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Giobbe

Giobbe

 

 

 

 

 

Cap. 1

I. PROLOGO

Satana mette Giobbe alla prova

 1  C'era nella terra di Uz un uomo chiamato Giobbe: uomo integro e rettotemeva Dio ed era alieno dal male.  2  Gli erano nati sette figli e tre figlie;  3  possedeva settemila pecore e tremila cammellicinquecento paia di buoi e cinquecento asinee molto numerosa era la sua servitù. Quest'uomo era il più grande fra tutti i figli d'oriente.

 4  Ora i suoi figli solevano andare a fare banchetti in casa di uno di lorociascuno nel suo giornoe mandavano a invitare anche le loro tre sorelle per mangiare e bere insieme.  5  Quando avevano compiuto il turno dei giorni del banchettoGiobbe li mandava a chiamare per purificarli; si alzava di buon mattino e offriva olocausti secondo il numero di tutti loro. Giobbe infatti pensava: «Forse i miei figli hanno peccato e hanno offeso Dio nel loro cuore». Così faceva Giobbe ogni volta.

 6  Un giornoi figli di Dio andarono a presentarsi davanti al Signore e anche satana andò in mezzo a loro.  7  Il Signore chiese a satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Da un giro sulla terrache ho percorsa».  8  Il Signore disse a satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e rettoteme Dio ed è alieno dal male».  9  Satana rispose al Signore e disse: «Forse che Giobbe teme Dio per nulla?  10  Non hai forse messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quanto è suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e il suo bestiame abbonda di terra.  11  Ma stendi un poco la mano e tocca quanto ha e vedrai come ti benedirà in faccia!».  12  Il Signore disse a satana: «Eccoquanto possiede è in tuo poterema non stender la mano su di lui». Satana si allontanò dal Signore.

 13  Ora accadde che un giornomentre i suoi figli e le sue figlie stavano mangiando e bevendo in casa del fratello maggiore 14  un messaggero venne da Giobbe e gli disse: «I buoi stavano arando e le asine pascolando vicino ad essi 15  quando i Sabei sono piombati su di essi e li hanno predati e hanno passato a fil di spada i guardiani. Sono scampato io solo che ti racconto questo».

 16  Mentr'egli ancora parlavaentrò un altro e disse: «Un fuoco divino è caduto dal cielo: si è attaccato alle pecore e ai guardiani e li ha divorati. Sono scampato io solo che ti racconto questo».

 17  Mentr'egli ancora parlavaentrò un altro e disse: «I Caldei hanno formato tre bande: si sono gettati sopra i cammelli e li hanno presi e hanno passato a fil di spada i guardiani. Sono scampato io solo che ti racconto questo».

 18  Mentr'egli ancora parlavaentrò un altro e disse: «I tuoi figli e le tue figlie stavano mangiando e bevendo in casa del loro fratello maggiore 19  quand'ecco un vento impetuoso si è scatenato da oltre il deserto: ha investito i quattro lati della casache è rovinata sui giovani e sono morti. Sono scampato io solo che ti racconto questo».

 20  Allora Giobbe si alzò e si stracciò le vestisi rase il capocadde a terrasi prostrò  21  e disse:

«Nudo uscii dal seno di mia madre
e nudo vi ritornerò.
Il Signore ha datoil Signore ha tolto
sia benedetto il nome del Signore!».

 22  In tutto questo Giobbe non peccò e non attribuì a Dio nulla di ingiusto.

 

Cap. 2

 1  Quando un giorno i figli di Dio andarono a presentarsi al Signoreanche satana andò in mezzo a loro a presentarsi al Signore.  2  Il Signore disse a satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Da un giro sulla terra che ho percorsa».  3  Il Signore disse a satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e rettoteme Dio ed è alieno dal male. Egli è ancor saldo nella sua integrità; tu mi hai spinto contro di luisenza ragioneper rovinarlo».  4  Satana rispose al Signore: «Pelle per pelle; tutto quanto hal'uomo è pronto a darlo per la sua vita.  5  Ma stendi un poco la mano e toccalo nell'osso e nella carne e vedrai come ti benedirà in faccia!».  6  Il Signore disse a satana: «Eccolo nelle tue mani! Soltanto risparmia la sua vita».

 7  Satana si allontanò dal Signore e colpì Giobbe con una piaga malignadalla pianta dei piedi alla cima del capo.  8  Giobbe prese un coccio per grattarsi e stava seduto in mezzo alla cenere.  9  Allora sua moglie disse: «Rimani ancor fermo nella tua integrità? Benedici Dio e muori!».  10  Ma egli le rispose: «Come parlerebbe una stolta tu hai parlato! Se da Dio accettiamo il beneperché non dovremo accettare il male?».

In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra.

 11  Nel frattempo tre amici di Giobbe erano venuti a sapere di tutte le disgrazie che si erano abbattute su di lui. Partironociascuno dalla sua contradaElifaz il TemanitaBildad il Suchita e Zofar il Naamatitae si accordarono per andare a condolersi con lui e a consolarlo.  12  Alzarono gli occhi da lontano ma non lo riconobbero edando in gridasi misero a piangere. Ognuno si stracciò le vesti e si cosparse il capo di polvere.  13  Poi sedettero accanto a lui in terraper sette giorni e sette nottie nessuno gli rivolse una parolaperché vedevano che molto grande era il suo dolore.

 

Cap. 3

II. DIALOGO

1. PRIMO CICLO DI DISCORSI

Giobbe maledice il giorno della sua nascita

 1  DopoGiobbe aprì la bocca e maledisse il suo giorno;  2  prese a dire:

 3  Perisca il giorno in cui nacqui
e la notte in cui si disse: «E' stato concepito un
uomo!».
 4  Quel giorno sia tenebra
non lo ricerchi Dio dall'alto
né brilli mai su di esso la luce.
 5  Lo rivendichi tenebra e morte
gli si stenda sopra una nube
e lo facciano spaventoso gli uragani del giorno!
 6  Quel giorno lo possieda il buio
non si aggiunga ai giorni dell'anno
non entri nel conto dei mesi.
 7  Eccoquella notte sia lugubre
e non entri giubilo in essa.
 8  La maledicano quelli che imprecano al giorno
che sono pronti a evocare Leviatan.
 9  Si oscurino le stelle del suo crepuscolo
speri la luce e non venga;
non veda schiudersi le palpebre dell'aurora
 10  poiché non mi ha chiuso il varco del grembo
materno
e non ha nascosto l'affanno agli occhi miei!
 11  E perché non sono morto fin dal seno di mia madre
e non spirai appena uscito dal grembo?
 12  Perché due ginocchia mi hanno accolto
e perché due mammelleper allattarmi?
 13  Sìora giacerei tranquillo
dormirei e avrei pace
 14  con i re e i governanti della terra
che si sono costruiti mausolei
 15  o con i principiche hanno oro
e riempiono le case d'argento.
 16  Oppurecome aborto nascostopiù non sarei
o come i bimbi che non hanno visto la luce.
 17  Laggiù i malvagi cessano d'agitarsi
laggiù riposano gli sfiniti di forze.
 18  I prigionieri hanno pace insieme
non sentono più la voce dell'aguzzino.
 19  Laggiù è il piccolo e il grande
e lo schiavo è libero dal suo padrone.
 20  Perché dare la luce a un infelice
e la vita a chi ha l'amarezza nel cuore
 21  a quelli che aspettano la morte e non viene
che la cercano più di un tesoro
 22  che godono alla vista di un tumulo
gioiscono se possono trovare una tomba...
 23  a un uomola cui via è nascosta
e che Dio da ogni parte ha sbarrato?
 24  Cosìal posto del cibo entra il mio gemito
e i miei ruggiti sgorgano come acqua
 25  perché ciò che temo mi accade
e quel che mi spaventa mi raggiunge.
 26  Non ho tranquillitànon ho requie
non ho riposo e viene il tormento!

 

Cap. 4

Fiducia in Dio

 1  Elifaz il Temanita prese la parola e disse:

 2  Se si tenta di parlartiti sarà forse gravoso?
Ma chi può trattenere il discorso?
 3  Eccotu hai istruito molti
e a mani fiacche hai ridato vigore;
 4  le tue parole hanno sorretto chi vacillava
e le ginocchia che si piegavano hai rafforzato.
 5  Ma ora questo accade a te e ti abbatti;
capita a te e ne sei sconvolto.
 6  La tua pietà non era forse la tua fiducia
e la tua condotta integrala tua speranza?
 7  Ricordalo: quale innocente è mai perito
e quando mai furon distrutti gli uomini retti?
 8  Per quanto io ho vistochi coltiva iniquità
chi semina affannili raccoglie.
 9  A un soffio di Dio periscono
e dallo sfogo della sua ira sono annientati.
 10  Il ruggito del leone e l'urlo del leopardo
e i denti dei leoncelli sono frantumati.
 11  Il leone è perito per mancanza di preda
e i figli della leonessa sono stati dispersi.
 12  A me fu recatafurtivauna parola
e il mio orecchio ne percepì il lieve sussurro.
 13  Nei fantasmitra visioni notturne
quando grava sugli uomini il sonno
 14  terrore mi prese e spavento
e tutte le ossa mi fece tremare;
 15  un vento mi passò sulla faccia
e il pelo si drizzò sulla mia carne...
 16  Stava là ritto unodi cui non riconobbi
l'aspetto
un fantasma stava davanti ai miei occhi...
Un sussurro...e una voce mi si fece sentire:
 17  «Può il mortale essere giusto davanti a Dio
o innocente l'uomo davanti al suo creatore?
 18  Eccodei suoi servi egli non si fida
e ai suoi angeli imputa difetti;
 19  quanto più a chi abita case di fango
che nella polvere hanno il loro fondamento!
Come tarlo sono schiacciati
 20  annientati fra il mattino e la sera:
senza che nessuno ci badiperiscono per sempre.
 21  La funicella della loro tenda non viene forse
strappata?
Muoiono senza saggezza!».

 

Cap. 5

 1  Chiamadunque! Ti risponderà forse qualcuno?
E a chi fra i santi ti rivolgerai?
 2  Poiché allo stolto dà morte lo sdegno
e la collera fa morire lo sciocco.
 3  Io ho visto lo stolto metter radici
ma imputridire la sua dimora all'istante.
 4  I suoi figli sono lungi dal prosperare
sono oppressi alla portasenza difensore;
 5  l'affamato ne divora la messe
e gente assetata ne succhia gli averi.
 6  Non esce certo dalla polvere la sventura
né germoglia dalla terra il dolore
 7  ma è l'uomo che genera pene
come le scintille volano in alto.
 8  Ioinvecemi rivolgerei a Dio
e a Dio esporrei la mia causa:
 9  a luiche fa cose grandi e incomprensibili
meraviglie senza numero
 10  che dà la pioggia alla terra
e manda le acque sulle campagne.
 11  Colloca gli umili in alto
e gli afflitti solleva a prosperità;
 12  rende vani i pensieri degli scaltri
e le loro mani non ne compiono i disegni;
 13  coglie di sorpresa i saggi nella loro astuzia
e manda in rovina il consiglio degli scaltri.
 14  Di giorno incappano nel buio
e brancolano in pieno sole come di notte
 15  mentre egli salva dalla loro spada l'oppresso
e il meschino dalla mano del prepotente.
 16  C'è speranza per il misero
e l'ingiustizia chiude la bocca.
 17  Felice l'uomoche è corretto da Dio:
perciò tu non sdegnare la correzione
dell'Onnipotente
 18  perché egli fa la piaga e la fascia
ferisce e la sua mano risana.
 19  Da sei tribolazioni ti libererà
e alla settima non ti toccherà il male;
 20  nella carestia ti scamperà dalla morte
e in guerra dal colpo della spada;
 21  sarai al riparo dal flagello della lingua
né temerai quando giunge la rovina.
 22  Della rovina e della fame ti riderai
né temerai le bestie selvatiche;
 23  con le pietre del campo avrai un patto
e le bestie selvatiche saranno in pace con te.
 24  Conoscerai la prosperità della tua tenda
visiterai la tua proprietà e non sarai deluso.
 25  Vedrainumerosala prole
i tuoi rampolli come l'erba dei prati.
 26  Te ne andrai alla tomba in piena maturità
come si ammucchia il grano a suo tempo.
 27  Eccoquesto abbiamo osservato: è così.
Ascoltalo e sappilo per tuo bene.

 

Cap. 6

L'uomo oppresso conosce solo la sua miseria

 1  Allora Giobbe rispose:

 2  Se ben si pesasse il mio cruccio
e sulla stessa bilancia si ponesse la mia sventura...
 3  certo sarebbe più pesante della sabbia del mare!
Per questo temerarie sono state le mie parole
 4  perché le saette dell'Onnipotente mi stanno infitte
sì che il mio spirito ne beve il veleno
e terrori immani mi si schierano contro!
 5  Raglia forse il somaro con l'erba davanti
o muggisce il bue sopra il suo foraggio?
 6  Si mangia forse un cibo insipidosenza sale?
O che gusto c'è nell'acqua di malva?
 7  Ciò che io ricusavo di toccare
questo è il ributtante mio cibo!
 8  Ohmi accadesse quello che invoco
e Dio mi concedesse quello che spero!
 9  Volesse Dio schiacciarmi
stendere la mano e sopprimermi!
 10  Ciò sarebbe per me un qualche conforto
e gioireipur nell'angoscia senza pietà
per non aver rinnegato i decreti del Santo.
 11  Qual la mia forzaperché io possa durare
o qual la mia fineperché prolunghi la vita?
 12  La mia forza è forza di macigni?
La mia carne è forse di bronzo?
 13  Non v'è proprio aiuto per me?
Ogni soccorso mi è precluso?
 14  A chi è sfinito è dovuta pietà dagli amici
anche se ha abbandonato il timore di Dio.
 15  I miei fratelli mi hanno deluso come un torrente
sono dileguati come i torrenti delle valli
 16  i quali sono torbidi per lo sgelo
si gonfiano allo sciogliersi della neve
 17  ma al tempo della siccità svaniscono
e all'arsura scompaiono dai loro letti.
 18  Deviano dalle loro piste le carovane
avanzano nel deserto e vi si perdono;
 19  le carovane di Tema guardano là
i viandanti di Saba sperano in essi:
 20  ma rimangono delusi d'avere sperato
giunti fin làne restano confusi.
 21  Così ora voi siete per me:
vedete che faccio orrore e vi prende paura.
 22  Vi ho detto forse: «Datemi qualcosa»
o «dei vostri beni fatemi un regalo»
 23  o «liberatemi dalle mani di un nemico»
o «dalle mani dei violenti riscattatemi»?
 24  Istruitemi e allora io tacerò
fatemi conoscere in che cosa ho sbagliato.
 25  Che hanno di offensivo le giuste parole?
Ma che cosa dimostra la prova che viene da voi?
 26  Forse voi pensate a confutare parole
e come sparsi al vento stimate i detti di un disperato!
 27  Anche sull'orfano gettereste la sorte
e a un vostro amico scavereste la fossa.
 28  Ma ora degnatevi di volgervi verso di me:
davanti a voi non mentirò.
 29  Suricredetevi: non siate ingiusti!
Ricredetevi; la mia giustizia è ancora qui!
 30  C'è forse iniquità sulla mia lingua
o il mio palato non distingue più le sventure?

 

Cap. 7

 1  Non ha forse un duro lavoro l'uomo sulla terra
e i suoi giorni non sono come quelli d'un mercenario?
 2  Come lo schiavo sospira l'ombra
e come il mercenario aspetta il suo salario
 3  così a me son toccati mesi d'illusione
e notti di dolore mi sono state assegnate.
 4  Se mi corico dico: «Quando mi alzerò?».
Si allungano le ombre e sono stanco di rigirarmi fino
all'alba.
 5  Ricoperta di vermi e croste è la mia carne
raggrinzita è la mia pelle e si disfà.
 6  I miei giorni sono stati più veloci d'una spola
sono finiti senza speranza.
 7  Ricordati che un soffio è la mia vita:
il mio occhio non rivedrà più il bene.
 8  Non mi scorgerà più l'occhio di chi mi vede:
i tuoi occhi saranno su di me e io più non sarò.
 9  Una nube svanisce e se ne va
così chi scende agl'inferi più non risale;
 10  non tornerà più nella sua casa
mai più lo rivedrà la sua dimora.
 11  Ma io non terrò chiusa la mia bocca
parlerò nell'angoscia del mio spirito
mi lamenterò nell'amarezza del mio cuore!
 12  Son io forse il mare oppure un mostro marino
perché tu mi metta accanto una guardia?
 13  Quando io dico: «Il mio giaciglio mi darà
sollievo
il mio letto allevierà la mia sofferenza»
 14  tu allora mi spaventi con sogni
e con fantasmi tu mi atterrisci.
 15  Preferirei essere soffocato
la morte piuttosto che questi miei dolori!
 16  Io mi disfaccionon vivrò più a lungo.
Lasciamiperché un soffio sono i miei giorni.
 17  Che è quest'uomo che tu nei fai tanto conto
e a lui rivolgi la tua attenzione
 18  e lo scruti ogni mattina
e ad ogni istante lo metti alla prova?
 19  Fino a quando da me non toglierai lo sguardo
e non mi lascerai inghiottire la saliva?
 20  Se ho peccatoche cosa ti ho fatto
o custode dell'uomo?
Perché m'hai preso a bersaglio
e ti son diventato di peso?
 21  Perché non cancelli il mio peccato
e non dimentichi la mia iniquità?
Ben presto giacerò nella polvere
mi cercheraima più non sarò!

 

Cap. 8

Il corso inarrestabile della giustizia divina

 1  Allora prese a dire Bildad il Suchita:

 2  Fino a quando dirai queste cose
e vento impetuoso saranno le parole della tua bocca?
 3  Può forse Dio deviare il diritto
o l'Onnipotente sovvertire la giustizia?
 4  Se i tuoi figli hanno peccato contro di lui
li ha messi in balìa della loro iniquità.
 5  Se tu cercherai Dio
e implorerai l'Onnipotente
 6  se puro e integro tu sei
fin d'ora veglierà su di te
e ristabilirà la dimora della tua giustizia;
 7  piccola cosa sarà la tua condizione di prima
di fronte alla grandezza che avrà la futura.
 8  Chiedilo infatti alle generazioni passate
poni mente all'esperienza dei loro padri
 9  perché noi siamo di ieri e nulla sappiamo
come un'ombra sono i nostri giorni sulla terra.
 10  Essi forse non ti istruiranno e ti parleranno
traendo le parole dal cuore?
 11  Cresce forse il papiro fuori della palude
e si sviluppa forse il giunco senz'acqua?
 12  E' ancora verdenon buono per tagliarlo
e inaridisce prima d'ogn'altra erba.
 13  Tale il destino di chi dimentica Dio
così svanisce la speranza dell'empio;
 14  la sua fiducia è come un filo
e una tela di ragno è la sua sicurezza:
 15  si appoggi alla sua casaessa non resiste
vi si aggrappima essa non regge.
 16  Rigoglioso sia pure in faccia al sole
e sopra il giardino si spandano i suoi rami
 17  sul terreno sassoso s'intreccino le sue radici
tra le pietre attinga la vita.
 18  Se lo si toglie dal suo luogo
questo lo rinnega: «Non t'ho mai visto!».
 19  Ecco la gioia del suo destino
e dalla terra altri rispuntano.
 20  DunqueDio non rigetta l'uomo integro
e non sostiene la mano dei malfattori.
 21  Colmerà di nuovo la tua bocca di sorriso
e le tue labbra di gioia.
 22  I tuoi nemici saran coperti di vergogna
e la tenda degli empi più non sarà.

 

Cap. 9

La giustizia divina è al di sopra del diritto

 1  Giobbe rispose dicendo:

 2  In verità io so che è così:
e come può un uomo aver ragione innanzi a Dio?
 3  Se uno volesse disputare con lui
non gli risponderebbe una volta su mille.
 4  Saggio di mentepotente per la forza
chi s'è opposto a lui ed è rimasto salvo?
 5  Sposta le montagne e non lo sanno
egli nella sua ira le sconvolge.
 6  Scuote la terra dal suo posto
e le sue colonne tremano.
 7  Comanda al sole ed esso non sorge
e alle stelle pone il suo sigillo.
 8  Egli da solo stende i cieli
e cammina sulle onde del mare.
 9  Crea l'Orsa e l'Orione
le Pleiadi e i penetrali del cielo australe.
 10  Fa cose tanto grandi da non potersi indagare
meraviglie da non potersi contare.
 11  Eccomi passa vicino e non lo vedo
se ne va e di lui non m'accorgo.
 12  Se rapisce qualcosachi lo può impedire?
Chi gli può dire: «Che fai?».
 13  Dio non ritira la sua collera:
sotto di lui sono fiaccati i sostenitori di Raab.
 14  Tanto meno io potrei rispondergli
trovare parole da dirgli!
 15  Se avessi anche ragionenon risponderei
al mio giudice dovrei domandare pietà.
 16  Se io lo invocassi e mi rispondesse
non crederei che voglia ascoltare la mia voce.
 17  Egli con una tempesta mi schiaccia
moltiplica le mie piaghe senza ragione
 18  non mi lascia riprendere il fiato
anzi mi sazia di amarezze.
 19  Se si tratta di forzaè lui che dà il vigore;
se di giustiziachi potrà citarlo?
 20  Se avessi ragioneil mio parlare mi
condannerebbe;
se fossi innocenteegli proverebbe che io sono reo.
 21  Sono innocente? Non lo so neppure io
detesto la mia vita!
 22  Per questo io dico: «E' la stessa cosa»:
egli fa perire l'innocente e il reo!
 23  Se un flagello uccide all'improvviso
della sciagura degli innocenti egli ride.
 24  La terra è lasciata in balìa del malfattore:
egli vela il volto dei suoi giudici;
se non luichi dunque sarà?
 25  I miei giorni passano più veloci d'un corriere
fuggono senza godere alcun bene
 26  volano come barche di giunchi
come aquila che piomba sulla preda.
 27  Se dico: «Voglio dimenticare il mio gemito
cambiare il mio volto ed essere lieto»
 28  mi spavento per tutti i miei dolori;
so bene che non mi dichiarerai innocente.
 29  Se sono colpevole
perché affaticarmi invano?
 30  Anche se mi lavassi con la neve
e pulissi con la soda le mie mani
 31  allora tu mi tufferesti in un pantano
e in orrore mi avrebbero le mie vesti.
 32  Poiché non è uomo come meche io possa
rispondergli:
«Presentiamoci alla pari in giudizio».
 33  Non c'è fra noi due un arbitro
che ponga la mano su noi due.
 34  Allontani da me la sua verga
sì che non mi spaventi il suo terrore:
 35  allora io potrò parlare senza temerlo
perché così non sono in me stesso.

 

Cap. 10

 1  Stanco io sono della mia vita!
Darò libero sfogo al mio lamento
parlerò nell'amarezza del mio cuore.
 2  Dirò a Dio: Non condannarmi!
Fammi sapere perché mi sei avversario.
 3  E' forse bene per te opprimermi
disprezzare l'opera delle tue mani
e favorire i progetti dei malvagi?
 4  Hai tu forse occhi di carne
o anche tu vedi come l'uomo?
 5  Sono forse i tuoi giorni come i giorni di un uomo
i tuoi anni come i giorni di un mortale
 6  perché tu debba scrutare la mia colpa
e frugare il mio peccato
 7  pur sapendo ch'io non sono colpevole
e che nessuno mi può liberare dalla tua mano?
 8  Le tue mani mi hanno plasmato e mi hanno fatto
integro in ogni parte; vorresti ora distruggermi?
 9  Ricordati che come argilla mi hai plasmato
e in polvere mi farai tornare.
 10  Non m'hai colato forse come latte
e fatto accagliare come cacio?
 11  Di pelle e di carne mi hai rivestito
d'ossa e di nervi mi hai intessuto.
 12  Vita e benevolenza tu mi hai concesso
e la tua premura ha custodito il mio spirito.
 13  Eppurequesto nascondevi nel cuore
so che questo avevi nel pensiero!
 14  Tu mi sorveglise pecco
e non mi lasci impunito per la mia colpa.
 15  Se sono colpevoleguai a me!
Se giustonon oso sollevare la testa
sazio d'ignominiacome sonoed ebbro di miseria.
 16  Se la sollevotu come un leopardo mi dai la
caccia
e torni a compiere prodigi contro di me
 17  su di me rinnovi i tuoi attacchi
contro di me aumenti la tua ira
e truppe sempre fresche mi assalgono.
 18  Perché tu mi hai tratto dal seno materno?
Fossi morto e nessun occhio m'avesse mai visto!
 19  Sarei come se non fossi mai esistito;
dal ventre sarei stato portato alla tomba!
 20  E non son poca cosa i giorni della mia vita?
Lasciamisì ch'io possa respirare un poco
 21  prima che me ne vadasenza ritornare
verso la terra delle tenebre e dell'ombra di morte
 22  terra di caligine e di disordine
dove la luce è come le tenebre.

 

Cap. 11

La sapienza di Dio provoca il riconoscimento di Giobbe

 1  Allora Zofar il Naamatita prese la parola e disse:

 2  A tante parole non si darà risposta?
O il loquace dovrà aver ragione?
 3  I tuoi sproloqui faranno tacere la gente?
Ti farai beffesenza che alcuno ti svergogni?
 4  Tu dici: «Pura è la mia condotta
io sono irreprensibile agli occhi di lui».
 5  Tuttaviavolesse Dio parlare
e aprire le labbra contro di te
 6  per manifestarti i segreti della sapienza
che sono così difficili all'intelletto
allora sapresti che Dio ti condona parte della tua
colpa.
 7  Credi tu di scrutare l'intimo di Dio
o di penetrare la perfezione dell'Onnipotente?
 8  E' più alta del cielo: che cosa puoi fare?
E' più profonda degli inferi: che ne sai?
 9  Più lunga della terra ne è la dimensione
più vasta del mare.
 10  Se egli assale e imprigiona
e chiama in giudiziochi glielo può impedire?
 11  Egli conosce gli uomini fallaci
vede l'iniquità e l'osserva:
 12  l'uomo stolto mette giudizio
e da ònagro indomito diventa docile.
 13  Orase tu a Dio dirigerai il cuore
e tenderai a lui le tue palme
 14  se allontanerai l'iniquità che è nella tua mano
e non farai abitare l'ingiustizia nelle tue tende
 15  allora potrai alzare la faccia senza macchia
e sarai saldo e non avrai timori
 16  perché dimenticherai l'affanno
e te ne ricorderai come di acqua passata;
 17  più del sole meridiano splenderà la tua vita
l'oscurità sarà per te come l'aurora.
 18  Ti terrai sicuro per ciò che ti attende
eguardandoti attornoriposerai tranquillo.
 19  Ti coricherai e nessuno ti disturberà
molti anzi cercheranno i tuoi favori.
 20  Ma gli occhi dei malvagi languiranno
ogni scampo è per essi perduto
unica loro speranza è l'ultimo respiro!

 

Cap. 12

La sapienza di Dio si manifesta anche con le devastazioni provocate dalla sua potenza

 1  Giobbe allora rispose:

 2  E' verosìche voi siete la voce del popolo
e la sapienza morirà con voi!
 3  Anch'io però ho senno come voi
e non sono da meno di voi;
chi non sa cose simili?
 4  Ludibrio del suo amico è diventato
chi grida a Dio perché gli risponda;
ludibrio il giustol'integro!
 5  «Per la sventuradisprezzo»pensa la gente
prosperosa
«spintea colui che ha il piede tremante».
 6  Le tende dei ladri sono tranquille
c'è sicurezza per chi provoca Dio
per chi vuol ridurre Dio in suo potere.
 7  Ma interroga pure le bestieperché ti
ammaestrino
gli uccelli del cieloperché ti informino
 8  o i rettili della terraperché ti istruiscano
o i pesci del mare perché te lo faccian sapere.
 9  Chi non safra tutti questi esseri
che la mano del Signore ha fatto questo?
 10  Egli ha in mano l'anima di ogni vivente
e il soffio d'ogni carne umana.
 11  L'orecchio non distingue forse le parole
e il palato non assapora i cibi?
 12  Nei canuti sta la saggezza
e nella vita lunga la prudenza.
 13  In lui risiede la sapienza e la forza
a lui appartiene il consiglio e la prudenza!
 14  Eccose egli demoliscenon si può ricostruire
se imprigiona unonon si può liberare.
 15  Se trattiene le acquetutto si secca
se le lascia andaredevastano la terra.
 16  Da lui viene potenza e sagacia
a lui appartiene l'ingannato e l'ingannatore.
 17  Rende stolti i consiglieri della terra
priva i giudici di senno;
 18  scioglie la cintura dei re
e cinge i loro fianchi d'una corda.
 19  Fa andare scalzi i sacerdoti
e rovescia i potenti.
 20  Toglie la favella ai più veraci
e priva del senno i vegliardi.
 21  Sui nobili spande il disprezzo
e allenta la cintura ai forti.
 22  Strappa dalle tenebre i segreti
e porta alla luce le cose oscure.
 23  Fa grandi i popoli e li lascia perire
estende le nazioni e le abbandona.
 24  Toglie il senno ai capi del paese
e li fa vagare per solitudini senza strade
 25  vanno a tastoni per le tenebresenza luce
e barcollano come ubriachi.

 

Cap. 13

 1  Eccotutto questo ha visto il mio occhio
l'ha udito il mio orecchio e l'ha compreso.
 2  Quel che sapete voilo so anch'io;
non sono da meno di voi.
 3  Ma io all'Onnipotente vorrei parlare
a Dio vorrei fare rimostranze.
 4  Voi siete raffazzonatori di menzogne
siete tutti medici da nulla.
 5  Magari taceste del tutto!
sarebbe per voi un atto di sapienza!
 6  Ascoltate dunque la mia riprensione
e alla difesa delle mie labbra fate attenzione.
 7  Volete forse in difesa di Dio dire il falso
e in suo favore parlare con inganno?
 8  Vorreste trattarlo con parzialità
e farvi difensori di Dio?
 9  Sarebbe bene per voi se egli vi scrutasse?
Come s'inganna un uomocredete di ingannarlo?
 10  Severamente vi redarguirà
se in segreto gli siete parziali.
 11  Forse la sua maestà non vi incute spavento
e il terrore di lui non vi assale?
 12  Sentenze di cenere sono i vostri moniti
difese di argilla le vostre difese.
 13  Tacetestate lontani da me: parlerò io
mi capiti quel che capiti.
 14  Voglio afferrare la mia carne con i denti
e mettere sulle mie mani la mia vita.
 15  Mi uccida purenon me ne dolgo;
voglio solo difendere davanti a lui la mia condotta!
 16  Questo mi sarà pegno di vittoria
perché un empio non si presenterebbe davanti a lui.
 17  Ascoltate bene le mie parole
e il mio esposto sia nei vostri orecchi.
 18  Eccotutto ho preparato per il giudizio
son convinto che sarò dichiarato innocente.
 19  Chi vuol muover causa contro di me?
Perché allora taceròpronto a morire.
 20  Soloassicurami due cose
e allora non mi sottrarrò alla tua presenza;
 21  allontana da me la tua mano
e il tuo terrore più non mi spaventi;
 22  poi interrogami pure e io risponderò
oppure parlerò io e tu mi risponderai.
 23  Quante sono le mie colpe e i miei peccati?
Fammi conoscere il mio misfatto e il mio peccato.
 24  Perché mi nascondi la tua faccia
e mi consideri come un nemico?
 25  Vuoi spaventare una foglia dispersa dal vento
e dar la caccia a una paglia secca?
 26  Poiché scrivi contro di me sentenze amare
e mi rinfacci i miei errori giovanili;
 27  tu metti i miei piedi in ceppi
spii tutti i miei passi
e ti segni le orme dei miei piedi.
 28  Intanto io mi disfò come legno tarlato
o come un vestito corroso da tignola.

 

Cap. 14

 1  L'uomonato di donna
breve di giorni e sazio di inquietudine
 2  come un fiore spunta e avvizzisce
fugge come l'ombra e mai si ferma.
 3  Tusopra un tal essere tieni aperti i tuoi occhi
e lo chiami a giudizio presso di te?
 4  Chi può trarre il puro dall'immondo? Nessuno.
 5  Se i suoi giorni sono contati
se il numero dei suoi mesi dipende da te
se hai fissato un termine che non può oltrepassare
 6  distogli lo sguardo da lui e lascialo stare
finché abbia compiutocome un salariatola sua
giornata!
 7  Poiché anche per l'albero c'è speranza:
se viene tagliatoancora ributta
e i suoi germogli non cessano di crescere;
 8  se sotto terra invecchia la sua radice
e al suolo muore il suo tronco
 9  al sentore dell'acqua rigermoglia
e mette rami come nuova pianta.
 10  L'uomo invecese muoregiace inerte
quando il mortale spiradov'è?
 11  Potranno sparire le acque del mare
e i fiumi prosciugarsi e disseccarsi
 12  ma l'uomo che giace più non s'alzerà
finché durano i cieli non si sveglierà
né più si desterà dal suo sonno.
 13  Ohse tu volessi nascondermi nella tomba
occultarmifinché sarà passata la tua ira
fissarmi un termine e poi ricordarti di me!
 14  Se l'uomo che muore potesse rivivere
aspetterei tutti i giorni della mia milizia
finché arrivi per me l'ora del cambio!
 15  Mi chiameresti e io risponderei
l'opera delle tue mani tu brameresti.
 16  Mentre ora tu conti i miei passi
non spieresti più il mio peccato:
 17  in un sacchettochiusosarebbe il mio misfatto
e tu cancelleresti la mia colpa.
 18  Ohimè! come un monte finisce in una frana
e come una rupe si stacca dal suo posto
 19  e le acque consumano le pietre
le alluvioni portano via il terreno:
così tu annienti la speranza dell'uomo.
 20  Tu lo abbatti per sempre ed egli se ne va
tu sfiguri il suo volto e lo scacci.
 21  Siano pure onorati i suoi figlinon lo sa;
siano disprezzatilo ignora!
 22  Soltanto i suoi dolori egli sente
e piange sopra di sé.

 

Cap. 15

2. SECONDO CICLO DI DISCORSI

Giobbe si condanna con le sue stesse parole

 1  Elifaz il Temanita prese a dire:

 2  Potrebbe il saggio rispondere con ragioni campate
in aria
e riempirsi il ventre di vento d'oriente?
 3  Si difende egli con parole senza costrutto
e con discorsi inutili?
 4  Tu anzi distruggi la religione
e abolisci la preghiera innanzi a Dio.
 5  Sìla tua malizia suggerisce alla tua bocca
e scegli il linguaggio degli astuti.
 6  Non ioma la tua bocca ti condanna
e le tue labbra attestano contro di te.
 7  Sei forse tu il primo uomo che è nato
oprima dei montisei venuto al mondo?
 8  Hai avuto accesso ai segreti consigli di Dio
e ti sei appropriata tu solo la sapienza?
 9  Che cosa sai tu che noi non sappiamo?
Che cosa capisci che da noi non si comprenda?
 10  Anche fra di noi c'è il vecchio e c'è il canuto
più di tuo padrecarico d'anni.
 11  Poca cosa sono per te le consolazioni di Dio
e una parola moderata a te rivolta?
 12  Perché il tuo cuore ti trasporta
e perché fanno cenni i tuoi occhi
 13  quando volgi contro Dio il tuo animo
e fai uscire tali parole dalla tua bocca?
 14  Che cos'è l'uomo perché si ritenga puro
perché si dica giusto un nato di donna?
 15  Ecconeppure dei suoi santi egli ha fiducia
e i cieli non sono puri ai suoi occhi;
 16  quanto meno un essere abominevole e corrotto
l'uomoche beve l'iniquità come acqua.
 17  Voglio spiegarteloascoltami
ti racconterò quel che ho visto
 18  quello che i saggi riferiscono
non celato ad essi dai loro padri;
 19  a essi soli fu concessa questa terra
né straniero alcuno era passato in mezzo a loro.
 20  Per tutti i giorni della vita il malvagio si
tormenta;
sono contati gli anni riservati al violento.
 21  Voci di spavento gli risuonano agli orecchi
e in piena pace si vede assalito dal predone.
 22  Non crede di potersi sottrarre alle tenebre
egli si sente destinato alla spada.
 23  Destinato in pasto agli avvoltoi
sa che gli è preparata la rovina.
 24  Un giorno tenebroso lo spaventa
la miseria e l'angoscia l'assalgono
come un re pronto all'attacco
 25  perché ha steso contro Dio la sua mano
ha osato farsi forte contro l'Onnipotente;
 26  correva contro di lui a testa alta
al riparo del curvo spessore del suo scudo;
 27  poiché aveva la faccia coperta di grasso
e pinguedine intorno ai suoi fianchi.
 28  Avrà dimora in città diroccate
in case dove non si abita più
destinate a diventare macerie.
 29  Non arricchirànon durerà la sua fortuna
non metterà radici sulla terra.
 30  Alle tenebre non sfuggirà
la vampa seccherà i suoi germogli
e dal vento sarà involato il suo frutto.
 31  Non confidi in una vanità fallace
perché sarà una rovina.
 32  La sua fronda sarà tagliata prima del tempo
e i suoi rami non rinverdiranno più.
 33  Sarà spogliato come vigna della sua uva ancor
acerba
e getterà via come ulivo i suoi fiori
 34  poiché la stirpe dell'empio è sterile
e il fuoco divora le tende dell'uomo venale.
 35  Concepisce malizia e genera sventura
e nel suo seno alleva delusione.

 

Cap. 16

Dall'ingiustizia degli uomini alla giustizia di Dio

 1  Allora rispose:

 2  Ne ho udite gia molte di simili cose!
Siete tutti consolatori molesti.
 3  Non avran termine le parole campate in aria?
O che cosa ti spinge a rispondere così?
 4  Anch'io sarei capace di parlare come voi
se voi foste al mio posto:
vi affogherei con parole
e scuoterei il mio capo su di voi.
 5  Vi conforterei con la bocca
e il tremito delle mie labbra cesserebbe.
 6  Ma se parlonon viene impedito il mio dolore;
se taccioche cosa lo allontana da me?
 7  Ora però egli m'ha spossatofiaccato
tutto il mio vicinato mi è addosso;
 8  si è costituito testimone ed è insorto contro di
me:
il mio calunniatore mi accusa in faccia.
 9  La sua collera mi dilania e mi perseguita;
digrigna i denti contro di me
il mio nemico su di me aguzza gli occhi.
 10  Spalancano la bocca contro di me
mi schiaffeggiano con insulti
insieme si alleano contro di me.
 11  Dio mi consegna come preda all'empio
e mi getta nelle mani dei malvagi.
 12  Me ne stavo tranquillo ed egli mi ha rovinato
mi ha afferrato per il collo e mi ha stritolato;
ha fatto di me il suo bersaglio.
 13  I suoi arcieri mi circondano;
mi trafigge i fianchi senza pietà
versa a terra il mio fiele
 14  mi apre ferita su ferita
mi si avventa contro come un guerriero.
 15  Ho cucito un sacco sulla mia pelle
e ho prostrato la fronte nella polvere.
 16  La mia faccia è rossa per il pianto
e sulle mie palpebre v'è una fitta oscurità.
 17  Non c'è violenza nelle mie mani
e pura è stata la mia preghiera.
 18  O terranon coprire il mio sangue
e non abbia sosta il mio grido!
 19  Ma eccofin d'ora il mio testimone è nei cieli
il mio mallevadore è lassù;
 20  miei avvocati presso Dio sono i miei lamenti
mentre davanti a lui sparge lacrime il mio occhio
 21  perché difenda l'uomo davanti a Dio
come un mortale fa con un suo amico;
 22  poiché passano i miei anni contati
e io me ne vado per una via senza ritorno.

 

Cap. 17

 1  Il mio spirito vien meno
i miei giorni si spengono;
non c'è per me che la tomba!
 2  Non sono io in balìa di beffardi?
Fra i loro insulti veglia il mio occhio.
 3  Sii tu la mia garanzia presso di te!
Qual altro vorrebbe stringermi la destra?
 4  Poiché hai privato di senno la loro mente
per questo non li lascerai trionfare.
 5  Come chi invita gli amici a parte del suo pranzo
mentre gli occhi dei suoi figli languiscono;
 6  così son diventato ludibrio dei popoli
sono oggetto di scherno davanti a loro.
 7  Si offusca per il dolore il mio occhio
e le mie membra non sono che ombra.
 8  Gli onesti ne rimangono stupiti
e l'innocente s'indigna contro l'empio.
 9  Ma il giusto si conferma nella sua condotta
e chi ha le mani pure raddoppia il coraggio.
 10  Suvenite di nuovo tutti:
io non troverò un saggio fra di voi.
 11  I miei giorni sono passatisvaniti i miei
progetti
i voti del mio cuore.
 12  Cambiano la notte in giorno
la luce - dicono - è più vicina delle tenebre.
 13  Se posso sperare qualche cosala tomba è la mia
casa
nelle tenebre distendo il mio giaciglio.
 14  Al sepolcro io grido: «Padre mio sei tu!»
e ai vermi: «Madre miasorelle mie voi siete!».
 15  E la mia speranza dov'è?
Il mio benessere chi lo vedrà?
 16  Scenderanno forse con me nella tomba
o caleremo insieme nella polvere!

 

Cap. 18

La collera non può nulla contro la giustizia

 1  Bildad il Suchita prese a dire:

 2  Quando porrai fine alle tue chiacchiere?
Rifletti bene e poi parleremo.
 3  Perché considerarci come bestie
ci fai passare per bruti ai tuoi occhi?
 4  Tu che ti rodi l'anima nel tuo furore
forse per causa tua sarà abbandonata la terra
e le rupi si staccheranno dal loro posto?
 5  Certamente la luce del malvagio si spegnerà
e più non brillerà la fiamma del suo focolare.
 6  La luce si offuscherà nella sua tenda
e la lucerna si estinguerà sopra di lui.
 7  Il suo energico passo s'accorcerà
e i suoi progetti lo faran precipitare
 8  poiché incapperà in una rete con i suoi piedi
e sopra un tranello camminerà.
 9  Un laccio l'afferrerà per il calcagno
un nodo scorsoio lo stringerà.
 10  Gli è nascosta per terra una fune
e gli è tesa una trappola sul sentiero.
 11  Lo spaventano da tutte le parti terrori
e lo inseguono alle calcagna.
 12  Diventerà carestia la sua opulenza
e la rovina è lì in piedi al suo fianco.
 13  Un malanno divorerà la sua pelle
roderà le sue membra il primogenito della morte.
 14  Sarà tolto dalla tenda in cui fidava
per essere trascinato al re dei terrori!
 15  Potresti abitare nella tenda che non è più sua;
sulla sua dimora si spargerà zolfo.
 16  Al di sottole sue radici si seccheranno
soprasaranno tagliati i suoi rami.
 17  Il suo ricordo sparirà dalla terra
e il suo nome più non si udrà per la contrada.
 18  Lo getteranno dalla luce nel buio
e dal mondo lo stermineranno.
 19  Non famiglianon discendenza avrà nel suo
popolo
non superstiti nei luoghi della sua dimora.
 20  Della sua fine stupirà l'occidente
e l'oriente ne prenderà orrore.
 21  Ecco qual è la sorte dell'iniquo:
questa è la dimora di chi misconosce Dio.

 

Cap. 19

Il trionfo della fede nell'abbandono di Dio e degli uomini

 1  Giobbe allora rispose:

 2  Fino a quando mi tormenterete
e mi opprimerete con le vostre parole?
 3  Son dieci volte che mi insultate
e mi maltrattate senza pudore.
 4  E' poi vero che io abbia mancato
e che persista nel mio errore?
 5  Non è forse vero che credete di vincere contro di me
rinfacciandomi la mia abiezione?
 6  Sappiate dunque che Dio mi ha piegato
e mi ha avviluppato nella sua rete.
 7  Eccogrido contro la violenzama non ho risposta
chiedo aiutoma non c'è giustizia!
 8  Mi ha sbarrato la strada perché non passi
e sul mio sentiero ha disteso le tenebre.
 9  Mi ha spogliato della mia gloria
e mi ha tolto dal capo la corona.
 10  Mi ha disfatto da ogni parte e io sparisco
mi ha strappatocome un alberola speranza.
 11  Ha acceso contro di me la sua ira
e mi considera come suo nemico.
 12  Insieme sono accorse le sue schiere
e si sono spianata la strada contro di me;
hanno posto l'assedio intorno alla mia tenda.
 13  I miei fratelli si sono allontanati da me
persino gli amici mi si sono fatti stranieri.
 14  Scomparsi sono vicini e conoscenti
mi hanno dimenticato gli ospiti di casa;
 15  da estraneo mi trattano le mie ancelle
un forestiero sono ai loro occhi.
 16  Chiamo il mio servo ed egli non risponde
devo supplicarlo con la mia bocca.
 17  Il mio fiato è ripugnante per mia moglie
e faccio schifo ai figli di mia madre.
 18  Anche i monelli hanno ribrezzo di me:
se tento d'alzarmimi danno la baia.
 19  Mi hanno in orrore tutti i miei confidenti:
quelli che amavo si rivoltano contro di me.
 20  Alla pelle si attaccano le mie ossa
e non è salva che la pelle dei miei denti.
 21  Pietàpietà di mealmeno voi miei amici
perché la mano di Dio mi ha percosso!
 22  Perché vi accanite contro di mecome Dio
e non siete mai sazi della mia carne?
 23  Ohse le mie parole si scrivessero
se si fissassero in un libro
 24  fossero impresse con stilo di ferro sul piombo
per sempre s'incidessero sulla roccia!
 25  Io lo so che il mio Vendicatore è vivo
e cheultimosi ergerà sulla polvere!
 26  Dopo che questa mia pelle sarà distrutta
senza la mia carnevedrò Dio.
 27  Io lo vedròio stesso
e i miei occhi lo contempleranno non da straniero.
Le mie viscere si consumano dentro di me.
 28  Poiché dite: «Come lo perseguitiamo noi
se la radice del suo danno è in lui?»
 29  temete per voi la spada
poiché punitrice d'iniquità è la spada
affinchè sappiate che c'è un giudice.

 

Cap. 20

L'ordine della giustizia non ammette eccezioni

 1  Zofar il Naamatita prese a dire:

 2  Per questo i miei pensieri mi spingono a rispondere
e perciò v'è questa fretta dentro di me.
 3  Ho ascoltato un rimprovero per me offensivo
ma uno spiritodal mio internomi spinge a
replicare.
 4  Non sai tu che da sempre
da quando l'uomo fu posto sulla terra
 5  il trionfo degli empi è breve
e la gioia del perverso è d'un istante?
 6  Anche se innalzasse fino al cielo la sua statura
e il suo capo toccasse le nubi
 7  come lo sterco sarebbe spazzato per sempre
e chi lo aveva visto direbbe: «Dov'è?».
 8  Svanirà come un sognoe non si troverà più
si dileguerà come visione notturna.
 9  L'occhio avvezzo a vederlo più non lo vedrà
né più lo scorgerà la sua dimora.
 10  I suoi figli dovranno risarcire i poveri
le loro mani restituiranno le sue ricchezze.
 11  Le sue ossa erano ancora piene di giovinezza
ma con lui giacciono nella polvere.
 12  Se alla sua bocca fu dolce il male
se lo teneva nascosto sotto la sua lingua
 13  assaporandolo senza inghiottirlo
se lo tratteneva in mezzo al suo palato:
 14  il suo cibo gli si guasterà nelle viscere
veleno d'aspidi gli sarà nell'intestino.
 15  I beni divorati ora rivomita
Dio glieli caccia fuori dal ventre.
 16  Veleno d'aspide ha succhiato
una lingua di vipera lo uccide.
 17  Non vedrà più ruscelli d'olio
fiumi di miele e fior di latte;
 18  renderà i sudati acquisti senza assaggiarli
come non godrà del frutto del suo commercio
 19  perché ha oppresso e abbandonato i miseri
ha rubato case invece di costruirle;
 20  perché non ha saputo essere pago dei suoi beni
con i suoi tesori non si salverà.
 21  Nulla è sfuggito alla sua voracità
per questo non durerà il suo benessere.
 22  Nel colmo della sua abbondanza si troverà in
miseria;
ogni sorta di sciagura piomberà su di lui.
 23  Quando starà per riempire il suo ventre
Dio scaglierà su di lui la fiamma del suo sdegno
e gli farà piovere addosso brace.
 24  Se sfuggirà l'arma di ferro
lo trafiggerà l'arco di bronzo:
 25  gli uscirà il dardo dalla schiena
una spada lucente dal fegato.
Lo assaliranno i terrori;
 26  tutte le tenebre gli sono riservate.
Lo divorerà un fuoco non acceso da un uomo
esso consumerà quanto è rimasto nella sua tenda.
 27  Riveleranno i cieli la sua iniquità
e la terra si alzerà contro di lui.
 28  Un'alluvione travolgerà la sua casa
scorrerà nel giorno dell'ira.
 29  Questa è la sorte che Dio riserva all'uomo
perverso
la parte a lui decretata da Dio.

 

Cap. 21

La smentita dei fatti

 1  Giobbe rispose:

 2  Ascoltate bene la mia parola
e sia questo almeno il conforto che mi date.
 3  Tollerate che io parli
edopo il mio parlarederidetemi pure.
 4  Forse io mi lamento di un uomo?
E perché non dovrei perder la pazienza?
 5  Statemi attenti e resterete stupiti
mettetevi la mano sulla bocca.
 6  Se io ci pensone sono turbato
e la mia carne è presa da un brivido.
 7  Perché vivono i malvagi
invecchianoanzi sono potenti e gagliardi?
 8  La loro prole prospera insieme con essi
i loro rampolli crescono sotto i loro occhi.
 9  Le loro case sono tranquille e senza timori;
il bastone di Dio non pesa su di loro.
 10  Il loro toro feconda e non falla
la vacca partorisce e non abortisce.
 11  Mandano fuoricome un greggei loro ragazzi
e i loro figli saltano in festa.
 12  Cantano al suono di timpani e di cetre
si divertono al suono delle zampogne.
 13  Finiscono nel benessere i loro giorni
e scendono tranquilli negli inferi.
 14  Eppure dicevano a Dio: «Allontanati da noi
non vogliamo conoscer le tue vie.
 15  Chi è l'Onnipotenteperché dobbiamo servirlo?
E che ci giova pregarlo?».
 16  Non hanno forse in mano il loro benessere?
Il consiglio degli empi non è lungi da lui?
 17  Quante volte si spegne la lucerna degli empi
o la sventura piomba su di loro
e infliggerà loro castighi con ira?
 18  Diventano essi come paglia di fronte al vento
o come pula in preda all'uragano?
 19  «Dio serba per i loro figli il suo castigo...».
Ma lo faccia pagare piuttosto a lui stesso e lo senta!
 20  Veda con i suoi occhi la sua rovina
e beva dell'ira dell'Onnipotente!
 21  Che cosa gli importa infatti della sua casa dopo
di sé
quando il numero dei suoi mesi è finito?
 22  S'insegna forse la scienza a Dio
a lui che giudica gli esseri di lassù?
 23  Uno muore in piena salute
tutto tranquillo e prospero;
 24  i suoi fianchi sono coperti di grasso
e il midollo delle sue ossa è ben nutrito.
 25  Un altro muore con l'amarezza in cuore
senza aver mai gustato il bene.
 26  Nella polvere giacciono insieme
e i vermi li ricoprono.
 27  Eccoio conosco i vostri pensieri
e gli iniqui giudizi che fate contro di me!
 28  Infattivoi dite: «Dov'è la casa del
prepotente
dove sono le tende degli empi?».
 29  Non avete interrogato quelli che viaggiano?
Non potete negare le loro prove
 30  che nel giorno della sciagura è risparmiato il
malvagio
e nel giorno dell'ira egli la scampa.
 31  Chi gli rimprovera in faccia la sua condotta
e di quel che ha fatto chi lo ripaga?
 32  Egli sarà portato al sepolcro
sul suo tumulo si veglia
 33  e gli sono lievi le zolle della tomba.
Trae dietro di sé tutti gli uomini
e innanzi a sé una folla senza numero.
 34  Perché dunque mi consolate invano
mentre delle vostre risposte non resta che inganno?

 

Cap. 22

3. TERZO CICLO DI DISCORSI

Dio castiga solo in nome della giustizia

 1  Elifaz il Temanita prese a dire:

 2  Può forse l'uomo giovare a Dio
se il saggio giova solo a se stesso?
 3  Quale interesse ne viene all'Onnipotente che tu sia
giusto
o che vantaggio hase tieni una condotta integra?
 4  Forse per la tua pietà ti punisce
e ti convoca in giudizio?
 5  O non piuttosto per la tua grande malvagità
e per le tue iniquità senza limite?
 6  Senza motivo infatti hai angariato i tuoi fratelli
e delle vesti hai spogliato gli ignudi.
 7  Non hai dato da bere all'assetato
e all'affamato hai rifiutato il pane
 8  la terra l'ha il prepotente
e vi abita il tuo favorito.
 9  Le vedove hai rimandato a mani vuote
e le braccia degli orfani hai rotto.
 10  Ecco perché d'intorno a te ci sono lacci
e un improvviso spavento ti sorprende.
 11  Tenebra è la tua luce e più non vedi
e la piena delle acque ti sommerge.
 12  Ma Dio non è nell'alto dei cieli?
Guarda il vertice delle stelle: quanto sono alte!
 13  E tu dici: «Che cosa sa Dio?
Può giudicare attraverso la caligine?
 14  Le nubi gli fanno velo e non vede
e sulla volta dei cieli passeggia».
 15  Vuoi tu seguire il sentiero d'un tempo
gia battuto da uomini empi
 16  che prima del tempo furono portati via
quando un fiume si era riversato sulle loro
fondamenta?
 17  Dicevano a Dio: «Allontànati da noi!
Che cosa ci può fare l'Onnipotente?».
 18  Eppure egli aveva riempito le loro case di beni
anche se i propositi degli empi erano lontani da lui.
 19  I giusti ora vedono e ne godono
e l'innocente si beffa di loro:
 20  «Sìcerto è stata annientata la loro fortuna
e il fuoco ne ha divorati gli avanzi!».
 21  Suriconcìliati con lui e tornerai felice
ne riceverai un gran vantaggio.
 22  Accogli la legge dalla sua bocca
e poni le sue parole nel tuo cuore.
 23  Se ti rivolgerai all'Onnipotente con umiltà
se allontanerai l'iniquità dalla tua tenda
 24  se stimerai come polvere l'oro
e come ciottoli dei fiumi l'oro di Ofir
 25  allora sarà l'Onnipotente il tuo oro
e sarà per te argento a mucchi.
 26  Allora sìnell'Onnipotente ti delizierai
e alzerai a Dio la tua faccia.
 27  Lo supplicherai ed egli t'esaudirà
e tu scioglierai i tuoi voti.
 28  Deciderai una cosa e ti riuscirà
e sul tuo cammino splenderà la luce.
 29  Egli umilia l'alterigia del superbo
ma soccorre chi ha gli occhi bassi.
 30  Egli libera l'innocente;
tu sarai liberato per la purezza delle tue mani.

 

Cap. 23

Dio è lontano e il male trionfa

 1  Giobbe allora rispose:

 2  Ancor oggi il mio lamento è amaro
e la sua mano grava sopra i miei gemiti.
 3  Ohpotessi sapere dove trovarlo
potessi arrivare fino al suo trono!
 4  Esporrei davanti a lui la mia causa
e avrei piene le labbra di ragioni.
 5  Verrei a sapere le parole che mi risponde
e capirei che cosa mi deve dire.
 6  Con sfoggio di potenza discuterebbe con me?
Se almeno mi ascoltasse!
 7  Allora un giusto discuterebbe con lui
e io per sempre sarei assolto dal mio giudice.
 8  Ma se vado in avantiegli non c'è
se vado indietronon lo sento.
 9  A sinistra lo cerco e non lo scorgo
mi volgo a destra e non lo vedo.
 10  Poiché egli conosce la mia condotta
se mi prova al crogiuolocome oro puro io ne esco.
 11  Alle sue orme si è attaccato il mio piede
al suo cammino mi sono attenuto e non ho deviato;
 12  dai comandi delle sue labbra non mi sono
allontanato
nel cuore ho riposto i detti della sua bocca.
 13  Se egli scegliechi lo farà cambiare?
Ciò che egli vuolelo fa.
 14  Compiecertoil mio destino
e di simili piani ne ha molti.
 15  Per questo davanti a lui sono atterrito
ci penso e ho paura di lui.
 16  Dio ha fiaccato il mio cuore
l'Onnipotente mi ha atterrito;
 17  non sono infatti perduto a causa della tenebra
né a causa dell'oscurità che ricopre il mio volto.

 

Cap. 24

 1  Perché l'Onnipotente non si riserva i suoi tempi
e i suoi fedeli non vedono i suoi giorni?
 2  I malvagi spostano i confini
rubano le greggi e le menano al pascolo;
 3  portano via l'asino degli orfani
prendono in pegno il bue della vedova.
 4  Spingono i poveri fuori strada
tutti i miseri del paese vanno a nascondersi.
 5  Eccolicome ònagri nel deserto
escono per il lavoro;
di buon mattino vanno in cerca di vitto;
la steppa offre loro cibo per i figli.
 6  Mietono nel campo non loro;
racimolano la vigna del malvagio.
 7  Nudi passan la nottesenza panni
non hanno da coprirsi contro il freddo.
 8  Dagli scrosci dei monti sono bagnati
per mancanza di rifugi si aggrappano alle rocce.
 9  Rapiscono con violenza l'orfano
e prendono in pegno ciò che copre il povero.
 10  Ignudi se ne vannosenza vesti
e affamati portano i covoni.
 11  Tra i filari frangono le olive
pigiano l'uva e soffrono la sete.
 12  Dalla città si alza il gemito dei moribondi
e l'anima dei feriti grida aiuto:
Dio non presta attenzione alle loro preghiere.
 13  Altri odiano la luce
non ne vogliono riconoscere le vie
né vogliono batterne i sentieri.
 14  Quando non c'è lucesi alza l'omicida
per uccidere il misero e il povero;
nella notte si aggira il ladro
e si mette un velo sul volto.
 15  L'occhio dell'adultero spia il buio
e pensa: «Nessun occhio mi osserva!».
 16  Nelle tenebre forzano le case
di giorno se ne stanno nascosti:
non vogliono saperne della luce;
 17  l'alba è per tutti loro come spettro di morte;
quando schiarisceprovano i terrori del buio fondo.
 18  Fuggono veloci di fronte al giorno;
maledetta è la loro porzione di campo sulla terra
non si volgono più per la strada delle vigne.
 19  Come siccità e calore assorbono le acque nevose
così la morte rapisce il peccatore.
 20  Il seno che l'ha portato lo dimentica
i vermi ne fanno la loro delizia
non se ne conserva la memoria
ed è troncata come un albero l'iniquità.
 21  Egli maltratta la sterile che non genera
e non fa del bene alla vedova.
 22  Ma egli con la sua forza trascina i potenti
sorge quando più non può contare sulla vita.
 23  Anche Dio gli concede sicurezza ed egli sta saldo
ma i suoi occhi sono sopra la sua condotta.
 24  Salgono in alto per un pocopoi non sono più
sono buttati giù come tutti i mortali
falciati come la testa di una spiga.
 25  Non è forse così? Chi può smentirmi
e ridurre a nulla le mie parole?

 

Cap. 25

Inno all'onnipotenza di Dio

 1  Bildad il Suchita prese a dire:

 2  V'è forse dominio e paura presso Colui
Che mantiene la pace nell'alto dei cieli?
 3  Si possono forse contare le sue schiere?
E sopra chi non sorge la sua luce?
 4  Come può giustificarsi un uomo davanti a Dio
e apparire puro un nato di donna?
 5  Eccola luna stessa manca di chiarore
e le stelle non sono pure ai suoi occhi:
 6  quanto meno l'uomoquesto verme
l'essere umanoquesto bruco!

 

Cap. 26

Bildad parla all'aria

 1  Giobbe rispose:

 2  Quanto aiuto hai dato al debole
e come hai soccorso il braccio senza forza!
 3  Quanti buoni consigli hai dato all'ignorante
e con quanta abbondanza hai manifestato la saggezza!
 4  A chi hai tu rivolto la parola
e qual è lo spirito che da te è uscito?
 5  I morti tremano sotto terra
come pure le acque e i loro abitanti.
 6  Nuda è la tomba davanti a lui
e senza velo è l'abisso.
 7  Egli stende il settentrione sopra il vuoto
tiene sospesa la terra sopra il nulla.
 8  Rinchiude le acque dentro le nubi
e le nubi non si squarciano sotto il loro peso.
 9  Copre la vista del suo trono
stendendovi sopra la sua nube.
 10  Ha tracciato un cerchio sulle acque
sino al confine tra la luce e le tenebre.
 11  Le colonne del cielo si scuotono
sono prese da stupore alla sua minaccia.
 12  Con forza agita il mare
e con intelligenza doma Raab.
 13  Al suo soffio si rasserenano i cieli
la sua mano trafigge il serpente tortuoso.
 14  Eccoquesti non sono che i margini delle sue opere;
quanto lieve è il sussurro che noi ne percepiamo!
Ma il tuono della sua potenza chi può comprenderlo?

 

Cap. 27

Giobbeinnocenteconosce la potenza di Dio

 1  Giobbe continuò a dire:

 2  Per la vita di Dioche mi ha privato del mio
diritto
per l'Onnipotente che mi ha amareggiato l'animo
 3  finché ci sarà in me un soffio di vita
e l'alito di Dio nelle mie narici
 4  mai le mie labbra diranno falsità
e la mia lingua mai pronunzierà menzogna!
 5  Lungi da me che io mai vi dia ragione;
fino alla morte non rinunzierò alla mia integrità.
 6  Mi terrò saldo nella mia giustizia senza cedere
la mia coscienza non mi rimprovera nessuno dei miei
giorni.
 7  Sia trattato come reo il mio nemico
e il mio avversario come un ingiusto.
 8  Che cosa infatti può sperare l'empioquando
finirà
quando Dio gli toglierà la vita?
 9  Ascolterà forse Dio il suo grido
quando la sventura piomberà su di lui?
 10  Porrà forse la sua compiacenza nell'Onnipotente?
Potrà forse invocare Dio in ogni momento?
 11  Io vi mostrerò la mano di Dio
non vi celerò i pensieri dell'Onnipotente.
 12  Eccovoi tutti lo vedete;
perché dunque vi perdete in cose vane?

Discorso di Zofar: Il maledetto

 13  Questa è la sorte che Dio riserva al malvagio
e la porzione che i violenti ricevono
dall'Onnipotente.
 14  Se ha molti figlisaranno per la spada
e i suoi discendenti non avranno pane da sfamarsi;
 15  i superstiti li seppellirà la peste
e le loro vedove non faranno lamento.
 16  Se ammassa argento come la polvere
e come fango si prepara vesti:
 17  egli le preparama il giusto le indosserà
e l'argento lo spartirà l'innocente.
 18  Ha costruito la casa come fragile nido
e come una capanna fatta da un guardiano.
 19  Si corica riccoma per l'ultima volta
quando apre gli occhinon avrà più nulla.
 20  Di giorno il terrore lo assale
di notte se lo rapisce il turbine;
 21  il vento d'oriente lo solleva e se ne va
lo strappa lontano dal suo posto.
 22  Dio lo bersaglia senza pietà;
tenta di sfuggire alla sua mano.
 23  Si battono le mani contro di lui
e si fischia su di lui dal luogo dove abita.

 

Cap. 28

4. ELOGIO DELLA SAPIENZA

La sapienza inaccessibile all'uomo

 1  Certoper l'argento vi sono miniere
e per l'oro luoghi dove esso si raffina.
 2  Il ferro si cava dal suolo
e la pietra fusa libera il rame.
 3  L'uomo pone un termine alle tenebre
e fruga fino all'estremo limite
le rocce nel buio più fondo.
 4  Forano pozzi lungi dall'abitato
coloro che perdono l'uso dei piedi:
pendono sospesi lontano dalla gente e vacillano.
 5  Una terrada cui si trae pane
di sotto è sconvolta come dal fuoco.
 6  Le sue pietre contengono zaffiri
e oro la sua polvere.
 7  L'uccello rapace ne ignora il sentiero
non lo scorge neppure l'occhio dell'aquila
 8  non battuto da bestie feroci
né mai attraversato dal leopardo.
 9  Contro la selce l'uomo porta la mano
sconvolge le montagne:
 10  nelle rocce scava gallerie
e su quanto è prezioso posa l'occhio:
 11  scandaglia il fondo dei fiumi
e quel che vi è nascosto porta alla luce.
 12  Ma la sapienza da dove si trae?
E il luogo dell'intelligenza dov'è?
 13  L'uomo non ne conosce la via
essa non si trova sulla terra dei viventi.
 14  L'abisso dice: «Non è in me!»
e il mare dice: «Neppure presso di me!».
 15  Non si scambia con l'oro più scelto
né per comprarla si pesa l'argento.
 16  Non si acquista con l'oro di Ofir
con il prezioso berillo o con lo zaffiro.
 17  Non la pareggia l'oro e il cristallo
né si permuta con vasi di oro puro.
 18  Coralli e perle non meritano menzione
vale più scoprire la sapienza che le gemme.
 19  Non la eguaglia il topazio d'Etiopia;
con l'oro puro non si può scambiare a peso.
 20  Ma da dove viene la sapienza?
E il luogo dell'intelligenza dov'è?
 21  E' nascosta agli occhi di ogni vivente
ed è ignota agli uccelli del cielo.
 22  L'abisso e la morte dicono:
«Con gli orecchi ne udimmo la fama».
 23  Dio solo ne conosce la via
lui solo sa dove si trovi
 24  perché volge lo sguardo
fino alle estremità della terra
vede quanto è sotto la volta del cielo.
 25  Quando diede al vento un peso
e ordinò alle acque entro una misura
 26  quando impose una legge alla pioggia
e una via al lampo dei tuoni;
 27  allora la vide e la misurò
la comprese e la scrutò appieno
 28  e disse all'uomo:
«Eccotemere Dioquesto è sapienza
e schivare il malequesto è intelligenza».

 

Cap. 29

5. CONCLUSIONE DEL DIALOGO

Lamenti e apologia di Giobbe:

A. I giorni passati

 1  Giobbe continuò a pronunziare le sue sentenze e disse:

 2  Ohpotessi tornare com'ero ai mesi di un tempo
ai giorni in cui Dio mi proteggeva
 3  quando brillava la sua lucerna sopra il mio capo
e alla sua luce camminavo in mezzo alle tenebre;
 4  com'ero ai giorni del mio autunno
quando Dio proteggeva la mia tenda
 5  quando l'Onnipotente era ancora con me
e i giovani mi stavano attorno;
 6  quando mi lavavo in piedi nel latte
e la roccia mi versava ruscelli d'olio!
 7  Quando uscivo verso la porta della città
e sulla piazza ponevo il mio seggio:
 8  vedendomii giovani si ritiravano
e i vecchi si alzavano in piedi;
 9  i notabili sospendevano i discorsi
e si mettevan la mano sulla bocca;
 10  la voce dei capi si smorzava
e la loro lingua restava fissa al palato;
 11  con gli orecchi ascoltavano e mi dicevano felice
con gli occhi vedevano e mi rendevano testimonianza
 12  perché soccorrevo il povero che chiedeva aiuto
l'orfano che ne era privo.
 13  La benedizione del morente scendeva su di me
e al cuore della vedova infondevo la gioia.
 14  Mi ero rivestito di giustizia come di un
vestimento;
come mantello e turbante era la mia equità.
 15  Io ero gli occhi per il cieco
ero i piedi per lo zoppo.
 16  Padre io ero per i poveri
ed esaminavo la causa dello sconosciuto;
 17  rompevo la mascella al perverso
e dai suoi denti strappavo la preda.
 18  Pensavo: «Spirerò nel mio nido
e moltiplicherò come sabbia i miei giorni».
 19  La mia radice avrà adito alle acque
e la rugiada cadrà di notte sul mio ramo.
 20  La mia gloria sarà sempre nuova
e il mio arco si rinforzerà nella mia mano.
 21  Mi ascoltavano in attesa fiduciosa
e tacevano per udire il mio consiglio.
 22  Dopo le mie parole non replicavano
e su di loro scendevano goccia a goccia i miei detti.
 23  Mi attendevano come si attende la pioggia
e aprivano la bocca come ad acqua primaverile.
 24  Se a loro sorridevonon osavano crederlo
né turbavano la serenità del mio volto.
 25  Indicavo loro la via da seguire e sedevo come capo
e vi rimanevo come un re fra i soldati
o come un consolatore d'afflitti.

 

Cap. 30

B. Angoscia presente

 1  Ora invece si ridono di me
i più giovani di me in età
i cui padri non avrei degnato
di mettere tra i cani del mio gregge.
 2  Anche la forza delle loro mani a che mi giova?
Hanno perduto ogni vigore;
 3  disfatti dalla indigenza e dalla fame
brucano per l'arido deserto
 4  da lungo tempo regione desolata
raccogliendo l'erba salsa accanto ai cespugli
e radici di ginestra per loro cibo.
 5  Cacciati via dal consorzio umano
a loro si grida dietro come al ladro;
 6  sì che dimorano in valli orrende
nelle caverne della terra e nelle rupi.
 7  In mezzo alle macchie urlano
e sotto i roveti si adunano;
 8  razza ignobileanzi razza senza nome
sono calpestati più della terra.
 9  Ora io sono la loro canzone
sono diventato la loro favola!
 10  Hanno orrore di me e mi schivano
e non si astengono dallo sputarmi in faccia!
 11  Poiché egli ha allentato il mio arco e mi ha
abbattuto
essi han rigettato davanti a me ogni freno.
 12  A destra insorge la ragazzaglia;
smuovono i miei passi
e appianano la strada contro di me per perdermi.
 13  Hanno demolito il mio sentiero
cospirando per la mia disfatta
e nessuno si oppone a loro.
 14  Avanzano come attraverso una larga breccia
sbucano in mezzo alle macerie.
 15  I terrori si sono volti contro di me;
si è dileguatacome ventola mia grandezza
e come nube è passata la mia felicità.
 16  Ora mi consumo
e mi colgono giorni d'afflizione.
 17  Di notte mi sento trafiggere le ossa
e i dolori che mi rodono non mi danno riposo.
 18  A gran forza egli mi afferra per la veste
mi stringe per l'accollatura della mia tunica.
 19  Mi ha gettato nel fango:
son diventato polvere e cenere.
 20  Io grido a tema tu non mi rispondi
insistoma tu non mi dai retta.
 21  Tu sei un duro avversario verso di me
e con la forza delle tue mani mi perseguiti;
 22  mi sollevi e mi poni a cavallo del vento
e mi fai sballottare dalla bufera.
 23  So bene che mi conduci alla morte
alla casa dove si riunisce ogni vivente.
 24  Ma qui nessuno tende la mano alla preghiera
né per la sua sventura invoca aiuto.
 25  Non ho pianto io forse con chi aveva i giorni duri
e non mi sono afflitto per l'indigente?
 26  Eppure aspettavo il bene ed è venuto il male
aspettavo la luce ed è venuto il buio.
 27  Le mie viscere ribollono senza posa
e giorni d'affanno mi assalgono.
 28  Avanzo con il volto scurosenza conforto
nell'assemblea mi alzo per invocare aiuto.
 29  Sono divenuto fratello degli sciacalli
e compagno degli struzzi.
 30  La mia pelle si è anneritami si stacca
e le mie ossa bruciano dall'arsura.
 31  La mia cetra serve per lamenti
e il mio flauto per la voce di chi piange.

 

Cap. 31

Apologia di Giobbe

 1  Avevo stretto con gli occhi un patto
di non fissare neppure una vergine.
 2  Che parte mi assegna Dio di lassù
e che porzione mi assegna l'Onnipotente dall'alto?
 3  Non è forse la rovina riservata all'iniquo
e la sventura per chi compie il male?
 4  Non vede egli la mia condotta
e non conta tutti i miei passi?
 5  Se ho agito con falsità
e il mio piede si è affrettato verso la frode
 6  mi pesi pure sulla bilancia della giustizia
e Dio riconoscerà la mia integrità.
 7  Se il mio passo è andato fuori strada
e il mio cuore ha seguito i miei occhi
se alla mia mano si è attaccata sozzura
 8  io semini e un altro ne mangi il frutto
e siano sradicati i miei germogli.
 9  Se il mio cuore fu sedotto da una donna
e ho spiato alla porta del mio prossimo
 10  mia moglie macini per un altro
e altri ne abusino;
 11  difatti quello è uno scandalo
un delitto da deferire ai giudici
 12  quello è un fuoco che divora fino alla
distruzione
e avrebbe consumato tutto il mio raccolto.
 13  Se ho negato i diritti del mio schiavo
e della schiava in lite con me
 14  che fareiquando Dio si alzerà
equando farà l'inchiestache risponderei?
 15  Chi ha fatto me nel seno maternonon ha fatto
anche lui?
Non fu lo stesso a formarci nel seno?
 16  Mai ho rifiutato quanto brama il povero
né ho lasciato languire gli occhi della vedova;
 17  mai da solo ho mangiato il mio tozzo di pane
senza che ne mangiasse l'orfano
 18  poiché Diocome un padremi ha allevato fin
dall'infanzia
e fin dal ventre di mia madre mi ha guidato.
 19  Se mai ho visto un misero privo di vesti
o un povero che non aveva di che coprirsi
 20  se non hanno dovuto benedirmi i suoi fianchi
o con la lana dei miei agnelli non si è riscaldato;
 21  se contro un innocente ho alzato la mano
perché vedevo alla porta chi mi spalleggiava
 22  mi si stacchi la spalla dalla nuca
e si rompa al gomito il mio braccio
 23  perché mi incute timore la mano di Dio
e davanti alla sua maestà non posso resistere.
 24  Se ho riposto la mia speranza nell'oro
e all'oro fino ho detto: «Tu sei la mia fiducia»;
 25  se godevo perché grandi erano i miei beni
e guadagnava molto la mia mano;
 26  se vedendo il sole risplendere
e la luna chiara avanzare
 27  si è lasciato sedurre in segreto il mio cuore
e con la mano alla bocca ho mandato un bacio
 28  anche questo sarebbe stato un delitto da tribunale
perché avrei rinnegato Dio che sta in alto.
 29  Ho gioito forse della disgrazia del mio nemico
e ho esultato perché lo colpiva la sventura
 30  io che non ho permesso alla mia lingua di peccare
augurando la sua morte con imprecazioni?
 31  Non diceva forse la gente della mia tenda:
«A chi non ha dato delle sue carni per saziarsi?».
 32  All'aperto non passava la notte lo straniero
e al viandante aprivo le mie porte.
 33  Non ho nascostoalla maniera degli uominila mia
colpa
tenendo celato il mio delitto in petto
 34  come se temessi molto la folla
e il disprezzo delle tribù mi spaventasse
sì da starmene zitto senza uscire di casa.
 38  Se contro di me grida la mia terra
e i suoi solchi piangono con essa;
 39  se ho mangiato il suo frutto senza pagare
e ho fatto sospirare dalla fame i suoi coltivatori
 40  in luogo di frumentogetti spine
ed erbaccia al posto dell'orzo.
 35  Ohavessi uno che mi ascoltasse!
Ecco qui la mia firma! L'Onnipotente mi risponda!
Il documento scritto dal mio avversario
 36  vorrei certo portarlo sulle mie spalle
e cingerlo come mio diadema!
 37  Il numero dei miei passi gli manifesterei

e mi presenterei a lui come sovrano.

 

Cap. 32

III. I DISCORSI DI ELIU

Intervento di Eliu

(3140b) Quando Giobbe ebbe finito di parlare 1  quei tre uomini cessarono di rispondere a Giobbeperchè egli si riteneva giusto.  2  Allora si accese lo sdegno di Eliufiglio di Barachele il Buzitadella tribù di Ram. Si accese di sdegno contro Giobbeperché pretendeva d'aver ragione di fronte a Dio;  3  si accese di sdegno anche contro i suoi tre amiciperché non avevano trovato di che risponderesebbene avessero dichiarato Giobbe colpevole.  4  Però Eliu aveva aspettatomentre essi parlavano con Giobbeperché erano più vecchi di lui in età.  5  Quando dunque vide che sulla bocca di questi tre uomini non vi era più alcuna rispostaEliu si accese di sdegno.

 6  Presa dunque la parolaEliufiglio di Barachele il Buzitadisse:

Esordio

Giovane io sono di anni
e voi siete gia canuti;
per questo ho esitato per rispetto
a manifestare a voi il mio sapere.
 7  Pensavo: Parlerà l'età
e i canuti insegneranno la sapienza.
 8  Ma certo essa è un soffio nell'uomo;
l'ispirazione dell'Onnipotente lo fa intelligente.
 9  Non sono i molti anni a dar la sapienza
né sempre i vecchi distinguono ciò che è giusto.
 10  Per questo io oso dire: Ascoltatemi;
anch'io esporrò il mio sapere.
 11  Eccoho atteso le vostre parole
ho teso l'orecchio ai vostri argomenti.
Finché andavate in cerca di argomenti
 12  su di voi fissai l'attenzione.
Ma ecconessuno ha potuto convincere Giobbe
nessuno tra di voi risponde ai suoi detti.
 13  Non dite: Noi abbiamo trovato la sapienza
ma lo confuti Dionon l'uomo!
 14  Egli non mi ha rivolto parole
e io non gli risponderò con le vostre parole.
 15  Sono vintinon rispondono più
mancano loro le parole.
 16  Ho attesoma poiché non parlano più
poiché stanno lì senza risposta
 17  voglio anch'io dire la mia parte
anch'io esporrò il mio parere;
 18  mi sento infatti pieno di parole
mi preme lo spirito che è dentro di me.
 19  Eccodentro di me c'è come vino senza sfogo
come vino che squarcia gli otri nuovi.
 20  Parlerò e mi sfogherò
aprirò le labbra e risponderò.
 21  Non guarderò in faccia ad alcuno
non adulerò nessuno
 22  perché io non so adulare:
altrimenti il mio creatore in breve mi eliminerebbe.

 

Cap. 33

La presunzione di Giobbe

 1  Ascolta dunqueGiobbei miei discorsi
ad ogni mia parola porgi l'orecchio.
 2  Eccoio apro la bocca
parla la mia lingua entro il mio palato.
 3  Il mio cuore dirà sagge parole
e le mie labbra parleranno chiaramente.
 4  Lo spirito di Dio mi ha creato
e il soffio dell'Onnipotente mi dà vita.
 5  Se puoirispondimi
prepàrati davanti a mestà pronto.
 6  Eccoio sono come te di fronte a Dio
e anch'io sono stato tratto dal fango:
 7  ecconulla hai da temere da me
né graverò su di te la mano.
 8  Non hai fatto che dire ai miei orecchi
e ho ben udito il suono dei tuoi detti:
 9  «Puro son iosenza peccato
io sono mondonon ho colpa;
 10  ma egli contro di me trova pretesti
e mi stima suo nemico;
 11  pone in ceppi i miei piedi
e spia tutti i miei passi!».
 12  Eccoin questo ti rispondo: non hai ragione.
Dio è infatti più grande dell'uomo.
 13  Perché ti lamenti di lui
se non risponde ad ogni tua parola?
 14  Dio parla in un modo
o in un altroma non si fa attenzione.
 15  Parla nel sognovisione notturna
quando cade il sopore sugli uomini
e si addormentano sul loro giaciglio;
 16  apre allora l'orecchio degli uomini
e con apparizioni li spaventa
 17  per distogliere l'uomo dal male
e tenerlo lontano dall'orgoglio
 18  per preservarne l'anima dalla fossa
e la sua vita dalla morte violenta.
 19  Lo corregge con il dolore nel suo letto
e con la tortura continua delle ossa;
 20  quando il suo senso ha nausea del pane
il suo appetito del cibo squisito;
 21  quando la sua carne si consuma a vista d'occhio
e le ossache non si vedevano primaspuntano fuori
 22  quando egli si avvicina alla fossa
e la sua vita alla dimora dei morti.
 23  Ma se vi è un angelo presso di lui
un protettore solo fra mille
per mostrare all'uomo il suo dovere
 24  abbia pietà di lui e dica:
«Scampalo dallo scender nella fossa
ho trovato il riscatto»
 25  allora la sua carne sarà più fresca che in gioventù
tornerà ai giorni della sua adolescenza:
 26  supplicherà Dio e questi gli userà benevolenza
gli mostrerà il suo volto in giubilo
e renderà all'uomo la sua giustizia.
 27  Egli si rivolgerà agli uomini e dirà:
«Avevo peccato e violato la giustizia
ma egli non mi ha punito per quel che meritavo;
 28  mi ha scampato dalla fossa
e la mia vita rivede la luce».
 29  Eccotutto questo fa Dio
due voltetre volte con l'uomo
 30  per sottrarre l'anima sua dalla fossa
e illuminarla con la luce dei viventi.
 31  AttendiGiobbeascoltami
taci e io parlerò:
 32  ma se hai qualcosa da direrispondimi
parlaperché vorrei darti ragione;
 33  se notu ascoltami
e io ti insegnerò la sapienza.

 

Cap. 34

Scacco dei tre saggi nel discolpare Dio

 1  Eliu continuò a dire:

 2  Ascoltatesaggile mie parole
e voisapientiporgetemi l'orecchio
 3  Perché l'orecchio distingue le parole
come il palato assapora i cibi.
 4  Esploriamo noi ciò che è giusto
indaghiamo fra di noi quale sia il bene:
 5  poiché Giobbe ha detto: «Io son giusto
ma Dio mi ha tolto il mio diritto;
 6  contro il mio diritto passo per menzognero
inguaribile è la mia piaga benché senza colpa».
 7  Chi è come Giobbe
che bevecome l'acqual'insulto
 8  che fa la strada in compagnia dei malfattori
andando con uomini iniqui?
 9  Poiché egli ha detto: «Non giova all'uomo
essere in buona grazia con Dio».
 10  Perciò ascoltatemiuomini di senno:
lungi da Dio l'iniquità
e dall'Onnipotente l'ingiustizia!
 11  Poiché egli ripaga l'uomo secondo il suo operato
e fa trovare ad ognuno secondo la sua condotta.
 12  In veritàDio non agisce da ingiusto
e l'Onnipotente non sovverte il diritto!
 13  Chi mai gli ha affidato la terra
e chi ha disposto il mondo intero?
 14  Se egli richiamasse il suo spirito a sè
e a sé ritraesse il suo soffio
 15  ogni carne morirebbe all'istante
e l'uomo ritornerebbe in polvere.
 16  Se hai intellettoascolta bene questo
porgi l'orecchio al suono delle mie parole.
 17  Può mai governare chi odia il diritto?
E tu osi condannare il Gran Giusto?
 18  lui che dice ad un re: «Iniquo!»
e ai principi: «Malvagi!»
 19  lui che non usa parzialità con i potenti
e non preferisce al povero il ricco
perché tutti costoro sono opera delle sue mani?
 20  In un istante muoiono e nel cuore della notte
sono colpiti i potenti e periscono;
e senza sforzo rimuove i tiranni
 21  poiché egli tiene gli occhi sulla condotta
dell'uomo
e vede tutti i suoi passi.
 22  Non vi è tenebranon densa oscurità
dove possano nascondersi i malfattori.
 23  Poiché non si pone all'uomo un termine
per comparire davanti a Dio in giudizio:
 24  egli fiacca i potentisenza fare inchieste
e colloca altri al loro posto.
 25  Poiché conosce le loro opere
li travolge nella notte e sono schiacciati;
 26  come malvagi li percuote
li colpisce alla vista di tutti;
 27  perché si sono allontanati da lui
e di tutte le sue vie non si sono curati
 28  sì da far giungere fino a lui il grido
dell'oppresso e fargli udire il lamento dei poveri.
 29  Se egli tacechi lo può condannare?
Se vela la facciachi lo può vedere?
Ma sulle nazioni e sugli individui egli veglia
 30  perché non regni un uomo perverso
perché il popolo non abbia inciampi.
 31  Si può dunque dire a Dio:
«Porto la penasenza aver fatto il male;
 32  se ho peccatomostramelo;
se ho commesso l'iniquitànon lo farò più»?
 33  Forsesecondo le tue idee dovrebbe ricompensare
perché tu rifiuti il suo giudizio?
Poiché tu devi sceglierenon io
dìdunquequello che sai.
 34  Gli uomini di senno mi diranno
con l'uomo saggio che mi ascolta:
 35  «Giobbe non parla con sapienza
e le sue parole sono prive di senno».
 36  BeneGiobbe sia esaminato fino in fondo
per le sue risposte da uomo empio
 37  perché aggiunge al suo peccato la rivolta
in mezzo a noi batte le mani
e moltiplica le parole contro Dio.

 

Cap. 35

Dio non è indifferente ai casi umani

 1  Eliu riprese a dire:

 2  Ti pare di aver pensato cosa giusta
quando dicesti: «Ho ragione davanti a Dio»?
 3  O quando hai detto: «Che te ne importa?
Che utilità ne ho dal mio peccato»?
 4  Risponderò a te con discorsi
e ai tuoi amici insieme con te.
 5  Contempla il cielo e osserva
considera le nubi: sono più alte di te.
 6  Se pecchiche gli fai?
Se moltiplichi i tuoi delittiche danno gli arrechi?
 7  Se tu sei giustoche cosa gli dai
o che cosa riceve dalla tua mano?
 8  Su un uomo come te ricade la tua malizia
su un figlio d'uomo la tua giustizia!
 9  Si grida per la gravità dell'oppressione
si invoca aiuto sotto il braccio dei potenti
 10  ma non si dice: «Dov'è quel Dio che mi ha
creato
che concede nella notte canti di gioia;
 11  che ci rende più istruiti delle bestie
selvatiche
che ci fa più saggi degli uccelli del cielo?».
 12  Si gridaallorama egli non risponde
di fronte alla superbia dei malvagi.
 13  Certo è falso dire: «Dio non ascolta
e l'Onnipotente non presta attenzione»;
 14  più ancora quando tu dici che non lo vedi
che la tua causa sta innanzi a lui e tu in lui speri;
 15  così pure quando dici che la sua ira non punisce
né si cura molto dell'iniquità.
 16  Giobbe dunque apre invano la sua bocca
e senza cognizione moltiplica le chiacchiere.

 

Cap. 36

Il vero senso delle sofferenze di Giobbe

 1  Eliu continuò a dire:

 2  Abbi un pò di pazienza e io te lo dimostrerò
perché in difesa di Dio c'è altro da dire.
 3  Prenderò da lontano il mio sapere
e renderò giustizia al mio creatore
 4  poiché non è certo menzogna il mio parlare:
un uomo di perfetta scienza è qui con te.
 5  EccoDio è grande e non si ritratta
egli è grande per fermezza di cuore.
 6  Non lascia vivere l'iniquo
e rende giustizia ai miseri.
 7  Non toglie gli occhi dai giusti
li fa sedere sul trono con i re
e li esalta per sempre.
 8  Se talvolta essi sono avvinti in catene
se sono stretti dai lacci dell'afflizione
 9  fa loro conoscere le opere loro
e i loro falliperché superbi;
 10  apre loro gli orecchi per la correzione
e ordina che si allontanino dalla iniquità.
 11  Se ascoltano e si sottomettono
chiuderanno i loro giorni nel benessere
e i loro anni nelle delizie.
 12  Ma se non vorranno ascoltare
di morte violenta periranno
spireranno senza neppure saperlo.
 13  I perversi di cuore accumulano l'ira;
non invocano aiutoquando Dio li avvince in catene:
 14  si spegne in gioventù la loro anima
e la loro vita all'età dei dissoluti.
 15  Ma egli libera il povero con l'afflizione
gli apre l'udito con la sventura.
 16  Anche te intende sottrarre dal morso
dell'angustia:
avrai in cambio un luogo ampionon ristretto
e la tua tavola sarà colma di vivande grasse.
 17  Ma se colmi la misura con giudizi da empio
giudizio e condanna ti seguiranno.
 18  La collera non ti trasporti alla bestemmia
l'abbondanza dell'espiazione non ti faccia fuorviare.
 19  Può forse farti uscire dall'angustia il tuo
grido
con tutti i tentativi di forza?
 20  Non sospirare quella notte
in cui i popoli vanno al loro luogo.
 21  Bada di non volgerti all'iniquità
poiché per questo sei stato provato dalla miseria.

Inno alla sapienza onnipotente

 22  EccoDio è sublime nella sua potenza;
chi come lui è temibile?
 23  Chi mai gli ha imposto il suo modo d'agire
o chi mai ha potuto dirgli: «Hai agito male?».
 24  Ricordati che devi esaltare la sua opera
che altri uomini hanno cantato.
 25  Ogni uomo la contempla
il mortale la mira da lontano.
 26  EccoDio è così grandeche non lo
comprendiamo:
il numero dei suoi anni è incalcolabile.
 27  Egli attrae in alto le gocce dell'acqua
e scioglie in pioggia i suoi vapori
 28  che le nubi riversano
e grondano sull'uomo in grande quantità.
 31  In tal modo sostenta i popoli
e offre alimento in abbondanza.
 29  Chi inoltre può comprendere la distesa delle
nubi
i fragori della sua dimora?
 30  Eccoespande sopra di esso il suo vapore
e copre le profondità del mare.
 32  Arma le mani di folgori
e le scaglia contro il bersaglio.
 33  Lo annunzia il suo fragore
riserva d'ira contro l'iniquità.

 

Cap. 37

 1  Per questo mi batte forte il cuore
e mi balza fuori dal petto.
 2  Uditeuditeil rumore della sua voce
il fragore che esce dalla sua bocca.
 3  Il lampo si diffonde sotto tutto il cielo
e il suo bagliore giunge ai lembi della terra;
 4  dietro di esso brontola il tuono
mugghia con il suo fragore maestoso
e nulla arresta i fulmini
da quando si è udita la sua voce;
 5  mirabilmente tuona Dio con la sua voce
opera meraviglie che non comprendiamo!
 6  Egli infatti dice alla neve: «Cadi sulla terra»
e alle piogge dirotte: «Siate violente».
 7  Rinchiude ogni uomo in casa sotto sigillo
perché tutti riconoscano la sua opera.
 8  Le fiere si ritirano nei loro ripari
e nelle loro tane si accovacciano.
 9  Dal mezzogiorno avanza l'uragano
e il freddo dal settentrione.
 10  Al soffio di Dio si forma il ghiaccio
e la distesa dell'acqua si congela.
 11  Carica di umidità le nuvole
e le nubi ne diffondono le folgori.
 12  Egli le fa vagare dappertutto
secondo i suoi ordini
perché eseguiscano quanto comanda loro
sul mondo intero.
 13  Le manda o per castigo della terra
o in segno di bontà.
 14  Porgi l'orecchio a questoGiobbesoffèrmati
e considera le meraviglie di Dio.
 15  Sai tu come Dio le diriga
e come la sua nube produca il lampo?
 16  Conosci tu come la nube si libri in aria
i prodigi di colui che tutto sa?
 17  Come le tue vesti siano calde
quando non soffia l'austro e la terra riposa?
 18  Hai tu forse disteso con lui il firmamento
solido come specchio di metallo fuso?
 19  Insegnaci che cosa dobbiamo dirgli.
Noi non parleremo per l'oscurità.
 20  Gli si può forse ordinare: «Parlerò io?».
O un uomo può dire che è sopraffatto?
 21  Ora diventa invisibile la luce
oscurata in mezzo alle nubi:
ma tira il vento e le spazza via.
 22  Dal nord giunge un aureo chiarore
intorno a Dio è tremenda maestà.
 23  L}Onnipotente noi non lo possiamo raggiungere
sublime in potenza e rettitudine
e grande per giustizia: egli non ha da rispondere.
 24  Perciò gli uomini lo temono:
a lui la venerazione di tutti i saggi di mente.

 

Cap. 38

IV. I DISCORSI DI IAHVE

PRIMO DISCORSO

La sapienza creatrice confonde Giobbe

 1  Il Signore rispose a Giobbe di mezzo al turbine:

 2  Chi è costui che oscura il consiglio
con parole insipienti?
 3  Cingiti i fianchi come un prode
io t'interrogherò e tu mi istruirai.
 4  Dov'eri tu quand'io ponevo le fondamenta della terra?
Dillose hai tanta intelligenza!
 5  Chi ha fissato le sue dimensionise lo sai
o chi ha teso su di essa la misura?
 6  Dove sono fissate le sue basi
o chi ha posto la sua pietra angolare
 7  mentre gioivano in coro le stelle del mattino
e plaudivano tutti i figli di Dio?
 8  Chi ha chiuso tra due porte il mare
quando erompeva uscendo dal seno materno
 9  quando lo circondavo di nubi per veste
e per fasce di caligine folta?
 10  Poi gli ho fissato un limite
e gli ho messo chiavistello e porte
 11  e ho detto: «Fin qui giungerai e non oltre
e qui s'infrangerà l'orgoglio delle tue onde».
 12  Da quando vivihai mai comandato al mattino
e assegnato il posto all'aurora
 13  perché essa afferri i lembi della terra
e ne scuota i malvagi?
 14  Si trasforma come creta da sigillo
e si colora come un vestito.
 15  E' sottratta ai malvagi la loro luce
ed è spezzato il braccio che si alza a colpire.
 16  Sei mai giunto alle sorgenti del mare
e nel fondo dell'abisso hai tu passeggiato?
 17  Ti sono state indicate le porte della morte
e hai visto le porte dell'ombra funerea?
 18  Hai tu considerato le distese della terra?
Dillose sai tutto questo!
 19  Per quale via si va dove abita la luce
e dove hanno dimora le tenebre
 20  perché tu le conduca al loro dominio
o almeno tu sappia avviarle verso la loro casa?
 21  Certotu lo saiperché allora eri nato
e il numero dei tuoi giorni è assai grande!
 22  Sei mai giunto ai serbatoi della neve
hai mai visto i serbatoi della grandine
 23  che io riserbo per il tempo della sciagura
per il giorno della guerra e della battaglia?
 24  Per quali vie si espande la luce
si diffonde il vento d'oriente sulla terra?
 25  Chi ha scavato canali agli acquazzoni
e una strada alla nube tonante
 26  per far piovere sopra una terra senza uomini
su un deserto dove non c'è nessuno
 27  per dissetare regioni desolate e squallide
e far germogliare erbe nella steppa?
 28  Ha forse un padre la pioggia?
O chi mette al mondo le gocce della rugiada?
 29  Dal seno di chi è uscito il ghiaccio
e la brina del cielo chi l'ha generata?
 30  Come pietra le acque induriscono
e la faccia dell'abisso si raggela.
 31  Puoi tu annodare i legami delle Plèiadi
o sciogliere i vincoli di Orione?
 32  Fai tu spuntare a suo tempo la stella del mattino
o puoi guidare l'Orsa insieme con i suoi figli?
 33  Conosci tu le leggi del cielo
o ne applichi le norme sulla terra?
 34  Puoi tu alzare la voce fino alle nubi
e farti coprire da un rovescio di acqua?
 35  Scagli tu i fulmini e partono
dicendoti: «Eccoci!»?
 36  Chi ha elargito all'ibis la sapienza
o chi ha dato al gallo intelligenza?
 37  Chi può con sapienza calcolare le nubi
e chi riversa gli otri del cielo
 38  quando si fonde la polvere in una massa
e le zolle si attaccano insieme?
 39  Vai tu a caccia di preda per la leonessa
e sazi la fame dei leoncini
 40  quando sono accovacciati nelle tane
o stanno in agguato fra le macchie?
 41  Chi prepara al corvo il suo pasto
quando i suoi nati gridano verso Dio
e vagano qua e là per mancanza di cibo?

 

Cap. 39

 1  Sai tu quando figliano le camozze
e assisti al parto delle cerve?
 2  Conti tu i mesi della loro gravidanza
e sai tu quando devono figliare?
 3  Si curvano e depongono i figli
metton fine alle loro doglie.
 4  Robusti sono i loro figlicrescono in campagna
partono e non tornano più da esse.
 5  Chi lascia libero l'asino selvatico
e chi scioglie i legami dell'ònagro
 6  al quale ho dato la steppa per casa
e per dimora la terra salmastra?
 7  Del fracasso della città se ne ride
e gli urli dei guardiani non ode.
 8  Gira per le montagnesua pastura
e va in cerca di quanto è verde.
 9  Il bufalo si lascerà piegare a servirti
o a passar la notte presso la tua greppia?
 10  Potrai legarlo con la corda per fare il solco
o fargli erpicare le valli dietro a te?
 11  Ti fiderai di luiperché la sua forza è grande
e a lui affiderai le tue fatiche?
 12  Conterai su di luiche torni
e raduni la tua messe sulla tua aia?
 13  L'ala dello struzzo batte festante
ma è forse penna e piuma di cicogna?
 14  Abbandona infatti alla terra le uova
e sulla polvere le lascia riscaldare.
 15  Dimentica che un piede può schiacciarle
una bestia selvatica calpestarle.
 16  Tratta duramente i figlicome se non fossero
suoi
della sua inutile fatica non si affanna
 17  perché Dio gli ha negato la saggezza
e non gli ha dato in sorte discernimento.
 18  Ma quando giunge il saettatorefugge agitando le
ali:
si beffa del cavallo e del suo cavaliere.
 19  Puoi tu dare la forza al cavallo
e vestire di fremiti il suo collo?
 20  Lo fai tu sbuffare come un fumaiolo?
Il suo alto nitrito incute spavento.
 21  Scalpita nella valle giulivo
e con impeto va incontro alle armi.
 22  Sprezza la pauranon teme
né retrocede davanti alla spada.
 23  Su di lui risuona la faretra
il luccicar della lancia e del dardo.
 24  Strepitandofremendodivora lo spazio
e al suono della tromba più non si tiene.
 25  Al primo squillo grida: «Aah!...»
e da lontano fiuta la battaglia
gli urli dei capiil fragor della mischia.
 26  Forse per il tuo senno si alza in volo lo sparviero
e spiega le ali verso il sud?
 27  O al tuo comando l'aquila s'innalza
e pone il suo nido sulle alture?
 28  Abita le rocce e passa la notte
sui denti di rupe o sui picchi.
 29  Di lassù spia la preda
lontano scrutano i suoi occhi.
 30  I suoi aquilotti succhiano il sangue
e dove sono cadaverilà essa si trova.

 

Cap. 40

 1  Il Signore riprese e disse a Giobbe:
 2  Il censore vorrà ancora contendere con l'Onnipotente?
L'accusatore di Dio risponda!
 3  Giobbe rivolto al Signore disse:
 4  Eccosono ben meschino: che ti posso rispondere?
Mi metto la mano sulla bocca.
 5  Ho parlato una voltama non replicherò.
ho parlato due voltema non continuerò.

SECONDO DISCORSO

Dio controlla le forze del male

 6  Allora il Signore rispose a Giobbe di mezzo al turbine e disse:
 7  Cingiti i fianchi come un prode:
io t'interrogherò e tu mi istruirai.
 8  Oseresti proprio cancellare il mio guidizio
e farmi torto per avere tu ragione?
 9  Hai tu un braccio come quello di Dio
e puoi tuonare con voce pari alla sua?
 10  Ornati pure di maestà e di sublimità
rivestiti di splendore e di gloria;
 11  diffondi i furori della tua collera
mira ogni superbo e abbattilo
 12  mira ogni superbo e umilialo
schiaccia i malvagi ovunque si trovino;
 13  nascondili nella polvere tutti insieme
rinchiudili nella polvere tutti insieme
 14  anch'io ti loderò
perché hai trionfato con la destra.

Le bestie

 15  Eccol'ippopotamoche io ho creato al pari di te
mangia l'erba come il bue.
 16  Guardala sua forza è nei fianchi
e il suo vigore nel ventre.
 17  Rizza la coda come un cedro
i nervi delle sue cosce s'intrecciano saldi
 18  le sue vertebretubi di bronzo
le sue ossa come spranghe di ferro.
 19  Esso è la prima delle opere di Dio;
il suo creatore lo ha fornito di difesa.
 20  I monti gli offrono i loro prodotti
e là tutte le bestie della campagna si trastullano.
 21  Sotto le piante di loto si sdraia
nel folto del canneto della palude.
 22  Lo ricoprono d'ombra i loti selvatici
lo circondano i salici del torrente.
 23  Eccosi gonfi pure il fiume: egli non trema
è calmoanche se il Giordano gli salisse fino alla bocca.
 24  Chi potrà afferarlo per gli occhi
prenderlo con lacci e forargli le narici?

Leviatan

 25  Puoi tu pescare il Leviatan con l'amo
e tener ferma la sua lingua con una corda
 26  ficcargli un giunco nelle narici
e forargli la mascella con un uncino?
 27  Ti farà forse molte suppliche
e ti rivolgerà dolci parole?
 28  Stipulerà forse con te un'alleanza
perché tu lo prenda come servo per sempre?
 29  Scherzerai con lui come un passero
legandolo per le tue fanciulle?
 30  Lo metteranno in vendita le compagnie di pesca
se lo divideranno i commercianti?
 31  Crivellerai di dardi la sua pelle
e con la fiocina la sua testa?
 32  Metti su di lui la mano:
al ricordo della lottanon rimproverai!

 

Cap. 41

 1  Eccola tua speranza è fallita
al solo vederlo uno stramazza.
 2  Nessuno è tanto audace da osare eccitarlo
e chi mai potrà star saldo di fronte a lui?
 3  Chi mai lo ha assalito e si è salvato?
Nessuno sotto tutto il cielo.
 4  Non tacerò la forza delle sue membra:
in fatto di forza non ha pari.
 5  Chi gli ha mai aperto sul davanti il manto di pelle
e nella sua doppia corazza chi può penetrare?
 6  Le porte della sua bocca chi mai ha aperto?
Intorno ai suoi denti è il terrore!
 7  Il suo dorso è a lamine di scudi
saldate con stretto suggello;
 8  l'una con l'altra si toccano
sì che aria fra di esse non passa:
 9  ognuna aderisce alla vicina
sono compatte e non possono separarsi.
 10  Il suo starnuto irradia luce
e i suoi occhi sono come le palpebre dell'aurora.
 11  Dalla sua bocca partono vampate
sprizzano scintille di fuoco.
 12  Dalle sue narici esce fumo
come da caldaiache bolle sul fuoco.
 13  Il suo fiato incendia carboni
e dalla bocca gli escono fiamme.
 14  Nel suo collo risiede la forza
e innanzi a lui corre la paura.
 15  Le giogaie della sua carne son ben compatte
sono ben salde su di luinon si muovono.
 16  Il suo cuore è duro come pietra
duro come la pietra inferiore della macina.
 17  Quando si alzasi spaventano i forti
e per il terrore restano smarriti.
 18  La spada che lo raggiunge non vi si infigge
né lanciané freccia né giavellotto;
 19  stima il ferro come paglia
il bronzo come legno tarlato.
 20  Non lo mette in fuga la freccia
in pula si cambian per lui le pietre della fionda.
 21  Come stoppia stima una mazza
e si fa beffe del vibrare dell'asta.
 22  Al disotto ha cocci acuti
e striscia come erpice sul molle terreno.
 23  Fa ribollire come pentola il gorgo
fa del mare come un vaso da unguenti.
 24  Dietro a sé produce una bianca scia
e l'abisso appare canuto.
 25  Nessuno sulla terra è pari a lui
fatto per non aver paura.
 26  Lo teme ogni essere più altero;
egli è il re su tutte le fiere più superbe.

 

Cap. 42

Ultima risposta di Giobbe

 1  Allora Giobbe rispose al Signore e disse:

 2  Comprendo che puoi tutto
e che nessuna cosa è impossibile per te.
 3  Chi è colui chesenza aver scienza
può oscurare il tuo consiglio?
Ho esposto dunque senza discernimento
cose troppo superiori a meche io non comprendo.
 4  «Ascoltami e io parlerò
io t'interrogherò e tu istruiscimi».
 5  Io ti conoscevo per sentito dire
ma ora i miei occhi ti vedono.
 6  Perciò mi ricredo
e ne provo pentimento sopra polvere e cenere.

V. EPILOGO

Iahve biasima i tre saggi

 7  Dopo che il Signore aveva rivolto queste parole a Giobbedisse a Elifaz il Temanita: «La mia ira si è accesa contro di te e contro i tuoi due amiciperché non avete detto di me cose rette come il mio servo Giobbe.  8  Prendete dunque sette vitelli e sette montoni e andate dal mio servo Giobbe e offriteli in olocausto per voi; il mio servo Giobbe pregherà per voiaffinchè ioper riguardo a luinon punisca la vostra stoltezzaperché non avete detto di me cose rette come il mio servo Giobbe».

 9  Elifaz il TemanitaBildad il Suchita e Zofar il Naamatita andarono e fecero come loro aveva detto il Signore e il Signore ebbe riguardo di Giobbe.

Dio reintegra la fortuna di Giobbe

 10  Dio ristabilì Giobbe nello stato di primaavendo egli pregato per i suoi amici; accrebbe anzi del doppio quanto Giobbe aveva posseduto.  11  Tutti i suoi fratellile sue sorelle e i suoi conoscenti di prima vennero a trovarlo e mangiarono pane in casa sua e lo commiserarono e lo consolarono di tutto il male che il Signore aveva mandato su di lui e gli regalarono ognuno una piastra e un anello d'oro.

 12  Il Signore benedisse la nuova condizione di Giobbe più della prima ed egli possedette quattordicimila pecore e seimila cammellimille paia di buoi e mille asine.  13  Ebbe anche sette figli e tre figlie.  14  A una mise nome Colombaalla seconda Cassia e alla terza Fiala di stibio.  15  In tutta la terra non si trovarono donne così belle come le figlie di Giobbe e il loro padre le mise a parte dell'eredità insieme con i loro fratelli.

 16  Dopo tutto questoGiobbe visse ancora centoquarant'anni e vide figli e nipoti di quattro generazioni.  17  Poi Giobbe morìvecchio e sazio di giorni.




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