSARIO

(Anch’eglimorto di sonnosi stiracchia) La luna… grida… e il cielo…cosa c’entra la luna e il cielo? (Continua a stiracchiarsi; quasi siriaddormenta) Ho sonno. (Si sente arrivare gente) Che cos’è questo rumore?Forse la luna…(si stiracchiasi sdraia e si riaddormenta)

 

PRINCIPE (VOCE F.C)

Potevi restartene su mia cara!

 

ISABELLA (VOCE F.C.)

Preferisco seguirequando possoil mio amato signore.

 

PRINCIPE

(Entrando con Isabella) Strano che Ramon ancora non torni.

 

ISABELLA

E’ lontana la dimora di mago Barilù? (Rosario scopre di non esser visto;si tocca per rendersi conto se è sveglio. Si avvicina al Principeha paurapoi lo tocca; il principe si gratterà dove lui tocca. Rosario continua aguardare e a girare attorno a qualcuno dei personaggisino a che si stancasisiede a terra e si riaddormenta).

 

PRINCIPE

A dire la veritànon ha una dimora fissa; Però… ora che ricordospessosi trova nei pressi della chiesuola del piccolo vecchio eremo a due miglia avalle del baglio. I contadini non hanno mai capito se egli ci andasse perpregare o per trovare una sicura dimora.

 

FERDINANDO

(Arrivano parlando) Ma no! Dovete invece dirgli tutto. Eccoci qua miosignore. A dire il vero volevo far prima ma… (indicando Vanni) padron Vannicome potete vedere… ha da camminar lentamente (riferendosi all’anzianità diVanni che non gli permette di potersi muovere meglio).

 

VANNI

Perdonivoscénza; ma…

 

PRINCIPE

Non ho proprio di che perdonarticaro il mio Vanni. Ti ho mandato a cercareperché voglio che mi aiuti a capire; chiedo a te notizie del feudo e di quellastrana storia che mi hai accennato giorni or sono.

VANNI

Ma è sulu ‘na storia‘un si nni facissi pinseri.

 

PRINCIPE

Ed io gradirei che tu me la raccontassi ancoraoradavanti alla mia amatasposa.

 

VANNI

Havi a sapiri voscenzaca… tanti e tantissimi anni fanna stu feuduc’era‘na viggitazioni riccachina di sciuri cu culùra… ca parìanu pittati! L’acquascruscìa cu li so cascateddi nna lu vadduni chi scinniìa ‘ntra la vaddi...pariva ‘na musica ‘ncantata. E ‘n menzua suvrastari stu paradisucriscia ‘na pianta comu fussi di cristallusicca e longa; pruducìa un frutturaruera nicu comu ‘na zalorama lo so virtù era suvrana; bastavamanciarisinni unu e l’omu divintava putentisapienti comu un vecchiu saggiudi ‘ncapu cent’anni. Subitu si sparsi la vuci pi lu munnu interu. Arivavagenti sinu di la Cina e di autri continenti pi veniri assaggiari lu fruttu ecanusciri la so virtuma di la pianta nuddu nni capiva nenti.

 

ISABELLA

Com’è possibileche nessuno conoscesse la piantavisto che veniva genteda ogni parte del mondo?

 

PRINCIPE

Certo! E… il frutto? Un nomeil frutto lo avrà pure avuto?

 

VANNI

“Fruttu di lu sennu”lu chiamavanu l’antichi. Poi(dispiaciuto) unghiornuvinniru sei briantiauti sinu a li stiddiarmati di tuttu puntu‘nsinu a li dentie massacraru tutta la gentigranni e picciriddi. Nun si sappidi unni arrivanu. Ruppiru la pianta e firmaru lu sapiri. Nuddu cchiù vositurnari. Finiu pirsinu lu virdi; e nni la vaddisubitu si fici un fortisiccarizzu. Chiddu ca è stranuvoscenzaè lu fattu ca li brigantifrantumata a milli pezzi la piantadivintavanupianupianutrasparenti comulu vitru sinu a quannu nun si vistiru cchiù. Sulu La risatala risata caancora oggia distanza di anni‘nni certi nuttati di luna chinasi senticomu fussi un’ecu ca veni vattrova di unni.

 

ISABELLA

Bastaho paura!

 

VANNI

Oggiè lu quintu di luna!

 

PRINCIPE

E… allora? Suracconta!

 

VANNI

(si sente una tenebrosa risata; il piccolo Vinvenzino si aggrappa alla mamma)Corqunusagiudissi ca li brianti sunnu figghi di li fimmini ca abitanu lagrutta a munti di la vecchia chiesa situata a vaddi di lui paisi; la grutta dili setti cammari. Setti fimmini straniscapiddati e mali vistuti: maarituttimaarifigghi di la “mammaddaa”‘na fimmina di dragu cu setti testie pichissu ci nasceru setti figghitutti fimmini!

 

ISABELLA

Che storia! Ho i brividi.

 

VANNI

‘Un si scantassi voscenzasunnu sulu fauli.

 

PRINCIPE

E i briganti?

 

VANNI

Li brigantifigghi di sti maari fimminiddi stu postusi dissica‘un lismovi cchiù nuddusunnu a guardia di lu sapiri. ‘Nna stu postu ‘un cisarà mai scienzama… sulu ‘gnuranza. Nta lu munnu si sparsi la vuci e dilu scantu nuddu cchiù vosi turnari.

 

FERDINANDO

Mio signorenon crederà a certe storieesse nascono dalla fantasiapopolare. A guardia del sapere! Come se questi… (a Vanni) come avete detto chesi chiamano?

 

VANNI

Brianti! Voscenza nun ci schirzassi cu sti cosisapi! (Al principe) E lisetti soru fimminifigghi di la mammaddaascumparsi li figghisi ritirararunni la grutta supra lu muntiognuna dintra la so cammarachiancennu scunsulatisenza nesciri cchiù lu nasu di la grutta. (Pensieroso) Sulu quannu inchi laluna nescinupi sentiri la risata di li so figghi.

 

FERDINANDO

A guardia del sapere! Ma basterebbe solo far costruire delle scuolestrutture dove possano praticarsi attività che aiutino il formarsi dellacultura; su vianon siamo più al tempo delle streghe!

 

PRINCIPE

 

Se erano tutti figli delle “maari” come dite voie ognuna ne ebbe unol’altrol’altro figlio che fine ha fatto?

 

BARILU’

(Entra con Ramon. Ha un vestito lungo con colori fantasiosi; le scarpe apunta in su e con delle campanelle che tintinnano a ogni suo passo) Sembrasembracaro il mio Ramon! (Vanni si copre il voltoha paura; il principe s’accorgedel gesto di Vanni e guarda meravigliato Barilùcercando di capirne laragione).

RAMON

Come fate a sapere il mio nome?

 

BARILU’

Semplice… sono un mago! Te ne sei dimenticato? Sono l’ultimo deisuperstiti di quelle megere. (Guarda minaccioso Vanni che si ricopre il viso colbraccio)

 

ISABELLA

Quindivoi sareste…

 

PRINCIPE

Il settimo fratellofiglio…

 

BARILU’

(Al Principe) Proprio quellomio signore. (Alla principessa) Salve madonna!(Al principe) Ramon mi ha raccontato il motivo per il quale voi mi cercateebbenedebbo dirvi che in questo feudo… sinascerà un paese! E sarò ancorapiù chiaro mio signoreil paese prenderà il nome di Minzagnuperché è unterreno da erba in su le falde dei montiquasi in mezzo fra pianure e montagne.Prevedo che qualcuno un giorno si inventerà la storia del mezzo agnello e ditante altre cose per giustificare il nome di Min-za-gnudel restomolti sonoquelli che s’inventano tante storie quando non riescono a risalirne all’origine;e dopoquelli che verranno appressole rispetteranno per come le hannoricevutesino a quando altri ancora non ne inventeranno delle altre nuoveecosì per i millenni a venire; ebbene debbo dirvi che questo futuro paeseprodurrà tanta gente. Molti purtroppo a causa della scomparsa della pianta dalfrutto del sennoserviranno solo ad arricchire il numero dell’anagrafe; lecategorie dei mestieranti saranno tantima la protetta sarà sempre una: quelladel ciarlatano… non si sconsoli sua maestàvi saranno tanti buoni musicisti…

 

ISABELLA

Io non intendo proprio ascoltare più; voglio tornarmene sual castello.

 

FERDINANDO

Mio signoreio dire di congedarci da questi discorsi che non hanno sensoalcuno.

 

VANNI

(Impaurito) Si voscenza mi pirmettihaju a la me vicchiaredda ca sta ‘npinseri.

 

PRINCIPE

Vai pure Vannie ti ringrazio d’essermi stato di aiuto. (Vanni esce; maresterà nascosto a sentire i discorsi; ogni tintogli si vedrà comparire latesta).

 

MAGO

Andate pure via tuttitanto ho capito che neanche vostra signoria prende perserio quanto sto leggendole sul futuro. E’ bene che rientri anch’io; alvecchio eremo stanno aspettandomi.

 

PRINCIPE

Al vecchio eremo? Ma è disabitato!

 

MAGO

Disabitatovoscénza dice? E’ pieno! Pieno di spiritiche stannoaspettandomi!

 

ISABELLA

Oh pauramio Emanuelesto facendomi prendere da idee strane; ti prego dicondurmi al castello; non voglio più stare a sentire queste strane storie.

 

MAGO

Mi spiace d’avervi impauritabella mia signoraper me è un linguaggiocomune questo; io… vivo con queste realtà.

 

FERDINANDO

Vi ordino di tacere!

 

MAGO

(Al principe) Mi avete fatto condurre quivoiper dirvi quanto volevatesapere…

 

PRINCIPE

Andate puresono storie queste che non hanno nessun fondamento.

 

MAGO

Voi dite? E allora vi dico che il giorno in cui morirete non troverete pacee di voi non resterà a ricordo nemmeno una strada; doposolo dopoda spiritomaledirete persino l’impegno che avete messo nel costruire il paese; ma lacolpa non è da attribuirla a nessunoperché il paese è ancora governatodalle forze del male dei “briganti di vetro”. Sarà l’entrata del terzomillennio a liberarlo dall’incantesimo. (entrano tanti fantasmi).

 

FANTASMI

Tutto succederà in una notte di luna pienasi proprio così… una notte diluna piena (va via lentamente parlando sino a fuori scena ridendo e parlando).Ah! Ah! Ah! Solo allora si ricorderanno di voi. Ah! Ah! Ah! Di luna piena!Andiamo barilù che giù aspettano! (ridono) Ah! Ah! Ah! Una notte di lunapiena! (Escono) Ah! Ah! Ah!

 

ISABELLA

Ho pauratanta paura! Ma allora non è solo a Crescenza che ispira questoposto! Ora anche i briganti di vetro! E gli spiriti veri! Se mai nascesse questopaese… come ha detto che si chiamerà?

 

PRINCIPE

Minzagnu; così mi pare d’avere capito. (Pensieroso) Una notte di lunapienaboh!

ISABELLA

Io non voglio proprio abitarci. Ha una storia che non mi piace proprio; anzisai che ti dico…

 

PRINCIPE

Sicuramente sei stanca e ti sarai lasciata prendere da quei discorsi; da quei…diciamo spiriti che sicuramente sono amici del mago(bella finzione però)! Diquale storia parlise ancora deve nascere il paese?

 

ISABELLA

Non dovevi chiamarlo proprio quel mago! Siproprio cosìforse era meglio.E quella non era finzione! E’ tutto vero! Ho paura. Ti pregosuandiamo.

 

PRINCIPE

Ferdinandol’hai sentito? “Non troverete paceperché di voi nonresterà a ricordo nemmeno una strada!”

 

FERDINANDO

Eppurein alcuni momentimi sembrava di sentir parlare una persona saggia.

 

PRINCIPE

(Si avviano ad uscire) Devo direperòche il nome Minzagnu… quasiquasi…lo ha azzeccato… Minzagnu! L’erba… in su le falde della montagna…

 

ISABELLA

(Ironica e sempre impaurita guarda se rientra qualcuno) Magari sulle falde diquel bel monte che sembra un vulcano.

 

PRINCIPE

Eh giàun vulcano! E che nome! Bel - monte (escono parlando a soggetto).

 

ROSARIO

(Si stiracchiaè in dormiveglia; lentamente si alza e li segue sino all’uscita)No! Perché siete andati via? Io volevo sapere ancora qualcosa. (Si siedeafflitto. Entra Vanni). E Vanniil vecchioperché ha avuto paura del mago?Come maiè andato via? Io volevo sapere di più.

 

VANNI

Sugnu ccà; cu è ca mi chiama? (Rosario ha uno scatto di paura) Cu sì? E tu…chi voi di mia? Comu si vistutu? Chi strani robi ca hai?

 

ROSARIO

Sono io che voglio sapere! E’ vera la storia di quel frutto? E dei brigantidi vetro? Dìè proprio per questo che il mio paese…

 

VANNI

U to paisi? E tu di unni t’arricogghi? Di quali paisi parri?

 

ROSARIO

Ma di quello che ha descritto il mago poc’anzi al Principe!

 

VANNI

(Meravigliato) Allura … tu… si… un abitanti di lu paisi ca ancora havidi nasciri? (tra se) Ccàsicuramenti c’è la manu di lu magu.

 

ROSARIO

Super favoreditemi di quella pianta… e il suo fruttoche fine hafatto?

 

VANNI

Dicu(toccandolo) tu si veru? Fatti tuccari. (Continua a toccarlo e agirargli intorno) Sentifigghiuti vogghiu cunfidari un sigretu… aspettanun ti moviri; (va a controllare se viene qualcuno) Hai sapiri ca la pianta veruesistiusiera ‘na pianta stranacuriusama sulu ‘na pianta; ma l’omufigghiu miudi tutti li cosi strani‘un si nni putennu spiegari la ragiunisi nni fa un simbulu‘na bannera e si ci abbrazza forti appinnennuci tutti liso spiranzi‘nzinu lu destinu ci ‘ncodda… iu parru di l’omu di tutti ijorna s’intennidi chiddu ca camina cu l’occhi ‘ntuppatidi chiddu ca s’hapasciutu di lu fruttu di la pianta scumparsapi divintari saggiu e putenti…

 

ROSARIO

(Più confuso che persuaso) E… il frutto funzionava davvero?

 

VANNI

Vidividi ca ‘ncuminci a capiri! Lu fruttuè unu di li tanti stranizzica l’omu havi di bisognu pi spirari… e addivintari ‘nautru; lu sennu‘nvecifigghiu miue ‘nchiusu dintra di nuautriè custudutu (indicandosi la testa)ccà! Ma l’omuchiddu jurnalòru figghiu di la ‘gnuranzanun lu sapi! Ealluracu s’avvrazza a ‘na settacu s’impinnulìa a ‘na banneracu sistrinci a la manu strani ninnulic’è pir sinu cu porta attaccatu a lu codducornadenti d’animalicionnuli (Rosario si guardale cose addosso e vorrebbenasconderle) e avutri stranizzi… e li custudisci tutti gilusamenti; eh… è ali to risorsifigghiu miuca t’acchiappari cu tutti li to forziricordalusulu a li to risorsi. L’omu ca pensa di addivintari ‘nautruperdi tempu esi scorda di canusciri chiddu ca è.

 

ROSARIO

Forse avete ragione; (si riguarda le cose che ha addosso e cerca digiustificarsi) è… solo che a volte… ci si lascia coinvolgere dagli altridagli amici.

 

VANNI

Lu veru amicu di tiasi tu stissurispettatiprima di pinsari di rispitaria l’autri. E… (si avvia) ricordatifigghiu miulu sennu è ‘n chiusudintra di nui stissi; sunnu li simbulili bannerica fannu l’omu jurnalorufigghiu di matri ‘gnuranza sempri (facendo il segno di gravida) “china”pronta a figghiari carmusci orbi (ed esce).

 

ROSARIO

(Prende la catena e la guarda. Poiironico) Il simbolo delle costrizioni chela società c’impone (si toglie la catena e la butta); ma va ffà ‘n culo!(pensierosobutta via le altre cose) Forse ha ragione il vecchio Vannianch’ioper sembrare diversomi ero aggrappato ad un simboloal “frutto del senno”!La catena… l’orecchino… il frutto… (ride quasi da non potersi tenere)Ah! Ah! Ah! Del senno! Ah! Ah! Ah! (Continua a togliersi quanto aveva addosso:orecchinofregila giacca strappataecc.). Con tutte queste coseiodovevoessere almeno… che so: un superman! Il frutto del… Ah! Ah! Ah! (Comincia asbadigliaresi siede e s’addormenta; mentre si risente il leggero suono dipifferi e flauti. Entra ancora la corte che sfila davanti a Rosario che al loropassaggio si muove come a destarsi; la corte va via; entra Vannisempreguardingosi avvicina ancora a Rosario e gli gira lentamente attorno).

 

VANNI

‘Un tu scurdarifigghiu miuu sennu è dintra di nuautri stissi; è lusimbulu ca renni schiavu l’omu jurnalòru (gli rimette tutti gli oggettibuttati li per terra). E’ di tia stissu ca ha capiri lu significatu di quantut’haju cuntatu. Nun tu scurdari (si avvia ad uscire)è dintra di nuatri lufruttu di lu sennu (Va via)

 

CORVO

(Si sente gracchiare ed entra un corvo tutto spennacchiato) Cracracra!Poche penne ho da portare/ per il lungo mio viaggiare: / Ho conosciuto moltiposti/ tanti uominianimali e mostri. / Tante storietristie alcune belle./ ) Solo una mi fai irtir la pelle… / (guardandosi) Prima che fui corvouomosono stato/ e duro mi vien dir penne da pennuto. / Oraprima che ho dadiventar tonto/ Stancomi siedo e ve la racconto: / “Mentre volavo inquesta valle incantata/ sentii nell’aria una gran risata: / Vi ricordo chenon mento/ tanto che presi un gran spavento! / (Si guarda in giro; ha paurasi sente una macabra risata) E’ leiporco di un mondo! / Scusate se vado e minascondo! / Ma… sento anche parlare; / tanta gente arrivare! / (Guardacercando in aria la risata) La risata è svanita! / Ma… allora la storia nonera finita! / (Si nasconde).

 

Ia SORELLA

(Si sente parlareed entrano le sette sorelle. Vestono con stoffe di diversicoloricome se fossero stracci; qualcheduna ha un vestito di stoffa di juta;altrequalche neo e della peluria sotto il naso. Qualcuna è sporca di fumo;hanno i capelli malconci. Entrano come se cercassero qualcuno) Son qui! Son qui!Son qui! (Come se ascoltasse) Arrivano! Arrivano! Arrivano!

 

IIa SORELLA

Non c’è! Non c’è! Non c’è!

 

IIIa SORELLA

Più avanticerchiamo più avanti! Più avanti! Più avanti! Più avanti!

 

EULANIA

Vi ordino di tenere chiuse la bocca! (poi alle altre tre) Anche voivipregonon parlate; io sono la quarta sorellasono in mezzoa capo di voi tree anche di voi tre. E’ a me stanotte che è concesso parlare. Il posto èquesto vi dico. (indica le prime) Voiquanti passi avete contato sin quidallagrotta?

 

LE TRE SORELLE

Quarantuno dozzine di cento.

 

EULANIA

(Alle altre tre) E voidalla vetta del monte vulcano?

 

LE ALTRE TRE SORELLE

Venti dozzine di cento e una di cinquanta.

 

EULANIA

Ed è qui vi dico che incontreremo il nostro sposoed egli ci mostrerà inostri figlima ricordateloa nessuno di loro verrà svelato il motivo e laragione per la quale noi siam qui stanotte.

 

LE SEI SORELLE

E se ci riconoscono?

 

EULANIA

Essi non vedono.

 

LE SEI SORELLE

E se ci sentono?

 

EULANIA

Neanche questo potranno.

UNA DELLE SEI

Magari… l’istinto? S’accorgeranno sicuramente di noi!

 

EULANIA

Niente e nessuno istinto è in loro. Sino a quando durerà l’incantesimosaranno solo automihanno solo il potere della risata.

 

LE SEI SORELLE

E sino a quando durerà l’incantesimo?

 

EULANIA

E’ scritto che succederà in una notte di luna pienae così sarà. (Sisente un leggero rumore di passi e dei lamenti) Sentitearrivano!

 

BIMBO

(Entra un bimbo con un lanternino acceso che gli pende da una mano) Eccomisono qui!

 

EULANIA

(Guardano meravigliati aspettando ancora l’entrata di qualcuno) E tuchisei?

BIMBO

Non mi riconoscete? Eppure sono stato vostro sposoun tempo; ora horiiniziato una nuova vita. So che aspettavate me; ho per ora il compito dicondurre in giro i nostri figli.

 

LE SEI SORELLE

Non è vero! Non può egli essere stato il nostro sposo! E’ una magia!

 

BIMBO

(Ad una di loro) Magia dici? Ricordi quella brutta notte della seconda decadedi Agostoquando l’acqua dal cielo scendeva come un fiume in pienae ilvento non ti fece per nulla chiudere occhio? (Le sorelle si guardano) E quellasaetta che entrò dentro la grottala quintafacendoti sussultaree lailluminò scagliandosie facendo cadere a pezzisu quella grossa stalattiteche pendeva dal soffitto della camera? La più bella della grotta; dimmièancora quella la tua camera? (Lei non parla ed abbassa lo sguardo. Poi sirivolge ad Eulania che era rimasta muta) Tu non parliperché non aspetti tuofiglio. Egli è giùal vecchio eremo.

 

EULANIA

Allora tu… Noè solo magia questa! Nessuno s’è mai ricordato dellaprecedente vitase mai fosse verocome puoi narrarci il falso?

 

BIMBO

Proprio tudovresti darmi ascolto; solo a te ebbi a narrareper tantelunghissime notti; ricordonella quarta cameraquando ti raccontavo di miegià vecchie esperienze di precedenti vite; e tu… tu dicevi… ripetendomicome orache raccontavo il falsonon sei proprio cambiatamia cara Eulania.

 

EULANIA

Come fai tu a sapere queste cose?

 

BIMBO

(Deluso) E’ inutileneanche se ad ognuna di voi raccontassi tutta lavostra storia sino al momento del vostro concepimentomi credereste. Io sonoqui per mostrarvidopo tantissime lune trascorsei vostri figli; essi vaganoed io con loro. Compito mio è quelloassegnatomi in questa vitadi aiutarli alenire le loro pene. Errare per il mondo come saltimbanchiinvisibili agliocchi uman