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ORIGINI DEL MONDO E DELL'UMANITA' 1. LA CREAZIONE E LA CADUTA    GENESIPrimo racconto della creazione[1]In principio Dio creò il cielo e la terra. [2]Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.[3]Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. [4]Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre [5]e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.[6]Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». [7]Dio fece il firmamento e separò le acqueche sono sotto il firmamentodalle acqueche son sopra il firmamento. E così avvenne. [8]Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.[9]Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielosi raccolgano in un solo luogo e appaia l'asciutto». E così avvenne. [10]Dio chiamò l'asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona. [11]E Dio disse: «La terra produca germoglierbe che producono seme e alberi da fruttoche facciano sulla terra frutto con il semeciascuno secondo la sua specie». E così avvenne: [12]la terra produsse germoglierbe che producono semeciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il semesecondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. [13]E fu sera e fu mattina: terzo giorno.[14]Dio disse: «Ci siano luci nel firmamento del cieloper distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioniper i giorni e per gli anni [15]e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne: [16]Dio fece le due luci grandila luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la nottee le stelle. [17]Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra [18]e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona. [19]E fu sera e fu mattina: quarto giorno.[20]Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terradavanti al firmamento del cielo». [21]Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acquesecondo la loro speciee tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. [22]Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra». [23]E fu sera e fu mattina: quinto giorno.[24]Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiamerettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne: [25]Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. [26]E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immaginea nostra somiglianzae domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielosul bestiamesu tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».[27]Dio creò l'uomo a sua immagine;a immagine di Dio lo creò;maschio e femmina li creò.[28]Dio li benedisse e disse loro:«Siate fecondi e moltiplicateviriempite la terra;soggiogatela e dominatesui pesci del maree sugli uccelli del cieloe su ogni essere viventeche striscia sulla terra».[29]Poi Dio disse: «Eccoio vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il fruttoche produce seme: saranno il vostro cibo. [30]A tutte le bestie selvatichea tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vitaio do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. [31]Dio vide quanto aveva fattoed eccoera cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.Genesi - Capitolo 2[1]Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. [2]Allora Dionel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. [3]Dio benedisse il settimo giorno e lo consacròperché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto. [4a]Queste le origini del cielo e della terraquando vennero creati.La prova della libertà. Il paradiso[4b]Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo[5]nessun cespuglio campestre era sulla terranessuna erba campestre era spuntata - perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il suolo [6]e faceva salire dalla terra l'acqua dei canali per irrigare tutto il suolo -; [7]allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente.[8]Poi il Signore Dio piantò un giardino in Edena orientee vi collocò l'uomo che aveva plasmato. [9]Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiaretra cui l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male. [10]Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardinopoi di lì si divideva e formava quattro corsi. [11]Il primo fiume si chiama Pison: esso scorre intorno a tutto il paese di Avìladove c'è l'oro [12]e l'oro di quella terra è fine; qui c'è anche la resina odorosa e la pietra d'ònice. [13]Il secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre intorno a tutto il paese d'Etiopia. [14]Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre ad oriente di Assur. Il quarto fiume è l'Eufrate.[15]Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Edenperché lo coltivasse e lo custodisse.[16]Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino[17]ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiareperchéquando tu ne mangiassicertamente moriresti».[18]Poi il Signore Dio disse: «Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile». [19]Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomoper vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventiquello doveva essere il suo nome. [20]Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiamea tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatichema l'uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. [21]Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomoche si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. [22]Il Signore Dio plasmò con la costolache aveva tolta all'uomouna donna e la condusse all'uomo. [23]Allora l'uomo disse:«Questa volta essaè carne dalla mia carnee osso dalle mie ossa.La si chiamerà donnaperché dall'uomo è stata tolta».[24]Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. [25]Ora tutti e due erano nudil'uomo e sua mogliema non ne provavano vergogna.Genesi - Capitolo 3La caduta[1]Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «E' vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?». [2]Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare[3]ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccarealtrimenti morirete». [4]Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! [5]AnziDio sa che quando voi ne mangiastesi aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dioconoscendo il bene e il male». [6]Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiaregradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiòpoi ne diede anche al maritoche era con leie anch'egli ne mangiò. [7]Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.[8]Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l'uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dioin mezzo agli alberi del giardino. [9]Ma il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: «Dove sei?». [10]Rispose: «Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto pauraperché sono nudoe mi sono nascosto».[11]Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?».[12]Rispose l'uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato». [13]Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».[14]Allora il Signore Dio disse al serpente:«Poiché tu hai fatto questosii tu maledetto più di tutto il bestiamee più di tutte le bestie selvatiche;sul tuo ventre cammineraie polvere mangeraiper tutti i giorni della tua vita.[15]Io porrò inimicizia tra te e la donnatra la tua stripee la sua stirpe:questa ti schiaccerà la testae tu le insidierai il calcagno».[16]Alla donna disse:«Moltiplicheròi tuoi dolori e le tue gravidanzecon dolore partorirai figli.Verso tuo marito sarà il tuo istintoma egli ti dominerà».[17]All'uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell'alberodi cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiaremaledetto sia il suolo per causa tua!Con dolore ne trarrai il ciboper tutti i giorni della tua vita.[18]Spine e cardi produrrà per tee mangerai l'erba campestre.[19]Con il sudore del tuo volto mangerai il pane;finchè tornerai alla terraperchè da essa sei stato tratto:polvere tu sei e in polvere tornerai!».[20]L'uomo chiamò la moglie Evaperché essa fu la madre di tutti i viventi.[21]Il Signore Dio fece all'uomo e alla donna tuniche di pelli e le vestì.[22]Il Signore Dio disse allora: «Ecco l'uomo è diventato come uno di noiper la conoscenza del bene e del male. Oraegli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero della vitane mangi e viva sempre!». [23]Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Edenperché lavorasse il suolo da dove era stato tratto. [24]Scacciò l'uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgoranteper custodire la via all'albero della vita.Genesi - Capitolo 4Caino e Abele[1]Adamo si unì a Eva sua mogliela quale concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo dal Signore». [2]Poi partorì ancora suo fratello Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.[3]Dopo un certo tempoCaino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; [4]anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta[5]ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto. [6]Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? [7]Se agisci benenon dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci beneil peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istintoma tu dòminalo». [8]Caino disse al fratello Abele: «Andiamo in campagna!». Mentre erano in campagnaCaino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. [9]Allora il Signore disse a Caino: «Dov'è Abeletuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?». [10]Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! [11]Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello. [12]Quando lavorerai il suoloesso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra». [13]Disse Caino al Signore: «Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono? [14]Eccotu mi scacci oggi da questo suolo e io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere». [15]Ma il Signore gli disse: «Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il Signore impose a Caino un segnoperché non lo colpisse chiunque l'avesse incontrato. [16]Caino si allontanò dal Signore e abitò nel paese di Nodad oriente di Eden.La discendenza di Caino[17]Ora Caino si unì alla moglie che concepì e partorì Enoch; poi divenne costruttore di una cittàche chiamò Enochdal nome del figlio. [18]A Enoch nacque Irad; Irad generò Mecuiaèl e Mecuiaèl generò Metusaèl e Metusaèl generò Lamech. [19]Lamech si prese due mogli: una chiamata Ada e l'altra chiamata Zilla. [20]Ada partorì Iabal: egli fu il padre di quanti abitano sotto le tende presso il bestiame. [21]Il fratello di questi si chiamava Iubal: egli fu il padre di tutti i suonatori di cetra e di flauto. [22]Zilla a sua volta partorì Tubalkàinil fabbropadre di quanti lavorano il rame e il ferro. La sorella di Tubalkàin fu Naama.[23]Lamech disse alle mogli:Ada e Zillaascoltate la mia voce;mogli di Lamechporgete l'orecchio al mio dire:Ho ucciso un uomo per una mia scalfitturae un ragazzo per un mio livido.[24]Sette volte sarà vendicato Cainoma Lamech settantasette».Set e i suoi discendenti[25]Adamo si unì di nuovo alla moglieche partorì un figlio e lo chiamò Set. «Perché - disse - Dio mi ha concesso un'altra discendenza al posto di Abelepoiché Caino l'ha ucciso».[26]Anche a Set nacque un figlioche egli chiamò Enos. Allora si cominciò ad invocare il nome del Signore.Genesi - Capitolo 5I patriarchi prediluviani[1]Questo è il libro della genealogia di Adamo. Quando Dio creò l'uomolo fece a somiglianza di Dio; [2]maschio e femmina li creòli benedisse e li chiamò uomini quando furono creati. [3]Adamo aveva centotrenta anni quando generò a sua immaginea sua somiglianzaun figlio e lo chiamò Set. [4]Dopo aver generato SetAdamo visse ancora ottocento anni e generò figli e figlie. [5]L'intera vita di Adamo fu di novecentotrenta anni; poi morì.[6]Set aveva centocinque anni quando generò Enos; [7]dopo aver generato EnosSet visse ancora ottocentosette anni e generò figli e figlie. [8]L'intera vita di Set fu di novecentododici anni; poi morì.[9]Enos aveva novanta anni quando generò Kenan; [10]Enosdopo aver generato Kenanvisse ancora ottocentoquindici anni e generò figli e figlie. [11]L'intera vita di Enos fu di novecentocinque anni; poi morì.[12]Kenan aveva settanta anni quando generò Maalaleèl; [13]Kenan dopo aver generato Maalaleèl visse ancora ottocentoquaranta anni e generò figli e figlie. [14]L'intera vita di Kenan fu di novecentodieci anni; poi morì.[15]Maalaleèl aveva sessantacinque anni quando generò Iared; [16]Maalaleèl dopo aver generato Iaredvisse ancora ottocentrenta anni e generò figli e figlie. [17]L'intera vita di Maalaleèl fu di ottocentonovantacinque anni; poi morì.[18]Iared aveva centosessantadue anni quando generò Enoch; [19]Iareddopo aver generato Enochvisse ancora ottocento anni e generò figli e figlie. [20]L'intera vita di Iared fu di novecentosessantadue anni; poi morì.[21]Enoch aveva sessantacinque anni quando generò Matusalemme. [22]Enoch camminò con Dio; dopo aver generato Matusalemmevisse ancora per trecento anni e generò figli e figlie. [23]L'intera vita di Enoch fu di trecentosessantacique anni. [24]Poi Enoch cammino con Dio e non fu più perché Dio l'aveva preso.[25]Matusalemme aveva centottantasette anni quando generò Lamech; [26]Matusalemmedopo aver generato Lamechvisse ancora settecentottantadue anni e generò figli e figlie. [27]L'intera vita di Matusalemme fu di novecentosessantanove anni; poi morì.[28]Lamech aveva centottantadue anni quando generò un figlio [29]e lo chiamò Noèdicendo: «Costui ci consolerà del nostro lavoro e della fatica delle nostre mania causa del suolo che il Signore ha maledetto». [30]Lamechdopo aver generato Noèvisse ancora cinquecentonovantacinque anni e generò figli e figlie. [31]L'intera vita di Lamech fu di settecentosettantasette anni; poi morì.[32]Noè aveva cinquecento anni quando generò SemCam e Iafet.Genesi - Capitolo 6Figli di Dio e figlie degli uomini[1]Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie[2]i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. [3]Allora il Signore disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell'uomoperché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni».[4]C'erano sulla terra i giganti a quei tempi - e anche dopo - quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell'antichitàuomini famosi.2. IL DILUVIOLa corruzione dell'umanità[5]Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male. [6]E il Signore si pentì di aver fatto l'uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. [7]Il Singore disse: «Sterminerò dalla terra l'uomo che ho creato: con l'uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cieloperché sono pentito d'averli fatti». [8]Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore.[9]Questa è la storia di Noè. Noè era uomo giusto e integro tra i suoi contemporanei e camminava con Dio. [10]Noè generò tre figli: SemCame Iafet. [11]Ma la terra era corrotta davanti a Dio e piena di violenza.[12]Dio guardò la terra ed ecco essa era corrottaperché ogni uomo aveva pervertito la sua condotta sulla terra.Preparativi del diluvio[13]Allora Dio disse a Noè: «E' venuta per me la fine di ogni uomoperché la terraper causa loroè piena di violenza; eccoio li distruggerò insieme con la terra. [14]Fatti un'arca di legno di cipresso; dividerai l'arca in scompartimenti e la spalmerai di bitume dentro e fuori. [15]Ecco come devi farla: l'arca avrà trecento cubiti di lunghezzacinquanta di larghezza e trenta di altezza. [16]Farai nell'arca un tetto e a un cubito più sopra la terminerai; da un lato metterai la porta dell'arca. La farai a piani: inferioremedio e superiore.[17]Ecco io manderò il diluviocioè le acquesulla terraper distruggere sotto il cielo ogni carnein cui è alito di vita; quanto è sulla terra perirà. [18]Ma con te io stabilisco la mia alleanza. Entrerai nell'arca tu e con te i tuoi figlitua moglie e le mogli dei tuoi figli. [19]Di quanto vivedi ogni carneintrodurrai nell'arca due di ogni specieper conservarli in vita con te: siano maschio e femmina. [20]Degli uccelli secondo la loro speciedel bestiame secondo la propria specie e di tutti i rettili della terra secondo la loro speciedue d'ognuna verranno con teper essere conservati in vita. [21]Quanto a teprenditi ogni sorta di cibo da mangiare e raccoglilo presso di te: sarà di nutrimento per te e per loro». [22]Noè eseguì tutto; come Dio gli aveva comandatocosì egli fece.Genesi - Capitolo 7[1]Il Signore disse a Noè: «Entra nell'arca tu con tutta la tua famigliaperché ti ho visto giusto dinanzi a me in questa generazione. [2]D'ogni animale mondo prendine con te sette paiail maschio e la sua femmina; degli animali che non sono mondi un paioil maschio e la sua femmina. [3]Anche degli uccelli mondi del cielosette paiamaschio e femminaper conservarne in vita la razza su tutta la terra. [4]Perché tra sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti; sterminerò dalla terra ogni essere che ho fatto». [5]Noè fece quanto il Signore gli aveva comandato.[6]Noè aveva seicento anniquando venne il diluviocioè le acque sulla terra. [7]Noè entrò nell'arca e con lui i suoi figlisua moglie e le mogli dei suoi figliper sottrarsi alle acque del diluvio. [8]Degli animali mondi e di quelli immondidegli uccelli e di tutti gli esseri che strisciano sul suolo [9]entrarono a due a due con Noè nell'arcamaschio e femminacome Dio aveva comandato a Noè.[10]Dopo sette giornile acque del diluvio furono sopra la terra; [11]nell'anno seicentesimo della vita di Noènel secondo meseil diciassette del meseproprio in quello stesso giornoeruppero tutte le sorgenti del grande abisso e le cateratte del cielo si aprirono. [12]Cadde la pioggia sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti. [13]In quello stesso giorno entrò nell'arca Noè con i figli SemCam e Iafetla moglie di Noèle tre mogli dei suoi tre figli: [14]essi e tutti i viventi secondo la loro specie e tutto il bestiame secondo la sua specie e tutti i rettili che strisciano sulla terra secondo la loro specietutti i volatili secondo la loro specietutti gli uccellitutti gli esseri alati. [15]Vennero dunque a Noè nell'arcaa due a duedi ogni carne in cui è il soffio di vita. [16]Quelli che venivanomaschio e femmina d'ogni carneentrarono come gli aveva comandato Dio: il Signore chiuse la porta dietro di lui.L'inondazione[17]Il diluvio durò sulla terra quaranta giorni: le acque crebbero e sollevarono l'arca che si innalzò sulla terra. [18]Le acque divennero poderose e crebbero molto sopra la terra e l'arca galleggiava sulle acque. [19]Le acque si innalzarono sempre più sopra la terra e coprirono tutti i monti più alti che sono sotto tutto il cielo. [20]Le acque superarono in altezza di quindici cubiti i monti che avevano ricoperto.[21]Perì ogni essere vivente che si muove sulla terrauccellibestiame e fiere e tutti gli esseri che brulicano sulla terra e tutti gli uomini. [22]Ogni essere che ha un alito di vita nelle naricicioè quanto era sulla terra asciutta morì.[23]Così fu sterminato ogni essere che era sulla terra: con gli uominigli animali domesticii rettili e gli uccelli del cielo; essi furono sterminati dalla terra e rimase solo Noè e chi stava con lui nell'arca.[24]Le acque restarono alte sopra la terra centocinquanta giorni.Genesi - Capitolo 8L'abbassamento delle acque[1]Dio si ricordò di Noèdi tutte le fiere e di tutti gli animali domestici che erano con lui nell'arca. Dio fece passare un vento sulla terra e le acque si abbassarono. [2]Le fonti dell'abisso e le cateratte del cielo furono chiuse e fu trattenuta la pioggia dal cielo; [3]le acque andarono via via ritirandosi dalla terra e calarono dopo centocinquanta giorni. [4]Nel settimo meseil diciasette del mesel'arca si posò sui monti dell'Ararat. [5]Le acque andarono via via diminuendo fino al decimo mese. Nel decimo meseil primo giorno del meseapparvero le cime dei monti.[6]Trascorsi quaranta giorniNoè aprì la finestra che aveva fatta nell'arca e fece uscire un corvo per vedere se le acque si fossero ritirate. [7]Esso uscì andando e tornando finché si prosciugarono le acque sulla terra. [8]Noè poi fece uscire una colombaper vedere se le acque si fossero ritirate dal suolo; [9]ma la colombanon trovando dove posare la pianta del piedetornò a lui nell'arcaperché c'era ancora l'acqua su tutta la terra. Egli stese la manola prese e la fece rientrare presso di sé nell'arca. [10]Attese altri sette giorni e di nuovo fece uscire la colomba dall'arca [11]e la colomba tornò a lui sul far della sera; eccoessa aveva nel becco un ramoscello di ulivo. Noè comprese che le acque si erano ritirate dalla terra. [12]Aspettò altri sette giornipoi lasciò andare la colomba; essa non tornò più da lui.[13]L'anno seicentouno della vita di Noèil primo meseil primo giorno del mesele acque si erano prosciugate sulla terra; Noè tolse la copertura dell'arca ed ecco la superficie del suolo era asciutta. [14]Nel secondo meseil ventisette del mesetutta la terra fu asciutta.L'uscita dall'arca[15]Dio ordinò a Noè: [16]«Esci dall'arca tu e tua mogliei tuoi figli e le mogli dei tuoi figli con te. [17]Tutti gli animali d'ogni specie che hai con teuccellibestiame e tutti i rettili che strisciano sulla terrafalli uscire con teperché possano diffondersi sulla terrasiano fecondi e si moltiplichino su di essa».[18]Noè uscì con i figlila moglie e le mogli dei figli. [19]Tutti i viventi e tutto il bestiame e tutti gli uccelli e tutti i rettili che strisciano sulla terrasecondo la loro specieuscirono dall'arca. [20]Allora Noè edificò un altare al Signore; prese ogni sorta di animali mondi e di uccelli mondi e offrì olocausti sull'altare. [21]Il Signore ne odorò la soave fragranza e pensò: «Non maledirò più il suolo a causa dell'uomoperché l'istinto del cuore umano è incline al male fin dalla adolescenza; né colpirò più ogni essere vivente come ho fatto.[22]Finché durerà la terraseme e messefreddo e caldoestate e invernogiorno e nottenon cesseranno».Genesi - Capitolo 9Il nuovo ordine del mondo[1]Dio benedisse Noè e i suoi figli e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra. [2]Il timore e il terrore di voi sia in tutte le bestie selvatiche e in tutto il bestiame e in tutti gli uccelli del cielo. Quanto striscia sul suolo e tutti i pesci del mare sono messi in vostro potere. [3]Quanto si muove e ha vita vi servirà di cibo: vi do tutto questocome gia le verdi erbe. [4]Soltanto non mangerete la carne con la sua vitacioè il suo sangue. [5]Del sangue vostro anziossia della vostra vitaio domanderò conto; ne domanderò conto ad ogni essere vivente e domanderò conto della vita dell'uomo all'uomoa ognuno di suo fratello.[6]Chi sparge il sangue dell'uomodall'uomo il suo sangue sarà sparsoperché ad immagine di DioEgli ha fatto l'uomo.[7]E voisiate fecondi e moltiplicatevisiate numerosi sulla terra e dominatela».[8]Dio disse a Noè e ai sui figli con lui: [9]«Quanto a meecco io stabilisco la mia alleanza coni vostri discendenti dopo di voi; [10]con ogni essere vivente che è con voiuccellibestiame e bestie selvatichecon tutti gli animali che sono usciti dall'arca. [11]Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutto nessun vivente dalle acque del diluvioné più il diluvio devasterà la terra».[12]Dio disse:«Questo è il segno dell'alleanzache io pongotra me e voie tra ogni essere viventeche è con voiper le generazioni eterne.[13]Il mio arco pongo sulle nubied esso sarà il segno dell'alleanzatra me e la terra.[14]Quando raduneròle nubi sulla terrae apparirà l'arco sulle nubi[15]ricorderò la mia alleanzache è tra me e voie tra ogni essere che vive in ogni carnee noi ci saranno più le acqueper il diluvioper distruggere ogni carne.[16]L'arco sarà sulle nubie io lo guarderò per ricordare l'alleanza eternatra Dio e ogni essere che vive in ogni carneche è sulla terra».[17]Disse Dio a Noè: «Questo è il segno dell'alleanza che io ho stabilito tra me e ogni carne che è sulla terra».3. DAL DILUVIO AD ABRAMONoè e i suoi figli[18]I figli di Noè che uscirono dall'arca furono SemCam e Iafet; Cam è il padre di Canaan. [19]Questi tre sono i figli di Noè e da questi fu popolata tutta la terra.[20]Ora Noècoltivatore della terracominciò a piantare una vigna. [21]Avendo bevuto il vinosi ubriacò e giacque scoperto all'interno della sua tenda. [22]Campadre di Canaanvide il padre scoperto e raccontò la cosa ai due fratelli che stavano fuori. [23]Allora Sem e Iafet presero il mantellose lo misero tutti e due sulle spalle ecamminando a ritrosocoprirono il padre scoperto; avendo rivolto la faccia indietronon videro il padre scoperto.[24]Quando Noè si fu risvegliato dall'ebbrezzaseppe quanto gli aveva fatto il figlio minore; [25]allora disse:«Sia maledetto Canaan!Schiavo degli schiavisarà per i suoi fratelli!». [26]Disse poi:«Benedetto il SignoreDio di SemCanaan sia suo schiavo![27]Dio dilati Iafete questi dimori nelle tende di SemCanaan sia suo schiavo!».[28]Noè vissedopo il diluviotrecentocinquanta anni. [29]L'intera vita di Noè fu di novecentocinquanta annipoi morì.Genesi - Capitolo 10La terra popolata[1]Questa è la discendenza dei figli di Noè: SemCam e Iafetai quali nacquero figli dopo il diluvio.[2]I figli di Iafet: GomerMagogMadaiIavanTubalMesech e Tiras.[3]I figli di Gomer: AskenazRifat e Togarma.[4]I figli di Iavan: ElisaTarsisquelli di Cipro e quelli di Rodi.[5]Da costoro derivarono le nazioni disperse per le isole nei loro territoriciascuno secondo la propria lingua e secondo le loro famiglienelle loro nazioni.[6]I figli di Cam: EtiopiaEgittoPut e Canaan.[7]I figli di Etiopia: SebaAvìlaSabtaRaama e Sàbteca.I figli di Raama: Saba e Dedan.[8]Ora Etiopia generò Nimrod: costui cominciò a essere potente sulla terra.[9]Egli era valente nella caccia davanti al Signoreperciò si dice: «Come Nimrodvalente cacciatore davanti al Signore». [10]L'inizio del suo regno fu BabeleUruchAccad e Calnenel paese di Sennaar. [11]Da quella terra si portò ad Assur e costruì NiniveRecobot-Ir e Càlach [12]e Resen tra Ninive e Càlach; quella è la grande città.[13]Egitto generò quelli di LudAnamLaabNaftuch[14]PatrosCasluch e Caftorda dove uscirono i Filistei.[15]Canaan generò Sidonesuo primogenitoe Chet [16]e il Gebuseol'Amorreoil Gergeseo[17]l'Eveol'Archita e il Sineo[18]l'Arvaditail Semarita e l'Amatita. In seguito si dispersero le famiglie dei Cananei. [19]Il confine dei Cananei andava da Sidone in direzione di Gerar fino a Gazapoi in direzione di SòdomaGomorraAdma e Zeboimfino a Lesa. [20]Questi furono i figli di Cam secondo le loro famiglie e le loro linguenei loro territori e nei loro popoli.[21]Anche a Sempadre di tutti i figli di Eberfratello maggiore di Jafetnacque una dicendenza.[22]I figli di Sem: ElamAssurArpacsadLud e Aram.[23]I figli di Aram: UzCulGheter e Mas.[24]Arpacsad generò Selach e Selach generò Eber. [25]A Eber nacquero due figli: uno si chiamò Pelegperché ai suoi tempi fu divisa la terrae il fratello si chiamò Joktan.[26]Joktan generò AlmodadSelefAscarmavetJerach[27]AdòcamUzalDikla[28]ObalAbimaèlSaba[29]OfirAvìla e Ibab. Tutti questi furono i figli di Joktan; [30]la loro sede era sulle montagne dell'orienteda Mesa in direzione di Sefar.[31]Questi furono i figli di Sem secondo le loro famiglie e le loro lingueterritorisecondo i loro popoli.[32]Queste furono le famiglie dei figli di Noè secondo le loro generazioninei loro popoli. Da costoro si dispersero le nazioni sulla terra dopo il diluvio.Genesi - Capitolo 11La torre di Babele[1]Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. [2]Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. [3]Si dissero l'un l'altro: «Venitefacciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. [4]Poi dissero: «Venitecostruiamoci una città e una torrela cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nomeper non disperderci su tutta la terra». [5]Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. [6]Il Signore disse: «Eccoessi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. [7]Scendiamo dunque e confondiamo la loro linguaperché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro». [8]Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi essarono di costruire la città. [9]Per questo la si chiamò Babeleperché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.I patriarchi postdiluviani[10]Questa è la discendenza di Sem: Sem aveva cento anni quando generò Arpacsaddue anni dopo il diluvio; [11]Semdopo aver generato Arpacsadvisse cinquecento anni e generò figli e figlie.[12]Arpacsad aveva trentacinque anni quando generò Selach; [13]Arpacsaddopo aver generato Selachvisse quattrocentotrè anni e generò figli e figlie.[14]Selach aveva trent'anni quando generò Eber; [15]Selachdopo aver generato Ebervisse quattrocentotrè anni e generò figli e figlie.[16]Eber aveva trentaquattro anni quando generò Peleg; [17]Eberdopo aver generato Pelegvisse quattrocentotrenta anni e generò figli e figlie.[18]Peleg aveva trent'anni quando generò Reu; [19]Pelegdopo aver generato Reuvisse duecentonove anni e generò figli e figlie.[20]Reu aveva trentadue anni quando generò Serug; [21]Reudopo aver generato Serugvisse duecentosette anni e generò figli e figlie.[22]Serug aveva trent'anni quando generò Nacor; [23]Serugdopo aver generato Nacorvisse duecento anni e generò figli e figlie.[24]Nacor aveva ventinove anni quando generò Terach; [25]Nacordopo aver generato Terachvisse centodiciannove anni e generò figli e figlie.[26]Terach aveva settant'anni quando generò AbramNacor e Aran.La discendenza di Terach[27]Questa è la posterità di Terach: Terach generò AbramNacor e Aran: Aran generò Lot. [28]Aran poi morì alla presenza di suo padre Terach nella sua terra natalein Ur dei Caldei. [29]Abram e Nacor si presero delle mogli; la moglie di Abram si chiamava Sarai e la moglie di Nacor Milcach'era figlia di Aranpadre di Milca e padre di Isca. [30]Sarai era sterile e non aveva figli.[31]Poi Terach prese Abramsuo figlioe Lotfiglio di Aranfiglio cioè del suo figlioe Sarai sua nuoramoglie di Abram suo figlioe uscì con loro da Ur dei Caldei per andare nel paese di Canaan. Arrivarono fino a Carran e vi si stabilirono.[32]L'età della vita di Terach fu di duecentocinque anni; Terach morì in Carran.Genesi - Capitolo 12II. STORIA DI ABRAMOVocazione di Abramo[1]Il Signore disse ad Abram:«Vàttene dal tuo paesedalla tua patriae dalla casa di tuo padreverso il paese che io ti indicherò.[2]Farò di te un grande popoloe ti benediròrenderò grande il tuo nomee diventerai una benedizione.[3]Benedirò coloro che ti benedirannoe coloro che ti malediranno malediròe in te si diranno benedettetutte le famiglie della terra».[4]Allora Abram partìcome gli aveva ordinato il Signoree con lui partì Lot. Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran. [5]Abram dunque prese la moglie Saraie Lotfiglio di suo fratelloe tutti i beni che avevano acquistati in Carran e tutte le persone che lì si erano procurate e si incamminarono verso il paese di Canaan. Arrivarono al paese di Canaan [6]e Abram attraversò il paese fino alla località di Sichempresso la Quercia di More. Nel paese si trovavano allora i Cananei.[7]Il Signore apparve ad Abram e gli disse: «Alla tua discendenza io darò questo paese». Allora Abram costruì in quel posto un altare al Signore che gli era apparso. [8]Di là passò sulle montagne a oriente di Betel e piantò la tendaavendo Betel ad occidente e Ai ad oriente. Lì costruì un altare al Signore e invocò il nome del Signore. [9]Poi Abram levò la tenda per accamparsi nel Negheb.Abramo in Egitto[10]Venne una carestia nel paese e Abram scese in Egitto per soggiornarviperché la carestia gravava sul paese.[11]Maquando fu sul punto di entrare in Egittodisse alla moglie Sarai: «Vediio so che tu sei donna di aspetto avvenente. [12]Quando gli Egiziani ti vedrannopenseranno: Costei è sua mogliee mi ucciderannomentre lasceranno te in vita. [13]Dì dunque che tu sei mia sorellaperché io sia trattato bene per causa tua e io viva per riguardo a te».[14]Appunto quando Abram arrivò in Egittogli Egiziani videro che la donna era molto avvenente. [15]La osservarono gli ufficiali del faraone e ne fecero le lodi al faraone; così la donna fu presa e condotta nella casa del faraone. [16]Per riguardo a leiegli trattò bene Abramche ricevette greggi e armenti e asinischiavi e schiaveasine e cammelli. [17]Ma il Signore colpì il faraone e la sua casa con grandi piagheper il fatto di Saraimoglie di Abram. [18]Allora il faraone convocò Abram e gli disse: «Che mi hai fatto? Perché non mi hai dichiarato che era tua moglie? [19]Perché hai detto: E' mia sorellacosì che io me la sono presa in moglie? E ora eccoti tua moglie: prendila e vàttene!». [20]Poi il faraone lo affidò ad alcuni uomini che lo accompagnarono fuori della frontiera insieme con la moglie e tutti i suoi averi.Genesi - Capitolo 13Separazione di Abramo e di Lot[1]Dall'Egitto Abram ritornò nel Negheb con la moglie e tutti i suoi averi; Lot era con lui. [2]Abram era molto ricco in bestiameargento e oro. [3]Poi di accampamento in accampamento egli dal Negheb si portò fino a Betelfino al luogo dove era stata gia prima la sua tendatra Betel e Ai[4]al luogo dell'altareche aveva là costruito prima: lì Abram invocò il nome del Signore. [5]Ma anche Lotche andava con Abramaveva greggi e armenti e tende. [6]Il territorio non consentiva che abitassero insiemeperché avevano beni troppo grandi e non potevano abitare insieme. [7]Per questo sorse una lite tra i mandriani di Abram e i mandriani di Lotmentre i Cananei e i Perizziti abitavano allora nel paese. [8]Abram disse a Lot: «Non vi sia discordia tra me e tetra i miei mandriani e i tuoiperché noi siamo fratelli. [9]Non sta forse davanti a te tutto il paese? Sepàrati da me. Se tu vai a sinistraio antraio andrò a destra; se tu vai a destraio andrò a sinistra».[10]Allora Lot alzò gli occhi e vide che tutta la valle del Giordano era un luogo irrigato da ogni parte - prima che il Signore distruggesse Sòdoma e Gomorra -; era come il giardino del Signorecome il paese d'Egittofino ai pressi di Zoar. [11]Lot scelse per sé tutta la valle del Giordano e trasportò le tende verso oriente. Così si separarono l'uno dall'altro: [12]Abram si stabilì nel paese di Canaan e Lot si stabilì nelle città della valle e piantò le tende vicino a Sòdoma. [13]Ora gli uomini di Sòdoma erano perversi e peccavano molto contro il Signore.[14]Allora il Signore disse ad Abramdopo che Lot si era separato da lui: «Alza gli occhi e dal luogo dove tu stai spingi lo sguardo verso il settentrione e il mezzogiornoverso l'oriente e l'occidente. [15]Tutto il paese che tu vediio lo darò a te e alla tua discendenza per sempre. [16]Renderò la tua discendenza come la polvere della terra: se uno può contare la polvere della terrapotrà contare anche i tuoi discendenti. [17]Alzatipercorri il paese in lungo e in largoperché io lo darò a te». [18]Poi Abram si spostò con le sue tende e andò a stabilirsi alle Querce di Mamreche sono ad Ebrone vi costruì un altare al Signore.Genesi - Capitolo 14La campagna dei quattro re[1]Al tempo di Amrafel re di Sennaardi Arioch re di Ellasardi Chedorlaomer re dell'Elam e di Tideal re di Goim[2]costoro mossero guerra contro Bera re di SòdomaBirsa re di GomorraSinab re di AdmaSemeber re di Zeboime contro il re di Belacioè Zoar. [3]Tutti questi si concentrarono nella valle di Siddimcioè il Mar Morto. [4]Per dodici anni essi erano stati sottomessi a Chedorlaomerma il tredicesimo anno si erano ribellati. [5]Nell'anno quattordicesimo arrivarono Chedorlaomer e i re che erano con lui e sconfissero i Refaim ad Astarot-Karnaimgli Zuzim ad Amgli Emim a Save-Kiriataim [6]e gli Hurriti sulle montagne di Seir fino a El-Paranche è presso il deserto. [7]Poi mutarono direzione e vennero a En-Mispatcioè Kadese devastarono tutto il territorio degli Amaleciti e anche degli Amorrei che abitavano in Azazon-Tamar. [8]Allora il re di Sòdomail re di Gomorrail re di Admail re di Zeboim e il re di Belacioè Zoaruscirono e si schierarono a battaglia nella valle di Siddim contro di esso[9]e cioè contro Chedorlaomer re dell'ElamTideal re di GoimAmrafel re di Sennaar e Arioch re di Ellasar: quattro re contro cinque. [10]Ora la valle di Siddim era piena di pozzi di bitume; mentre il re di Sòdoma e il re di Gomorra si davano alla fugaalcuni caddero nei pozzi e gli altri fuggirono sulle montagne. [11]Gli invasori presero tutti i beni di Sodoma e Gomorra e tutti i loro viveri e se ne andarono. [12]Andandosene catturarono anche Lotfiglio del fratello di Abrame i suoi beni: egli risiedeva appunto in Sòdoma.[13]Ma un fuggiasco venne ad avvertire Abram l'Ebreo che si trovava alle Querce di Mamre l'Amorreofratello di Escol e fratello di Aner i quali erano alleati di Abram. [14]Quando Abram seppe che il suo parente era stato preso prigionieroorganizzò i suoi uomini esperti nelle armischiavi nati nella sua casain numero di trecentodiciottoe si diede all'inseguimento fino a Dan. [15]Piombò sopra di essi di nottelui con i suoi servili sconfisse e proseguì l'inseguimento fino a Cobaa settentrione di Damasco. [16]Ricuperò così tutta la roba e anche Lot suo parentei suoi benicon le donne e il popolo.Melchisedek[17]Quando Abram fu di ritornodopo la sconfitta di Chedorlaomer e dei re che erano con luiil re di Sòdoma gli uscì incontro nella Valle di Savecioè la Valle del re. [18]Intanto Melchisedekre di Salemoffrì pane e vino: era sacerdote del Dio altissimo [19]e benedisse Abram con queste parole:«Sia benedetto Abram dal Dio altissimocreatore del cielo e della terra[20]e benedetto sia il Dio altissimoche ti ha messo in mano i tuoi nemici».Abram gli diede la decima di tutto.[21]Poi il re di Sòdoma disse ad Abram: «Dammi le persone; i beni prendili per te». [22]Ma Abram disse al re di Sòdoma: «Alzo la mano davanti al Signoreil Dio altissimocreatore del cielo e della terra: [23]né un filoné un legaccio di sandaloniente io prenderò di ciò che è tuo; non potrai dire: io ho arricchito Abram. [24]Per me nientese non quello che i servi hanno mangiato; quanto a ciò che spetta agli uomini che sono venuti con meEscolAner e Mamreessi stessi si prendano la loro parte».Genesi - Capitolo 15Le promesse e l'alleanza[1]Dopo tali fattiquesta parola del Signore fu rivolta ad Abram in visione: «Non temereAbram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande». [2]Rispose Abram: «Mio Signore Dioche mi darai? Io me ne vado senza figli e l'erede della mia casa è Eliezer di Damasco». [3]Soggiunse Abram: «Ecco a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede». [4]Ed ecco gli fu rivolta questa parola dal Signore: «Non costui sarà il tuo eredema uno nato da te sarà il tuo erede». [5]Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stellese riesci a contarle» e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza». [6]Egli credette al Signoreche glielo accreditò come giustizia. [7]E gli disse: «Io sono il Signore che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei per darti in possesso questo paese». [8]Rispose: «Signore mio Diocome potrò sapere che ne avrò il possesso?». [9]Gli disse: «Prendimi una giovenca di tre anniuna capra di tre anniun ariete di tre anniuna tortora e un piccione». [10]Andò a prendere tutti questi animalili divise in due e collocò ogni metà di fronte all'altra; non divise però gli uccelli. [11]Gli uccelli rapaci calavano su quei cadaverima Abram li scacciava. [12]Mentre il sole stava per tramontareun torpore cadde su Abramed ecco un oscuro terrore lo assalì. [13]Allora il Signore disse ad Abram: «Sappi che i tuoi discendenti saranno forestieri in un paese non loro; saranno fatti schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni. [14]Ma la nazione che essi avranno servitola giudicherò io: dopoessi usciranno con grandi ricchezze. [15]Quanto a teandrai in pace presso i tuoi padri; sarai sepolto dopo una vecchiaia felice. [16]Alla quarta generazione torneranno quiperché l'iniquità degli Amorrei non ha ancora raggiunto il colmo».[17]Quandotramontato il solesi era fatto buio fittoecco un forno fumante e una fiaccola ardente passarono in mezzo agli animali divisi. [18]In quel giorno il Signore concluse questa alleanza con Abram:«Alla tua discendenza io do questo paese dal fiume d'Egitto al grande fiumeil fiume Eufrate; [19]il paese dove abitano i Kenitii Kenizzitii Kadmoniti[20]gli Hittitii Perizzitii Refaim[21]gli Amorreii Cananeii Gergeseigli Evei e i Gebusei».Genesi - Capitolo 16Nascita di Ismaele[1]Saraimoglie di Abramnon gli aveva dato figli. Avendo però una schiava egiziana chiamata Agar[2]Sarai disse ad Abram: «Eccoil Signore mi ha impedito di aver prole; unisciti alla mia schiava: forse da lei potrò avere figli». Abram ascoltò la voce di Sarai. [3]Cosìal termine di dieci anni da quando Abram abitava nel paese di CanaanSaraimoglie di Abramprese Agar l'egizianasua schiava e la diede in moglie ad Abramsuo marito. [4]Egli si unì ad Agarche restò incinta. Maquando essa si accorse di essere incintala sua padrona non contò più nulla per lei. [5]Allora Sarai disse ad Abram: «L'offesa a me fatta ricada su di te! Io ti ho dato in braccio la mia schiavama da quando si è accorta d'essere incintaio non conto più niente per lei. Il Signore sia giudice tra me e te!». [6]Abram disse a Sarai: «Eccola tua schiava è in tuo potere: falle ciò che ti pare». Sarai allora la maltrattò tanto che quella si allontanò. [7]La trovò l'angelo del Signore presso una sorgente d'acqua nel desertola sorgente sulla strada di Sur[8]e le disse: «Agarschiava di Saraida dove vieni e dove vai?». Rispose: «Vado lontano dalla mia padrona Sarai». [9]Le disse l'angelo del Signore: «Ritorna dalla tua padrona e restale sottomessa». [10]Le disse ancora l'angelo del Signore: «Moltiplicherò la tua discendenza e non si potrà contarla per la sua moltitudine». [11]Soggiunse poi l'angelo del Signore:«Eccosei incinta:partorirai un figlioe lo chiamarai Ismaeleperché il Signore ha ascoltato la tua afflizione.[12]Egli sarà come un ònagro;la sua mano sarà contro tuttie la mano di tutti contro di luie abiterà di fronte a tutti i suoi fratelli».[13]Agar chiamò il Signoreche le aveva parlato: «Tu sei il Dio della visione»perché diceva: «Qui dunque sono riuscita ancora a vederedopo la mia visione?». [14]Per questo il pozzo si chiamò Pozzo di Lacai-Roi; è appunto quello che si trova tra Kades e Bered. [15]Agar partorì ad Abram un figlio e Abram chiamò Ismaele il figlio che Agar gli aveva partorito. [16]Abram aveva ottantasei anni quando Agar gli partorì Ismaele.Genesi - Capitolo 17L'alleanza e la circoncisione[1]Quando Abram ebbe novantanove anniil Signore gli apparve e gli disse:«Io sono Dio onnipotente:cammina davanti a mee sii integro.[2]Porrò la mia alleanzatra me e tee ti renderò numerosomoltomolto». [3]Subito Abram si prostrò con il viso a terra e Dio parlò con lui:[4]«Eccomi:la mia alleanza è con tee sarai padredi una moltitudine di popoli.[5]Non ti chiamerai più Abramma ti chiamerai Abrahamperché padre di una moltitudinedi popoli ti renderò. [6]E ti renderò moltomolto fecondo; ti farò diventare nazioni e da te nasceranno dei re. [7]Stabilirò la mia alleanza con te e con la tua discendenza dopo di te di generazione in generazionecome alleanza perenneper essere il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te. [8]Darò a te e alla tua discendenza dopo di te il paese dove sei stranierotutto il paese di Canaan in possesso perenne; sarò il vostro Dio».[9]Disse Dio ad Abramo: «Da parte tua devi osservare la mia alleanzatu e la tua discendenza dopo di te di generazione in generazione. [10]Questa è la mia alleanza che dovete osservarealleanza tra me e voi e la tua discendenza dopo di te: sia circonciso tra di voi ogni maschio. [11]Vi lascerete circoncidere la carne del vostro membro e ciò sarà il segno dell'alleanza tra me e voi. [12]Quando avrà otto giornisarà circonciso tra di voi ogni maschio di generazione in generazionetanto quello nato in casa come quello comperato con denaro da qualunque straniero che non sia della tua stirpe. [13]Deve essere circonciso chi è nato in casa e chi viene comperato con denaro; così la mia alleanza sussisterà nella vostra carne come alleanza perenne. [14]Il maschio non circoncisodi cui cioè non sarà stata circoncisa la carne del membrosia eliminato dal suo popolo: ha violato la mia alleanza».[15]Dio aggiunse ad Abramo: «Quanto a Sarai tua moglienon la chiamerai più Saraima Sara. [16]Io la benedirò e anche da lei ti darò un figlio; la benedirò e diventerà nazioni e re di popoli nasceranno da lei».[17]Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e rise e pensò: «Ad uno di cento anni può nascere un figlio? E Sara all'età di novanta anni potrà partorire?». [18]Abramo disse a Dio: «Se almeno Ismaele potesse vivere davanti a te!». [19]E Dio disse: «NoSaratua moglieti partorirà un figlio e lo chiamerai Isacco. Io stabilirò la mia alleanza con lui come alleanza perenneper essere il Dio suo e della sua discendenza dopo di lui. [20]Anche riguardo a Ismaele io ti ho esaudito: eccoio lo benedico e lo renderò fecondo e moltomolto numeroso: dodici principi egli genererà e di lui farò una grande nazione. [21]Ma stabilirò la mia alleanza con Isaccoche Sara ti partorirà a questa data l'anno venturo». [22]Dio terminò così di parlare con lui esalendo in altolasciò Abramo.[23]Allora Abramo prese Ismaele suo figlio e tutti i nati nella sua casa e tutti quelli comperati con il suo denarotutti i maschi appartenenti al personale della casa di Abramoe circoncise la carne del loro membro in quello stesso giornocome Dio gli aveva detto. [24]Ora Abramo aveva novantanove anniquando si fece circoncidere la carne del membro. [25]Ismaele suo figlio aveva tredici anni quando gli fu circoncisa la carne del membro. [26]In quello stesso giorno furono circoncisi Abramo e Ismaele suo figlio. [27]E tutti gli uomini della sua casai nati in casa e i comperati con denaro dagli stranierifurono circoncisi con lui.Genesi - Capitolo 18L'apparizione di Mamre[1]Poi il Signore apparve a lui alle Querce di Mamrementre egli sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno. [2]Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li videcorse loro incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra[3]dicendo: «Mio signorese ho trovato grazia ai tuoi occhinon passar oltre senza fermarti dal tuo servo. [4]Si vada a prendere un pò di acqualavatevi i piedi e accomodatevi sotto l'albero. [5]Permettete che vada a prendere un boccone di pane e rinfrancatevi il cuore; dopopotrete proseguireperché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fà pure come hai detto». [6]Allora Abramo andò in fretta nella tendada Sarae disse: «Prestotre staia di fior di farinaimpastala e fanne focacce». [7]All'armento corse lui stessoAbramoprese un vitello tenero e buono e lo diede al servoche si affrettò a prepararlo. [8]Prese latte acido e latte fresco insieme con il vitelloche aveva preparatoe li porse a loro. Cosìmentr'egli stava in piedi presso di loro sotto l'alberoquelli mangiarono.[9]Poi gli dissero: «Dov'è Saratua moglie?». Rispose: «E' là nella tenda». [10]Il Signore riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Saratua moglieavrà un figlio». Intanto Sara stava ad ascoltare all'ingresso della tenda ed era dietro di lui. [11]Abramo e Sara erano vecchiavanti negli anni; era cessato a Sara ciò che avviene regolarmente alle donne. [12]Allora Sara rise dentro di sé e disse: «Avvizzita come sono dovrei provare il piacerementre il mio signore è vecchio!». [13]Ma il Signore disse ad Abramo: «Perché Sara ha riso dicendo: Potrò davvero partorirementre sono vecchia? [14]C'è forse qualche cosa impossibile per il Signore? Al tempo fissato tornerò da te alla stessa data e Sara avrà un figlio». [15]Allora Sara negò: «Non ho riso!»perché aveva paura; ma quegli disse: «Sìhai proprio riso».L'intercessione di Abramo[16]Quegli uomini si alzarono e andarono a contemplare Sòdoma dall'altomentre Abramo li accompagnava per congedarli. [17]Il Signore diceva: «Devo io tener nascosto ad Abramo quello che sto per fare[18]mentre Abramo dovrà diventare una nazione grande e potente e in lui si diranno benedette tutte le nazioni della terra? [19]Infatti io l'ho sceltoperché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia dopo di lui ad osservare la via del Signore e ad agire con giustizia e dirittoperché il Signore realizzi per Abramo quanto gli ha promesso». [20]Disse allora il Signore: «Il grido contro Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave. [21]Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!».[22]Quegli uomini partirono di lì e andarono verso Sòdomamentre Abramo stava ancora davanti al Signore. [23]Allora Abramo gli si avvicinò e gli disse: «Davvero sterminerai il giusto con l'empio? [24]Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? [25]Lungi da te il far morire il giusto con l'empiocosì che il giusto sia trattato come l'empio; lungi da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?». [26]Rispose il Signore: «Se a Sòdoma troverò cinquanta giusti nell'ambito della cittàper riguardo a loro perdonerò a tutta la città».[27]Abramo riprese e disse: «Vedi come ardisco parlare al mio Signoreio che sono polvere e cenere... [28]Forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?». Rispose: «Non la distruggeròse ve ne trovo quarantacinque». [29]Abramo riprese ancora a parlargli e disse: «Forse là se ne troveranno quaranta». Rispose: «Non lo faròper riguardo a quei quaranta». [30]Riprese: «Non si adiri il mio Signorese parlo ancora: forse là se ne troveranno trenta». Rispose: «Non lo faròse ve ne troverò trenta». [31]Riprese: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno venti». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei venti». [32]Riprese: «Non si adiri il mio Signorese parlo ancora una volta sola; forse là se ne troveranno dieci». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei dieci». [33]Poi il Signorecome ebbe finito di parlare con Abramose ne andò e Abramo ritornò alla sua abitazione.Genesi - Capitolo 19La distruzione di Sodoma[1]I due angeli arrivarono a Sòdoma sul far della seramentre Lot stava seduto alla porta di Sòdoma. Non appena li ebbe vistiLot si alzòandò loro incontro e si prostrò con la faccia a terra. [2]E disse: «Miei signorivenite in casa del vostro servo: vi passerete la nottevi laverete i piedi e poidomattinaper tempove ne andrete per la vostra strada». Quelli risposero: «Nopasseremo la notte sulla piazza». [3]Ma egli insistette tanto che vennero da lui ed entrarono nella sua casa. Egli preparò per loro un banchettofece cuocere gli azzimi e così mangiarono. [4]Non si erano ancora coricatiquand'ecco gli uomini della cittàcioè gli abitanti di Sòdomasi affollarono intorno alla casagiovani e vecchitutto il popolo al completo. [5]Chiamarono Lot e gli dissero: «Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noiperché possiamo abusarne!». [6]Lot uscì verso di loro sulla porta edopo aver chiuso il battente dietro di sé[7]disse: «Nofratelli mieinon fate del male! [8]Sentiteio ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piacepurché non facciate nulla a questi uominiperché sono entrati all'ombra del mio tetto». [9]Ma quelli risposero: «Tirati via! Quest'individuo è venuto qui come straniero e vuol fare il giudice! Ora faremo a te peggio che a loro!». E spingendosi violentemente contro quell'uomocioè contro Lotsi avvicinarono per sfondare la porta. [10]Allora dall'interno quegli uomini sporsero le manisi trassero in casa Lot e chiusero il battente; [11]quanto agli uomini che erano alla porta della casaessi li colpirono con un abbaglio accecante dal più piccolo al più grandecosì che non riuscirono a trovare la porta.[12]Quegli uomini dissero allora a Lot: «Chi hai ancora qui? Il generoi tuoi figlile tue figlie e quanti hai in cittàfalli uscire da questo luogo. [13]Perché noi stiamo per distruggere questo luogo: il grido innalzato contro di loro davanti al Signore è grande e il Signore ci ha mandati a distruggerli». [14]Lot uscì a parlare ai suoi generiche dovevano sposare le sue figliee disse: «Alzateviuscite da questo luogoperché il Signore sta per distruggere la città!». Ma parve ai suoi generi che egli volesse scherzare. [15]Quando apparve l'albagli angeli fecero premura a Lotdicendo: «Suprendi tua moglie e le tue figlie che hai qui ed esci per non essere travolto nel castigo della città». [16]Lot indugiavama quegli uomini presero per mano luisua moglie e le sue due figlieper un grande atto di misericordia del Signore verso di lui; lo fecero uscire e lo condussero fuori della città. [17]Dopo averli condotti fuoriuno di loro disse: «Fuggiper la tua vita. Non guardare indietro e non fermarti dentro la valle: fuggi sulle montagneper non essere travolto!». [18]Ma Lot gli disse: «Nomio Signore! [19]Vediil tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi e tu hai usato una grande misericordia verso di me salvandomi la vitama io non riuscirò a fuggire sul montesenza che la sciagura mi raggiunga e io muoia. [20]Vedi questa città: è abbastanza vicina perché mi possa rifugiare là ed è piccola cosa! Lascia che io fugga lassù - non è una piccola cosa? - e così la mia vita sarà salva». [21]Gli rispose: «Eccoti ho favorito anche in questodi non distruggere la città di cui hai parlato. [22]Prestofuggi là perché io non posso far nullafinché tu non vi sia arrivato». Perciò quella città si chiamò Zoar.[23]Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Zoar[24]quand'ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore. [25]Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo. [26]Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale.[27]Abramo andò di buon mattino al luogo dove si era fermato davanti al Signore; [28]contemplò dall'alto Sòdoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terracome il fumo di una fornace.[29]Cosìquando Dio distrusse le città della valleDio si ricordò di Abramo e fece sfuggire Lot alla catastrofementre distruggeva le città nelle quali Lot aveva abitato.Origine dei Moabiti e degli Ammoniti[30]Poi Lot partì da Zoar e andò ad abitare sulla montagnainsieme con le due figlieperché temeva di restare in Zoare si stabilì in una caverna con le sue due figlie. [31]Ora la maggiore disse alla più piccola: «Il nostro padre è veccho e non c'è nessuno in questo territorio per unirsi a noisecondo l'uso di tutta la terra. [32]Vienifacciamo bere del vino a nostro padre e poi corichiamoci con luicosì faremo sussistere una discendenza da nostro padre». [33]Quella notte fecero bere del vino al loro padre e la maggiore andò a coricarsi con il padre; ma egli non se ne accorsené quando essa si coricòné quando essa si alzò. [34]All'indomani la maggiore disse alla più piccola: «Eccoieri io mi sono coricata con nostro padre: facciamogli bere del vino anche questa notte e và tu a coricarti con lui; così faremo sussistere una discendenza da nostro padre». [35]Anche quella notte fecero bere del vino al loro padre e la più piccola andò a coricarsi con lui; ma egli non se ne accorsené quando essa si coricòné quando essa si alzò. [36]Così le due figlie di Lot concepirono dal loro padre. [37]La maggiore partorì un figlio e lo chiamò Moab. Costui è il padre dei Moabiti che esistono fino ad oggi. [38]Anche la più piccola partorì un figlio e lo chiamò «Figlio del mio popolo». Costui è il padre degli Ammoniti che esistono fino ad oggi.Genesi - Capitolo 20Abramo a Gerar[1]Abramo levò le tende di làdirigendosi nel Neghebe si stabilì tra Kades e Sur; poi soggiornò come straniero a Gerar. [2]Siccome Abramo aveva detto della moglie Sara: «E' mia sorella»Abimèlechre di Gerarmandò a prendere Sara. [3]Ma Dio venne da Abimèlech di nottein sognoe gli disse: «Ecco stai per morire a causa della donna che tu hai presa; essa appartiene a suo marito». [4]Abimèlechche non si era ancora accostato a leidisse: «Mio Signorevuoi far morire anche la gente innocente? [5]Non mi ha forse detto: E' mia sorella? E anche lei ha detto: E' mio fratello. Con retta coscienza e mani innocenti ho fatto questo». [6]Gli rispose Dio nel sogno: «Anch'io so che con retta coscienza hai fatto questo e ti ho anche impedito di peccare contro di me: perciò non ho permesso che tu la toccassi. [7]Ora restituisci la donna di quest'uomo: egli è un profeta: preghi egli per te e tu vivrai. Ma se tu non la restituiscisappi che sarai degno di morte con tutti i tuoi». [8]Allora Abimèlech si alzò di mattina presto e chiamò tutti i suoi serviai quali riferì tutte queste cosee quegli uomini si impaurirono molto. [9]Poi Abimèlech chiamò Abramo e gli disse: «Che ci hai fatto? E che colpa ho commesso contro di teperché tu abbia esposto me e il mio regno ad un peccato tanto grande? Tu hai fatto a mio riguardo azioni che non si fanno». [10]Poi Abimèlech disse ad Abramo: «A che miravi agendo in tal modo?». [11]Rispose Abramo: «Io mi sono detto: certo non vi sarà timor di Dio in questo luogo e mi uccideranno a causa di mia moglie. [12]Inoltre essa è veramente mia sorellafiglia di mio padrema non figlia di mia madreed è divenuta mia moglie. [13]Alloraquando Dio mi ha fatto errare lungi dalla casa di mio padreio le dissi: Questo è il favore che tu mi farai: in ogni luogo dove noi arriveremo dirai di me: è mio fratello». [14]Allora Abimèlech prese greggi e armentischiavi e schiaveli diede ad Abramo e gli restituì la moglie Sara. [15]Inoltre Abimèlech disse: «Ecco davanti a te il mio territorio: và ad abitare dove ti piace!». [16]A Sara disse: «Eccoho dato mille pezzi d'argento a tuo fratello: sarà per te come un risarcimento di fronte a quanti sono con te. Così tu sei in tutto riabilitata». [17]Abramo pregò Dio e Dio guarì Abimèlechsua moglie e le sue servesì che poterono ancora partorire. [18]Perché il Signore aveva reso sterili tutte le donne della casa di Abimèlechper il fatto di Saramoglie di Abramo.Genesi - Capitolo 21Nascita di Isacco[1]Il Signore visitò Saracome aveva dettoe fece a Sara come aveva promesso. [2]Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaianel tempo che Dio aveva fissato. [3]Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era natoche Sara gli aveva partorito. [4]Abramo circoncise suo figlio Isaccoquando questi ebbe otto giornicome Dio gli aveva comandato. [5]Abramo aveva cento anniquando gli nacque il figlio Isacco. [6]Allora Sara disse: «Motivo di lieto riso mi ha dato Dio: chiunque lo saprà sorriderà di me!». [7]Poi disse: «Chi avrebbe mai detto ad Abramo: Sara deve allattare figli! Eppure gli ho partorito un figlio nella sua vecchiaia!».Agar e Ismaele cacciati[8]Il bambino crebbe e fu svezzato e Abramo fece un grande banchetto quando Isacco fu svezzato. [9]Ma Sara vide che il figlio di Agar l'Egizianaquello che essa aveva partorito ad Abramoscherzava con il figlio Isacco. [10]Disse allora ad Abramo: «Scaccia questa schiava e suo figlioperché il figlio di questa schiava non deve essere erede con mio figlio Isacco». [11]La cosa dispiacque molto ad Abramo per riguardo a suo figl



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