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Tobi

Tobi

 

 

 

 

 

Cap. 1

I. IL DEPORTATO

 1  Libro della storia di Tobifiglio di Tòbielfiglio di Anànielfiglio di Aduelfiglio di Gàbaeldella discendenza di Asieldella tribù di Nèftali.  2  Al tempo di Salmanàssarre degli Assiriegli fu condotto prigioniero da Tisbeche sta a sud di Kades di Nèftalinell'alta Galileasopra Casorverso occidentea nord di Sefet.

 3  IoTobipassavo i giorni della mia vita seguendo le vie della verità e della giustizia. Ai miei fratelli e ai miei compatriotiche erano stati condotti con me in prigionia a Ninivenel paese degli Assirifacevo molte elemosine.  4  Mi trovavo ancora al mio paesela terra d'Israeleed ero ancora giovanequando la tribù del mio antenato Nèftali abbandonò la casa di Davide e si staccò da Gerusalemmela sola città fra tutte le tribù d'Israele scelta per i sacrifici. In essa era stato edificato il tempiodove abita Dioed era stato consacrato per tutte le generazioni future.  5  Tutti i miei fratelli e quelli della tribù del mio antenato Nèftali facevano sacrifici sui monti della Galilea al vitello che Geroboàmo re d'Israele aveva fabbricato in Dan.  6  Io ero il solo che spesso mi recavo a Gerusalemme nelle festeper obbedienza ad una legge perenne prescritta a tutto Israele. Correvo a Gerusalemme con le primizie dei frutti e degli animalicon le decime del bestiame e con la prima lana che tosavo alle mie pecore.  7  Consegnavo tutto ai sacerdotifigli di Aronneper l'altare. Davo anche ai leviti che allora erano in funzione a Gerusalemme le decime del granodel vinodell'oliodelle melagranedei fichi e degli altri frutti. Per sei anni consecutivi convertivo in danaro la seconda decima e la spendevo ogni anno a Gerusalemme.  8  La terza decima poi era per gli orfanile vedove e i forestieri che si trovavano con gli Israeliti. La portavo loro ogni tre anni e la si consumava insiemecome vuole la legge di Mosè e secondo le raccomandazioni di Debora moglie di Anàniella madre di nostro padrepoiché mio padremorendomi aveva lasciato orfano.  9  Quando divenni adultosposai Annauna donna della mia parentelae da essa ebbi un figlio che chiamai Tobia.  10  Dopo la deportazione in Assiriaquando fui condotto prigioniero e arrivai a Ninivetutti i miei fratelli e quelli della mia gente mangiavano i cibi dei pagani;  11  ma io mi guardai bene dal farlo.  12  Poiché restai fedele a Dio con tutto il cuore 13  l'Altissimo mi fece trovare il favore di Salmanàssardel quale presi a trattare gli affari.  14  Venni così nella Mediadovefinché egli visseconclusi affari per conto suo. Fu allora che a Rage di Mediapresso Gabaelun mio parente figlio di Gabridepositai in sacchetti la somma di dieci talenti d'argento.  15  Quando Salmanàssar morìgli successe il figlio Sennàcherib. Allora le strade della Media divennero impraticabili e non potei più tornarvi.  16  Al tempo di Salmanàssar facevo spesso l'elemosina a quelli della mia gente;  17  donavo il pane agli affamatigli abiti agli ignudi ese vedevo qualcuno dei miei connazionali morto e gettato dietro le mura di Niniveio lo seppellivo.  18  Seppellii anche quelli che aveva uccisi Sennàcheribquando tornò fuggendo dalla Giudeaal tempo del castigo mandato dal re del cielo sui bestemmiatori. Nella sua collera egli ne uccise molti; io sottraevo i loro corpi per la sepoltura e Sennàcherib invano li cercava.  19  Ma un cittadino di Ninive andò ad informare il re che io li seppellivo di nascosto. Quando seppi che il re conosceva il fatto e che mi si cercava per essere messo a mortecolto da paurami diedi alla fuga.  20  I miei beni furono confiscati e passarono tutti al tesoro del re. Mi restò solo la moglie Anna con il figlio Tobia.  21  Neanche quaranta giorni dopoil re fu ucciso da due suoi figlii quali poi fuggirono sui monti dell'Ararat. Gli successe allora il figlio Assarhaddon. Egli nominò Achikarfiglio di mio fratello Anaelincaricato della contabilità del regno ed ebbe la direzione generale degli affari.  22  Allora Achikar prese a cuore la mia causa e potei così ritornare a Ninive. Al tempo di Sennàcherib re degli AssiriAchik

 

Cap. 2

II. IL CIECO

 1  Sotto il regno di Assarhaddon ritornai dunque a casa mia e mi fu restituita la compagnia della moglie Anna e del figlio Tobia. Per la nostra festa di pentecostecioè la festa delle settimaneavevo fatto preparare un buon pranzo e mi posi a tavola:  2  la tavola era imbandita di molte vivande. Dissi al figlio Tobia: «Figlio miovàe se trovi tra i nostri fratelli deportati a Ninive qualche poveroche sia però di cuore fedeleportalo a pranzo insieme con noi. Io resto ad aspettare che tu ritorni».  3  Tobia uscì in cerca di un povero tra i nostri fratelli. Di ritorno disse: «Padre!». Gli risposi: «Ebbenefiglio mio». «Padre - riprese - uno della nostra gente è stato strangolato e gettato nella piazzadove ancora si trova».  4  Io allora mi alzailasciando intatto il pranzo; tolsi l'uomo dalla piazza e lo posi in una camera in attesa del tramonto del soleper poterlo seppellire.  5  Ritornai elavatomipresi il pasto con tristezza 6  ricordando le parole del profeta Amos su Betel:

«Si cambieranno le vostre feste in luttotutti i vostri canti in lamento».  7  E piansi. Quando poi calò il soleandai a scavare una fossa e ve lo seppellii.  8  I miei vicini mi deridevano dicendo: «Non ha più paura! Proprio per questo motivo è gia stato ricercato per essere ucciso. E' dovuto fuggire ed ora eccolo di nuovo a seppellire i morti».  9  Quella nottedopo aver seppellito il mortomi lavaientrai nel mio cortile e mi addormentai sotto il muro del cortile. Per il caldo che c'era tenevo la faccia scoperta 10  ignorando che sopra di menel murostavano dei passeri. Caddero sui miei occhi i loro escrementi ancora caldiche mi produssero macchie bianchee dovetti andare dai medici per la cura. Più essi però mi applicavano farmachipiù mi si oscuravano gli occhi per le macchie bianchefinché divenni cieco del tutto. Per quattro anni fui cieco e ne soffersero tutti i miei fratelli. Achikarnei due anni che precedettero la sua partenza per l'Elimaideprovvide al mio sostentamento.

 11  In quel tempo mia moglie Anna lavorava nelle sue stanze a pagamento 12  tessendo la lana che rimandava poi ai padroni e ricevendone la paga. Ora nel settimo giorno del mese di Distroquando essa tagliò il pezzo che aveva tessuto e lo mandò ai padroniessioltre la mercede completale fecero dono di un capretto per il desinare.  13  Quando il capretto entrò in casa miasi mise a belare. Chiamai allora mia moglie e le dissi: «Da dove viene questo capretto? Non sarà stato rubato? Restituiscilo ai padronipoiché non abbiamo il diritto di mangiare cosa alcuna rubata».  14  Ella mi disse: «Mi è stato dato in più del salario». Ma io non le credevo e le ripetevo di restituirlo ai padroni e a causa di ciò arrossivo di lei. Allora per tutta risposta mi disse: «Dove sono le tue elemosine? Dove sono le tue buone opere? Eccolo si vede bene dal come sei ridotto!».

 

Cap. 3

 1  Con l'animo affranto dal doloresospirai e piansi. Poi presi a dire questa preghiera di lamento:  2  «Tu sei giustoSignoree giuste sono tutte le tue opere. Ogni tua via è misericordia e verità. Tu sei il giudice del mondo.  3  OraSignorericordati di me e guardami. Non punirmi per i miei peccati e per gli errori miei e dei miei padri.  4  Violando i tuoi comandiabbiamo peccato davanti a te. Tu hai lasciato che ci spogliassero dei beni; ci hai abbandonati alla prigioniaalla morte e ad essere la favolalo schernoil disprezzo di tutte le gentitra le quali ci hai dispersi.  5  Oranel trattarmi secondo le colpe mie e dei miei padriveri sono tutti i tuoi giudiziperché non abbiamo osservato i tuoi decreticamminando davanti a te nella verità.  6  Agisci pure ora come meglio ti piace; dà ordine che venga presa la mia vitain modo che io sia tolto dalla terra e divenga terrapoiché per me è preferibile la morte alla vita. I rimproveri che mi tocca sentire destano in me grande dolore. Signorecomanda che sia tolto da questa prova; fà che io parta verso l'eterno soggiorno; Signorenon distogliere da me il volto. Per me infatti è meglio morire che vedermi davanti questa grande angoscia e così non sentirmi più insultare!».

III. SARA

 7  Nello stesso giorno capitò a Sara figlia di Ragueleabitante di Ecbàtananella Mediadi sentire insulti da parte di una serva di suo padre.  8  Bisogna sapere che essa era stata data in moglie a sette uomini e che Asmodeoil cattivo demonioglieli aveva uccisiprima che potessero unirsi con lei come si fa con le mogli. A lei appunto disse la serva: «Sei proprio tu che uccidi i tuoi mariti. Eccosei gia stata data a sette mariti e neppure di uno hai potuto godere.  9  Perché vuoi battere noise i tuoi mariti sono morti? Vattene con loro e che da te non abbiamo mai a vedere né figlio né figlia».  10  In quel giorno dunque essa soffrì moltopianse e salì nella stanza del padre con l'intenzione di impiccarsi. Ma tornando a riflettere pensava: «Che non abbiano ad insultare mio padre e non gli dicano: La sola figlia che avevia te assai carasi è impiccata per le sue sventure. Così farei precipitare la vecchiaia di mio padre con angoscia negli inferi. Farò meglio a non impiccarmi e a supplicare il Signore che mi sia concesso di morirein modo da non sentire più insulti nella mia vita».  11  In quel momento stese le mani verso la finestra e pregò: «Benedetto sei tuDio misericordiosoe benedetto è il tuo nome nei secoli. Ti benedicano tutte le tue opere per sempre.  12  Ora a te alzo la faccia e gli occhi.  13  Dì che io sia tolta dalla terraperché non abbia a sentire più insulti.  14  Tu saiSignoreche sono pura da ogni disonestà con uomo  15  e che non ho disonorato il mio nomené quello di mio padre nella terra dell'esilio. Io sono l'unica figlia di mio padre. Egli non ha altri figli che possano ereditarené un fratello vicinoné un parenteper il quale io possa serbarmi come sposa. Gia sette mariti ho perduto: perché dovrei vivere ancora? Se tu non vuoi che io muoiaguardami con benevolenza: che io non senta più insulti».

 16  In quel medesimo momento la preghiera di tutti e due fu accolta davanti alla gloria di Dio  17  e fu mandato Raffaele a guarire i due: a togliere le macchie bianche dagli occhi di Tobiperché con gli occhi vedesse la luce di Dio; a dare Sarafiglia di Raguelein sposa a Tobiafiglio di Tobie a liberarla dal cattivo demonio Asmodeo. Di dirittoinfattispettava a Tobia di sposarlaprima che a tutti gli altri pretendenti. Proprio allora Tobi rientrava dal cortile in casa e Sarafiglia di Raguelestava scendendo dalla camera.

 

Cap. 4

IV. TOBIA

 1  In quel giorno Tobi si ricordò del denaro che aveva depositato presso Gabael in Rage di Media  2  e pensò: «Ho invocato la morte. Perché dunque non dovrei chiamare mio figlio Tobia e informarloprima di moriredi questa somma di denaro?».  3  Chiamò il figlio e gli disse: «Qualora io muoiadammi una sepoltura decorosa; onora tua madre e non abbandonarla per tutti i giorni della sua vita; fà ciò che è di suo gradimento e non procurarle nessun motivo di tristezza.  4  Ricordatifiglioche ha corso tanti pericoli per tequando eri nel suo seno. Quando moriràdalle sepoltura presso di me in una medesima tomba.  5  Ogni giornoo figlioricordati del Signore; non peccare né trasgredire i suoi comandi. Compi opere buone in tutti i giorni della tua vita e non metterti per la strada dell'ingiustizia.  6  Se agirai con rettitudineriusciranno le tue azionicome quelle di chiunque pratichi la giustizia.  7  Dei tuoi beni fà elemosina. Non distogliere mai lo sguardo dal poverocosì non si leverà da te lo sguardo di Dio.  8  La tua elemosina sia proporzionata ai beni che possiedi: se hai moltodà molto; se poconon esitare a dare secondo quel poco.  9  Così ti preparerai un bel tesoro per il giorno del bisogno 10  poiché l'elemosina libera dalla morte e salva dall'andare tra le tenebre.  11  Per tutti quelli che la compionol'elemosina è un dono prezioso davanti all'Altissimo.  12  Guardatio figlioda ogni sorta di fornicazione; anzitutto prenditi una moglie dalla stirpe dei tuoi padri e non una donna stranierache cioè non sia della stirpe di tuo padreperché noi siamo figli di profeti. Ricordati di Noèdi Abramodi Isacco e di Giacobbenostri padri fin da principio. Essi sposarono tutti una donna della loro parentela e furono benedetti nei loro figli e la loro discendenza avrà in eredità la terra.  13  Amao figlioi tuoi fratelli; nel tuo cuore non concepire disprezzo per i tuoi fratellifigli e figlie del tuo popoloe tra di loro scegliti la moglie. L'orgoglio infatti è causa di rovina e di grande inquietudine. Nella pigrizia vi è povertà e miseriaperché l'ignavia è madre della fame.  14  Non rimandare la paga di chi lavora per tema a lui consegnala subito; se così avrai servito Dioti sarà data la ricompensa. Poni attenzioneo figlioin quanto fai e sii ben educato in ogni tuo comportamento.  15  Non fare a nessuno ciò che non piace a te. Non bere vino fino all'ebbrezza e non avere per compagna del tuo viaggio l'ubriachezza.  16  Dà il tuo pane a chi ha fame e fà parte dei tuoi vestiti agli ignudi. Dà in elemosina quanto ti sopravanza e il tuo occhio non guardi con malevolenzaquando fai l'elemosina.  17  Versa il tuo vino e deponi il tuo pane sulla tomba dei giustinon darne invece ai peccatori.  18  Chiedi il parere ad ogni persona che sia saggia e non disprezzare nessun buon consiglio.  19  In ogni circostanza benedici il Signore e domanda che ti sia guida nelle tue vie e che i tuoi sentieri e i tuoi desideri giungano a buon finepoiché nessun popolo possiede la saggezzama è il Signore che elargisce ogni bene. Il Signore esalta o umilia chi vuole fino nella regione sotterranea. Infineo figlioconserva nella mente questi comandamentinon lasciare che si cancellino dal tuo cuore.

 20  Orafiglioti faccio sapere che ho depositato dieci talenti d'argento presso Gabael figlio di Gabria Rage di Media.  21  Non temere se siamo diventati poveri. Tu avrai una grande ricchezza se avrai il timor di Diose rifuggirai da ogni peccato e farai ciò che piace al Signore Dio tuo».

 

Cap. 5

V. IL COMPAGNO

 1  Allora Tobia rispose al padre: «Quanto mi hai comandato io faròo padre.  2  Ma come potrò riprendere la sommadal momento che lui non conosce mené io conosco lui? Che segno posso dargliperché mi riconoscami creda e mi consegni il denaro? Inoltre non sono pratico delle strade della Media per andarvi».  3  Rispose Tobi al figlio: «Mi ha dato un documento autografo e anch'io gli ho consegnato un documento scritto; lo divisi in due parti e ne prendemmo ciascuno una parte; l'altra parte la lasciai presso di lui con il denaro. Sono ora vent'anni da quando ho depositato quella somma. Cercati dunqueo figlioun uomo di fiducia che ti faccia da guida. Lo pagheremo per tutto il tempo fino al tuo ritorno. Và dunque da Gabael a ritirare il denaro».

 4  Uscì Tobia in cerca di uno pratico della strada che lo accompagnasse nella Media. Uscì e si trovò davanti l'angelo Raffaelenon sospettando minimamente che fosse un angelo di Dio.  5  Gli disse: «Di dove seio giovane?». Rispose: «Sono uno dei tuoi fratelli Israelitivenuto a cercare lavoro». Riprese Tobia: «Conosci la strada per andare nella Media?».  6  Gli disse: «Certoparecchie volte sono stato là e conosco bene tutte le strade. Spesso mi recai nella Media e alloggiai presso Gabaelun nostro fratello che abita a Rage di Media. Ci sono due giorni di cammino da Ecbàtana a Rage. Rage è sulle montagne ed Ecbàtana è nella pianura».  7  E Tobia a lui: «Aspettao giovaneche vada ad avvertire mio padre. Ho bisogno che tu venga con me e ti pagherò il tuo salario».  8  Gli rispose: «Eccoti attendo; soltanto non tardare».  9  Tobia andò ad informare suo padre Tobi dicendogli: «Eccoho trovato un uomo tra i nostri fratelli Israeliti». Gli rispose: «Chiamaloperché io sappia di che famiglia e di che tribù è e se è persona fidata per venire con teo figlio».  10  Tobia uscì a chiamarlo: «Quel giovanemio padre ti chiama». Entrò da lui. Tobi lo salutò per primo e l'altro gli disse: «Possa tu avere molta gioia!». Tobi rispose: «Che gioia posso ancora avere? Sono un uomo cieco; non vedo la luce del cielo; mi trovo nella oscurità come i morti che non contemplano più la luce. Anche se vivodimoro con i morti; sento la voce degli uominima non li vedo». Gli rispose: «Fatti coraggioDio non tarderà a guarirticoraggio!». E Tobi: «Mio figlio Tobia vuole andare nella Media. Non potresti accompagnarlo? Io ti pagheròfratello!». Rispose: «Sìposso accompagnarlo; conosco tutte le strade. Mi sono recato spesso nella Media. Ho attraversato tutte le sue pianure e i suoi monti e ne conosco tutte le strade».  11  Tobi a lui: «Fratellodi che famiglia e di che tribù sei? Indicamelofratello».  12  Ed egli: «Che ti serve la famiglia e la tribù? Cerchi una famiglia e una tribù o un mercenario che accompagni tuo figlio nel viaggio?». L'altro gli disse: «Voglio sapere con verità di chi tu sei figlio e il tuo vero nome».  13  Rispose: «Sono Azariafiglio di Anania il grandeuno dei tuoi fratelli».  14  Gli disse allora: «Sii benvenuto e in buona saluteo fratello! Non avertene a malefratellose ho voluto sapere la verità sulla tua famiglia. Tu dunque sei mio parentedi bella e buona discendenza! Conoscevo Anania e Natani due figli di Semeia il grande. Venivano con me a Gerusalemme e là facevano adorazione insieme con me; non hanno abbandonato la retta via. I tuoi fratelli sono brava gente; tu sei di buona radice: sii benvenuto!».  15  Continuò: «Ti dò una dramma al giornooltre quello che occorre a te e a mio figlio insieme. Fà dunque il viaggio con mio figlio e poi ti darò ancora di più».  16  Gli disse: «Farò il viaggio con lui. Non temere; partiremo sani e sani ritorneremoperché la strada è sicura».  17  Tobi gli disse: «Sia con te la benedizioneo fratello!». Si rivolse poi al figlio e gli disse: «Figlioprepara quanto occorre per il viaggio e parti con questo tuo fratello. Dioche è nei cielivi conservi sani fin là e vi restituisca a me sani e salvi; il suo angelo vi accompagni con la sua protezioneo figliuolo!».

 18  Tobia si preparò per il viaggio euscito per mettersi in camminobaciò il padre e la madre. E Tobi gli disse: «Fà buon viaggio!».  19  Allora la madre si mise a piangere e disse a Tobi: «Perché hai voluto che mio figlio partisse? Non è lui il bastone della nostra manoluila guida dei nostri passi? Si lasci perdere il denaro e vada in cambio di nostro figlio.  20  Quel genere di vita che ci è stato dato dal Signore è abbastanza per noi».  21  Le disse: «Non stare in pensiero: nostro figlio farà buon viaggio e tornerà in buona salute da noi. I tuoi occhi lo vedranno il giorno in cui tornerà sano e salvo da te.  22  Non stare in pensieronon temere per loroo sorella. Un buon angelo infatti lo accompagneràriuscirà bene il suo viaggio e tornerà sano e salvo».  23  Essa cessò di piangere.

 

Cap. 6

VI. IL PESCE

 1  Il giovane partì insieme con l'angelo e anche il cane li seguì e s'avviò con loro. Camminarono insieme finché li sorprese la prima sera; allora si fermarono a passare la notte sul fiume Tigri.  2  Il giovane scese nel fiume per lavarsi i piediquand'ecco un grosso pesce balzò dall'acqua e tentò di divorare il piede del ragazzoche si mise a gridare.  3  Ma l'angelo gli disse: «Afferra il pesce e non lasciarlo fuggire». Il ragazzo riuscì ad afferrare il pesce e a tirarlo a riva.  4  Gli disse allora l'angelo: «Aprilo e togline il fieleil cuore e il fegato; mettili in disparte e getta via invece gli intestini. Il fieleil cuore e il fegato possono essere utili medicamenti».  5  Il ragazzo squartò il pescene tolse il fieleil cuore e il fegato; arrostì una porzione del pesce e la mangiò; l'altra parte la mise in serbo dopo averla salata.  6  Poi tutti e due insieme ripresero il viaggiofinché non furono vicini alla Media.  7  Allora il ragazzo rivolse all'angelo questa domanda: «Azariafratelloche rimedio può esserci nel cuorenel fegato e nel fiele del pesce?».  8  Gli rispose: «Quanto al cuore e al fegatone puoi fare suffumigi in presenza di una personauomo o donnainvasata dal demonio o da uno spirito cattivo e cesserà in essa ogni vessazione e non ne resterà più traccia alcuna.  9  Il fiele invece serve per spalmarlo sugli occhi di uno affetto da albugine; si soffia su quelle macchie e gli occhi guariscono».

 10  Erano entrati nella Media e gia erano vicini a Ecbàtana 11  quando Raffaele disse al ragazzo: «Fratello Tobia!». Gli rispose: «Eccomi». Riprese: «Questa notte dobbiamo alloggiare presso Ragueleche è tuo parente. Egli ha una figlia chiamata Sara  12  e all'infuori di Sara nessun altro figlio o figlia. Tucome il parente più strettohai diritto di sposarla più di qualunque altro uomo e di avere in eredità i beni di suo padre. E' una ragazza seriacoraggiosamolto graziosa e suo padre è una brava persona».  13  E aggiunse: «Tu hai il diritto di sposarla. Ascoltamifratello; io parlerò della fanciulla al padre questa seraperché la serbi come tua fidanzata. Quando torneremo da Ragefaremo il matrimonio. So che Raguele non potrà rifiutarla a te o prometterla ad altri; egli incorrerebbe nella morte secondo la prescrizione della legge di Mosèpoiché egli sa che prima di ogni altro spetta a te avere sua figlia. Ascoltamidunquefratello. Questa sera parleremo della fanciulla e ne domanderemo la mano. Al nostro ritorno da Rage la prenderemo e la condurremo con noi a casa tua».  14  Allora Tobia rispose a Raffaele: «Fratello Azariaho sentito dire che essa è gia stata data in moglie a sette uomini ed essi sono morti nella stanza nuziale la notte stessa in cui dovevano unirsi a lei. Ho sentito inoltre dire che un demonio le uccide i mariti.  15  Per questo ho paura: il demonio è geloso di leia lei non fa del malema se qualcuno le si vuole accostareegli lo uccide. Io sono l'unico figlio di mio padre. Ho paura di morire e di condurre così alla tomba la vita di mio padre e di mia madre per l'angoscia della mia perdita. Non hanno un altro figlio che li possa seppellire».  16  Ma quello gli disse: «Hai forse dimenticato i moniti di tuo padreche ti ha raccomandato di prendere in moglie una donna del tuo casato? Ascoltamidunqueo fratello: non preoccuparti di questo demonio e sposala. Sono certo che questa sera ti verrà data in moglie.  17  Quando però entri nella camera nuzialeprendi il cuore e il fegato del pesce e mettine un poco sulla brace degli incensi. L'odore si spanderàil demonio lo dovrà annusare e fuggirà e non comparirà più intorno a lei.  18  Poiprima di unirti con essaalzatevi tutti e due a pregare. Supplicate il Signore del cielo perché venga su di voi la sua grazia e la sua salvezza. Non temere: essa ti è stata destinata fin dall'eternità. Sarai tu a salvarla. Ti seguirà e penso che da lei avrai figli che saranno per te come fratelli. Non stare in pensiero».  19  Quando Tobia sentì le parole di Raffaele e seppe che Sara era sua consanguinea della stirpe della famiglia di suo padrel'amò al punto da non saper più distogliere il cuore da lei.

 

Cap. 7

VII. RAGUELE

 1  Quando fu entrato in EcbàtanaTobia disse: «Fratello Azariaconducimi diritto da nostro fratello Raguele». Egli lo condusse alla casa di Ragueleche trovarono seduto presso la porta del cortile. Lo salutarono per primi ed egli rispose: «Salute fratellisiate i benvenuti!». Li fece entrare in casa.  2  Disse alla moglie Edna: «Quanto somiglia questo giovane a mio fratello Tobi!».  3  Edna domandò loro: «Di dove sietefratelli?»ed essi risposero: «Siamo dei figli di Nèftalideportati a Ninive».  4  Disse allora: «Conoscete nostro fratello Tobi?». Le dissero: «Lo conosciamo». Riprese: «Come sta?».  5  Risposero: «Vive e sta bene». E Tobia aggiunse: «E' mio padre».  6  Raguele allora balzò in piedil'abbracciò e pianse. Poi gli disse: «Sii benedettofigliolo! Sei il figlio di un ottimo padre. Che sventura per un uomo giusto e largo di elemosine essere diventato cieco!». Si gettò al collo del parente Tobia e pianse.  7  Pianse anche la moglie Edna e pianse anche la loro figlia Sara.  8  Poi egli macellò un montone del gregge e fece loro una calorosa accoglienza.  9  Si lavaronofecero le abluzioni equando si furono messi a tavolaTobia disse a Raffaele: «Fratello Azariadomanda a Raguele che mi dia in moglie mia cugina Sara».  10  Raguele udì queste parole e disse al giovane: «Mangiabevi e stà allegro per questa serapoiché nessuno all'infuori di temio parenteha il diritto di prendere mia figlia Saracome del resto neppure io ho la facoltà di darla ad un altro uomo all'infuori di tepoiché tu sei il mio parente più stretto. Peròfigliovogliono dirti con franchezza la verità.  11  L'ho data a sette maritiscelti tra i nostri fratellie tutti sono morti la notte stessa delle nozze. Ora mangia e bevifigliolo; il Signore provvederà».  12  Ma Tobia disse: «Non mangerò affatto né berròprima che tu abbia preso una decisione a mio riguardo». Rispose Raguele: «Lo farò! Essa ti viene data secondo il decreto del libro di Mosè e come dal cielo è stato stabilito che ti sia data. Prendi dunque tua cuginad'ora in poi tu sei suo fratello e lei tua sorella. Ti viene concessa da oggi per sempre. Il Signore del cielo vi assista questa nottefiglio mioe vi conceda la sua misericordia e la sua pace».

 13  Raguele chiamò la figlia Sara e quando essa venne la prese per mano e l'affidò a Tobia con queste parole: «Prendila; secondo la legge e il decreto scritto nel libro di Mosè ti viene concessa in moglie. Tienila e sana e salva conducila da tuo padre. Il Dio del cielo vi assista con la sua pace».  14  Chiamò poi la madre di lei e le disse di portare un foglio e stese il documento di matrimoniosecondo il quale concedeva in moglie a Tobia la propria figliain base al decreto della legge di Mosè. Dopo di ciò cominciarono a mangiare e a bere.  15  Poi Raguele chiamò la moglie Edna e le disse: «Sorella miaprepara l'altra camera e conducila dentro».  16  Essa andò a preparare il letto della cameracome le aveva ordinatoe vi condusse la figlia. Pianse per leipoi si asciugò le lacrime e disse:  17  «Coraggiofigliail Signore del cielo cambi in gioia il tuo dolore. Coraggiofiglia!». E uscì.

 

Cap. 8

VIII. LA TOMBA

 1  Quando ebbero finito di mangiare e di beredecisero di andare a dormire. Accompagnarono il giovane e lo introdussero nella camera da letto.  2  Tobia allora si ricordò delle parole di Raffaele: prese dal suo sacco il fegato e il cuore del pesce e li pose sulla brace dell'incenso.  3  L'odore del pesce respinse il demonioche fuggì nelle regioni dell'alto Egitto. Raffaele vi si recò all'istante e in quel luogo lo incatenò e lo mise in ceppi.  4  Gli altri intanto erano usciti e avevano chiuso la porta della camera. Tobia si alzò dal letto e disse a Sara: «Sorellaalzati! Preghiamo e domandiamo al Signore che ci dia grazia e salvezza».  5  Essa si alzò e si misero a pregare e a chiedere che venisse su di loro la salvezzadicendo: «Benedetto sei tuDio dei nostri padrie benedetto per tutte le generazioni è il tuo nome! Ti benedicano i cieli e tutte le creature per tutti i secoli!  6  Tu hai creato Adamo e hai creato Eva sua moglieperché gli fosse di aiuto e di sostegno. Da loro due nacque tutto il genere umano. Tu hai detto: non è cosa buona che l'uomo resti solo; facciamogli un aiuto simile a lui.  7  Ora non per lussuria io prendo questa mia parentema con rettitudine d'intenzione. Dègnati di aver misericordia di me e di lei e di farci giungere insieme alla vecchiaia».  8  E dissero insieme: «Amenamen!».  9  Poi dormirono per tutta la notte.

 10  Ma Raguele si alzò; chiamò i servi e andò con loro a scavare una fossa. Diceva infatti: «Caso mai sia mortonon abbiamo a diventare oggetto di scherno e di ribrezzo».  11  Quando ebbero terminato di scavare la tombaRaguele tornò in casa; chiamò la moglie  12  e le disse: «Manda in camera una delle serve a vedere se è vivo; cosìse è mortolo seppelliremo senza che nessuno lo sappia».  13  Mandarono avanti la servaaccesero la lampada e aprirono la porta; essa entrò e li trovò che dormivano insiemeimmersi in un sonno profondo.  14  La serva uscì e riferì loro che era vivo e che non era successo nulla di male.  15  Benedissero allora il Dio del cielo: «Tu sei benedettoo Diocon ogni pura benedizione. Ti benedicano per tutti i secoli!  16  Tu sei benedettoperché mi hai rallegrato e non è avvenuto ciò che temevoma ci hai trattato secondo la tua grande misericordia.  17  Tu sei benedettoperché hai avuto compassione dei due figli unici. Concedi loroSignoregrazia e salvezza e falli giungere fino al termine della loro vita in mezzo alla gioia e alla grazia».  18  Allora ordinò ai servi di riempire la fossa prima che si facesse giorno.

 19  Raguele ordinò alla moglie di fare il pane in abbondanza; andò a prendere dalla mandria due vitelli e quattro montoni; li fece macellare e cominciarono così a preparare il banchetto.

 20  Poi chiamò Tobia e sotto giuramento gli disse: «Per quattordici giorni non te ne andrai di quima ti fermerai da me a mangiare e a bere e così allieterai l'anima gia tanto afflitta di mia figlia.  21  Di quanto possiedo prenditi la metà e torna sano e salvo da tuo padre. Quando io e mia moglie saremo mortianche l'altra metà sarà vostra. Coraggiofiglio! Io sono tuo padre ed Edna è tua madre; noi apparteniamo a te come a questa tua sorella da ora per sempre. Coraggiofiglio!».

 

Cap. 9

IX. LE NOZZE

 1  Allora Tobia chiamò Raffaele e gli disse:  2  «Fratello Azariaprendi con te quattro servi e due cammelli e mettiti in viaggio per Rage.  3  Và da Gabaelconsegnagli il documentoriporta il denaro e conduci anche lui con te alle feste nuziali.  4  Tu sai infatti che mio padre starà a contare i giorni ese tarderò anche di un solo giornolo farò soffrire troppo. Vedi bene che cosa ha giurato Raguele e io non posso trasgredire il suo giuramento».  5  Partì dunque Raffaele per Rage di Media con quattro servi e due cammelli. Alloggiarono da Gabael. Raffaele gli presentò il documento e insieme lo informò che Tobiafiglio di Tobiaveva preso moglie e lo invitava alle nozze. Gabael andò subito a prendere i sacchettiancora con i loro sigilli e li contò in sua presenza; poi li caricarono sui cammelli.  6  Partirono insieme di buon mattino per andare alle nozze. Giunti da Ragueletrovarono Tobia adagiato a tavola. Egli saltò in piedi a salutarlo e Gabael pianse e lo benedisse: «Figlio ottimo di un uomo ottimogiusto e largo di elemosineconceda il Signore la benedizione del cielo a tea tua moglieal padre e alla madre di tua moglie. Benedetto Diopoiché ho visto mio cugino Tobivedendo te che tanto gli somigli!».

 

Cap. 10

 1  Ogni giorno intanto Tobi contava le giornatequante erano necessarie all'andata e quante al ritorno. Quando poi i giorni furono al termine e il figlio non era ancora tornato 2  pensò: «Forse sarà stato trattenuto là? O sarà morto Gabael e nessuno gli darà il denaro?».  3  Cominciò così a rattristarsi.  4  La moglie Anna diceva: «Mio figlio è perito e non è più tra i viviperché troppo è il ritardo».  5  E cominciò a piangere e a lamentarsi sul proprio figlio dicendo: «Ahimèfiglioperché ho lasciato partire te che eri la luce dei miei occhi!».  6  Le rispondeva Tobi: «Tacinon stare in pensierosorella; egli sta bene. Certo li trattiene là qualche fatto imprevisto. Del resto l'uomo che lo accompagnava è sicuro ed è uno dei nostri fratelli. Non affliggerti per luisorella; tra poco sarà qui».  7  Ma essa replicava: «Lasciami stare e non ingannarmi! Mio figlio è perito». E subito usciva e osservava la strada per la quale era partito il figlio; così faceva ogni giorno senza lasciarsi persuadere da nessuno. Quando il sole era tramontatorientrava a piangere e a lamentarsi per tutta la notte e non prendeva sonno.

 8  Compiutisi i quattordici giorni delle feste nuzialiche Raguele con giuramento aveva stabilito di fare per la propria figliaTobia andò da lui e gli disse: «Lasciami partire. Sono certo che mio padre e mia madre non hanno più speranza di rivedermi. Ti prego dunqueo padredi volermi congedare: possa così tornare da mio padre. Gia ti ho spiegato in quale condizione l'ho lasciato».  9  Rispose Raguele a Tobia: «Resta figlioresta con me. Manderò messaggeri a tuo padre Tobiperché lo informino sul tuo conto». Ma quegli disse: «Noti prego di lasciarmi andare da mio padre».  10  Allora Raguelealzatosiconsegnò a Tobia la sposa Sara con metà dei suoi beniservi e servebuoi e pecoreasini e cammellivestidenaro e masserizie.  11  Li congedò in buona salute. A lui poi rivolse questo saluto: «Stà sanoo figlioe fà buon viaggio! Il Signore del cielo assista te e Sara tua moglie e possa io vedere i vostri figli prima di morire».  12  Poi abbracciò Sara sua figlia e disse: «Onora tuo suocero e tua suocerapoiché da questo momento essi sono i tuoi genitoricome coloro che ti hanno dato la vita. Và in pacefigliae possa sentire buone notizie a tuo riguardofinché sarò in vita». Dopo averli salutatili congedò.  13  Da parte sua Edna disse a Tobia: «Figlio e fratello carissimoil Signore ti riconduca a casa e possa io vedere i figli tuoi e di Sara mia figlia prima di morireper gioire davanti al Signore. Ti affido mia figlia in custodia. Non farla soffrire in nessun giorno della tua vita. Figliovà in pace. D'ora in avanti io sono tua madre e Sara è tua sorella. Possiamo tutti insieme avere buona fortuna per tutti i giorni della nostra vita». Li baciò tutti e due e li congedò in buona salute.  14  Allora Tobia partì da Raguele in buona salute e lietobenedicendo il Signore del cielo e della terrail re dell'universoperché aveva dato buon esito al suo viaggio. Benedisse Raguele ed Edna sua moglie con quest'augurio: «Possa io avere la fortuna di onorarvi tutti i giorni della vostra vita».

 

Cap. 11

X. GLI OCCHI

 1  Quando furono nei pressi di Kaserindi fronte a Ninivedisse Raffaele:  2  «Tu sai in quale condizione abbiamo lasciato tuo padre.  3  Corriamo avantiprima di tua mogliee prepariamo la casamentre gli altri vengono».  4  Allora s'incamminarono tutti e due insieme. Poi Raffaele gli disse: «Prendi in mano il fiele». Il cane li seguiva.  5  Anna intanto sedeva a scrutare la strada per la quale era partito il figlio.  6  Le parve di vederlo venire e disse al padre di lui: «Ecco viene tuo figlio con l'uomo che l'accompagnava».  7  Raffaele disse a Tobia prima di avvicinarsi al padre: «Io so che i suoi occhi si apriranno.  8  Spalma il fiele del pesce sui suoi occhi; il farmaco intaccherà e asporterà come scaglie le macchie bianche dai suoi occhi. Così tuo padre riavrà la vista e vedrà la luce».  9  Anna corse avanti e si gettò al collo del figlio dicendogli: «Ti rivedoo figlio. Ora posso morire!». E pianse.  10  Tobi si alzò eincespicandouscì dalla porta del cortile.  11  Tobia gli andò incontrotenendo in mano il fiele del pesce. Soffiò sui suoi occhi e lo trasse vicinodicendo: «Coraggiopadre!». Spalmò il farmaco che operò come un morso 12  poi distaccò con le mani le scaglie bianche dai margini degli occhi.  13  Tobi gli si buttò al collo e piansedicendo: «Ti vedofiglioluce dei miei occhi!».  14  E aggiunse: «Benedetto Dio! Benedetto il suo grande nome! Benedetti tutti i suoi angeli santi! Benedetto il suo grande nome su di noi e benedetti i suoi angeli per tutti i secoli. Perché egli mi ha colpito ma poi ha avuto pietà ed eccoora io contemplo mio figlio Tobia».  15  Tobia entrò in casa lietobenedicendo Dio con quanta voce aveva. Poi Tobia informò suo padre del viaggio che aveva compiuto felicementedel denaro che aveva riportatodi Sara figlia di Ragueleche aveva presa in moglie e che stava venendo e che si trovava ormai vicinaalla porta di Ninive.  16  Allora Tobi uscì verso la porta di Ninive incontro alla sposa di luilieto e benedicendo Dio. Quando la gente di Ninive lo vide passare e camminare con tutto il vigore di un temposenza che alcuno lo conducesse per manofu presa da meraviglia; Tobi proclamava davanti a loro che Dio aveva avuto pietà di lui e che gli aveva aperto gli occhi.  17  Tobi si avvicinò poi a Sarala sposa di suo figlio Tobiae la benedisse: «Sii la benvenutafiglia! Benedetto sia il tuo Dioperché ti ha condotta da noifiglia! Benedetto sia tuo padrebenedetto mio figlio Tobia e benedetta tuo figlia! Entra nella casa che è tua in buona salute e benedizione e gioia; entrao figlia!».  18  In quel giorno ci fu una grande festa per tutti i Giudei di Ninive  19  e Achikar e Nadab suoi cugini vennero a congratularsi con Tobi.  20  E si festeggiarono le nozze di Tobia con gioia per sette giorni.

 

Cap. 12

XI. RAFFAELE

 1  Quando furon terminate le feste nuzialiTobi chiamò il figlio Tobia e gli disse: «Figlio miopensa a dare la ricompensa dovuta a colui che ti ha accompagnato e ad aggiungere qualcosa d'altro alla somma pattuita».  2  Gli disse Tobia: «Padrequanto potrò dargli come salario? Anche se gli lasciassi la metà dei beni che egli ha portati con meio non ci perderei.  3  Egli mi ha condotto sano e salvomi ha guarito la moglieè andato a prendere per me il denaro e infine ha guarito te! Quanto posso ancora dargli come salario?».  4  Tobi rispose: «E' giusto ch'egli riceva la metà di tutti i beni che ha riportati».  5  Fece dunque venire l'angelo e gli disse: «Prendi come tuo salario la metà di tutti i beni che tu hai portati e và in pace».  6  Allora Raffaele li chiamò tutti e due in disparte e disse loro: «Benedite Dio e proclamate davanti a tutti i viventi il bene che vi ha fattoperché sia benedetto e celebrato il suo nome. Fate conoscere a tutti gli uomini le opere di Diocome è giustoe non trascurate di ringraziarlo.  7  E' bene tener nascosto il segreto del rema è cosa gloriosa rivelare e manifestare le opere di Dio. Fate ciò che è bene e non vi colpirà alcun male.  8  Buona cosa è la preghiera con il digiuno e l'elemosina con la giustizia. Meglio il poco con giustizia che la ricchezza con ingiustizia. Meglio è praticare l'elemosina che mettere da parte oro.  9  L'elemosina salva dalla morte e purifica da ogni peccato. Coloro che fanno l'elemosina godranno lunga vita.  10  Coloro che commettono il peccato e l'ingiustizia sono nemici della propria vita.  11  Io vi voglio manifestare tutta la veritàsenza nulla nascondervi: vi ho gia insegnato che è bene nascondere il segreto del rementre è cosa gloriosa rivelare le opere di Dio.  12  Sappiate dunque chequando tu e Sara eravate in preghieraio presentavo l'attestato della vostra preghiera davanti alla gloria del Signore. Così anche quando tu seppellivi i morti.  13  Quando poi tu non hai esitato ad alzarti e ad abbandonare il tuo pranzo e sei andato a curare la sepoltura di quel mortoallora io sono stato inviato per provare la tua fede 14  ma Dio mi ha inviato nel medesimo tempo per guarire te e Sara tua nuora.  15  Io sono Raffaeleuno dei sette angeli che sono sempre pronti ad entrare alla presenza della maestà del Signore».  16  Allora furono riempiti di terrore tutti e due; si prostrarono con la faccia a terra ed ebbero una grande paura.  17  Ma l'angelo disse loro: «Non temete; la pace sia con voi. Benedite Dio per tutti i secoli.  18  Quando ero con voiio non stavo con voi per mia iniziativama per la volontà di Dio: lui dovete benedire semprea lui cantate inni.  19  A voi sembrava di vedermi mangiarema io non mangiavo nulla: ciò che vedevate era solo apparenza.  20  Ora benedite il Signore sulla terra e rendete grazie a Dio. Io ritorno a colui che mi ha mandato. Scrivete tutte queste cose che vi sono accadute». E salì in alto.  21  Essi si rialzaronoma non poterono più vederlo.  22  Allora andavano benedicendo e celebrando Dio e lo ringraziavano per queste grandi opereperché era loro apparso l'angelo di Dio.

 

Cap. 13

XII. SION

 1  Allora Tobi scrisse questa preghiera di esultanza e disse:

« 2  Benedetto Dio che vive in eterno
il suo regno dura per tutti i secoli;
Egli castiga e usa misericordia
fa scendere negli abissi della terra
fa risalire dalla Grande Perdizione
e nulla sfugge alla sua mano.

 3  Lodatelofigli d'Israeledavanti alle genti;
Egli vi ha disperso in mezzo ad esse
 4  per proclamare la sua grandezza.

Esaltatelo davanti ad ogni vivente;
è lui il Signoreil nostro Dio
lui il nostro Padreil Dio per tutti i secoli.

 5  Vi castiga per le vostre ingiustizie
ma userà misericordia a tutti voi.
Vi raduna da tutte le genti
fra le quali siete stati dispersi.

 6  Convertitevi a lui con tutto il cuore e con tutta l'anima
per fare la giustizia davanti a Lui
allora Egli si convertirà a voi
e non vi nasconderà il suo volto.

 7  Ora contemplate ciò che ha operato con voi
e ringraziatelo con tutta la voce;
benedite il Signore della giustizia
ed esaltate il re dei secoli.

 8  Io gli do lode nel paese del mio esilio
e manifesto la sua forza e grandezza a un popolo di peccatori.

Convertitevio peccatorie operate la giustizia davanti a lui;
chi sa che non torni ad amarvi e vi usi misericordia?

 9  Io esalto il mio Dio e celebro il re del cielo
ed esulto per la sua grandezza.

 10  Tutti ne parlino
e diano lode a lui in Gerusalemme.
Gerusalemmecittà santa
ti ha castigata per le opere dei tuoi figli
e avrà ancora pietà per i figli dei giusti.

 11  Dà lode degnamente al Signore
e benedici il re dei secoli;
egli ricostruirà in te il suo tempio con gioia
 12  per allietare in te tutti i deportati
per far contenti in te tutti gli sventurati
per tutte le generazioni dei secoli.

 13  Come luce splendida brillerai sino ai confini della terra;
nazioni numerose verranno a te da lontano;
gli abitanti di tutti i confini della terra
verranno verso la dimora del tuo santo nome
portando in mano i doni per il re del cielo.

Generazioni e generazioni esprimeranno in te l'esultanza
e il nome della città eletta durerà nei secoli.

 14  Maledetti coloro che ti malediranno
maledetti saranno quanti ti distruggono
demoliscono le tue mura
rovinano le tue torri
e incendiano le tue abitazioni!

Ma benedetti sempre quelli che ti ricostruiranno.
 15  Sorgi ed esulta per i figli dei giusti
tutti presso di te si raduneranno
e benediranno il Signore dei secoli.

Beati coloro che ti amano
beati coloro che gioiscono per la tua pace.

 16  Beati coloro che avranno pianto per le tue sventure:
gioiranno per te e vedranno tutta la tua gioia per sempre.

Anima miabenedici il Signoreil gran re
 17  Gerusalemme sarà ricostruita
come città della sua residenza per sempre.

Beato sarò iose rimarrà un resto della mia discendenza
per vedere la tua gloria e dar lode al re del cielo.

Le porte di Gerusalemme
saranno ricostruite di zaffiro e di smeraldo
e tutte le sue mura di pietre preziose.

Le torri di Gerusalemme si costruiranno con l'oro
e i loro baluardi con oro finissimo.

Le strade di Gerusalemme saranno lastricate
con turchese e pietra di Ofir.

 18  Le porte di Gerusalemme risuoneranno di canti di
esultanzae in tutte le sue case canteranno: «Alleluia!

Benedetto il Dio d'Israele
e benedetti coloro che benedicono il suo santo nome
per sempre e nei secoli!».

 

Cap. 14

XIII. NINIVE

 1  Qui finirono le parole del canto di Tobi.

 2  Tobi morì in pace all'età di centododici anni e fu sepolto con onore a Ninive. Egli aveva sessantadue anni quando divenne cieco; dopo la sua guarigione visse nella felicitàpraticò l'elemosina e continuò sempre a benedire Dio e a celebrare la sua grandezza.  3  Quando stava per morirefece venire il figlio Tobia e gli diede queste istruzioni:  4  «Figlioporta via i tuoi figli e rifugiati in Mediaperché io credo alla parola di Dioche Nahum ha pronunziato su Ninive. Tutto dovrà accaderetutto si realizzerà sull'Assiria e su Ninivecome hanno predetto i profeti d'Israeleche Dio ha inviati; non una delle loro parole cadrà. Ogni cosa capiterà a suo tempo. Vi sarà maggior sicurezza in Media che in Assiria o in Babilonia. Perché io so e credo che quanto Dio ha detto si compirà e avverrà e non cadrà una sola parola delle profezie. I nostri fratelli che abitano il paese d'Israele saranno tutti dispersi e deportati lontano dal loro bel paese e tutto il paese d'Israele sarà ridotto a un deserto. Anche Samaria e Gerusalemme diventeranno un deserto e il tempio di Dio sarà nell'afflizione e resterà bruciato fino ad un certo tempo.  5  Poi di nuovo Dio avrà pietà di loro e li ricondurrà nel paese d'Israele. Essi ricostruiranno il tempioma non uguale al primofinché sarà completo il computo dei tempi. Dopotorneranno tutti dall'esilio e ricostruiranno Gerusalemme nella sua magnificenza e il tempio di Dio sarà ricostruitocome hanno preannunziato i profeti di Israele.  6  Tutte le genti che si trovano su tutta la terra si convertiranno e temeranno Dio nella verità. Tutti abbandoneranno i loro idoliche li hanno fatti errare nella menzognae benediranno il Dio dei secoli nella giustizia.  7  Tutti gli Israeliti che saranno scampati in quei giorni e si ricorderanno di Dio con sinceritàsi raduneranno e verranno a Gerusalemme e per sempre abiteranno tranquilli il paese di Abramoche sarà dato in loro possesso. Coloro che amano Dio nella verità gioiranno; coloro invece che commettono il peccato e l'ingiustizia spariranno da tutta la terra.  8  Orafiglivi comando: servite Dio nella verità e fate ciò che a lui piace. Anche ai vostri figli insegnate l'obbligo di fare la giustizia e l'elemosinadi ricordarsi di Diodi benedire il suo nome semprenella verità e con tutte le forze.  9  Tu dunquefiglioparti da Ninivenon restare più qui. Dopo aver sepolto tua madre presso di mequel giorno stesso non devi più restare entro i confini di Ninive. Vedo infatti trionfare in essa molta ingiustizia e grande perfidia e neppure se ne vergognano.  10  Vedifiglioquanto ha fatto Nadab al padre adottivo Achikar. Non è stato egli costretto a scendere vivente sotto terra? Ma Dio ha rigettato l'infamia in faccia al colpevole: Achikar ritornò alla luce mentre invece Nadab entrò nelle tenebre eterneperché aveva cercato di far morire Achikar. Per aver praticato l'elemosinaAchikar sfuggì al laccio mortale che gli aveva teso NadabNadab invece cadde in quel laccioche lo fece perire.  11  Cosìfigli mieivedete dove conduce l'elemosina e dove conduce l'iniquità: essa conduce alla morte. Ma eccomi sfugge il respiro!». Essi lo distesero sul letto; morì e fu sepolto con onore.

 12  Quando morì la madreTobia la seppellì vicino al padrepoi partì per la Media con la moglie e i figli. Abitò in Ecbàtanapresso Raguele suo suocero.  13  Curò con onore i suoceri nella loro vecchiaia e li seppellì a Ecbàtana in Media.  14  Tobia ereditò il patrimonio di Raguele come ereditò quello del padre Tobi. Morì da tutti stimato all'età di centodiciassette anni.  15  Prima di morire sentì parlare della rovina di Ninive e vide i prigionieri che venivano deportati in Media per opera di Achiacar re della Media. Benedisse allora Dio per quanto aveva fatto nei confronti degli abitanti di Ninive e dell'Assiria. Prima di morire potè dunque gioire della sorte di Ninive e benedisse il Signore Dio nei secoli dei secoli.




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