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Guittone d'ArezzoAhi lassoor è stagion de doler tanto
Ahi lassoor è stagion de doler tantoa ciascun om che ben ama Ragionech'eo meraviglio u' trova guerigioneca morto no l'ha già corrotto e piantovedendo l'alta Fior sempre granatae l'onorato antico uso romanoch'a certo pèrcrudel forte villanos'avaccio ella no è ricoverata:ché l'onorata sua ricca grandezzae 'l pregio quasi è già tutto peritoe lo valor e 'l poder si desvia.Oh lassoor quale diafu mai tanto crudel dannaggio audito?Deocom'hailo sofritoderitto pèra e torto entri 'n altezza?Altezza tanta êlla sfiorata Fiorefomentre ver' se stessa era lealeche ritenea modo imperïaleacquistando per suo alto valoreprovinci' e terrepress'o lungemante;e sembrava che far volesse imperosì como Roma già fecee leggeroli erac'alcun no i potea star avante.E ciò li stava ben certo a ragioneché non se ne penava per pro tantocomo per ritener giustizi' e poso;e poi folli amorosode fare ciòsi trasse avante tantoch'al mondo no ha cantou' non sonasse il pregio del Leone.Leonelassoor no èch'eo li veotratto l'onghie e li denti e lo valoree 'l gran lignaggio suo mort'a doloreed en crudel pregio[n] mis' a gran reo.E ciò li ha fatto chi? Quelli che sonode la schiatta gentil sua stratti e natiche fun per lui cresciuti e avanzatisovra tutti altrie collocati a bono;e per la grande altezza ove li miseennantir sìche 'l piagãr quasi a morte;ma Deo di guerigion feceli donoed el fe' lor perdono;e anche el refedier poima fu fortee perdonò lor morte:or hanno lui e soie membre conquise.Conquis'è l'alto Comun fiorentinoe col senese in tal modo ha cangiatoche tutta l'onta e 'l danno che datoli ha semprecomo sa ciascun latinoli rendee i tolle il pro e l'onor tutto:ché Montalcino av'abattuto a forzaMontepulciano miso en sua forzae de Maremma ha la cervia e 'l frutto;SangimignanPog[g]iboniz' e Collee Volterra e 'l paiese a suo tene;e la campanale 'nsegne e li arnesie li onor tutti presiave con ciò che seco avea di bene.E tutto ciò li aveneper quella schiatta che più ch'altra è folle.Foll'è chi fugge il suo prode e cher dannoe l'onor suo fa che vergogna i tornae di bona libertàove soggiornaa gran piacers'aduce a suo gran dannosotto signoria fella e malvagiae suo signor fa suo grand' enemico.A voi che siete ora in Fiorenza dicoche ciò ch'è divenutoparv'adagia;e poi che li Alamanni in casa aveteservite i benee faitevo mostrarele spade lorcon che v'han fesso i visipadri e figliuoli aucisi;e piacemi che lor dobiate dareperch'ebber en ciò farefatica assaide vostre gran monete.Monete mante e gran gioi' presentateai Conti e a li Uberti e alli altri tuttich'a tanto grande onor v'hano conduttiche miso v'hano Sena in podestate;Pistoia e Colle e Volterra fanno oraguardar vostre castella a loro spese;e 'l Conte Rosso ha Maremma e 'l paieseMontalcin sta sigur senza le mura;de Ripafratta temor ha 'l pisanoe 'l perogin che 'l lago no i tolliatee Roma vol con voi far compagnia.Onor e segnoriaadunque par e che ben tutto abbiate:ciò che desïavatepotete farcioè re del toscano.Baron lombardi e romani e pugliesie toschi e romagnuoli e marchigianiFiorenzafior che sempre rinovellaa sua corte v'apellache fare vol de sé rei dei Toscanidapoi che li Alamaniave conquisi per forza e i Senesi.